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sabato 4 maggio 2013

Rubare il petrolio della Siria: il consorzio petrolifero UE-al-Qaida

Bollettino Aurora
Gearóid Ó Colmáin, Global Research, 1 maggio 2013

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La decisione dell’Unione europea di sostituire l’embargo sulle esportazioni di energia del governo siriano con l’importazione di petrolio dell”opposizione armata’ è un’altra flagrante violazione del diritto internazionale. Viola la dichiarazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1962 sulla sovranità permanente sulle risorse naturali, ed è l’ennesima violazione della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1981 sull’inammissibilità dell’intervento e l’ingerenza negli affari interni degli Stati. Ma è molto più di una violazione tecnica della legge. Segna la discesa della civiltà nella barbarie. Londra e Parigi, più di Washington, sono in prima linea nell’aggressione contro la Siria.  Nonostante il fatto che sia stato ora confermato dalla maggior parte dei media, che l”opposizione  siriana’ è al-Qaida, Londra e Parigi persistono nella loro follia di armare i terroristi, utilizzando l’argomento spurio che se non armano i ‘moderati’, gli ‘estremisti’ occuperebbero il Paese. Tuttavia, nelle parole del New York Times, ‘in nessuna parte controllata dai ribelli in Siria, c’è una forza combattente laica degna di questo nome‘. [1] Il fatto che i “ribelli” siriani sono di fatto al-Qaida, è stata anche ammessa dal bellicista quotidiano francese Le Monde. [2] Così, Parigi e Londra  spingono all’ulteriore armamento di al-Qaida e alla legalizzazione del commercio petrolifero con i terroristi jihadisti. In parole povere questo significa che la rete terroristica nota al mondo come al-Qaida sarà presto uno dei partner dell’UE nel business del petrolio. Un nuovo assurdo capitolo nell’era del terrore sta per aprirsi.

Il diritto internazionale e le sue violazioni

La risoluzione 1803 delle Nazioni Unite del 1962, sulla sovranità permanente sulle risorse naturali, afferma: ‘La violazione dei diritti dei popoli e delle nazioni alla sovranità sulle proprie ricchezze e risorse naturali è in contrasto con lo spirito e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ostacola lo sviluppo della cooperazione internazionale e il mantenimento della pace‘ [3]. Jabhat al-Nusra e altri gruppi affiliati ad al-Qaida non rappresentano in alcun modo il popolo siriano, e non costituiscono uno Stato sovrano secondo il diritto internazionale. L”opposizione armata’ è al-Qaida, pertanto la decisione dell’Unione europea di acquistare ufficialmente petrolio dalle bande terroristiche che attualmente occupano territori della Repubblica araba siriana, costituisce un crimine odioso ed è un’ulteriore beffa ai principi base che regolano i rapporti tra gli Stati.

Il documento ONU del 1981 condanna esplicitamente: ‘La crescente minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale a causa del frequente ricorso a minaccia o uso della forza, aggressione, intimidazione, intervento e occupazione militare, escalation della presenza militare e tutte le altre forme di intervento o di interferenza, diretta o indiretta, palese o occulta, minacciando la sovranità e l’indipendenza politica degli altri Stati membri, con l’obiettivo di rovesciarne i governi‘. La dichiarazione continua condannando categoricamente il dispiegamento di “bande armate” e “mercenari” da parte degli Stati, per utilizzarli nel rovesciare i governi di altri Stati sovrani: ‘Consapevole del fatto che tali politiche mettono in pericolo l’indipendenza politica degli Stati, la libertà dei popoli e la sovranità permanente sulle loro risorse naturali, danneggiando in tal modo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Consapevoli anche della necessità indispensabile che qualsiasi minaccia di aggressione, qualsiasi arruolamento, qualsiasi utilizzo di bande armate, in particolare dei mercenari, contro Stati sovrani deve terminare definitivamente, al fine di consentire ai popoli di tutti gli Stati di determinare il proprio sistema politico, economico e  sociale, senza interferenze o controllo esterno.’ [4]

I governi occidentali, che per molti anni hanno apertamente e spudoratamente violato tutti i principi noti e concordati del diritto internazionale, armando bande di terroristi che uccidono e mutilano civili, finanziando criminali comuni, narcotraffico e reclutamento di bambini-soldato, sono oramai scesi ancor più in basso acquistando petrolio e gas da queste bande di terroristi, delle risorse naturali giuridicamente di proprietà della Repubblica araba siriana e dei suoi cittadini.

domenica 21 aprile 2013

Siria: crimini “scomodi”

di Pierangela Zanzottera
SibiaLiria

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Mentre l'Occidente si affanna a stabilire se armare ufficialmente le bande d'opposizione in Siria, sul terreno si continua a morire nel silenzio e indifferenza generale.

Il numero di morti innocenti cresce e in parallelo aumentano le crudeltà e le atrocità dei modi scelti per assassinarli.

E alcuni dei più eclatanti, chissà come mai, non sono stati ritenuti "degni" di venire denunciati sulla maggior parte dei nostri media.

Ad esempio, si è parlato del gravissimo attentato – sia in termini di vite umane (49 morti) che  dal punto di vista simbolico (essendo avvenuto all'interno di una moschea) – del 21 marzo scorso, costato la vita, tra gli altri, allo sheikh ultranovantenne Mohammad Said Ramadan al-Bouti, uomo di cultura, di religione e di pace.

Eppure non si trattava né della prima violenza compiuta in un luogo sacro in questi mesi (basti ricordare sheikh Abdel Latif Al-Shami, torturato davanti alle videocamere e assassinato dopo essere stato rapito mentre si trovava in preghiera nella moschea di Aleppo insieme a una folla di fedeli all'inizio del mese di Ramadan) né tantomeno dell'unico caso di religioso assassinato in Siria (finora se ne contano almeno 13, 2 dei quali di fede cattolica, oltre ai numerosi rapiti o aggrediti).

Pochi giorni più tardi, il 29 marzo, una sorte simile è toccata all'imam della moschea di Al-Hassan, nella zona di Sheikh Maksoud ad Aleppo.

Sheikh Hassan Saif-Eddin, non solo è stato prelevato con la forza e malmenato (come testimoniato in questo video: http://www.youtube.com/……), ma dopo la morte il suo corpo è stato trascinato per le vie del quartiere e la sua testa appesa al minareto della moschea, a fare da monito per la popolazione.

mercoledì 17 aprile 2013

Le vittime del “terrorismo” sono tutte “uguali”?

di Enrico Galoppini
European Phoenix

Scoppia una bomba a Boston, in mezzo alla maratona: “edizione straordinaria!”, “terribile!”, “disumano!”, “abominevole!”.

Certo, come si deve commentare una cosa del genere?

Mica è una bella cosa saltare in aria, rimanere mutilato, vedere i propri cari ed amici esanimi o sanguinanti mentre ci si sta godendo una giornata di sport… Chi attenta alla vita di persone qualunque, come tutti noi, in situazioni del genere, quale che sia il suo palese o recondito obiettivo, è indubbiamente un criminale.

Detto questo, al di là di ogni sviluppo che avrà la faccenda (indagini, strumentalizzazioni, depistaggi ecc.), e considerato che si possono fare solo congetture sul “chi” e “perché” ha architettato questo spregevole atto, sono da dire essenzialmente due cose.

La prima è che questo “terrorismo”, questa entità indefinita che assume, nell’immaginario della massa ben indottrinata, sembianze “islamiche”, “di estrema destra” o “anarchiche” (con la variante più recente del “pazzo isolato”), colpisce sempre individui comuni, intenti nelle loro ordinarie attività, lavorative o ricreative. Chiaro che lo sdegno non può che essere unanime, perché tutti, me compreso, percepiamo che, in luoghi affollati, “ogni momento è buono”, e “potrebbe capitare anche a noi”.

Guarda caso, questo “terrorismo” col quale il “mondo civile” sarebbe in guerra non colpisce mai “il potere” nelle sue persone e nei suoi luoghi simbolici. L’attacco al Pentagono, che non può esser definito un posto in cui s’aggirano “persone innocenti”, s’inserisce nella più ampia vicenda dell’11/9, pervasa di illogicità, stranezze, incongruenze e “misteri” irrisolti ed irrisolvibili.

Da questi “terroristi” non ci si può dunque ragionevolmente attendere un qualcosa che abbia a che vedere col classico regicidio o tirannicidio.

venerdì 18 gennaio 2013

Honni soit qui Mali y pense: l’Operazione “Serval”

Leo Camus Geopolintel 16 gennaio 2013
Bollettino Aurora

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L’11 gennaio il Presidente della Repubblica, senza aver preventivamente informato il Parlamento, ha assunto la responsabilità d’impegnare la Francia, da sola, in un intervento militare in Mali. Un’operazione descritta come “guerra contro il terrorismo” dalla cassa di risonanza mediatica.

Nelle prime ore dei bombardamenti e combattimenti a terra, intorno alla città di Konna nel centro del paese, vi sono stati alcuni morti tra le forze governative del Mali e 148 tra i ribelli. Sul versante francese, un pilota di un elicottero da combattimento Gazelle, il tenente Damien Boiteux del 4° Reggimento Elicotteri di Pau, è stato ferito a morte “da un colpo di arma leggera“, dice il comando, durante un raid aereo contro una colonna di veicoli 4×4… nello stesso momento, nella notte tra venerdì e sabato, questa volta in Somalia, una unità d’azione dei servizi della Direzione di sicurezza esterna ha cercato di liberare l’agente francese Denis Allex, ostaggio da quattro anni, dopo la sua cattura a Mogadiscio nel luglio 2009. La disastrosa operazione è costata la perdita di due uomini, i cui corpi sono stati abbandonati a terra alle milizie al-Shabaab.

