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sabato 30 marzo 2013

Onu. Trattato sulle armi e uso politico dei “diritti umani”

armi
Iran, Siria e Corea del Nord hanno bloccato il nuovo documento, che consente ai Paesi esportatori eccessiva discrezionalità

di Ferdinando Calda
Rinascita

Finalmente sembra essere giunta in dirittura d’arrivo la travagliata approvazione all’Onu di un trattato internazionale per regolamentare il commercio delle armi. Tuttavia, dopo oltre sette anni di discussioni, il testo appare confezionato su misura per non intaccare gli interessi economici dei grandi esportatori (primi fra tutti gli Stati Uniti, ma anche Russia e Cina) e, soprattutto, per favorire alcune politiche internazionali di Washington. Anche per questo motivo giovedì sera – al termine di dieci giorni di negoziati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite – Iran, Siria e Nord Corea hanno espresso il loro parere contrario alla bozza del Trattato sul commercio delle armi, bloccando così il raggiungimento di un accordo unanime e l’approvazione “per consenso”. Una coalizione di Paesi ha già annunciato che la prossima settimana porterà il testo davanti all’Assemblea generale – nonostante la delegazione di Mosca abbia già detto di non voler sostenere un trattato che non tiene conto della voce della minoranza – dove dovrebbe ottenere la maggioranza dei due terzi dei 193 membri per la sua approvazione.

Il trattato definisce per la prima volta gli standard internazionali per la compravendita di armi, vincolandoli al rispetto dei diritti umani da parte degli Stati importatori. In particolare – oltre a vietare la vendita in caso di violazione di un embargo, atti di genocidio, crimini contro l’umanità – il testo prevede che, per approvare o meno l’esportazione, siano i Paesi esportatori a valutare di volta in volta se le armi vendute potrebbero essere usate per violare i diritti umani o utilizzate da terroristi o membri della criminalità organizzata.

Un’ampia discrezionalità che, insieme alle molte lacune sulla tipologia di armamenti compresi nel Trattato, è stata criticata sia dalle associazioni per il controllo delle armi sia dagli iraniani. Da Teheran, infatti, hanno più volte denunciato la strumentalizzazione per fini politici dei diritti umani da parte di Usa e alleati.

domenica 12 agosto 2012

La frode dei bankster ha spinto 100 milioni di persone nella povertà, uccidendone molte

WashingtonsBlog

Stiamo assistendo ad un Olocausto finanziario provocato dai Banksters ... che sta causando molti morti

bankstersLa frode ha causato la Grande Depressione e la crisi finanziaria, e l'economia non si riprenderà fino a quando la frode continuerà.

La frode è il modello di business adottato dalle banche giganti. Vedi questo.

L'amministrazione Obama ha reso politica ufficiale non perseguire le frodi. Infatti, i "cani da guardia" in DC sono così corrotti che vengono  comprati con la stessa facilità di un poliziotto in una repubblica delle banane del terzo mondo.

I portavoce di Wall Street e DC fanno finta che le frodi finanziarie (come il Libor) siano un "crimine senza vittime".

martedì 7 agosto 2012

Siria:Chi ha votato no (e perché) alla risoluzione saudo-qatariota all’Assemblea dell’Onu

di Marinella Correggia
SibiaLiria

Kofi-Annan-to-step-down-as-Syria-envoy-RT2025E3-x-large-150x150

Un recente voto all’Assemblea Generale dell’Onu sulla Siria ha evidenziato le ragioni di alcuni paesi – progressisti e in genere stimati dalla stessa presuntuosa sinistra occidentale – che cantano fuori dal coro della autonominata “comunità internazionale” e che alla fine sono gli unici a proporre un vero negoziato per la pace  la fine delle violenze, anziché nascondere sotto il tappeto – come fanno gli altri – le ingerenze che alimentano la guerra. Leggiamo dal resoconto (http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=42617&Cr=Syria&Cr1=) pubblicato sul sito ufficiale onusiano i perché del “no” che in particolare alcuni paesi latinoamericani, quelli dell’Alleanza Alba, hanno opposto il 3 agosto in sede di Assemblea Generale dell’Onu a una risoluzione proposta da una regina dei diritti e della democrazia, l’Arabia Saudita (presidente del gruppo arabo in seno all’Assemblea stessa nonché grande sponsor dell’opposizione armata siriana), coadiuvata da due principesse dell’umanitarismo: l’emirato del Qatar (presidente di turno dell’Assemblea Onu nonché altro grande sponsor dell’opposizione armata siriana) e il regno del Bahrein (vassallo dell’Arabia Saudita).

La risoluzione è stata una risposta delle petromonarchie al lancinante appello dell’opposizione armata e del suo braccio politico, il Consiglio nazionale siriano o Cns” e cioè: se Russia e Cina fanno barriera nel Consiglio di Sicurezza, tiriamo in ballo l’autorità morale dell’Assemblea per ottenere un avallo etico a interventi esterni ancora più accenuati. L’Arabia Saudita nel proporre la risoluzione ha sottolineato la necessità di “fermare la macchina di morte del regime che sta macellando il coraggioso popolo siriano”, come da narrazione ufficiale che non ammette nuances, demonizzando una parte e beatificando l’altra parte armata, che appunto combatterebbe solo per proteggere i civili. I sauditi hanno affermato l’urgenza di un cambio di regime, retoricamente chiedendo: “il piano Annan e la comunità internazionale cosa hanno ricevuto in cambio dei loro sforzi? Per i sei punti del piano Annan hanno ricevuto sei massacri: Baba Amr, Al-Rastan, Houla, Tremsheh, Foquir e Aleppo”. I sauditi (come gli oppositori, come le tivù satellitari del Golfo e come i media tutti e perfino l’Onu) mettono insieme sotto lo stesso slogan “dittatore massacra intero popolo inerme in rivolta” sia massacri di civili di non definita paternità avvenuti alla vigilia di voti importanti al Consiglio di Sicurezza (Houla), sia uccisioni di armati spacciati per civili (Tremsheh), sia battaglie per il controllo di quartieri e città (Baba Amr e Aleppo).

martedì 12 giugno 2012

Report: Obama prepara attacchi aerei contro la Siria

Il passo indietro della Russia getta le basi per un cambiamento di regime

di Paul Joseph Watson
PrisonPlanet

Il presidente Barack Obama ha detto alla US Navy e all'Air Force di preparare attacchi aerei contro la Siria come parte di una "no fly zone", che sarà imposta con l'ausilio delle potenze militari inglese e francese, secondo un rapporto.

"La loro missione sarà quella di abbattere il regime centrale di Assad e i  centri di comando militari in modo da scuotere la stabilità del regime e impedire all'esercito e all'aviazione siriani di sottomettere i ribelli e scatenare la violenza sulle popolazioni civili", riferisce l'organo dell'intelligence israeliana Debkafile .

mercoledì 25 aprile 2012

Come le Nazioni Unite vorrebbero cambiare i connotati al mondo, attraverso il prelievo dalle popolazioni di oltre 1000 miliardi di dollari all'anno, una moneta unica e un governo globale

Le Nazioni Unite vogliono nuovi poteri al Summit Mondiale di Rio sulla sostenibilità per trasformare il mondo

Alex Newman
The New American


united nationsLe Nazioni Unite prevedono di utilizzare la prossima conferenza dell'ONU sul tema "Sviluppo sostenibile" (CSD o Rio +20) a Rio de Janeiro per accumulare una vasta gamma di nuovi poteri senza precedenti e riformare letteralmente la civiltà, l'economia globale, e anche i pensieri della gente, secondo documenti ufficiali. Tutto sarà fatto in nome della transizione verso una cosiddetta "economia verde".

Tra le nuove autorità richieste dall'agenzia mondiale ci sono le imposte globali sul carbonio, la redistribuzione della ricchezza pari a trilioni di dollari all'anno, e una serie di programmi che si occupano di tutto, dalla povertà ed educazione alla salute e allocazione delle risorse. Praticamente qualunque campo dell'attività umana sarà influenzato dal regime, che gli analisti hanno descritto come un "gigantesco esercizio di ingegneria sociale globale".

L'agenda per la trasformazione globale è stata resa nota in un rapporto pubblicato di recente dal titolo "Lavorare per un'Economia Verde Equilibrata e Totale: Una Prospettiva delle Nazioni Unite a livello globale." Il documento - elaborato da un gruppo di più di 35 agenzie e istituzioni internazionali di vario genere delle Nazioni Unite, sotto la bandiera del "Gruppo di Gestione Ambientale" (UNEMG) delle Nazioni Unite  - spiega gli obiettivi del prossimo summit dell'agenzia mondiale sulla "sostenibilità". La conferenza segna il 20° anniversario del Vertice sulla Terra delle delle Nazioni Unite del 1992, che adottò la molto controversa "Agenda 21".

martedì 24 aprile 2012

Decollata da Brindisi la missione militare ONU in Siria

di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

syriaAl via in Siria la missione di supervisione delle Nazioni Unite (UNSMIS) per il “rispetto del cessate il fuoco tra le parti”, autorizzata il 21 aprile scorso dal Consiglio di Sicurezza (risoluzione n. 2042). A Damasco è giunto il primo team ONU composto da trenta “osservatori militari non armati” che verranno poi dislocati in una decina di località del paese. Da qui a 90 giorni, il numero degli “osservatori” crescerà a 300 unità, compresi “consiglieri politici ed esperti nel campo dei diritti umani, dell’informazione e della sicurezza pubblica”.

È questa una missione ad altissimo rischio: un suo fallimento potrebbe avere la conseguenza di aprire la strada ad un intervento militare internazionale per spodestare il regime Assad. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, non ha voluto attendere il voto del Consiglio di Sicurezza per lanciare l’intera operazione. Messosi in contatto con il governo italiano, ha ottenuto che dal 15 al 17 aprile, cinque velivoli C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa venissero impiegati per trasportare a Beirut una decina di autoveicoli blindati, “materiali e altri mezzi” stoccati presso il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC) ospitato presso il distaccamento di Brindisi dell’Aeronautica Militare. Tutto il materiale inviato è destinato agli “osservatori” ONU.

Quella brindisina è un’installazione poco nota al grande pubblico, tuttavia sta assumendo sempre più un ruolo chiave a livello internazionale. Oltre a fornire il supporto alle attività di peacekeeping dell’ONU, lo scalo viene utilizzato come base di “pronto intervento umanitario” del World Food Program, per l’invio di aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo colpita da un evento calamitoso. La base di Brindisi è inoltre impiegata dall’Agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere esterne (Frontex) per le operazioni di pattugliamento aereo dell’Adriatico, del Canale di Sicilia e dei confini tra Grecia e Albania.

martedì 27 marzo 2012

Il Fondo Verde per il Clima vuole l'immunità da qualsiasi tipo di procedimento legale

Activist Post

gcfFox News  riferisce che il Fondo Verde per il Clima, creato dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), chiede la piena immunità diplomatica "da qualsiasi tipo di procedimento legale, inclusi procedimenti civili e penali, nei paesi in cui opera."

