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giovedì 14 febbraio 2013

Chi controlla il denaro? Lo fa in segreto una Banca Centrale Mondiale non eletta e che non deve rendere conto a nessuno

Di Michael Snyder
The Economic Collapse

SWITZERLAND-BANKING-FINANCE

Un'organizzazione internazionale immensamente potente di cui la maggior parte delle persone non ha mai nemmeno sentito parlare controlla segretamente l'offerta di moneta del mondo intero. Si chiama Banca dei Regolamenti Internazionali, ed è la banca centrale delle banche centrali. Si trova a Basilea, in Svizzera, ma ha filiali anche a Hong Kong e Città del Messico. Si tratta essenzialmente di una banca centrale non eletta, indipendente e che ha la totale franchigia dalle imposte e dalle leggi nazionali. Anche Wikipedia ammette che " non risponde a nessun singolo governo nazionale."

La Banca dei Regolamenti Internazionali è stata utilizzata per riciclare denaro per i nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma in questi giorni lo scopo principale della BRI è quello di guidare e dirigere il sistema finanziario globale destinato ad essere unificato. Oggi, 58 banche centrali globali appartengono alla BRI, e influiscono sul modo in cui l'economia degli Stati Uniti (o qualsiasi altra economia) si svolgerà nel corso del prossimo anno molto più di un qualsiasi politico.

Ogni due mesi, i banchieri centrali del mondo si riuniscono a Basilea per un "Convegno di Economia Mondiale". Le decisioni che vengono prese durante questi incontri  interessano ogni uomo, donna e bambino sul pianeta, eppure nessuno di noi ha voce in capitolo in quello che succede. La Banca dei Regolamenti Internazionali è un'organizzazione  fondata dall'élite globale e opera a vantaggio delle élite globali, ed è destinata ad essere uno dei cardini principali del nascente sistema economico mondiale. E' imperativo che le persone vengano informate su ciò che è questa organizzazione e dove ha intenzione di portare l'economia globale.

Purtroppo, solo pochissime persone  sanno veramente cos'è la Banca dei Regolamenti Internazionali, e ancora meno persone sono a conoscenza delle riunioni di economia globale che si svolgono a Basilea su base bimestrale.

Questi incontri di economia globale sono stati discussi in un recente articolo del Wall Street Journal ...

Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontrano qui la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno.

Le discussioni durante la cena sul denaro e sull'economia sono più che accademiche. Al tavolo ci sono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51.000 miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale.

mercoledì 6 febbraio 2013

Chi governa il mondo? La prova consistente che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila

di Michael Snyder
The Economic Collapse

novus-ordo

Esiste un gruppo oscuro di elitisti oscenamente ricchi che controllano il mondo? Uomini e donne con enormi somme di denaro governano davvero il mondo da dietro le quinte? La risposta potrebbe sorprendervi. La maggior parte di noi tende a pensare al denaro come ad un modo conveniente per effettuare transazioni, ma la verità è che esso rappresenta anche il potere e il controllo. E oggi viviamo in un sistema neo-feudale in cui i super ricchi tirano tutte le corde.

Quando parlo degli ultra-ricchi, non parlo di persone che hanno qualche milione di dollari. Come si vedrà più avanti in questo articolo, gli ultra-ricchi hanno abbastanza soldi, depositati in banche offshore, da acquistare tutti i beni e i servizi prodotti negli Stati Uniti nel corso di un intero anno ed essere ancora in grado di pagare tutto il debito nazionale degli Stati Uniti. E' una somma di denaro così grande da essere quasi inconcepibile.

In base a tale sistema neo-feudale, tutto il resto di noi siamo schiavi del debito, compresi i nostri governi. Basta guardarsi intorno - tutti stanno annegando nel debito, e tutto quel debito sta rendendo gli ultra-ricchi ancora più ricchi. Ma gli ultra-ricchi non stanno semplicemente seduti su tutta quella ricchezza. Ne usano una parte per dominare gli affari delle nazioni. Gli ultra-ricchi possiedono praticamente ogni grande banca e ogni grande società del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, think tank e organizzazioni di beneficenza per promuovere le loro agende e per mantenere in riga i loro membri.

Controllano il modo in cui vediamo il mondo attraverso i loro diritti di proprietà sui media e il loro dominio sul nostro sistema di istruzione. Finanziano le campagne della maggior parte dei nostri politici ed esercitano un'enorme influenza su organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Se fate un passo indietro e date un'occhiata al quadro generale, non c'è dubbio su chi gestisce il mondo. E' solo che la maggior parte delle persone non vuole ammettere la verità.

Gli ultra-ricchi non vanno a depositare i loro soldi in una banca locale come voi e me. Al contrario, tendono a riporre le loro attività in luoghi in cui non saranno tassati, come le Isole Cayman. Secondo un rapporto che è stato rilasciato la scorsa estate, l'élite globale ha più di 32 trilioni di dollari nascosti in banche offshore in tutto il mondo.

Il PIL degli Stati Uniti nel 2011 era di circa 15.000 miliardi di dollari, e il debito nazionale degli Stati Uniti è arrivato a circa 16.000 miliardi di dollari, così che se anche li sommaste, insieme non raggiungerebbero 32.000 miliardi di dollari.

martedì 8 maggio 2012

Hollande e il mondialismo

di Ida Magli
ItalianiLiberi

hollandeMolti si rallegrano della vittoria di Hollande. Ma che ci facciamo con Hollande? Che ci facciamo noi, cittadini d’Italia, o di Francia, o di Spagna, o di Grecia, ecc.? Nulla, possiamo esserne certi, nulla, non ce ne facciamo nulla perché Hollande non sfiorerà neanche con un dito il problema vero: l’Unione europea. Ha promesso forse di abbandonare l’euro? Ha accennato, forse, alla mastodontica costruzione sovranazionale che sta uccidendo a poco a poco le Nazioni?

No, Hollande è come tutti gli altri politici che imperversano in Europa: variazioni minime, quel tanto che serve a far credere ai popoli che esista ancora una dialettica politica, una destra e una sinistra, mentre gli addetti ai lavori finiscono  di cuocere a fuoco lento ogni parvenza di democrazia per arrivare al governo globale, alla realizzazione del mondialismo.

giovedì 12 gennaio 2012

SATIRA VERITIERA: Henry Kissinger: "Se non riesci a sentire i tamburi di guerra allora devi essere sordo"

Kissinger
Kissinger, il più famoso esperto vivente sull'arte di governare internazionale

di Alfred Heinz
Global Research
dailysquib.co.uk (giornale satirico)

NEW YORK - Stati Uniti - Con una notevole ammissione l'ex Segretario di Stato dell'era Nixon, Henry Kissinger, rivela ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo e in particolare in Medio Oriente.

Parlando dal suo lussuoso appartamento di Manhattan, l'anziano statista, che compirà 89 anni a maggio, con la sua analisi della situazione attuale, è molto più avanti del forum mondiale di geo-politica ed economia.

giovedì 15 dicembre 2011

Bilderberg riabilitato e dichiarato idoneo a governare il mondo

di Richard Cottrell
End The Lie

“Here we are, born to be kings          “Eccoci qua, nati per essere re
We’re the princes of the universe.”     Siamo i signori dell’universo.”

- Freddie Mercury

bilderberg Una delle società più segrete al mondo sta venendo allo scoperto, sbattendo le palpebre alla lampeggiante e violenta luce del giorno, come Dracula che inaspettatamente decidesse di sentirsi più al sicuro emergendo dalla sua cripta fredda e umida al sorgere del sole.

“Sorgere del sole”, è la parola giusta. Mai le prospettive di un unico ordine mondiale sono sembrate più rosee, o più a portata di mano.

Così, non può essere affatto una coincidenza che il Gruppo Bilderberg, e la sua conventicola sorella, la Commissione Trilaterale, stiano improvvisamente a crogiolarsi sulle sedie a sdraio sui prati della rispettabilità pubblica.

È mia sincera convinzione che stiamo assistendo ad azioni di “riscaldamento” idonee a preparare noi tutti ad un unico ordine mondiale, nel momento in cui l’orchestrato smantellamento dell’intera economia globale comincia a mordere e a lasciare i segni.

mercoledì 30 novembre 2011

La quarta guerra mondiale è cominciata

Appello al Popolo
pubblicato nel giugno 1997, su "Le Monde Diplomatique"

di Marcos

La guerra è una questione fondamentale per lo Stato, è la provincia della vita e della morte, la via che conduce alla sopravvivenza o all'annichilimento.

È indispensabile studiarla a fondo  ("Arte della guerra". Sun Tzu)

La globalizzazione moderna, il neoliberismo come sistema mondiale, deve essere intesa come una nuova guerra di conquista di territori.

La fine della III Guerra Mondiale, o "Guerra Fredda", non significa che il mondo abbia superato il bipolarismo o che sia stabile sotto l'egemonia del vincitore. Al termine di questa guerra si è avuto, senza alcun dubbio, un vinto [il campo socialista], ma è difficile dire chi sia il vincitore. L'Europa occidentale? Gli Stati uniti? Il Giappone? Tutti questi? Il fatto è che il crollo dell'"impero del male" [Reagan e Thatcher dixerunt] ha comportato l'apertura di nuovi mercati senza padrone. Era necessario, pertanto, lottare per prenderne possesso, conquistarli.

Non solo: la fine della "Guerra Fredda" ha trascinato con sé una nuova cornice nelle relazioni internazionali, nella quale la lotta nuova per questi nuovi mercati e territori ha prodotto una nuova guerra mondiale, la IV. Questo ha reso necessaria, come in tutte le guerre, una ridefinizione degli Stati Nazionali. Ancora, oltre alla redifinizione degli Stati Nazionali, l'ordine mondiale è tornato alle vecchie epoche delle conquiste di America, Africa e Oceania. Strana modernità, questa che avanza all'indietro, il crepuscolo del XX secolo assomiglia di più ai brutali secoli precedenti che al placido e razionale futuro di qualche romanzo di fantascienza. Nel mondo del Dopoguerra Freddo vasti territori, ricchezze e, soprattutto, forza lavoro qualificata, aspettavano un nuovo padrone…

Ma uno solo è il posto di padrone del mondo, e diversi sono gli aspiranti a diventarlo. E per ottenerlo si dispiega altra guerra, questa volta tra coloro che si erano autonominati "impero del bene".