Cinque giorni dopo, quando il Primo Ministro finalmente accettava di comparire davanti all’Assemblea nazionale, gli islamisti già prendevano l’iniziativa e lanciavano un’offensiva contro la città di Djabli, a 400 km a nord ovest di Bamako. Nel frattempo, il presidente Holland, resosi brutalmente consapevole dell’isolamento materiale e militare della Francia, si presentava il 15 gennaio ad Abu Dhabi, al fine di sollecitare fondi e aiuti dagli Emirati Arabi Uniti, mentre il quotidiano 20 Minuti si chiedeva, già la mattina dopo, quale sia “la strategia che la Francia dovrebbe adottare per evitare il caos.”

Una guerra a basso costo e all’altezza della gloria presidenziale

Il Comando Operazioni Speciali di Ouagadougou, Burkina Faso, aveva anticipato questa nuova “guerra asimmetrica” predisponendo le forze speciali in Mali? Con quanti ha iniziato? 200 o 300 fanti del 1° Reggimento Paracadutisti della Fanteria di Marina e il 13° Reggimento Dragoni Paracadutisti? Con la logistica aerea degli elicotteri del COS (Gazelle, Cougar, Puma, Tiger), tre dei sei Mirage 2000D del dispositivo Sparviero di base a N’Djamena e inoltre due Mirage F-1, tre C-135, un C-130 Hercules e un Transall C-160? Oltre a utilizzare un drone Harfang basato a Niamey, in Niger, e perfino delle missioni sono state apparentemente compiute da Rafale partiti dalla Francia! [Meretmarine.com]. In riserva vi è il 2° Reggimento Paracadutisti della Legione Straniera, 1.200 uomini di base a Calvi, ma di cui si è annunciato un loro imminente salto a Timbuktu! Magre forze, che danno la dimensione di un’operazione ideata in settimana, e l’ampliamento della sbando morale, finanziario e politico della Francia… Utile, inoltre, è misurare la cucina sondaggista su una  Presidenza poco gradita: un sondaggio di Harris Interactive ha dimostrato che la maggioranza dei francesi, il 63%, sosterebbe l’intervento militare nel nord del Mali. Una miopia o una magistrale  disinformazione esagonale, … una delle due, mio capitano!

giovedì 13 settembre 2012

Il totalitarismo degli Stati Uniti perde una grande battaglia-un giudice blocca permanentemente il provvedimento di detenzione militare NDAA

Aggiornamento: Purtroppo, questo non è più vero perché la Corte d’Appello ha annullato la decisione del giudice Forrest - Leggi l’aggiornamento del 20 Settembre 2012

di Tyler Durden
Zero Hedge

defence billA gennaio, il giornalista vincitore del premio Pulitzer Chris Hedges ha citato in giudizio il presidente Obama e il  National Defense Authorization Act recentemente approvato, contestando in particolare  la legittimità dell'Autorizzazione all'uso della forza militare o, la disposizione che autorizza la detenzione militare per le persone che si ritiene abbiano "sostanzialmente supportato" Al Qaeda, i Talebani o "forze associate." Hedges ha definito l'azione del presidente che permette la detenzione a tempo indeterminato, che è stata firmata in legge con poca opposizione da entrambe le parti, "imperdonabile, incostituzionale ed estremamente pericolosa." Ha attaccato seccamente la farsa dei diritti civili che è l'infinita "guerra al terrore" condotta da entrambe le parti, destinata a chi con esattezza è poco chiaro, ma che certamente sta attirando rappresaglie sempre più intense da stranieri, come i violenti attacchi contro il consolato degli Stati Uniti in Egitto e Libia. Ha chiesto "perché i cittadini statunitensi ora devono  essere espressamente individuati per la detenzione militare e la negazione del giusto processo quando sotto l'Autorizzazione per l'uso di forza militare del 2001 il presidente, a quanto pare, può trovare la copertura legale per servire come giudice, giuria e boia per assassinare i cittadini degli Stati Uniti" Pochi mesi dopo, in maggio, il giudice distrettuale Katherine Forrest si è pronunciata a favore di un provvedimento cautelare per bloccare  l'applicazione dell'autorizzazione alla detenzione militare. Oggi, la guerra contro il vero terrore totalitario ha  vinto una battaglia decisiva, quando con il  parere 112, il giudice Forrest ha trasformato l'ingiunzione temporanea, a seguito di un ricorso del 6 Agosto da parte del governo totalitario, in una permanente.

lunedì 28 maggio 2012

BREAKING NEWS: I piani del Pentagono per l'attacco militare contro l'Iran

Le minacce velate del Segretario alla Difesa Panetta

Global Research
Press TV

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Segretario alla Difesa Leon Panetta

"La premessa fondamentale è che né gli Stati Uniti nè [sic] la comunità internazionale permetteranno all'Iran di sviluppare un'arma nucleare. Faremo tutto il possibile per impedire loro di sviluppare un'arma". Segretario alla Difesa americano Leon Panetta

Il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta dice che il Pentagono ha preparato piani per effettuare un attacco militare contro l'Iran se, nella disputa sul programma nucleare della Repubblica islamica, la diplomazia dovesse fallire.

domenica 20 maggio 2012

L'America attaccherà l'Iran perché i leader degli Stati Uniti vogliono incrementare la minaccia del terrorismo globale

di Saman Mohammadi
The Excavator

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L'America ha circondato l'Iran per una ragione, e non è quella di sedersi e fare un picnic.

L'America ha circondato l'Iran per una ragione, e non è quella di sedersi e fare un picnic. Washington si sta preparando per una guerra contro l'Iran. La storia dimostra che la preparazione per la guerra conduce alla guerra.
Quindi ci sarà la guerra tra USraele e Iran. E Obama giocherà il suo ruolo di venditore della guerra.

Numerosi esperti di sicurezza e terrorismo hanno detto che una delle conseguenze di un attacco all'Iran è che aumenterà la frequenza degli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti. Detto questo, perché l'America insiste ad attaccare l'Iran e a difendere  Israele ad ogni costo? I leader americani vogliono che la minaccia terroristica cresca e si diffonda, contrariamente a quello che dicono in pubblico?

La risposta breve è sì.

sabato 28 aprile 2012

Gli esperti concordano: La guerra al terrorismo è un racket, la CIA e Wall Street finanziati dal commercio mondiale di droga

di Saman Mohammadi
The Excavator

poppy fieldsFoto delle truppe americane che proteggono i campi di papavero dell'Afghanistan.

L'amministrazione Obama ha dichiarato che la "Guerra al Terrorismo" è ufficialmente finita, ma questa mossa rappresenta solo un cambiamento nella terminologia pubblica, e non nella politica ufficiale degli Stati Uniti.

La guerra agli obiettivi segreti del terrorismo continuerà ad essere perseguita indipendentemente dal nuovo linguaggio  pubblico che verrà utilizzato dai funzionari degli Stati Uniti, per continuare a vendere l'idea della guerra perpetua al popolo americano e al resto del mondo.

Uno degli obiettivi principali della "Guerra al Terrorismo" pubblicizzata con l'inganno, era quello di permettere alle agenzie governative statunitensi e alle banche internazionali di raccogliere i proventi del traffico mondiale di droga, facendola apparire nobile e legittima.

giovedì 15 dicembre 2011

Siria: un’aggressione che si precisa

di Ghali Hassan
Countercurrents 13 dicembre 2011
Info-Palestine

260810442 Gli Stati Uniti e i loro alleati si stanno preparando ad attaccare la Siria nel quadro del piano israelo-statunitense per destabilizzare la regione. Il pretesto è come al solito “proteggere i civili” e stabilire una “democrazia” di tipo occidentale. Ma naturalmente non c’è nulla di meno vero. L’obiettivo è quello di rovesciare il governo siriano e sostituirlo con un governo fantoccio al servizio degli interessi USA-Israele sionisti.

Si noti che, dato il sostegno della Siria alla resistenza libanese e palestinese contro il terrorismo israeliano e i legami della Siria con l’Iran, il governo del presidente Bashar al-Assad è considerato una “minaccia” per gli interessi di Israele e degli Stati Uniti. Pertanto, un governo soggetto alle pretese israelo-statunitensi è vitale per isolare l’Iran e per coprire l’espansione sionista israeliana.

L’interferenza continua straniera negli affari interni della Siria, ci ricorda la recente ingerenza criminale in Libia, iniziata con la costituzione di una “no-fly zone“, un’invasione militare illegale della Libia. I resoconti dei media affermano che gli Stati Uniti e Israele hanno arruolato mercenari sauditi e il Libano per creare problemi in Siria e isolare il governo siriano dal suo popolo, alimentando le divisioni settarie.

La campagna di demonizzazione condotta dagli Stati Uniti e dai loro alleati per delegittimare il governo siriano, è simile alla campagna di demonizzazione condotta contro la Libia. Il 25 novembre 2011, la Lega Araba, un’assemblea di despoti illegittimi controllata dall’Arabia Saudita e da altri feudi petroliferi ha escluso la Siria dalla Lega araba ed ha chiesto sanzioni diplomatiche ed economiche contro di essa. Proprio come in  Libia, l’esclusione della Siria dalla Lega araba fornisce agli Stati Uniti e ai loro alleati la copertura per attaccare la Siria e invadere di nuovo una nazione musulmana.

