lunedì 14 giugno 2010

L’ecologia finanziaria (1997-2010)-Il pretesto climatico

Il pretesto climatico 3/3
di Thierry Meyssan*
6 Giugno 2010

Dopo essere servita a Henry Kissinger ed a Margaret Thatcher, la retorica ambientale è stata recuperata da Al Gore. Non si tratta di distogliere l’attenzione dalle guerre dell’impero US, né di restaurare la grandezza dell’impero britannico, ma di salvare il capitalismo anglosassone. In questa terza ed ultima parte dei suo studio sul discorso ecologista, Thierry Meyssan analizza la drammaturgia preparatoria del vertice della Terra del 2012 e la ribellione di Cochabamba.

Questo articolo segue: 
1. L’ecologia di guerra (1970-1982)
2. L’ecologia di mercato (1982-1996)

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Nel suo film "2012", Roland Emmerich ritrae il dislocamento della crosta terrestre sotto le acque ed il salvataggio dei capitalisti più ricchi grazie a due arche di Noè moderne, mentre il resto dell’umanità perisce sotto le onde.



Il protocollo di Kyoto

Si ricorda che nel 1988 Margaret Thatcher aveva incitato il G7 a finanziare un Gruppo Intergovernativo sul mutamento climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change in inglese) sotto gli auspici del PNUA e dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Nel suo primo rapporto, nel 1990, la IPCC considerava come « poco probabile » un aumento incondizionato dell’effetto serra « nei prossimi decenni o più ». Nel 1995, un secondo rapporto di questo organo politico riprende nuovamente l’ideologia del vertice di Rio e « suggerisce un’influenza rilevabile dell’attività umana sul clima planetario » [1].

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Il presidente Bill Clinton (qui col vicepresidente Gore) ha firmato in pompa magna il Protocollo di Kyoto, ma ha dato discretamente istruzioni ai congressisti democratici affinché non sia ratificato dagli Stati Uniti.







Seguono con cadenza annuale delle conferenze dell’ONU sul cambiamento climatico. Quella di Kyoto (Giappone), nel dicembre 1997, elabora un Protocollo tramite il quale gli Stati firmatari s’impegnano volontariamente a ridurre le loro emissioni di gas ad effetto serra; principalmente il diossido di carbonio (CO2), ma anche altri cinque gas: il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), l’esafloruro di zolfo (SF6), i fluorocarburi (FC) e gli idroclorofluorocarburi.

Anche per gli Stati che non credono ad un’influenza significativa dell’attività umana sul clima, questo Protocollo è una buona cosa poiché li spinge ad un miglior utilizzo delle risorse energetiche non rinnovabili. Tuttavia, sembra ben difficile agli Stati in via di sviluppo modernizzare le loro industrie affinché consumino meno energia e siano meno inquinanti. Prendendo atto che questi Stati, non avendo che un’industria embrionale, rilasciano pochi gas serra mentre hanno bisogno di aiuto finanziario dotarsi di industrie econome e pulite, il Protocollo istituisce un Fondo di adattamento gestito dalla Banca Mondiale ed un sistema di permessi negoziabili. Ogni Stato riceve dei permessi di rilascio di gas serra che esso ripartisce tra le industrie. Gli Stati in via di sviluppo, che non utilizzano la totalità dei loro permessi, possono rivenderli agli Stati sviluppati che inquinano più di quanto concesso. Con le entrate della rivendita, essi possono finanziare il loro adattamento industriale.

L’idea sembra virtuosa, ma il diavolo si nasconde nei dettagli: la creazione di un mercato dei permessi negoziabili apre la strada ad una finanziarizzazione supplementare dell’economia e, partendo qui, a delle nuove possibilità per proseguire col saccheggio dei paesi poveri. In tutta ipocrisia, Bill Clinton firma il Protocollo di Kyoto, ma dà istruzioni ai suoi parlamentari di non ratificarlo. Il Senato statunitense lo respinge all’unanimità. Durante il periodo della ratifica del Protocollo, gli Stati Uniti si impegnano nell’organizzare il mercato dei permessi negoziabili, sebbene essi non abbiano l’intenzione di sottostare alle esigenze comuni se non il più tardi possibile.

