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mercoledì 24 aprile 2013

A proposito di libertà: La posta in gioco sul Muos di Niscemi

di  Sergio Cararo
Contropiano

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Il braccio di ferro tra interessi della popolazione e interessi strategici statunitensi sta entrando in una fase delicata e decisiva. Gli Usa pretendono di andare avanti comunque, la gente e gli attivisti chiedono il rispetto delle leggi, il nuovo governo voluto da Napolitano giocherà pesante.

Il Corriere della Sera di oggi la mette giù chiaramente: il nuovo governo dovrà dirimere subito la vicenda della base militare che ospita il sistema Muos di Niscemi. La domanda è retorica? Appoggerà le richieste delle popolazioni locali o delle forze armate e del governo degli Stati Uniti? La risposta, purtroppo, la conosciamo sin da ora. E' la stessa che abbiamo sulla vicenda della base militare del Dal Molin a Vicenza.

Dopo l'incursione di alcuni attivisti dentro la base militare del Muos a Niscemi, il governo Usa è andato giù pesante. "Gli Stati Uniti - afferma una nota diffusa dall'ambasciata americana in Italia - sostengono convintamente il diritto ad una protesta pacifica. Tuttavia, lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti stessi che i soccorritori. Condanniamo tali azioni. La sicurezza è sempre stata una preoccupazione prioritaria degli Stati Uniti nella realizzazione del sito terrestre per l'antenna Muos, nei pressi di Niscemi. Comprendiamo le preoccupazioni relative alla struttura Muos - prosegue la nota statunitense - sollevate da alcuni cittadini che abitano nella zona, ed è il motivo per cui stiamo cooperando a pieno con il governo italiano, che sta realizzando un nuovo studio sull'impatto per la salute e che sarà completato entro il 31 maggio 2013. Uno studio che siamo fiduciosi confermerà la sicurezza della struttura Muos. La costruzione delle torri Muos - conclude il documento dell'ambasciata Usa - è stata temporaneamente sospesa. Tuttavia, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi rimane operativa ed è vitale per le operazioni militari e umanitarie della Nato. Le azioni illegali e irresponsabili di oggi, condotte da un gruppo di manifestanti, mettono a repentaglio queste operazioni".

venerdì 12 aprile 2013

Nuova eugenetica: la troika sa bene quello che fa

L'austerità ci ammala e ci uccide
di  Sergio Cararo
Contropiano 

austerityDalle previsioni del Fmi alla prestigiosa rivista scientifica "The Lancet" giungono conferme inquietanti: vogliono che moriamo prima e adottano misure economiche per raggiungere tale obiettivo.

Qualcuno lo dice più brutalmente qualcuno meno, ma la sostanza coincide. L'Oulook pubblicato esattamente un anno fa dal Fondo Monetario Internazionale scriveva esplicitamente: "I rischi connessi a un aumento dell'aspettativa di vita sono molto alti: se entro il 2050 la vita media dovesse aumentare di tre anni più delle stime attuali, aumenterebbero del 50% i già elevati costi dei sistemi di welfare”. Gli anziani malati? “Se lo vogliono, dovremmo consentirgli di morire in fretta” ha dichiarato tre mesi fa Taro Aso, ministro delle Finanze del Giappone, costretto poi a scusarsi pubblicamente dopo la gaffe sui giapponesi che “peserebbero” in modo eccessivo sulle finanze del paese, a causa delle spese ingenti per le cure mediche.

Si tratta di due indicatori – inquietanti ma chiarissimi – sul come la ristrutturazione complessiva dell'economia capitalista preveda anche morti e feriti, tanti, come in una guerra.

Quando la crisi è determinata dalla sovrapproduzione – innanzitutto di capitali e poi di merci – la regola di monsieur le capital punta esplicitamente alla distruzione degli eccessi di capitale. Non si chiudono solo le fabbriche ma si elimina anche il “capitale umano” in eccesso. Si tengono e mantengono solo i settori di popolazione funzionali alla produzione. Sul resto gli Stati devono “de-responsabilizzarsi” per ridurre i costi. Il capitale umano in eccesso e non più produttivo o funzionale (anziani, poveri, esclusi strutturali dal mercato del lavoro , popolazioni marginali) possono e debbono essere abbandonati a se stessi. La morte perde così ogni fatalità per diventare un fattore di razionalizzazione dei costi e di “igiene sociale”.

In passato a fare il lavoro sporco ci avevano pensato le guerre. Distruzione di capitali in eccesso in quantità notevoli: città e fabbriche distrutte, ponti, strade, ferrovie da ricostruire, popolazione decimata dai bombardamenti e dagli stenti.

Nell'epoca delle armi nucleari praticare questo terreno appare un po' più difficile. I rischi e le incognite sono troppo elevati anche per le classi dominanti. Meglio procedere con una guerra di classe condotta dall'alto e perseguita attraverso misure economiche che, magari più lentamente, producano lo stesso effetto.

sabato 30 marzo 2013

Onu. Trattato sulle armi e uso politico dei “diritti umani”

armi
Iran, Siria e Corea del Nord hanno bloccato il nuovo documento, che consente ai Paesi esportatori eccessiva discrezionalità

di Ferdinando Calda
Rinascita

Finalmente sembra essere giunta in dirittura d’arrivo la travagliata approvazione all’Onu di un trattato internazionale per regolamentare il commercio delle armi. Tuttavia, dopo oltre sette anni di discussioni, il testo appare confezionato su misura per non intaccare gli interessi economici dei grandi esportatori (primi fra tutti gli Stati Uniti, ma anche Russia e Cina) e, soprattutto, per favorire alcune politiche internazionali di Washington. Anche per questo motivo giovedì sera – al termine di dieci giorni di negoziati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite – Iran, Siria e Nord Corea hanno espresso il loro parere contrario alla bozza del Trattato sul commercio delle armi, bloccando così il raggiungimento di un accordo unanime e l’approvazione “per consenso”. Una coalizione di Paesi ha già annunciato che la prossima settimana porterà il testo davanti all’Assemblea generale – nonostante la delegazione di Mosca abbia già detto di non voler sostenere un trattato che non tiene conto della voce della minoranza – dove dovrebbe ottenere la maggioranza dei due terzi dei 193 membri per la sua approvazione.

Il trattato definisce per la prima volta gli standard internazionali per la compravendita di armi, vincolandoli al rispetto dei diritti umani da parte degli Stati importatori. In particolare – oltre a vietare la vendita in caso di violazione di un embargo, atti di genocidio, crimini contro l’umanità – il testo prevede che, per approvare o meno l’esportazione, siano i Paesi esportatori a valutare di volta in volta se le armi vendute potrebbero essere usate per violare i diritti umani o utilizzate da terroristi o membri della criminalità organizzata.

Un’ampia discrezionalità che, insieme alle molte lacune sulla tipologia di armamenti compresi nel Trattato, è stata criticata sia dalle associazioni per il controllo delle armi sia dagli iraniani. Da Teheran, infatti, hanno più volte denunciato la strumentalizzazione per fini politici dei diritti umani da parte di Usa e alleati.

sabato 23 febbraio 2013

I crimini di Monsanto con i soldi di Bill Gates

Voci dalla Strada
monsasoft_billgates2Bill Gates, è fondamentalmente noto per essere il fondatore di Microsoft, l’azienda produttrice del notissimo sistema operativo Windows. Ricchissimo, si è ritirato dalla guida dell’azienda ed ora impiega tempo e denaro nel finanziare le tecnologie per la modificazione genetica, la geo-ingegneria, le vaccinazioni sperimentali e nel diffondere la buona novella della Monsanto salvatrice dalla fame nel mondo.
Effedieffe

Nessuna sorpresa quindi nel leggere che Gates possiede 500.000 azioni della Monsanto. Controvalore: 23 milioni di dollari.

Ma è sempre Monsanto quell’azienda che è stata beccata a gestire in Argentina gruppi di lavoratori in nero, schiavizzati e costretti a lavorare 14 ore al giorno – per giunta spesso senza stipendiarli. Azienda che ricorre ai propri colossali fondi per pagare organizzazioni che falsificano letteralmente le dichiarazioni della FDA al fine di diffondere gli organismi geneticamente modificati.

Non mettiamo nemmeno in conto i suicidi di agricoltori in India, dovuti all’incapacità dei prodotti Monsanto di garantire i raccolti, suicidi che si verificano al ritmo di 1 ogni 30 minuti in quella zona agricola che è tristemente nota come ‘fascia dei suicidi’.

Bill Gates finanzia anche aziende che riducono i minori in schiavitù

Come se non bastasse, la Bill and Melinda Gates Foundation collabora con la Cargill con l’obbiettivo di diffondere la soia OGM nel 3° mondo. La Cargill è una multinazionale da 133 miliardi di dollari beccata anch’essa a violare le leggi sul lavoro ed incriminata dall’International Labor Rights Fund per traffico di minori dal Mali e per riduzione in schiavitù di minori come lavoratori nelle piantagioni di cacao, dove sono costretti a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno, con paghe misere ed alimentazione insufficiente. L’azienda intanto continua ad acquistare cotone dall’Uzbekistan, dove è ben noto che sia il frutto di lavoro nero minorile.

venerdì 8 febbraio 2013

Il costo umano dell'austerità in Italia

di Paul Bond
World Socialist Web Site
Tradotto da Tlaxcala

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La corsa alle elezioni politiche italiane del prossimo mese è dominata dalla discussione sulla messa in opera di ulteriori misure di austerità. Il non eletto governo di Mario Monti, sorto dalla pressione dei mercati finanziari nel novembre 2011, ha lavorato sistematicamente al fine di smantellare tutte le conquiste raggiunte dalla classe lavoratrice nel dopoguerra e rendere certo che questa stessa classe paghi il conto della crisi bancaria.