La Lega araba ha una lunga storia di tradimento e non corrisponde più a nulla. Secondo Mahdi Darius Nazemroaya: “Sono Arabia Saudita e il Gulf Cooperation Council (GCC), che hanno preso il potere nella Lega. Il GCC comprende i regni petroliferi del Golfo Arabico: Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Barhein, Qatar, Oman e Arabia Saudita. Nessuno di questi paesi è  esemplare, per non parlare della democrazia. I loro leader, insediati dagli Stati Uniti, hanno tradito i palestinesi, hanno aiutato ad attaccare l’Iraq, hanno dato il sostegno ad Israele contro il Libano, hanno distrutto la Libia e ora stanno cospirando contro la Siria e i suoi alleati regionali.” Ha aggiunto: “[La Lega Araba] è stata fagocitata da Washington e serve i suoi interessi e quelli dei loro alleati, invece dei reali interessi arabi”. Come il GCC, la Lega araba è uno strumento dell’imperialismo USA. Il suo intervento vergognoso contro la Siria (una ripetizione del suo intervento vergognoso contro la Libia) è un atto di guerra contro un altro paese arabo.

Il ruolo svolto dai despoti arabi sostenuti dagli Stati Uniti e guidati da Arabia Saudita, Qatar, Giordania ed Emirati Arabi è spregevole. Ed è ironico che questi despoti fingano di essere guidati dalle preoccupazioni per i diritti umani e la democrazia in Siria. Decenni di repressione e sottrazione di beni e risorse da parte dei singoli regimi dispotici, hanno portato ad alti livelli di disuguaglianza e corruzione nei loro paesi. Nonostante la loro ricchezza, sono paesi arretrati che hanno adottato lo stile di vita decadente dell’Occidente e si sono sbarazzati dell’Islam. Hanno radunato una setta estremista (islamista) che ha distrutto la grande religione islamica. Non sono dei leader eletti, ma illegittimi che non tollerano alcuna opposizione al loro potere tirannico.

L’Arabia Saudita è, ovviamente, il regime più repressivo del mondo. È anche il più stretto alleato degli Stati Uniti. Questa è una monarchia assoluta che considera i diritti umani e la libertà come minacce alla corrotta classe dirigente. Le donne saudite sono escluse dal lavoro regolare e la disoccupazione giovanile è al 40%. Le leggi saudite dette “anti-terroriste” criminalizzare il dissenso e autorizzano un lungo periodo di detenzione senza processo. I dissidenti sono trattati con brutalità. Il 21 novembre 2011, le truppe saudite hanno aperto il fuoco su una manifestazione pacifica in una provincia orientale della Arabia Saudita, facendo quattro morti e diversi feriti. I leader sauditi non tollerano il dissenso nei paesi vicini.

Nel marzo del 2011, le forze saudite hanno preso d’assalto il Barhein e schiacciato brutalmente i dimostranti pro-democrazia. L’invasione è stata incoraggiata e sostenuta dal governo statunitense. La relazione della Commissione d’inchiesta indipendente in Barhein (CEIBS) ha cercato di giustificare il comportamento e le leggi della monarchia assoluta. Tuttavia, il rapporto ha osservato le “violazioni sistematiche dei diritti umani” durante gli attacchi del governo contro i manifestanti. Il rapporto di 500 pagine descrive le varie violazioni da parte del regime dispotico del re Hamad bin Isa al-Khalifa. Secondo il rapporto, i detenuti, compreso il personale medico il cui unico crimine era quello di aver curato i manifestanti, sono stati torturati e abusati sessualmente. Il rapporto è stato subito sepolto dai media occidentali.

Passo dopo passo, il modello Libia viene riprodotto in Siria. Il 28 novembre, le Nazioni Unite, il braccio armato dell’imperialismo statunitense, hanno accusato le forze siriane, che difendono la nazione contro le bande armate terroristiche siriane sponsorizzate dall’Occidente, di “crimini contro l’umanità“. Il rapporto del cosiddetto “Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite” è interamente basato su menzogne prodotte da espatriati siriani a Londra, Parigi e Washington. Il rapporto accusa il governo di “atrocità“, ma non parla delle migliaia di siriani, tra soldati e poliziotti, uccisi e torturati da bande armate. Lo scopo principale della relazione è quello di demonizzare il governo siriano e di giustificare l’aggressione militare occidentale. La relazione è stata subito messa in circolazione dagli organi di propaganda occidentale, come la BBC, CNN, Fox News, al-Jazeera e la stampa guidata dall’impero di Murdoch.

Il rapporto è una copia dei rapporti delle Nazioni Unite in Iraq e Libia prima dell’invasione e della distruzione ad opera dei militari USA-NATO. Lo stesso pacchetto di menzogne che sono state usate per giustificare la barbara aggressione degli Stati Uniti contro l’Iraq, è stato riciclato contro la Siria. Il rapporto è il preludio all’aggressione USA-NATO contro la Siria. Dov’era il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite durante il genocidio commesso dagli Stati Uniti in Iraq? E’ chiaro che le Nazioni Unite coprono i crimini di guerra  dell’Occidente. La disinformazione gioca un ruolo importante nel manipolare l’opinione pubblica e nel creare un clima di guerra.

Mentre le Nazioni Unite si offrono di manipolare l’opinione pubblica mondiale a favore degli eserciti USA-NATO, il primo ministro britannico David Cameron e il despota del Qatar hanno promesso di sostenere i “gruppi di opposizione” siriani (leggi: fornirgli armi e denaro) per promuovere la “democrazia“. David Cameron e il despota del Qatar hanno ampiamente dimostrato il loro amore per la democrazia, distruggendo brutalmente la Libia. Oggi la Libia è come l’Iraq, saccheggiata, distrutta e abbandonata alla violenza. Decine di migliaia di libici (e africani) sono stati uccisi, migliaia languono nelle carceri dove si tortura e un terzo della popolazione è senza dimora.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy, ancora assetato di sangue, ha chiesto la creazione di una “zona umanitaria” di sicurezza per proteggere i civili, simile alla “zona umanitaria” in Libia dove furono uccisi migliaia di civili innocenti da parte degli eserciti USA-NATO. Il pretesto dei “diritti umani” per giustificare l’aggressione è stato utilizzato per l’ascesa della Germania di Adolf Hitler. I nazisti tedeschi giustificarono le loro invasioni e violenza armata con la necessità di “proteggere i civili“. Infatti, dai primi anni ’90, vediamo l’ascesa del fascismo anglo-statunitense che invade e terrorizza nazioni indifese che ha distrutto completamente con il pretesto di “proteggere i civili“.

Secondo il quotidiano turco Milliyet (28 novembre 2011): “La Francia ha inviato istruttori  militari in Turchia e in Libano per formare la cosiddetta Freedom Force [siriana], un gruppo di disertori che opera in Siria da Libano e Turchia per preparare la guerra contro la Siria“. Mercenari stranieri sono stati inviati in gran numero in Siria dal Libano. Come ho detto prima, sono armati e finanziati da CIA, MI6 britannico, Mossad israeliano, Arabia Saudita, Turchia, Libano e Giordania.

Va ricordato che la rivolta armata contro il governo siriano -finanziata e armata da Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Israele, Libano e Giordania- si limitava a piccole città e villaggi lungo i confini con Giordania, Libano e Turchia. (Per maggiori dettagli si veda il mio articolo Target Syria). La grande maggioranza dei siriani sostiene il Presidente Bashar al-Assad, soprattutto nelle grandi città come Damasco, Aleppo e Latakia. Le recenti manifestazioni in queste città hanno raccolto milioni di sostenitori di al-Assad.

Turchia, nel frattempo, usa la violenza per promuovere i propri interessi imperialisti e quelli della NATO. La Turchia ha chiesto l’istituzione di una “zona cuscinetto” in Siria per addestrare e armare la cosiddetta “resistenza siriana” al governo siriano. Questa è una palese interferenza negli affari interni della Siria, la Turchia ha inoltre organizzato conferenze per costruire l’opposizione al governo siriano e ha svolto un ruolo importante nella creazione del cosiddetto Consiglio nazionale siriano (CNS), una coalizione di espatriati dell’opposizione e di estremisti armati. I loro leader hanno già promesso di tagliare i legami con l’Iran, la Siria, i palestinesi e i movimenti di resistenza libanese, se saranno al “potere” in Siria.

Secondo Ibrahim al-Amin, direttore del notiziario al-Akhbar, in una recente intervista per il Wall Street Journal, il portavoce del CNS, “Burhan Ghalioun, è stato costretto (ed è l’unica spiegazione) a dire chiaro che l’opposizione siriana ha offerto il suo sostegno a Stati Uniti, Turchia, Europa e al Golfo in cambio del loro supporto“. Grandi quantità di armi sono state contrabbandate in Siria dalla Turchia per fomentare una guerra civile nel paese. La Turchia prevede di invadere la Siria, se Ankara ottiene via libero da Washington.  Questo perché i “turchi bianchi” hanno cominciato improvvisamente a preoccuparsi dei diritti umani e della democrazia nel mondo arabo, e la Turchia interferisce negli affari interni della Siria, ma per proprio interesse e per servire gli interessi degli Stati Uniti e dei sionisti israeliani.