Le Nazioni Unite hanno emanato il quadro giuridico per il fondo pubblico-privato in occasione dell’Accordo di Copenaghen nel 2009, ma è stato ratificato lo scorso anno durante la COP-17 a Durban, Sud Africa. Il fondo, controllato da un consiglio di amministrazione di 24-nazioni, ha ricevuto 30 miliardi di dollari per l'avviamento da paesi membri delle Nazioni Unite.

La funzione del Fondo Verde per il Clima è quello di essere il facilitatore di denaro tra i paesi. Secondo Wikipedia agiranno "come un meccanismo per trasferire denaro dai paesi sviluppati al mondo in via di sviluppo, al fine di assistere i paesi in via di sviluppo nelle pratiche di adattamento e di mitigazione per contrastare i cambiamenti climatici."

venerdì 23 marzo 2012

L'ONU propone una governance globale altamente repressiva tramite una "Costituzione ambientale globale"

The American Dream

UN-Repressive-Global-Governance.jpgLa maggior parte delle persone non ha idea che le Nazioni Unite hanno redatto una costituzione mondiale per l'ambiente che è destinata a sostituire tutte le leggi nazionali esistenti. Questo documento ha il titolo funzionale di "Progetto di Patto internazionale sull'ambiente e lo sviluppo" e può essere letto per intero qui. Il lavoro sul progetto di Costituzione globale per l'ambiente è in corso dal 1995 e la quarta edizione è stata rilasciata agli Stati membri delle Nazioni Unite il 22 settembre 2010.

Questo documento è destinato a diventare un trattato vincolante e stabilirebbe un sistema permanente e incredibilmente repressivo di governance globale. Questo "Patto", come viene chiamato, rivendica l'autorità su tutto l'ambiente globale e tutto ciò che lo riguarda. Considerato il fatto che tutto ciò che facciamo influenza l'ambiente in qualche modo, questo significa che il documento diventerebbe la più alta forma di legge per tutte le attività umane. Questa costituzione per l'ambiente globale proposta dalle Nazioni Unite è incredibilmente dettagliata. La Costituzione degli Stati Uniti ha solo 7 punti, ma il documento delle Nazioni Unite ne ha 79. Nel caso gli Stati Uniti ratificassero questo trattato, qualunque legge nazionale, statale o locale dovesse confliggere con questo accordo, sarebbe nulla.  Potenzialmente, questa è una delle più grandi minacce per la sovranità nazionale che abbiamo mai visto e dobbiamo mettere in guardia gli americani su questo.

Fondamentalmente, quello che questo patto ambientale propone di fare è prendere i principi dello sviluppo sostenibile basato sull'Agenda 21 e trasformarli in una legge costituzionale globale.

Tutte le Parti di questa nuova costituzione sarebbero costrette a trasformare le loro nazioni in società pianificate a livello centrale (Nota: Planned-opolis, guarda su YouTube), in cui tutte le decisioni su qualunque cosa verrebbero valutate nel contesto dello sviluppo sostenibile.

Se gli Stati Uniti diventeranno membro di questo trattato, sarà un paradiso per i maniaci del controllo. Le decisioni di base su ciò che mangiamo, su ciò che indossiamo, dove viviamo, quanto grande possa essere la nostra famiglia e in quali attività possiamo essere coinvolti, da un giorno all'altro, potrebbero essere dettate dai mandati della costituzione globale.

Se avete dei dubbi,  leggete il documento.

Diamo uno sguardo più da vicino ad alcuni dei termini di questa proposta di costituzione globale ....

domenica 4 marzo 2012

Amano la morte

The American Dream

death-skullAvete mai conosciuto qualcuno che ama la morte? Essere veramente innamorati della morte, può condurre una persona in un luogo molto buio. Purtroppo, c'è un numero crescente di scienziati, politici e opinion maker globali che credono che dobbiamo ridurre le dimensioni della popolazione umana per il bene del pianeta. Sono convinti che l'umanità stia causando il riscaldamento globale, uccidendo altre specie e rendendo questo pianeta invivibile. Nella loro missione per salvare il futuro del pianeta, stanno diventando sempre più audaci con le loro richieste di controllo della popolazione. Amano la morte perché credono che possa aiutare a salvare la terra. Essi credono che con meno esseri umani in giro, ci saranno meno emissioni di carbonio, meno inquinamento e più spazio per le altre specie. Allora, come sarà raggiunto questo obiettivo? Beh, come potrete leggere nel resto di questo articolo, "aborti post-nascita", "squadre mobili di eutanasia", "tecnologia ad ultrasuoni per distruggere lo sperma" e i contraccettivi nell'acqua del rubinetto sono solo alcuni dei modi proposti per ridurre l'attuale numero di esseri umani. Questo odio per la vita e amore per la morte viene insegnato nei college e università di tutto il mondo occidentale, e questa filosofia del controllo della popolazione sta diventando sempre più dominante ogni anno che passa.

Mi rendo conto che l'idea delle "squadre mobili di eutanasia" possa sembrare una cosa uscita da un film di fantascienza, ma la verità è che questo non è solo un concetto "campato in aria".

Infatti, nei Paesi Bassi, sei squadre mobili di eutanasia stanno andando porta a porta per aiutare i pazienti anziani a mettere fine alla loro vita nel comfort delle loro case.

martedì 21 febbraio 2012

Mosca e la formazione del Nuovo Sistema Mondiale

di Imad Fawzi Shueibi
Rete Voltaire

Imad Fawzi Shueibi esamina le ragioni e le conseguenze della recente posizione presa dalla Russia al Consiglio di Sicurezza. L’appoggio di Mosca alla Siria non è una posa ma il risultato di un’analisi approfondita dei mutevoli equilibri dei potere globali. La crisi in corso darà vita ad una nuova configurazione mondiale che dal modello unipolare, ereditato dopo il crollo dell’URSS, si evolverà gradualmente verso un sistema multipolare. Inevitabilmente, questa transizione coinvolgerà il mondo in un periodo di turbolenza geopolitica le cui ripercussioni vengono vagliate dall’autore.

1-3321-c1232Alcuni scommettono che, come d’abitudine, avverrà un cambiamento nella posizione russa verso la regione araba, simile a quello che avvenne nel caso iracheno e in quello libico. Tuttavia, quest’ipotesi può essere esclusa da una profonda analisi della posizione russa, per le considerazioni che seguono. Sembra che la regressione russa non sia possibile nel mondo d’oggi, dato che Mosca vede negli attuali eventi, e nel confronto con l’Occidente, ossia con gli europei e gli statunitensi, un’opportunità per formare un nuovo ordine mondiale, che superi quello che ha prevalso nel periodo post-Guerra Fredda e dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quest’ultimo, rappresentato dall’unipolarismo, ha si è spostato verso il non-polarismo dopo la guerra in Libano del 2006.

mercoledì 18 gennaio 2012

Greed Revolution:L'influenza dell'Agribusiness minaccia di avere la precedenza sull'interesse pubblico

Nuovo rapporto dell’ETC Group

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Cartoon by Stig www.shtig.net
Clicca per ingrandire

Grandi fondazioni come Gates e giganti dell’agribusiness come Syngenta si stanno interessando alle istituzioni pubbliche multilaterali, impegnate a mettere fine alla fame. Le agenzie internazionali stanno avendo problemi con i confini 'pubblico/privato'. E’ il momento di rivalutarli tutti.

Un nuovo rapporto di 30 pagine che documenta la crescente influenza dell'agribusiness sul sistema alimentare multilaterale e la mancanza di trasparenza nel finanziamento della ricerca, è stato rilasciato oggi dall'organizzazione della società civile internazionale ETC.

The Greed Revolution: Mega Foundations, Agribusiness Muscle In On Public Goods presenta tre casi di studio - uno che coinvolge l'organizzazione dell'ONU per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e due che coinvolgono i Centri CGIAR (Consultative Group on International Agricultural Research) - che indicano una pericolosa tendenza che è destinata a peggiorare, anziché risolvere il problema della fame nel mondo. Il rapporto descrive in  dettagli il coinvolgimento, tra gli altri, di Nestlé, Heineken, Monsanto, Fondazione Bill & Melinda Gates e Fondazione Syngenta.

martedì 25 ottobre 2011

L'assassinio di Gheddafi è parte del cambio di regime globale


Adrian Salbuchi su GRTV

Mentre alcuni leader europei dimostrano uno stato d'animo celebrativo per la morte violenta del colonnello Gheddafi, essi stessi non sono meno terroristi, sostiene il consulente internazionale e autore Adrian Salbuchi.

Salbuchi ha dichiarato che la morte di Gheddafi è stata senza dubbio un messaggio per il mondo intero, in quanto non si tratta solo della Libia.

"Stiamo vedendo come Hillary Clinton, segretario di Stato Usa l'ha rivelato molto chiaramente: 'Siamo venuti, abbiamo visto, è morto,' e poi ha iniziato a ridere. Questo è un messaggio al mondo su come questo nuovo modello di ordine mondiale funziona davvero ", ha affermato. "Quando decidono di cambiare il regime, lo fanno con la massima violenza, ed è un modello totale. Prima prendono di mira un paese, definendolo stato canaglia, poi sostengono i terroristi locali e li chiamano combattenti per la libertà, poi portano morte e distruzione contro i civili, e le chiamano sanzioni delle Nazioni Unite. Poi diffondono menzogne ​​e le chiamano opinione della comunità internazionale espressa dai media occidentali. Poi invadono e controllano il paese e la chiamano liberazione e, infine, rubano l'appetitoso petrolio e lo chiamano investimenti stranieri e ricostruzione ", ha spiegato Salbuchi.

Al momento le potenze occidentali stanno inneggiando ad un futuro democratico per la Libia. Anche quando Saddam Hussein fu catturato nel 2003 gli Stati Uniti pensarono che fosse tutto finito - ma era appena iniziata. E secondo Salbuchi, sta per succedere lo stesso, o peggio ancora, per la Libia.

"Penso che una delle ragioni per cui il paese di Gheddafi è stato invaso e lui è stato ucciso è perché aveva in programma di introdurre il dinaro d'oro come moneta d'oro che avrebbe potuto molto facilmente diventare una delle principali valute, almeno in Nord Africa e nel mercato del petrolio", ha detto.

"Non dimenticate che la Libia è la nona più grande riserva di petrolio al mondo e la riserva di petrolio principale in tutta l'Africa, quindi penso che questo puzzi decisamente di petrolio e di avidità da parte delle aziende occidentali. Stanno usando questo solo per giustificare il fatto che hanno sostenuto i peggiori terroristi, probabilmente perché anche alla Casa Bianca e al Palais de l'Elysée, in Francia, e al 10 di Downing Street, abbiamo molti terroristi di altissima classe e mafie che gestiscono questi paesi e la migliore parte del mondo ", ha sottolineato.

Ha aggiunto che Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e la NATO dovrebbero essere ritenuti responsabili per la violenza settaria, dovrebbe avvenire in Libia.