Già dopo poche settimane dalla sua nomina, il governo Monti ha presentato un pacchetto di tagli del valore di € 30.000.000.000: decurtamenti delle indennità sociali, aumento dell'età pensionabile da 58 a 66 anni entro il 2018, innalzamento del numero di anni che un lavoratore deve pagare al sistema pensionistico per ricevere la pensione da 35 a 42 anni . L'indennizzo per l'inflazione è stato rimosso dalla maggior parte delle pensioni. L'IVA è stata aumentata del 2 per cento, colpendo duramente le fasce di retribuzione più bassa, e vari aumenti di tasse hanno causato un marcato aumento del costo del carburante.

Nel corso dell'anno successivo è stata reintrodotta la tassa sulla prima proprietà, questo ha spinto i costi di proprietà per le famiglie a più del 30 per cento della loro spesa totale. L'articolo 18 della legge del lavoro del 1970, una conquista delle lotte militanti degli anni '60, è stato modificato per consentire alle imprese di licenziare senza giusta causa.

Poi, durante l'estate, Monti ha introdotto un ulteriore pacchetto di austerità, i tagli al bilancio dello Stato ammontano a € 4.500.000.000 per entro la fine dell'anno e ulteriori tagli di € 21.500.000.000 sono programmati per i prossimi due anni. Il piano finanziario di Monti del mese di dicembre riduce le tasse sui salari, versati dai datori di lavoro, e comporta tagli al finanziamento dell'assistenza sanitaria.

Tutti i partiti concorrenti alle elezioni sono d'accordo con l'imporre ulteriori misure di austerità.

Il costo della vita della famiglia media è già cresciuto di quasi € 2.500 l'anno. La catastrofe sociale si presenta a milioni di persone, in un periodo di continua contrazione economica, con una produzione industriale ridotta di circa il 25 per cento rispetto a cinque anni fa.

Il tasso ufficiale di disoccupazione del mese di novembre dichiarava un 11,1 per cento della popolazione senza lavoro. Tuttavia, secondo queste stime, solamente il 57 per cento della popolazione ha un'occupazione. Se contiamo le persone che hanno lasciato la forza lavoro, il numero dei disoccupati si situa fra 3 e 5 milioni di individui . Dei giovani fra i 15 e i 24 anni, circa il 37,1 per cento non ha lavoro. Di questi, solo il 10,6 per cento è in cerca di lavoro, il che indica una crisi ancora più profonda. Nello scorso febbraio Monti ha detto che i giovani lavoratori "si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E' bello cambiare e affrontare le sfide " ha aggiunto sprezzante.

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sabato 12 gennaio 2013

“Dovete morire”. Spagna: sanità privata e bambini denutriti

di  Marco Santopadre
Contropiano

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Che lo slogan dell’Unione Europea e dei governi subalterni alla troika sia “dovete morire” appare sempre più evidente. Madrid privatizza la sanità e curarsi diventerà più difficile e più costoso. Secondo uno studio un bambino spagnolo su quattro è denutrito.

Continua imperterrita la mobilitazione in tutta la Spagna, e particolarmente nella capitale Madrid, di lavoratori e pazienti del sistema sanitario contro le privatizzazioni degli ospedali e dei poliambulatori. Contro la decisione di regalare ai privati sei ospedali e 27 centri sanitari nella solo provincia di Madrid, nei mesi scorsi decine di migliaia di persone si erano già mobilitate: occupando i nosocomi e invadendo la capitale per ben quattro volte – dal primo novembre - con le cosiddette “maree bianche”, in riferimento al colore dei camici indossati dai manifestanti mobilitati in difesa della sanità pubblica.

L’anno nuovo è appena iniziato ma domenica 6 gennaio, nonostante la festa dei ‘Re Magi’ e il freddo pungente, una nuova ‘marea blanca’ è scesa in strada contro le politiche omicide dei governi di destra statale e locale. Di nuovo, a migliaia, hanno raccolto l’appello delle associazioni mediche di categoria e dei coordinamenti a difesa del diritto alla salute sotto lo slogan “La sanità non si vende, si difende”. Al grido di “ci privatizzano” e “ai privati? Niente” lavoratori e pazienti hanno inondato il centro della città, sfilando da Plaza de Neptuno fino a Puerta del Sol, contro la legge che privatizza la sanità madrilena approvata nei giorni scorsi dal consiglio regionale della capitale. Incredibilmente, a metà percorso, tre agenti di polizia hanno fermato e identificato tre anziani manifestanti, scatenando la rabbia degli altri che hanno iniziato a gridare slogan come ‘i figli dei poliziotti, all’università perché non diventino come i loro papà’ oppure “vergogna vergogna”.

Iperliberismo, vera causa del declino economico dell’Unione europea

Uno studio realizzato per conto della Commissione Ue rivela il divario economico crescente tra gli Stati membri, provocato dalle misure di vera e propria macelleria sociale richieste dalla troika

di Andrea Perrone
Rinascita

homeless

La Commissione europea lancia l’allarme: I popoli europei sono sempre più poveri e cresce il divario economico tra gli Stati membri dell’Ue. La crisi economica, che ha evidenziato come la distruzione dei diritti sociali di milioni di persone, sta contribuendo ad una povertà crescente e ad un divario tra gli Stati membri, come hanno confermato i Soloni europei.

I più colpiti sono i giovani, le donne e le madri disoccupate dei singoli Stati membri prevalentemente situati a est e a sud dell’Unione. “La maggior parte dei sistemi assistenziali ha perso la capacità di proteggere i redditi delle famiglie dagli effetti della crisi”, ha commentato il commissario Ue all’Occupazione Laszlo Andor ai giornalisti presenti a Bruxelles. Una verità inoppugnabile provocata dalle scelte della stessa Commissione Ue e dai diktat della Bce, che insieme al Fondo monetario internazionale hanno imposto misure da vera e propria macelleria sociale ai Paesi in crisi in cambio di prestiti a tassi d’usura. Ma questo il commissario europeo non ha avuto il coraggio di denunciare, preferendo rimanere nel vago, piuttosto ha chiesto l’adozione di misure contro la disoccupazione e a favore dei non abbienti, il cui numero è ormai in crescita esponenziale.

venerdì 28 dicembre 2012

La Germania ‘esporta’ i suoi vecchi malati nelle case di cura dei paesi a basso costo

Investire Oggi

Il modello dello stato sociale europeo a pezzi: da giovani si sfruttano e da vecchi si delocalizzano

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Pensionati tedeschi a Berlino. accade Sempre di più che i tedeschi anziani siano “dislocati” in sistemazioni di lunga durata presso case di cura in Europa orientale e in Asia. Foto: Sean Gallup / Getty Images

The Guardian – I pensionati sono mandati nelle case di cura dell’Europa orientale e dell’Asia, respinti dall’austerità verso una ‘deportazione disumana’.

Un numero crescente di tedeschi anziani e malati sono mandati all’estero in centri di riabilitazione per cure a lungo termine a causa dell’aumento dei costi e del calo degli standard in Germania .

Questo movimento, che ha visto migliaia di tedeschi in pensione sistemati nelle strutture dell’est Europa e in Asia, è stata aspramente criticata dalle organizzazioni del welfare, che l’hanno definita una “deportazione disumana”.

Ma con un numero sempre maggiore di tedeschi che non possono permettersi i costi crescenti delle case di riposo, e una popolazione che invecchia, il numero di persone che ci si attende sarà inviato all’estero nei prossimi anni è solo destinato ad aumentare. Gli esperti la descrivono come una “bomba ad orologeria”. La crisi delle cure per i malati cronici in Germania – il settore della sanità soffre di mancanza di lavoratori e costi crescenti – per anni è stata mitigata dalla migrazione crescente degli europei dell’est in Germania per la cura degli anziani del paese.

giovedì 15 novembre 2012

La doppia morale dei “diritti umani”

Stato & Potenza

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In molti, nelle ultime ore, si stanno domandando provocatoriamente se siano più democratici i governi dei Paesi che si dicono democratici per principio, oppure i governi dei Paesi oggi ritenuti parzialmente o totalmente al di fuori della democrazia.

Le manifestazioni di piazza che stanno andando in scena in moltissime città del continente europeo, mostrano per l’ennesima volta che la violenza dello Stato in Occidente esiste ancora. Quanto giunge direttamente dalle piazze di Torino, Roma, Madrid, Lisbona e Atene è non solo l’evidente indice che le classi subalterne dei cosiddetti PIGS non accettano le politiche antipopolari di austerità e di predazione della ricchezza nazionale nel nome della stabilizzazione finanziaria e della rassicurazione dei cosiddetti “mercati”, ma anche la dimostrazione dell’inconsistenza sostanziale della retorica utilizzata da quasi tutte le classi dirigenti di quei Paesi che da sessant’anni cercano di distinguersi nello scenario internazionale in funzione del principio della presunta superiorità occidentale, per quanto concerne la democrazia e i diritti della persona.

