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domenica 21 aprile 2013

Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi

di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

muosUn “disguido”. Cioè un mero errore d’interpretazione o di valutazione degli atti predisposti dalla Regione Siciliana che ha consentito al Pentagono di fare un piccolo passo avanti nella costruzione del terminale terrestre del MUOS di Niscemi. Così, in barba al decreto di revoca delle autorizzazioni ai lavori d’installazione delle tre mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari all’interno della riserva naturale “Sughereta”, firmato a Palermo lo scorso 29 marzo, tecnici ed operai hanno ottenuto l’Ok a completare pure il terzo traliccio dell’impianto di morte della Marina militare Usa.

Secondo il viceministro degli Esteri Staffan de Mistura e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, si è trattato però di un semplice malinteso. “I due uomini di governo che abbiamo incontrato a Roma lunedì 15 aprile ci hanno comunicato che c’è stato un disguido con la revoca dei lavori del MUOS”, spiega il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa. “Ci hanno però assicurato che i lavori sono stati bloccati almeno fino al prossimo 31 maggio, quando sarà depositato lo studio sull’impatto elettromagnetico delle antenne che è stato commissionato all’Istituto Superiore della Sanità. Sino ad allora verranno garantite solo le attività di manutenzione della stazione di telecomunicazione e gli unici ingressi nella base saranno quelli dei militari statunitensi preposti al suo funzionamento”.

Con o senza revoca, i lavori del MUOS potranno ripartire dunque l’1 giugno se l’ISS darà il suo star bene all’impianto. L’ipotesi di assegnare a quest’organismo l’ultima parola sull’installazione del sistema satellitare è stata fortemente caldeggiata proprio dalla giunta Crocetta, nonostante in tanti avessero espresso dubbi sull’effettiva “indipendenza” dell’istituto noto per le sue posizioni negazioniste in tema di rischio elettromagnetico. I giornalisti Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani ricordano nel volume Onde Anomale (Editori Riuniti, Roma, 2012) come Radio Vaticana per difendersi dalle accuse d’inquinamento ambientale nel procedimento penale che l’ha vista poi condannata, si sia affidata alla consulenza tecnica della dottoressa Susanna Lagorio dell’Istituto Superiore di Sanità. Né Rosario Crocetta né il governo Monti hanno poi tenuto conto delle richieste dei No MUOS e del Movimento 5 Stelle di far partecipare ai lavori della commissione il professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino che insieme al fisico Massimo Coraddu ha provato l’insostenibilità ambientale del MUOS. “Anche se non ne farò parte perché non mi hanno voluto vi scrivo io già ora le conclusioni a cui giungerà la Commissione dell’Istituto Superiore di Sanità”, ironizza il docente del Politecnico. “Allo stato dell’arte, non risulta in letteratura alcuna prova di correlazione dimostrabile fra campi elettromagnetici ed effetti sulla salute. Quindi non vi è il minimo rischio per la popolazione. I rappresentanti istituzionali a livello territoriale si accorgeranno così come da Roma li hanno beffati…”.

sabato 19 gennaio 2013

Terrorismo dal “Volto Umano”: la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti. Squadroni della morte in Iraq e in Siria

Le radici storiche della guerra segreta USA-NATO contro la Siria

di Michel Chossudovsky
Tradotto da Curzio Bettio 

Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam.

http://www.serendipity.li/cia/death_squads1.htm

salvadordeathsquad

Squadre della morte in El Salvador

Nel momento in cui le forze governative della Siria continuano a contrastare l’auto-proclamatosi “Libero Esercito Siriano” (FSA), le radici storiche della guerra segreta dell’Occidente contro la Siria, che ha prodotto come risultato atrocità senza pari, devono essere pienamente portate alla luce.

Fin dall’inizio del marzo 2011, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sostenuto la formazione di squadroni della morte e l’incursione di brigate terroristiche in un’impresa attentamente pianificata.