Se la Terza Guerra Mondiale è stata tra il capitalismo e il socialismo [capeggiati dagli Usa e dall'Urss, rispettivamente], con scenari alterni e differenti gradi di intensità, la IV Guerra Mondiale si fa ora tra i grandi centri finanziari, con scenari totali e con una intensità acuta e costante.

Dalla fine della II Guerra Mondiale fino al 1992 si sono svolte 149 guerre in tutto il mondo. Il risultato sono stati 23 milioni di morti, perché non vi siano dubbi sull'intensità di questa III Guerra Mondiale [i dati sono dell'Unicef]. Dalle catacombe dello spionaggio internazionale fino allo spazio siderale della cosiddetta Iniziativa di Difesa Strategica [le "guerre stellari" del cowboy Ronald Reagan]; dalle spiagge di Playa Girón, a Cuba, fino al Delta del Mekong, in Vietnam; dalla sfrenata corsa nucleare fino ai selvaggi colpi di stato nella dolorante America latina; dalle minacciose manovre degli eserciti Nato fino agli agenti della Cia nella Bolivia dell'assassinio di Che Guevara; la guerra impropriamente chiamata "Fredda" ha raggiunto temperature molto alte, che, nonostante il continuo cambio di scenario e all'incessante su-e-giù della crisi nucleare [o precisamente a causa di ciò], hanno finito per dissolvere il campo socialista come sistema mondiale, e lo hanno diluito come alternativa sociale.

La III Guerra Mondiale ha mostrato le virtù della "guerra totale" [ovunque e in ogni forma] dal punto di vista del trionfatore: che è il capitalismo. Ma lo scenario del dopoguerra ha mostrato, nei fatti, il profilo di un nuovo teatro di operazioni mondiali: grandi "terre di nessuno" [create dal fallimento politico, economico e sociale dell'Europa dell'est e dell'Urss], potenze in espansione [Usa, Europa occidentale e Giappone], crisi economica mondiale, e una nuova rivoluzione tecnologica, l'informatica. "Allo stesso modo in cui la rivoluzione industriale aveva permesso di rimpiazzare il muscolo con la macchina, la attuale rivoluzione informatica punta al rimpiazzo del cervello [per lo meno di un numero crescente delle sue funzioni] con il computer. Questa 'cerebralizzazione generale' dei mezzi di produzione [accade lo stesso nell'industria e nei servizi] è accelerata dall'esplosione di nuove ricerche nelle telecomunicazioni e dalla proliferazione dei cybermondi" [Ignacio Ramonet, "La planètee des désordres", in "Géopolitique du chaos", Manière de voir 3, Le Monde diplomatique, aprile 1997].

Il re supremo del capitale, la finanza, ha cominciato allora a sviluppare la sua strategia bellica, nel nuovo mondo, e su ciò che restava in piedi del vecchio. Attraverso la rivoluzione tecnologica, imposta al mondo intero per mezzo di un computer, a loro arbìtrio, i mercati finanziari hanno imposto le loro leggi e i loro precetti a tutto il pianeta, La "mondializzazione" della nuova guerra non è altro che la mondializzazione delle logiche dei mercati finanziari. Da regolatori dell'economia, gli Stati Nazionali [e i loro governanti] sono passati ad essere regolati, meglio telediretti, dal fondamento del potere finanziario: il libero scambio commerciale. Non solo: la logica del mercato ha sfruttato la "porosità" che, in tutto lo spettro sociale mondiale, è stata provocata dallo sviluppo delle telecomunicazioni, ed è penetrato, si è appropriato di tutti gli aspetti dell'attività sociale. Il fine è una guerra mondiale totalmente totale!

Una delle prime vittime di questa nuova guerra è il mercato nazionale. Come una pallottola sparata dentro una stanza blindata, la guerra iniziata dal neoliberismo rimbalza da un lato all'altro. Una delle basi fondamentali del potere dello Stato capitalista moderno, il mercato nazionale, è liquidato dal cannoneggiamento della nuova era dell'economia finanziaria globale. Il capitalismo internazionale incassa alcune delle sue vittime fiaccando i capitalismi nazionali e smagrendo, fino all'inedia, i poteri pubblici. Il colpo è stato tanto brutale e definitivo che gli Stati Nazionali non dispongono della forza necessaria per opporsi all'azione dei mercati internazionali, quando questi vanno contro gli interessi dei cittadini e dei governi.

La sorvegliata e ordinata vetrina che si supponeva essere l'eredità della "Guerra Fredda", il "nuovo ordine mondiale", si è frantumato sotto l'urto neoliberista. Il capitalismo mondiale sacrifica senza misericordia alcuna ciò che gli ha assicurato futuro e progetto storico: il capitalismo nazionale. Imprese e stati capitombolano in pochi minuti, ma non nella tormenta delle rivoluzioni proletarie, bensì a causa degli uragani finanziari. Il figlio [il neoliberismo] divora il padre [il capitalismo nazionale], e di passaggio distrugge tutte le promesse dell'ideologia capitalista: nel nuovo ordine mondiale non c'è democrazia, né libertà, né eguaglianza, né fraternità.

Nello scenario mondiale prodotto dalla fine della "Guerra Fredda" si vede solo un nuovo campo di battaglia e, in esso, come in tutti i campi di battaglia, regna il caos.

Negli ultimi tempi della "Guerra Fredda", il capitalismo aveva creato un nuovo orrore bellico: la bomba a neutroni. La "virtù" di quest'arma è che distrugge solo la vita e risparmia gli edifici e le cose. Già si potevano distruggere intere città [ovvero, i loro abitanti] senza che fosse necessario ricostruirle [e spendere soldi per questo]. L'industria degli armamenti si era felicitata con se stessa, l'"irrazionalità" delle bombe nucleari era soppiantata dalla nuova "razionalità" della bomba a neutroni. Eppure, una nuova "meraviglia" bellica sarebbe stata scoperta, all'inizio della IV Guerra Mondiale: la bomba finanziaria.

Perché la nuova bomba neoliberista, a differenza delle sue antenate di Hiroshima e Nagasaki, non solo distrugge la polis [la Nazione, in questo caso] e impone morte, terrore e miseria e chi la abita; e, a differenza della bomba a neutroni, non distrugge solo "selettivamente". La bomba neoliberista, in più, riorganizza e riordina ciò che attacca e lo ricostruisce come una tessera del rompicapo della globalizzazione economica. Dopo che il suo effetto di distruzione ha agito, il risultato non è un mucchio di rovine fumanti, o decine di migliaia di vite spente, ma una periferia che si aggiunge a qualcuna delle megalopoli commerciali del nuovo ipermercato mondiale, e una forza lavoro risistemata nel nuovo mercato del lavoro mondiale.

L'Unione europea, una delle megalopoli prodotte dal neoliberismo, è un risultato della IV Guerra Mondiale in corso. Qui, la globalizzazione ha ottenuto di cancellare le frontiere tra Stati rivali, nemici tra loro da molto tempo, e li ha obbligati a convergere e a progettare l'unione politica. Dagli Stati Nazionali alla federazione europea, il cammino economicista della guerra neoliberista nel cosiddetto Vecchio Continente sarà disseminato di distruzione e di rovine, e una di esse sarà la civilizzazione europea.

Le megalopoli si riproducono in tutto il pianeta. Le zone commerciali integrate sono il terreno su cui vengono edificate. Questo accade nell'America del Nord, dove il Trattato di libero commercio dell'America del Nord [Nafta, la sigla in inglese], tra Canada, Stati uniti e Messico, non è altro che il preludio del compimento di una vecchia aspirazione di conquista statunitense: "L'America agli americani". In America del Sud si segue lo stesso cammino con il Mercosur tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. In Africa del Nord, con l'Unione del Maghreb arabo [Uma] tra Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania; in Africa del Sud, nel Vicino Oriente, nel Mar Nero, in Asia, nel Pacifico… in tutto il pianeta esplodono le bombe finanziarie e riconquistano territori.

Le megalopoli sostituiscono le nazioni? No, o non solo. Le includono, anche, e riassegnano loro funzioni, limiti e possibilità. Paesi interi si convertono in dipartimenti della megaimpresa neoliberista. Il neoliberismo produce così distruzione/spopolamento, da un lato, e la ricostruzione/riordinamento dall'altro, di regioni e nazioni, per aprire nuovi mercati o modernizzare quelli esistenti.

Se le bombe nucleari avevano un carattere dissuasivo, intimidatorio e coercitivo, nella IV deflagrazione mondiale non accade lo stesso con le iperbombe finanziarie. Queste armi servono ad attaccare territori [Stati Nazionali] distruggendo le basi materiali della sovranità nazionale [ostacolo etico, giuridico, politico, culturale e storico contro la globalizzazione economica] e producendo uno spopolamento qualitativo dei loro territori. Questo spopolamento consiste nel prescindere da tutti quelli che sono inutili alla nuova economia di mercato [per esempio gli indios]. Però, in più, i centri finanziari operano, simultaneamente, una ricostruzione degli Stati Nazionali e li riordinano secondo la nuova logica del mercato mondiale [e i modelli economici sviluppati si impongono su relazioni sociali deboli o inesistenti].

La IV Guerra Mondiale sul terreno rurale, per esempio, produce questo effetto. La modernizzazione rurale, che i mercati finanziari esigono, punta a incrementare la produttività agricola, però quel che ottiene è distruggere le relazioni sociali ed economiche tradizionali. Risultato: esodo massiccio dai campi alle città. Sì, come in una guerra. Intanto, nelle zone urbane si satura il mercato del lavoro e la distribuzione diseguale del reddito è la "giustizia" che spetta a coloro che cercano migliori condizioni di vita. Di esempi che illustrano questa strategia è pieno il mondo indigeno: Ian Chambers, direttore dell'Ufficio del Centro America dell'Organizzazione internazionale del lavoro [dell'Onu], ha dichiarato che la popolazione indigena mondiale, calcolata in 300 milioni di persone, vive in zone che detengono il 60 per cento delle risorse naturali del pianeta. Così, "non sorprendono i conflitti molteplici per l'utilizzo e il destino delle loro terre attorno agli interessi di governi e imprese [...] Lo sfruttamento delle risorse naturali [petrolio e minerali] e il turismo sono le principali industrie che minacciano i territori indigeni in America" [Intervista di Martha Garcia, La Jornada, 28 maggio 1997]. Dietro i principali progetti di investimento ci sono l'inquinamento, la prostituzione e le droghe. Vale a dire, si compiono distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordinamento delle zone interessate.