La Turchia si presenta come un “mediatore” imparziale nella regione, un “ponte” tra i paesi occidentali e musulmani. Nei fatti, i turchi bianchi sono al servizio dell’imperialismo occidentale e promuovono i suoi interessi nella regione dal regno di Kamal Ataturk. La Turchia si vanta di essere un paese musulmano, ma ha sposato un “calvinismo islamico” occidentale che è in flagrante contraddizione con i principi dell’Islam. I decenni di relazioni tra la Turchia e lo Stato sionista di Israele, e la partecipazione della Turchia alla guerra USA-NATO (Turchia è un membro della NATO) contro i paesi musulmani, sono contrari all’Islam. D’altronde, molti turchi hanno condannato il ruolo della Turchia nella distruzione della Libia da parte dei militari USA-NATO e l’assassinio in massa di civili libici. Inoltre, la decisione turca di consentire a USA-NATO di dispiegare lo “scudo” antimissili nucleari sul proprio territorio, e direttamente puntato verso l’Iran e altri paesi musulmani, è terribilmente ipocrita ed è un tradimento dell’Islam.

La recente posizione della Turchia come un campione della Palestina è solo una facciata retorica destinata al consumo domestico e regionale. Se i turchi bianchi avessero davvero a cuore i diritti dell’uomo, sarebbe finita la loro cooperazione con Israele e avrebbero imposto sanzioni contro lo stato sionista. I turchi bianchi dovrebbero far piazza pulita a casa loro,  proprio in materia di diritti umani. Gli arabi possono e devono respingere il nuovo ruolo della Turchia come cane da guardia dell’imperialismo e del sionismo.

L’ingerenza degli Stati Uniti negli affari delle nazioni sovrane, tra cui le nazioni arabe, è ben nota. Gli Stati Uniti sono il più grande nemico della democrazia, dei diritti umani e del diritto internazionale. Per quanto riguarda la democrazia, la classe dirigente degli Stati Uniti preferisce ciò che Hillary Clinton ha definito “il tipo di democrazia che vogliamo”. Il tipo di democrazia che si trova in Arabia Saudita, Barhein, Kuwait, Qatar, Iran al tempo del torturatore Reza Shah Pahlavi, in Egitto sotto la tirannia di Mubarak e il Cile sotto il regime fascista di Augusto Pinochet. In realtà, sarebbe difficile citare un dittatore assassino che non sia stato (portato al potere), finanziato e armato dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Gli Stati Uniti hanno avuto grandi storie d’amore con dei dittatori fascisti e sanguinari.

Inoltre, le agenzie e pensatoi statunitensi come il National Endowment for Democracy (NED), Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (US Agency for International Development, USAID), L’Istituto per la Società Aperta (Open Society Institute-OSI) di George Soros e il National Democratic Institute (NDI-NDI), sono direttamente coinvolti nel finanziamento di gruppi di opposizione nel mondo arabo e altrove. Il New York Times (14 aprile 2011) ha trovato “una serie di organizzazioni e di individui direttamente coinvolti nelle rivolte e nei movimenti di riforma che agitano [il Medio Oriente], come il Movimento giovanile del 6 aprile in Egitto, il Centro dei Diritti Umani del Barhein e gli attivisti di base come Entsar Qadhi, un giovane leader yemenita; ricevono formazione e  sostegno finanziario da gruppi come l’International Republican Institute, il National Democratic Institute e la Casa del libertà, una organizzazione non governativa per i diritti umani di Washington.”

In Siria, la NED è direttamente coinvolta nel finanziamento dell’esercito siriano insurrezionale attraverso i suoi partner del Centro per lo Studio dei Diritti Umani, una organizzazione anti-siriana. Nel caso dell’Egitto, gli Stati Uniti hanno sostenuto il regime di Mubarak fino alla fine. Quando finalmente è stato rovesciato, gli Stati Uniti hanno cambiato bandiera e hanno lavorato per incoraggiare le divisioni e il settarismo. Allo stesso tempo gli Stati Uniti hanno continuato a lavorare con l’esercito egiziano, il loro cliente fedele, per gestire la “rivoluzione” per servire i loro interessi e quelli dei sionisti israeliani. Tuttavia, quando gli Stati Uniti non possono provocare un cambiamento di regime attraverso le cosiddette “rivoluzioni colorate” e le sanzioni economiche, intervengono militarmente (e illegalmente). Lo hanno fatto in Iraq, Jugoslavia, Libia e la Siria è ora minacciata.

Infine, la Siria non è un paese perfetto. E come in tutti i paesi, l’opposizione interna in Siria ha diversi aspetti. Ma i siriani sono contro la violenza e l’ingerenza straniera negli affari del loro paese. I siriani vogliono riforme reali -politiche ed economiche- che siano nel loro interesse. Il popolo siriano ha sofferto molto negli ultimi dieci anni. A causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e della presenza in Siria di oltre 2 milioni di rifugiati iracheni, l’economia siriana è rimasta ferma e le condizioni di vita sono peggiorate. Il popolo siriano non vuole un cambiamento di regime sponsorizzato dagli Stati Uniti. Nel marzo 2009 un sondaggio mostrava che oltre due terzi del popolo siriano ha un parere negativo degli Stati Uniti. La decisione di cambiare il governo e il sistema politico siriano, devono rimanere nelle mani del popolo siriano.

Potenti forze si riuniscono contro i siriani, che sono ora minacciati da un attacco brutale per distruggere e saccheggiare il loro paese. Non dobbiamo stare in disparte e rendersi complici di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.  Dobbiamo continuare la lotta per il rispetto del diritto internazionale e contro le aggressioni.

*Ghali Hassan è un commentatore politico indipendente che vive in Australia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fonte: AuroraSito 13 Dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

La vera ragione per la quale Obama minaccia di porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato

(Suggerimento: non è per proteggere la libertà)

WashingtonsBlog

indefinite detention

Obama vuole porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato per mantenere gli Stati Uniti fedeli alla Convenzione di Ginevra

Io - come tutti gli altri - sono inorridito dall'approvazione al Senato della legge che consentirebbe la detenzione a tempo indeterminato degli americani.

E in un primo momento, io - come molti altri - ho dato per scontato che la minaccia di Obama di porre il veto alla proposta di legge potesse essere una buona cosa. Ma la verità è molto più inquietante.

Come osserva giustamente l'ex redattore del Wall Street Journal ed editorialista Paul Craig Roberts:

La contestazione del regime di Obama alla detenzione militare non è radicata nella preoccupazione per i diritti costituzionali dei cittadini americani. Il regime si oppone alla detenzione militare, perché la detenzione militare implica che i detenuti sono prigionieri di guerra. Come ha detto il Presidente della Commissione del Senato per i Servizi Armati, Carl Levin: Se si stabilisce che qualcuno "è un membro di una forza nemica  che è venuto in questa nazione o si trova in questa nazione per attaccarci come membro di una forza nemica straniera, questa persona deve essere trattata secondo le leggi di guerra? La risposta è sì."

I detenuti trattati secondo le leggi di guerra hanno la protezione della Convenzione di Ginevra. Non possono essere torturati. Il regime di Obama si oppone alla detenzione militare, perché i detenuti avrebbero qualche diritto. Questi diritti potrebbero interferire con la capacità del regime di inviare i detenuti nelle prigioni della tortura della CIA all'estero.
[Sì,
A quanto pare, Obama sta ancora permettendo "consegne straordinarie" per torturare le persone all'estero.] Questo è ciò che il regime di Obama vuole dire quando dice che il requisito della detenzione militare nega il regime di "flessibilità".

I regimi di Bush/Obama hanno eluso le Convenzioni di Ginevra, dichiarando che i detenuti non sono prigionieri di guerra, ma "nemici combattenti ", "terroristi", o qualche altra designazione che rimuove tutte le responsabilità del governo degli Stati Uniti per il loro trattamento.

Richiedendo la detenzione militare del catturato, il Congresso annulla tutte le manovre che i due regimi hanno compiuto per rimuovere lo status di Prigionieri di Guerra dei detenuti.

Una lettura attenta delle obiezioni del regime di Obama sulla detenzione militare supporta questa conclusione. (Vedi http://www.whitehouse.gov/.../saps1867s_20111117.pdf)

La lettera al Senato dell'Ufficio Esecutivo del Presidente del 17 novembre dice che il regime di Obama non vuole che l'autorità che ha, in virtù della Legge Pubblica 107-40 sull'Autorizzazione all'uso della forza militare (AUMF), sia codificata. La codificazione è rischiosa, dice il regime. "Dopo un decennio di giurisprudenza stabilita sul diritto di detenzione, il Congresso deve fare attenzione a non aprire una nuova serie di questioni giuridiche che creeranno confusione sui nostri sforzi per proteggere il paese".

In altre parole, il regime sta dicendo che in conformità all'AUMF, il ramo esecutivo mantiene la totale riservatezza riguardo a chi detiene e a come tratta i detenuti. Inoltre, poichè l'esecutivo mantiene la massima riservatezza, nessuno può scoprire che cosa sta facendo l'esecutivo, chi sono i detenuti, o che cosa  sta facendo per loro. La Codificazione comporta la responsabilità, e l'esecutivo non vuole responsabilità.

