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lunedì 5 dicembre 2011

DECRETO MONTI: VOLONTA’ DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO

di Marco Della Luna
marcodellaluna.info

Indimenticabili, le lacrime di coccodrillo della ministra Fornero che annuncia l’infame blocco dell’adeguamento delle misere pensioni (adeguamento già più che dimezzato, rispetto alla reale dinamica del caro vita) mentre il governo non tocca la Casta, né i grandi sprechi e gli stipendi parassitari, né i privilegi fiscali delle proprietà ed attività commerciali degli enti “religiosi”, che ci costano 8 miliardi l’anno, oltre a permettere una forte concorrenza sleale soprattutto in campo alberghiero.

Ma abbiamo scoperto ben altro, sulla strategia distruttiva del governo dei banchieri: abbiamo la confessione di un intento, di un vero piano anti-sociale di coercizione oligarchica sulle nazioni. E proprio per bocca del Monti. Vi raccomando molto di visionare l’intervista a questo link, in cui Mario Monti sostiene che “abbiamo bisogno delle crisi” e delle angosce collettive da esse causate, per far accettare ai popoli e alla politica  le riforme che dall’alto si è deciso di imporre – che il cartello monopolista della moneta e del credito ha deciso di imporre:

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1b190309063811a

Guardate anche la versione completa dell’intervista, che compare dopo quella breve.

E’ la perfetta conferma di quanto esposto nel libro mio e di Paolo Cioni Neuroschiavi, sulla manipolazione mentale collettiva e individuale.

In una situazione di generale illiquidità e di recessione (insolvenza, disinvestimenti, disoccupazione etc.), la manovra di Monti è selettivamente mirata a produrre un aggravamento di questa illiquidità (v. anche gli articoli di P. Krugman), quando al contrario il sistema economico ha disperato bisogno di iniezioni di liquidità mirate all’attivazione dei fattori di produzione e del consumo. Monti fa il salasso a un paziente che agonizza per anemia.

Mentre le misure per lo sviluppo sono semplicemente derisorie e vergognose, i tagli alle pensioni e l’aumento dell’Iva colpiscono la domanda interna, assieme al nuovo redditometro che disincentiva gli acquisti di molti articoli non di lusso e di servizi come l’istruzione. Le nuove tasse sugli immobili ( aumento del 60% del moltiplicatore dei valori catastali, aumento delle aliquote ici, ici sulla prima casa), tagliano le gambe all’edilizia, che è il settore economico che innesca le riprese generali dell’economia – quando cresce – e pure le recessioni – quando cala. Attualmente questo settore è in gravissima crisi. Il siluro del governo Monti, quindi, previene la ripresa e stabilizza il trend depressivo.  

Quelli sinora adottati sono interventi scientificamente mirati a produrre una stabile depressione e un drammatico avvitamento fiscale. Monti agisce mettendo toppe alla finanza pubblica a spese dell’economia reale, che viene sempre più sgretolata. Salva le apparenze a spese della sostanza. Adesso avremo, nel brevissimo termine, un plauso dell’”Europa” e di chi muove le asticelle degli spread – la medesima mano che ha messo lì il Monti in Italia e il Papademos in Grecia, e altri altrove. Ma presto la recessione, la disoccupazione, la moria di imprese, il credit crunch, il declino industriale, le tensioni sociali, si faranno sentire in modo insostenibile.

Nel parlamento dei nominati, per assicurare la legittimazione parlamentare, il voto di fiducia dei partiti a questo governo dei banchieri mai eletto e a questo leader mai scelto dal popolo, quindi esposto a contestazioni di non-democraticità e non-rappresentatività, basta riempire alla partitocrazia la greppia della spesa pubblica coi soldi delle nuove tasse spremute ai cittadini. E rispettarne privilegi e prebende. Anche Berlusconi col suo PDL ha convenienza ad allinearsi, se non vuole esporre le aziende di famiglia a rischi più che ovvi.

Oggettivamente, dunque, l’obiettivo del governo dei banchieri pare sia produrre, certo non solo in Italia, una grave e durevole depressione, in linea con quanto Monti spiega nel filmato linkato sopra, ossia che bisogna spaventare la gente per renderla malleabile e remissiva alle riforme decise dall’alto: è la shock—and – awe policy, la  shock economy di Naomi Klein.

Diversi sono gli scopi possibili di questa strategia:

-svalutare gli asset per poterne fare incetta a costi stracciati col denaro prodotto da banche centrali e dark pool (il circuito delle grandi banche mondiali che controllano anche la Fed e che ha lasciato recentemente a secco le banche italiane, come strumento di pressione o meglio coercizione politica);

-impadronirsi di tutto il reddito disponibile;

-rendere la popolazione docile e sottomessa;

-piegarla a un nuovo assetto politico, fiscale, sociale, con cessione della gestione del bilancio e del fisco a organismi europei a guida tecno-tedesca (Italia colonia);

-indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un imminente tracollo ecologico.

Fonte: marcodellaluna.info 5 Dicembre 2011

Obama va in vacanza. Di nuovo?

Barack Obama sta per prendersi una vacanza di  17 giorni mentre l'America gli crolla intorno

The Economic Collapse

Ma che ha nella testa Barack Obama? Gli Stati Uniti d'America stanno cadendo a pezzi intorno a lui, eppure decide di prendersi una vacanza alle Hawaii di 17 giorni . Non ha ancora capito che lui è il leader del mondo libero? Non ha ancora capito che questo paese è impantanato nella peggiore crisi economica dalla Grande Depressione? Lo scorso anno, una simile vacanza hawaiana di Obama finì per costare più di 1 milione di dollari.

Tranne quando ero a scuola, non mi ricordo di aver fatto mai una vacanza di 17 giorni. In realtà, la maggioranza degli americani non ha preso 17 giorni di vacanza neanche in un anno intero. Eppure Obama sembra pensare che uno dei compiti di chi occupa la Casa Bianca sia quello di prendersi vacanze il più possibile.

E' stato riportato che Michelle Obama ha speso per le vacanze, oltre 10 milioni di dollari di denaro dei contribuenti americani, solo negli ultimi 12 mesi.  Sarebbe diverso se ​​si trattasse di prendere queste vacanze in un momento in cui l'America fosse fiorente, ma la verità è che gli Stati Uniti, al momento, si trovano ad affrontare una crisi dopo l'altra. Il nostro debito è ora di oltre 15.000 miliardi di dollari. Non ci crederete ma il governo USA non sta operando nei limiti di un bilancio approvato da oltre 900 giorni. L'anno scorso sono caduti in povertà più americani che mai. Più americani che mai mangiano con i buoni pasto. L'anno scorso, una media di 23 impianti di produzione sono stati chiusi ogni giorno negli Stati Uniti. Secondo un recente rapporto, solo il 7 per cento degli americani che hanno perso il loro lavoro durante la recessione sono "ritornati" al punto in cui erano prima della recessione. Così, forse Barack Obama dovrebbe dedicare più tempo a fare il suo lavoro piuttosto che a prendersi lunghe vacanze.

Durante questa stagione di festa, decine di milioni di famiglie americane stanno soffrendo terribilmente. Qualsiasi presidente sano di mente si renderebbe conto che questo non è il momento di andare di nuovo a zonzo per le Hawaii. Il breve brano che segue viene da un recente articolo sul Daily Mail .....

Mentre la maggior parte degli americani sono fortunati se riescono ad avere un paio di settimane di vacanza ogni anno, sembra che il leader del paese, si prenda un pò più di libertà a questo riguardo.

Il presidente Barack Obama ha annunciato le sue vacanze natalizie alle Hawaii - con un viaggio di ben 17 giorni.

Obama, che ha visitato l'isola appena due settimane fa, per un summit economico, partirà per Honolulu Sabato 17 Dicembre fino a Lunedi 2 gennaio.

Ma questo non è solo un incidente isolato. Obama ha preso un sacco di ferie da quando si è trasferito alla Casa Bianca. Secondo il New York Post, Barack Obama ha goduto di un totale di 10 vacanze separate che si sono estese per un totale di 90 giorni di vacanza durante gli anni 2009 e 2010.

Inoltre, Obama è riuscito a trovare il tempo per 29 partite di golf, durante i suoi primi due anni di mandato.

Ma, a quanto viene riferito, il più grande "drogato di vacanza" nella famiglia Obama è Michele Obama.

Il seguente scioccante estratto viene da un altro articolo del Daily Mail ....

Si pensa che la  First Lady, l'anno scorso, abbia preso 42 giorni di vacanza, inclusi una pausa da 375.000 dollari in Spagna e un viaggio di quattro giorni per sciare a Vail, in Colorado, dove ha speso 2.000 dollari a notte per una suite nell'hotel Sebastian.

E il primo soggiorno di nove giorni della famiglia a Vigna di Marta si sta rivelando costosa, con l'affitto della Blue Heron Farm che costa solo una cifra stimata di 50.000 dollari a settimana.

La fonte ha continuato: 'Michelle inoltre ama bere alcolici costosi durante i suoi viaggi. Lei predilige martini con vodka di alta qualità e ha una predilezione per costosi vini spumanti.

'Le vacanze sono interamente idea di Michelle. Lei è come un drogato. Non ne ha mai abbastanza di pianificare viaggi, e vive tra una partenza e l'altra. - pesando per tutto il tempo sugli americani laboriosi'

Durante questi momenti di difficoltà economica, come può, Michelle Obama, giustificare la spesa di oltre 10 milioni di dollari di denaro dei contribuenti americani in vacanze di lusso?

Il popolo americano si aspetta di avere alla Casa Bianca un presidente che lavora notte e giorno per risolvere i problemi di questa nazione.

Certo, sarebbe sicuramente comprensibile che prendesse uno o due giorni qua e là, ma la verità è che il presidente dovrebbe essere una delle persone che lavorano più duramente nel paese.

Invece, Obama sembra accorciare sempre di più il tempo in cui è alla Casa Bianca. Infatti, ci sono state numerose notizie secondo cui Barack Obama a malapena interagisce, perfino con i membri del suo stesso partito nel Congresso.

Il nostro paese sta letteralmente cadendo a pezzi e abbiamo una totale mancanza di leadership al vertice.

Purtroppo, al momento, non sembra esserci molta speranza all'orizzonte.

In questo momento, Newt Gingrich sta conducendo la corsa per la nomination repubblicana. Se vincerà la nomination, il popolo americano, nel 2012, potrà scegliere tra due candidati che sono quasi identici. La triste verità è che Newt Gingrich non è un conservatore, e non lo sarà mai. Piuttosto, egli è un fantoccio di primo piano delle istituzioni che farebbe marciare l'America sulla stessa strada lungo la quale Bush e Obama ci hanno portato. Se ci si ferma a confrontare realmente l'agenda di Obama con l'agenda di Gingrich, è facile scoprire che sono quasi del tutto identiche. Se il partito repubblicano nominerà Newt Gingrich, sarà una vergogna completa e totale.

La realtà è che abbiamo un disperato bisogno di una leadership reale e di soluzioni reali. L'Europa è sull'orlo di un massiccio tracollo finanziario. Se le cose prendessero una piega sbagliata, potremmo facilmente assistere ad una crisi finanziaria ancora peggiore di quella che abbiamo visto già nel 2008.

Molti media mainstream utilizzano la parola "recupero", ora che il tasso di disoccupazione ufficiale è sceso all'8,6%, ma come ha rilevato di recente Mac Slavo, il tasso reale di disoccupazione è ancora intorno al 22 per cento.

Secondo i numeri ufficiali del governo, 315.000 americani "hanno lasciato la forza lavoro" nel mese di novembre. Nel momento in cui la nostra popolazione è in continua espansione, questo sembra un presupposto traballante, nella migliore delle ipotesi.

La realtà, come molti di voi stanno sperimentando, è che i tempi sono duri e milioni di americani stanno diventando sempre più disperati.

Per esempio, basta controllare cosa è successo, recentemente,  nella zona di Sacramento. Una chiesa è stata presa di mira dai ladri di rame per tre notti di fila ....