"In qualsiasi paese, inclusa la Libia, c'è sempre circa la metà della popolazione che è contro il governo in carica. Dovremmo invadere anche la Grecia a causa del modo in cui stanno gestendo le loro divisioni interne?", ha ipotizzato.

Una vittoria in Libia sostenuta dai ribelli non segnerà la fine degli interesse della NATO nel paese, ha sottolineato Salbuchi.

"Questo è solo l'inizio e parte del cambio di regime globale. Questo significa allerta arancione per Venezuela, Bolivia ed Ecuador e allarme rosso sicuramente per la Siria e l'Iran. Questo è il tipo di democrazia che Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna vogliono per il mondo intero ", ha concluso.

Fonte: Global Research TV 23 Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

lunedì 21 marzo 2011

Libia: La più grande impresa militare dopo l'invasione dell'Iraq. Verso una operazione militare protratta

di Michel Chossudovsky
Global Research

libya-lies Totali menzogne ​​da parte dei media internazionali: bombe e missili sono presentati come uno strumento di pace e di democratizzazione ...

Questa non è un'operazione umanitaria. La guerra alla Libia apre un nuovo teatro di guerra regionale.

Ci sono tre distinti teatri di guerra nella regione centro-asiatica in Medio Oriente. Palestina, Afghanistan e Iraq.

Ciò che si sta rivelando è  il Quarto  Teatro di guerra USA-NATO in Nord Africa, con il rischio di escalation.

Questi quattro teatri di guerra sono funzionalmente collegati, fanno parte di un sistema integrato-militare dell'agenda USA-NATO NATO.

Il bombardamento della Libia è stato sul tavolo da disegno del Pentagono per diversi anni, come confermato dall'ex comandante generale della NATO Wesley Clark.

L'Operazione Odyssey Dawn è riconosciuta come "il più grande intervento militare occidentale nel mondo arabo dopo l'invasione dell'Iraq iniziata esattamente otto anni fa". (Russia: Fermate il bombardamento  'indiscriminato' della Libia - Taiwan News Online , 19 marzo 2011).

Questa guerra è parte della battaglia per il petrolio. La Libia è tra le economie petrolifere più grandi del mondo con circa il 3,5% delle riserve mondiali di petrolio, più del doppio di quelle degli Stati Uniti.

L'obiettivo di fondo è quello di ottenere il controllo del petrolio e delle riserve di gas della Libia con la scusa di un intervento umanitario.

Le implicazioni geopolitiche ed economiche di un intervento militare diretto contro la Libia, condotto da USA e NATO, sono di vasta portata.

L'"Operazione Odyssey Dawn" è parte di una più ampia agenda militare in Medio Oriente e Asia Centrale che consiste nell'ottenere il controllo e la proprietà aziendale di oltre il sessanta per cento delle riserve mondiali di petrolio e gas naturale, comprese le vie del petrolio e del gas.

Con 46,5 miliardi di barili di riserve accertate, (10 volte quelli dell'Egitto), la Libia è la più grande economia petrolifera del continente africano, seguito da Nigeria e Algeria (Oil and Gas Journal). Al contrario, le riserve accertate di petrolio degli Stati Uniti sono dell'ordine di 20,6 miliardi di barili (dicembre 2008) secondo la Energy Information Administration. Riserve statunitensi di Petrolio Greggio, Gas Naturale, e Liquidi di Gas Naturale).

La più grande impresa militare dopo l'invasione dell'Iraq

Un'operazione militare di queste dimensioni e grandezza, che preveda la partecipazione attiva di numerosi membri della NATO e dei paesi partners non è mai improvvisata. L'Operazione Odyssey Dawn era in fase avanzata di pianificazione militare prima del movimento di protesta in Egitto e Tunisia.

L'opinione pubblica è stata indotta a credere che il movimento di protesta si era diffuso spontaneamente dalla Tunisia e dall'Egitto verso la Libia.

L'insurrezione armata in Libia orientale è direttamente supportata da potenze straniere. Le forze ribelli a Bengasi hanno subito issato la bandiera rossa, nera e verde con la mezzaluna e la stella: la bandiera della monarchia di re Idris, che simboleggiava il dominio delle ex potenze coloniali. (Cfr. Manlio Dinucci, Libia-Quando si cancella la memoria storica, Global Research, 28 febbraio 2011)

Anche l'insurrezione è stata pianificata e coordinata con la tempistica delle operazioni militari. Era stata accuratamente pianificata mesi prima del movimento di protesta, come parte di un'operazione segreta.

Le forze speciali statunitensi e britanniche sono state segnalate sul posto per "aiutare l'opposizione" fin dall'inizio.

Quelllo di cui ci stiamo occupando è una tabella di marcia militare, una cronologia di eventi militari e di intelligence pianificati con cura.

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Complicità delle Nazioni Unite

Finora, la campagna di bombardamento ha provocato innumerevoli vittime civili, che sono classificate dai media come "danni collaterali" o attribuite alle forze armate Libiche.

Per amara ironia, la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'ONU  garantisce alla NATO un mandato "per proteggere i civili"

Protezione dei civili

4. Autorizza gli Stati membri che hanno informato il Segretario Generale, che agiscono a livello nazionale o tramite organizzazioni o accordi regionali, ed in cooperazione con il Segretario Generale, di adottare tutte le misure necessarie, in deroga al paragrafo 9 della risoluzione 1970 (2011), per proteggere i civili e le zone popolate da civili che sono sotto la minaccia di un attacco nella Regione Libica, compresa Bengasi, pur escludendo una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma su qualsiasi parte del territorio libico, e chiede agli Stati membri interessati di informare il Segretario Generale immediatamente delle misure da essi adottate, in forza della delega conferita dal presente paragrafo, che devono essere immediatamente comunicate al Consiglio di Sicurezza; (risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia: No Fly Zone e altri provvedimenti , 18 marzo 2011)

La risoluzione delle Nazioni Unite garantisce alle forze della coalizione carta bianca per impegnarsi in una guerra totale contro un paese sovrano in deroga al diritto internazionale e in violazione della Carta delle Nazioni Unite. Favorisce anche gli interessi finanziari dominanti: non solo consente alla coalizione militare di bombardare un paese sovrano, ma consente anche il congelamento dei beni, mettendo così a rischio il sistema finanziario della Libia.

Congelamento dei beni

19. Decide che il congelamento dei beni imposto dai paragrafi 17, 19, 20 e 21 della risoluzione 1970 (2011) si applica a tutti i fondi, ad altre attività finanziarie e risorse economiche che sono sui loro territori, che sono posseduti o controllati, direttamente o indirettamente, dalle autorità libiche, ....

In nessuna parte della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU viene menzionata la questione del cambio di regime. Eppure è chiaro che le forze di opposizione riceveranno una parte del denaro confiscato ai sensi dell'articolo 19 della risoluzione 1973.
In realtà discussioni in tal senso sono già avvenute con i leaders dell'opposizione. Si chiama cooptazione e frode finanziaria:

20. Afferma la sua determinazione ad assicurare che i beni sequestrati ai sensi del paragrafo 17 della risoluzione 1970 (2011), in una fase successiva, al più presto saranno messi a disposizione e per il bene del popolo della Libia;

Per quanto riguarda l'"Attuazione dell'embargo sulle armi" al par. 13 della risoluzione, le forze della coalizione si impegneranno a far rispettare, senza eccezioni, un embargo sulle armi alla Libia. Eppure, da subito hanno violato l'art. 13, con forniture di armi alle forze di opposizione a Bengasi.

Operazione militare protratta?

I concetti sono capovolti. In una logica totalmente distorta. Pace, sicurezza e protezione del popolo libico, devono essere raggiunti attraverso attacchi missilistici e bombardamenti aerei.

L'obiettivo dell'operazione militare non è la protezione dei civili, ma un cambiamento di regime e la disgregazione del paese, come in Jugoslavia, vale a dire la partizione della Libia in paesi separati. La formazione di uno Stato separato nella zona di produzione del petrolio della Libia orientale è stato previsto da Washington da molti anni.

Appena una settimana prima dell'attacco dei bombardamenti, il direttore dell'intelligence nazionale James Clapper  ha sottolineato, in una testimonianza alla Commissione per i Servizi Armati del Senato degli Stati Uniti, che la Libia ha notevoli capacità di difesa aerea e che l'approccio ad una no fly zone potrebbe potenzialmente avere come risultato un'operazione militare protratta:

La politica di Obama "mira all'abbandono della carica da parte di Gheddafi," ha ribadito il consigliere per la sicurezza nazionale.

Ma la testimonianza di Clapper ha sottolineato quanto sia difficile che questo accada.

Ha detto alla commissione del Senato che pensa che "Gheddafi andrà per le lunghe" e che non pensa che Gheddafi "abbia alcuna intenzione di lasciare ...".

Più tardi, elencando le sue ragioni per credere che Gheddafi avrebbe prevalso, Clapper ha detto che il regime ha molte forniture militari e può contare sull'esercito meglio addestrato", su unità "il più solidamente equipaggiate", compresa la 32° brigata, che è comandata dal figlio di Gheddafi, Khamis, e sulla 9°  Brigata.

La maggior parte dei suoi armamenti cconsistono in difese seree di costruzione russa,  artiglieria, carri armati e altri veicoli, "e appaiono più disciplinati nel modo in cui trattano e riparano le apparecchiature", ha continuato Clapper.

Clapper ha contestato le affermazioni secondo cui una no-fly zone potrebbe essere rapidamente e facilmente imposta alla Libia,  dicendo che Gheddafi controlla il secondo più grande sistema di difesa aerea del Medio Oriente, dopo l'Egitto.

"Hanno un sacco di materiale russo, e c'è una certa qualità nei numeri. Alcune di tali apparecchiature sono cadute nelle mani del oppositori", ha continuato.

Il sistema comprende circa 31 siti per missili superficie-aria e un complesso radar che "è focalizzato sulla protezione della costa (Mediterranea) dove si trova l'80 o 85 per cento della popolazione", ha detto Clapper. Le forze di Gheddafi  hanno anche "un grande, grande numero" di missili anti aerei a spalla.

Il Gen. dell'Esercito Ronald Burgess, direttore della Defense Intelligence Agency, ha approvato la valutazione di Clapper, dicendo che il vantaggio si stava spostando alle forze di Gheddafi, dopo essere stato  inizialmente con l'opposizione.

"Se si sia o meno completamente spostato dalla parte di Gheddafi in questo momento nel paese, penso non sia chiaro", ha detto Burgess. "Ma ora abbiamo raggiunto uno stato di equilibrio in cui ... il vantaggio, se si vuole, può essere dalla parte del regime".

Ore dopo le parole di Clapper, Thomas Donilon, consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, ha offerto una valutazione diversa, il che fa pensare a forti divergenze di vedute tra la Casa Bianca e la comunità dell'intelligence statunitense.

Ha detto che l'analisi dei capi dell'intelligence era "statica" e "unidimensionale", basata sul bilancio militare del potere, e non riuscendo a prendere in considerazione sia il crescente isolamento di Gheddafi che le azioni internazionali per promuovere i suoi avversari. (Casa Bianca, spaccatura del capo dell'Intelligence sulla valutazione della Libia | McClatchy , 11 marzo 2011)

La precedente affermazione suggerisce che l'Operazione Odyssey Dawn potrebbe portare ad una guerra di lunga durata  con conseguenti significative perdite NATO-USA.