Alcuni studi preparatori sono sovvenzionati da un’associazione caritatevole, la Joyce Foundation. Essi sono diretti da Richard L. Sandor, un economista repubblicano che ha condotto un doppia carriera di trader (Kidder Peabody, IndoSuez, Drexel Burnham Lambert) e di accademico (Berkeley, Stanford, Northwestern, Columbia).

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Allora pubblicamente sconosciuto, il giurista Barack Obama ha redatto gli statuti del Borsa mondiale dei diritti di emissione di gas a effetto serra.






In definitiva, una holding – la Climate Exchange, viene creata sotto forma di una società di diritto britannico di tipo Public Limited Company (ovverosia, le sue quote sono state vendute in occasione di un appello pubblico e la responsabilità dei suoi azionari è limitata agli apporti). Il suo statuto è redatto da un amministratore della Joyce Foundation, un giurista allora totalmente sconosciuto al grande pubblico, Barack Obama. L’appello pubblico agli investitori viene lanciato dall’ex vice-presidente degli Stati Uniti, Al Gore, e da David Blood (ex direttore della banca Goldman Sachs).

Al termine dell’operazione, Gore e Blood creano a Londra un fondo di investimento ecologico, Generation Investment Management (GIM). A tal fine, si associano con Peter Harris (ex direttore di gabinetto di Al Gore), Mark Ferguson e Peter Knight (due ex assistenti di Blood presso la Goldman Sachs) ed infine con Henry Paulson (all’epoca direttore generale di Goldman Sachs, ma che si ritirerà quando diverrà il segretario al Tesoro dell’amministrazione Bush).

Il Climate Exchange Plc apre alle Borse di Chigago (Stati Uniti) e Londra (Regno Unito), così come delle filiali a Montreal (Canada), Tianjin (Cina) e Sydney (Australia).

Accumulando le azioni bloccate in occasione della creazione della holding con quelle che ha acquisito dopo l’appello pubblico, Richard Sandor detiene quasi il quinto delle azioni. Il resto è principalmente diviso tra mega fondi speculativi: Invesco, BlackRock, Intercontinental Exchange (di cui Sandor è anche amministratore), General Investment Management e DWP Bank. La capitalizzazione borsistica ammonta oggi a più di 400 milioni di sterline. I dividendi versati agli azionisti nel corso dell’anno 2008 ammontano a 6.3 milioni di sterline.

Ingenuamente, i membri dell’Unione Europea sono i primi ad aderire alla teoria dell’origine umana del riscaldamento climatico e a ratificare il Protocollo. Ma, affinché entri in vigore, hanno bisogno della Russia. Quest’ultima non ha nulla da temere in quanto il tetto di emissioni assegnatole non le è vincolante, visto il suo arretramento industriale dopo la dissoluzione dell’URSS. Essa si fa tuttavia pregare, per poter chiedere in cambio l’appoggio dell’Unione Europea per la sua adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Alla fine, il Protocollo entra in vigore nel 2005.

2002: il quarto « vertice della Terra » a Johannesburg e il richiamo delle priorità di Jacques Chirac

Il vertice decennale di Johannesburg (Africa del Sud) non interessa gli Stati Uniti più di quello di Nairobi. La loro agenda del momento è orientata esclusivamente verso la guerra globale al terrorismo. Le questioni ambientali devono attendere. George W. Bush evita la trasferta e invia il segretario di Stato Colin Powell a pronunciare un breve discorso, mentre l’equipaggio impaziente del suo aereo accende i motori.

La conferenza abbandona lo stile kermesse internazionale di Rio e si concentra su dei temi precisi: l’accesso all’acqua e alla sanità, l’esaurimento in arrivo ed il prezzo delle energie non rinnovabili, l’ecologia dell’agricoltura, la diversità delle specie animali. Il clima non è che una questione tra molte altre.