In questa nuova guerra mondiale, la politica moderna come organizzatrice dello Stato Nazionale non esiste più. Ora la politica è solo una organizzatrice economica e i politici sono moderni amministratori di impresa. I nuovi padroni del mondo non sono "governo", non ne hanno bisogno. I governi "nazionali" si incaricano di amministrare gli affari nelle differenti regioni del mondo. Questo è il "nuovo ordine mondiale", l'unificazione del mondo intero in un solo mercato. Le nazioni sono botteghe di dipartimenti con gestori in forma di governi, e le nuove alleanze regionali, economiche e politiche si avvicinano più a un moderno "mall" commerciale che a una federazione politica. L'"unificazione" prodotta dal neoliberismo è economica, è l'unificazione dei mercati che facilita la circolazione del denaro e delle merci. Nel gigantesco ipermercato mondiale circolano liberamente le merci, non le persone.

Come ogni iniziativa imprenditoriale [e di guerra] questa globalizzazione va accompagnata con un modello generale di pensiero. Eppure, tra tante novità, il modello ideologico che accompagna il neoliberismo nella sua conquista del pianeta ha molto di vecchio e di ammuffito. L'"american way of life" che accompagnò le truppe nordamericane in Europa nella II Guerra Mondiale, e nel Vietnam degli anni sessanta, e, più di recente, nella Guerra del Golfo, ora va mano nel mano [o meglio, nei computer] dei mercati finanziari.

Non si tratta solo di una distruzione delle basi materiali degli Stati Nazionali, ma anche [in un modo tanto imponente quanto poco studiato] di una distruzione storica e culturale. Il degno passato indigeno dei paesi del continente americano, la brillante civilizzazione europea, e la poderosa e ricca antichità di Africa e Oceania, tutte le culture e le storie che hanno forgiato nazioni sono attaccate dal modo di vita nordamericano. Il neoliberismo impone così una guerra totale: la distruzione di nazioni e gruppi di nazioni per omologarli al modello capitalista nordamericano.

Una guerra dunque, una guerra mondiale, la IV. La peggiore e più crudele, quella che il neoliberismo conduce ovunque e con tutti i mezzi contro l'umanità.

Però come in tutte le guerre ci sono combattimenti, ci sono vincitori e vinti, ci sono pezzi rotti di questa realtà distrutta. Per tentare di comporre l'assurdo rompicapo del mondo neoliberista mancano molte tessere. Alcune si possono trovare tra le rovine che questa guerra mondiale già ha lasciato sulla superficie del pianeta. Ciononostante sette di queste tessere si possono ricostruire, e incoraggiare la speranza che questo conflitto mondiale non finisca uccidendo il contendente più debole: l'umanità.

Sette tessere da disegnare, colorare, ritagliare e tentare di comporre tra loro per ricostruire il rompicapo mondiale.

La prima è la doppia accumulazione, di ricchezze e povertà, ai due poli della società mondiale. L’altra è lo sfruttamento totale della totalità del mondo. La terza è l’incubo di una parte errante dell’umanità. La quarta è la nauseabonda relazione tra crimine e Potere. La quinta è la violenza dello Stato. La sesta è il mistero della megapolitica. La settima è la multiforme borsa di resistenza dell’umanità contro il neoliberismo.

Tessera 1:

La concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà.

Nella storia dell'umanità, diversi modelli sociali hanno fatto a gara per inalberare l'assurdo come segno distintivo dell'ordine mondiale. Sicuramente il neoliberismo otterrà un posto privilegiato, al momento dei premi, perché la sua "distribuzione" della ricchezza sociale non fa altro che distribuire un doppio assurdo della accumulazione: l'accumulazione della ricchezza nelle mani di un certo numero, e la accumulazione della povertà per milioni di esseri umani.

Nel mondo attuale, l'ingiustizia e la diseguaglianza sono i segni distintivi. Il pianeta Terra, terzo del sistema planetario solare, ha cinque miliardi di esseri umani. In esso, solo 500 milioni di persone vivono comode, mentre quattro miliardi e mezzo soffrono la povertà e tentano di sopravvivere.

Un doppio assurdo è il raffronto tra ricchi e poveri: i ricchi sono pochi e i poveri sono molti. La differenza quantitativa è criminale, ma il raffronto tra gli estremi si fa usando la ricchezza come metro di misura: i ricchi suppliscono alla loro minoranza numerica con migliaia di milioni di dollari. I patrimoni delle 358 persone più ricche al mondo [migliaia di milioni di dollari] è superiore al reddito annuale del 45 per cento degli abitanti più poveri, qualcosa come due miliardi e 600 milioni di persone. Le catene d'oro degli orologi finanziari si trasformano in pesanti ceppi per milioni di persone. Mentre la "… cifra degli affari della General Motors è più elevata del Prodotto interno lordo della Danimarca, quella della Ford è più grande del Pil dell'Africa del Sud, e quella della Toyota oltrepassa il Pil della Norvegia" [Ignacio Ramonet, Lmd di gennaio 1997], per tutti i lavoratori i salari reali sono caduti, in più essi devono affrontare le riduzioni di personale nelle imprese, la chiusura di fabbriche e la delocalizzazione dei centri produttivi. Nelle cosiddette "economie capitaliste avanzate" il numero dei disoccupati arriva già a 41 milioni di lavoratori.

In modo lento, la concentrazione della ricchezza in poche mani e la distribuzione della povertà in molte, va delineando il volto della società mondiale moderna: il fragile equilibrio di diseguaglianze assurde.

La decadenza del sistema economico neoliberista è uno scandalo: "Il debito mondiale [comprendento quello delle imprese, dei governi e delle amministrazioni] ha oltrepassato i 33 miliardi e 100 milioni di dollari, come dire il 130 per cento del Pil mondiale" [Frédéric F. Clairmont, "Le duecento società che controllano il mondo", Lmd, aprile 1997].

La crescita delle grandi multinazionali non implica il progresso delle nazioni sviluppate. Al contrario, mentre i giganti finanziari aumentano i loro profitti, si acutizza la povertà nel cosiddetti "paesi ricchi".

La differenza da colmare tra ricchi e poveri non pare avere alcuna tendenza a ridursi, anzi il contrario. Lontano dall'attenuarsi, già non diciamo dall'essere eliminata, la diseguaglianza si accentua, soprattutto nelle nazioni capitaliste sviluppate: negli Usa, l'1 per cento dei nordamericani più ricchi ha incamerato il 61,1 per cento dell'insieme della ricchezza nazionale del paese, tra il 1983 e il 1989. L'80 per cento dei nordamericani più poveri non si sono divisi che l'1,2 per cento. In Gran Bretagna il numero dei senzatetto si è raddoppiato; il numero dei bambini che vivono solo con gli aiuti sociali è passato dal 7 per cento nel 1979 al 26 del 1994; il numero di inglesi che vivono in povertà [soglia fissata alla metà del salario minimo] è passata da 5 milioni a 13 milioni e 700 mila; il 10 per cento dei più poveri ha perso il 13 per cento del potere d'acquisto, mentre il 10 per cento dei più ricchi ha guadagnato il 65 per cento e da cinque anni in qua si è raddoppiato il numero dei milionari [dati di Lmd, aprile 1997].

All'inizio degli anni novanta, "… circa 37 mila imprese stringevano, con le loro 170 mila filiali, l'economia internazionale nei loro tentacoli. Ciononostante, il centro del potere si colloca nel cerchio più ristretto delle prime duecento: dall'inizio degli anni ottanta esse hanno conosciuto una espansione ininterrotta per via delle fusioni e degli acquisizione di imprese. In questo modo, la parte di capitale transnazionale nel Pil mondiale è passata dal 17 per cento della metà degli anni sessanta al 24 del 1982 e a più del 30 per cento nel 1995.

Le prime duecento sono conglomerati le cui attività planetarie coprono senza distinzione i settori primario, secondario e terziario: grandi sfruttamenti agricoli, produzione manifatturiera, servizi finanziari, commercio, ecc. Geograficamente, esse si ripartiscono tra dieci paesi: Giappone [62], Usa [53], Germania [23], Francia [19], Regno Unito [11], Svizzera [8], Corea del Sud [6], Italia [5] e Paesi Bassi [4]". [Frédéric Clairmont, cit.].

La figura 1 si costruisce disegnando il simbolo del dollaro. Rappresenta il potere economico. Va colorato di verde dollaro. Dell’odore nauseabondo non ci si deve preoccupare, la Roma di sterco, fango e sangue ce l’ha dalla nascita.

Fonte: Appello al Popolo 29 Novembre 2011

giovedì 10 novembre 2011

La conferenza dell'Associazione Americana per la Ricerca sugli Aerosol fornisce ulteriori indizi su Scie Chimiche/Programmi di Geoingegneria

Di  Michael J. Murphy
Truth Media Production

geoengineering conference L'agenda dietro i programmi di scie chimiche/geoingegneria potrebbe essere qualcosa di più ampio di quello che stanno ammettendo i geoingegneri? La consapevolezza di questi dannosi programmi aumenta in tutto il mondo, le teorie su di essi includono il controllo meteo, il controllo della popolazione, il morbo di morgellons, il controllo alimentare, ecc. Dal 3 al 7 Ottobre  2011, scienziati di tutto il mondo si sono riuniti a Orlando, in Florida, per una conferenza dell'American Association for Aerosol Research (AAAR). Gli interventi in questa conferenza includevano; la "modellizzazione della qualità dell'aria", le "Disparità sulla Salute", l'"Inquinamento dell'ambiente atmosferico da particelle", e un argomento di particolare interesse per i molti che sono consapevoli della questione delle scie chimiche/geoingegneria, "aerosol, nubi e precipitazioni". Mentre la geoingegneria non era l'obiettivo principale della manifestazione, alcuni degli interventi hanno fornito indizi vitali sulla reale natura di alcune delle agende relative a questi dannosi programmi.