Sconfitte militari della NATO sono state riferite da fonti libiche, sin dall'inizio della campagna aerea.

Poche ore dopo l'inizio dei bombardamenti, fonti libiche (ancora da confermare) hanno sottolineato l'abbattimento di tre jets francesi. (Vedi Mahdi Darius Nazemroaya, Breaking News: Ospedali libici attaccati. Fonte Libica:tre jets francesi abbattuti , Global Research, 19 marzo 2011).

La rete televisiva nazionale libica ha annunciato che un aereo da caccia francese era stato abbattuto nei pressi di Tripoli. L'esercito francese ha negato queste voci:

"Noi respingiamo la notizia che un aereo da caccia francese è stato abbattuto in Libia.Tutti gli aerei che abbiamo inviato in missione oggi sono tornati alla base", ha detto il portavoce dell'esercito francese, colonnello Thierry Burkhard, citato da Le Figaro." ( Libia: un aereo da caccia francese è stato abbattuto! L'esercito francese nega , xiannet. net 20 marzo, 2011)

Anche fonti interne libiche (da confermare), Domenica hanno riportato l'abbattimento di due jets militari Qatar. Secondo i rapporti libici, ancora da confermare, sono stati abbattuti un totale di cinque jets francesi. Tre di questi jets  francesi da attacco, secondo i rapporti, erano stati abbattuti a Tripoli. Gli altri due aerei militari francesi sono stati abbattuti mentre attaccavano Sirt (Surt/Sirte). (Mahdi Darius Nazemroaya, fonti libiche riferiscono di prigionieri di guerra italiani catturati. Abbattuti altri Jets della Coalizione, Global Research, 20 marzo 2011)

Fonte: Global Research 20 Marzo 2011
Traduzione: Dakota Jones

venerdì 18 marzo 2011

Guerra alla Libia

I crimini  globalisti contro l'umanità si estendono alla Libia

di Tony Cartalucci
Land Destroyer

CF18wikipedia 
Aerei da guerra canadesi CF-18 sono in viaggio verso la Libia per aprire un altro fronte nella guerra dei globalisti contro l'umanità.

Con una mossa non sorprendente che era quasi inevitabile, l'ONU ha deciso di imporre un no-fly zone sopra la Libia per salvare la ribellione sostenuta dai globalisti che si stava spegnendo in un fallimento che rasentava il disastro della "Baia dei Porci ". E' stato segnalato che Jets Canadesi , degli Stati Uniti, Francesi, Arabi, e del Regno Unito si stanno preparando per l'operazione.

La ribellione libica ha avuto inizio il 17 febbraio 2011 dopo un appello da Londra dei leaders libici dell'opposizione per per una "Giornata della Collera" (link in arabo: usare Google Translator). L'appello è stato preparato dopo che il Dipartimento di Stato americano ha reclutato, addestrato, finanziato e sostenuto rivolte in Tunisia ed Egitto. La più recente ammissione del coinvolgimento degli Stati Uniti nella "primavera araba" è venuta dalla stessa Hillary Clinton che ha ammesso che il Dipartimento di Stato americano, il Dipartimento della Difesa, e il Broadcasting Board dei governatori stavano finanziando le aziende tecnologiche che procurano alle rivoluzioni gli strumenti per aggirare il sistema di sicurezza informatica impiegato da vari regimi nel mirino dall'Occidente.

A differenza che in Egitto e Tunisia, in Libia mancava lo sfondo della sediziosa "società civile" per rafforzare la narrazione fittizia secondo cui la gente voleva semplicemente "libertà e democrazia". Infatti per la Libia, questa è solo una delle tante rivolte violente sostenute dall'estero, progettate e appoggiate dall'Occidente per cacciare Gheddafi nel corso degli ultimi tre decenni.

I ribelli libici hanno lottato fin dall'inizio contro una "mancanza di legittimità" con i loro leader dell'opposizione di stanza a Washington e Londra, e il leader del NFSL(ndr:National Front for the Salvation of Libya) / NCLO(ndr:National Conference for the Libyan Opposition) Ibrahim Sahad ha concesso interviste proprio di fronte alla Casa Bianca.

Time-line dell'ingerenza occidentale in Libia:

Anni '80: Il Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia spalleggiato da Stati Uniti-CIA ha fatto diversi tentativi di assassinare Gheddafi e iniziare la ribellione armata in tutta la Libia.

Anni '90:
Noman Benotman e il Gruppo combattente islamico libico (LIFG) conduce una campagna di terrore contro Gheddafi con l'assistenza di Osama Bin Laden Osama, così come dell'MI6.

2005:
Ibrahim Sahad dell'NFSL fonda la Conferenza Nazionale di opposizione libica (NCLO) a Londra in Inghilterra.

2011:
Ai primi di febbraio, la base NCLO di Londra chiede una "Giornata della collera" Libica, dando inizio alla "rivoluzione del 17 febbraio."

2011:
A fine febbraio Ibrahim Sahad del NFSL / NCLO guida la retorica dell'opposizione, proprio di fronte alla Casa Bianca a Washington DC. Chiede una no-fly zone come risposta alle accuse infondate secondo cui Gheddafi sta bombardando "manifestanti disarmati" con aerei da guerra.

2011:
A fine febbraio i senatori Lieberman e McCain e il Premier del Regno Unito  David Cameron chiedono di fornire una  copertura aerea ai ribelli libici, oltre ad un rifornimento di armi supplementari.

2011:
Inizio marzo, è emerso che  le Forze Aeree Speciali del Regno Unito sono già operative all'interno della Libia

2011:
metà di marzo; l'ONU adotta una risoluzione per una no-fly zone sopra la Libia , compresi attacchi aerei.

Come possiamo vedere, il tentativo di estromettere Gheddafi, tranne le infondate segnalazioni da BBC, Al Jazeera e media israeliani , formano una continua, lineare time-line di attacchi, interferenza e sostegno ai gruppi ribelli, incluso il Gruppo Combattente Islamico Libico (LFIG), che ha ricevuto il sostegno "di buon auspicio" sia di Al Qaeda che del britannico MI6. Uno dei leaders del LIFG, Noman Benotman, ora risiede felicemente a Londra dopo essersi accordato dichiaratamente con Bin Laden. Egli divide il suo tempo tra la "lotta all'estremismo" nei ranghi della Fondazione Quilliam e il sostegno retorico ai ribelli libici  attraverso tutti i media mainstream.

Inoltre non è sorprendente che la "Fondazione Quilliam" di Benotman, pur essendo contraria all'estremismo, ha fortemente sostenuto la ribellione armata libica ed ha pubblicato un documento appositamente destinato alla costruzione di una coalizione contro Gheddafi. Sembra che, mentre Benotman, secondo quanto si dice, ha sciolto il Gruppo LIFG, ora sta semplicemente sostenendo un altro gruppo di militanti armati (inclusi i combattenti del gruppo LIFG recentemente liberati) che esercita la sua missione per estromettere Gheddafi.

Noman Benotman: uno dei contatti scolti della CIA/MI6. Dopo la frequentazione con Bin Laden ora resiede a Londra, ed è un beniamino dei media mainstream. A quanto pare tutto può essere perdonato fino a quando si sostiene l'agenda globalista.

Con questa intricata rete "terrorista" di 30 anni, la CIA e l'MI6 dirigono operazioni in Libia, sostenuti da un esercito di dissidenti libici residenti a Londra e Washington, i peggiori timori di coloro che sostengono che "Al Qaeda" non è che un espediente delle agenzie di intelligence occidentali, sembrano essere confermati ancora una volta. Con un noto terrorista che vive comodamente a Londra, ancora oggi a sostegno della militanza all'interno dei confini dell'"anti-estremista" Fondazione Quilliam, sembra che uomini come David Shayler possano aver detto la verità circa le collaborazioni MI6-Al Qaeda.

Il globalista IISS(ndr: International Institute for Strategic Studies) ciecamente ossessionato dall'appropriazione delle elastiche risorse dell'Occidente, non per gli aiuti al Giappone, ma per rafforzare i ribelli in Libia sostenuti dall'Occidente, nel loro tentativo, fino ad ora sfortunato, di estromettere Gheddafi.

Mentre i globalisti lottano per far sembrare serie le loro narrazioni, mentre viene organizzato il supporto aereo per sostenere l'ex LIFG/Al Qaeda in Libia, ma in effetti per attaccare i civili con la scusa di fermare Al Qaeda in Pakistan , dobbiamo ricordare la vera tragedia umanitaria alla quale queste risorse vengono sottratte.

Ci sono molteplici fusioni nucleari in corso nella prefettura di Fukushima in Giappone, un terremoto senza precedenti livello 9,0 e danni catastrofici derivanti dal successivo tsunami. Ci sono decine di milioni di vite nel solo Giappone, che sono in pericolo, e mentre il  fallout nucleare avanza attraverso il Pacifico, anche decine di milioni di persone sulla West Coast degli Stati Uniti stanno per essere colpiti. In mezzo ad un tale storico, ci si aspetterebbe di vedere l'ONU, l'UE, gli USA e la Gran Bretagna dedicare completamente le loro risorse e la loro attenzione per mitigare questa catastrofe.

Invece sono stati ciecamente ossessionati dalla situazione in Libia e da come possono meglio sperperare le risorse collettive e interferire negli affari interni di una nazione sovrana. Mentre viene svelato un vero e proprio disastro umanitario, che peggiora ogni giorno per l'inerzia e l'incompetenza della "comunità globale", l'informazione dei media al servizio delle corporazioni  inventa una catastrofe umanitaria in Libia per giustificare "nient'altro che l'invasione". Si sta svolgendo un crimine contro l'umanità, la risposta dell'Occidente al Giappone , e la guerra strisciante che si estende alla Libia.

Consulta l'articolo "Western Response to Japan: The Real Crime Against Humanity" per ulteriori informazioni su cosa si può fare per porre fine a tutto questo.

Fonte: Land Destroyer  17 Marzo 2011
Traduzione: Dakota Jones

venerdì 25 febbraio 2011

I Globalisti si preparano ad intervenire in Libia sotto la Copertura degli Aiuti Umanitari

di Kurt Nimmo
Infowars.com

In un discorso pronunciato stamattina presto, con il Segretario di Stato Clinton al suo fianco, Obama ha annunciato che il governo degli Stati Uniti interverrà presto in Libia con i suoi partners globalisti sotto la copertura logora degli aiuti umanitari e del rispetto dei diritti umani.

Obama ha annunciato che invierà il membro del CFR e Sottosegretario di Stato per gli Affari Politici, William J. Burns, in Europa e in Medio Oriente.

Secondo il lettore-in capo-del Teleprompter Obama, il signor Burns "intensificherà la nostra consultazione con gli alleati e i partners." In altre parole Burns servirà come uomo di punta in vista del prossimo intervento globalista in Libia, dove c'è una riserva petrolifera stimata in circa 44 miliardi di barili.