Ma la democrazia, in realtà, non esiste e non è mai esistita, per lo meno nei termini in cui questa viene posta all’interno della società occidentale dai politici e dagli intellettuali di punta. Ogni potere costituito nasce su basi di violenza (guerre civili) e si impone attraverso una progressiva costruzione normativa che regolarizzi il proprio impianto istituzionale, abituando la popolazione a considerarne inviolabili i principi secondo parametri più o meno corrispondenti alle necessità sociali. Questo non significa che i “diritti” siano una semplice invenzione giuridica ma che la loro espressione politica sia, di volta in volta, la risultante di precisi rapporti di forza e dell’evoluzione sociale ed economica del pianeta.

mercoledì 31 ottobre 2012

Perché l’America possa vivere, l’Europa deve morire

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Russell Means, di nome Oyate Wacinyapin (Colui che Lavora per il Popolo) in lingua  lakȟótiyapi (idioma Lakota), “l’Indiano d’America più famoso dai tempi di Toro Seduto e Cavallo Pazzo” secondo il L.A. Times, è morto lunedì 22 ottobre, all’età di 72 anni.

Si è battuto a lungo per rivendicare i diritti naturali degli Indiani USamericani, da Alcatraz (1969) a Wounded Knee (1973), a The Longest Walk (1978) fino alla Repubblica di Lakotah, che ha proclamato nel 2007.

Questo è il suo più famoso discorso, pronunciato nel luglio 1980, davanti a migliaia di persone da ogni parte del mondo radunate in occasione del “Black Hills International Survival Gathering”, il Raduno internazionale per la salvaguardia delle Colline nere (Black Hills) nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota.

L’unica possibile apertura di una dichiarazione come questa è che detesto la scrittura. Il processo in sé incarna il concetto europeo di “pensiero legittimo”: ciò che è scritto ha un’importanza che è negata al parlato. La mia cultura, la cultura Lakota, ha una tradizione orale, quindi di solito mi rifiuto di scrivere. Questo è uno dei modi in cui il mondo bianco distrugge le culture dei popoli non europei, attraverso l’imposizione di un’astrazione sul rapporto parlato di un popolo.

Quindi, quello che leggerete qui non è quello che ho scritto. È quello che ho detto e che qualcun altro ha scritto. Ho permesso questo perché sembra che l’unico modo per comunicare con il mondo bianco sia attraverso le foglie secche, morte, di un libro.

Non mi importa se le mie parole arrivano ai bianchi o meno. Loro hanno già dimostrato con la loro storia che non sono in grado di sentire, non possono vedere, ma possono solo leggere (ovviamente, ci sono delle eccezioni, ma le eccezioni confermano solo la regola).

Sono più preoccupato di farmi sentire dalla gente indiana americana, studenti e altri, che hanno cominciato a farsi assorbire dal mondo bianco attraverso le università e altre istituzioni. Ma anche in questo caso si tratta di una sorta di preoccupazione solo marginale.

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martedì 23 ottobre 2012

L’Unione Europea e i “diritti umani”: la farsa continua

di Enrico Galoppini
European Phoenix

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L’Unione Europea comincia a fare sul serio. In ossequio alla nuova pseudo-religione dei “diritti umani”, della cui “violazione” accusa chi, a turno, finisce nel mirino della Nato[1], a Bruxelles hanno nominato un “rappresentante speciale” per i diritti umani, il greco Lambrinidis, nominato dall’inglese Lady Ashton, “Alto Rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’UE”[2].

Si parte con un “piatto forte”, la Siria, sulla quale egli dovrà lavorare a braccetto con Human Rights Watch per convincere i recalcitranti in sede Onu (quelli contro cui certi “sceicchi” lanciano anatemi) a deferire presso la Corte Penale Internazionale gli autori di “crimini” nel paese vicino-orientale. Ovviamente è già stabilito in anticipo chi sono i “criminali”. Le vicende dell’ex Jugoslavia stanno a dimostrarlo ampiamente.

Ad esempio ieri è esplosa una bomba in pieno centro a Damasco, nel quartiere di Bab Touma (“La porta di Tommaso”, a maggioranza cristiana), facendo una strage, la solita carneficina per la quale nessun “tribunale internazionale” incriminerà mai nessuno.

Ammesso che a questi “diritti umani” corrisponda qualcosa di concreto e di veramente universale, hanno poco da insegnare gli inglesi in materia di “diritti umani”.

Vogliamo parlare dell’Irlanda del Nord? Cito volutamente questo caso, perché sarebbe troppo facile tirare in ballo l’Iraq (che gli inglesi hanno invaso dal sud), o altri tristi precedenti, quali la totale rovina dell’India operata due secoli or sono o le “Guerre dell’oppio”, autentico caso da manuale di devastazione di una nazione con la scusa di “diritti umani” ante litteram[3] e del “libero mercato”.

sabato 14 aprile 2012

La Corte degli Usa

Informare per Resistere
di Michele Paris

masriQualche giorno fa, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha stabilito la legalità dell’estradizione verso gli Stati Uniti di cinque accusati di terrorismo da tempo detenuti in Gran Bretagna. L’importante sentenza, oltre a segnare un precedente nefasto e ad assestare un colpo gravissimo ai diritti democratici dei cittadini, per i sospettati in questione apre la strada alla detenzione a vita in un carcere di massima sicurezza in territorio americano.

Tra i cinque accusati, il più famoso è Abu Hamza al-Masri, egiziano di nascita e già predicatore radicale a capo della famigerata moschea di Finsbury Park, a Londra, da dove prima dell’11 settembre sono passati numerosi estremisti islamici coinvolti in svariati attentati portati a termine o falliti.

Nel 2006, Masri fu processato e condannato a sette anni di carcere in Gran Bretagna per aver incitato alla jihad nei suoi discorsi. Masri, il quale ha perso un occhio e l’avambraccio destro in un’esplosione in Afghanistan nel 1989, deve fronteggiare negli USA undici capi d’imputazione in relazione a rapimenti di turisti in Yemen nel 1998, incitamento alla guerra santa in Afghanistan nel 2001 e per il tentativo di istituire un campo di addestramento per militanti a Bly, in Oregon, tra il 2000 e il 2001.

martedì 3 aprile 2012

Noi, “plebaglia europea” ingannata dai trattati-capestro

Libre

Jacques-Attali«Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?». Parole, testuali, dell’economista francese Jacques Attali, gran maestro – insieme a Jacques Délors – di leader storici del centrosinistra italiano, come Massimo D’Alema. A raccontare lo sconcertante aneddoto è Alain Parguez, già consigliere di François Mitterrand. Il professor Parguez era presente al summit organizzato lo scorso febbraio a Rimini da Paolo Barnard con gli economisti neo-keynesiani della Modern Money Theory, gli uomini che hanno “resuscitato” l’Argentina. Tesi: chi è dotato di moneta sovrana non può temere il debito pubblico, che invece diventa un’autentica tragedia se gli Stati non possono più stampare moneta, ma sono costretti a prenderla in prestito, a caro prezzo. L’Europa? Praticamente, un caso unico al mondo di suicidio finanziario organizzato, pianificato all’insaputa di mezzo miliardo di persone, cioè noi.

giovedì 22 marzo 2012

“Diritti umani”: cade anche l’ultima maschera

di Enrico Galoppini
European Phoenix

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Una cosa che non s’era ancora mai vista, ma che prima o poi doveva accadere.

La più celebre ed “autorevole” organizzazione occidentale per la “difesa dei diritti umani nel mondo”, Amnesty International, sul suo sito internet ha pubblicato un appello a scrivere direttamente al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov: “La Russia deve collaborare nel fermare lo spargimento di sangue in Siria”.

I sottoscrittori dell’appello vengono sollecitati a richiedere (ordinare? si noti il “deve collaborare”) principalmente due cose alla Russia: 1) “la sospensione dei trasferimenti di armi” al governo siriano; 2) l’esercizio di pressioni sul medesimo governo affinché cessi “l’uso eccessivo della forza”, consenta le “proteste pacifiche” e permetta “immediatamente” (!) ad “osservatori internazionali sui diritti umani” e ad “agenzie umanitarie” di poter circolare in tutte (!) le parti del Paese.

Nel preambolo al testo che Amnesty International esorta a spedire al ministro degli Esteri russo si esprime l’idea che “la comunità internazionale” non s’è finora impegnata molto: il che non è vero, perché la comunità internazionale”, che corrisponde al solo Occidente, s’è adoperata non poco per… far salire la tensione in Siria e, ad un certo punto, ha tentato di forzare la mano in sede Onu per produrre una “risoluzione”, purché fosse una, in modo da strumentalizzarla in maniera da giustificare un intervento militare nel Paese arabo del Levante mediterraneo. Ma la Russia e la Cina questa volta non si sono astenute come occorso in occasione del voto sulla Libia, quindi l’operazione “copertura dell’Onu” non è andata in porto. Così come non era andata “a buon fine” la missione di “osservatori della Lega Araba”, la cui Relazione, evidentemente non in linea coi desiderata di chi aveva giocato quella carta, è stata debitamente ‘occultata[1].

domenica 5 febbraio 2012

L'ATTACCO AL 18 - GIU' LE MANI DAL LAVORO!

di Ferdinando Imposimato
La Voce delle Voci

lavoroI lavoratori sono vittime, e non causa, della crisi del capitalismo e del liberismo selvaggio. I loro salari sono al di sotto del limite invalicabile della dignita' e del rispetto della persona umana. L'idea del Governo Monti, che recepisce le proposte della Confindustria, di ridurre ulteriormente questo diritto, e' pura follia e deve offendere tutti gli uomini e le donne del nostro Paese. Questa idea, oltre che immorale, e' economicamente non conveniente. Perche' incide negativamente sui consumi e sulla crescita.