I membri di una chiesa di Carmichael che era stata presa di mira dai ladri di rame per due notti di fila è riuscita a contribuire a catturare i sospetti ladri quando l'ingorda coppia è tornata per la terza notte.

Nessuno è off limits per i ladri, in questi giorni. Non ci credereste ma la gente, ora, ruba anche il cibo dalle dispense alimentari.

Questo paese ha un'enorme quantità di problemi economici, e abbiamo un disperato bisogno di qualche soluzione.

Ma forse dovremmo essere grati che Obama sta prendendo tante vacanze.

Dopo tutto, quasi tutto ciò che ha fatto fino ad ora ha finito per rendere le cose ancora peggiori.

Forse è meglio se non fa assolutamente nulla.

Ma ad un certo punto questo paese avrà bisogno di una vera leadership e di soluzioni reali.

Allora, che cosa ne pensate?

Pensate che, all'orizzonte, ci sia qualche speranza per questo paese?

Fonte: The Economic Collapse 5 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

mercoledì 30 novembre 2011

22 Ragioni per le quali potremmo assistere ad un collasso economico in Europa nel 2012

The Economic Collapse

Il 2012 sarà l'anno nel quale vedremo un collasso economico in Europa? Prima di respingere il titolo di questo articolo come "allarmista", leggete prima i fatti elencati nel resto di questo articolo. Nel corso degli ultimi mesi, c'è stata una sorprendente perdita di fiducia nel sistema finanziario europeo. In questo momento, praticamente nessuno vuole prestare denaro alle nazioni europee in difficoltà finanziaria e praticamente nessuno vuole prestare denaro alle grandi banche europee.

Ricordate, una delle ragioni principali per la crisi finanziaria del 2008 è stata una stretta creditizia importante che si è verificata qui negli Stati Uniti. Questa crisi del credito nascente in Europa è solo un elemento di una "tempesta perfetta" che si sta rapidamente avvicinando mentre ci apprestiamo ad entrare nel 2012. I segnali di difficoltà sono ovunque. In tutta Europa, i governi stanno attuando misure di austerità e riducendo drasticamente la spesa. Le banche europee stanno sostanzialmente tagliando i finanziamenti mentre cercano di soddisfare nuovi requisiti patrimoniali che vengono loro imposti.

Nel frattempo, i rendimenti obbligazionari stanno andando alle stelle in tutta Europa mentre gli investitori perdono la fiducia e chiedono rendimenti molto più elevati per investire in debito europeo. È ormai chiaro che se non accade un miracolo, non pochi paesi europei e un numero significativo di banche europee non saranno in grado di ottenere dal mercato i finanziamenti di cui hanno bisogno nel 2012. L'unica cosa che potrebbe evitare un crollo finanziario completo e totale in Europa è un'azione drammatica, ma in questo momento i leader europei sono così impegnati a litigare tra loro che un piano coraggioso sembra fuori questione.

I seguenti sono 22 motivi per cui potremmo vedere un collasso economico in Europa nel 2012 ....

# 1 La Germania potrebbe salvare il resto d'Europa, ma questo richiederebbe un impegno finanziario senza precedenti, e il popolo tedesco non ha lo stomaco per farlo. E' stato stimato che alla Germania costerebbe  il 7 per cento del PIL per diversi anni, salvare le altre nazioni dell'UE in difficoltà finanziaria. Tale importo supererebbe di gran lunga i risarcimenti incredibilmente pesanti che la Germania fu costretta a pagare a seguito della prima guerra mondiale

Una serie di recenti indagini hanno dimostrato che il popolo tedesco è fermamente contro il salvataggio del resto d'Europa. Per esempio, secondo un recente sondaggio il 57 per cento del popolo tedesco è contro la creazione degli eurobond.

A questo punto, i politici tedeschi si oppongono fermamente a qualsiasi misura che imporrebbe un onere eccessivo per i contribuenti tedeschi, quindi, a meno che questo non cambi, l'Europa non sarà salvata dall'interno.

# 2 Gli Stati Uniti potrebbero salvare l'Europa, ma l'amministrazione Obama sa che questa è una cosa davvero difficile da vendere al popolo americano nel corso di una stagione elettorale. Quello che segue è ciò che l'addetto stampa della Casa Bianca Jay Carney ha detto oggi circa la possibilità di un piano di salvataggio dell'Europa da parte degli Stati Uniti ....

"E' una cosa che hanno bisogno di risolvere e hanno la capacità di risolverla, sia la capacità finanziaria che la volontà politica"

Carney ha anche detto che l'amministrazione Obama non ha intenzione di impegnare "risorse aggiuntive" per salvare l'Europa ....

"Non crediamo in alcun modo che siano necessarie risorse aggiuntive dagli Stati Uniti e dai contribuenti americani".

# 3 In questo momento, le banche in tutta Europa stanno riducendo la leva finanziaria nel tentativo di soddisfare le nuove esigenze di adeguare il capitale entro il prossimo giugno.

Secondo il noto giornalista finanziario Ambrose Evans-Pritchard, le banche europee hanno bisogno di ridurre la quantità di prestiti nei loro registri di circa 7 miliardi di dollari, al fine di scendere a livelli di sicurezza ....

Le banche europee devono affrontare una contrazione di 7.000 miliardi dollari di prestito per portare i loro bilanci in linea con Stati Uniti e Giappone, minacciando di intrappolare la regione in una stretta creditizia e nella depressione cronica per un decennio.

Che cosa vuol dire?

Ciò significa che le banche europee diventeranno molto, molto avare con i prestiti.

Ciò significa che sta per diventare veramente difficile acquistare una casa o espandere un business in Europa, e questo significa che l'economia europea sta per rallentare sensibilmente.

# 4 Le banche europee sono sovraccariche di "titoli tossici" dei quali cercano disperatamente di sbarazzarsi. Proprio come abbiamo visto con le banche degli Stati Uniti nel 2008, le grandi banche europee sono impegnate nel tentativo di scaricare montagne di titoli senza valore che hanno un valore contabile di miliardi di euro, ma praticamente nessuno vuole comprarli .

# 5 Programmi di austerità dei governi sono ora in corso di attuazione in tutta Europa. Ma i programmi di austerità del governo possono avere effetti economici molto negativi. Per esempio, abbiamo già visto cosa ha fatto alla Grecia l'austerità del governo. 100.000 aziende hanno chiuso e un terzo della popolazione ora vive in povertà.

Ma ora i governi di tutta Europa hanno deciso che l'austerità è la strada da percorrere. Il seguente è un estratto da un recente articolo dell'Economist ....

I piani di bilancio della Francia stanno per essere approvati, sono probabili ulteriori tagli, ma saranno rimandati a dopo le elezioni in primavera. L'Italia deve ancora votare un pacchetto molto rivisitato di tagli. Il nuovo governo spagnolo ha promesso ulteriori tagli alla spesa, soprattutto spese regionali, al fine di raggiungere gli obiettivi di deficit concordati con Bruxelles.

# 6 L'importo del debito dovuto da alcune di queste nazioni europee è così grande che è difficile da comprendere. Per esempio, Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna devono tutti insieme al resto del mondo circa tre trilioni (3000 miliardi) di dollari. 

Quindi cosa puo fare una massiccia austerità del governo  per nazioni travagliate come la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda e l'Italia? Ambrose Evans-Pritchard è molto preoccupato di ciò che un'ulteriore aumento della disoccupazione significherà per molti di questi paesi ....

Ancora oggi, il tasso di disoccupazione per i giovani è vicino al 10pc in Giappone. E' già al 46pc in Spagna, 43pc in Grecia, 32pc in Irlanda, e 27pc in Italia. Scopriremo col tempo cosa farà a queste società un ulteriore alleggerimento del debito.

# 7 L'Europa era in grado di salvare la Grecia e l'Irlanda, ma non c'è modo che l'Italia possa essere salvata se richiederà un vero e proprio salvataggio.

Purtroppo, mentre leggete questo, l'Italia è nel bel mezzo di una crisi finanziaria enorme. Il rendimento dei titoli italiani a due anni è circa il doppio di quello che è stato per la maggior parte dell'estate. Non c'è modo che sia sostenibile.

Sarebbe difficile sopravvalutare quanto di una crisi, l'Italia rappresenta. Di seguito viene riportato come l'ex manager di hedge fund Bruce Krasting ha recentemente descritto la situazione attuale ....

A questo punto vi è zero possibilità che l'Italia possa rifinanziare una qualsiasi parte dei suoi 300 miliardi di debito in scadenza nel 2012. Se c'è qualcuno al tavolo che pensa ancora che l'Italia possa tirare fuori un miracolo, si sbaglia. Sono certo che i ragazzi delle finanze presso la BCE e l'italiana BC lo capiscono. Ripeto, c'è una possibilità pari a zero per una soluzione di mercato per l'Italia.

Krasting ritiene che o l'Italia ottiene una gigantesca montagna di denaro da qualche parte o farà default entro sei mesi e questo significherà l'inizio di una depressione globale ....

Penso che la storia dell'Italia sia creare o distruggere. O si sistema questa situazione o l'Italia farà default in meno di sei mesi. L'opzione di default non è realmente un'opzione che i responsabili politici prenderebbero in considerazione. Se l'Italia non ce la fa, allora ci sarà un crollo molto rumoroso. Finirebbe col tirarsi dietro la maggior parte degli istituti di credito globali, un discreto numero di paesi seguirebbero l'italia nel vortice. A mio parere un default dell'Italia porterà certamente una depressione globale, una di quelle che ci vorrebbero molti anni per venirne fuori.

# 8 Un default italiano può essere più vicino di quanto molti pensano. Come il Telegraph ha recentemente riferito, solo per rifinanziare il debito esistente, il governo italiano deve vendere più di 30 miliardi di euro di nuove obbligazioni entro la fine di gennaio ....

Il Nuovo governo in Italia dovrà vendere più di 30 miliardi di euro di nuove obbligazioni entro la fine di gennaio per rifinanziare i propri debiti. Gli analisti dicono che non c'è garanzia che gli investitori compreranno tutte quelle obbligazioni, e questo potrebbe costringere l'Italia al default.

Il governo italiano ieri ha detto che nei colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo Ministro Mario Monti aveva accettato il fatto che un crollo italiano "significherebbe inevitabilmente la fine dell'euro".

# 9 Paesi europei diversi dai semplici "PIIGS" stanno entrando in un numero crescente di difficoltà. Per esempio, S & P ha recentemente tagliato il rating del Belgio ad AA .

# 10 Declassamenti del credito ora stanno arrivando fast and furious in tutta Europa. A questo punto sembra di vedere un nuovo declassamento quasi ogni singola settimana. Alcune nazioni sono state declassate diverse volte. Per esempio, Fitch ha declassato il rating del Portogallo di nuovo. A questo punto si prevede che il PIL portoghese si ridurrà di circa il 3 per cento nel 2012.

# 11 Il crollo finanziario dell'Ungheria non ha fatto molta notizia negli Stati Uniti, ma dovrebbe. Moody's ha tagliato il rating del debito ungherese a livello spazzatura, e l'Ungheria ha ora presentato una richiesta formale all'UE e al Fondo Monetario Internazionale per un salvataggio .

# 12 Anche la fiducia nel debito tedesco sembra vacillare. La scorsa settimana, la Germania ha avuto "una delle sue peggiori aste di bond".

# 13 Le banche tedesche stanno cominciando a mostrare segni di debolezza. L'altro giorno, Moody's ha declassato il rating di 10 grandi banche tedesche .

# 14 Come il Telegraph ha recentemente riportato, il governo britannico sta ora facendo piani basati sul presupposto che un crollo dell'euro è "solo una questione di tempo"....

Mentre il governo italiano combatteva per ottenere prestiti e la Spagna prendeva in considerazione la richiesta di un bail-out internazionale, i  ministri britannici avvertivano privatamente che il disfacimento dell'euro, un tempo quasi impensabile, oggi è sempre più plausibile.

I diplomatici si stanno preparando ad aiutare i britannici all'estero ad attraversare un collasso bancario e persino sommosse derivanti dalla crisi del debito.