Il discorso di Obama ha coinciso con una dichiarazione fatta dal capo delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che ha chiesto l'azione internazionale contro gli attacchi ai civili in Libia. Ki-moon ha detto che il paese del Nord Africa è ora in una fase pericolosa. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU e la Lega Araba sono intervenuti con una serie di condanne mentre Ban si è detto sicuro che un'azione internazionale più consistente è imminente.

La corporazione dei media negli Stati Uniti e in Europa ha chiesto l'intervento in Libia e ha descritto la reazione del Consiglio di Sicurezza come  inadeguata. Carne Ross , che scrive per il Guardian, ha invocato una  no-fly zone o zona di esclusione, una proposta originariamente suggerita da Navi Pillay , l'Alto Commissario dell'ONU per i Diritti Umani.

Anche l' Huffington Post - che ora è una controllata della corporazione transnazionale globale AOL - ha chiesto alle Nazioni Unite di sguinzagliare i cani, dimostrando ancora una volta che alcuni liberali sostengono l'invasione di piccoli paesi quando questa avviene mentre uno di loro è al timone del teleprompter negli Stati Uniti.

Naturalmente, e proprio al momento giusto, la CIA ha creato lo spauracchio di al-Qaeda spuntato nella parte orientale della Libia. Proprio oggi è stato riferito che il falso gruppo terrorista ha istituito un emirato islamico a Derna, in Libia orientale, guidato da un americano ex detenuto a Guantanamo Bay. Si dice che gli spaventosi terroristi sunniti si sono impossessati di una stazione radio FM e hanno cominciato a imporre il burqa alle donne libiche, uno scenario giusto secondo il manuale delle Nazioni Unite sui diritti umani politicamente corretti.

Un giornalista interno all'agenzia AFP dichiara che le dichiarazioni sull'emirato di al-Qaeda "erano solo qualcosa con cui  spaventare l'Europa" e non erano fondate.

Infine, va ricordato che la Libia ha sempre rifiutato di rendere omaggio al Nuovo Ordine Mondiale, rifiutando incursioni da parte del Fondo Monetario Internazionale e dei banksters. Il gruppo di seguaci del dittatore Gheddafi ha fatto un errore fatale, attaccando il suo stesso popolo e consentendo in tal modo ai globalisti di entrare militarmente nel suo paese.

Il popolo della Libia crede che le cose cambieranno in meglio dopo che Gheddafi se ne sarà andato, ma avranno una sorpresa dopo che il loro petrolio sarà stato rubato e si ridurranno a strisciare ai piedi dei banksters quando FMI e Banca mondiale avranno terminato le loro operazioni di prestito a strozzo.

Fonte: Infowars.com  23 Febbraio 2011 
Traduzione: Dakota Jones

sabato 12 febbraio 2011

11/9: Il Lato Oscuro di Ban Ki-moon e delle Nazioni Unite

Leggendo l'articolo che segue, nessuno puo più dubitare che l'ONU stia partecipando attivamente, fin dal suo inizio, alla costruzione del "Nuovo Ordine Mondiale", basato sulla paura e sul terrore. Le accuse rivolte a quelli che dubitano della versione ufficiale sull'11/9, perfino se si tratta di un investigatore delle stesse Nazioni Unite, come il Prof. Richard Falk, ricordano molto le accuse rivolte a quelli che non credono all'origine antropica del cosiddetto "riscaldamento globale". E' tutto collegato: il finto riscaldamento globale, attentati fantasma, scie chimiche ed altro, al servizio del conseguimento del "Full-spectrum Dominance", in tutti i campi. Tutto deve essere e deve avvenire come i "globalisti" comandano e poco importa se il loro piano è cattivo, stupido e contro i diritti umani più basilari. Leggete cosa sono stati capaci di fare quelli che propagandano i "Diritti Umani Universali". Questo è davvero il 1984; le vittime diventano colpevoli e i colpevoli diventano vittime e chi cerca giustizia per le vere vittime, compresi i familiari, viene considerato un offensore delle vittime stesse-Dakota Jones

Il Lato Oscuro di Ban Ki-moon e delle Nazioni Unite traspare dalla condanna di  Richard Falk per le sue opinioni sull'11/9

The Excavator

Richard Falk "Le Nazioni Unite possono svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere l'amministrazione della giustizia, della democrazia e dello stato di diritto in tutto il mondo." Queste sono le parole pronunciate da Hillel Neuer presso le Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera, l'11 agosto 2004. Neuer è il direttore di UN Watch, una ONG per i diritti umani con sede a Ginevra.

Dopo aver letto questa coraggiosa frase piena di speranza, si potrebbe pensare che Neuer sia un amico della giustizia, della democrazia e dello stato di diritto, ma non lo è. È il luogo in cui si trova quando tratta la questione, non ciò che egli dice, quello che conta, e sulla questione del 9/11 - l'evento decisivo nell'era della "Sicurezza Globale" - egli non supporta una nuova inchiesta per dare giustizia alle quasi 3.000 vittime che morirono quel giorno e alle loro famiglie. Invece, egli sta facendo tutto  il possibile per sopprimere le voci che chiedono giustizia, democrazia e stato di diritto.

Il mese scorso, Neuer ha utilizzato l'influenza della sua organizzazione per demonizzare Richard Falk, un professore in pensione della Princeton University e Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei palestinesi, che aveva sollevato dubbi sulla versione ufficiale del 11/9. Ha fatto pressione sul Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon per "condannare Richard Falk, investigatore permanente del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, riguardo alle 'violazioni dei principi del diritto internazionale di Israele', per aver suggerito nel suo ultimo commento che il governo degli Stati Uniti--e non i terroristi di Al Qaeda--aveva distrutto il World Trade Center". Cinque giorni dopo, il 25 gennaio, il sempre compiacente leader dell'ONU ha rilasciato una dichiarazione, dicendo: "Di recente, c'è stato un relatore speciale che ha suggerito che ci fu un'apparente insabbiamento' negli attacchi terroristici del 2001 contro gli Stati Uniti. Voglio dirvi, chiaramente e direttamente. Condanno questa sorta di retorica incendiaria. È assurdo – un affronto alla memoria di più di 3.000 persone che morirono in quel tragico attentato terroristico."

Le osservazioni di Ban Ki-Moon sono state ripetute da Susan Rice, ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, che ha chiesto la rimozione di Falk dalla sua posizione presso le Nazioni Unite. Qui c'è la piena dichiarazione di Rice, rilasciata anche il 25 gennaio 2011:

Sono inorridita da quanto scritto recentemente sul blog personale di Richard Falk, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla "situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967".

In un post del blog, datato 11 gennaio 2011, Mr. Falk approva le calunnie dei teorici del complotto che sostengono che gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, sono stati perpetrati e poi coperti dal governo degli Stati Uniti e dai media.

I commenti di Mr. Falk sono profondamente offensivi e spregevoli, e li condanno con la massima fermezza. Ho inviato una forte protesta alle Nazioni Unite a nome degli Stati Uniti. In passato gli Stati Uniti sono stati critici sull'approccio unilaterale e politicizzato di Mr. Falk al suo lavoro per l'ONU, compresa la sua incapacità di condannare deliberate violazioni dei diritti umani da parte di Hamas, ma questi commenti sul blog sono in una categoria completamente diversa.

A mio avviso, l'ultimo commento di Mr. Falk è così nocivo che  dovrebbe essere definitivamente chiaro a tutti che egli non deve più continuare nella sua posizione a nome delle Nazioni Unite. Vorrei far notare che i diplomatici degli Stati Uniti e di molti altri paesi hanno sfilato in segno di protesta nel settembre 2010, quando il Presidente iraniano Ahmadinejad ha fatto le stesse calunniose osservazioni davanti all'Assemblea generale dell'ONU.

Gli Stati Uniti si sono profondamente impegnati per la causa dei diritti umani e ritengono che la causa andrà avanti meglio senza Mr. Falk e lo sgradevole spettacolo che ha scelto di mettere in piedi.

La demonizzazione di Falk da parte di Rice non è stata una sorpresa. Il  coraggio e l'audacia di Falk sta facendo ovviamente scricchiolare la potente elite degli Stati Uniti che trae profitto dall'illegittimo regime terroristico del paese, che ha visto la sua grande apertura l'11 settembre 2001, dopo essere stato segretamente preparato dietro le quinte per molti decenni.

Inoltre non è sorprendente che Rice sia un membro dell'Aspen Strategy Group, un insieme di criminali di guerra degli Stati Uniti e  corrotti capi di governo, mondo accademico, e media, compresi, Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Robert Gates,  Robert Zoellick,  Condoleezza Rice, Al Gore, Brent Scowcroft, Joseph Nye, Judith Miller e Philip D. Zelikow.

Il direttore della Commissione sull'11/9, che ha bloccato tutte le vie della giustizia per le vittime dell'11/9 e ha riaffermato la menzogna ufficiale, era nient'altro che Zelikow, che riassunse Henry Kissinger, dopo che si dimise. E la maggior parte di noi ricorda le bugie e la disinformazione di Judith Miller, nei suoi articoli del New York Times, sulle armi  di distruzione di massa dell'Iraq, che hanno contribuito a creare il caso di guerra. Se questa è la brigata che la Rice protegge, è evidente perché sia stata così veloce nel condannare Falk per le sue osservazioni circa l'11/9.

Se non avete letto i commenti di Falk sull'11/9, che sono stati pubblicati sul suo blog l'11 gennaio, ecco un saggio:

Gli argomenti che girano attorno agli attacchi dell'11 settembre sono emblematici di questi problemi. Quello che alimenta i sospetti  di cospirazione è la riluttanza ad affrontare quel genere di imbarazzanti lacune e contraddizioni nelle spiegazioni ufficiali che David Ray Griffin (e altri studiosi di alta integrità) hanno documentato libro dopo libro sin dal 2001. Quello che è più angosciante dell'apparente insabbiamento è il misterioso silenzio dei media mainstream, non disposti a riconoscere  i ben evidenziati dubbi circa la versione ufficiale degli eventi: un'operazione di Al Qaeda senza alcuna premonizione da parte dei funzionari del governo. Questo silenzio è una manifestazione di paura, di cooptazione o parte di un filtro altrettanto inquietante di autocensura? Qualunque cosa sia, il risultato è l'indebolimento di una cittadinanza partecipativa e l'erosione del legittimo governo costituzionale. (Richard falk, 11 gennaio 2001).