Coloro che vedono la speranza nel veto minacciato da Obama sono saltati alle conclusioni se pensano che il veto è basato su scrupoli costituzionali.


Lo Stato di Polizia è iniziato anni fa

Anche se Obama minacciasse il veto per più nobili scopi, non cambierebbe nulla, perché il governo degli Stati Uniti ha affermato il suo potere di detenere a tempo indeterminato e di assassinare cittadini americani anni fa.

Ho osservato nel 2008:

Secondo il New York Times :

"Una definizione pericolosamente ampia di "nemico combattente fuorilegge", nel disegno di legge, potrebbe esporre i residenti legittimi degli Stati Uniti, così come i cittadini stranieri che vivono nei loro paesi, ad un arresto sommario e alla detenzione a tempo indeterminato senza speranza di appello. Il presidente potrebbe dare il potere di applicare questa etichetta a chiunque egli voglia".

E secondo un professore di legge di Yale , "La legge [sulla tortura] .... autorizza il presidente a considerare i cittadini americani come nemici combattenti, anche se non hanno mai lasciato gli Stati Uniti. E una volta scaraventati in una prigione militare, non possono aspettarsi un processo dai loro pari o una qualsiasi delle altre normali protezioni del Bill of Rights."

Il professore della scuola di legge e presidente della National Lawyers Guild, Marjorie Cohn ha  sottolineato nel 2006:

Il Military Commissions Act del 2006 che disciplina il trattamento dei detenuti, è il culmine dell'incessante allarmismo da parte dell'amministrazione Bush dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre.

Poiché il disegno di legge è stato adottato alla velocità della luce, quasi nessuno ha notato che esso consente a Bush di dichiarare non solo gli stranieri, ma anche cittadini americani, "nemici combattenti fuorilegge".

***

Chiunque dona soldi a un ente di beneficenza che è presente nella lista delle organizzazioni "terroristiche" di Bush, o che parla contro le politiche del governo, potrebbe essere dichiarato un "nemico combattente fuorilegge" e imprigionato a tempo indeterminato. Ciò include i cittadini americani.

Glenn Greenwald e Emptywheel di Fire Dog Lake hanno anche documentato che la Casa Bianca crede da molti anni, di avere il potere di detenere a tempo indeterminato cittadini americani. Vedi questo, questo, questo e questo .

Ho osservato Venerdì:

Lo stato di polizia è iniziato nel 2001.

In particolare, l'11/9, il vice presidente Dick Cheney ha avviato i Piani per la Continuità del Governo che hanno messo fine alla forma di governo costituzionale dell'America (almeno per un certo periodo di tempo indeterminato).

Lo stesso giorno, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale ... e quello stato di emergenza è sempre stato in vigore fino ad oggi .

L'amministrazione Obama ha anche detto, per più di un anno e mezzo che potrebbe colpire cittadini americani e assassinarli senza alcun processo, né condanna.

Nel 2005, Chris Floyd ha sottolineato che la capacità del governo di assassinare cittadini americani è iniziata la settimana stessa dell'11/9:

Il 17 settembre 2001, George W. Bush ha firmato un ordine esecutivo che autorizza l'uso di "misure letali" contro chiunque al mondo lui o i suoi tirapiedi ritengano un "nemico combattente". Questo ordine entra in vigore oggi. Nessuna prova giudiziaria, nessuna udienza, nessun onere necessario per eseguire le uccisioni; nessuna legge, nessuna frontiera, nessuna svista li trattiene. Bush ha dato agli agenti del settore carta bianca, anche per indicare i "nemici" di propria iniziativa e ucciderli come meglio credono.

L'esistenza di questo squadrone della morte universale - e la totale cancellazione della libertà umana che esso rappresenta - non ha provocato neanche una briciola, un atomo, una particella quantistica di polemiche nelle Istituzioni americane, anche se non è un segreto. L'ordine esecutivo è stato diffuso per la prima volta dal Washington Post a ottobre 2001 .... Il New York Times ha aggiunto ulteriori dettagli nel dicembre 2002 . Nello stesso mese, i funzionari di Bush hanno chiarito che l'editto del terrore si applica anche ai cittadini americani, come ha riferito l'Associated Press.

La prima applicazione di questo potere, confermata ufficialmente, è stata l'uccisione di un cittadino americano nello Yemen, tramite un missile drone della Cia, il 3 novembre 2002. Un attacco simile si è verificato questo mese in Pakistan, quando un missile della Cia ha distrutto una casa e presumibilmente ha ucciso Abu Hamza Rabia, un sospetto personaggio di al Qaeda. Ma gli unici corpi trovati sul posto sono quelli di due bambini, il figlio del padrone di casa e il nipote, riferisce Reuters. Il padre in lutto ha negato qualsiasi collegamento con il terrorismo. Un precedente attacco della CIA su un'altra casa ha mancato Rabia, ma ha ucciso la moglie e i figli, hanno riferito i funzionari pakistani.

Ma la maggior parte degli omicidi si svolgono in segreto, in silenzio, professionalmente, come un omicidio su commissione per la mafia. Come afferma un documento del Pentagono portato alla luce dal New Yorker nel dicembre 2002 , gli squadroni della morte devono essere "piccoli e agili" e "in grado di operare clandestinamente, con una gamma completa di modalità di copertura ufficiali e non ufficiali per entrare nei paesi di nascosto ... ."

I pericoli di questa politica sono evidenti, come ha osservato un rapporto delle Nazioni Unite sulle "esecuzioni extragiudiziali" nel dicembre del 2004 : "Autorizzare i governi ad identificare e uccidere 'noti terroristi' non implica per loro alcun obbligo verificabile di dimostrare in alcun modo che coloro contro cui la forza letale viene utilizzata sono davvero terroristi ... Sebbene venga presentata come un''eccezione' limitata alle norme internazionali, in effetti essa crea la possibilità di un'espansione infinita della categoria fino ad includere qualunque nemico dello Stato, disadattati sociali, oppositori politici, o altri."

E' difficile credere che qualsiasi vera democrazia accetterebbe la pretesa del suo leader di poter uccidere chiunque, semplicemente etichettandolo come "nemico". E' difficile credere che una qualsiasi persona adulta, anche con la minima conoscenza della storia o della natura umana, possa appoggiare questo potere illimitato ed arbitrario, conoscendo il male che è destinato a produrre. Eppure questo è ciò che i grandi e potenti hanno fatto in America. Come vecchi boiardi, che non solo approvano, ma celebrano il loro asservimento al governante.

Nota [dal Washington's Blog: L'11/9 ha permesso a coloro che glorificano la guerra di attuare piani che avevano desiderato per molti anni (e guardate questo ), anche se l'11/9 fosse accaduto perché Dick Cheney era - nella migliore delle ipotesi - del tutto incompetente , e il governo ora sta facendo cose che aumentano il rischio di terrorismo, invece di fare le cose che potrebbero realmente renderci più sicuri].

***

Questo è stato chiaramente dimostrato ... nel discorso allo stato dell'Unione di Bush, nel gennaio 2003, tenuto al Congresso e teletrasmesso a livello nazionale durante la frenesia finale del rullo dei tamburi di guerra prima dell'assalto all'Iraq. Strombazzando i suoi successi nella guerra al terrore, Bush ha affermato che "oltre 3.000 sospetti terroristi" sono stati arrestati in tutto il mondo - "e molti altri hanno incontrato un destino diverso". Il suo volto ha assunto allora la caratteristica occhiata maliziosa, lo strano, malaticcio mezzo sorriso che  acquista ogni volta che parla di uccidere la gente: "Mettiamola in questo modo. Non sono più un problema."

In altre parole, i sospetti - e anche Bush ha riconosciuto che erano solo sospetti - sono stati assassinati. Linciati. Uccisi da agenti senza sorveglianza che operano in quel mondo d'ombra dove l'intelligence, il terrorismo, la politica, la finanza e la criminalità organizzata si fondono insieme in un'amorfa, impenetrabile massa. Uccisi sulla parola di un discutibile informatore, forse: un prigioniero torturato disposto a dire qualsiasi cosa per porre fine al suo tormento, un rivale in affari, un nemico personale, un burocrate in cerca di impressionare i suoi superiori, una spia a pagamento bisognosa di soldi, un bizzarro che persegue odi etnici, tribali o religiosi - o qualsiasi altro fornitore di informazioni spazzatura che sono moneta di scambio nel mondo delle ombre.

Bush ha sostenuto con orgoglio questo sistema orribile, come esempio di ciò che egli chiama "il significato della giustizia americana." E i legislatori riuniti ... hanno applaudito. Oh, come hanno applaudito!

Questo è, naturalmente, il vero significato della famosa scena di Star Wars:



Fonte: WashingtonsBlog 5 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

lunedì 28 novembre 2011

I Neoconservatori hanno pianificato il cambio di regime in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa 20 anni fa

Washington's Blog 

Iraq ☑ Libia ☑ Siria ... ☐ ☐ Libano Somalia Sudan ☐ ☐ ☐ Iran

neoconsHo ripetutamente documentato che i neocon hanno previsto un cambio di regime in Iraq, Libia, Iran, Siria e una miriade di altri paesi subito dopo i fatti dell'11/9  ... se non prima .

E che Obama sta attuando quegli stessi piani - solamente con una faccia "più gentile, più dolce".