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A Johannesburg, Jacques Chirac chiede un cambio di priorità: l’urgenza non è la caccia a Bin Laden, ma lo sviluppo pulito.






Il vertice diventa subito teatro di uno scontro quando il presidente francese Jacques Chirac esclama: « La nostra casa brucia e noi guardiamo altrove. La natura, mutilata, troppo sfruttata, non pare più ricostituirsi e noi ci rifiutiamo di ammetterlo. L’umanità soffre. Soffre di cattivo sviluppo, al Nord come al Sud, e noi restiamo indifferenti » [2]. Il suo discorso suona come una requisitoria contro gli Stati Uniti. No, la caccia a Osama Bin Laden non è la priorità, ma è lo sviluppo dei paesi poveri e l’accesso da parte di tutti ai beni essenziali.

Furiosi, gli alti funzionari della delegazione americana sabotano i negoziati. Mentre sta istallando il centro di tortura di Guantanamo e le prigioni segrete in 66 paesi, l’amministrazione Bush si erge ad esempio morale e condiziona tutti gli impegni da parte sua a delle concessioni degli Stati del sud in materia di diritti dell’uomo e di lotta contro il terrorismo. Nessun importante documento finale viene adottato.

Copenaghen, aspettando il vertice della Terra del 2012

È nel 2012 che dovrebbe tenersi il quinto vertice della Terra e la revisione del Protocollo di Kyoto. Tuttavia Washington e Londra hanno deciso di trasformare la XV conferenza sui cambiamenti climatici in un grande appuntamento intermediario. La nuova politica anglosassone intende utilizzare il riscaldamento climatico per far avanzare i suoi due maggiori obiettivi: salvare il capitalismo e appropriarsi della facoltà dell’ONU a scrivere il diritto internazionale.

Bisogna constatare che l’economia statunitense è in panne e non sembra uscire dalla sua crisi interna. Gli statunitensi non producono più grandi cose, eccetto le armi, mentre i beni che consumano vengono fabbricati da un Cina sempre più prospera. La prima soluzione risiede in un cambiamento del capitalismo. È giunto il tempo di rilanciare la speculazione orientandola verso i permessi di inquinare negoziabili, di rilanciare il consumo coi prodotti ecologici e di rilanciare il lavoro con i lavoro verdi [3].

D’altra parte, incontrando la globalizzazione forzata sempre più resistenze, conviene farla accettare presentandola in altro modo. Si dirà che le tematiche ambientali necessitano di un governo globale, e che gli Stati Uniti devono assumerne il comando. Perciò, bisogna prima di tutto dimostrare l’inefficacia dell’ONU in materia.

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L’ex-vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, diventato consigliere speciale della Corona Britannica, ha ottenuto il Premio Nobel della Pace per il suo film propagandistico "Una scomoda verità".

 

 


La conferenza di Copenaghen è stata preceduta da una lunga a potente campagna di propaganda. A cominciare dal film di Al Gore, An Inconvenient Truth, presentato al Festival di Cannes 2006, e che gli è valso il premio Nobel per la pace nel 2007. L’ex vice presidente degli Stati Uniti, di cui si è dimenticato il doppio gioco in merito al Protocollo di Kyoto, si presenta come un convinto militante. Per difendere la sua nobile causa, egli vi consacrerebbe volentieri il suo tempo libero. In realtà, ha realizzato questo documentario ed intrapreso una tournée promozionale in qualità di consigliere pagato dalla Corona britannica, vero committente dell’operazione. Al Gore è uno specialista della manipolazione delle masse. È lui che aveva architettato, alla fine del XX secolo, la grande angoscia millenarista del « millennium bug ». Aveva all’epoca stimolato la creazione di un gruppo di esperti dell’ONU, l’IY2KCC – in tutti i punti comparabile al IPCC – per dare l’apparenza di un consenso scientifico attorno ad un problema minore gonfiato ad arte [4].