Come è stato esposto nell'innovativo documentario, "Che cosa stanno spruzzando nel mondo?", gli schemi della Geoingegneria includono l'irrorazione di 1-20 tonnellate di ossido di alluminio e altri aerosol tossici nella nostra atmosfera per l'obiettivo dichiarato di raffreddare il pianeta. Mentre i geoingegneri insistono che i loro modelli servono a raffreddare il pianeta, gli studi suggeriscono che l'aggiunta di aerosol nella nostra atmosfera è in grado di creare un raffreddamento temporaneo regionale, a costo di un riscaldamento globale del pianeta poichè gli aerosol creano una copertura e intrappolano il calore.
hhttp://www.nasa.gov/home/hqnews/2004/apr/HQ_04140_clouds_climate.html
hhttp://www.nature.com/news/2009/091221/full/news.2009.1157.html

Questi studi contraddicono la premessa stessa della geoingegneria, e questo porta molti a porre la domanda, quali sono le vere ragioni per questi programmi? I geoingegneri, inoltre, insistonno che questi programmi sono ancora in fase di sviluppo tuttavia, l'evidenza suggerisce che sono in corso di attuazione poichè continuiamo a vedere drammatici cambiamenti nei nostri cieli, nel nostro andamento meteo e nella quantità di alluminio e altri aerosol nella nostra atmosfera.

"Aerosol, Nubi e Interazioni con le Precipitazioni: effetti antropici e naturali", è stato uno degli interventi che ha discusso il modo in cui gli aerosol nell'atmosfera possono influenzare il tempo. L'intervento ha ricoperto il ruolo degli aerosol nella formazione di nubi e precipitazioni. La prima parte dell'intervento ha discusso lo sbiancamento delle nubi associato ad un aumento degli aerosol che fungono da nuclei di condensazione della nuvola. Questo sembra essere direttamente collegato agli schemi delle scie chimiche/geoingegneria perché, l'intervento ha discusso il modo in cui diversi aerosol distribuiscono l'acqua delle nubi in goccioline più piccole che riflettono la radiazione solare in modo più efficace . E' stato anche discusso il fatto che l'aumento di aerosol atmosferici porterà all'aumento della durata delle nuvole, alla riduzione di efficienza delle precipitazioni e alla scomparsa di nuvole d'acqua. Da questa conferenza e da molti altri studi ben documentati, sappiamo che mettere aerosol nella nostra atmosfera serve non solo a riflettere la luce solare, ma anche ad influenzare la capacità di una nuvola di produrre pioggia, e quindi l'aumento e la diminuzione delle precipitazioni in alcune regioni.

Al dottor Hui Su della NASA, che ha partecipato al Simposio su aerosol e precipitazioni, è stato chiesto se ha notato un considerevole aumento degli aerosol stratosferici. Ha risposto affermando che ha notato un aumento significativo, ma non ha valutato la composizione degli aerosol. Questa osservazione è stata riscontrata anche in un recente studio della National Ocean Atmospheric Administration (NOAA). Anche se entrambi non sono riusciti a riconoscere la provenienza e la composizione di queste particelle, le prove puntano verso un'applicazione in corso di programmi di geoingegneria con aerosol stratosferici. Il Dr. Su ha  continuato dicendo che immettere aerosol nella stratosfera influenza le temperature, il vapore acqueo e le nubi e porta alla siccità e ad altre conseguenze negative per la nostra atmosfera, compreso l'assottigliamento dello strato di ozono. Quando gli è stato chiesto qualcosa sull'idea di aggiungere aerosol in atmosfera tramite programmi di geoingegneria, ha dichiarato che l'idea è "spaventosa" e ha concordato sul fatto che questo potrebbe offrire a governi e aziende la possibilità di privatizzare e quindi di controllare il nostro tempo.

Alla riunione dell'AAAS nel 2010, i geoingegneri si vantavano della loro capacità di riscaldare oltre 400 miglia quadrate della nostra atmosfera. Secondo l'esperto aerospaziale Mark McCandlish, il riscaldamento di parti dell'atmosfera può creare sistemi artificiali di alta e bassa pressione, e quindi dare a questi soggetti la possibilità di governare le tempeste. Per riscaldare l'atmosfera, è necessario un conduttore. Mentre l'alluminio non è un grande conduttore sotto forma di fili metallici, è un conduttore molto efficace nel cielo a causa della sua leggerezza e altre proprietà. Forse è per questo che continuiamo a vedere quantità crescenti di fulmini insieme ad un aumento di alluminio nei test sulla pioggia in tutto il mondo.

Chi trae vantaggio dalle modificazioni climatiche e dai programmi di controllo meteo? Il tempo cominciò ad essere venduto come una merce negoziabile presso il Chicago Mercantile Exchange nel 1997. È interessante notare che questo è successo da quando molti credono che sia iniziato l'impiego di programmi di scie chimiche/geoingegneria su larga scala. Le materie principali sono direttamente influenzate dal tempo e dalle temperature. Prevedere queste tendenze potrebbe essere molto redditizio per alcuni individui che hanno la capacità di controllare o manipolare il nostro tempo. Inoltre, come discusso nell'Introduzione ai Derivati Meteo c'è stata la recente nascita di un altro nuovo mercato, le opzioni sulle catastrofi. Secondo l'operatore del Chicago Mercantile Exchange, Michael Agne, investendo in questi tipi di opzioni di derivati, le aziende del settore dell'energia e delle assicurazioni potrebbero trarre profitti da certe catastrofi, tuttavia va notato che questi derivati ​​molto probabilmente sarebbero utilizzati come copertura dei rischi aziendali esistenti e le plusvalenze sarebbero utilizzate per compensare i versamenti assicurativi o altri tipi di rischio intrinseco. Almeno questo è l'intento della maggior parte dei contratti derivati futures, per coprire certi tipi di rischi. Tuttavia, questo non esclude la plausibilità di guadagni in eccesso, al di là della compensazione dei potenziali rischi aziendali inerenti. Ha continuato ad affermare che è più che possibile che certi gruppi sarebbero in grado di accumulare guadagni in conto capitale attraverso l'utilizzo di questi derivati.

Mentre l'idea delle aziende a caccia di profitto a spese del pubblico, in generale non è una novità, sembra indicare un'agenda ancora più ampia per i programmi di scie chimiche/geoingegneria. Così come le corporazioni acquisiscono la nostra terra, l'acqua e altre risorse naturali, è possibile che abbiano anche intenzione di prendere in consegna il clima mondiale? Mentre la modificazione del clima è stata utilizzata per creare pioggia in aree specifiche per anni, il controllo del clima cerca di usurpare l'autorità della natura e controllare completamente i sistemi meteorologici della Terra. È un dato di fatto che la privatizzazione aziendale/controllo meteo è stato a lungo un obiettivo dichiarato della corporazione delle forze armate statunitensi come descritto in "Possedere il Tempo nel 2025". Il controverso presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha dichiarato che i paesi occidentali stavano usando la tecnologia per sopprimere la pioggia nel suo paese e in altre parti del mondo per creare siccità.

Perché i governi sono interessati a creare siccità in altre parti del mondo? Se esaminiamo gli obiettivi delle élite corporative che hanno dichiarato che il loro intento è di consolidare il potere nelle mani di pochi, creando un governo mondiale, cominciamo a vedere come il controllo meteo è essenziale nel portare a compimento questa agenda. Il controllo meteo può essere utilizzato come arma in quanto dà ad alcuni governi la possibilità di creare siccità e carestie in altre regioni. Questo può distruggere la capacità dei paesi di produrre cibo e quindi di essere sovrano e indipendente. Quando un paese è alla disperata ricerca di cibo, permetterà ad altri governi di imporre il loro dominio e autorità su di esso, in cambio di pioggia e altre risorse. Questa è la base della dialettica hegeliana, problema-reazione-soluzione. Il problema è poca o nessuna pioggia, la reazione è la fame e la disperazione, la soluzione viene offerta dal soggetto che ha la possibilità di inviare la pioggia e/o semi OGM che crescono in condizioni di siccità. La geoingegneria ha il potenziale non solo di essere un'arma efficace di guerra, ma può anche dare alle multinazionali, ad alcuni governi e, come affermato da Geoengineer David Keith," dare all'uomo il potere di Dio".

Mentre i geoingegneri continuano ad affermare che i loro dannosi programmi sono progettati per salvare il pianeta dal riscaldamento globale, prove schiaccianti puntano verso il consolidamento del potere nelle mani di pochi per il controllo dei sistemi e delle risorse naturali. Mentre continuiamo a vedere un aumento di patologie correlate all'alluminio e il crollo degli ecosistemi in tutto il mondo, abbiamo bisogno di porre la domanda, dare all'uomo il potere di Dio è una buona idea? Dobbiamo anche chiederci se siamo disposti a subire le conseguenze di continuare a vivere su un pianeta dove ad ogni respiro ci riempiamo di ossido di alluminio e altre particelle dannose. Spetta a quelli di noi che sono consapevoli di questo problema prendere una posizione e chiedere il nostro diritto che ci è stato dato da Dio a vivere in un ambiente naturale sano.

Per ulteriori informazioni sulle scie chimiche/geoingegneria vai a:
www.coalitionagainstgeoengineering.org e www.geoengineeringwatch.org.

Fonte: Truth Media Production 8 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

domenica 19 dicembre 2010

Nuovo Ordine Mondiale: Insider rivela i segreti diabolici della Rand Corporation

Alex Abella, su come i pazzi di un'élite tecnocratica sono determinati ad iniziare la terza guerra mondiale

di Paul Joseph Watson
Global Research

Prison Planet

rand-nwo Al giornalista e scrittore di origine cubana, Alex Abella, è stato consentito l'accesso esclusivo all'interno della RAND Corporation per visualizzare i suoi archivi. Quello che  ha scoperto è un complotto guidato da scienziati pazzi, comportamentisti, e generali decisi ad iniziare la Terza Guerra Mondiale e a derubare il popolo americano  per questo intento. Una volta era scettico sul tema delle teorie del complotto e sul nuovo ordine mondiale, ma dopo il suo lavoro con la RAND Corporation, ora è convinto che questo "top secret" think tank ha tirato le fila del governo americano per almeno 60 anni

"Siamo tutti i figli bastardi della RAND senza neanche saperlo", sottolinea Abella, mentre descrive come la RAND abbia avuto inizio come organizzazione incentrata sulla costruzione di nuove armi per i militari, ma in ultima analisi, si è estesa alla politica, alla scienza, e all'economia ed era strettamente alleata con le Fondazioni Ford, Rockefeller e Carnegie. La decisione della RAND, negli anni '50, di rimodellare il mondo attraverso  un nuovo ordine mondiale ha cambiato tutto, attraverso lo sviluppo della "teoria della scelta razionale", che ha trasformato la gente da cittadini a consumatori, mentre i diritti e le responsabilità sono state sostituite con delle scelte e le vite delle persone  lentamente hanno cominciato ad essere dominate non dall'integrità o da quello che rappresentavano, ma da quello per cui spendevano i loro soldi.