I diritti inviolabili dell'uomo (articolo 2 della Costituzione), tra cui quello al lavoro dignitoso, non sono disponibili, neanche con il consenso dei lavoratori e dei sindacati. L'accordo che limita il diritto al lavoro con la possibilita' di licenziamento senza giusta causa sarebbe illegittimo per contrasto con la Costituzione. La Carta pone al primo posto, nella gerarchia dei valori, non lo Stato o l'impresa privata, ma la persona umana e il lavoro, di cui rifiuta qualsiasi concezione utilitaristica. Secondo l'articolo 41 della Costituzione, che qualcuno voleva cambiare, «l'iniziativa economica privata e' libera ma non puo' svolgersi in contrasto con l'utilita' sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla liberta' e alla dignita' umana del lavoratore».

martedì 3 gennaio 2012

Il premio di Amnesty International al più votato "Eroe per i diritti umani" va a Muammar Gheddafi

LybianFreePress

muammar-gaddafi-human-rights-hero20120102

The Most Voted “Human Rights Hero”, by Amnesty Int., is Muammar Gaddafi

Video originale di Lelloscanner2 – 2/1/2012 – Testo/traduzione LibyanFreePress & Ryuzakero

Gheddafi è stato il concorrente più votato con oltre 1000 punti di vantaggio sul secondo. Amnesty ha ora chiuso le votazioni e cancellato la classifica.

La domanda è: “Amnesty ammetterà la vittoria di Gheddafi o cercherà di truccare i dati?”

Qua sopra trovate il video che documenta in maniera inequivocabile la classifica aggiornata, a circa 1 ora dalla fine delle votazioni.

Questo è il link per accedere alla pagine delle votazioni (ora chiuse) di Amnesty
http://takeaction.amnestyusa.org/site/c.6oJCLQPAJiJUG/b.7854459/k.DD3/Human_Rights_Heroes.htm

venerdì 9 dicembre 2011

La vera ragione per la quale Obama minaccia di porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato

(Suggerimento: non è per proteggere la libertà)

WashingtonsBlog

indefinite detention

Obama vuole porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato per mantenere gli Stati Uniti fedeli alla Convenzione di Ginevra

Io - come tutti gli altri - sono inorridito dall'approvazione al Senato della legge che consentirebbe la detenzione a tempo indeterminato degli americani.

E in un primo momento, io - come molti altri - ho dato per scontato che la minaccia di Obama di porre il veto alla proposta di legge potesse essere una buona cosa. Ma la verità è molto più inquietante.

Come osserva giustamente l'ex redattore del Wall Street Journal ed editorialista Paul Craig Roberts:

La contestazione del regime di Obama alla detenzione militare non è radicata nella preoccupazione per i diritti costituzionali dei cittadini americani. Il regime si oppone alla detenzione militare, perché la detenzione militare implica che i detenuti sono prigionieri di guerra. Come ha detto il Presidente della Commissione del Senato per i Servizi Armati, Carl Levin: Se si stabilisce che qualcuno "è un membro di una forza nemica  che è venuto in questa nazione o si trova in questa nazione per attaccarci come membro di una forza nemica straniera, questa persona deve essere trattata secondo le leggi di guerra? La risposta è sì."

I detenuti trattati secondo le leggi di guerra hanno la protezione della Convenzione di Ginevra. Non possono essere torturati. Il regime di Obama si oppone alla detenzione militare, perché i detenuti avrebbero qualche diritto. Questi diritti potrebbero interferire con la capacità del regime di inviare i detenuti nelle prigioni della tortura della CIA all'estero.
[Sì,
A quanto pare, Obama sta ancora permettendo "consegne straordinarie" per torturare le persone all'estero.] Questo è ciò che il regime di Obama vuole dire quando dice che il requisito della detenzione militare nega il regime di "flessibilità".

I regimi di Bush/Obama hanno eluso le Convenzioni di Ginevra, dichiarando che i detenuti non sono prigionieri di guerra, ma "nemici combattenti ", "terroristi", o qualche altra designazione che rimuove tutte le responsabilità del governo degli Stati Uniti per il loro trattamento.

Richiedendo la detenzione militare del catturato, il Congresso annulla tutte le manovre che i due regimi hanno compiuto per rimuovere lo status di Prigionieri di Guerra dei detenuti.

Una lettura attenta delle obiezioni del regime di Obama sulla detenzione militare supporta questa conclusione. (Vedi http://www.whitehouse.gov/.../saps1867s_20111117.pdf)

La lettera al Senato dell'Ufficio Esecutivo del Presidente del 17 novembre dice che il regime di Obama non vuole che l'autorità che ha, in virtù della Legge Pubblica 107-40 sull'Autorizzazione all'uso della forza militare (AUMF), sia codificata. La codificazione è rischiosa, dice il regime. "Dopo un decennio di giurisprudenza stabilita sul diritto di detenzione, il Congresso deve fare attenzione a non aprire una nuova serie di questioni giuridiche che creeranno confusione sui nostri sforzi per proteggere il paese".

In altre parole, il regime sta dicendo che in conformità all'AUMF, il ramo esecutivo mantiene la totale riservatezza riguardo a chi detiene e a come tratta i detenuti. Inoltre, poichè l'esecutivo mantiene la massima riservatezza, nessuno può scoprire che cosa sta facendo l'esecutivo, chi sono i detenuti, o che cosa  sta facendo per loro. La Codificazione comporta la responsabilità, e l'esecutivo non vuole responsabilità.

Coloro che vedono la speranza nel veto minacciato da Obama sono saltati alle conclusioni se pensano che il veto è basato su scrupoli costituzionali.


Lo Stato di Polizia è iniziato anni fa

Anche se Obama minacciasse il veto per più nobili scopi, non cambierebbe nulla, perché il governo degli Stati Uniti ha affermato il suo potere di detenere a tempo indeterminato e di assassinare cittadini americani anni fa.

Ho osservato nel 2008:

Secondo il New York Times :

"Una definizione pericolosamente ampia di "nemico combattente fuorilegge", nel disegno di legge, potrebbe esporre i residenti legittimi degli Stati Uniti, così come i cittadini stranieri che vivono nei loro paesi, ad un arresto sommario e alla detenzione a tempo indeterminato senza speranza di appello. Il presidente potrebbe dare il potere di applicare questa etichetta a chiunque egli voglia".

E secondo un professore di legge di Yale , "La legge [sulla tortura] .... autorizza il presidente a considerare i cittadini americani come nemici combattenti, anche se non hanno mai lasciato gli Stati Uniti. E una volta scaraventati in una prigione militare, non possono aspettarsi un processo dai loro pari o una qualsiasi delle altre normali protezioni del Bill of Rights."

Il professore della scuola di legge e presidente della National Lawyers Guild, Marjorie Cohn ha  sottolineato nel 2006:

Il Military Commissions Act del 2006 che disciplina il trattamento dei detenuti, è il culmine dell'incessante allarmismo da parte dell'amministrazione Bush dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre.

Poiché il disegno di legge è stato adottato alla velocità della luce, quasi nessuno ha notato che esso consente a Bush di dichiarare non solo gli stranieri, ma anche cittadini americani, "nemici combattenti fuorilegge".

***

Chiunque dona soldi a un ente di beneficenza che è presente nella lista delle organizzazioni "terroristiche" di Bush, o che parla contro le politiche del governo, potrebbe essere dichiarato un "nemico combattente fuorilegge" e imprigionato a tempo indeterminato. Ciò include i cittadini americani.

Glenn Greenwald e Emptywheel di Fire Dog Lake hanno anche documentato che la Casa Bianca crede da molti anni, di avere il potere di detenere a tempo indeterminato cittadini americani. Vedi questo, questo, questo e questo .

Ho osservato Venerdì:

Lo stato di polizia è iniziato nel 2001.

In particolare, l'11/9, il vice presidente Dick Cheney ha avviato i Piani per la Continuità del Governo che hanno messo fine alla forma di governo costituzionale dell'America (almeno per un certo periodo di tempo indeterminato).

Lo stesso giorno, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale ... e quello stato di emergenza è sempre stato in vigore fino ad oggi .

L'amministrazione Obama ha anche detto, per più di un anno e mezzo che potrebbe colpire cittadini americani e assassinarli senza alcun processo, né condanna.

Nel 2005, Chris Floyd ha sottolineato che la capacità del governo di assassinare cittadini americani è iniziata la settimana stessa dell'11/9:

Il 17 settembre 2001, George W. Bush ha firmato un ordine esecutivo che autorizza l'uso di "misure letali" contro chiunque al mondo lui o i suoi tirapiedi ritengano un "nemico combattente". Questo ordine entra in vigore oggi. Nessuna prova giudiziaria, nessuna udienza, nessun onere necessario per eseguire le uccisioni; nessuna legge, nessuna frontiera, nessuna svista li trattiene. Bush ha dato agli agenti del settore carta bianca, anche per indicare i "nemici" di propria iniziativa e ucciderli come meglio credono.

