Visualizzazione post con etichetta armamenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta armamenti. Mostra tutti i post

domenica 21 aprile 2013

Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi

di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

muosUn “disguido”. Cioè un mero errore d’interpretazione o di valutazione degli atti predisposti dalla Regione Siciliana che ha consentito al Pentagono di fare un piccolo passo avanti nella costruzione del terminale terrestre del MUOS di Niscemi. Così, in barba al decreto di revoca delle autorizzazioni ai lavori d’installazione delle tre mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari all’interno della riserva naturale “Sughereta”, firmato a Palermo lo scorso 29 marzo, tecnici ed operai hanno ottenuto l’Ok a completare pure il terzo traliccio dell’impianto di morte della Marina militare Usa.

Secondo il viceministro degli Esteri Staffan de Mistura e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, si è trattato però di un semplice malinteso. “I due uomini di governo che abbiamo incontrato a Roma lunedì 15 aprile ci hanno comunicato che c’è stato un disguido con la revoca dei lavori del MUOS”, spiega il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa. “Ci hanno però assicurato che i lavori sono stati bloccati almeno fino al prossimo 31 maggio, quando sarà depositato lo studio sull’impatto elettromagnetico delle antenne che è stato commissionato all’Istituto Superiore della Sanità. Sino ad allora verranno garantite solo le attività di manutenzione della stazione di telecomunicazione e gli unici ingressi nella base saranno quelli dei militari statunitensi preposti al suo funzionamento”.

Con o senza revoca, i lavori del MUOS potranno ripartire dunque l’1 giugno se l’ISS darà il suo star bene all’impianto. L’ipotesi di assegnare a quest’organismo l’ultima parola sull’installazione del sistema satellitare è stata fortemente caldeggiata proprio dalla giunta Crocetta, nonostante in tanti avessero espresso dubbi sull’effettiva “indipendenza” dell’istituto noto per le sue posizioni negazioniste in tema di rischio elettromagnetico. I giornalisti Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani ricordano nel volume Onde Anomale (Editori Riuniti, Roma, 2012) come Radio Vaticana per difendersi dalle accuse d’inquinamento ambientale nel procedimento penale che l’ha vista poi condannata, si sia affidata alla consulenza tecnica della dottoressa Susanna Lagorio dell’Istituto Superiore di Sanità. Né Rosario Crocetta né il governo Monti hanno poi tenuto conto delle richieste dei No MUOS e del Movimento 5 Stelle di far partecipare ai lavori della commissione il professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino che insieme al fisico Massimo Coraddu ha provato l’insostenibilità ambientale del MUOS. “Anche se non ne farò parte perché non mi hanno voluto vi scrivo io già ora le conclusioni a cui giungerà la Commissione dell’Istituto Superiore di Sanità”, ironizza il docente del Politecnico. “Allo stato dell’arte, non risulta in letteratura alcuna prova di correlazione dimostrabile fra campi elettromagnetici ed effetti sulla salute. Quindi non vi è il minimo rischio per la popolazione. I rappresentanti istituzionali a livello territoriale si accorgeranno così come da Roma li hanno beffati…”.

mercoledì 25 aprile 2012

Quirra, i privati erano complici della Difesa?

di: Matteo Mascia
Rinascita

mktumb640a.php
La procura di Lanusei ipotizza un legame tra militari e società esterne. Coinvolta una società della holding Fiat

L'inchiesta della procura di Lanusei sull’impiego di uranio impoverito a Quirra si arricchisce di nuovi elementi. Il procuratore del tribunale ogliastrino, Domenico Fiordalisi, sta infatti cercando di fare luce sul sistema dei controlli all’interno del grande poligono militare. Una architettura “gelatinosa” e poco funzionale.

Non a caso, una delle ipotesi di reato contestate agli indagati verte proprio sulle lacune nella prevenzione e nella profilassi. Leggerezze ed omissioni che coinvolgerebbero sia i vertici delle Forze armate che alcuni amministratori locali. Secondo la Procura avrebbero tenuto condotte penalmente rilevanti anche le società produttrici di armamenti.

mercoledì 28 luglio 2010

PAX AMERICANA e la militarizzazione dello spazio

Il 2 Luglio è uscito  PAX AMERICANA e la militarizzazione dello spazio, un documentario di Denis Delestrac. Con Noam Chomsky, Helen Caldicott. e la musica di Amon Tobin

Sul sito dedicato al documentario http://www.pax-americana.com/  si legge:

La prospettiva di governare la Terra dallo spazio non è più fantascienza.
L'originale dottor Stranamore, Wernher von Braun, è stato un ingegnere missilistico nazista, poi fondatore e direttore della NASA.