Ci sono molte ragioni perché i media mainstream e i media alternativi/progressisti tacciono sulla necessità di una nuova inchiesta sull'11/9. Come ho scritto in un precedente articolo, credo che il silenzio sia in parte dovuto al fatto che  giornalisti e reporters si sentono colpevoli e si vergognano per non adempiere al loro ruolo di informatori dell'opinione pubblica e di investigatori della corruzione. Dovremmo cercare tutti di aiutarci reciprocamente, specialmente gli operatori dei media, per superare questi sentimenti, o almeno per utilizzarli per risultati positivi. Non c'è alcun motivo di vergognarsi. Ciò che conta è che i giornalisti appoggino una nuova inchiesta sugli attacchi dell'11/9. Una nuova inchiesta, con pieni poteri di autorità e di citazione in giudizio, esporrebbe l'inchiesta precedente come un occultamento per identificare i veri cospiratori, progettisti e coordinatori dietro gli attacchi dell'11 settembre. Come Falk scrive

Non dimentichiamo che ciò che sembra più preoccupante circa la polemica sull'11/9 è la diffusa avversione  da parte del governo e dei media per le prove che suggeriscono, perlomeno, la necessità di un'indagine indipendente che proceda senza esclusione di colpi.

Una tale inchiesta, sarebbe in contrasto con la 'Commissione ufficiale sull'11/9' che ha proceduto con molte restrizioni.

La continua richiesta di Falk per una nuova inchiesta sull'11/9 è una grande fonte di speranza. Egli è uno dei pochi campioni morali ed intellettuali dei nostri giorni, insieme ad alcuni altri come David Ray Griffin e Noam Chomsky. La leadership di Falk  e in generale la leadership americana su questioni di verità, giustizia, pace e libertà è la prova che vi è una fonte inesauribile di bontà e di giustizia in America, e nei cuori del popolo americano. Susan Rice, Barack Obama, George Bush, Condoleezza Rice e altri che parlano in favore del regime terroristico degli Stati Uniti non parlano per l'America. Essi sono usurpatori e malvagi truffatori che contrastano la democrazia e lo stato di diritto in America e in altri paesi del mondo.

Inoltre, per le persone che credono ingenuamente che qualsiasi versione dell'11/9, tranne la versione ufficiale, sia una "teoria del complotto", Falk ha questo da dire:

Non collegate punti senza prove. Non allontanatevi non appena vengono pronunciate le parole "teoria del complotto", soprattutto se le prove puntano lontano da quello che i detentori del potere vogliono farci credere.

Il fatto che i critici di Falk e di altri che appoggiano punti di vista non ufficiali sull'11/9, facciano ricorso ad etichette  come "teorico della cospirazione" e "9/11 truther" rivela la loro immaturità e la mancanza di comprensione. Ma, in alcuni casi, come la condanna di Falk da parte di Susan Rice, una ragione più sinistra è in gioco. La vera bomba ad orologeria che preoccupa i terroristi di stato negli Stati Uniti è la bomba della verità. È solo una questione di tempo prima che il pacifico movimento per la verità sull'11/9  raggiunga la massa critica. E potremo ringraziare coraggiosi individui con una reputazione impeccabile come Richard Falk, quando assisteremo al giorno del giudizio.

Il supporto a Falk per una nuova inchiesta di 9/11, insieme al prezioso lavoro svolto sul conflitto israelo-palestinese,  potrebbe spianare la strada a Norimberga II, e ad una nuova era di diritto internazionale e di relazioni globali.

Vai qui per leggere la risposta di Falk agli attacchi di Ban Ki-Moon e Susan Rice alla sua persona  e per ringraziarlo per essere un grande uomo.

Fonte: The Excavator 9 Febbraio 2011
Traduzione: Dakota Jones

sabato 8 gennaio 2011

Come la Geoingegneria ed altre manipolazioni ci porteranno ad una crisi alimentare globale

Vergogna! A tutti quelli che continuano a nascondere la vergogna della geoingegneria (scie chimiche) e che propagandano la favola del "riscaldamento globale da CO2 di origine antropica"
L'articolo che segue traccia il percorso verso la fame globale, dalle agenzie internazionali al consumatore, passando per le corporazioni e gli speculatori

7 Motivi per cui la Scarsità di Cibo diventerà una crisi globale
Activist Post

chemtrails-famine L'inflazione alimentare è qui ed è qui per rimanere. Possiamo vedere che peggiora ogni volta che dobbiamo acquistare generi alimentari. I prezzi dei prodotti alimentari di base come  frumento, mais, soia e riso sono saliti alle stelle dal luglio 2010, a livelli record. Ci possiamo solo aspettare che questi prolungati aumenti di prezzo continuino, mentre la produzione alimentare scarsa inizia davvero a fare vittime, quest'anno e oltre.

Questa estate la Russia ha vietato le esportazioni di grano per assicurare l'approvvigionamento della nazione, cosa che ha suscitato le denunce di protezionismo. La Comunità agricola degli Stati Uniti sta già parlando di razionamento del mais  per l'etanolo, per contrastare problemi di approvvigionamento. Non abbiamo visto ancora niente in termini di protezionismo riguardo al cibo.

La penuria alimentare globale ha costretto la FAO delle Nazioni Unite a riunioni di emergenza nelle quali è stato affermato che  è necessaria "un'azione urgente". Puntano sulle  condizioni meteorologiche estreme come fattore principale per la crescente scarsità di cibo. Tuttavia, anche  la speculazione sui beni di prima necessità  è stata designata come uno dei colpevoli.

Sembra che la crisi  rappresenti inoltre  l'occasione perfetta e la giustificazione per le grandi imprese di alimenti OGM, per forzare i loro prodotti all'interno dei mercati scettici come  Europa e Giappone, come alcuni appunti recentemente trapelati suggeriscono. Una cosa è certa; la scarsità di cibo, probabilmente, continuerà a peggiorare e diventerà una crisi alimentare globale su vasta scala.

Qui ci sono sette motivi per cui la scarsità di cibo si prolungherà su scala mondiale:

1. Condizioni meteorologiche estreme: le condizioni meteorologiche estreme sono state un grave problema per l'alimentare globale; dalla siccità estiva e le ondate di calore che hanno devastato il raccolto di grano della Russia, alle catastrofi delle "inondazioni bibliche" in corso in Australia e in Pakistan. E non finisce qui. L'attacco di un inverno estremamente freddo e la neve hanno colpito tutta l'Europa e gli Stati Uniti. Colture di prima necessità stanno crollando  in tutte queste regioni rendendo un raccolto, già fragile nel 2010, ancora più critico nel 2011. Sulla base del recente passato, le condizioni meteorologiche estreme rischiano solo di continuare e forse peggiorare nei prossimi anni.

2. Collasso della Comunità delle Api: il Guardian ha riferito questa settimana di uno studio dell'USDA  sulla diminuzione delle colonie di api negli Stati Uniti: "il numero di individui di quattro comuni specie di bombi, negli Stati Uniti, è sceso del 96% solo nell'ultimo decennio". Si ritiene generalmente, che le api impollinano circa il 90% delle colture commerciali del mondo. Ovviamente, se questi numeri sono anche solo lontanamente accurrati, allora il nostro approvvigionamento alimentare naturale è in gravi difficoltà. Fortunatamente per noi, i giganti degli OGM hanno semi che non richiedono l'impollinazione aperta  per dare i loro frutti.

3. Collasso del Dollaro: La speculazione sui beni di prima necessità ha comportato una massiccia inflazione alimentare  che sta già creando  livelli di crisi nelle regioni povere del mondo. I prezzi dei prodotti alimentari sono saliti  soprattutto perché gli scambi avvengono con un dollaro sempre più debole. I commercianti punteranno sulle circostanze descritte in questo articolo per giustificare le loro scommesse, ma anche sul fatto che il cibo rappresenta un investimento tangibile in un'epoca di carta inutile. Poichè i problemi del debito negli Stati Uniti possono solo peggiorare e nazioni come la Cina e la Russia stanno abbandonando il dollaro come  veicolo commerciale, il dollaro diventerà sempre più debole, provocando ulteriore aumento dei prezzi.

4. Inasprimento delle normative: ancor prima che alla FDA fossero dati nuovi ampi poteri per regolamentare il cibo, con la recente legge di ammodernamento della  sicurezza alimentare, le piccole aziende agricole venivano perquisite e ne veniva regolamentata l'attività. Ora, la nuova legge alimentare pone essenzialmente la sicurezza alimentare sotto la direzione del Dipartimento della Sicurezza Nazionale attraverso cui il  cartello alimentare utilizza il governo per consolidare ulteriormente il  controllo sul settore. Un'attiva  azione di polizia viene intrapresa contro contadini sospettati di non rispettare le normative sulla qualità. È il potere di intimidire i contadini innocenti che sono fuori dal business.

5. Aumento dei prezzi del petrolio: Nel 2008, i prezzi record del petrolio hanno superato i 147 dollari al barile, spingendo i prezzi alimentari a nuovi massimi. Il Riso è  triplicato in 6 mesi durante l'impennata dei prezzi del petrolio, insieme ad altri prodotti alimentari. Il prezzo del petrolio influisce sul cibo su più livelli; dall'aratura dei campi, ai fertilizzanti e pesticidi, alla raccolta e al trasporto. Proiezione per il 2011: molti esperti stimano che il prezzo del petrolio possa salire a  150-200 dollari al barile nei prossimi mesi. Da come il petrolio  ha chiuso nel 2010, al suo massimo di 95 dollari al barile in due anni, è probabile che possa continuare a salire. Ancora una volta, un indebolimento del dollaro farà la sua parte nel guidare i prezzi del petrolio e, di conseguenza, i prezzi dei prodotti alimentari a livelli di crisi.

6. Aumento dell'nquinamento del suolo: Attività di Geo-ingegneria si sono svolte su grande scala negli Stati Uniti per decenni. Precedentemente conosciute nei circoli di cospirazione come "scie chimiche", il governo ha ora ammesso  questi esperimenti sostenendo che si tratti del  piano "B" per combattere il riscaldamento globale. I brevetti coinvolti in questo tipo di irrorazione coinvolgono pesantemente l'alluminio. Questa contaminazione di alluminio di massa sta uccidendo piante e alberi e rendendo sterile il terreno per la maggior parte delle colture. Per un'incredibile coincidenza, le aziende OGM hanno brevettato semi resistenti all'alluminio per salvare la situazione.

7. Giganti OGM: a causa della crescente consapevolezza degli effetti sanitari degli alimenti geneticamente modificati, molti paesi hanno respinto questo tipo di colture. Pertanto,  sembra che abbiano bisogno di una crisi alimentare per essere visti come i Salvatori nei paesi attualmente contrari ai loro prodotti. Una comunicazione trapelata da WikiLeaks conferma che questa è infatti la strategia dei giganti  OGM, secondo quanto riferito dai segretari al commercio "visto che gli aumenti dei prezzi delle materie prime potrebbero stimolare una maggiore liberalizzazione delle importazioni biotech." Poiché i giganti degli OGM controllano già gran parte dei prodotti alimentari, sembra che essi possano anche  manipolare facilmente i prezzi per raggiungere il completo controllo globale del cibo.

L'equazione è abbastanza semplice: il cibo è una merce relativamente poco elastica in termini di domanda. In altre parole, la gente ha bisogno di mangiare, non importa quanto  l'economia vada male. Così, la domanda può essere misurata fondamentalmente dalla dimensione della popolazione. Pertanto, la domanda rimane costante mentre le 7 pressioni sull'alimentazione sopra indicate continuano a peggiorare, i prezzi alimentari potranno andare in un'unica direzione — su, su e su.