Il Tesoro ha confermato all'inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un collasso è in corso.

Un ministro anziano ha ora rivelato il grado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna sta facendo programmi basandosi sul fatto che un crollo dell'euro è ormai solo una questione di tempo.

# 15 Il EFSF avrebbe dovuto contribuire a portare una certa stabilità alla situazione, ma la verità è che l'EFSF è già un brutto scherzo. E' stato riferito che l'EFSF è già stato costretto ad acquistare un gran numero delle sue stesse obbligazioni.

# 16 Purtroppo, sembra che un assalto alle banche sia già iniziato in Europa. Il seguente estratto viene da un recente articolo su The Economist ....

"Stiamo iniziando a vedere i segni che le aziende stanno ritirando depositi dalle banche in Spagna, Italia, Francia e Belgio",  ha scritto un'analista di  Citi Group in un recente rapporto. "Questo è uno sviluppo preoccupante".

# 17 La fiducia nelle banche europee è andata totalmente in frantumi e praticamente nessuno vuole prestare loro i soldi, al momento.

Quello che segue è un breve estratto da un recente articolo CNBC ....

I Fondi monetari negli Stati Uniti hanno drammaticamente chiuso le loro finestre per i prestiti alle banche europee. Secondo l'Economist, Fitch stima che i fondi del mercato monetario americani hanno ritirato generalmente il 42 per cento del loro denaro dalle banche europee.

E per la Francia il numero è ancora maggiore - il 69 per cento. Anche i fondi monetari europei stanno entrando in azione.

# 18 Ci sono decine di grandi banche europee che sono in pericolo di fallire. La realtà è che le banche europee più importanti sono indebitate fino al collo e sono massicciamente esposte al debito sovrano. Prima di cadere nel 2008, il rapporto di indebitamento di Lehman Brothers era 31-1. Oggi, le grandi banche tedesche hanno un rapporto di indebitamento 32-1 , e quelle banche sono attualmente in possesso di una massiccia quantità di debito sovrano europeo.

# 19 Secondo il New York Times , l'economia dell'UE è già destinata a ridursi leggermente l'anno prossimo, e questo non tiene nemmeno conto di ciò che accadrà in caso di un totale collasso finanziario.

# 20 Ci sono già segnali che indicano che l'economia europea sta seriamente rallentando. Gli ordinativi industriali nella zona euro sono diminuiti del 6,4 per cento nel mese di settembre. Questo è stato il più grande declino che abbiamo visto dal centro della crisi finanziaria nel 2008.

# 21 Il panico e la paura sono ovunque in Europa in questo momento. L'ndice di fiducia dei consumatori della Commissione europea è sceso per cinque mesi di fila .

# 22 I leader europei sono molto impegnati a combattere l'uno contro l'altro e un vero consenso su come risolvere i problemi attuali sembra lontano in questo momento. Di seguito, come l'Express recentemente ha descritto le tensioni crescenti tra i leader tedeschi e inglesi ....

Il Cancelliere tedesco ha respinto apertamente l'opposizione di David Cameron a una nuova tassa finanziaria in tutta Europa che avrebbe un impatto devastante sulla città di Londra.

E si è rifiutata di farsi convincere dalla sua richiesta che la Banca centrale europea sostenga l'euro. I Mercati monetari hanno fatto il bagno dopo il loro mancato accordo.

Cominciate a farvi un'idea?

Il sistema finanziario europeo è in una massiccia quantità di problemi, e quando crollerà il mondo intero ne resterà scosso.

Ma non sono solo io a dire questo. Come ho già detto in un precedente articolo, ci sono un gran numero di economisti rispettati in tutto il mondo che ora stanno dicendo che l'Europa è sull'orlo del collasso.

Per esempio, basta controllare che cosa dice Credit Suisse sulla situazione in Europa ....

"Sembra che siano iniziati gli ultimi giorni dell'euro come noi oggi lo conosciamo Questo non vuol dire un break-up molto probabile, ma significa che alcune cose straordinarie accadranno - probabilmente entro la metà di gennaio - per impedire la chiusura progressiva di tutti i mercati obbligazionari sovrani della zona euro, potenzialmente accompagnate da crescenti corse anche verso le banche più solide."

Molti leader europei stanno promuovendo un'integrazione molto più profonda e un "superstato europeo ", come  risposta a questi problemi, ma ci vorrebbero anni per attuare drastici cambiamenti, e l'Europa non ha tutto quel  tempo.

Se l'Europa sperimenterà un massiccio crollo economico e una depressione prolungata,  per alcune persone potrà sembrare come "la fine del mondo", ma le cose finiranno per stabilizzarsi.

Sembra che  un sacco di persone là fuori pensino che l'economia globale, dal suo stato attuale entrerà in uno stato di "Mad Max" nel giro di poche settimane. Beh, questo non accadrà. I problemi in arrivo in Europa saranno solo un'altra "onda" nel crollo economico in corso del mondo occidentale. Ci saranno altre "onde" in seguito.

Naturalmente questa crisi del debito sovrano potrebbe essere del tutto evitata se i paesi del mondo occidentale chiudessero le loro banche centrali e iniziassero ad emettere moneta libera dal debito.

La verità è che non c'è alcun motivo per cui una qualunque nazione sovrana sulla terra debba mai entrare in debito per un solo centesimo con nessuno. Se una nazione è veramente sovrana, allora il governo ha il diritto di emettere tutto il denaro libero dal debito che vuole. Sì, l'inflazione sarebbe sempre un potenziale pericolo in un tale sistema (proprio come sotto le banche centrali), ma il denaro libero dal debito vorrebbe dire che i problemi di debito pubblico sarebbero una cosa del passato.

Purtroppo, la maggior parte dei paesi del mondo opera in un sistema in cui si crea più debito pubblico quando più moneta viene creata. Il risultato inevitabile di un tale sistema è quello al quale stiamo assistendo ora. A questo punto, quasi tutto il mondo occidentale sta annegando nei debiti.

Ci sono alternative al nostro sistema attuale. Ma nessuno nei media mainstream ne parla mai.

Così, invece di concentrarsi sui modi davvero creativi per affrontare i nostri problemi attuali, ci apprestiamo tutti a vivere il dolore amaro del collasso economico.

Le cose non dovevano andare in questo modo.

Fonte: The Economic Collapse 29 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

domenica 20 novembre 2011

Ri-organizzazione economica: L'Unione europea ha una scadenza?

L'Unione europea ha una scadenza?

di Adrian Salbuchi
Global Research
Russia Today - 19 Novermbre 2011

Una vera e propria ri-organizzazione di tutto il pianeta ha avuto luogo davanti ai nostri occhi per molti decenni. Tuttavia, dal momento che è graduale, la maggior parte delle persone non si accorge o non capisce cosa sta succedendo.

Proprio come la rana proverbiale che, se gettata in acqua bollente salta fuori dolorosamente e sopravvive, ma sarà cotta e morirà, se gettata in acqua tiepida in cui il calore aumenta di un grado ogni 5 minuti ...

Quello che va sotto il nome di "Nuovo Ordine Mondiale", "globalizzazione" o (il mio preferito) "Governo Mondiale", descrive gli obiettivi a lungo termine di una Elite di Potere Globale molto potente, incorporata all'interno di ogni paese, in particolare Stati Uniti ed Europa, che possiede, gestisce e dirige le risorse di ogni paese - petrolio, finanza, potere economico, potenza militare, risorse naturali - dall'interno, per promuovere la sua agenda sovranazionale.

Questo processo molto complesso, olistico e ampiamente pianificato aiuta a spiegare molta (se non tutta) della violenza in corso, del caos e dell'ingiustizia che vediamo nei campi della finanza, della politica e dell'economia. Ma una buona pianificazione strategica richiede anche  sperimentazione, prove ed errori,costruzione di scenari e giochi di guerra.

Il mio paese natale, l'Argentina (e l'America Latina nel suo complesso), è stato ripetutamente utilizzato per tale "sperimentazione", come è accaduto dieci anni fa, quando il cartello bancario internazionale, allineato al FMI/Banca Mondiale, Dipartimento del Tesoro statunitense, agenzie di rating e i media mainstream "qualificati", hanno lavorato insieme per far crollare il sistema finanziario e monetario in Argentina, ma allo stesso tempo sono riusciti a salvare tutte le loro banche che operavano nel paese.

Gli Argentini hanno visto i loro soldi bloccati nelle banche, i loro depositi in dollari furono riconvertiti arbitrariamente in pesos locali svalutati a tassi di cambio fraudolenti mentre  Governi Provvisori locali (ancora oggi) adottano misure sempre allineate agli interessi dei banchieri locali e internazionali.

I risultati per l'Argentina? Il PIL è sceso del 40% nel 2002, il 50% della nostra popolazione è scesa al di sotto della soglia di povertà (la maggior parte non ha mai recuperato), violenza e morte sulle nostre strade, pignoramenti, fallimenti, vera e propria guerra sociale (che si è fermata a pochi passi dalla guerra civile) e ancora .... non una singola banca chiusa!

Se ci trasferiamo rapidamente in Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo e Islanda di oggi, assistiamo alla stessa scena più e più volte. Chiaramente, non ci sono errori commessi da governi specifici, ma un vero e proprio piano progettato per controllare intere nazioni, imponendo debiti pubblici inutili e fraudolenti.

Una delle lezioni chiave che hanno appreso in Argentina è stata come controllare "We the People" attraverso la PsyWar (guerra psicologica) esercitata dai media controllati, in modo che la popolazione finisce per accettare tutte le difficoltà, mentre gli infiltrati del sistema bancario e del governo continuano a mantenere tutti i loro soldi e a rimanere al potere.

Mi chiedo se l'Unione europea non possa essere un esperimento simile ma su una scala molto più vasta e più grande? Un esperimento su come avvicinare paesi molto diversi, con lingue diverse, sistemi giuridici diversi, culture diverse, storie di guerra e di odio tra loro, il tutto sotto la camicia di forza di un'unione burocratica che distrugge sempre più sovranità nazionali? Una sorta di "Manuale" per promuovere la sottomissione volontaria dei 27 stati membri dell'UE ad accettare un'unica burocrazia legale, un unico parlamento, un unico presidente non eletto, un'unica forza militare, un'unica bandiera, e un'unica valuta ...

Quali insegnamenti stanno traendo i globalisti dai problemi della UE? I guai odierni dell'euro sempre crescenti sono  un riflesso del fatto che, dopo più di mezzo secolo di costruzione dell'euro-ora vediamo la demolizione controllata della UE al fine di (ri) costruire qualcosa di nuovo? Forse, "la sua trasformazione in qualcosa più vicina al desiderio del loro cuore", secondo la vecchia  19th Century British Fabian Society che sollecitava un graduale governo mondiale socialista, un tempo immaginato?

L'Unione europea è una tappa intermedia sulla "Hard Road verso il governo mondiale", suggerita dal membro del Council on Foreign Relations, Richard Gardner, in un seminale articolo dell'aprile 1974  su "Foreign Affairs"? Una fase in cui il mondo legale, politico, commerciale, finanziario, sociale, culturale, mediatico, monetario, militare e tante, tante altre complessità sono stati rottamati, ri-progettati e ri-elaborati per servire ad uno "scopo più grande"?

Avremo presto il crollo dell'euro, non come uno sfortunato "incidente" ma come un mega-processo previsto che (insieme alla iper-inflazione del Dollaro USA) che lo farà avvitare in un collasso controllato solo per essere sostituito da una nuova moneta globale emessa e gestita dagli interessi privati della  Global Power Elite ​​per mezzo di una prossima banca centrale mondiale di qualche tipo? L'UE ha una scadenza?

Il Vaticano, sempre ben informato, sembra pensarla così, come vediamo dal suo recente  invito a rinnovare le istituzioni globali, un segno sicuro che i vecchi che camminano lungo i corridoi del Vaticano stanno ancora una volta difendendo il loro posto sotto il sole che verrà ...