Glenn Greenwald fornisce ulteriore documentazione sul fatto che nei vari stati del Medio Oriente e Nord Africa le guerre sono state pianificate prima dell'11/9 :

Il generale Wesley Clark ... ha detto che lo scopo di questo complotto ["distruggere i governi di Iraq ..., ... Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran"] era questo: "Volevano che noi destabilizzassimo il Medio Oriente, lo rivoltassimo sotto sopra, per portarlo sotto il nostro controllo". Poi ha raccontato di una conversazione che aveva avuto dieci anni prima con Paul Wolfowitz. - nel 1991 - durante la quale l'allora ufficiale- numero-3-del Pentagono, dopo aver criticato Bush 41 per non aver rovesciato Saddam, ha detto a Clark: "Ma una cosa abbiamo imparato [dalla Guerra del Golfo Persico], che possiamo usare i nostri militari nella regione - in Medio Oriente - ed i sovietici non ci fermeranno. E abbiamo guadagnato circa 5 o 10 anni per ripulire i vecchi regimi sovietici - la Siria, l'Iran [sic], l'Iraq - prima che  la prossima grande superpotenza venga a sfidarci". Clark si è detto scioccato dalle richieste di Wolfowitz perché, come ha detto Clark: "lo scopo dei militari è quello di iniziare guerre e cambiare governi? Non è quello di scoraggiare i conflitti?"

In seguito del cambio di regime operato dai militari in Iraq e in Libia ... con gli sforzi concordati in corso per un cambio di regime in Siria e Iran, con attivi e crescenti combattimenti per delega in Somalia, con un modesto impegno militare nel Sudan meridionale, e l'uso attivo di droni in sei - contateli: sei - diversi paesi musulmani, vale la pena chiedersi se il sogno neocon esposto da Clark è morto o sta per essere attivamente perseguito e realizzato, anche se con mezzi più sottili e multilaterali rispetto alle invasioni militari totali  (vale la pena ricordare che i neocon sono specializzati nel vestire le loro guerre umanitarie con involucri del tipo: Le camere di stupro di Saddam! Ha gassato la sua gente!). Come Jonathan Schwarz ... ha detto sulle presunte controverse fazioni sulla sicurezza nazionale:

Per quanto posso dire, non c'è quasi nessuna differenza di obiettivi all'interno dell'establishment della politica estera. Semplicemente non sono d'accordo sulle migliori modalità per raggiungere gli obiettivi. La mia ipotesi è che tutti sono d'accordo che dobbiamo continuare a difendere il medio oriente da interferenze esterne (io amo quella linea di  Hillary), e i Democratici pensano semplicemente che la strada migliore è quattro guerre palesi e tre azioni sotto copertura, mentre i neocon vogliono saltare direttamente a sette guerre.

***

L'obiettivo dei neocon come ha riferito Clark - un cambio di regime in quei sette paesi - sembra più vivo che mai. E' semplicemente impressionante ascoltare Clark che descrive quei 7 paesi in cui i neocon hanno deciso di avere un cambio di regime nel 2001, e poi fare il paragone con quello che il governo degli Stati Uniti ha fatto e continua a fare, da allora, proprio in merito a quei paesi.

Nota: La cosiddetta "guerra al terrore" ha anche indebolito la nostra sicurezza nazionale e ha creato molti terroristi in più di quelli che ha ucciso, imprigionato o comunque fermato Sta anche. distruggendo la nostra economia.

Fonte: Washington's Blog 28 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

giovedì 17 novembre 2011

Inizia un'altra guerra per procura della NATO, Ribelli attaccano base militare in Siria

Siria:un'altra guerra per procura della NATO

di Eric Blair
Activist Post

In quello che sta diventando un déjà vu della politica estera occidentale, un altro segmento scontento della popolazione di una nazione musulmana, armato dalla NATO, ha intrapreso un'azione militare offensiva contro il  suo governo.

VOA News riferisce che "i ribelli del Libero Esercito Siriano hanno sparato razzi e colpi di mitragliatrice contro un complesso di intelligence dell'aeronautica, nel sobborgo di Harasta a Damasco, nelle prime ore di Mercoledì."

La notizia è arrivata da un "portavoce con sede in Germania" sebbene non ci fosse alcuna conferma indipendente dell'attentato che, a quanto riferito, ha ucciso 11 persone.

Nel frattempo, la Turchia e le nazioni della Lega Araba si sono riunite per esaminare ulteriori sanzioni contro la Siria per il suo "rifiuto di porre fine alla repressione" contro i ribelli violenti che sono stati costantemente indicati come manifestanti pacifici dai media occidentali.

La Siria ha attribuito gran parte della violenza a terroristi appoggiati dall'estero, e sta crescendo la prova che dimostra che le sue preoccupazioni erano valide.

Anche prima dell'annuncio di agosto che la NATO stava armando segretamente questi manifestanti siriani,  agenti del Libano legati agli Stati Uniti e all'Arabia Saudita sono stati sorpresi a contrabbandare armi ai ribelli siriani.

Ora con l'attacco militare di ieri, sembra che la situazione in Siria non possa più essere definita come un "giro di vite" del regime di Assad su innocui insoddisfatti che ancora una volta sembrano essere una piccola minoranza di civili siriani.

Nelle ultime settimane, ci sono state manifestazioni di massa di decine di migliaia di fedelissimi del governo che portavano foto di Assad e denuncivano i ribelli.

L'ondata di malcontento in Medio Oriente e Africa del Nord ha permesso alle potenze occidentali di affermare la loro autorità, cosa che sarebbe stata difficile altrimenti. Il risultato è stato un cambio di regime per mezzo di rivolte civili in paesi come la Tunisia e l'Egitto, e otto mesi di guerra della NATO in Libia, per cacciare Gheddafi.

L'Occidente ha seguito esattamente lo stesso piano per il cambio di regime, in Siria, come ha fatto in Libia. In primo luogo, riconoscono l'appoggio ai civili arrabbiati. Poi impongono sanzioni paralizzanti con un ordine esecutivo . Poi, armano l'esercito per procura dei ribelli che vengono poi coordinati da organizzatori stranieri, come l'anonimo  portavoce tedesco di cui sopra. E se la Libia è davvero il modello, all'orizzonte ci sono attacchi aerei della NATO.

Il deja vu in Siria non è privo di ipocrisia, in quanto nessuna ragione è stata data sul motivo per cui si è consentita la soppressione delle proteste popolari in Bahrein, Arabia Saudita, e perfino negli Stati Uniti, senza neanche una parola da parte dei media occidentali.

Mentre gli Stati Uniti predicano il diritto alla libertà di parola in queste nazioni bersaglio,  i campi del movimento "Occupare" sono stati smantellati con la forza e i manifestanti sfrattati, soprattutto a New York e in  Oregon . A Oakland, in California, gli studenti pacifici sono stati brutalizzati dalla polizia Stormtrooper. Immaginate se la Cina avesse cominciato ad armare segretamente i gruppi Occupare perchè potessero difendersi contro la brutalità della polizia.

Ipocrisia intellettuale a parte, la NATO e gli Stati Uniti  proseguono, ancora una volta, con la loro sanguinosa campagna per un cambio di regime in Siria, mentre continuano a battere i tamburi per colpire l'Iran. Con i media occidentali che individuano chiaramente i nemici, a quanto pare nessuno potrà fermare questi continui interventi violenti in Medio Oriente e oltre.

Fonte: Activist Post 17 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

sabato 12 novembre 2011

Gli Stati Uniti stanno già attaccando l'Iran tramite terroristi per procura

La CIA finanzia dichiaratamente i gruppi  accusati di sanguinosi attacchi volti a destabilizzare Teheran

di Paul Joseph Watson
Prison Planet

La tesi di Teheran che gli Stati Uniti stanno portando avanti attacchi terroristici in Iran nel tentativo di destabilizzare il regime di Ahmadinejad, in preparazione di un assalto militare, è stata in gran parte ignorata dai media, ma è un fatto ammesso che la CIA utilizza terroristi per procura per fare proprio questo.

"L'Iran dispone di prove inconfutabili che rivelano il coinvolgimento ufficiale del governo degli Stati Uniti nella pianificazione in funzione anti-Iran e nell'invio di elementi per condurre atti di sabotaggio e di terrore in Iran e altri paesi della regione", ha detto la scorsa settimana il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Saeed Jalili, promettendo di inviare alle Nazioni Unite la prova del "terrorismo sostenuto dagli Stati Uniti".

"Siamo in possesso di 100 prove inconfutabili che rivelano il ruolo degli Stati Uniti nel dirigere i terroristi per lo svolgimento di atti di terrorismo in Iran e nella regione," il Leader Supremo della Rivoluzione Islamica Ayatollah Seyed Ali Khamenei ha aggiunto.

Mentre la storia è stata riportata dai media di Stato iraniani, la stampa occidentale l'ha accolta con una scrollata di spalle collettiva. Al nuovo rapporto dell'AIEA che sostiene che l'Iran era sul punto di sviluppare un'arma nucleare, è stata concessa una copertura mille volte più ampia.

Tuttavia, il fatto che gli Stati Uniti stiano addestrando e finanziando gruppi terroristici per destabilizzare l'Iran, attraverso la violenza e altri atti di sovversione, è stato ammesso.