Aveva un sogno: il governo militare della Terra dallo spazio. Quel sogno, sostenuto da tutte le amministrazioni degli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale, sta diventando realtà.

"Con PAX AMERICANA il Michael Moore francese denuncia e provoca" dice il giornale L'Humanité

Le notizie lo rendono ogni giorno più chiaro: esiste la tecnologia per militarizzare lo spazio, l'industria di massa americana ne trae profitto, e le nazioni manovrano, per trarne vantaggio.

Le  macchine da guerra sono già in orbita attorno alla Terra? I trattati bastano a mantenere lo spazio senza armi? Il mondo deve sottomettersi ad un super-poliziotto di pattuglia globale?

PAX AMERICANA coglie questo momento cruciale.

Con un attacco senza precedenti al Commando spaziale  dell'aviazione militare americana ed un sorprendente repertorio storico, questo elegante ed incisivo documentario delinea la situazione attraverso generali, analisti di politica dello spazio, politici, diplomatici, attivisti per la pace, e falchi.

GUARDA IL TRAILER:

"Some people don't want to hear this, but we’re going to fight in space. We're going to fight from space and we're going to fight into space."
Joseph W. Ashy, Commander-in-Chief of US Strategic Command

mercoledì 12 maggio 2010

La militarizzazione dello Spazio: I "Guerrieri spaziali" del Pentagono Parte I

L'aeronautica militare degli Stati Uniti alza la posta per una nuova corsa agli armamenti

di Tom Burghardt-Global Research
9 Maggio 2010

Come se le cose non fossero già abbastanza gravi sul pianeta terra.

space-mil Con le guerre e le occupazioni multiple, l'accelerazione di un tracollo economico, malefatte delle corporazioni e le catastrofi ambientali come l'apocalisse alimentata dal petrolio nel Golfo del Messico, direi che abbiamo un piatto già pieno.

Ora il Dipartimento della Difesa vuole alzare la posta in gioco con nuovi sistemi d'arma destabilizzanti che trasformeranno la bassa e l'alta orbita terrestre  in un altro "campo di battaglia", versando miliardi in programmi per raggiungere ciò che l'Air Force Space Command ( AFSPC ) ha a lungo sognato: "il dominio dello spazio".

In effetti, i guerrieri spaziali del Pentagono intendono pienamente mettere in campo un robusto sistema anti-satellite (ASAT) con la capacità di disattivare, danneggiare o distruggere i satelliti di altre nazioni, tutto per scopi "difensivi", bada bene.

Già nel 2005, il New York Times ha riferito che il generale Lance W. Lord, allora comandante dell'AFSPC, ha detto in una conferenza dell'Air Force che "il predominio nello spazio non è un nostro diritto di nascita, ma è il nostro destino.  ... Il predominio nello spazio è la nostra missione giorno per giorno. La supremazia spaziale  è la nostra visione per il futuro ".

Cinque anni dopo, "la missione" è ancora una priorità assoluta per l'amministrazione Obama.  Mentre alcuni potrebbero chiamarla "guerra net-centrica" agli steroidi, io sceglierei un'altra parola: follia.

Air Force X-37B


Il 22 aprile, la US Air Force (USAF) ha lanciato con successo la sua navetta spaziale robot,
l'X-37B Orbital Test Vehicle (OTV), dalla Stazione aeronautica militare di Cape Canaveral in Florida.

Situato in cima a un razzo Atlas V Lockheed Martin, l'aereo spaziale senza pilota riutilizzabile entrava in orbita rombando dopo oltre dieci anni di sviluppo nel cantiere  per progetti nascosti  "Phantom Works" (Progetti Fantasma) della Boeing Corporation.

Il riuscito inserimento in orbita dell'X-37B è stato il culmine del sogno lungo decenni, del Dipartimento della Difesa: mettere in campo un veicolo spaziale riutilizzabile che coniuga l'agilità di un aereo con la possibilità di viaggiare in orbita a 5 miglia al secondo.

Dal punto di vista del Pentagono, un aereo come il 37B X-potrebbe essere il preludio a cose future: una piattaforma per armi  pronta al bisogno per eliminare le attività satellitari di un nemico al momento giusto, o lanciare veicolo in grado di fornire bombe, missili o armi cinetiche ovunque sulla terra in meno di due ore, quello a cui i tipi ameni dell'Air Force si riferiscono come "spazio di risposta operativo"

Prima del lancio, il Vice Sottosegretario dei Programmi Spaziali dell'Aeronautica, Gary Payton, ha ridicolizzato l'ipotesi  secondo cui l'X-37B sia il prototipo di un nuovo sistema di armi spaziali. Payton ha detto ai giornalisti: "Io non so come questa potrebbe essere definita una militarizzazione dello spazio. Fondamentalmente, è solo una versione aggiornata dei tipi di  navicella spaziale presenti nello spazio."