Al film di Al Gore si aggiungono altri documentari e fiction. Così, il film Home del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, è diffuso a livello mondiale dal PNUA, il 5 giugno 2009. O ancora, il film hollywoodiano del tedesco Roland Emmerich, 2012, in cui mette in scena l’affondamento della crosta terrestre sotto le acque ed il salvataggio dei capitalisti più ricchi grazie a due moderne arche di Noè, mentre i poveri vengono inghiottiti dai flutti.

In teoria la conferenza di Copenaghen doveva regolare la questione dei gas serra determinando dei tetti d’emissione e degli aiuti ai paesi in via di sviluppo. In realtà, Londra e Washington intendevano spingere gli europei a abbassare essi stessi i limiti fissati dal Protocollo di Kyoto – per aumentare il volume dei permessi negoziabili e quindi la speculazione borsistica – e far fallire la conferenza per preparare l’opinione pubblica mondiale ad una soluzione non di competenza ONU.

Molto a suo agio in questa mascherata, il presidente russo Dmitry Medvedev ha preparato un bluff che può costare caro al suo paese. Ha deciso di prendere un radicale e spontaneo impegno. Annuncia agli europei dell’ovest che Mosca si allinea alle loro esigenze e ridurrà le sue emissioni di gas serra dal 20 al 25% rispetto al 1990 entro il 2020. Meglio di così? Impossibile!

A parte il fatto che essendo le emissioni russe ridotte del 34% tra il 1990 e il 2007 a causa del crollo industriale dell’era Eltsine, il presunto impegno del Cremlino per la riduzione gli lascia la possibilità di un incremento che va dal 9 al 14%!

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Contro le regole delle Nazioni Unite, Nicolas Sarkozy utilizza il pretesto dell’urgenza climatica per costituire un direttorio incaricato di redigere la dichiarazione finale della conferenza di Copenaghen al posto dell’assemblea generale.

 





Senza sorpresa, gli anglosassoni fanno avanzare le loro pedine appoggiandosi sul presidente francese Nicolas Sarkozy, contentissimo di vedersi affidare il ruolo di deus ex machina. Arrivando a riunione in corso, denuncia la mancanza di volontà dei suoi omologhi e convoca una riunione improvvisata con qualche capo di Stato e di governo [5]. Senza traduttori, seduti su scomode sedie, alcuni grandi del mondo si prestano al gioco. Su un angolo del tavolo in fòrmica, buttano giù buone intenzioni che vengono presentate come panacea di tutti i mali. Il « pianeta » è salvo, ognuno può tornare a casa propria. In realtà, questa messa in scena mira unicamente a preparare l’opinione pubblica mondiale alle decisioni che bisognerà imporre al « vertice della Terra » del 2012.

Completamente fuori dal coro, il presidente venezuelano Hugo Chàvez ripone in causa la problematica del vertice senza quindi scoraggiare le associazioni ecologiste che manifestano davanti il centro in cui si tiene la conferenza. Stigmatizza la ricetta sarkoziana che consiste nello stendere una dichiarazione finale tra Stati autoproclamatisi « responsabili », per poi ad imporla alla comunità internazionale. Denuncia una mascherata che permette ad un capitalismo senza coscienza di occultare le sue responsabilità e di rifarsi una verginità [6]. Riprende a sua volta uno slogan scandito dai manifestanti all’esterno: « Non cambiate il clima, cambiate il sistema! ».

Cochabamba, l’anti-Copenaghen

Il suo omologo boliviano Evo Morales trae delle conclusioni del vertice di Copenaghen. È chiaro a suo avviso che le grandi potenze giocano con l’ambiente. Su questo tema, come su ben altri, intendono fare i loro affari tra loro a scapito del terzo mondo. Tuttavia, la presenza di una folla di militanti delle associazioni all’esterno della conferenza lascia sperare in una volontà planetaria ben diversa.