Mentre le agenzie internazionali si arrampicano per trovare "soluzioni", potrebbero spendere la loro energia altrettanto bene cominciando a discutere se per caso questo scenario da carestia venga manipolato appositamente a scopo di profitto. Indipendentemente da ciò, la persona media sarebbe molto saggia se facesse scorta alimentare  come  investimento, e francamente per sopravvivere al peggioramento della crisi alimentare.

Fonte: Activist Post   7 Gennaio 2011
Traduzione: Dakota Jones

Leggi anche:La Mondializzazione della "sicurezza alimentare" al servizio delle Corporazioni

giovedì 9 dicembre 2010

La minaccia totalitaristica dell'Agenda 21

di Chris Mann
Prison Planet.com

Noi, come  nazione, stiamo affrontando  un pericolo antico, reimballato e rivenduto come l'unico modo per salvare la terra. Si tratta dell'idea di Sviluppo Sostenibile e  dell'Agenda 21 dell'ONU, secondo il Consiglio Presidenziale per lo Sviluppo Sostenibile del 1996.

"Le Comunità Sostenibili incoraggiano la gente a lavorare insieme per creare comunità sane, dove vengono preservate le risorse naturali e le risorse storiche, c'è disponibilità di lavori, l'espansione è contenuta, i quartieri sono sicuri, l'educazione è permanente, il trasporto e l'assistenza sanitaria sono accessibili, e i cittadini hanno l'opportunità di migliorare la qualità della loro vita ". [1]

Ora, a qualcuno questo potrebbe sembrare tutto buono e bello a prima vista, ma la verità sullo Sviluppo Sostenibile e sull'Agenda 21 delle Nazioni Unite è che chiedono di "cambiare la reale infrastruttura della nazione, l'abolizione della proprietà privata e il controllo della proprietà fino alla pianificazione centralizzata di tutta l'economia." [2] Questo è  il problema, sia per il Pubblico Americano che per la comunità internazionale, l'ideologia dello Sviluppo Sostenibile minaccia  la continua prosperità del genere umano, la continua crescita delle nazioni industriali del mondo e la salvaguardia dei diritti dei singoli.

Noi, come nazioni Occidentali, abbiamo pensato che con la caduta dell'Unione Sovietica, anche  il comunismo sarebbe caduto, ma ci stanno conducendo sulla stessa strada che Karl Marx aveva immaginato, una comunità globale nella quale gli individui lavorano  per il bene comune e nella quale i diritti individuali e la proprietà privata sono considerati come fattori propulsivi di disuguaglianza sociale, ma questa volta tutto in nome della salvezza dell'ambiente e della creazione di  una Comunità Sostenibile. Da dove viene questa ideologia dello Sviluppo Sostenibile? Qual'è il problema con l'Agenda 21 che viene considerata solo come una teoria del complotto? Come facciamo a capire questi problemi e come possiamo affrontare i problemi dello Sviluppo Sostenibile e dell'attuazione delle politiche dell'Agenda 21 negli Stati Uniti?

Beh, dobbiamo prima affrontare questo; l'Agenda 21 è molto reale e molto pericolosa. E 'stata adottata alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro, in Brasile nel giugno del 1992. Secondo gli autori, "L'Agenda 21 non è un documento statico. Si tratta di un piano d'azione. È destinata ad essere un pratico strumento per guidare lo sviluppo della Terra in modo sostenibile"[3] Gli autori continuano, " La transizione verso una civiltà globale in equilibrio con la natura, sarà un compito estremamente difficile, ma l'Agenda 21 è un avviso collettivo a livello mondiale per dire che non ci sono alternative.[4] Queste non sono le fantasie malate di un teorico della cospirazione; l'Agenda 21 è reale e ha permeato ogni aspetto della nostra vita con una sola parola da parte di legislatori, teorici e mezzi di comunicazione.

Prima di affrontare la storia dietro l'ideologia dello Sviluppo Sostenibile, è importante notare che  il Presidente George Bush padre firmò il trattato uscito dalla conferenza di Rio che fu chiamato Trattato sulla Biodiversità. Il Senato non ratificò il Trattato, in quanto non vi fu alcuna votazione sul Trattato sulla Biodiversità. Ma questo non segnò la fine dell'Agenda 21 nella società americana, invece sei mesi dopo la sua inaugurazione,  il Presidente Bill Clinton, in conformità all'ordine esecutivo # 12 852 creò la figura del Consiglio  Presidenziale per lo Sviluppo Sostenibile. Questo consiglio creò la versione americana dell'Agenda 21 denominata "America Sostenibile-un Nuovo Consenso"[5]. Da dove viene il termine Sviluppo Sostenibile? Beh, la risposta può rendere più comprensibile la vera natura di questa ideologia e di questo movimento.

Il termine Sviluppo Sostenibile è stato creato dalla Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo. Il rapporto che venne fuori da questa Commissione si chiama Il Nostro Futuro Comune. Da notare che il presidente di questa commissione era Gro Harlem Brundtland, che era Vice Presidente del Partito Socialista Mondiale. [6] La relazione afferma, "lo Sviluppo Sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. "  [7] Questa non è l'unica voce per lo Sviluppo Sostenibile e, come vedremo, gli effetti di uno Sviluppo Sostenibile hanno lo scopo di ridistribuire la ricchezza delle nazioni industrializzate, controllare e prevenire la crescita della popolazione umana e creare una società comune nella quale, attraverso "l'educazione, lo sviluppo istituzionale, e l'applicazione della legge"[8], gli individui del mondo reale si convinceranno ad accettare il loro comune interesse. Quindi, ora che vi è uno schema della storia dello Sviluppo Sostenibile e dell'Agenda 21 delle Nazioni Unite, si puo capire  perché questi costituiscono una grave minaccia per tutti gli americani e tutti i cittadini del mondo.

Secondo gli autori de Il nostro futuro comune, gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile sono l'integrazione delle politiche economiche, sociali e ambientali,  al fine di ottenere consumi ridotti, uguaglianza sociale e conservazione e  ripristino della biodiversità"[9] L'ideologia dello Sviluppo Sostenibile si concentra intorno a tre concetti principali, che possono essere meglio descritti come le tre E, essi sono l'equità sociale, la prosperità economica e  l'integrità ecologica.[10] Raggruppando insieme queste tre questioni, i sostenitori dello Sviluppo Sostenibile sono in grado di indirizzare, quello che percepiscono come una situazione senza opzione, attraverso l'uso di ingegneria sociale,  transizione economica, e  conservazione/prevenzione dell'abuso delle risorse naturali. Per meglio comprendere come ognuna delle tre E sia progettata per incidere pesantemente sui cittadini americani guardiamo a ciascuna di esse singolarmente. Per prima cosa diamo un'occhiata a ciò che viene chiamata equità sociale.

"Il sistema di Sostenibilità si basa sul principio che gli individui devono rinunciare al loro egoismo per le esigenze del bene comune, o della "comunità ".[11] Uno degli argomenti principali portati avanti dai globalisti, sostenitori dello Sviluppo Sostenibile, è che i cittadini dei paesi industrializzati hanno creato disuguaglianze sociali attraverso la loro fede nei diritti di proprietà individuale e che l'unico modo per ottenere uguaglianza sociale è che il diritto di proprietà privata venga preso dalle mani dell'individuo e messo nelle mani della Comunità globale. Secondo Joel Kassiola autore di La morte della civiltà industriale, i  cittadini poveri delle società non industriali non sono in grado di soddisfare le loro necessità materiali, a causa del consumo eccessivo delle nazioni industrializzate. Per risolvere questo problema di diseguaglianza Sociale, causato dalla natura della società industriale e dal capitalismo, Kassiola suggerisce che le società ricche devono aspettarsi una perdita relativa o assoluta di ricchezza materiale.[12] "La vita degli abitanti dei paesi materialmente poveri  è attualmente minacciata come lo sarà  l'intera specie umana, se il valore industriale della crescita economica illimitata continuerà senza il controllo dei limiti della condizione esistenziale umana."[13] Kassiola conclude la sua argomentazione a favore della transizione da una società industriale insostenibile affrontando quello che lui chiama problemi dei limiti della crescita, con un'analisi comparativa presentata da un membro del Partito dei Verdi Britannico, che illustra le varie differenze tra "politica industriale" e  "politica dell'ecologia (Sviluppo Sostenibile)". I limiti alla crescita comprendono la crescita economica e il PIL dell'industrialismo contro Sostenibilità e qualità della vita dell'ecologia; Elevati differenziali di reddito dell'industrialismo contro Bassi differenziali di reddito dell'ecologia, l'occupazione come un mezzo per raggiungere un fine nell'industrialismo contro il lavoro fine a se stesso dell'ecologia  e, infine, la sovranità dello Stato nazionale nell'industrialismo, contro solidarietà internazionale e globale dell'ecologia. [14]

La seconda delle E è la prosperità economica. "La politica economica per lo Sviluppo Sostenibile si basa su una premessa fondamentale: che la ricchezza del mondo è stata costruita a spese dei poveri."[15] Questo è esattamente ciò che Kassiola ha sostenuto nel suo lavoro ed è diffuso in tutta la letteratura sulla sostenibilità. Secondo gli autori di Popolazione, Tecnologia, e Stili di Vita, uno dei principali problemi  è il tasso di crescita demografica dovuto alla struttura economica dell'industrialismo, dicono.