L'ex veterano della CIA, Robert Baer, ha spiegato nel documentario Vanguard: guerra segreta degli Stati Uniti con l'Iran , che gli Stati Uniti sono in guerra con l'Iran da anni, attraverso i suoi terroristi per procura, in particolare il gruppo nazionalista militare curdo PJAK, che è stato accusato di numerosi attacchi in Iran.

Come hanno riferito nel 2007 il Telegraph di Londra, ABC News e numerose altre testate mainstream, gli Stati Uniti stanno utilizzando anche il gruppo terrorista sunnita Jundullah affiliato ad Al-Qaeda, per effettuare attentati suicidi e altri attacchi di destabilizzazione in Iran, una politica realizzata dall'amministrazione Bush e continuata sotto Obama.

Fonti di intelligence hanno rivelato che "Il presidente George W. Bush ha dato l'approvazione alla CIA per avviare operazioni "in nero" sotto copertura per ottenere un cambiamento di regime in Iran. Bush ha firmato un documento ufficiale approvando i piani della CIA per una campagna di propaganda e disinformazione destinata a destabilizzare, e infine rovesciare il governo teocratico dei mullah", ha riferito il Telegraph.

Parte di questa campagna di destabilizzazione della CIA comprendeva "Dare supporto a distanza, fornendo denaro e armi, a un gruppo militante iraniano, Jundullah, che ha condotto raid in Iran dalle basi in Pakistan", affermava il rapporto.

Jundullah è un ramo sunnita di Al-Qaeda precedentemente guidato dal presunto cervello dell'11/9, Khalid Sheikh Mohammed. Nel mese di ottobre 2009, Jundullah ha attaccato la Guardia Rivoluzionaria Iraniana presso la sua sede a Pishin, vicino al confine con il Pakistan, uccidendo 40 persone.

Il gruppo è stato accusato di numerosi attentati in Iran con l'obiettivo di destabilizzare il governo di Ahmadinejad ed è attivo anche in Pakistan, dopo essere stato indicato per il suo coinvolgimento in attacchi contro stazioni di polizia e autobombe al Centro Culturale USA in Pakistan nel 2004.

Nel maggio 2008, ABC News ha riferito che il Pakistan stava minacciando di riconsegnare sei membri del Jundullah all'Iran dopo essere stati presi in custodia dalle autorità pakistane.

"I funzionari americani hanno detto ad ABC News che ufficiali dell'intelligence degli Stati Uniti di frequente incontrano e consigliano i leader del gruppo Jundullah, e che funzionari dei servizi segreti, attuali ed ex, sono al lavoro per impedire che gli uomini siano inviati in Iran", ha riferito ABC News, evidenziando ancora una volta la stretta relazione tra il gruppo terroristico e la CIA.

Nel luglio 2009, un membro del gruppo Jundullah ha ammesso dinanzi al tribunale di Zahedan Iran che il gruppo era un delegato per gli Stati Uniti e Israele.

Abdolhamid Rigi, un membro anziano del gruppo e il fratello del leader del gruppo, Abdolmalek Rigi, che era uno dei sei membri dell'organizzazione estradati dal Pakistan, ha detto alla corte che Jundullah era stato addestrato e finanziato da "Stati Uniti e sionisti". Ha anche detto che il gruppo aveva ricevuto ordini da America e Israele di intensificare i suoi attacchi in Iran.

Jundullah non è l'unico gruppo terroristico anti-iraniano che il governo degli Stati Uniti è stato accusato di finanziare, nel tentativo di fare pressione sul governo iraniano.

Molti soggetti credibili, inclusi informatori dell'intelligence statunitense ed ex personale militare, hanno affermato che gli Stati Uniti stanno conducendo operazioni militari segrete all'interno dell'Iran con gruppi di guerriglieri per effettuare attacchi contro le unità della Guardia Rivoluzionaria Iraniana.

Si sospetta ampiamente che la ben nota organizzazione terroristica di destra, conosciuta come Mujahedeen-e Khalq (MEK), un tempo gestito dai temuti servizi segreti di Saddam Hussein, ora lavorano esclusivamente per la Direzione delle Operazioni della CIA ed eseguono bombardamenti a distanza in Iran.

Dopo un bombardamento in Iran nel marzo 2007, il Telegraph di Londra ha anche riferito di come un alto ufficiale della CIA, ha denunciato il fatto che l'America sta segretamente finanziando gruppi terroristici in Iran, nel tentativo di aumentare la pressione sul regime islamico perchè rinunci al suo programma nucleare.

Un articolo dal titolo Gli Stati Uniti finanziano gruppi terroristici per seminare il caos in Iran , rivela come i finanziamenti per gli attacchi effettuati da gruppi di terroristi "proviene direttamente dal bilancio classificato della CIA", un fatto che ora non è "un gran segreto", secondo un ex alto funzionario della CIA di Washington che Domenica ha parlato in forma anonima a The Telegraph.

Fonte: Prison Planet 11 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

mercoledì 9 novembre 2011

Attacco all'Iran: un atto hitleriano di aggressione

Lettura indispensabile riguardo all'Iran

di Tony Cartalucci
Land Destroyer Report

6 novembre 2011 - Mentre aumenta la retorica sulla guerra con l'Iran, prima con la messa in scena dell'attentato  DEA-saudita, e ora, con un prossimo rapporto dell'AIEA  che apparentemente "espone" le ambizioni nucleari dell'Iran, è importante rileggere le confessioni firmate dagli interessi corporativo-fascisti dietro questa spinta alla guerra, nelle quali si ammette che:

1. L'Iran non rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale degli USA - anche se acquisisse armi nucleari, piuttosto l'Iran minaccia gli interessi americani in tutto il Medio Oriente, nell'altra metà del mondo.

2. L'Iran vuole disperatamente evitare il conflitto armato con Israele e l'Occidente e userebbe le armi nucleari solo come deterrenza difensiva.

3. Gli Stati Uniti e Israele stanno cercando attivamente di spingere l'Iran alla guerra attraverso una combinazione di sostegno segreto alla destabilizzazione all'interno dell'Iran, sostenendo la lista delle organizzazioni terroristiche, e un limitato attacco militare preventivo unilaterale, per provocare una risposta iraniana necessaria per giustificare un più ampio confronto militare.

Tutto questo è stato incredibilmente enunciato fin nei più piccoli dettagli, all'interno delle pagine del rapporto del Brooking Institution, finanziato dall'elite corporativa-finanziaria, "Quale percorso verso la Persia?".  E 'essenziale che ogni americano, europeo e israeliano legga quanto l'elite globalista sia perfida, incallita e desiderosa di innescare una guerra catastrofica con la Repubblica islamica, con l'unico scopo di proteggere Wall Street e l'egemonia di Londra in tutto il Medio Oriente.

 
"Which Path to Persia?" Brookings Institution 2009 .pdf

Di seguito sono riportati i collegamenti agli sforzi per coprire in dettaglio gli aspetti chiave di questa crescente propaganda di guerra, i giocatori chiave dietro di esso, comprese le società che finanziano questo programma, così come la prova inconfutabile che illustra questi piani, delineati nel 2009 e che si stanno già realizzando.

1. "Quale percorso verso la Persia?" del Brookings: La guerra è già iniziata, la guerra totale è una possibilità

2. Quale percorso verso la Persia? Redux: Siria, Libia, e non solo, i globalisti si preparano per la seconda fase.

3. La politica americana verso l'Iran Biglietto Solo Andata per la guerra, gli arroganti della politica fanno i finti tonti sull'Escalation iraniana.

4. Il clamore per la guerra all'Iran dell'elite corporativa-fascista. Responsabili politici non eletti, finanziati dalle corporazioni, costituiscono la maggiore minaccia alla sicurezza nazionale degli USA

5. I collegamenti dei terrroristi dell'Iran, finanziati dagli Usa, con il complotto Arabia-DEA. Accuse infondate degli Stati Uniti contrastate da più probabili accuse iraniane

6. Ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq altamente sospetto. I progetti per l'Iran del Think-tank lasciano sul tavolo solo la provocazione attacco&persuasione di Israele per una guerra totale.

Dopo aver letto queste informazioni, ci si rende conto con orrore con quanta persistente pazienza gli interessi corporativo-finanziari di Wall Street e Londra hanno perseguito questa campagna verso la guerra con l'Iran, e il modo assolutamente ingannevole con cui sono disposti ad agire al fine di andare avanti. E' assolutamente imperativo che le persone capiscano non solo quanto sia artificiosa la minaccia dell'Iran, ma che coloro che spacciano bugie su una tale minaccia, a porte chiuse, l'hanno ammesso.

BrookingsCorporateSponsors_1 Immagine: Solo alcune delle aziende-sponsor dietro il non eletto, guerrafondaio "think tank", Brookings Institution, che ha prodotto il pericoloso rapporto "Quale percorso verso la Persia?"

Prestate inoltre particolare attenzione alle corporazioni che finanziano questo atto di aggressione hitleriana contro una nazione di 70 milioni di persone con la potenziale perdita delle vite di decine di migliaia di americani e israeliani (e di altri soldati per procura), per non parlare del costo incalcolabile della guerra per un contribuente americano già in difficoltà. Si noti inoltre che queste stesse società non perderanno i loro figli e figlie, né un solo centesimo nello sforzo bellico, infatti, molti di loro guadagnano indicibili fortune e potere - la ragione stessa per cui perseguono una tale linea di condotta.