Il reclutamento e l’addestramento di brigate del terrore, sia in Iraq che in Siria, sono stati improntati sull’“Opzione Salvador”, un “modello terrorista” per uccisioni di massa da parte di squadroni della morte sponsorizzati dagli Stati Uniti nell’America Centrale.

La sua prima applicazione ha visto la luce in El Salvador, nel periodo di maggior successo della resistenza salvadoregna contro la dittatura militare, con la produzione conseguente di circa 75.000 decessi.

La formazione di squadroni della morte in Siria si fonda sulla storia e l’esperienza delle brigate terroristiche sponsorizzate dagli Stati Uniti in Iraq, secondo il programma di “contro-insurrezione” del Pentagono.

sabato 30 giugno 2012

MUOS e droni, la Sicilia piattaforma delle guerre del XXI secolo

Scheda speciale* di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

muos-dronesIl MUOS (Mobile User Objective System) incarna le mille contraddizioni della globalizzazione neoliberista. Uccide in nome della pace e dell’ordine sovranazionale. Devasta il clima, l’ambiente, il territorio. Dilapida risorse umane e finanziarie infinite. Rigenera le ingiustizie. Esautora ogni controllo dal basso. Espropria democrazia. Rafforza il blocco di potere transnazionale. Inquina irrimediabilmente la natura e la ragione. Viola il diritto alla salute di intere popolazioni.

È a Niscemi (Caltanissetta), nel cuore di un’importante riserva naturale, che fervono i preparativi per l’installazione di tre grandi antenne paraboliche dal diametro di 18,4 metri, funzionanti in banda Ka per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari e due trasmettitori elicoidali in banda UHF (Ultra High Frequency), di 149 metri d’altezza, per il posizionamento geografico. Mentre le maxi-ante trasmetteranno con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 30 e i 31 GHz, i due trasmettitori elicoidali avranno una frequenza di trasmissione tra i 240 e i 315 MHz. Onde elettromagnetiche che penetreranno la ionosfera e i tessuti di ogni essere vivente.

Il terminale terrestre di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture sparse per il mondo che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare in UHF (altissima frequenza) che collegherà tra loro i Centri di Comando e Controllo delle forze armate Usa, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i Global Hawk (UAV-velivoli senza pilota), ecc..

Al progetto siciliano, la Us Navy ha destinato oltre 43 milioni di dollari, 13 dei quali per la predisposizione dell’area riservata alla stazione terrestre, del centro di controllo, dei megageneratori elettrici e di un deposito di gasolio; 30 milioni di dollari per gli shelter e l’acquisto delle attrezzature tecnologiche del sistema MUOS.

venerdì 6 aprile 2012

GUERRA AMBIENTALE SEGRETA

di Gianni Lannes
Su la testa!

scie_2Conflitti bellici camuffati da ricerche scientifiche, col paravento di accordi internazionali ignoti alla società civile. Si distrugge la natura per annientare il nemico e controllare le risorse strategiche, annichilendo gli esseri viventi. In altri termini: avidità senza fine, ma guai a fiatare o a ribellarsi a questo genere di sperimentazioni su milioni di cavie, ignare, inermi o indifferenti.

E’ in atto da tempo un programma militare clandestino - decollato inizialmente negli USA e nell’ex URSS , ma poi massicciamente esteso ai Paesi satelliti - a livello planetario, di manipolazione che non ha solo finalità climatiche, bensì il controllo della crescita demografica. Il fenomeno ormai evidente è chiamato con facile semplificazione, “scie chimiche”. Nel 2003 l’Italia ha stipulato, si fa per dire, un accordo di collaborazione con il padrone “Zio Sam”, chiamato con arguto eufemismo, “Cooperazione Italia-Usa su scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”.

martedì 17 gennaio 2012

Gli Stati Uniti rinunciano ad attaccare l'Iran?