"La riduzione dei tassi di crescita demografica è una condizione essenziale per la sostenibilità. Questo è importante, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo, se non di più. I paesi industriali hanno un consumo pro capite maggiore, quindi inquinano di più e sono di gran lunga responsabili della maggiore quota dei limiti raggiunti.[16]

C'è un chiaro consenso da parte dei sostenitori dello Sviluppo Sostenibile che il continuo percorso di prosperità economica e le possibilità illimitate di crescita economica sono insostenibili, e che l'unica soluzione è la transizione da un'economia industrializzata ad una che sia in accordo con  l'Agenda 21. "Il secondo obiettivo è di procedere verso l'integrazione dei costi sociali e ambientali in tutte le attività economiche, in modo che i prezzi riflettano opportunamente  la relativa scarsità e il valore totale delle risorse naturali."[17]

Un ultimo aspetto dell'obiettivo  Globalista  di prosperità economica è l'idea dei partenariati pubblico-privato (PPP). Questi PPP sono progettati per dare un vantaggio alle grandi corporazioni che possono fare pressione sulle agenzie governative, perchè attuino regolamenti al fine di evitare qualsiasi concorrenza. "Come risultato, la politica dello Sviluppo Sostenibile sta ridefinendo il libero commercio in termini di un commercio mondiale centralizzato con il "libero" attraversamento (o l'eliminazione) dei confini nazionali. L'effetto reale è quello di ridistribuire la produzione americana di ricchezza  e i posti di lavoro fuori dai nostri confini e di bloccare le  risorse naturali americane." [18] Attraverso questi PPP, le Corporazioni Multi-Nazionali (MNC) stanno guadagnando un vantaggio sproporzionato  rispetto ai singoli comuni nel settore delle imprese. Queste multinazionali capiscono che dovranno sacrificare  le loro stesse  industrie per andare avanti con lo Sviluppo Sostenibile e l'introduzione di industrie verdi. "Giocare a palla nel gioco delle PPP significa accettare il mantra dello Sviluppo Sostenibile e contribuire ad attuarlo, anche se questo significa andare contro i propri prodotti. Ecco perché Home Depot utilizza il suo spot per contrastare il taglio degli alberi e la British Petroleum sostiene la riduzione dell'uso del petrolio." [19]

L'ultima E sta per integrità ecologica. Il Trattato sulla Biodiversità o Agenda 21, stabilisce:
"La natura ha un set integrale di valori diversi (culturale, spirituale e materiale), dove gli esseri umani rappresentano un solo filo della rete naturale e tutte le creature viventi sono considerate uguali. Pertanto la via naturale è il modo giusto e le attività umane dovrebbero essere modellate secondo i ritmi della natura. " [20]

Nell'ambito di questa struttura i diritti individuali non sono più importanti, invece dobbiamo tutti sacrificarci per il miglioramento dell'ambiente. Secondo i Globalisti l'incremento della popolazione umana ha messo  la terra troppo a dura prova e quindi la riduzione della popolazione e la crescita della popolazione sono di grande importanza. "Tredici nazioni hanno già ottenuto la crescita zero, quindi non è utopico aspettarsi che altri li seguano." [21] Anche i giornalisti americani sostengono la riduzione della popolazione, Revkin Adrew del New York Times ha dichiarato, "probabilmente l'unica cosa concreta e sostanziale che gli americani, i giovani americani potrebbero fare per ridurre la nostra impronta ecologica non è spegnere la luce o guidare una Prius, ma avere un minor numero di figli, meno bambini ". [22] Come si può vedere lo Sviluppo Sostenibile consiste nel creare sistemi di controllo sulle popolazioni libere per promuovere l'equilibrio tra uomo e natura, ma a scapito della prosperità umana e della libera volontà. Allora a partire da quì, come possiamo impedire questa transizione al  sistema autoritario globale dello Sviluppo Sostenibile?

Bene, prima di tutto, come americani, dobbiamo capire una cosa; questo non è un problema di destra o di sinistra. Il Presidente Bush senior firmò il Trattato sulla Biodiversità di Rio e il Presidente Clinton attuò la versione americana dell'Agenda 21. Questo è un problema di libertà, di liberi diritti umani contro i desideri dei Globalisti e tecnocrati dalle mentalità comunali. Una delle prime cose che devono essere affrontate è la necessità dei diritti di proprietà privata per gli individui delle nazioni del terzo mondo; questo è contrario alla convinzione dei Globalisti secondo i quali lo sviluppo del terzo mondo sarebbe mortale per il mondo. Questo significa  re-indirizzare le politiche delle banche di sviluppo internazionale come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, che promuovono  la prevenzione e il controllo dei diritti di proprietà per il terzo mondo.

In secondo luogo, ancora più importante è la necessità di esporre la frode secondo cui il riscaldamento globale è stato creato dall'uomo. "Alcuni scienziati in uno scambio di email hanno manipolato le prove nei rapporti dell'IPCC e dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale per trarre in inganno i lettori, compresi i  politici" [23] Attraverso lo scandalo  definito Climategate, abbiamo imparato che molti scienziati non credono ai loro stessi dati sul Riscaldamento Globale di origine antropica  e, come affermato  sopra, spesso hanno manipolato le prove per promuovere la minaccia crescente delle emissioni di CO2. Ci deve essere la consapevolezza da parte del pubblico americano che se permettiamo al nostro governo di continuare con iniziative "verdi" che  consentiranno l'attuazione delle Politiche di Sviluppo Sostenibile, questo si tradurrà in una riduzione del tenore di vita, attraverso politiche come il cap&trade, e l'abolizione dei diritti di proprietà individuale e del diritto alla riservatezza, in nome di una scienza fraudolenta e di tattiche intimidatorie. Il Congressista Ron Paul ha dichiarato: "Più di 30.000 scienziati hanno firmato, recentemente,  una petizione per contestare direttamente la tesi  su cui questa politica (cap and trade), si basa". [24] Il Club di Roma, un think-tank internazionale afferma chiaramente che si tratta di tattiche intimidatorie, non di scienza, al fine di riformare la società, "Il nemico comune dell'umanità è l'uomo. In searching for a new enemy to unite us, we came up with the idea that pollution, the threat of global warming, water shortages, famine and the like would fit the bill…. Nella ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, ci è venuta l'idea che l'inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d'acqua, la fame, sarebbero adatti .... Il vero nemico è quindi l'umanità stessa."[25] Non possiamo permetterci di farci spaventare fino a cedere i diritti che ci sono stati dati da Dio, e che sono protetti ai sensi della Costituzione, attraverso tattiche intimidatorie ambientaliste per ricevere in cambio un regime totalitario globale. Non possiamo permettere che la libertà venga sostituita con la schiavitù, il capitalismo non può cedere al socialismo, e i diritti di proprietà non devono cadere per essere sostituiti dallo Sviluppo Sostenibile.

Infine, dobbiamo capire che l'Agenda 21 viene attuata a livello locale più che a livello federale. Ciò viene fatto attraverso il lavoro di un'organizzazione chiamata Consiglio Internazionale per le  Iniziative Ambientali Locali (ICLEI) e stanno lavorando in 544 città degli Stati Uniti per attuare l'Agenda 21 e la politica dello Sviluppo Sostenibile, attraverso il sindaco e i funzionari locali. L'ICLEI è  una fondazione privata senza scopo di lucro e la sua missione è quella di spingere le comunità locali a regolamentare l'ambiente. "L'ICLEI ed altri sono ipegnati nel  controllo dei  funzionari locali eletti e nell'attuazione silenziosa di una soffocante tirannia  in ogni comunità della nazione." [26]

Tom DeWeese, il Presidente del Centro di Politica Americana ha delineato quattro  facili cose che ogni americano deve fare per prevenire la continua influenza dell'ICLEI. In primo luogo dobbiamo andare alle riunioni del Consiglio della città e ascoltare, per vedere se si sta discutendo l'utilizzo del territorio, il controllo dell'acqua, e il controllo dello sviluppo. C'è un linguaggio utilizzato per indicare lo Sviluppo Sostenibile? In secondo luogo, dobbiamo fare domande. Questa sembra essere un 'arte perduta del popolo americano, ma se non iniziamo a fare domande ai nostri funzionari eletti ci vedremo sottrarre la nostra repubblica proprio sotto il naso. Se la vostra Commissione sta discutendo il  controllo dello sviluppo, chiedete da dove è venuta fuori questa politica, chiedete se la vostra comunità sta pagando tasse o è coinvolta con l'ICLEI. Terzo, dobbiamo capire che opporsi allo Sviluppo Sostenibile e all'Agenda 21 non significa opporsi alla tutela ambientale. Significa invece opporsi alla sostituzione di funzionari locali eletti con liste di non eletti, consigli e amministrazioni regionali. Infine, dobbiamo esigere che i rappresentati ufficiali rimuovano localmente l'ICLEI da qualsiasi aspetto del processo decisionale. [27] Queste non sono misure difficili da prendere per qualunque americano, ma sono vitali e la realtà è che il tempo per la discussione è scaduto. Abbiamo già visto l'attuazione della legge cap&trade  in California e Texas e molti altri stati stanno decidendo di fare lo stesso. Insieme al  disegno di legge federale cap&trade che è ancora molto vivo.

Lo Sviluppo Sostenibile e l'Agenda 21 non rappresentano la libertà, non promuovono la democrazia per il miglioramento dei diritti individuali, sono le politiche totalitarie socialiste e le ideologie comunitarie del Manifesto Comunista, "pensare globalmente, agire localmente", e fascismo  mussoliniano, alleanze pubblico/privato. L'America è il leader del mondo libero, e se vogliamo continuare a vedere la realizzazione di una vera democrazia, per i cittadini dell'intero globo, gli Stati Uniti devono arrestare il treno dello Sviluppo Sostenibile, dell'Agenda 21 e della globalizzazione prima che  1984 di George Orwell smetta di essere fantascienza, per diventare realtà e la più triste.

Fonte: PrisonPlanet 6 Dicembre 2010
Traduzione: Dakota Jones

[1] (DeWeese, All the Details needed to sound the Alarm aginst Sustainable Develpment 2006

[2] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[3] (Development 1994)

[4] (Development 1994)

[5] (Mckee 2010)

[6] (DeWeese, Dawn of the Era of Common-ism 2007)

[7] (World Commission on Enviroment and Development 1987)

[8] (World Commission on Enviroment and Development 1987)

[9] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[10] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[11] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[12] (Kassiola 1990)

[13] (Kassiola 1990)

[14] (Kassiola 1990)

[15] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[16] (Goodland 1992)

[17] (Development 1994)

[18] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[19] (DeWeese, The Four-Part Process Leading to Sustainable Development 2009)

[20] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[21] (Goodland 1992)

[22] (Investor’s Bussines Daily 2009)

[23] (Mckitrick 20010)

[24] (Paul 2009)

[25] (O’Neil 2009)

[26] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

[27] (DeWeese, Sustainable Development: The Road of all our problems 2009)

Opere citate

Development, United Nations Confrence on Environment and. Agenda 21: The Earth Summit Strategy to Save our Planet. U.N , Boulder: Earth Press, 1994.

DeWeese, Tom, interview by “The Post and Email”. All the Details needed to sound the Alarm aginst Sustainable Develpment (2006).

DeWeese, Tom. Dawn of the Era of Common-ism. Warrenton: The DeWeese Report, 2007.

DeWeese, Tom. Sustainable Development: The Road of all our problems. Warrenton: American Policy Center, 2009.

—. “The Four-Part Process Leading to Sustainable Development.” Campaign for Liberty Web site. 09 25, 2009. Campaignforliberty.com (accessed 2010).

Goodland, Robert. “The Case that the World has Reached Limits.” In Population, Technology, and Lifestyle: The transition to Sustainability, by Robert Goodland, Herman E Daly and Salah El Serafy, 3-23. Washington: Island Press, 1992.

Investor’s Bussines Daily. Cap-and-Trade for Babies. Commentary and Essay, Haymarket: Science and Public Policy Insttiute, 2009.

Kassiola, Joel Jay. The Death of Industrial Civilization. Albany: State of University of New York Press, 1990.

Mckee, Debbie. “Campaign for Liberty.” Agenda 21- Sustainable Development-Connecting the Dot. Oct 18, 2010. Campaignforliberty.com (accessed 2010).

Mckitrick, Ross Ph.D. Understanding the Climategate Inquiries. Science and Public Pollicy Institue, 20010.

O’Neil, Jim. Agenda 21: The Death Knell of Liberty. Oct 12, 2009. canadafreepress.com (accessed 2010).

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World Commission on Enviroment and Development. Our Common Future. Oxford : Oxford University Press, 1987.