Ora sarebbe il momento giusto per contattare i vostri rappresentanti, boicottare le multinazionali di cui sopra, e iniziare a minare un sistema che, in maniera parassitaria, sta dissanguando il pianeta a morte, sia finanziariamente che letteralmente, per ottenere l'egemonia Corporativo-fascista Globale. E ricordate, non finirà in Iran, l'attacco e la distruzione della sovranità iraniana è solo l'inizio.

Fonte: Land Destroyer Report 6 Novembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

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mercoledì 19 ottobre 2011

La storia si ripete: I falchi statunitensi volteggiano sull'Iran

Global Research
RT

Se le richieste di guerra contro l'Iran hanno lo scopo di placare gli alleati americani in Medio Oriente che non riescono a digerire le sue presunte ambizioni nucleari, sono un tentativo di riaffermare il predominio statunitense nella regione ricca di petrolio, o sono gli ultimi segni di un impero cadente che va all'attacco con abnegazione, coloro che anelano ad un nuovo mattino in America potrebbero benissimo accelerare il suo crepuscolo imperiale.

La storia sembra ripetersi mentre i falchi che hanno chiesto il rovesciamento di Saddam Hussein nel 2003  ora fanno tintinnare le sciabole per la guerra contro l'Iran. Ma perché  quelli che una volta chiedevano un Nuovo Secolo Americano restano irrimediabilmente bloccati nel passato?

In una bellicosa diatriba pubblicata nell'ultimo numero del Weekly Standard, il redattore capo, William Kristol, accusa l'Iran di avere il sangue dei soldati americani sulle mani. Sostenendo che la "forza" è l'unica lingua che il regime comprende, chiede al Congresso degli Stati Uniti di prendere in considerazione la possibilità "di autorizzare l'uso della forza contro le entità iraniane che facilitano gli attacchi contro le nostre truppe, contro l' IRGC (Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana) e altri elementi del regime che favoriscono il terrorismo e contro il programma di armi nucleari del regime."

In un Bollettino del Foreign Policy initiative (FPI) del 17 Ottobre, il direttore esecutivo Jamie Fly indica la stessa linea, proclamando:

"Fino ad ora, il presidente ha scelto di essere la sventurata vittima delle macchinazioni dell'Iran. E' tempo che il presidente Obama segua le orme dei suoi predecessori e si erga contro i tiranni che uccidono gli americani e minacciano i nostri interessi."

"E' ora di intraprendere un'azione militare contro gli elementi del governo iraniano che appoggiano il terrorismo e il suo programma nucleare. La diplomazia non è più una risposta adeguata".

Parlando a Fox News Lunedi, l'ex ambasciatore USA alle Nazioni Unite John Bolton ha detto che è "deplorevole" che l'Iran non tema una possibile risposta militare alla luce delle recenti accuse di un complotto omicida iraniano sul suolo americano. Con un po' di ironia, Bolton ha descritto anche la recente decisione del presidente Barack Obama di inviare 100 soldati in Africa centrale per arginare una crisi umanitaria perchè "dannosa per i nostri sforzi di preservare il nostro bilancio militare".

Non c'è da stupirsi che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad affermi che l'ultima accusa secondo cui l'Iran ha cercato di assassinare l'ambasciatore saudita negli Stati Uniti ricorda stranamente le affermazioni sulle armi di distruzione di massa che hanno fornito il casus belli per l'invasione dell'Iraq nel 2003.

"In passato l'amministrazione americana ha affermato che c'erano armi di distruzione di massa in Iraq. L'hanno affermato con tanta forza, hanno offerto e presentato la documentazione e tutti dicevano "sì, ci fidiamo di voi, ci crediamo'", ha detto Ahmadinejad in un'intervista in diretta alla televisione Al Jazeera.

Il motivo di allarme di Ahmadinejad potrebbe essere giustificato date le circostanze. Fin dal Discorso sullo Stato dell'Unione del 29 Gennaio 2002 di  George W. Bush, durante il quale l'Iran (insieme a Iraq e Corea del Nord) sono stati etichettati come "Asse del Male", gli arroganti politici neo-conservatori e alti funzionari del governo hanno tenuto il paese nel mirino. E proprio come per l'Iraq, il casus belli è mutevole e adattabile come l'opinione pubblica a cui si rivolge.

Kristol da parte sua è stato uno dei principali sostenitori del cambiamento di regime in Iraq, sottolineando la situazione in un libro del 2003, di cui è co-autore, dal titolo La guerra in Iraq: la tirannia di Saddam e la missione dell'America. Ma il suo desiderio di effettuare un cambio di regime in Medio Oriente nasce ancora prima.

In un articolo del Foreign Affairs del 1996, William Kristol, sfidando ciò che egli considerava "un tiepido consenso che accetta il declino del potere Usa nel mondo come inevitabile", chiese una politica estera neo-reaganiana che avrebbe perseguito un'"egemonia benevola" e "adoperato sfacciatamente la sua autorità ".

Nel giugno del 1997, William Kristol, insieme a diversi altri importanti neo-conservatori che avevano posizioni amministrative di alto livello nell'amministrazione Bush (tra cui Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld e Elliot Abrams), per non parlare di suo fratello Jeb Bush, firmarono una dichiarazione di principi destinati ad inaugurare un'era serena di forza militare Americana e chiarezza morale. Questa dichiarazione di principi avrebbe definito il Progetto per un Nuovo Secolo Americano.

I quattro principi chiave proclamati erano per l'aumento delle spese per la difesa e la modernizzazione della forza militare, il rafforzamento dei legami con gli alleati democratici e la volontà di affrontare i regimi ostili agli interessi americani, la promozione della libertà politica ed economica all'estero, e la "necessità di accettare la responsabilità del ruolo esclusivo dell'America di preservare ed estendere un ordine internazionale favorevole alla nostra sicurezza, alla nostra prosperità, e ai nostri principi ".

Successivamente, il 26 gennaio 1998, il gruppo inviò una lettera all'allora presidente Bill Clinton, sollecitando la sua amministrazione a realizzare "una strategia per rimuovere il regime di Saddam dal potere."

La storia di quello che è successo quando una compiacente amministrazione Bush e i tragici eventi del 11/9 hanno fornito il pretesto per l'attuazione dell'attuale politica estera neo-reaganiana, è un terreno già molto battuto. La domanda è: perché lo stanno facendo di nuovo?

Secondo la maggior parte delle opinioni, le accuse contro l'Iran sembrano sfidare la logica. Scrivendo sul Time Magazine, l'ex ufficiale di stato maggiore della CIA  Robert Baer ha affermato che la trama, come descritta dal direttore dell'FBI Robert Muller era qualcosa che si potrebbe trovare in "una bruttissima sceneggiatura di Hollywood." Ha continuato dicendo che "niente di tutto questo è all'altezza dell'insuperabile abilità dell'Iran nella conduzione di omicidi".

Ma mentre l'idea di un iraniano-americano venditore di auto usate che tenta di organizzare un colpo contro l'ambasciatore dell'Arabia Saudita attraverso  un cartello della droga messicano non si intona con l'orgogliosa professionalità delle brigate al-Quds - un'unità speciale della Guardia Rivoluzionaria iraniana responsabile per le operazioni extraterritoriali - l'inverosimile storia sembra in abbinamento perfetto con l'immaginario americano. Una tale ricchezza di teatrale inventiva è stata già esibita precedentemente, in particolare, quando l'allora Segretario di Stato americano Colin Powell ha sollevato una fialetta e ha detto che poteva contenere antrace, parlando al Consiglio di sicurezza dell'ONU il 5 febbraio 2003.

Tuttavia, con il debito nazionale degli Stati Uniti a circa 15 miliardi di dollari, 1 milione di milioni di dollari in potenziali tagli di spesa per la difesa sul tavolo, e un recente rapporto effettuato dal Progetto di Ricerca Eisenhower alla Brown University che prevede che il costo della guerra in Afghanistan e in Iraq potrebbe raggiungere circa 4.000 miliardi di dollari, il pubblico americano avrà il coraggio o i mezzi per portare avanti un'altra guerra?

Considerando tutti questi fattori, il torbido mondo della realpolitik e del multilateralismo al quale molti neo-conservatori hanno contribuito spingendo aggressivamente l'America verso l'espansione imperialistica negli anni di Bush, mal si accorda con un'ideologia che vede il mondo secondo la logica binaria bene contro male. Kristol da parte sua, ha visto sprofondare l'America nel baratro durante un'epoca in cui il ​​dominio economico e militare degli Stati Uniti inaugurò il termine iperpotenza nella coscienza collettiva.

Ma mentre una radicata crisi economica limita la capacità degli Stati Uniti di proiettare il suo dominio militare e un decennio di guerra ha volatilizzato la sua valuta morale in tutto il mondo, è diventato chiaro che molti dei neo-conservatori che fanno pressione per la guerra contro l'Iran, ora in definitiva devono incolpare i loro stessi principali ideologi per il precipitoso declino dell'America. Se le richieste di guerra contro l'Iran hanno lo scopo di placare gli alleati americani in Medio Oriente che non riescono a digerire le sue presunte ambizioni nucleari, sono un tentativo di riaffermare il predominio statunitense nella regione ricca di petrolio, o sono gli ultimi segni di un impero cadente che va all'attacco con abnegazione, coloro che anelano ad un nuovo mattino in America potrebbero benissimo accelerare il suo crepuscolo imperiale.

Fonte: Global Research 12 Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com