Massiccia esercitazione congiunta USA-Israele rinviata

Paul Joseph Watson
Infowars

Gli Stati Uniti hanno cancellato un'esercitazione militare congiunta con Israele, in una mossa che secondo alcuni analisti potrebbe rappresentare una certa riluttanza a sostenere un attacco all'Iran.

"Israele e gli Stati Uniti hanno rinviato una grande esercitazione di difesa comune, che avrebbe dovuto essere effettuata nelle prossime settimane, al fine di evitare un'escalation con l'Iran," riporta Haaretz .

Anche se gli Stati Uniti hanno già inviato 9.000 soldati in Israele, una mossa descritta come uno "schieramento" piuttosto che un'esercitazione, dal Comandante statunitense Tenente-Generale Frank Gorenc, l'esercitazione Austere Challenge 12, che voleva essere una risposta strategica ai missili sparati dall'Iran, è stata rinviata fino all'estate.

venerdì 5 agosto 2011

Il nostro Commando di Guerra in 120 Paesi: Rivelare le Operazioni Militari Segrete nell'Era Obama

Commando Americani segreti stanno effettuando raid in 70 paesi-proprio oggi. Entro la fine dell'anno, il numero sarà probabilmente vicino ai 120.

di  Nick Turse
AlterNet and TomDispatch

secret war Da qualche parte su questo pianeta un commando americano sta effettuando una missione. Ora, ditelo 70 volte e il gioco è fatto ... per oggi. All'insaputa del pubblico americano, una forza segreta all'interno delle forze armate degli Stati Uniti ha avviato  operazioni nella maggior parte dei paesi del mondo. Questa nuova elite di potere del Pentagono sta conducendo una guerra globale la cui dimensione e la cui portata non sono mai state rivelate, fino ad ora.

Dopo che i  Navy SEALs degli Stati Uniti hanno piantato una pallottola nel petto di Osama bin Laden e un'altra nella testa, una delle più segrete unità  di black-ops delle forze armate americane improvvisamente ha riconosciuto la sua missione sotto i riflettori pubblici. E 'stato atipico. Mentre è ben noto che le forze Usa per le Operazioni Speciali sono dispiegate nelle zone di guerra dell'Afghanistan e dell'Iraq, ed è sempre più evidente che tali unità operano nelle zone di conflitto più oscure come lo Yemen e la Somalia, la piena portata della loro guerra in tutto il mondo è rimasta profondamente in ombra.

L'anno scorso, Karen DeYoung e Greg Jaffe del Washington Post hanno riferito che le forze Usa per le Operazioni Speciali sono state impiegate in 75 paesi, dagli anni '60 alla fine della presidenza Bush.  Il portavoce dello  Special Operations Command degli Stati Uniti, colonnello Tim Nye  mi ha detto che, entro la fine di quest'anno, quel numero probabilmente raggiungerà i 120. "Viaggiamo molto - molto più che in Afghanistan o in Iraq", ha detto di recente. Questa presenza globale - in circa il 60% delle nazioni del mondo è di gran lunga superiore a quanto riconosciuto in precedenza - fornisce nuove prove sorprendenti di una crescente elite di potere clandestina del Pentagono che sta conducendo una guerra segreta in tutti gli angoli del mondo.