L'esistenza di questo squadrone della morte universale - e la totale cancellazione della libertà umana che esso rappresenta - non ha provocato neanche una briciola, un atomo, una particella quantistica di polemiche nelle Istituzioni americane, anche se non è un segreto. L'ordine esecutivo è stato diffuso per la prima volta dal Washington Post a ottobre 2001 .... Il New York Times ha aggiunto ulteriori dettagli nel dicembre 2002 . Nello stesso mese, i funzionari di Bush hanno chiarito che l'editto del terrore si applica anche ai cittadini americani, come ha riferito l'Associated Press.

La prima applicazione di questo potere, confermata ufficialmente, è stata l'uccisione di un cittadino americano nello Yemen, tramite un missile drone della Cia, il 3 novembre 2002. Un attacco simile si è verificato questo mese in Pakistan, quando un missile della Cia ha distrutto una casa e presumibilmente ha ucciso Abu Hamza Rabia, un sospetto personaggio di al Qaeda. Ma gli unici corpi trovati sul posto sono quelli di due bambini, il figlio del padrone di casa e il nipote, riferisce Reuters. Il padre in lutto ha negato qualsiasi collegamento con il terrorismo. Un precedente attacco della CIA su un'altra casa ha mancato Rabia, ma ha ucciso la moglie e i figli, hanno riferito i funzionari pakistani.

Ma la maggior parte degli omicidi si svolgono in segreto, in silenzio, professionalmente, come un omicidio su commissione per la mafia. Come afferma un documento del Pentagono portato alla luce dal New Yorker nel dicembre 2002 , gli squadroni della morte devono essere "piccoli e agili" e "in grado di operare clandestinamente, con una gamma completa di modalità di copertura ufficiali e non ufficiali per entrare nei paesi di nascosto ... ."

I pericoli di questa politica sono evidenti, come ha osservato un rapporto delle Nazioni Unite sulle "esecuzioni extragiudiziali" nel dicembre del 2004 : "Autorizzare i governi ad identificare e uccidere 'noti terroristi' non implica per loro alcun obbligo verificabile di dimostrare in alcun modo che coloro contro cui la forza letale viene utilizzata sono davvero terroristi ... Sebbene venga presentata come un''eccezione' limitata alle norme internazionali, in effetti essa crea la possibilità di un'espansione infinita della categoria fino ad includere qualunque nemico dello Stato, disadattati sociali, oppositori politici, o altri."

E' difficile credere che qualsiasi vera democrazia accetterebbe la pretesa del suo leader di poter uccidere chiunque, semplicemente etichettandolo come "nemico". E' difficile credere che una qualsiasi persona adulta, anche con la minima conoscenza della storia o della natura umana, possa appoggiare questo potere illimitato ed arbitrario, conoscendo il male che è destinato a produrre. Eppure questo è ciò che i grandi e potenti hanno fatto in America. Come vecchi boiardi, che non solo approvano, ma celebrano il loro asservimento al governante.

Nota [dal Washington's Blog: L'11/9 ha permesso a coloro che glorificano la guerra di attuare piani che avevano desiderato per molti anni (e guardate questo ), anche se l'11/9 fosse accaduto perché Dick Cheney era - nella migliore delle ipotesi - del tutto incompetente , e il governo ora sta facendo cose che aumentano il rischio di terrorismo, invece di fare le cose che potrebbero realmente renderci più sicuri].

***

Questo è stato chiaramente dimostrato ... nel discorso allo stato dell'Unione di Bush, nel gennaio 2003, tenuto al Congresso e teletrasmesso a livello nazionale durante la frenesia finale del rullo dei tamburi di guerra prima dell'assalto all'Iraq. Strombazzando i suoi successi nella guerra al terrore, Bush ha affermato che "oltre 3.000 sospetti terroristi" sono stati arrestati in tutto il mondo - "e molti altri hanno incontrato un destino diverso". Il suo volto ha assunto allora la caratteristica occhiata maliziosa, lo strano, malaticcio mezzo sorriso che  acquista ogni volta che parla di uccidere la gente: "Mettiamola in questo modo. Non sono più un problema."

In altre parole, i sospetti - e anche Bush ha riconosciuto che erano solo sospetti - sono stati assassinati. Linciati. Uccisi da agenti senza sorveglianza che operano in quel mondo d'ombra dove l'intelligence, il terrorismo, la politica, la finanza e la criminalità organizzata si fondono insieme in un'amorfa, impenetrabile massa. Uccisi sulla parola di un discutibile informatore, forse: un prigioniero torturato disposto a dire qualsiasi cosa per porre fine al suo tormento, un rivale in affari, un nemico personale, un burocrate in cerca di impressionare i suoi superiori, una spia a pagamento bisognosa di soldi, un bizzarro che persegue odi etnici, tribali o religiosi - o qualsiasi altro fornitore di informazioni spazzatura che sono moneta di scambio nel mondo delle ombre.

Bush ha sostenuto con orgoglio questo sistema orribile, come esempio di ciò che egli chiama "il significato della giustizia americana." E i legislatori riuniti ... hanno applaudito. Oh, come hanno applaudito!

Questo è, naturalmente, il vero significato della famosa scena di Star Wars:



Fonte: WashingtonsBlog 5 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

domenica 9 ottobre 2011

La conquista statunitense dell’Africa: Il ruolo di Francia e Israele

Aurorasito

Introduzione di Cynthia McKinney
Mahdi Darius Nazemroaya e Julien Teil, Global Research, 6 Ottobre 2011

Introduzione: l’”Operazione Gladio” Ieri e oggi …

Comincerò con lo scandalo dell’Operazione Gladio che culminò nell’omicidio dell’ex Primo Ministro italiano, Aldo Moro, che nel giorno del suo rapimento, doveva annunciare un governo di coalizione che includeva il Partito comunista italiano.

Un leader del Partito della Democrazia Cristiana a quel tempo, Francesco Cossiga, ammette nel documentario della BBC Timewatch del 1992 sull’Operazione Gladio, che aveva scelto di “sacrificare” Moro “per il bene della Repubblica.” Non diversamente dagli omicidi mirati cui il governo degli Stati Uniti si impegna in tutto il mondo, in cui qualcuno emette decisioni extra-giudiziarie su chi vive e chi muore. Nel documentario in tre parti, Cossiga afferma che la decisione ha fatto divenire i suoi capelli bianchi.

L’Operazione Gladio è il brutto racconto reale della decisione del governo degli Stati Uniti di assumere i membri dell’apparato statale di sicurezza di vari paesi europei, e in collaborazione con gli alleati, seminare il terrore tra cittadini innocenti, facendo esplodere stazioni ferroviarie, sparare sui clienti nei negozi, e persino uccidere agenti di polizia, al fine di convincere le popolazioni dell’Europa a rinunciare ai propri diritti, in cambio di alcune misure di sicurezza e di un maggiore potere dello stato.

Sì, l’Operazione Gladio, insieme con l’Operazione Northwoods e la politica statunitense verso la Libia, ci mostra che gli Stati Uniti sono disposti a creare gruppi terroristici per giustificare la lotta contro i terroristi! Purtroppo, questo è diventato il modus operandi del nostro governo in Afghanistan e Pakistan, Europa e Africa. E il governo degli Stati Uniti, dopo il 11/9/01, è diventato il “laboratorio di Gladio” delle politiche statali che stracciano le leggi degli Stati Uniti, fanno a brandelli il diritto e mente all’opinione pubblica.

L’inizio della fine dell’Operazione Gladio si è verificata quando l’esistenza del programma degli Stati Uniti venne rivelato. Tipicamente, invece di fermarsi su tale follia, gli europei si unirono alla creazione di molteplici altre “Operazioni Gladio“. Collocato in questo contesto, la seconda parte della serie in quattro parti di Mahdi Darius Nazemroaya che rivela come la politica degli Stati Uniti in Libia, sia proprio in linea con le azioni degli Stati Uniti nel passato. A mio parere, la Libia non sarà l’ultima occasione per tali attività illegali, a meno che non fermiamo il nostro governo.

Insieme al francese documentarista Julien Teil, Nazemroaya tesse lo scenario ‘incredibile-ma-vero’ dei presunti terroristi finanziati dagli US, ricercati dall’Interpol, e che divennero i protagonisti principali del genocidio della NATO che si svolge attualmente in Libia.

Cynthia McKinney, 1 ottobre 2011.

Cynthia McKinney è un ex membro del Congresso degli Stati Uniti, che è stata eletta in due diverso distretti federali della Georgia, per la Camera dei Rappresentanti USA, nel 1993-2003 e nel 2005-2007, come membro del Partito Democratico degli Stati Uniti. E’ stata anche la candidata alla presidenza, nel 2008, del partito dei Verdi. Mentre era al Congresso degli Stati Uniti, ha operato nella Commissione Finanze e Banche degli Stati Uniti, nel Comitato per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (in seguito ribattezzato Comitato sulle Forze Armate degli Stati Uniti), e nel comitato per gli affari esteri negli Stati Uniti (in seguito ribattezzato comitato sulle relazioni internazionali degli Stati Uniti). Ha anche operato  nella sottocommissione per le relazioni internazionali degli Stati Uniti sulle  operazioni internazionali e i diritti umani. McKinney ha  condotto due missioni in Libia e anche recentemente terminato un tour nazionale  negli Stati Uniti, sponsorizzata dalla Coalizione ANSWER, sulla campagna di bombardamenti della NATO in Libia.