L'obiettivo finale della RAND era avere tecnocrati per gestire ogni aspetto della società, nel perseguimento di un governo mondiale che sarebbe stato amministrato con "la regola della ragione", un mondo spietato dove l'efficienza era il re e gli uomini erano poco più che macchine, che è il motivo per cui la RAND ha studiato le scienze sociali, visto che non riuscivano a capire come trattare con la gente e come gli esseri umani non sempre agiscono nel loro prevedibile interesse personale. Non c'è posto per l'amore, l'empatia e l'altruismo nel nuovo ordine mondiale che la RAND e la Fondazione Ford si stanno impegnando a creare, e il patriottismo e l'altruismo sono contrari ai loro scopi.

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Abella spiega come la RAND sia stata determinante nello sviluppo della strategia dietro l'uso di armi nucleari, e come abbia promosso attivamente il bombardamento nucleare di tutta l'Europa orientale, come anche della Cina in caso di problemi in Europa occidentale, una politica che avrebbe potuto facilmente innescare un catastrofico olocausto nucleare. I ricercatori della RAND credevano che almeno 10 milioni di americani sarebbero sopravvissuti ad una guerra nucleare, e la guerra sarebbe stata vinta.

Abella nota come la RAND vedeva le Nazioni Unite come modello per un governo mondiale, ma poi una nuova organizzazione controllata dagli Stati Uniti alla fine avrebbe sostituito le Nazioni Unite per diventare l'effettivo governo mondiale, motivo per cui  ricercatori della RAND come John Williams, sostenevano attacchi nucleari preventivi contro l'Unione Sovietica, per assicurarsi che gli Stati Uniti restassero l'unico paese con il supremo potere di imporre la propria volontà al resto del mondo.

Parlando sul tema degli attacchi false flag, Abella osserva che la messa in scena del Golfo del Tonchino e l'Operazione Northwoods sotto falsa bandiera, erano entrambi inizialmente proposti nei documenti della RAND, sottolineando l'immoralità totale con cui la RAND mette in scena i suoi giochi di guerra,  molti dei quali sono eticamente ripugnanti, nel senso che  promuovono con assoluta indifferenza, il genocidio di intere popolazioni con poco riguardo per le conseguenze. Abella spiega come la RAND sia un vero governo ombra perché funziona come una porta girevole tra i due, e come la RAND sia la culla del complesso militare-industriale e il luogo di nascita della élite tecnocratica contro cui stiamo combattendo.

Fonte: Global Research  20 Dicembre 2010
Traduzione: Dakota Jones

martedì 28 settembre 2010

'Fabbricare il Dissenso': il Movimento anti-globalizzazione è finanziato dalle elites corporative

Il Movimento popolare è stato dirottato
di Michel Chossudovsky
globalresearch.ca



"Tutto quello che la Fondazione
[Ford] ha fatto potrebbe essere considerato come "rendere il mondo sicuro per il capitalismo, ridurre le tensioni sociali, contribuire a confortare gli afflitti, fornire valvole di sicurezza per la rabbia, e migliorare il funzionamento del governo (McGeorge Bundy, Consigliere per la sicurezza nazionale di John F. Kennedy e Lyndon Johnson (1961-1966), Presidente della Fondazione Ford, (1966-1979))

"Fornendo il finanziamento e il quadro politico a molte persone interessate e devote che lavorano all'interno del settore non profit, la classe dirigente è in grado di cooptare la leadership delle Comunità di base ed è in grado di rendere il finanziamento, la contabilità e le componenti di valutazione del lavoro così lunghi ed onerosi che il lavoro di giustizia sociale è praticamente impossibile, in queste condizioni"
(Paul Kivel, questa si chiama democrazia, chi beneficia, chi paga e chi decide veramente, 2004, p. 122)

"Sotto il nuovo ordine mondiale, il rituale di invitare i leaders della"società civile"nei circoli ristretti del potere--reprimendo simultaneamente  la truppa--serve a diverse funzioni importanti. In primo luogo, si dice al mondo che i critici della globalizzazione "devono fare concessioni" per guadagnarsi il diritto di mescolarsi. In secondo luogo, essa trasmette l'illusione che mentre l'élite mondiale dovrebbe--sotto quella che viene chiamata eufemisticamente democrazia--essere oggetto di critiche, essa tuttavia domina legittimamente. E in terzo luogo, si dice che "non vi è alcuna alternativa" alla globalizzazione: un cambiamento radicale non è possibile e tutto quello che possiamo sperare è di impegnarci con questi governanti in un inefficace "dare e avere".

Mentre i "globalizzatori" possono adottare alcune frasi progressiste per dimostrare che hanno buone intenzioni, i loro obiettivi fondamentali non vengono sfidati. E quello che "mescolare la società civile" ottiene è di rafforzare  l'establishement corporativo indebolendo e dividendo contemporaneamente il movimento di protesta. Una comprensione di questo processo di cooptazione è importante, perché decine di migliaia di giovani di principio a Seattle, Praga e  Quebec City [1999-2001] sono coinvolti nelle proteste No-Global perché rifiutano il principio che il denaro è tutto, rifiutano l'impoverimento di milioni di persone e la distruzione della fragile Terra in nome dell'arricchmento di pochi.

Queste truppe ed anche alcuni dei loro leaders, meritano un plauso. Ma abbiamo bisogno di andare oltre. Abbiamo bisogno di contestare il diritto dei "globalizzatori" di fare le regole. Ciò richiede il ripensamento della strategia di protesta. Ci possiamo spostare su un piano superiore, avviando movimenti di massa nei nostri rispettivi paesi, movimenti che portano il messaggio di ciò che la globalizzazione sta facendo, alla gente comune? Perché questa è la forza che deve essere mobilitata per sfidare coloro che saccheggiano il mondo". (Michel Chossudovsky, il muro di Quebec Aprile 2001)

L'espressione "fabbricare il consenso" inizialmente è stata coniata da Edward S Herman e Noam Chomsky.

"Fabbricare il consenso" descrive un modello di propaganda utilizzato dai media corporativi per influenzare l'opinione pubblica e "inculcare negli individui valori e convinzioni...":  

i mass media servono come sistema per comunicare messaggi e simboli alla popolazione generale. La loro funzione è divertire, informare ed intrattenere per inculcare negli individui valori, credenze e codici di comportamento che li integreranno nelle strutture istituzionali della società più ampia. In un mondo di ricchezza concentrata e grandi conflitti d'interesse di classe, svolgere questo ruolo richiede una propaganda sistematica. ( Fabbricare il consenso di Edward s. Herman e Noam Chomsky ) 

"Fabbricare il consenso" implica la manipolazione e la formazioe dell'opinione pubblica. Stabilisce la conformità e l'accettazione dell'autorità e della gerarchia sociale. Si propone di ottenere la conformità ad un ordine sociale stabilito. 'Fabbricare il consenso' descrive la sottomissione della pubblica opinione alla narrativa dei media mainstream, alle sue menzogne e invenzioni.

"Fabbricare il dissenso"
In questo articolo, ci concentriamo su un concetto correlato, ossia il processo di "fabbricazione del dissenso" (anziché "consenso"), che svolge un ruolo determinante nel servire gli interessi della classe dirigente.

Sotto il capitalismo contemporaneo, deve prevalere l'illusione della democrazia. È nell'interesse delle elites corporative  accettare il dissenso e la protesta come una caratteristica del sistema poiché essi non minacciano l'ordine sociale stabilito. Lo scopo non è reprimere il dissenso, ma, al contrario, formare e plasmare il movimento di protesta, impostare i limiti esterni del dissenso.

Per mantenere la loro legittimità, le  élites economiche prediligono forme limitate e controllate di opposizione, al fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta, che potrebbero scuotere le fondamenta e le istituzioni del capitalismo globale. In altre parole, la "fabbricazione del dissenso" agisce come una "valvola di sicurezza", che protegge e sostiene il nuovo ordine mondiale.

Per essere efficace, tuttavia, il processo di "fabbricazione del dissenso" deve essere attentamente regolamentato e controllato da coloro che sono oggetto del movimento di protesta.

"Finanziamento del dissenso"

Come viene realizzato il processo di  fabbricazione del dissenso?

Essenzialmente con il "finanziamento del dissenso", vale a dire convogliare risorse finanziarie da coloro che sono oggetto del movimento di protesta a coloro che sono coinvolti nell'organizzazione del movimento di protesta.

La cooptazione non si limita a comprare i favori dei politici. Le élites economiche--che controllano le principali Fondazioni--sovrintendono anche al finanziamento delle numerose ONG e organizzazioni della società civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro l'ordine economico e sociale stabilito. I programmi di molte ONG e i movimenti delle persone dipendono pesantemente da agenzie di finanziamento sia pubbliche che private comprese la Ford, la fondazione Rockefeller, le fondazioni McCarthy, tra gli altri.

Il movimento No-Global si oppone a Wall Street e ai giganti del petrolio del Texas controllati dal Rockefeller, et al. Tuttavia le fondazioni e gli istituti di beneficenza  di Rockefeller et al finanzieranno generosamente le reti progressiste anticapitaliste, nonché gli ambientalisti (che si oppongono a Big Oil) al fine di, in definitiva, sorvegliare e regolare le loro varie attività.

I meccanismi di "fabbricazione del dissenso" richiedono un ambiente manipolativo, un processo di braccio id ferro  e sottile cooptazione di individui all'interno delle organizzazioni progressiste, comprese le coalizioni anti-guerra, ambientalisti e il movimento No-Global.

Considerando che i media mainstream "fabbricano il consenso", la complessa rete di ONG (inclusi i segmenti dei media alternativi) viene utilizzata dalle élites corporative per forgiare e manipolare il movimento di protesta.