La nascita delle forze militari segrete

Nato da un fallita  incursione del 1980, per liberare gli ostaggi americani in Iran, in cui morirono otto membri al servizio degli Stati Uniti, l'US Special Operations Command (SOCOM) è stato istituito nel 1987. Dopo aver trascorso gli anni post-Vietnam sfiduciate e affamate di denaro da parte dei militari regolari, le forze speciali improvvisamente ebbero una casa singola, un bilancio stabile e un comandante a quattro stelle come loro avvocato. Da allora, SOCOM è diventato una forza combinata di proporzioni sorprendenti. Costituito da unità di tutti i rami del servizio, compreso l'Esercito di "Berretti verdi" e Rangers, Navy SEALs, Air Commandos Air Force, e squadre per Operazioni Speciali del corpo dei Marines, oltre agli equipaggi specializzati per gli elicotteri, squadre navali, personale per gli affari civili, para-soccorritori, e anche controllori del traffico aereo in campo di battaglia e meteorologi per operazioni speciali, SOCOM svolge le missioni più specializzate e segrete degli Stati Uniti '. Queste includono omicidi, incursioni di controterrorismo,  ricognizione a lungo raggio, analisi di intelligence, addestramento delle truppe straniere, e operazioni di contro-proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Uno dei suoi componenti chiave è il Joint Special Operations Command, o JSOC, un  sotto-comando clandestino la cui missione principale è il monitoraggio e l'uccisione di sospetti terroristi. Facendo segnalazioni al presidente e agendo sotto la sua autorità, JSOC mantiene una lista nera globale che include i cittadini americani. Ha messo in atto una campagna illegale "kill/capture" che il generale a quattro stelle John Nagl, un ex consigliere per la contro insurrezione  e il prossimo direttore della CIA, David Petraeus, chiamano 'una macchina contro il terrorismo per uccidere quasi su scala industriale.'
Questo programma di assassinio è stato effettuato da unità di commando come i Navy SEALs e Delta Force dell'esercito come pure attraverso attacchi di droni come parte delle guerre segrete in cui anche la CIA è coinvolta in paesi come Somalia, Pakistan, e Yemen. Inoltre, il commando gestisce una rete di prigioni segrete, forse ben 20 siti nascosti  solo in Afghanistan, usati per interrogare obiettivi di alto valore.

La crescita del settore

Da una forza di circa 37.000 nei primi anni '90, il personale dello Special Operations Command è cresciuto di quasi 60.000 unità, circa un terzo dei quali sono membri di carriera del SOCOM, il resto hanno altre specialità militari professionali, ma periodicamente si alternano nel commando. La crescita è stata esponenziale dopo l'11 settembre 2001, mentre il budget di base SOCOM è quasi triplicato, passando da 2,3 miliardi di dollari a 6,3 miliardi di dollari. Se si aggiungono i finanziamenti per le guerre in Iraq e in Afghanistan,  in realtà è più che quadruplicato raggiungendo i 9,8 miliardi di dollari in questi anni. Non a caso, il numero del proprio personale schierato all'estero è aumentato rapidamente di quattro volte. Ulteriori aumenti, e operazioni di espansione, sono all'orizzonte. Il tenente Generale Dennis Hejlik, l'ex capo del Commando per Operazioni Speciali del Corpo dei Marines  - l'ultimo dei rami del servizio ad essere incorporati in SOCOM nel 2006 - ha indicato, per esempio, che si prevede un raddoppio della sua unità precedente di 2.600. "Credo che un giorno saranno una forza  di circa 5.000, quasi equivalente al numero di SEALs che abbiamo sul campo di battaglia. Tra [5000] e 6000 ", ha detto in una colazione di giugno con i giornalisti della difesa a Washington. Piani a lungo termine già richiedono che la forza aumenti di 1.000 unità.

Durante la sua recente audizione in Senato per la conferma, il vice ammiraglio della Marina William McRaven, che subentra a capo del SOCOM e capo uscente di JSOC (che ha comandato durante il raid contro bin Laden) ha appoggiato un costante tasso di crescita della manodopera dal 3% al 5% all'anno, facendo anche un ulteriore passo per più risorse, tra cui droni aggiuntivi e la costruzione di nuovi impianti per le operazioni speciali.
Un ex SEAL che ancora accompagna a volte le truppe in campo, McRaven ha espresso la convinzione che, mentre le forze convenzionali sono diminuite in Afghanistan, le truppe per operazioni speciali assumeranno un ruolo sempre maggiore. L'Iraq, ha aggiunto, trarrebbe vantaggio se le forze d'elite degli Stati Uniti continuassero a condurre missioni in loco dopo il termine del dicembre 2011 per un ritiro totale delle truppe americane. Ha anche assicurato alla Commissione Forze Armate del Senato che "come ex comandante JSOC, posso dirvi che abbiamo osservato attentamente Yemen e  Somalia".