Il presidente Morales convoca allora una « Conferenza Mondiale dei Popoli sul cambiamento climatico e i diritti della Terra Madre ». Si tiene quattro mesi dopo a Cochabamba (Bolivia). Superando tutte le previsioni, più di 30 000 persone vi partecipano e 348 governi vi si fanno rappresentare. Il suo ambiente ricorda allo stesso tempo il vertice della Terra di Rio e i forum sociali mondiali. Ma ciò che è in gioco è differente. A Rio, il gabinetto delle relazioni pubbliche Burson-Marsteller aveva valorizzato alcune associazioni per legittimare le decisioni prese a porte chiuse. A Cochabamba, è il contrario: le associazioni che sono state escluse dalla conferenza di Copenaghen sono divenute decidenti. Il confronto coi forum sociali non funziona più: essi intendono contestare il Forum economico di Davos e si sono esiliati all’altro capo del mondo per evitare gli scontri che si sono visti in Svizzera. Questa volta, è l’ONU che si contesta. Evo Morales ha preso atto del fiasco di Copenaghen e della volontà delle grandi potenze di passare oltre le assemblee generali. Egli si appoggia sulla società civile contro i governi occidentali.

Evo Morales ed il suo ministro degli affari esteri David Choquehuanca affrontano le tematiche ambientali a partire dalla loro cultura di indiani aymara [7]. Mentre gli occidentali dicono di sapere quanto occorre limitare le emissioni di gas serra per non perturbare più il clima, essi affermano che non si più continuare con tali emissioni quando esse sono ritenute pericolose, che sia vero o falso. Rompendo con la logica dominante, rigettano il principio dei permessi negoziabili. Per loro, non si dovrebbe permettere, e ancor meno vendere, ciò che è considerato disastroso. A partire da ciò, essi presentano un completo cambiamento di paradigma. Gli Stati sviluppati, i loro eserciti e le loro imprese multinazionali, hanno ferito la terra adottiva, mettendo in pericolo tutta l’umanità, mentre i popoli autoctoni hanno dato prova della loro capacità a preservare la Terra Madre. La soluzione è dunque politica: la gestione dei grandi spazi deve essere restituita ai popoli autoctoni, mentre le multinazionali devono rispondere dei danni che hanno commesso di fronte ad un tribunale internazionale.

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La conferenza di Cochabamba afferma la capacità dei popoli autoctoni di riuscire là dove gli Occidentali hanno fallito. Da sinistra a destra: Hugo Chávez, Davide Choquehuanca e Evo Morales.




La Conferenza dei Popoli chiama all’organizzazione di un referendum mondiale per istituire una Giustizia climatica ed ambientale, e per abolire il sistema capitalista.

Secondo un metodo già applicato a numerosi vertici internazionali che sfuggono al controllo degli anglosassoni, una campagna mediatica viene immediatamente lanciata da Washington per soffocare il messaggio. Si sviluppa una polemica sui propositi deviati del presidente Morales [8]. Comunque sia, l’ideologia occidentale verde non ottiene più l’unanimità.

L’albero che nasconde la foresta

Durante i 40 anni di discussione ONU circa l’ambiente, le cose non sono affatto migliorate, al contrario. Ma è stato realizzato un incredibile insieme di abili trucchi: la responsabilità degli Stati è stata dimenticata, quella delle multinazionali è stata occultata, mentre quelle degli individui è stata stigmatizzata. L’albero nasconde la foresta.

Nei vertici internazionali, nessuno tenta di valutare il costo energetico delle guerre in Afghanistan e in Iraq, includendo il ponte aereo quotidiano che permette di trasportare la logistica degli Stati Uniti sul campo di battaglia, compresa la razione per i soldati.

Nessuno misura le superfici abitabili contaminate dalle munizioni all’uranio impoverito, dai Balcani alla Somalia, passando per il Grande Medio Oriente.

Nessuno ricorda le superfici agricole distrutte dalle fumigazioni nell’ambito della guerra alle droghe, in America Latina o in Asia Centrale; né quelle rese sterili dallo spargimento dell’agente arancio, dalla giungla vietnamita ai palmeti iracheni.