In seguito alla deregolamentazione del sistema finanziario globale negli anni '90 e al rapido arricchimento dell'istituzione finanziaria, i  finanziamenti attraverso le fondazioni e le associazioni di beneficenza salirono alle stelle. Per un'amara ironia, parte dei fraudolenti proventi finanziari di Wall Street negli ultimi anni sono stati riciclati tramite le fondazioni e associazioni di beneficenza delle elites, esenti da tasse. Questi proventi finanziari imprevisti non sono stati utilizzati solo per comprare i politici, sono stati distribuiti ad ONG, istituti di ricerca, centri comunitari, gruppi ecclesiastici, ambientalisti, media alternativi, gruppi per i diritti umani, ecc. La "fabbricazione del dissenso" vale anche per la "sinistra" e per i "media corporativi progressisti" finanziati dalle ONG o direttamente dalle fondazioni.

L'obiettivo interno è la "fabbricazione del dissenso" e stabilire i limiti di un'opposizione "politicamente corretta". A loro volta, molte ONG infiltrate da informatori spesso agiscono per conto di agenzie di intelligence occidentali. Inoltre, un segmento sempre più grande dei media alternativi progressisti su internet è diventato dipendente dai finanziamenti delle fondazioni e degli enti di beneficenza corporativi.

Attivismo a pezzi e bocconi

L'obiettivo delle élites corporative è quello di frammentare il movimento popolare in un vasto mosaico "fai da te". Guerra e globalizzazione non sono più la prima linea dell'attivismo della società civile. L'attivismo tende ad essere fatto a spizzichi. Non c'è nessun movimento anti-guerra No-Global integrato. La crisi economica non viene vista in rapporto alla guerra condotta dagli Stati Uniti.

Il Dissenso è stato diviso in compartimenti. I movimenti di protesta "orientati alla questione" separati (ad es. ambiente, No-Global, pace, diritti delle donne, cambiamento climatico) sono incoraggiati e generosamente finanziati al contrario di un movimento di massa coeso. Questo mosaico era già diffuso ai vertici dell'opposizione al G7 e ai vertici dei movimenti popolari degli anni '90.

Il movimento Anti-Globalizzazione

Il contro-vertice di Seattle del 1999 è stato immancabilmente accolto come un trionfo per il movimento No-Global: "una coalizione storica di attivisti alla chiusura del Vertice dell'organizzazione mondiale del commercio a Seattle, la scintilla che accende un movimento globale anti-corporazioni." (Vedere Naomi Klein, Copenaghen: Seattle cresce, The Nation , 13 Novembre 2009).

Seattle è stato infatti un importante crocevia nella storia del movimento di massa. Oltre 50.000 persone provenienti da diversi ambienti, organizzazioni della società civile, dei diritti umani, sindacati, ambientalisti si erano ritrovati insieme  per uno scopo comune. Il loro obiettivo era di smantellare forzatamente l'agenda neoliberale, compresa la sua base istituzionale.

Ma anche Seattle ha segnato un'importante inversione. Con il montare del dissenso da tutti i settori della società, il Vertice ufficiale  del WTO aveva disperatamente bisogno della simbolica partecipazione dei leaders della società civile "all'interno", per dare l'impressione di essere "democratico" all'esterno.

Mentre migliaia di persone convergevano su Seattle, quanto accaduto dietro le quinte è stata una vittoria de facto del neoliberalismo. Una manciata di organizzazioni della società civile, formalmente contrarie al WTO aveva contribuito a legittimare l'architettura commerciale globale del WTO. Invece di rimettere in discussione il WTO come un un organismo intergovernativo illegale, hanno aderito ad un dialogo pre-summit con il WTO ed i governi occidentali. "Le ONG accreditate partecipanti furono invitate a mescolarsi in un ambiente amichevole con gli ambasciatori, i ministri del commercio e i magnati di Wall Street a parecchi degli eventi ufficiali tra cui numerosi ricevimenti e cocktail party". (Michel Chossudovsky, Seattle e oltre: disarmare il nuovo ordine mondiale, Covert Action Quarterly, novembre 1999, vedere Dieci anni fa: "Fabbricare il Dissenso" a Seattle ).

L'ordine del giorno nascosto era quello di indebolire e dividere il movimento di protesta e orientare il movimento No-Global verso aree che non avrebbero minacciato direttamente  gli interessi dell'establishement corporativo.

Finanziate da fondazioni private (tra cui Ford, Rockefeller, Rockefeller Brothers, Charles Stewart Mott, la Fondazione per l'Ecologia profonda), queste organizzazioni della società civile "accreditate" si sono collocate come gruppi di pressione, che formalmente agiscono a nome del movimento popolare. Guidate da attivisti impegnati ed illustri avevano le mani  legate. In definitiva hanno contribuito (involontariamente) ad indebolire il movimento No-Global, accettando la legittimità di ciò che era essenzialmente un'organizzazione illegale. (Accordo del 1994 al Vertice di Marrakech che ha portato alla creazione del WTO il 1 gennaio 1995). (Ibid.)

I leaders delle ONG erano pienamente consapevoli da dove proveniva il denaro. Tuttavia nella comunità delle ONG degli Stati Uniti e dell'Europa, le fondazioni e gli enti di beneficenza vengono considerati organismi  filantropici indipendenti, separati dalle corporazioni; vale a dire la Fondazione Rockefeller Brothers, per esempio, è considerata come separata e  distinta dall'Impero di banche e compagnie petrolifere della famiglia Rockefeller.

Stipendi e spese di funzionamento dipendenti dalle fondazioni private, è diventata una routine accettata: in una logica contorta, la battaglia contro il capitalismo corporativo doveva essere combattuto utilizzando i fondi delle fondazioni esenti da imposte sulla proprietà del capitalismo corporativo.

Le ONG sono state intrappolate in una camicia di forza; la loro stessa esistenza dipendeva dalle fondazioni. Le loro attività sono state attentamente monitorate. In una logica contorta, la natura stessa dell'attivismo anticapitalista era controllata indirettamente dai capitalisti attraverso le loro fondazioni indipendenti.

"Cani da guardia  progressisti"

In questa saga in continua evoluzione, le élites corporative i cui interessi sono debitamente serviti dal FMI, dalla Banca mondiale e dal WTO, finanzieranno prontamente (attraverso le loro diverse fondazioni e associazioni di beneficenza) le organizzazioni che sono in prima linea nel movimento di protesta contro il WTO e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington.

Supportati dal  denaro della Fondazione, vari "cani da guardia" furono istituiti dalle ONG per monitorare l'attuazione delle politiche neoliberiste, senza tuttavia aver sollevato la questione più ampia di come i gemelli Bretton-Woods e il WTO, attraverso le loro politiche, avevano contribuito all'impoverimento di milioni di persone.

La Rete per la Revisione Partecipativa dell'Adeguamento Strutturale(Structural Adjustment Participatory Review Network =SAPRIN) è stata fondata da Development Gap, una ONG fondata dall'USAID e dalla Banca mondiale, con sede a Washington DC.

Ampiamente documentata, l'imposizione del Programma di Adeguamento Strutturale del Fondo Monetario Internazionale-Banca Mondiale (SAP) per i paesi in via di sviluppo costituisce una palese forma di ingerenza negli affari interni di Stati sovrani a nome delle  istituzioni creditrici.

Invece di rimettere in discussione la legittimità della  "cura economica mortale" della Banca mondiale-FMI, il nucleo dell'organizzazione della SAPRIN ha cercato di stabilire un ruolo partecipativo per le ONG, che operano con i guanti nei confronti dell'USAID e della Banca mondiale. L'obiettivo era quello di dare un "volto umano" all'agenda politica neoliberale, anziché respingere apertamente la politica di FMI-BM:

"SAPRIN è la rete globale della società civile he ha preso il suo nome dalla Structural Adjustment Participatory Review Network (SAPRI), avviata dalla Banca mondiale e dal suo Presidente, Jim Wolfensohn, nel 1997.

SAPRI è progettato come un esercizio tripartitico per riunire le organizzazioni della società civile, i loro governi e la Banca mondiale in un'analisi congiunta dei programmi di aggiustamento strutturale (SAPs) e l'esplorazione di nuove opzioni politiche. Esso sta legittimando un ruolo attivo per la società civile nel processo decisionale economico, allo stesso tempo è progettato per indicare le aree in cui sono necessari cambiamenti nelle politiche economiche e nel processo di elaborazione delle politiche economiche. (http://www.saprin.org/overview.htm sito Web SAPRIN, enfasi aggiunta)

Analogamente, l'Osservatorio sul commercio (formalmente WTO Watch), che opera da Ginevra, è un progetto dell'istituto per le politiche agricole e commerciali(IATP),con sede a Minneapolis generosamente finanziato dalla Ford, Rockefeller, Charles Stewart Mott, tra gli altri. (cfr. tabella 1).

L'Osservatorio sul  Commercio ha il compito di monitorare l'organizzazione mondiale del commercio (WTO), l'accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) e la proposta zona di libero scambio delle Americhe (ALCA). ( IATP, informazioni sull'Osservatorio sul commercio , accesso settembre 2010).

L'Osservatorio sul commercio è adibito anche a sviluppare dati e informazioni, nonché a favorire "governo" e "responsabilità". Responsabilità nei confronti delle vittime delle politiche del WTO o responsabilità per i protagonisti delle riforme neoliberiste?

Le funzioni dell'Osservatorio sul commercio non minacciano in alcun modo il WTO. Al contrario: non viene mai messa in dubbio la legittimità delle organizzazioni commerciali e degli accordi.