Ordine dal Caos?

Una ripetizione del disordine e del pandemonio generato in Afghanistan è in cantiere per il continente africano. Gli Stati Uniti, con l’aiuto di Gran Bretagna, Pakistan e Arabia Saudita, hanno creato i brutali taliban e poi, alla fine, combattere una guerra contro i suoi alleati taliban. Allo stesso modo, in tutta l’Africa, gli Stati Uniti e i loro alleati, stanno creando una nuova serie di futuri nemici da combattere, ma dopo aver inizialmente lavorato con essi o utilizzandoli per seminare i semi del caos in Africa.
Washington ha letteralmente aiutato le insurrezioni con finanziamenti e progetti di cambiamento di regime in Africa. “Diritti umani” e “democratizzazione” sono utilizzati anche come  cortina fumogena del colonialismo e della guerra. I cosiddetti diritti umani e le organizzazioni umanitarie, sono ormai partner in questo progetto imperialista contro l’Africa.

Francia e Israele: sono le outsourcing di Washington  per le operazioni sporche in Africa?

L’Africa è solo un fronte internazionale per un sistema imperiale in espansione. I meccanismi di un vero e proprio sistema globale imperiale sono al lavoro in questo senso. Washington agisce attraverso la NATO e dei suoi alleati in Africa. Ognuno degli alleati e dei satelliti di Washington, ha un ruolo specifico da svolgere in questo sistema globale dell’impero. Tel Aviv ha svolto un ruolo molto attivo nel continente africano. Israele è stato uno dei principali sostenitori del Sud Africa durante il regime dell’apartheid. Tel Aviv ha anche aiutato a contrabbandare armi in Sudan e in Africa orientale, per balcanizzare quella grande nazione africana, contribuendo alla destabilizzazione dell’Africa orientale. Gli israeliani sono stati molto attivi in Kenya e Uganda. Israele è stato presente ovunque ci fossero conflitti, compresi quelli relativi ai diamanti insanguinati.

Israele sta ora lavorando con Washington per stabilire l’egemonia totale sul continente africano. Tel Aviv è attivamente coinvolto – attraverso i suoi legami commerciali e le operazioni di intelligence – per garantire i contatti e gli accordi richiesti da Washington per l’estensione dei suoi interessi in Africa. Uno dei principali obiettivi di Washington è interrompere lo sviluppo dell’influenza cinese in Africa. Israele e i think-tank israeliani, hanno anche svolto un ruolo importante nel plasmare il geo-stratagemma degli Stati Uniti in Africa.
La Francia, come un ex padrone coloniale e potenza in declino, invece, è sempre stata un rivale e concorrente di Washington nel continente africano. Con l’aumento dell’influenza di potenze non tradizionali in Africa, come la Repubblica popolare cinese, sia Washington che Parigi hanno previsto modalità di cooperazione. Sul più ampio palcoscenico globale, questo è anche evidente. Sia gli Stati Uniti che molte delle maggiori potenze dell’Unione europea, considerano la Cina e le altre potenze emergenti come una minaccia globale. Hanno deciso di porre fine alla loro rivalità e di lavorare insieme. Così, un accordo tra Washington e l’Unione europea è stato preso, portando ad alcune forme di integrazione politica. Questo consenso può anche essere stato prodotto dalla crescente influenza degli Stati Uniti in capitali europee.

In ogni caso, è stato potenziato dall’inizio della presidenza di Nicolas Sarkozy, nel 2007.
Il presidente Sarkozy non ha perso tempo spingendo per la reintegrazione della struttura di comando militare francese in seno alla NATO. Le conseguenze di questa azione ha portato alla subordinazione dei militari francesi al Pentagono. Nel 1966, il presidente Charles de Gaulle trasse fuori dalla Nato le forze francesi e rimosse la Francia dalle strutture di comando militare della NATO, come mezzo per mantenere l’indipendenza francese. Nicolas Sarkozy ha invertito tutto ciò. Nel 2009, Sarkozy ha ordinato che la Francia si unisse alla struttura di comando militare integrato della NATO. Nel 2010, ha anche firmato un accordo per iniziare la fusione dei militari inglesi e francesi.

Nel continente africano, Parigi è un luogo speciale o di nicchia nel sistema dell’impero globale statunitense. Questo ruolo è quello di un gendarme regionale in Nord Africa, Africa occidentale, Africa centrale, e in tutti i paesi che erano ex colonie francesi. Il ruolo speciale della Francia, in altre parole, è dovuto alla sua storia e all’attuale, anche se calante, posizione della Francia in Africa, in particolare attraverso la “Françafrique.” L’Unione del Mediterraneo, che Sarkozy ha lanciato ufficialmente, è un esempio di questi interessi francesi in Nord Africa.

Il National Endowment for Democracy (NED) ha inoltre lavorato con la Federazione Internazionale dei Diritti Umani (Fédération internationale des ligues des droits de l’Homme, FIDH) della Francia La FIDH è ben consolidata in Africa. Il NED ha essenzialmente esternalizzato verso il FIDH il suo lavoro nel manipolare e controllare i governi, i movimenti, le società e gli stati africani. E’ stata la FIDH e la Lega libico per i diritti umani (LLHR) affiliata, che hanno contribuito a orchestrare i vari pretesti per la guerra della NATO contro la Libia, approvata dal Consiglio di sicurezza attraverso dichiarazioni infondate e false.

Il National Endowment for Democracy e la sua Partnersip con la Federazione Internazionale dei Diritti Umani in Africa

In seguito all’elezione di Nicolas Sarkozy nel 2007 a leader della Repubblica francese, la Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH) ha iniziato a sviluppare una vera e propria partnership con il National Endowment for Democracy. Entrambe le organizzazioni sono anche partner in seno al Movimento Mondiale per la Democrazia. Carl Gershman, presidente del NED, si recò in Francia nel dicembre 2009 per incontrare la FIDH e approfondire la collaborazione tra le due organizzazioni, e anche per discutere dell’Africa. [1] Ha anche incontrato persone che sono sono considerati come lobbisti  pro-Israele in Francia.
La partnership tra la FIDH e la NED è per lo più basata in Africa e nel mondo arabo, dove si interseca. Queste partnership operano in una zona che comprende paesi come la Costa d’Avorio (Costa d’Avorio), il Niger, e la Repubblica Democratica del Congo. Il Nord Africa, che comprende la Libia e Algeria, è stata una determinata area focalizzata dalla FIDH, dove Washington, Parigi e la NATO hanno chiaramente grandi ambizioni.

La FIDH, che è direttamente coinvolta nel lancio della guerra contro la Libia, ha ricevuto anche finanziamenti diretti, sotto forma di sovvenzioni, dal National Endowment for Democracy per i suoi programmi in Africa. Nel 2010, una sovvenzione di 140.186 dollari del NED (Stati Uniti) è stata uno degli ultimi importi indicati dalla FIDH per il suo lavoro in Africa. [2] Il NED è stato anche uno dei primi firmatari, insieme con la Lega libica per i diritti umani (LLHR) e l’osservatorio delle Nazioni Unite, a chiedere l’intervento internazionale contro la Libia. [3]

AFRICOM e la strada post-9/11 verso la conquista dell’Africa

Nel 2002, il Pentagono ha iniziato importanti operazioni volte a controllare militarmente l’Africa. Questo ebbe la forma del Pan-Sahel Initiative, che è stata lanciata dal Comando europeo degli Stati Uniti (EUCOM) e dall’US Central Command (CENTCOM). Sotto la bandiera di questo progetto, l’esercito statunitense avrebbe addestrato le truppe di Mali, Ciad, Mauritania e Niger. I piani per stabilire la Pan-Sahel Initiative, tuttavia, risalgono al 2001, quando l’iniziativa per l’Africa fu effettivamente lanciata dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2001 (9/11). Washington chiaramente pianificava delle azioni militari in Africa, che già comprendevano almeno tre paesi (Libia, Somalia e Sudan) identificati come bersagli nemici da attaccare, da parte del Pentagono e della Casa Bianca, secondo il Generale Wesley Clark.
Jacques Chirac, il presidente della Francia, al momento, ha cercato di opporre resistenza alla spinta degli Stati Uniti in Africa, rinvigorendo il ruolo della Germania in Africa, come mezzo per sostenere la Francia. Nel 2007, per la prima volta il vertice franco-africano aprì le sue porte anche alla partecipazione tedesca. [4] Tuttavia, Angela Merkel aveva idee diverse sulla direzione e la posizione che la partnership franco-tedesca dovrebbe prendere rispetto a Washington.

Nel 2001, lo slancio verso la creazione dell’Africa Command degli Stati Uniti (AFRICOM) era iniziato. AFRICOM, tuttavia, è stato ufficialmente autorizzato nel dicembre 2006, e la decisione di crearlo è stato annunciato alcuni mesi poco dopo, nel febbraio 2007. Fu nel 2007 che AFRICOM fu creato. E’ importante notare che questo slancio ricevette anche l’incoraggiamento di Israele, a causa degli interessi di Israele in Africa. L’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici (IASPS), per esempio, è stata una delle organizzazioni israeliane che hanno sostenuto la creazione di AFRICOM. Sulla base del Pan-Sahel Initiative, la Trans-Saharan Counterterrorism Initiative (TSCTI) fu lanciata dal Pentagono nel 2005, sotto il comando del CENTCOM. Mali, Ciad, Mauritania e Niger furono ora raggiunti da Algeria, Mauritania, Marocco, Senegal, Nigeria e Tunisia, nel giro  della cooperazione militare africana con il Pentagono. Più tardi, la Trans-Saharan Counterterrorism Initiative svenne trasferita al comando di Africom, il 1° ottobre 2008, quando AFRICOM fu attivato.