Fino alla conferenza di Cochabamba, la coscienza collettiva ha dimenticato l’evidenza che i maggiori colpi all’ambiente non sono la conseguenza di stili di vita specifici, né dell’industria civile, ma delle guerre intraprese per permettere alle multinazionali di sfruttare le risorse naturali, e lo sfruttamento senza scrupoli di tali risorse da queste multinazionali per alimentare gli eserciti imperiali. Ciò ci riporta al nostro punto di partenza, quando U Thant proclamava il « giorno della Terra » per protestare contro la guerra in Vietnam.

Thierry Meyssan
*Giornalista e scrittore, presidente del Réseau Voltaire.

Traduzione a cura di Matteo Sardini (Eurasia Rivista)


[1] Tutti i rapporti dell’IPCC sono disponibili in inglese, francese e spagnolo sul sito internet del Gruppo.

[2] « Discours de Jacques Chirac au sommet mondial sur le développement durable de Johannesburg », 2 settembre 2002.

[3] « La muta della finanza mondiale e la speculazione verde », di Jean-Michel Vernochet, Rete Voltaire, 8 aprile 2010.

[4] « Il n’y a pas de consensus scientifique à l’ONU », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 17 dicembre 2009.

[5] « Intervention au sommet de Copenhague sur le climat », di Nicolas Sarkozy, Réseau Voltaire, 17 dicembre 2009.

[6] « Discurso en Copenhague », di Hugo Chávez Frías, Red Voltaire, 16 dicembre 2009.

[7] Vedere la sua tribuna libera sul Los Angeles Times: « Combating climate change : lessons from the world’s indigenous peoples »  (disponibile sul dito di Voltaire Network)

[8] Evo Morales aveva denunciato le conseguenze sanitarie per gli uomini delle carni agli ormoni femminili. I suoi propositi sono interpretati come omofobi.
Questa tecnica di screditamento è classica. Viene in mente pensando alla campagna mediatica contro Papa Giovanni Paolo II dopo il suo discorso alla Grande Moschea di Damasco o a quella contro il primo ministro malese in seguito al suo discorso davanti la Conferenza Islamica.

Fonte:voltairenet.org

mercoledì 2 giugno 2010

La complicità dell'America nel male

di Paul  Craig Roberts

israel-usa-flotilla Mentre scrivo alle  alle 5 del pomeriggio di  Lunedi, 31 maggio, è passata un'intera giornata dalle notizie del mattino sull'attacco israeliano alle navi inoffensive che portavano aiuti umanitari a Gaza, e non vi è stata alcuna risposta da parte del Presidente Obama se non per dire che lui ha bisogno di conoscere  "tutti i fatti riguardanti gli eventi tragici di questa mattina" e che il primo ministro israeliano Netanyahu aveva annullato i suoi piani di incontrarsi con lui alla Casa Bianca.

Così Obama ha reso l'America complice ancora una volta della barbarie dei crimini di guerra di Israele. Proprio mentre il Congresso americano votava l'approfondita relazione del giudice Goldstone sui crimini di guerra di Israele commessi durante l'invasione di Gaza del Gennaio 2009, Obama ha liquidato l'ultimo atto di profonda barbarie di Israele facendo finta di non sapere cosa era successo.

Nessuno al mondo crederà che Israele ha attaccato  in acque internazionali navi che trasportavano  cittadini israeliani, un premio Nobel, politici eletti, e ha intercettato gli attivisti umanitari che portavano medicinali e materiali da costruzione ai palestinesi a Gaza, che vivono tra le macerie delle loro case, senza riparo nè farmaci a partire dal gennaio 2009, senza prima pianificare il reato con il suo protettore americano. Senza la protezione degli Stati Uniti, Israele, uno stato del tutto artificiale, non potrebbe esistere. Nessuno al mondo crederà che un aereo spia americano non ha rilevato i movimenti della forza di attacco israeliana verso le navi di aiuti in acque internazionali in un atto di pirateria, uccidendone 20, ferendone 50, e sequestrando tutto il resto delle persone. La pretesa di ignoranza di Obama conferma la sua complicità.