Il collasso controllato dell'euro (attraverso il suo crollo) e del Dollaro (tramite inflazione) insieme ad una versione opportunamente costruita della "Primavera araba" per l'Europa, gli Stati Uniti e altri, eroderanno ulteriormente sovranità nazionali su scala planetaria, alimentate da una serie controllata di guerre e sostenute dalla crescente Guerra Psicologica proveniente dal monopolio dei media occidentali ...

E' tutto solo un grosso errore o semplicemente punti di vista diversi sullo stesso Leviatano planetario deciso a imporre un Governo Mondiale su tutti noi?

Adrian Salbuchi è un analista politico, scrittore, speaker radiofonico e / commentatore televisivo in Argentina (www.asalbuchi.com.ar)

Fonte: Global Research 20 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

mercoledì 16 novembre 2011

E' nato il governo Vichy

di Marco Cedolin
Il Corrosivo

Sta insediandosi proprio in queste ore il nuovo governo di occupazione, presieduto da Mario Monti, novello Presidente del Consiglio con delega al ministero dell'Economia e composto da 16 ministri, rigorosamente tecnici.

Tutti, Monti compreso, mai eletti dagli italiani e deputati a portare avanti un programma di governo imposto nei dettagli dalla BCE e mai sottoposto al vaglio degli elettori, che a suo tempo votarono i programmi di Berlusconi e Veltroni, di natura profondamente diversa, se non antitetica, rispetto a quello che verrà realizzato nei prossimi mesi.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di un ribaltone, bensì di un'azione estremamente più grave, consistente nell'esautorare completamente il popolo dal diritto di scegliere chi lo governerà e sulla base di quale programma espliciterà il proprio mandato.

In tutta evidenza chiaro non lo è dal momento che i cittadini e le cosidette parti sociali, anzichè trovarsi in strada con il forcone, sono comodamente seduti a guardare la TV o impegnati a tentare di conquistare la benevolenza del nuovo padrone, ragione per cui ci sembra giusto constatare la morte cerebrale intervenuta per asfissia del mito della democrazia.

La lista dei ministri scelti da Monti, che in queste ore sta tenendo banco su giornali e TV, risulta molto oculata e dimostra chiaramente come ci si trovi davanti ad un progetto costruito nel tempo con cura certosina e non certo ad una squadra improvvisata dal professore nel corso dell'ultimo paio di giorni....

Le personalità ed i curriculum sono estremamente rilevanti, così come scientificamente studiata appare la collocazione dei singoli nei vari ministeri.

Ministro della Difesa, nella persona di Giampaolo di Paola, sarà un soldato (ammiraglio) di lungo corso, uomo di spicco della Nato e organizzatore di quasi tutte le missioni di guerra italiane all'estero.

Ministro degli Esteri, nella persona di Giulio Terzi, già ambasciatore a Israele e Washington, sarà un uomo molto vicino all'aministrazione USA, ma anche con lunghe esperienze in seno alla Nato e all'ONU.

Ministro della Giustizia, nella persona di Paola Severino, specializzata nella difesa di personaggi illustri, anche qualora indifendibili, come ad esempio Romano Prodi, Caltagirone e Geronzi, nonché molto vicina agli ambienti dell'università Luiss, sarà un avvocato di grande peso, certo gradito a chiunque perori la "giustiza del portafoglio".

Ministro dell'istruzione, nella persona di Francesco Profumo, sarà un ingegnere molto vicino al PD, ad Unicredit, a Pirelli e al sole 24 Ore.

Ministro degli Interni, nella persona di Anna Maria Cancellieri, sarà un prefetto in pensione che ha vissuto una lunga carriera da commissario straordinario fra l'emilia e la Lombardia.

Ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, nella persona di Corrado Passera, sarà un banchiere fino a ieri ad di Intesa, da sempre vicino a De Benedetti e al gruppo Repubblica.

Ministro per gli Affari Europei, nella persona di Enzo Moavero Milanesi, sarà un giudice già in squadra con Monti presso la UE, ai tempi consigliere dei poco rimpianti governi Amato e Ciampi negli anni 90.

Ministro del Welfare, nella persona di Elsa Fornero, sarà un'economista specializzata nella "riforma" delle pensioni, con carriera in Intesa SanPaolo, già editorialista del sole 24 Ore e moglie di Mario Deaglio, economista ed editorialista della Stampa.

Ministro della Coesione territoriale (che roba è?) nella persona di Fabrizio Barca, sarà un economista che ha saputo spendersi fra il MIT, la Stanford University e la Bocconi.

Ministro della Salute, nella persona di Renato Balduzzi, sarà un giurista esperto in sanità che già lavorò per Rosy Bindi e con il governo Prodi.

Ministro della Cooperazione internazionale, nella persona di Andrea Riccardi, sarà uno storico già fondatore della comunità di Sant'Egidio.

Ministro alle politiche Agricole e forestali, nella persona di Mario Catania, uomo da sempre impegnato a Bruxelles, con carriera inossidabile in grado di sopravvivere eternamente all'alternanza fra Prodi e Berlusconi.

Ministro del Turismo e dello sport, nella persona di Piero Gnudi, sarà un commercialista consigliere di amministrazione di Unicredit e membro dell'Aspen Institute, ex presidente di Enel ed ad di IRI, di RAI holding e di Astaldi.

Ministro dell'Ambiente, nella persona di Corrado Clini, sarà un medico del lavoro, sostenitore del protoccollo di Kyoto e della crescita verde, frequentatore di Harvard e membro dell'Agenzia europea dell'ambiente.

Ministro per i Beni culturali, nella persona di Lorenzo Ornaghi, sarà l'ex Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presidente dell’Agenzia per le Onlus.

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sarà l'immarcescibile Antonio Catricalà, fino ad oggi (da tempi immemorabili) garante della concorenza e del mercato.

Curriculum senza dubbio inossadibili, competenza nei singoli campi fuori discussione, conflitti d'interesse con banche, multinazionali, nazioni straniere, chiesa e organizzazioni di vario genere, così tanti da travalicare qualsiasi pudore, ecco dunque la squadra "vincente" di Mario Monti.

Una squadra che al di là di qualsiasi considerazione impone una domanda su tutte. Dal momento che il popolo italiano non ha mai delegato questi 17 "eroi" a governarlo, quale autorità (alle spalle di Napolitano) ha dato loro il potere per farlo? E con quale mandato imporranno le proprie decisioni a chi non li ha scelti e fino a ieri magari neppure li conosceva?

Misteri di una democrazia in stato di decomposizione, dove si può amministrare una banca fino al giorno prima e la mattina successiva salire al governo senza essere stati eletti, per ritrovarsi a legiferare in tema di economia, naturalmente con la massima onestà e per il bene del paese, ma quale paese?

Fonte: Il Corrosivo 16 Novembre 2011

domenica 6 novembre 2011

Questo è solo l'inizio

The Economic Collapse

occupy oakland Per lungo tempo, ci sono stati quelli che hanno avvertito che in questa nazione ci sarebbero stati disordini per motivi finanziari. La rabbia e la frustrazione contro l'economia e  il nostro sistema finanziario sono cresciute a livelli senza precedenti, e questo ha alimentato la crescita dei vari movimenti di protesta che abbiamo visto negli ultimi due anni. La gente è stanca e vuole soluzioni. Purtroppo, la rabbia e la frustrazione possono esprimersi in modi pericolosi e imprevedibili. Ciò che abbiamo visto a Oakland, a Seattle e in altre importanti città degli Stati Uniti questa settimana, è solo l'inizio degli imponenti disordini per motivi finanziari che ci saranno in questo paese. Sì, gli "anarchici" sono stati responsabili per una buona parte  della violenza che abbiamo visto questa settimana, ma non erano gli unici coinvolti.

Alcuni manifestanti stavano diventando troppo violenti, e c'è stata anche un po' di brutalità da parte della polizia. Ovviamente la stragrande maggioranza dei manifestanti di Occupare Wall Street non vuole avere nulla a che fare con la violenza e riconosce che la violenza non è la risposta. Ma questa ha a che fare con la rabbia e la frustrazione. E' difficile contenerle in pacchetti ordinati e autodisciplinati. Man mano che l'economia peggiorerà, la protesta crescerà e, purtroppo, anche la violenza. Si potrebbero predicare i benefici della non-violenza per tutto il giorno ad alcune persone, ma loro semplicemente non lo capirebbero. L'America ha raggiunto un punto di svolta, e quello che stiamo vedendo adesso è solo l'inizio della follìa. Ci accingiamo a vedere disordini nei prossimi anni assolutamente senza precedenti.

Secondo un recente sondaggio dell'Associated Press-GfK, il 43 per cento di tutti gli americani crede che l'economia sia in condizioni "pessime". Milioni di americani hanno perso il lavoro, milioni di americani hanno perso le loro case e decine di milioni di americani sono restati disgustati da ciò che hanno visto accadere a Wall Street negli ultimi quattro o cinque anni. E' facile capire perché le persone sono frustrate e stanno marciando per le strade. Come ho scritto ieri, circa un americano su sette vive con i buoni pasto. La povertà si sta rapidamente diffondendo e un gran numero di famiglie ha perso tutto. La gente vuole risposte, ed è comprensibile il motivo per cui molti si stanno unendo a questi movimenti di protesta.

Negli ultimi due anni, persone come Gerald Celente ed io abbiamo avvertito che ci sarebbero stati disordini per motivi finanziari. Quelli di noi che hanno scritto di queste cose sono stati definiti "catastrofisti" e "teorici della cospirazione".

Ma dopo gli eventi degli ultimi due mesi, quasi tutti stanno cominciando a rendersi conto che qualcosa di grosso sta accadendo.

Mercoledì scorso, una folla enorme di dimostranti ha portato alla paralisi la città di Oakland, in California. Alcune organizzazioni mediatiche hanno detto che c'erano 5.000 manifestanti, ma altri hanno affermato che ad un certo punto potrebbero esserci state più di 20.000 persone in marcia.

Un gruppo di circa 3.000 manifestanti ha marciato e bloccato il porto di Oakland, che è il quinto più grande porto in acque profonde degli Stati Uniti.

In altre zone della città, sono state rotte finestre, disegnati graffiti sugli edifici e sono stati commessi insensati atti di vandalismo. Ci sono stati anche alcuni scontri intensi con la polizia e decine di manifestanti hanno finito per essere arrestati.

Di seguito, come un articolo su USA Today ha descritto ciò che è accaduto ....

La polizia in assetto antisommossa ha arrestato oltre 80 manifestanti nel centro della città, dove bande di manifestanti hanno lanciato pezzi di cemento e tubi metallici e acceso candele romane e bombe incendiarie, ha detto la polizia. Cinque manifestanti e molti ufficiali sono stati feriti.

Potete vedere le immagini scioccanti di alcuni atti di vandalismo avvenuti durante queste proteste proprio qui .

Ad un certo punto, un gruppo di manifestanti ha occupato un edificio vuoto che una volta veniva usato per aiutare i senzatetto. Quello che segue è quello che un articolo del Los Angeles Times dice su quanto è successo dopo ....

I manifestanti sono riusciti a guadagnare l'ingresso di un edificio vuoto che ospitava la Traveler's Aid Society, un'organizzazione no-profit che assiste i senza fissa dimora, ma ha subìto tagli ai finanziamenti. Secondo quanto indicato sui volantini, i manifestanti avevano preso di mira l'edificio per il "riutilizzo". Lo hanno definito come un nuovo "centro sociale" nel feed di Twitter. Un video girato da elicottero da una locale affiliata della ABC ha mostrato una folla festante che entrava e usciva dall'edificio, dal quale pendeva uno striscione con la scritta "Occupare tutto". Altri costruivano una barricata nelle vicinanze, probabilmente per scoraggiare la polizia.

Poco prima di mezzanotte, i media locali hanno riferito che gli agenti di polizia di varie agenzie indossavano la tenuta antisommossa. Alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme la barricata. I vigili del fuoco l'hanno spenta. Un comunicato della polizia ha detto più tardi che i manifestanti hanno lanciato sassi, esplosivi, bottiglie e oggetti infiammati agli ufficiali.

Questo risolve qualcosa?

Certo che no.