Il Sahel e il Sahara: gli Stati Uniti adottano chiaramente i vecchi progetti coloniali della Francia in Africa

Combattere il terrorismo” e eseguire “missioni umanitarie“, sono solo facciate o cortine fumogene per Washington e i suoi alleati. Mentre gli obiettivi dichiarati del Pentagono sono combattere il terrorismo in Africa, gli obiettivi reali di Washington sono ristrutturare l’Africa e stabilire un ordine neo-coloniale. A questo proposito, Washington ha effettivamente adottato i progetti coloniali

della Francia in Africa. Ciò include anche l’iniziativa inglese, italiana, statunitense e francese per dividere la Libia, dal 1943, così come l’iniziativa unilaterale francese per ridisegnare il Nord Africa. In questo schema, gli Stati Uniti e le sue coorti hanno intenzione di creare guerre etniche e odio settario tra i berberi, gli arabi ed altri in Nord Africa.

La mappa utilizzata da Washington per combattere il terrorismo sotto la Pan-Sahel Initiative la dice lunga. Il campo o area di attività dei terroristi, entro i confini di Algeria, Libia, Niger, Ciad, Mali e Mauritania, in base alla designazione di Washington, è molto simile ai confini o limiti del soggetto coloniale territoriale che la Francia ha cercato di sostenere in Africa, nel 1957. Parigi aveva progettato di sostenere questa entità africane nel Sahara occidentale e centrale, come dipartimento francese (provincia) direttamente legato alla Francia, insieme alla coste dell’Algeria.

Questa entità coloniale francese nel Sahara è stata nominata Organizzazione Comune delle Regioni del Sahara (Organisation commune des regions sahariennes, OCR). Comprendeva i confini interni dei paesi del Sahel e del Sahara di Mali, Niger, Ciad e Algeria. L’obiettivo francese era raccogliere e vincolare tutti i territori ricchi di risorse naturali di questi paesi in questa entità centrale, l’OCR, per il controllo e l’estrazione francesi. Le risorse in questo settore comprendono petrolio, gas e uranio. Eppure, i movimenti della resistenza in Africa, e in particolare la lotta per l’indipendenza algerina, ha inferto a Parigi un duro colpo. La Francia ha dovuto rinunciare alla sua ricerca e infine dissolvere la OCR nel 1962, a causa dell’indipendenza algerina e della presa di posizione anti-coloniale in Africa. A causa della spinta verso l’indipendenza in Africa, la Francia fu finalmente tagliato fuori dall’entroterra nel Sahara che voleva controllare.

Washington aveva chiaramente in mente questa zona ricca di energia e ricco di risorse, quando ha disegnato le aree dell’Africa che hanno bisogno di essere purificate dalle presunte cellule e bande terroristiche. L’Istituto Francese di Relazioni Internazionali (Institut français des relazioni internationals, IFRI), ha anche apertamente discusso  questo legame tra terroristi e zone ricche di energia, in un report del marzo 2011. [5] E’ in questo contesto che la fusione di interessi e le aziende franco-tedeschi e anglo-statunitensi, hanno consentito alla Francia di diventare parte integrante del sistema imperiale globale statunitense, con interessi comuni.

Regime Change in Libia e il National Endowment for Democracy: un nesso tra  terrorismo e diritti umani

Dal 2001, gli Stati Uniti si sono falsamente presentati come il campione contro il terrorismo. La Trans-Saharan Counterterrorism Initiative (TSCTI), che ha aperto le porte di AFRICOM in Africa, è stata giustificata come necessaria da Washington per combattere le organizzazioni come il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) in Algeria, e il Gruppo combattente islamico libico (LIFG) in Libia. Eppure, Washington sta collaborando e utilizzando questi stessi gruppi in Libia, insieme con il Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia e i Fratelli Musulmani, come soldati di fanteria e ascari. Inoltre, molte delle persone chiave libiche sono membri del National Endowment for Democracy (NED), e sono membri di questi gruppi, e hanno anche fatto parte di conferenze e progetti di lunga data, che spingevano a un cambiamento di regime in Libia.

Uno degli incontri chiave per stabilire quello che sarebbe diventato l’attuale Consiglio di transizione in Libia, ha avuto luogo nel 1994, quando il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS) ha organizzato una conferenza con Ashur Shamis e Aly (Ali) Abuzakuuk. Il titolo della conferenza del 1994 era “La Libia post-Gheddafi: prospettive e  promesse“. Nel 2005 un altro convegno con Shamis Ashur si tenne nella capitale britannica, Londra, dove si sarebbe costruita l’idea del cambiamento di regime in Libia. [6] Allora, chi sono questi esponenti dell’opposizione libica? Una serie di domande deve essere posta. Hanno legami con Washington nuovi o vecchi? Con chi sono associati? Inoltre, hanno avuto un sostegno di lunga data o no?

Ashur Shamis è uno dei membri fondatori del Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia, che nel 1981 fu fondata nel Sudan. Era ricercato dall’Interpol e dalla polizia libica per anni. [7] Ahsur è anche indicato come il regista del National Endowment for Democracy nel Forum libico per lo sviluppo umano e politico. E’ anche il redattore della pagina web Akhbar, che è stato registrato come Akhbar Cultural Limited e collegato al NED. Ha inoltre partecipato a recenti conferenze chiave per il cambio di regime a Tripoli. Ciò includono la conferenza di Londra, tenuta dalla Chatham House nel 2011, che ha discusso i piani della NATO per l’invasione di Tripoli. [8]

Come Ashur, Aly Abuzaakouk è anch’egli membro del Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia ed è legato al National Endowment for Democracy. E’ stato uno dei partecipanti chiave alla tavola rotonda tenuta per il Democracy Awards 2011 della NED. [9] Come Ashur, è ricercato dall’Interpol e opera come regista in occasione del Forum libico per lo sviluppo umano e politico. [10]

Vi è anche Noman Benotman, ex leader e fondatore del Gruppo combattente islamico libico (LIFG) e terrorista ricercato. È presentato come ex terrorista. Benotman ha convenientemente lasciato il Gruppo combattente islamico libico, a seguito degli attacchi dell’11 settembre 2001. Benotman non è solo un direttore del National Endowment for Democracy (NED) al Forum libico per lo sviluppo umano e politico, è anche legato alla rete al-Jazeera.

Non solo questi tre uomini vivevano senza problemi in Gran Bretagna, mentre erano ricercati dall’Interpol a causa del loro legame con il terrorismo o, nel caso di Abuzaakouk, per crimini legati alla droga e alla contraffazione, ma hanno anche ricevuto sovvenzioni dagli Stati Uniti. Hanno ricevuto borse dagli Stati Uniti, che ha formalizzato la loro appartenenza a diverse organizzazioni sponsorizzate dal NED, che hanno sostenuto l’ordine del giorno del cambio di regime in Libia. Questo ordine del giorno del cambio di regime è stato sostenuto anche da MI6 e CIA. Inoltre, i documenti legali che sono stati registrati dalla NED, per quanto riguarda questi individui, sono stati deliberatamente e illegalmente manomessi. L’identità di individui chiave è stata nascosta nella lista degli amministratori del NED. Così, documenti legali sono stati compilati in modo fraudolento per nascondere l’identità di un individuo con lo pseudonimo di “Beata Wozniak.” Perfino la data di nascita di Wozniak non è valida, apparendo come 1 gennaio, 1 (01/01/0001). E’ una persona che è stata membro del consiglio di tutte queste organizzazioni del NED. Viene indicata come regista e segretaria di Akbar, Transparency Libya Limited e diverse altre società britanniche.

La “Lunga Guerra” entra in Africa: la porta dell’Africa è stata aperta

L’avvento del terrorismo in Africa è parte di una deliberata strategia usata dagli Stati Uniti e dai loro alleati, tra cui la NATO. La strategia consiste nell’”aprire la porta del continente africano“, espandendo la cosiddetta “guerra globale al terrorismo.” Quest’ultimo fornisce una giustificazione all’obiettivo degli Stati Uniti di ampliare la propria presenza militare nel continente africano. E’ stata anche usata come pretesto per creare l’AFRICOM del Pentagono.

L’US Africa Command (AFRICOM) è destinata a “gestire Africa” per conto di Washington. Consiste nel creare una versione africana della NATO, al fine di realizzare l’occupazione dell’Africa. A questo proposito, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno già stabilito un budget per combattere le stesse organizzazioni terroristiche che hanno creato e sostenuto (anche con aiuti militari ed armi), attraverso la carta dell’Africa, dalla Somalia, Sudan, Libia, Mali a Mauritania, Niger, Algeria e Nigeria. I terroristi non solo combattono per gli USA sul terreno, ma tengono anche contatti con Washington ed agiscono come paravento attraverso le cosiddette organizzazioni per i diritti umani, che hanno il mandato di “promuovere la democrazia“. Sul terreno, questi stessi individui e organizzazioni sono utilizzati per destabilizzare i loro rispettivi paesi. Sono supportati anche a livello internazionale, da Washington, per lavorare attivamente al cambio di regime e all’intervento militare in nome dei diritti umani e della democrazia. La Libia ne è un chiaro esempio.