Inutile dire che tali negazioni dovrebbero essere prese con il proverbiale grano di sale.
Il programma altamente classificato ha una storia con alti e bassi. Secondo GlobalSecurity.org, il progetto è previsto come una "struttura spaziale riutilizzabile", che dovrebbe fornire "la stessa operatività,  flessibilità e reattività degli aeromobili, a supporto delle aree di misssione dell'Air Force Space Command".

Mentre all'inizio, modelli come il Dyna-Soar/X-20 del programma degli anni 50'-60' furono abbandonati a causa di vincoli tecnologici, l'Air Force non ha mai smesso di provare.

Programmi come l'X-40 Space Maneuver Vehicle (SMV) e l'X-41 Common Air Vehicle (CAV), un aereo ipersonico destinato a servire come elemento chiave nello sviluppo del sempre attuale progetto "Prompt Global Strike", dimostrano l' interesse dell' Air Force " nei programmi di armamenti "ultima frontiera".

Il Progetto X-40 alla fine è stato  fuso con il programma X-37B dell'Air Force e il programma  X-41 CAV è stato assorbito dal  Veicolo a Tecnologia Ipersonica Falcon [Hypersonic Technology Vehicle ( HTV-2 )] del DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency-Agenzia Progetti Ricerca Avanzata di Difesa)

Il mese scorso, la prima prova del Falcon (apparentemente) si è conclusa con un fallimento, quando i ricercatori Darpa hanno annunciato di aver perso il contatto con l'aereo pochi istanti dopo il decollo dalla Vandenberg Air Force Base. Il Falcon doveva dimostrare la fattibilità del lancio di un veicolo ai confini dello spazio e poi tornare "di nuovo nell'atmosfera stridendo, manovrando a venti volte la velocità del suono prima di atterrare a nord dell'atollo Kwajalein, 30 minuti più tardi e a 4100 miglia nautiche di distanza ", secondo Wired .

Dal momento che false notizie e disinformazione sono stati a lungo punti fermi nell'ambito dei progetti coperti  del Pentagono, molto probabilmente non lo sapremo mai in un modo o nell'altro.

Inevitabilmente, anche se tali progetti fossero dei fallimenti monumentali, il loro intenzionale obiettivo pubblico, Cina, Russia o qualsiasi altra nazione considerata come uno "stato canaglia" dalla iperpotenza imperialista, con ogni probabilità finirebbero in una costosa, e mortale, gara per ideare contromisure.

Sotto questo aspetto, il giornalista Jeremy Hsu di Space.com ha scritto il 5 maggio che le ambiguità nel definire la tecnologia spaziale militarizzata "può rendere difficile per le nazioni misurare lo scopo o le intenzioni dietro  nuovi prototipi." E sono proprio tali incertezze il foraggio che alimenta la corsa agli armamenti.

Secondo John Pike del sito GlobalSecurity.org, l'esercito americano "potrebbe anche utilizzare il manto di mistero per ingannare e confondere deliberatamente le forze armate rivali." Pike ha detto a Space.com che "i progetti X-37B e HTV-2 potrebbero rappresentare la punta di un programma spaziale di armi nascosto all'interno dei segreti "fondi neri" del Pentagono o potrebbero essere nient'altro che fumo e specchi".

Pike ha detto che l'attività in corso "lascia molto spazio ad interpretazioni erronee o addirittura ad un vero e proprio inganno, che potrebbe essere una manovra per distrarre le altre nazioni con progetti spaziali militari".

"Uno potrebbe essere un falso programma  e l'altro potrebbe essere il ritratto sputato della cosa reale", ha osservato Pike. Egli ha detto che tale disguido potrebbe costringere le forze armate di altre nazioni a sprecare denaro per finire in vicoli ciechi.

Mentre le affermazioni di Pike sembrano plausibili, dati i trascorsi  del Pentagono ed i  50 miliardi di dollari di bilancio nero, diretto alla ricerca su nuove armi e sistemi di sorveglianza, l'X-37B, il Falcon HTV-2 o altri sistemi in progettazione soo certamente attività utili se i militari hanno scelto di utilizzarle come armi offensive.

Fonte: Global Research