Ma quando la gente è arrabbiata e frustrata difficilmente dice cose sensate.

L'America è diventata una polveriera, e sarà molto difficile per chiunque controllare ciò che sta succedendo.

Tuttavia, si deve anche notare che non tutte le violenze sono state avviate dai manifestanti di  Occupare Oakland. C'erano in giro decine di "anarchici" Black Bloc  che commettevano atti casuali di violenza. Alcuni manifestanti di Occupare sono stati effettivamente visti ad Oakland mentre cercavano di evitare che questi "anarchici" commettessero  atti di violenza.

Infatti, è certamente possibile che qualcuno stia utilizzando questi Black Bloc "anarchici" per screditare le proteste. E' accaduto ad altri movimenti di protesta in passato.

In ogni caso, è vero che gli "anarchici" erano molto coinvolti, in gran parte della violenza. Potete vedere alcuni video di "anarchici" in azione proprio qui .

Ma Oakland non è stata l'unica città dove i manifestanti sono diventati più aggressivi.

A Seattle, i manifestanti hanno circondato un hotel Sheraton dove il CEO di JPMorgan Jamie Dimon stava tenendo un discorso. Secondo alcuni rapporti dei media, alcuni dei manifestanti stavano effettivamente pianificando un "arresto del cittadino".

I loro piani sono stati cancellati, però, quando la polizia li ha dispersi con una scarica di spray al pepe.

La cosa divertente è che Dimon stava in realtà promuovendo alcune delle idee del movimento Occupare Wall Street, durante il suo discorso.

Il seguente estratto dal suo discorso viene dal Seattle Times ....

"L'America è diventata meno equa negli ultimi 10 o 20 anni. Questo è un dato di fatto", ha detto. "Personalmente non credo che sia una buona cosa. Sono stato un grande sostenitore delle imposte progressive".

Ma questa è la cosa divertente delle rivolte economiche. Solo perché siete d'accordo con la folla, non vuol dire che la folla non abbia intenzione di rivoltarsi contro di voi comunque.

All'inizio di quello stesso giorno a Seattle, c'è stata qualche violenza, mentre la polizia fronteggiava gruppi di manifestanti. Di seguito, come il Seattle Times ha descritto l'azione ....

All'inizio della giornata, la polizia di Seattle ha arrestato sei persone, cinque delle quali erano distese sul pavimento all'interno di una Chase Bank a Capitol Hill.

Gli ufficiali hanno spruzzato spray al peperoncino, hanno spinto i manifestanti fuori strada e strattonato gli altri da sotto un furgone della polizia nel corso di 30 minuti di confronto. La polizia ha detto che almeno 10 agenti sono stati aggrediti fisicamente durante gli arresti, e che almeno due di loro avevano ferite lievi.

A New York, ha avuto luogo un diverso tipo di confronto. Circa 100 veterinari militari si sono presentati in divisa e hanno marciato verso il New York Stock Exchange. Una volta giunti, si sono fermati di fronte all'edificio che era protetto da una fila di agenti armati fino ai denti del Dipartimento di Polizia di New York (NYPD). E' stato un momento di tensione, ma fortunatamente non c'è stata violenza.

Questo modo di "confrontarsi con gli occhi" non può essere un segnale di cose buone. Cosa sarebbe successo se anche una sola persona avesse perso la calma?

Mentre erano in formazione davanti alla Borsa di New York, i veterinari sono stati sentiti cantare i seguenti slogan ....

"Siamo veterani! Siamo il 99 per cento!"

"Per aumentare i profitti aziendali, i soldati devono sanguinare a morte!"

Le cose si stanno facendo davvero molto, molto interessanti.

Le proteste di Occupare Wall Street sono iniziate molto tranquillamente, ma purtroppo non vi è alcuna garanzia che la violenza che stiamo vedendo adesso non aumenterà ulteriormente.

Secondo una recente indagine, il 31 per cento di coloro che sono coinvolti nelle proteste di Occupare Wall Street" sosterrebbe la violenza per far avanzare la loro agenda".

Questa è una statistica terrificante.

Speriamo che tutti si calmino e che i manifestanti si rendano conto che andranno molto più lontano con mezzi non violenti.

Ma ancora una volta, la rabbia e la frustrazione sono difficili da prevedere o controllare. Più il popolo americano è arrabbiato e frustrato, più caotiche diventeranno le strade delle nostre città.

Purtroppo, mentre la grande maggioranza degli americani concordano sul fatto che abbiamo dei problemi importanti, c'è un enorme disaccordo sulle soluzioni. Ci sono alcune buone idee che fluttuano nell'aria, ma ci sono anche alcuni gruppi che stanno promuovendo alcune idee molto, molto nocive.

Per esempio, ci sono alcuni elementi coinvolti nelle proteste di Occupare Wall Street che in realtà stanno promuovendo il comunismo come risposta.

Durante la recente follia ad Oakland, alcuni manifestanti hanno appeso nel centro della città uno striscione nero molto grande che diceva: " MORTE AL CAPITALISMO ".

Ma è davvero questa la risposta?

Certo che no.

Sì, il nostro sistema è profondamente, profondamente corrotto e profondamente, profondamente guasto.

Sì, è comprensibile che le persone siano molto frustrate.

Ma il comunismo non è la risposta.

Guardate, quando i repubblicani difendono gli abusi delle grandi banche e delle grandi corporazioni, sbagliano.

Quando i Democratici difendono il grande governo e sostengono che la risposta è un governo ancora più grande, sbagliano ugualmente.

La verità è che nessuna delle due parti ha ragione.

Abbiamo bisogno di ridurre drasticamente le dimensioni del governo e abbiamo bisogno di ridurre drasticamente le dimensioni e il potere delle grandi corporation . Ciò significherebbe molta più libertà e indipendenza per il resto di noi, e significherebbe potenziare gli individui e le piccole imprese.

Ma la maggior parte delle persone non lo capisce. La maggior parte delle persone pensa di dover stare o dalla parte delle grandi corporation o dalla parte del grande governo.

Purtroppo, la fredda, dura verità è che, per la maggior parte del tempo, il grande governo e le corporation lavorano insieme, e non a nostro beneficio.

La maggior parte delle persone avverte un senso di impotenza in questi giorni. La maggior parte delle persone avverte che le cose non cambiano, non importa a chi si da il voto.

La gente vuole che le cose cambino, ma non sentono che comunque c'è un modo di indurre quel cambiamento.

Questo non sta accadendo solo negli Stati Uniti. Mentre l'economia globale vacilla, la rabbia e la frustrazione sono in crescita in tutto il pianeta.

In effetti, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro avverte che disordini civili potrebbero scoppiare in tutto il mondo se l'attuale crisi economica dovesse peggiorare.

Ci stiamo muovendo in tempi senza precedenti.

Nessuno è abbastanza sicuro di quello che accadrà dopo.

Ma i segnali di allarme ci sono.

La pressione continua a salire e salire e salire.

Secondo un recente sondaggio di Fox News, il 76 per cento di tutti gli americani è "insoddisfatto di come stanno andando le cose nel paese". All'inizio di quest'anno, quel numero era solo al 61 per cento.

Quando le persone sono disperate, fanno cose disperate.

Possiamo certamente sperare che le cose si stabilizzino, almeno per un po ', ma ad un certo punto un'altra grave crisi finanziaria scoppierà e l'economia peggiorerà.

A cosa somiglierà questo paese quando questo accadrà?

Questa non è l'America nella quale sono cresciuti i vostri nonni

Preparatevi di conseguenza.

Fonte: The Economic Collapse 4 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

martedì 1 novembre 2011

L'Onu lancia un avverimento sul brusco aumento dei Disordini Sociali

Mondo 'sull'orlo di una Nuova Recessione'

di Steve Watson
Prisonplanet.com

Un'agenzia di spicco delle Nazioni Unite ha emesso un avviso che la Terra è ormai sulla strada di una lunga recessione, una carenza di 40 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo e un aumento dei disordini sociali su larga scala.

In un rapporto pubblicato oggi, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) avverte che il mondo affronta un'imminente "crisi drammatica" nel mondo del lavoro ed esorta il G20 ad agire per "ammorbidire l'impatto".

Sottolineando che il mondo affronta una "nuova e più profonda recessione dei posti di lavoro", il rapporto, intitolato Rapporto 2011 sul Mondo del Lavoro: far funzionare i mercati per l'occupazione, avverte che la creazione di posti di lavoro sta rallentando e la disoccupazione in tutto il mondo si trova ad un record di oltre 200m.

"Stimiamo che per i prossimi due anni, l'economia mondiale avrebbe bisogno di 80 milioni di posti di lavoro per portare il tasso di disoccupazione fino al livello prima della crisi" nel 2007, ha dichiarato Raymond Torres, che dirige l'istituto di ricerca dell'OIL.

Aggiungendo che "l'economia mondiale creerebbe solo 40 milioni di posti di lavoro", in questo tempo, il rapporto stima che al livello attuale di tendenza ci vorranno almeno cinque anni per riportare l'occupazione nelle economie avanzate a livelli pre-crisi.

Di questi 40 milioni di nuovi posti di lavoro, l'OIL afferma che solo 2,5 milioni saranno creati nelle economie avanzate, lasciando una carenza di 24,7 milioni di posti di lavoro nei paesi industrializzati nel corso del 2012 e il 2013.

L'ILO ha inoltre avvertito che il numero di persone senza lavoro nella zona euro è salito a 16,2 milioni nel mese di settembre, il livello più alto dall'inizio delle rilevazioni nel 1998.

Il risultato di tale massiccia carenza di lavoro, secondo l'OIL, comporterà maggiori disordini sociali in 45 paesi diversi.

"Questo è particolarmente vero nelle economie avanzate, in particolare l'Unione europea, la regione araba e in misura minore, l'Asia", ha detto.

Il rapporto individua un maggior rischio di disordini sociali in Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Francia, Slovenia e Irlanda.

Senza contromisure, la crisi potrebbe scatenare una recessione che potrebbe durare un decennio o più, aggiunge il rapporto.

Aumentare la spesa del mercato del lavoro di mezzo punto percentuale del prodotto interno lordo dovrebbe aumentare l'occupazione tra lo 0,4% e 0,8%, a seconda del paese, ha detto l'ILO .

"Abbiamo raggiunto il momento della verità. Abbiamo una breve finestra di opportunità per evitare una grande doppia recessione (recessione a W) nel mondo del lavoro", ha detto Torres.

Fonte: Prisonplanet.com 31  Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

giovedì 20 ottobre 2011

La prossima crisi dei derivati ​​che potrebbe distruggere l'intero sistema finanziario globale

The Economic Collapse

La maggior parte delle persone non ha idea che Wall Street è diventata un gigantesco casinò finanziario. Le grandi banche di Wall Street stanno facendo miliardi di dollari all'anno con il mercato dei derivati, e nessuno nella comunità finanziaria vuole che la festa finisca. La parola "derivati" sembra complicata e tecnica, ma comprenderli non è poi così difficile. Un derivato è essenzialmente un modo elegante per dire che è stata fatta una scommessa. Originariamente, queste scommesse sono state progettate per coprire il rischio, ma oggi il mercato dei derivati ​​si è sviluppato in una montagna di speculazione, diversa da qualunque cosa il mondo abbia mai visto prima. Le stime del valore nominale del mercato dei derivati ​​in tutto il mondo vanno dai 600 trilioni di dollari a 1,5 quadrilioni di dollari. Tenete presente che il PIL mondiale si avvicina ai 65 trilioni di dollari. Il pericolo per il sistema finanziario globale rappresentato dai derivati ​​è così grande che Warren Buffet una volta li ha definiti "armi finanziarie di distruzione di massa" . Per ora, i poteri finanziari stanno cercando di mantenere il funzionamento del casinò, ma è inevitabile che ad un certo punto l'intero pasticcio crollerà. Quando lo farà, affronteremo una crisi dei derivati ​​che potrebbe davvero distruggere l'intero sistema finanziario globale

La maggior parte delle persone non parla molto di derivati ​​perché semplicemente non li capisce.

Forse un paio di definizioni sarebbero utili.