Mahdi Darius Nazemroaya è un  Sociologo e ricercatore associato al Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG), di Montréal. E’ specializzato su Medio Oriente e Asia Centrale. E’ stato in Libia per oltre due mesi ed è stato anche un inviato speciale per Flashpoints, che è un programma di Berkeley, in California. Nazemroaya ha pubblicato questi articoli sulla Libia assieme ai colloqui con Cynthia McKinney trasmessi su Freedom Now, uno show trasmesso da KPFK, Los Angeles, California.

Julien Teil è un operatore video e documentarista investigativo  francese. E’ anche stato recentemente in Libia per circa un mese.

NOTE
[1] National Endowment for Democracy, “NED Strengths Democracy Ties with France,” 16 marzo 2010
[2] National Endowment for Democracy, “Africa Regional,” Agosto 2011
[3] United Nations Watch et al., “Urgent Appeal to Stop Atrocities in Libya: Sent by 70 NGOs to the US, EU, and UN,” 21 Febbraio 2011
[4] Ministry of European and Foreign Affairs (France), “XXIVème sommet Afrique-France,” Febbraio 2007
[5] Etienne de Durand, “Francs-tireurs et Centurions. Les ambiguïtés de l’héritage contre-insurrectionnel français,” Institut français des relations internationals, Marzo 2011
[6] The National Conference of the Libyan Opposition, “The National Accord: The National Conference of the Libyan Opposition, London, 26 giugno 2005“, 2005.
[7] Interpol Wanted Notice for Ashour Al-Shamis
[8] Foreign and Commonwealth Office (UK), “Chatam House event: the future of Libya”, Giugno 2011
[9] National Democracy for Democracy, “2011 Democracy Award Biographies”, Giugno 2011
[10] Interpol Wanted Notice for Ali Ramadan Abu Za Kouk

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fonte: Aurorasito 9 Ottobre 2011

venerdì 7 ottobre 2011

La NATO responsabile di crimini contro l'umanità in Libia-Un appello urgente per un intervento umanitario a Sirte e Bani Walid

Global Research
Algeria isp

Pubblicato il 5/10/2011
Fonte: Algeria isp

La disastrosa situazione delle città libiche di Sirte e Bani Walid, che si trovano ad affrontare il genocidio e la devastazione delle loro infrastrutture.

La situazione sta peggiorando ogni giorno e ogni ora che passa a Sirte e Bani Walid poichè queste due grandi città sono state tenute sotto assedio per mesi e i loro cittadini stanno soffrendo gravemente per la mancanza di generi di prima necessità. La NATO e i Ribelli stanno bombardando le aree civili, uccidendo persone innocenti e famiglie, distruggendo case, ospedali, scuole, alberghi ed edifici pubblici (i links qui sotto mostrano un certo numero di casi).

Quello che abbiamo visto in alcune zone residenziali di Sirte, come la zona n°2 e la zona Aljeaza che sono state attaccate e bombardate dalla Nato e i dai Ribelli numerose volte, potrebbe costituire crimini contro l'umanità: la totale distruzione di case, le vittime sono per lo più bambini, anziani e donne, che non hanno commesso alcun peccato, ma vogliono semplicemente vivere in pace nel loro paese. Anche coloro che hanno tentato di lasciare la città sono stati maltrattati e abusati dai Ribelli del Consiglio Nazionale di Transizione che agiscono per vendetta e aspettano gli sfollati alle porte, spesso rifiutando di consentire loro di andarsene, negando loro il passaggio a causa del loro nome, dell'affiliazione tribale o del collegamento con il governo.

La situazione umanitaria nella città di Sirte è estremamente tragica e terribile. Malati e feriti, donne incinte e le vittime degli attentati non hanno accesso all'ospedale e all'assistenza medica a causa della mancanza di carburante per i loro veicoli e anche se fossero in grado di raggiungerlo, si troverebbero ad affrontare una carenza drammatica di medicine, attrezzature mediche e ossigeno. L'ospedale è affollato, pieno di casi gravi e critici e molte donne incinte hanno dovuto partorire i bambini nelle loro case, questo ha portato a complicazioni che hanno causato un aumento della mortalità tra le madri e i neonati. Una scarsità di ossigeno e la mancanza di materiale sanitario necessario per le operazioni di taglio cesareo hanno addirittura messo in pericolo la vita di coloro che hanno avuto la fortuna di raggiungere l'ospedale.

L'ospedale di Sirte è in uno stato molto infelice. Oltre alla mancanza di attrezzature di base e mediche, l'ospedale soffre di una grave penuria di carburante che è di vitale importanza per la generazione di energia elettrica necessaria per azionare macchinari essenziali e apparecchiature mediche.

L'intenso bombardamento della città e la distruzione delle sue infrastrutture da parte della NATO e dei Ribelli, la situazione è diventata catastrofica. Tutte le reti di acque di scolo e di acqua sporca in tutta la città sono state distrutte e stanno alimentando la diffusione di epidemie e malattie, specialmente nelle aree densamente popolate.

La prospettiva di fame e di grave malnutrizione è ormai all'orizzonte con carenze gravi nei prodotti alimentari di base, soprattutto latte in polvere e  acqua potabile.

Vogliamo inoltre informarvi che ci sono migliaia di giovani in prigioni segrete e subiscono torture dalle milizie del Consiglio e ci sono casi di rapimenti e omicidi violenti a causa delle affiliazioni politiche o personali, vendetta tribale o familiare.

Dovete vedere che cosa sta accadendo in Libia, è una guerra civile, piuttosto che un conflitto tra il regime e le forze di opposizione e quindi non è possibile riporre la fiducia in nessuna delle parti coinvolte. Non si può credere tutto quello che viene detto da entrambi i lati, ma bisogna verificare i fatti e trovare la verità da soli.

Io ora vi esorto e vi prego di prendere misure concrete sul posto per il bene del popolo e in un modo quanto più rapido possibile. Trasportare gli aiuti per via aerea o terrestre in collaborazione con gli sfollati o residenti della periferia fornirà un sollievo vitale.

Possiamo aiutarvi assicurando un collegamento diretto con la popolazione civile della città per valutare i loro bisogni fondamentali e  coordinare i metodi migliori per portare loro aiuto.

Di seguito sono elencate una serie di urgenti forniture mediche per l'ospedale richieste dal personale che attualmente vi lavora:

1.Ossigeno
2.Antibiotici
3.Antidolorifici e farmaci antipiretici
4.Fissaggi interni ed esterni
5.Tubi Intratracheal
6.Farmaci anestetici
7.Materiali sterili bende di cotone
8.Farmaci per il diabete, HTN e malattie di cuore
Fluidi 9.IV
10. Suture chirurgiche e aghi chirurgici
11. Visite mediche, cibo e latte, pannolini per bambini
12. Guanti sterili e camici
13. Cannule
14. Medicamenti per l'asma

Supporto video:

Abbiamo riportato qui di seguito un elenco di link video che mostrano un certo numero di civili che sono stati uccisi dal bombardamento indiscriminato della città da parte delle forze della NATO e del Consiglio Nazionale:

http://www.youtube.com/watch?v=EVhcHLJKSaI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=0rhgkqNk3U4&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=hrrz0KQXrXg&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=P4Sd68tq5OQ&feature=relate
http://www.youtube.com/watch?v=WeGxvS-E-iA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Oz1SKIwbSXk&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=VgYCg73Zqog&feature=related
https://www.facebook.com/video/video.php?v=143483322413987
http://www.youtube.com/user/42alfatah#p/u

Questi sono solo alcuni dei molti esempi di prove filmate che documentano la morte di persone e la distruzione di case, moschee, scuole e altre infrastrutture della città.

Vogliamo anche evidenziare due casi di gravi e terribili abusi dei diritti umani, i cui esempi sono ora molti:

Caso 1:
Questo video (discorso in arabo con un accento libico) mostra uno studente da Aljmail City che è stato rapito e torturato dai ribelli da Zwarah City:

http://www.youtube.com/watch?v=A--YAUUgMrg

Caso 2:
Hatem Nasr Remaly(nella foto sotto), abitava nella zona Janzour a Tripoli. Era single ed è nato nel 1979. È stato arrestato Sabato 24 Settembre 2011 dal cosiddetto Consiglio militare Janzour. il Sig. Remaly ha lavorava per la sicurezza interna. E' morto per essere stato sottoposto ad una tortura crudele e brutale.

Gamal Abdel-Salam Remaly  nato nel 1968, era sposato e aveva tre figlie. E' stato  ucciso da un membro armato della milizia leale al suddetto Consiglio. Nasser Remaly, fratello di Gamal Remaly e cugino di Hatem Remaly è stato anche torturato  Domenica 25 settembre 2011. E' stato chiesto alla sua famiglia di prenderlo perchè non era colpevole!

Ndr: Le immagini sono molto forti. Se ve la sentite di guardarle, cliccate per vederle ingrandite

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Rapporto dell'ospedale (arabo)
attestation

Fonte: Global Research 7 Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com