Tabella 1 principali donatori dell'Istituto Minneapolis per l'agricoltura e le politiche commerciali (IATP)
(per l'elenco completo clicca qui)

Ford Foundation $2,612,500.00 1994 – 2006
Rockefeller Brothers Fund $2,320,000.00 1995 – 2005
Charles Stewart Mott Foundation $1,391,000.00 1994 – 2005
McKnight Foundation $1,056,600.00 1995 – 2005
Joyce Foundation $748,000.00 1996 – 2004
Bush Foundation $610,000.00 2001 – 2006
Bauman Family Foundation $600,000.00 1994 – 2006
Great Lakes Protection Fund $580,000.00 1995 – 2000
John D. & Catherine T. MacArthur Foundation $554,100.00 1991 – 2003
John Merck Fund $490,000.00 1992 – 2003
Harold K. Hochschild Foundation $486,600.00 1997 – 2005
Foundation for Deep Ecology $417,500.00 1991 – 2001
Jennifer Altman Foundation $366,500.00 1992 – 2001
Rockefeller Foundation $344,134.00 2000 – 2004

Fonte: http://activistcash.com/organization_financials.cfm/o/16-Institute-for-Agriculture-and-Trade-Policy

Il Forum economico mondiale. "Tutte le strade conducono a Davos"

Il Movimento popolare è stato dirottato. Intellettuali selezionati, dirigenti sindacali e  leaders di organizzazioni della società civile (comprese Oxfam, Amnesty International, Greenpeace) vengono regolarmente invitati alla Forum economico mondiale di Davos, dove si mescolano con i soggetti economici e politici più potenti del mondo. Questo intreccio delle élites corporative mondiali con "progressisti" selezionati fa parte del rituale base del processo di "fabbricazione del dissenso".

Il trucco consiste nello scegliere in modo selettivo i leaders della società civile "dei quali ci possiamo fidare" e integrarli in un "dialogo", tagliarli fuori dalla loro base, farli sentire come "cittadini globali" che agiscono a nome dei loro compagni lavoratori, ma farli agire in  modo da servire gli interessi  dell'establishement corporativo:

"La partecipazione delle ONG all'incontro annuale di Davos è prova del fatto che [noi]cerchiamo volutamente di integrare... un ampio spettro delle principali parti interessate della società per definire e far progredire l'agenda globale... noi crediamo che il Forum Economico Mondiale [Davos] fornisca alla comunità imprenditoriale il quadro ideale per impegnarsi in collaborazione con gli altri principali operatori [ONG] dell'economia globale per "migliorare la situazione del mondo", che è la missione del forum. (Forum economico mondiale, Comunicato Stampa 5 gennaio 2001)

Il FEM non rappresenta la più ampia comunità di affari. Si tratta di un raduno elitario: i suoi membri sono gigantesche corporazioni globali  (con un minimo fatturato annuo pari a 5 miliardi di dollari). Le organizzazioni non governative (ONG) selezionate  sono considerate come partners "azionisti", nonché un comodo "portavoce per i senza-voce che spesso vengono lasciati fuori dei processi decisionali." (Forum economico Mondiale- organizzazioni non governative,  2010)

"Esse [le ONG] svolgono una varietà di ruoli in collaborazione con il forum per migliorare lo stato del mondo, tra cui servire come un ponte tra imprese, governo e società civile, connettere i responsabili politici alla base, portando al tavolo soluzioni pratiche..." (Ibid.)

"Soci" delle corporazioni globali della società civile per conto dei "senza-voce", che vengono "lasciati fuori"?

wef
I dirigenti sindacali vengono cooptati anche a scapito dei diritti dei lavoratori. I leaders della  Federazione internazionale dei sindacati (IFTU), la AFL-CIO, la Confederazione europea dei sindacati, il Congresso canadese del lavoro(CLC), tra gli altri, ordinariamente sono invitati a partecipare ad entrambe le riunioni annuali del FEM a Davos, in Svizzera come pure ai vertici regionali. Essi partecipano anche al lavoro della Comunità dei Leaders Labouristi del FEM che si concentra sui modelli di comportamento reciprocamente accettabili  per il movimento operaio. Il FEM "ritiene che la voce labourista sia importante per un dialogo dinamico sui temi della globalizzazione, della giustizia economica, della trasparenza e della responsabilità per garantire un sano sistema finanziario globale."

"Garantire un sano sistema finanziario globale" modellato con la frode e la corruzione? La questione dei diritti dei lavoratori non viene menzionata. ( Forum economico mondiale - leader laburista , 2010).

Il Forum sociale mondiale: "un altro mondo è possibile"

Il contro-vertice di Seattle nel 1999 per molti versi ha gettato le basi per lo sviluppo del Forum sociale mondiale.

Il primo incontro del Forum sociale mondiale ha avuto luogo nel gennaio 2001, a Porto Alegre, Brasile. Questo incontro internazionale ha visto la partecipazione di decine di migliaia di attivisti di organizzazioni popolari e delle ONG.

L'incontro delle ONG e delle organizzazioni progressiste al Forum Sociale Mondiale si è tenuto simultaneamente al  Forum Economico Mondiale di Davos (FEM). Volevano esprimere opposizione e dissenso nei confronti del Forum Economico Mondiale dei leaders corporativi e dei ministri delle finanze.

Il Forum Sociale Mondiale fin dall'inizio è stata un'iniziativa di ATTAC Francia e varie ONG brasiliane:

"... Nel febbraio del 2000, Bernard Cassen, il capo di un programma della ONG francese ATTAC, Oded Grajew, il capo di un'organizzazione brasiliana di lavoratori e Francisco Whitaker, capo di un'associazione di ONG brasiliane si sono riuniti per discutere una proposta per un "evento mondiale della società civile"; dal marzo 2000, essi hanno ottenuto formalmente il sostegno del governo municipale di Porto Alegre e del governo dello stato del Rio Grande do Sul, entrambi controllati al momento dal Partito dei Lavoratori brasiliano.... Un gruppo di ONG francesi, ATTAC, Friends of L'Humanité, and Friends of Le Monde Diplomatique, hanno sponsorizzato un forum sociale alternativo a Parigi dal titolo "Un Anno dopo Seattle", al fine di preparare un'agenda per le proteste che si sarebbero tenute all'imminente  Vertice dell'Unione europea a Nizza. I portavoce chiedono di "riorientare alcune istituzioni internazionali come il FMI, Banca mondiale, WTO.. in modo da creare una globalizzazione dal basso" e  la "creazione di  un movimento internazionale di cittadini, non per distruggere il FMI ma per riorientare le sue missioni". (Unità di ricerca per la politica economica, L'economia e la politica del Forum sociale mondiale Global Research, 20 gennaio 2004 )

Fin dall'inizio nel 2001, il FSM è stato sostenuto essenzialmente dal finanziamento della Fondazione Ford, che è nota per avere legami con la CIA, che risalgono al 1950: "La CIA utilizza fondazioni filantropiche come conduttore più efficace per incanalare ingenti somme di denaro per progetti dell'agenzia senza avvertire i destinatari della loro origine." (James Petras, La Fondazione Ford e la CIA, Global Research, 18 settembre 2002)

La stessa procedura di donazione che ha finanziato i contro-vertici o i vertici popolari che hanno caratterizzato gli anni '90  è stata introdotta nel Forum Sociale Mondiale (FSM):

"... altri finanziatori del Forum Sociale Mondiale (o «partners», come vengono definiti nella terminologia del FSM) includevano la Fondazione Ford,--basti dire qui che ha sempre operato in collaborazione con la Central Intelligence Agency degli Stat Uniti e con gli interessi strategici globali degli Stati Uniti; la Fondazione Heinrich Boll, che è controllata dal Partito tedesco dei Verdi, partner nell'attuale governo tedesco [2003] e  sostenitore delle guerre in Jugoslavia e in Afghanistan (il suo leader Joschka Fischer è l'ex Ministro degli esteri tedesco); e grandi agenzie di finanziamento come Oxfam (UK), Novib (Paesi Bassi), ActionAid (Regno Unito), e così via.

Sorprendentemente, un membro del Consiglio internazionale del FSM segnala che i "considerevoli fondi" ricevuti da queste agenzie non hanno "finora sollevato dibattiti significativi [negli organi FSM] sulle possibili relazioni di dipendenza che potrebbero generare." Eppure egli ammette che "al fine di ottenere finanziamenti da parte della Fondazione Ford, gli organizzatori dovevano convincere la Fondazione che il Partito dei lavoratori non era coinvolto nel processo." Due punti sono degni di nota qui. In primo luogo, si stabilisce che i finanziatori sono stati in grado di convincere e determinare il ruolo delle diverse forze del FSM--dovevano essere 'convinti' delle credenziali di coloro che volevano essere coinvolti. In secondo luogo, se i finanziatori avessero contestato la partecipazione del Partito dei lavoratori accuratamente addomesticato, essi avrebbero dovuto ancor più strenuamente  fare obiezione al rilievo dato alle forze autenticamente antimperialiste. Che abbiano obiettato diventerà chiaro mentre descriveremo chi è stato inserito e chi escluso dal secondo e terzo incontro del FSM....

... La questione del finanziamento [del FSM] non figura neanche nella Carta dei principi del FSM, adottata nel giugno 2001. I marxisti, essendo materialisti, farebbero notare che uno dovrebbe guardare alla  base materiale del forum per afferrare la sua natura. (In realtà non occorre essere marxisti per capire che "chi paga i suonatori sceglie la musica".) Ma il FSM non è d'accordo. Puo attirare fondi da istituzioni imperialiste come la Fondazione Ford durante la lotta alla "dominazione capitalista del mondo e a qualsiasi forma di imperialismo" (Unità di Ricerca per l'Economia Politica, L'Economia e la Politica del FSM , Global Research, 20 gennaio 2004)

La Fondazione Ford ha fornito il supporto principale al FSM, con contributi indiretti alle "organizzazioni partners" partecipanti, dalla Fondazione McArthur, alla Charles Stewart Mott Foundation, The Friedrich Ebert Stiftung, la Fondazione w. Alton Jones, la Commissione europea, numerosi governi europei (tra cui il governo laburista di Tony Blair), il governo canadese, nonché ad un certo numero di organismi delle Nazioni Unite (compresi UNESCO, UNICEF, PNUS, OIL e FAO). (Ibid.).

In aggiunta al supporto iniziale della Fondazione Ford, molte delle organizzazioni della società civile partecipanti ricevono finanziamenti da grandi fondazioni e istituti di beneficenza. A loro volta, le ONG degli Stati Uniti e quelle europee spesso operano come agenzie di finanziamento secondarie canalizzazzando il denaro di Ford e Rockefeller verso organizzazioni partner nei paesi in via di sviluppo, compresi i movimenti contadini e i diritti umani di base.