Di seguito il modo in cui un recente articolo di Bloomberg ha definito i derivati ​​....

I derivati ​​sono strumenti finanziari utilizzati a copertura dei rischi o a scopo speculativo. Sono derivati da azioni, obbligazioni, prestiti, valute e materie prime, o legati ad eventi specifici come i cambiamenti nel tempo o nei tassi di interesse.

La parola chiave è "speculazione". Oggi quelli di Wall Street stanno speculando su qualsiasi cosa si possa immaginare.

Quello che segue è il modo in cui  Investopedia definisce i derivati ​​....

Una garanzia il cui prezzo dipende o deriva da una o più attività sottostanti. Il derivato stesso è semplicemente un contratto tra due o più parti. Il suo valore patrimoniale è determinato dalle fluttuazioni del sottostante. Le attività sottostanti più comuni includono azioni, obbligazioni, commodities, valute, tassi d'interesse e indici di mercato. La maggior parte dei derivati ​​sono caratterizzati da elevata leva finanziaria.

Un derivato non ha un suo proprio valore di base. Un derivato è essenzialmente una scommessa laterale. Di solito queste scommesse laterali sono fortemente indebitate.

A questo punto, le scommesse laterali sono andate totalmente fuori controllo nel mondo finanziario. Scommesse laterali sono state fatte praticamente su qualsiasi cosa si possa immaginare, e le maggiori banche di Wall Street stanno facendo un sacco di soldi con questo. Questo sistema è quasi interamente non regolamentato ed è totalmente dominato dalle grandi banche internazionali.

Negli ultimi due decenni, il mercato dei derivati ​​si è moltiplicato. Tutto andrà bene fino a quando il sistema rimarrà in equilibrio. Ma una volta che perderà l'equilibrio potremmo assistere a una serie di crolli finanziari che nessun governo al mondo sarà in grado di risolvere.

La quantità di denaro di cui stiamo parlando è assolutamente sconcertante. Graham Summers della Phoenix Capital Research stima che il valore nominale del mercato globale dei derivati ​​è di 1,4 quadrilioni di dollari e in un articolo per Seeking Alpha ha provato a presentare quel numero in prospettiva .. ..

Se si somma il valore di ogni azione del pianeta, l'intera capitalizzazione di mercato sarebbe di circa 36 trilioni di dollari. Seguendo lo stesso procedimento per le obbligazioni, si otterrebbe una capitalizzazione di mercato di circa 72 trilioni di dollari.

Il valore nominale del mercato dei derivati ​​è di circa 1,4 QUADRILIONI di dollari.

Mi rendo conto che il numero suona come qualcosa di Looney Tunes, così cercherò di metterlo in prospettiva.

1,4 quadrilioni di dollari sono approssimativamente:

-40 VOLTE LA BORSA MONDIALE.

-10 VOLTE  il valore di OGNI OGNI AZIONE  e di ogni OBBLIGAZIONE SUL PIANETA.

-23 VOLTE IL PIL MONDIALE.

E' difficile capire quanti soldi siano un quadrilione.

Se iniziate a contare in questo momento, un dollaro al secondo, ci vorrebbero 32 milioni di anni per contare fino a un quadrilione di dollari.

Sì, i ragazzi e le ragazze di Wall Street sono andati completamente e totalmente fuori controllo.

In un eccellente articolo sui derivati, Webster Tarpley ha descritto il ruolo fondamentale che in questo momento i derivati ​​giocano nel sistema finanziario globale ...

Lungi dall'essere una qualche attività arcana o marginale, i derivati ​​finanziari sono giunti a rappresentare l'attività principale dell'oligarchia finanziaria a Wall Street, la City di Londra, Francoforte, e di altri centri finanziari. Uno sforzo concertato è stato fatto dai politici e dai media per nascondere e camuffare il ruolo centrale svolto dalla speculazione da derivati ​​nei disastri economici degli ultimi anni. I giornalisti e quelli delle relazioni pubbliche hanno fatto tutto il possibile per evitare anche solo di nominare i derivati, coniando frasi come "asset tossici", "strumenti esotici", e - soprattutto - "asset problematici", come nel Troubled Assets Relief Program o TARP, alias il mostruoso salvataggio degli speculatori di Wall Street da 800.000 milioni di dollari che è stato emesso nel mese di ottobre 2008 con l'appoggio di Bush, Henry Paulson, John McCain, Sarah Palin, e i democratici di Obama.

Molti non lo sanno, ma i derivati ​​sono stati al centro della crisi finanziaria del 2008.

Saranno quasi certamente al centro della prossima crisi finanziaria.

Per molti, i campanelli d'allarme hanno smesso di suonare l'altro giorno quando è stato rivelato che Bank of America ha spostato una grossa fetta di derivati ​​dalla sua unità bancaria di investmenti in fallimento, Merrill Lynch,  al suo ramo depositi.

Che cosa vuol dire?

Un articolo pubblicato sul The Daily Bail ha spiegato l'altro giorno che questo significa che i contribuenti degli Stati Uniti potrebbero finire nei guai ....

Ciò significa che l'esposizione della banca d'investimento ai derivati europei ​​è ormai passata ai contribuenti americani. Bank of America non ha ottenuto l'approvazione regolamentare per fare questo, l'ha fatto solo su richiesta delle controparti spaventate. Ora la Fed e la Fdic litigano sul fatto se questo sia un bene. La Fed vuole "dare sollievo" alla compagnia finanziaria, che è sotto pressione.

Si tratta di un trasferimento diretto di rischio per il contribuente, operato dalla banca senza l'approvazione da parte dei regolatori e senza contributo del pubblico.

Allora, avete sentito parlare di questo al telegiornale?

Probabilmente no.

Oggi, il valore nominale di tutti i derivati ​​detenuti da Bank of America arriva a circa 75 trilioni di dollari .

JPMorgan Chase è in possesso di strumenti derivati ​​per un valore nominale di circa 79 trilioni di dollari .

E' difficile anche solo immaginare questi numeri.

In questo momento, le banche con la massima esposizione ai derivati ​​sono JPMorgan Chase, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, Wells Fargo e HSBC Bank USA.

Anche Morgan Stanley ha  un'esposizione enorme ai derivati.

Avrete notato che queste sono alcune delle banche "troppo grandi per fallire" .

Le maggiori banche statunitensi continuano a crescere e continuano a conquistare un potere sempre più grande.

Nel 2002, le prime 10 banche Usa controllavano il 55 per cento degli attivi bancari di tutti gli Stati Uniti. Oggi, le prime 10 banche Usa hanno il controllo del 77 per cento degli attivi bancari di tutti gli Stati Uniti.

Queste banche sono diventate così grandi e così potenti che se crollassero il nostro intero sistema finanziario potrebbe implodere.

Si sarebbe potuto pensare che avremmo imparato la lezione nel 2008 e avremmo fatto qualcosa, ma invece abbiamo permesso alle banche "troppo grandi per essere salvate" di diventare più grandi che mai.

Ed esse fanno più o meno quello che vogliono.

Qualche tempo fa, il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato " Un'Elite Bancaria Segreta Regola il Mercato dei Derivati ". Tale articolo ha messo in luce il controllo ferreo che le banche "troppo grandi per fallire" esercitano sul commercio dei derivati. Basta considerare il seguente estratto da questo articolo ....

Nel terzo Mercoledì di ogni mese, i nove membri di un'élite di Wall Street si riuniscono a Midtown Manhattan.

Gli uomini condividono un obiettivo comune: tutelare gli interessi delle grandi banche nel vasto mercato dei derivati, uno dei più redditizi - e controversi - campi della finanza. Essi condividono anche un segreto comune: I dettagli dei loro incontri, anche la loro identità, sono strettamente confidenziali.

Quali istituzioni rappresentato in queste riunioni?

Ebbene, secondo il New York Times , le banche coinvolte sono: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup.

Perché quegli stessi cinque nomi sembrano continuare a spuntare fuori ogni volta?

Purtroppo, queste cinque banche continuano a versare denaro nelle campagne dei politici che hanno sostenuto i salvataggi nel 2008 e che loro sanno che li tireranno fuori dai guai di nuovo quando la prossima crisi finanziaria colpirà.

Quelli che difendono il commercio selvaggio dei derivati ​​che si svolge oggi affermano che Wall Street è responsabile di tutti i rischi e ritengono che le banche di emissione saranno sempre in grado di coprire tutti i contratti derivati ​​che sottoscrivono.

Ma questo è un presupposto errato. Basta guardare AIG nel 2008. Quando il mercato immobiliare è crollato AIG era dalla parte sbagliata di un enorme numero di contratti derivati ​​e sarebbe "fallita", senza i giganteschi salvataggi del governo federale. Se il salvataggio di AIG non fosse avvenuto, Goldman Sachs e un sacco di altra gente sarebbe rimasta lì con un sacco di carta senza valore.

E' inevitabile che la stessa cosa accadrà di nuovo. Tranne che la prossima volta potrebbe essere su scala molto più grande.

Quando "la casa" va in "rovina", tutti perdono. I governi del mondo potrebbero intervenire e cercare di salvare tutti, ma la realtà è che quando il mercato dei derivati ​​crollerà totalmente non ci sarà nessun governo al mondo con abbastanza soldi per ricostruirlo.

Una crisi terribile dei derivati ​​sta arrivando.

E' solo una questione di tempo.

State allerta per qualsiasi menzione della parola  "derivati" o del termine "crisi dei derivati" nelle notizie. Quando la crisi dei derivati ​​arriverà, le cose inizieranno ad andare in pezzi molto rapidamente.

Fonte: The Economic Collapse 19  Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

martedì 18 ottobre 2011

La decimazione delle banche occidentali

MegaChip

Gli analisti economici del Global Europe Anticipation Bulletin (GEAB) producono collegamenti originali che uniscono in modi inaspettati i puntini della Grande Crisi. Abbiamo tradotto per voi la presentazione redatta da GEAB del Bollettino n. 58, incentrato sul tema della"decimazione delle banche occidentali". Al di là dell'effettiva capacità di predizione, sono interessanti le fonti e i collegamenti utilizzati, specie nelle note in coda all'articolo. Il tema richiamato ci spinge a rilanciare anche un recente commento di Giulietto Chiesa: «Deve essere chiaro che non accetteremo che altri denari siano regalati alle banche che sono già fallite. Se il mercato vale, allora devono fallire. Se non le lasciate fallire è perché il mercato non vale. Se il mercato non vale, non potete chiederci di pagare il debito.»

Come anticipato da LEAP/E2020, la seconda metà del 2011 vede il mondo continuare la sua inarrestabile discesa verso lo smembramento geopolitico globale caratterizzato dalla convergenza di crisi monetarie, finanziarie, economiche, sociali, politiche e strategiche.

Dopo il 2010 e l'inizio del 2011, che ha visto i miti di una possibile ripresa e dell'uscita dalla crisi crollare miseramente, è ora l'incertezza a dominare i processi decisionali degli Stati, proprio come le aziende e gli individui, generando inevitabilmente crescente apprensione per il futuro.

Il contesto si presta di per sé in modo singolare: esplosioni sociali, paralisi politica e/o instabilità, ritorno alla recessione globale, la paura sulla sorte delle banche, la guerra delle valute, la scomparsa di oltre 10mila miliardi di dollari in asset fantasma nel giro di tre mesi, la diffusa e crescente disoccupazione di lungo termine...

Oltretutto, è proprio questo mondo finanziario malato che sarà la causa della «decimazione (1) delle banche occidentali» nella prima metà del 2012: con la loro redditività in caduta libera, i bilanci in disordine, con la scomparsa di asset per trilioni di dollari, con gli Stati che spingono sempre più in direzione di una rigorosa regolamentazione delle loro attività (2), fino ad assoggettarle al controllo pubblico, e scontrandosi con una opinione pubblica sempre più ostile: ora il patibolo è stato eretto e almeno il 10% delle banche occidentali (3) dovranno transitare per questo passaggio nei prossimi trimestri.