Durante un discorso al Simposio annuale dell'Associazione Industriale per la Difesa Nazionale su Operazioni Speciali e conflitto a bassa intensità all'inizio di quest'anno, dell'ammiraglio della Marina Eric Olson, il capo uscente dello Special Operations Command, indicò una composita immagine satellitare del mondo durante la notte. Prima dell'11 settembre 2001, le parti illuminate del pianeta - per lo più i paesi industrializzati del Nord del mondo - sono stati considerati settori chiave. 'Ma il mondo è cambiato negli ultimi dieci anni', ha detto. 'Il nostro focus strategico si è spostato in gran parte al sud ... certamente all'interno della comunità per le operazioni speciali, su come affrontare le minacce che emergono da luoghi in cui le luci non ci sono.'

A tal fine, Olson ha lanciato il 'Progetto Lawrence', uno sforzo per aumentare le competenze culturali - come la formazione linguistica avanzata e una migliore conoscenza della storia e dei costumi locali - per le operazioni all'estero. Il programma, ovviamente, prende il nome dall'ufficiale britannico Thomas Edward Lawrence (meglio conosciuto come 'Lawrence d'Arabia'), che ha collaborato con i combattenti arabi per condurre una  guerriglia in Medio Oriente durante la Prima Guerra Mondiale. Citando Afghanistan, Pakistan, Mali e Indonesia, Olson ha aggiunto che SOCOM ora ha bisogno di un 'Lawrence di Ovunque'

Mentre Olson ha fatto riferimento ai soli 51 paesi che preoccupano maggiormente il SOCOM, il Col. Nye mi ha detto che ogni giorno, forze speciali vengono dispiegate in circa 70 paesi in tutto il mondo. Tutte, si è affrettato ad aggiungere, su richiesta del governo ospitante. Secondo la testimonianza di Olson davanti alla Commissione Servizi Armati all'inizio di quest'anno, circa l'85% delle truppe per operazioni speciali  all'estero sono distribuite in 20 paesi dell'area di operazioni CENTCOM  nel Grande Medio Oriente: Afghanistan, Bahrain, Egitto, Iran, Iraq, Giordania, Kazakistan, Kuwait, Kyrgyzstan, Libano, Oman, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Tagikistan, Turkmenistan, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Yemen. Gli altri sono sparsi in tutto il mondo dal Sud America al Sud-est asiatico, alcune in piccole quantità, altre in più grandi contingenti.

Il Commando Operazioni Speciali  non divulgherà in quali paesi le sue forze operano esattamente "Stiamo ovviamente per andare in alcuni luoghi che non è conveniente per noi includere nella lista dei paesi in cui siamo", dice Nye. "Non tutte le nazioni ospitanti vogliono che si sappia, qualsiasi motivo abbiano - può essere interno, può essere regionale".

Ma non è un segreto (o almeno è un segreto mal conservato) che le cosiddette truppe per le operazioni speciali in nero, come i SEALs e i Delta Force, stanno conducendo missioni di uccisioni/cattura in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen, mentre le forze  "bianche" come i Berretti Verdi e i Rangers addestrano partner locali come parte di una guerra segreta in tutto il mondo contro al-Qaeda e altri gruppi militanti. Nelle Filippine, ad esempio, gli Stati Uniti spendono 50 milioni di dollari l'anno per un  contingente di 600 persone delle forze Operazioni Speciali dell'Esercito, Navy Seals, operatori speciali dell'Aviazione, e altri che effettuano le operazioni di controterrorismo con gli alleati filippini contro gruppi di insorti come Jemaah Islamiyah e Abu Sayyaf.