Il Consiglio internazionale (IC) del FSM è composto da rappresentanti di organizzazioni non governative, sindacati, organizzazioni di media alternativi, istituti di ricerca, molti dei quali sono pesantemente finanziati da fondazioni, come pure dai governi. (Vedere Fórum Social Mundial). I sindacati stessi, che sono regolarmente invitati a confondersi con il CEO di Wall Street al Forum Sociale Mondiale di Davos, compresi AFL-CIO, la Confederazione europea dei sindacati e il Congresso Laburista canadese (CLC) siedono anche nel Consiglio internazionale del FSM (IC). Tra ONG finanziate da importanti fondazioni presenti nell'IC del FSM c'è l'Istituto per l'agricoltura e la politica commerciale (IATP) (vedere la nostra analisi sopra) che sovrintende all'Osservatorio del commercio con sede a Ginevra.

La rete dei Finanziatori per il commercio e la globalizzazione (FTNG), che ha lo status di osservatore al Consiglio internazionale del FSM svolge un ruolo chiave. Mentre incanala il sostegno finanziario per il FSM, funge da camera di compensazione per le principali fondazioni. La rete FTNG descrive se stessa come "un'Alleanza di creatori di sovvenzioni impegnati a costruire comunità giuste e sostenibili nel mondo". I membri di questa alleanza sono la Fondazione Ford, Rockefeller Brothers, Heinrich Boell, C. S. Mott, la Fondazione della Famiglia Merck Open Society Institute, Tides ,tra gli altri. (Per un elenco completo delle agenzie di finanziamento della FTNG vedere FNTG: finanziatori ). La FTNG agisce come un'entità di raccolta di fondi per conto del FSM.

I governi occidentali finanziano i contro-Vertici  e reprimono il movimento di protesta

Per un'amara ironia, i governi, compresa l'Unione europea concedono denaro per finanziare gruppi progressisti (compreso il FSM) coinvolti nell'organizzazione di proteste contro gli stessi governi che finanziano le loro attività:

"Anche i  governi, sono stati significativi finanziatori di gruppi di protesta. La Commissione europea, per esempio, ha finanziato due gruppi che hanno mobilitato un gran numero di persone per protestare contro  i vertici dell'UE a Göteborg e Nizza. La  Lotteria nazionale della Gran Bretagna, che è controllata dal governo, ha contribuito a  finanziare un gruppo al centro del contingente britannico di entrambe le proteste". (James Harding, Contro-Capitalismo , Ft.com, 15 ottobre 2001)

Ci stiamo occupando di un processo diabolico: il governo ospite finanzia il Vertice ufficiale, ed anche le ONG  che partecipano attivamente al Contro-Vertice. Finanzia anche l'operazione di polizia antisommossa che ha un mandato per reprimere i partecipanti di base al Contro-Vertice, compresi i membri di ONG direttamente finanziate dal governo.

Lo scopo di queste operazioni combinate, comprese le azioni violente di vandalismo commesse da poliziotti sotto copertura (Toronto G20, 2010), vestiti come attivisti, è quello di screditare il movimento di protesta e intimidire i suoi partecipanti. L'obiettivo più ampio è di trasformare il contro-vertice in un rituale di dissenso, che serve a sostenere gli interessi del Vertice ufficiale e del governo ospite. Questa logica ha prevalso in numerosi contro-vertici fin dagli anni novanta.

Al Vertice americano del 2001 a Quebec, il finanziamento da parte del governo federale canadese alle principali ONG e ai sindacati è stato concesso a determinate condizioni. Un grande segmento del movimento di protesta è stato de facto escluso dal Vertice popolare. Questo di per sé ha portato ad un secondo luogo di convegno parallelo che alcuni osservatori hanno descritto come un "contro-Vertice popolare". A sua volta, sia le autorità provinciali e federali che la marcia di protesta si sarebbero mossi verso una postazione remota, a circa 10 km dalla città, anziché verso la zona del centro storico dove si teneva il vertice ufficiale FTAA  dietro un "perimetro di sicurezza" fortemente sorvegliato.

"Invece di marciare verso la recinzione perimetrale e gli incontri al Vertice delle Americhe, gli organizzatori della marcia hanno scelto una strada che hanno percorso dal Vertice popolare lontano dalla recinzione, attraverso aree residenziali in gran parte vuote fino al parcheggio di uno stadio in un'area vuota a parecchi chilometri di distanza. Henri Masse, il Presidente della Federazione dei lavoratori e i lavoratori di Québec (FTQ), ha spiegato, "deploro di essere così lontani dal centro-città.... Ma era una questione di sicurezza." Un migliaio di agenti della FTQ hanno mantenuto un controllo molto stretto sulla marcia. [Quando la marcia è arrivata al punto dove alcuni attivisti prevedevano di dividersi e andare su per la collina fino al recinto, gli agenti FTQ hanno segnalato al contingente Canadian Auto Workers (CAW) che camminava a piedi dietro il CUPE di sedersi e arrestare la marcia in modo che gli agenti FTQ potessro bloccare le armi e impedire ad altri di lasciare il percorso di marcia ufficiale." (Katherine Dwyer, Lezioni da Quebec City , Rivista Internazionale socialista, giugno/luglio 2001)

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Perimetro di sicurezza, Quebec City 2001
Il Vertice dell Americhe si è tenuto all'interno di un "bunker" di quattro chilometri fatto
di cemento e con un recinto di acciaio galvanizzato. Il  "Muro di Quebec" alto 10 piedi
circondava parte del Centro storico della città compresi la compagine parlamentare
dell'Assemblea nazionale, alberghi e aree per lo shopping.

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Quebec City, aprile 2001

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Quebec City 2001, costruzione della recinzione di sicurezza

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Quebec City, aprile 2001

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Recinzione di sicurezza del G20 a Toronto 5,5 milioni di dollari, giugno 2010

Capi delle ONG contro le loro Basi

L'istituzione del World Social Forum (WSF) nel 2001 è stato senza dubbio un punto di riferimento storico, che ha riunito decine di migliaia di attivisti impegnati. E' stato  un luogo importante che ha consentito lo scambio di idee e la creazione di legami di solidarietà.

Quello che è in gioco è il ruolo ambivalente dei leaders delle organizzazioni progressiste. Il loro rapporto educato e accogliente con i circoli ristretti di potere, con le corporazioni  e i fondi pubblici, agenzie di finanziamento, la Banca mondiale, ecc., mina la loro relazione e la responsabilità verso la base. L'obiettivo della fabbricazione del dissenso è proprio questo: mantenere i leaders a distanza dalle loro basi come mezzo per mettere a tacere e indebolire efficacemente le azioni della base.
Il finanziamento del dissenso è anche un mezzo per  infiltrare le ONG, nonché per acquisire informazioni sulle strategie di protesta e di resistenza dei movimenti di base.

La maggior parte delle organizzazioni partecipanti al Forum sociale mondiale tra cui le organizzazioni contadine, studenti e lavoratori, fermamente impegnate nella lotta contro il neoliberismo erano ignare delle relazioni del Consiglio internazionale del FSM con il  finanziamento corporativo, negoziato dietro le loro spalle da una manciata di leaders di ONG con legami con agenzie di finanziamento sia ufficiali che private.

Il finanziamento di organizzazioni progressiste non è incondizionato. Il suo scopo è quello di "placare" e modificare il movimento di protesta. Condizioni precise vengono imposte tramite le agenzie di finanziamento. Se esse non sono soddisfatte, gli esborsi sono sospesi e la ONG destinataria viene condotta de facto al fallimento a causa della mancanza di fondi.

Il FSM si definisce come "un luogo di incontro aperto per la riflessione, il dibattito democratico delle idee, la formulazione di proposte, il libero scambio di esperienze e inter-connessione per un'azione efficace, per gruppi e movimenti della società civile che si oppongono al neoliberismo e alla dominazione capitalista del mondo e a qualsiasi forma di imperialismo, ed  è impegnato per la costruzione di una società centrata sulla persona umana". (Vedere Fórum Social Mundial , accesso ai dati 2010).

Il FSM è un mosaico di singole iniziative che non  minacciano o contestano direttamente la legittimità del capitalismo globale e delle sue istituzioni. Esso si riunisce ogni anno. E' caratterizzato da una moltitudine di sessioni e seminari. A questo proposito, una delle caratteristiche del FSM era di mantenere una struttura "fai da te", caratteristica dei contro-vertici popolari al G7 degli anni '90 finanziati dal donatore.

Questa struttura apparentemente disorganizzata è intenzionale. Mentre favorisce il dibattito su un numero di singoli argomenti, la struttura del FSM non è favorevole all'articolazione di un programma  comune coeso e ad un piano d'azione diretto contro il capitalismo globale. Inoltre, gli Stati Uniti hanno portato la guerra in Medio Oriente e Asia centrale, che scoppiò un paio di mesi dopo l'incontro inaugurale del FSM di Porto Alegre, nel gennaio 2001,  e che non è stata una questione centrale  al forum di discussione.

Ciò che prevale è una vasta e complessa rete di organizzazioni. Le organizzazioni di base destinatarie nei paesi in via di sviluppo sono invariabilmente ignare che le ONG loro partners negli Stati Uniti o nell'Unione europea, che stanno fornendo loro sostegno finanziario, sono esse stesse finanziate da importanti fondazioni. Il denaro viene dall'alto, mettendo dei vincoli alle azioni a livello locale. Molti di questi leaders di ONG sono individui impegnati e di buone intenzioni che agiscono in un quadro che imposta i limiti del dissenso. I leaders di questi movimenti vengono cooptati, spesso senza nemmeno rendersi conto che a causa del finanziamento corporativo hanno le mani legate.

Il capitalismo globale finanzia l'anticapitalismo: un rapporto assurdo e contraddittorio.

"Un altro mondo è possibile", ma esso non può essere utilmente realizzato sotto il presente accordo.

Un cambiamento del Forum sociale mondiale, della sua struttura organizzativa, dei suoi accordi di finanziamento e della sua leadership è necessario.

Non ci può essere nessun movimento di massa significativo quando il dissenso è generosamente finanziato da quegli stessi interessi corporativi che sono bersaglio del movimento di protesta. Nelle parole di McGeorge Bundy, Presidente della Fondazione Ford (1966-1979), ""Tutto quello che la Fondazione [Ford] ha fatto potrebbe essere considerato come «rendere il mondo sicuro per capitalismo»".

Fonte: Global Research, 20 Settembre, 2010
Traduzione: Dakota Jones