Tuttavia, in questo ambiente, in apparenza sempre più caotico, emergono delle tendenze, le prospettive a volte appaiono positive ... e, cosa più importante, l'incertezza sarebbe molto inferiore a quanto si possa pensare, se solo si analizzassero i cambiamenti nel mondo per come si è strutturato dopo la crisi, anziché con i criteri del mondo prima della crisi.

In questo bollettino del GEAB, il nostro team presenta anche le sue previsioni sul "Rischio Paese" 2012-2016 per oltre 40 Stati, dimostrando che si possono illustrare le situazioni e individuare forti tendenze perfino in mezzo all'odierna "nebbia di guerra" (4).

In un tale contesto, questo strumento decisionale si sta rivelando assai utile tanto per il singolo investitore quanto per coloro che prendono decisioni nell’ambito dell’economia e della politica. Il nostro team presenta anche i cambiamenti nell’indice GEAB $ e le sue raccomandazioni (oro-valute-immobiliare), inclusi naturalmente gli strumenti atti a proteggersi dalle conseguenze dell’arrivo della "decimazione delle banche occidentali".

Per questo numero del GEAB, il nostro team ha scelto di presentare un estratto dal capitolo sulla decimazione delle banche occidentali nella prima metà del 2012.

Prima metà del 2012: decimazione delle banche occidentali

In realtà, sarà una decimazione tripla (5) che si concluderà con la scomparsa di una percentuale tra il 10 e il 20 per cento delle banche occidentali nel prossimo anno:

    - una decimazione del loro personale;

    - una decimazione dei loro profitti

    - e infine, una decimazione del numero delle banche.

Sarà accompagnata, naturalmente, da una drastica riduzione del loro ruolo e importanza nell'economia globale e influirà direttamente sugli istituti bancari in altre regioni del mondo e su altri operatori finanziari (assicurazioni, fondi pensione ...).

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Un esempio di dati bancari al momento di una crisi sistemica globale:
i risultati dello stress test di Intesa San Paolo rispetto ai suoi concorrenti europei
(e rispetto al primo caduto: Dexia)
(6)

Il nostro team potrebbe impostare questo argomento esattamente come di recente hanno fatto i media anglosassoni, il presidente degli Stati Uniti e i suoi ministri (7), gli esperti di Washington e Wall Street e, in generale, tutti i media mainstream (8), su tutti gli aspetti della crisi sistemica globale, vale a dire dicendo: «È colpa della Grecia e dell'Euro!».

Sarebbe ovviamente bello ridurre questa parte del GEAB a poche righe e trattenersi dal fare alcun accenno alle analisi sulle possibili cause riconducibili agli Stati Uniti, al Regno Unito o al Giappone. Ma, non certo a sorpresa dei nostri lettori, non sarà questa la scelta di LEAP/E2020 (9).

In veste di unico think tank che ha anticipato la crisi e previsto abbastanza precisamente le sue varie fasi, non rinunceremo di certo ad un modello di previsione che funziona bene, immune dai pregiudizi sebbene privo della possibilità di indovinare gli eventi [Non dimentichiamo che l'euro è ancora vivo e vegeto (10) e che Eurolandia ha appena completato la piccola impresa, in sei settimane, di mettere insieme i 17 voti parlamentari necessari a rafforzare il proprio fondo di stabilizzazione finanziaria (11)].

Così, anziché fare l’eco alla propaganda o al "pensiero prefabbricato" restiamo fedeli al metodo di anticipazione e aderenti ad una realtà che dobbiamo dapprima scoprire per poterla comprendere (12).

In questo caso, per secoli, quando si è pensato alle "banche" si è sempre pensato prima di tutto alla City di Londra e a Wall Street (13).

Et pour cause: Londra per oltre due secoli e New York per quasi un secolo sono state entrambe i due cuori del sistema finanziario internazionale e il covo per eccellenza dei banchieri più importanti del mondo. Ogni crisi bancaria globale (così come qualsiasi grande evento bancario), quindi, inizia e finisce in queste due città fin dai tempi in cui il moderno sistema finanziario globale è diventato un vasto processo di incessante riciclaggio della ricchezza (virtuale o reale) sviluppato da e per queste due città (14).

La decimazione delle banche occidentali che inizia e continuerà nei prossimi trimestri, un evento di proporzioni storiche, non può quindi essere compresa senza prima di tutto misurare e analizzare il ruolo di Wall Street e Londra in questa débâcle finanziaria. La Grecia e l'euro qui avranno senza dubbio un ruolo come abbiamo discusso nei precedenti bollettini del GEAB, ma essi costituiscono la miccia: il debito greco è l’avidità delle banche di ieri che sta esplodendo nell’arena pubblica di oggi, l'euro è la freccia del futuro che sta bucando il palloncino finanziario attuale. Queste sono le due “dita” che indicano il problema, ma non sono il problema. Questo è ciò che l'uomo saggio sa mentre lo stolto non lo sa, parafrasando il proverbio cinese (15).

In realtà, bisogna solo guardare a Londra e Wall Street per prevedere il futuro delle banche occidentali, dal momento che è solamente lì che il gregge bancario si riunisce ogni sera per venire ad abbeverarsi alla sua dose di dollari.

E la condizione del sistema bancario occidentale può essere misurata attraverso la variazione del numero di dipendenti delle banche, la loro redditività e quella dei loro azionisti. Da questi tre fattori si può direttamente dedurre la loro capacità di sopravvivere o di scomparire.

La decimazione del numero degli occupati in banca

Cominciamo con i numeri, allora! Qui il quadro è desolante per i lavoratori dipendenti del settore bancario (e ora anche per le "star del sistema bancario"): a partire dalla metà del 2011 Wall Street e Londra hanno costantemente annunciato licenziamenti in massa, diffusi nei centri finanziari secondari come la Svizzera e Eurolandia e nelle banche giapponesi. Un totale di diverse centinaia di migliaia di posti di lavoro bancari sono scomparsi in due ondate: prima di tutto nel 2008-2009, poi fino alla tarda primavera di quest'anno. E questa seconda ondata sta gradualmente acquistando slancio con il passare dei mesi. Con la recessione globale in corso, il prosciugarsi dei flussi di capitale verso gli Stati Uniti e nel Regno Unito, a seguito dei cambiamenti geopolitici ed economici in corso (16), le enormi perdite finanziarie negli ultimi mesi e tutti i tipi di regolamenti che gradualmente "spezzano" il super-redditizio modello bancario e finanziario degli anni 2000, i capi delle grandi banche occidentali non hanno scelta: devono, a tutti i costi, tagliare i costi il più rapidamente e profondamente possibile.

Pertanto, la soluzione più semplice (dopo quella di sovraccaricare i clienti) è quella di licenziare decine di migliaia di dipendenti. Ed è quello che sta accadendo. Ma lungi dall'essere un processo controllato, vediamo che più o meno ogni sei mesi i dirigenti delle banche occidentali scoprono di aver sottovalutato la portata dei problemi e sono quindi obbligati ad annunciare ulteriori licenziamenti di massa.

Con la "tempesta perfetta" politica e finanziaria che si profila negli Stati Uniti per il prossimo novembre e dicembre (17), LEAP/E2020 anticipa una nuova serie di annunci di questo tipo ad iniziare dai primi mesi del 2012.

Gli “ammazza-costi” del settore bancario hanno alcuni buoni trimestri di fronte, quando vediamo la Goldman Sachs, anch’essa colpita direttamente da questa situazione, costretta a limitare il numero di piante verdi nei suoi uffici per risparmiare denaro (18). Anche se, dopo aver sradicato le piante verdi, sono di solito "gli scivoli rosa (pink slip)" (19) a fiorire.

La decimazione del numero di banche

In un certo senso, il sistema bancario occidentale sembra assomigliare sempre più all'industria siderurgica occidentale del 1970. Così i " padroni delle ferriere; pensando di essere i padroni del mondo (tra l'altro contribuendo attivamente allo scoppio delle guerre mondiali), proprio come i nostri "banchieri d'affari più importanti" pensavano di essere Dio (come l’amministratore delegato diGoldman Sachs), o come minimo i padroni dell'universo . E l'industria siderurgica è stata la "punta di diamante", l’«esempio economico assoluto» del potere per decenni. Il suo potere è stato misurato in decine di milioni di tonnellate di acciaio, proprio come il potere in miliardi di bonus per i dirigenti delle banche d'affari e dei commercianti negli ultimi decenni. E poi, in due decenni per l'industria dell'acciaio, in due/tre anni per le banche (20), l'aria è cambiata: l'aumento della concorrenza, il crollo dei profitti, i licenziamenti di massa, la perdita di influenza politica, la fine dei sussidi di massa e in ultima analisi, le nazionalizzazioni e/o ristrutturazioni che hanno dato vita ad un settore ridimensionato rispetto a quello che era al suo apogeo (21). In un certo senso, dunque, l'analogia si applica a ciò che si attende per il settore bancario occidentale per il 2012/2013.

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Variazioni di prezzo delle azioni (e, quindi, perdite) per i contribuenti britannici dopo l'acquisizione parziale di RBS e Lloyds da parte del Governo
Fonte: Guardian, 10/2011

Già a Wall Street nel 2008, Goldman Sachs, Morgan Stanley e JP Morgan hanno dovuto improvvisamente trasformarsi in "holding bancarie" per essere salvate. Nella City, il governo britannico ha dovuto nazionalizzare una grande fetta del sistema bancario del paese e in questi giorni il contribuente britannico continua a sostenerne i costi, perché i prezzi delle azioni delle banche sono di nuovo crollati nel corso del 2011 (22). Questa è anche una delle caratteristiche del sistema bancario occidentale nel suo complesso: questi operatori finanziari privati (o società quotate) non valgono praticamente nulla. La loro capitalizzazione in borsa è andata in fumo. Naturalmente questo crea un'opportunità per il contribuente per una nazionalizzazione a basso costo a partire dal 2012 perché è la scelta che sarà imposta agli Stati, negli Stati Uniti come in Europa o in Giappone.

Che si tratti, ad esempio, di Bank of America (23), Citigroup o Morgan Stanley (24) negli Stati Uniti, di RBS (25) o Lloyds nel Regno Unito (26), Société Générale in Francia, Deutsche Bank (27) in Germania, o UBS (28) in Svizzera (29), istituti fra i più importanti "too big to fail” (troppo grandi per fallire) falliranno. Saranno accompagnati da una fascia intera di banche medie o piccole come Max Bank che ha appena presentato istanza di fallimento in Danimarca (30).

Di fronte a questa "decimazione", le risorse degli Stati saranno presto insufficienti, soprattutto in questi tempi di austerità, di entrate fiscali basse e di impopolarità politica del salvataggio delle banche (31). I leader politici, quindi, devono concentrarsi sulla tutela degli interessi dei risparmiatori (32) e dei lavoratori (due settori che hanno ricevuto grandi promesse elettorali) invece di tutelare gli interessi dei dirigenti di banca e degli azionisti [due settori pieni di insidie elettorali, i cui precedenti nel 2008 ne dimostrano l’assoluta inutilità economica (33)]. Questo si tradurrà in un nuovo crollo dei prezzi delle azioni finanziarie (comprese le assicurazioni, considerate molto "vicine" alla situazione bancaria) e in un aumento delle turbolenze degli hedge fund, dei fondi pensione (34) e altri operatori tradizionalmente intrecciatissimi con il settore bancario occidentale. Non c'è dubbio che questo non farà che rafforzare la situazione recessiva generale, limitando il più possibile i prestiti all'economia (35).