L'anno scorso, come documenta un'analisi  di SOCOM,  informazioni del Pentagono open-source, e un database di missioni Per Operazioni Speciali compilato dal giornalista investigativo Tara McKelvey (per la National Security Journalism Initiative della Scuola di Giornalismo) rivelano, la maggior parte delle truppe d'elite d'America stanno effettuando esercitazioni congiunte  di addestramento in Belize, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Germania, Indonesia, Mali, Norvegia, Panama, e Polonia. Finora nel 2011, missioni di addestramento simili sono state condotte nella Repubblica Dominicana, Giordania, Romania, Senegal, Corea del Sud e Tailandia, tra le altre nazioni. In realtà, mi ha detto Nye, missioni di addestramento simili  in realtà sono avvenute su quasi ogni nazione in cui vengono distribuite forze per Operazioni Speciali. "Dei 120 paesi che ispezioniamo dalla fine dell'anno, direi che la maggior parte sono esercitazioni di addestramento in un modo o nell'altro. Sono stati classificati come esercitazioni di addestramento ".

L'Elite di Potere del Pentagono

Una volta figliastri trascurati dell'establishment militare, le forze per Operazioni Speciali  sono in crescita esponenziale non solo nelle dimensioni e nel bilancio, ma anche in potenza e influenza. Dal 2002, SOCOM è stato autorizzato a creare le proprie forze Joint Task - come Joint Special Operations Task Force-Filippine - una prerogativa limitata normalmente a commandi combattenti più grandi come CENTCOM. Quest'anno, senza molto clamore, SOCOM ha anche stabilito una propria Joint Task Force di acquisizione, una squadra di progettisti di apparecchiature e specialisti di acquisizione.

Con il controllo sugli stanziamenti, formazione, e l'equipaggiamento della sua forza, poteri di solito riservati ai dipartimenti (come il Dipartimento dell'Esercito o il Dipartimento della Marina),  dollari dedicati in ogni tipo di stanziamento del Dipartimento della Difesa, e sostenitori influenti del Congresso, SOCOM è ormai un giocatore eccezionalmente potente al Pentagono. Con una reale influenza, può vincere battaglie burocratiche, acquistare tecnologia all'avanguardia, e perseguire ricerca d'avanguardia come inviare messaggi  elettronici  nella testa delle persone o sviluppare tecnologie stealth per l'occultamento di truppe di terra.

Dal 2001,  i principali contratti di SOCOM aggiudicati a piccole imprese - quelle che generalmente producono attrezzature speciali e armi - sono aumentati di sei volte. Con i quartier generali nella Base MacDill dell'Air Force in Florida, ma con comandi operativi  sparsi in tutto il mondo, tra cui Hawaii, Germania e Corea del Sud, e attivo nella maggior parte dei paesi del pianeta, lo Special Operations Command è ormai una forza a se stante . Come ha detto il capo in uscita del SOCOM, Olson, all'inizio di quest'anno, SOCOM "è un microcosmo del Dipartimento della Difesa, con componenti terrestri, aerei e marittimi, una presenza globale, e con autorità e  responsabilità che rispecchiano i Dipartimenti Militari, Servizi Militari e agenzie di Difesa."

Il compito di coordinare tutta la pianificazione del Pentagono contro le reti del terrorismo globale e, di conseguenza, strettamente collegato ad altre agenzie governative, militari stranieri, e servizi segreti, e armato di un vasto inventario di elicotteri clandestini, velivoli equipaggiati  ad ala fissa, droni pesantemente armati, motoscafi high-tech per armi go-go, veicoli Humvee specializzati e veicoli d'agguato protetti resistenti alle mine(Mine Resistant Ambush Protected), o MRAP, così come altri dispositivi altamente tecnologici  (con altri in arrivo), SOCOM rappresenta qualcosa di nuovo in campo militare. Mentre recentemente lo studioso di militarismo Chalmers Johnson si riferiva alla CIA come 'l'esercito privato del presidente', JSOC oggi svolge quel ruolo, in qualità di squadra privata di assassini  del capo dell'esecutivo, e il suo genitore, SOCOM, funziona come una nuova potente elite del Pentagono, un segreto militare all'interno delle forze armate in possesso di poteri interni e di portata globale.