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Il debito pubblico globale (1990-2010) (in% sul PIL, i tassi di cambio costanti 2010)
Fonti: BRI / McKinsey, 08/2011

Per semplificare la visualizzazione di questo grafico, si può dire che il mercato bancario occidentale, riducendo in modo significativo la portata e il numero di operatori in questo mercato, deve ridimensionarsi in modo proporzionale. In alcuni paesi, specialmente quelli in cui le grandi banche contano per il 70% o più del mercato bancario, ciò porterà inevitabilmente alla scomparsa di uno o l'altro di questi operatori molto grandi... checché ne possano dire i loro leader, gli stress test o le agenzie di rating (36). Se sei un azionista (37) o cliente di una banca che potrebbe crollare nella prima metà del 2012 ci sono, ovviamente, delle precauzioni da prendere. Offriamo una serie di raccomandazioni in questo bollettino. Se si è funzionari o dipendenti di un tale tipo di istituto, le cose sono più complicate perché ora pensiamo che sia troppo tardi per poter evitare i fallimenti in serie, e il mercato del lavoro bancario è saturo a causa dei licenziamenti di massa. Tuttavia, ecco un consiglio del nostro team se siete un dipendente in uno di questi istituti, se vi è stata fatta un'offerta interessante di dimissioni volontarie, fino ai prossimi pochi mesi accettatela, gli esuberi non saranno su base volontaria e saranno a condizioni molto meno favorevoli.

Note:

(1) La decimazione è stata una pena capitale militare romana che comportava la morte di un legionario su dieci quando l'esercito aveva mostrato codardia in battaglia, disobbedienza o comportamenti inappropriati. Il sistema romano di decimazione veniva effettuato tramite sorteggio.

(2) Regolamenti che tassano severamente le attività bancarie più redditizie. Fonte: The Independent , 2011/12/10

(3) Il nostro team crede che la percentuale si collocherà tra il 10% e il 20%.

(4) Nebbia di guerra a cui i media mainstream incidentalmente contribuiscono in larga misura invece di cercare di chiarire la situazione.

(5) Considerando la decimazione in senso lato, vale a dire un netto calo che può essere molto maggiore di quello dell’epoca romana del 10%.

(6) Per quanto riguarda LEAP/E2020, questo tipo di classificazione non prevede nulla giacché l’attuale shock ha intensità più alta e durevole delle ipotesi degli stress test. E questo vale anche per le banche degli Stati Uniti, naturalmente.

(7) Tutto considerato per quanto riguarda Barack Obama, in posizione difficile per le prossime elezioni presidenziali a causa dei suoi risultati economici disastrosi e la profonda delusione della maggior parte di coloro che hanno votato per lui nel 2007 a causa delle sue molte promesse non mantenute, deve a tutti i costi cercare di incolpare qualcuno o qualcosa per lo stato disastroso dell'economia e della società americana. Allora perché non la Grecia e l'euro? Quando questo non funziona più (in un paio di mesi), sarà necessario trovare qualcos'altro, ma la gestione miope è una specialità dell’amministrazione Obama; senza dubbio il suo segretario al Tesoro Timothy Geithner, fedelmente legato a Wall Street, troverà un'altra spiegazione. In ogni caso, non è colpa di Wall Street, possiamo almeno essere certi di questo. Altrimenti, l'amministrazione Obama tirerà sempre fuori il "fantasma dell'Iran" per cercare di distogliere l'attenzione dai problemi interni degli Stati Uniti. Per inciso, questa sembra essere la situazione attuale con la storia farlocca del tentato assassinio dell'ambasciatore saudita a Washington a opera di trafficanti di droga messicani pagati dai servizi segreti iraniani. Anche Hollywood si sarebbe fermata di fronte all'improbabilità di un tale scenario, tranne che per “salvare il soldato "Wall Street" e cercare di essere rieletto, non vale la pena di provare? Fonti: Huffington Post , 26/07/2011, NBC , 13/10/2011

(8) Questi “media mainstream” (finanziari o generalisti) hanno, infatti, una storia brillante nella previsione delle crisi. Vi ricordate li loro titoli nel 2006 che mettevano in guardia sulla crisi dei subprime nel 2007, annunciando l’”implosione” di Wall Street del 2008 e, ovviamente, all'inizio del 2011 parlando di un ritorno importante della crisi nell'estate 2011! Non vi ricordate? Non preoccupatevi, la vostra memoria è buona ... perché non hanno mai fatto dei titoloni nei giornali, non ci hanno mai avvertito di questi grandi eventi e delle loro cause. Quindi, se si continua a pensare che, come ripetono tutti i giorni, i problemi attuali sono causati “dalla Grecia e dall'euro", vuol dire che si pensa che siano improvvisamente diventati tutti onesti, intelligenti e perspicaci ... e che si deve quindi anche credere alla stessa maniera a Babbo Natale. È accattivante, ma non molto efficace per affrontare il mondo reale.

(9) Per lungo tempo, il nostro team ha continuato a sottolineare le difficoltà europee, anticipando piuttosto correttamente l'evoluzione della crisi nel «Vecchio Continente». Ma cerchiamo di non cadere vittima della sindrome dell’”albero europeo” che nasconde la foresta dei grandi problemi degli Stati Uniti e del Regno Unito.

(10) Un cenno di formazione: coloro che hanno scommesso sul collasso dell’euro un mese fa hanno di nuovo perso del denaro. Seguendo il ritornello della "fine della crisi dell'euro" che arriva circa ogni 4 mesi, non avranno più molto nelle loro tasche nel 2012. Mentre gli Stati Uniti per esempio non sono stati in grado di dimostrare la loro capacità di superare la contrapposizione tra repubblicani e democratici sul controllo del loro deficit.

(11) Mentre gli Stati Uniti, per esempio, non sono stati in grado di dimostrare la loro capacità di superare l'opposizione repubblicana e democratica sul controllo dei loro deficit.

(12) È spaventoso vedere la preoccupazione del G20 per l'euro, mentre la questione centrale del futuro è il dollaro. Ovviamente, l'enorme operazione di manipolazione dei media lanciata da Washington e Londra sarà riuscita ancora una volta a rinviare, per un certo tempo, la messa in discussione inevitabile dello stato centrale della valuta statunitense. Come anticipato dal nostro team, non ci si può aspettare nulla dal G20 fino alla fine del 2012. Si continuerà a parlare, far finta di agire e di ignorare di fatto le questioni chiave, quelle che sono le più difficili da mettere sul tavolo. I recenti annunci di un aumento delle risorse per il Fondo monetario internazionale sono parte di questo parlare a vuoto che non avrà un seguito perché i BRICS (gli unici in grado di aumentare i fondi del FMI) non finanzieranno un istituto in cui essi continuano ad avere solo un’influenza marginale. Nel frattempo, questi annunci fanno credere che c'è ancora un impegno comune per l'azione internazionale. L'allarme sarà tanto più doloroso nei mesi a venire.

(13) Se pensate alla Grecia è perché siete greci o siete un dirigente azionista di una banca che ha prestato troppo al paese negli ultimi dieci anni

(14) E in un certo senso anche per i due Stati interessati. Ma questo è già un punto controverso, e ampiamente discusso per quella materia, sapere se tali mercati finanziari sono una benedizione o una maledizione per gli Stati e le persone che li ospitano.

(15) "Quando un dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito"

(16) Tra la crescente integrazione di Eurolandia, che priva la città di mercati redditizi e più stretti legami economici, finanziari e monetari con il BRICS, bypassando Wall Street e la City, sono sempre più le quote di mercato finanziario globale in fuga da Londra e dalle banche di New York.

(17) Cfr. GEAB N ° 57

(18) Fonte: Telegraph , 19/08/2011

(19) Negli Stati Uniti lo «scivolo rosa» è un modo di dire che indica il licenziamento. Fonte: Wikipedia

(20) Ci vuole più tempo per riposizionare l'industria pesante che la scrivania di un venditore.

(21) Questa è, più o meno, la procedura seguita negli Stati Uniti e in Europa.

(22) Cfr. tabella qui sopra.

(23) Bank of America si trova sicuramente nel bel mezzo di una confluenza di grandi e crescenti problemi: ha subito una causa legale da 50 miliardi dollari per aver occultato le perdite per l'acquisizione di Merrill Lynch a fine 2008, una chiusura dei conti in massa da parte dei clienti a seguito della decisione unilaterale di imporre 5 dollari di costo aggiuntivo mensile per le carte bancomat, un guasto lungo e inspiegabile del suo sito web; una serie di processi che coinvolgono oltre ai subprime singoli proprietari ed enti locali, e la minaccia di mandare la Countrywide (che concede i mutui immobiliari ndr) in fallimento, un’altra delle sue acquisizioni nel 2008, per limitarne le perdite. Secondo LEAP/E2020, incarna la banca ideale degli Stati Uniti per uno scenario di crack tra novembre 2011 e giugno 2012. Fonti: New York Times, 27/09/2011; ABC, 30/09/2011; Figaro, 29/06/2011, CNBC, 30/09/2011, Bloomberg, 16/09/2011

(24) La banca statunitense che, nel 2008, ha ricevuto la più grande fetta di finanziamenti pubblici e che, ancora una volta, sta mettendo nel panico i mercati. Fonti: Bloomberg, 30/09/2011; Zerohedge, 2011/04/10

(25) Una delle banche più vulnerabili in Europa. Fonte: Telegraph, 14/10/2011

(26) che è essa stessa a non veder l'ora che le applichino un taglio nel suo rating. Fonte: Telegraph, 2011/12/10

(27) La banca tedesca leader, che è già esposta a un taglio del rating di credito. Fonte: Spiegel, 14/10/2011

(28) Anche UBS va verso un taglio del rating di credito. Fonte: Tribune de Genève, 15/10/2011

(29) Société Générale, Deutsche Bank e UBS hanno un punto in comune di particolare interesse: tutte e tre si precipitarono negli Stati Uniti "El Dorado" negli ultimi dieci anni, investendo come marinai ubriachi nella bolla finanziaria Usa (Deutsche Bank in subprime, mentre Société Générale in CDS e UBS in evasione fiscale). Oggi, non sanno come uscire da questo vortice che le spinge sempre più a fondo ogni giorno. En passant, ricordiamo che nel 2006, avevamo raccomandato che le istituzioni finanziarie europee si liberassero dai mercati statunitensi nel più breve tempo possibile, che ci apparivano alquanto pericolosi.

(30) Fonte: Copenhagen Post, 2011/10/10

(31) Anche la BBC, certamente segnata da tumulti nel Regno Unito nell'estate 2011, si pone una domanda, "impensabile" appena un anno fa, per il tipo di media che rappresenta: gli Stati Uniti si possono aspettare dei disordini sociali? Porre la domanda obbliga a una risposta. E in Europa, un paese come l'Ungheria, con un governo Social-nazionalista, ha accusato direttamente le banche, soprattutto quelle straniere, di essere responsabili della crisi di fronte al paese. Fonte: BBC , 20/09/2011; New York Times, 29/10/2011

(32) Di cui un numero sempre maggiore hanno cominciano a ribellarsi contro le pratiche del sistema bancario, soprattutto negli Stati Uniti dove le proteste contro Wall Street sono in crescita esponenziale, indebolendo le principali banche degli Stati Uniti giorno dopo giorno. Fonti: CNNMoney, 2011/11/10, MSNBC, 2011/10/11

(33) Ed è ancora peggio dell’inutilità economica dal momento che un recente studio ha dimostrato che le banche che hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici hanno successivamente dimostrato di essere più inclini a fare investimenti rischiosi. Fonte: Huffington Post, 16/09/2011

(34) I fondi pensione pubblici degli Stati Uniti sono ora di fronte ad una voragine finanziaria stimata tra uno e tre trilioni di dollari. Saranno le autorità pubbliche degli Stati Uniti a scegliere se salvare le banche o i loro pensionati? Perché si stanno apprestando a fare questa scelta. Fonte: MSNBC, 23/09/2011

(35) Fonte: Telegraph, 2011/02/10

(36) Nessuna di queste banche sono in grado di resistere alla recessione globale e l’implosiva fusione di asset finanziari che saranno prevalenti nei prossimi mesi.

(37) Avremmo potuto anche sviluppare il punto sulla situazione a cui stiamo assistendo cioè al processo di «decimazione degli azionisti della banca».

Domenica 16 Ottobre 2011

Fonte: http://www.leap2020.eu/GEAB-N-58-is-available-Global-systemic-crisis-First-half-of-2012-Decimation-of-the-Western-banks_a7904.html.

Traduzione per Megachip a cura di Tullio Cipriano e Denzel Moskva.

Fonte: MegaChip 18 Ottobre 2011