In 120 paesi in tutto il mondo, le truppe dal Commando delle Operazioni Speciali svolgono la loro guerra segreta di omicidi di alto profilo, omicidi mirati di basso livello, operazioni di cattura/rapimentoraid notturni buttando giù la porta, operazioni congiunte con le forze straniere, e  missioni di addestramento con i partner locali come parte di un conflitto in ombra sconosciuto alla maggior parte degli americani. Una volta "speciali" per essere piccoli, magri, equipaggiamento leggero, oggi sono speciali per la loro potenza, l'accesso, l'influenza, e l'aura.

Quell'aura ora beneficia  di una ben affilata campagna di pubbliche relazioni che li aiuta a proiettare un'immagine sovrumana in patria e all'estero, anche se molte delle loro attività effettive restano in un'ombra  sempre più ampia. Tipica della visione che stanno portando avanti è stata questa dichiarazione dell'ammiraglio Olson: "Sono convinto che le forze ... sono i partner più culturalmente in sintonia, i più letali cacciatori-killers, e i più reattivi, agili, innovativi, efficienti ed efficaci consulenti, addestratori, risolutori di problemi, e guerrieri che una nazione ha da offrire. "

Recentemente presso il Forum sulla Sicurezza dell'Istituto Aspen, Olson ha proposto commenti altrettanto indorati e alcune informazioni fuorvianti,  sostenendo anche che le forze Usa per le Operazioni Speciali sono stati operativi in ​​soli 65 paesi e impegnati in combattimento in solo due di essi. Alla domanda sugli attacchi dei droni in Pakistan, secondo quanto riferito, ha risposto, "State parlando di esplosioni non attribuite?"

Quello che si è lasciato sfuggire, tuttavia, era significativo. Egli ha osservato, per esempio, che le operazioni in nero come la missione bin Laden, con commandi che conducono incursioni notturne tramite elicotteri, ora sono straordinariamente comuni. Una decina sono condotte ogni notte, ha detto. Forse più illuminante, però, era un commento estemporaneo sulle dimensioni di SOCOM. In questo momento, ha sottolineato, le forze Usa per le Operazioni Speciali sono  grandi circa come l'intera forza militare canadese in servizio attivo. In realtà, la forza è più grande dei militari in servizio attivo di molte delle nazioni in cui le truppe d'elite americane operano ora ogni anno, ed è solo destinata a diventare più grande.

Gli americani devono ancora capire  ciò che significa avere una forza "speciale" così grande, così attiva, e così segreta - ed è improbabile che possano iniziare a farlo fino a quando non saranno disponibili maggiori informazioni. Certamente non verranno da Olson o dalle sue truppe. "Il nostro accesso [ai paesi stranieri] dipende dalla nostra capacità di non parlare", ha detto in risposta alle domande sulla segretezza SOCOM. Quando le missioni sono oggetto di un esame, come il raid bin Laden, ha detto, le truppe d'elite sollevano obiezioni. Il segreto militare delle forze armate, ha detto Olson, vuole 'tornare nell'ombra e fare ciò che è venuto a fare. "

Nick Turse è l'editore associato di TomDispatch.com. Il suo lavoro è apparso sul Los Angeles Times, the Nation e regolarmente su Tomdispatch. Il suo ultimo libro è The Case for Withdrawal from Afghanistan (Verso). Il suo sito è NickTurse.com.

Fonte: alternet.org  3 Agosto 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com