Ancora una volta il governo degli Stati Uniti ha permesso allo stato israeliano di assassinare persone buone note per la loro coscienza morale. Lo stato israeliano ha dichiarato che chiunque abbia una coscienza morale è un nemico di Israele, e ogni presidente americano, tranne Eisenhower e Carter ha accettato.

Il silenzio di 12 ore di Obama di fronte alla barbarie estrema è il suo segnale ai  media corporativi controllati  di restare ai margini fino a quando la propaganda israeliana non abbia imbastito una storia.

La storia di Israele, ridicola come sempre, è che i filantropi su una delle navi hanno preso due pistole da un commando israeliano, soldati altamente addestrati muniti di armi automatiche, e hanno sparato contro la forza d'attacco. Il governo israeliano sostiene che la risposta del commando '(70 vittime secondo l'ultimo report) è stata una giustificata autodifesa. Israele è innocente. Israele non ha fatto nulla, tranne far scendere da elicotteri un commando a bordo, al fine di intercettare una spedizione di armi diretta agli abitanti di Gaza trasportate da navi guidate da terroristi.

Molti cristiani evangelici, persuasi dai loro pastori che è volontà di Dio che gli americani proteggano Israele, crederanno alla storia di Israele, soprattutto perchè è improbabile che ascolteranno mai tutti gli altri. I conservatori americani, specialmente durante il Memorial Day, quando si festeggiano le gesta armate americane, potranno ammirare Israele per la sua durezza. Qui nel nord della Georgia dove mi trovo in questo momento, ho sentito dire a molti, con ammirazione: "Loro, gli israeliani, non sopportano".

I conservatori americani vogliono che gli Stati Uniti siano come Israele. Non capiscono perché gli USA non smettono di pisciare intorno  dopo nove anni e continuano a combattere i talebani in Afghanistan. Non capiscono perché gli Stati Uniti non abbiano sconfitto chiunque si opponesse alle  forze americane in Iraq. I conservatori sono furiosi perchè l'America ha dovuto "vincere" la guerra comprando gli  iracheni e mettendoli sul libro paga degli Stati Uniti. Israele uccide le persone e poi incolpa le vittime. Questo attira i conservatori americani, che vogliono che gli Stati Uniti facciano altrettanto.

E' probabile che gli americani accetteranno la storia del propagandista israeliano Mark Regev, secondo cui gli israeliani sono stati raggiunti dal fuoco micidiale mentre cercavano di intercettare una spedizione di armi per i terroristi palestinesi proveniente dall'IHH,  un'organizzazione radicale islamista turca che si nascondeva sotto la copertura degli aiuti umanitari.

Gli americani non potrànno mai sentire dai media Usa che il premier turco Erdogan ha dichiarato che le navi di aiuti sono state accuratamente controllate prima della partenza dalla Turchia e che non vi erano terroristi o armi a bordo: "Voglio dire al mondo, ai capi di Stato e ai governi, che queste barche partite dalla Turchia e da altri paesi sono state controllate in modo rigoroso nel quadro delle regole di navigazione internazionale e sono state caricate solo con aiuti umanitari".

La Turchia è un alleato degli Stati Uniti, un membro della NATO. La cooperazione della Turchia è importante per il  piano americano di egemonia mondiale. Erdogan deve interrogarsi sulla moralità del protettore americano di Israele. Secondo un rapporto di  antiwar.com, il governo turco ha dichiarato che "le future navi di aiuti saranno inviate con una scorta militare in modo da evitare futuri attacchi israeliani." La CIA ucciderà Erdogan o pagherà i militari turchi per abbatterlo? Murat Mercan, capo della commissione esteri della Turchia in materia di relazioni, ha detto che la dichiarazione di Israele csecondo cui c'erano terroristi a bordo delle navi di aiuti è stato il modo di Israele di coprire il suo crimine.

Mercan ha dichiarato: "Qualsiasi affermazione che i membri di questa nave sono collegati ad al-Qaeda è una grande bugia, perché a bordo della nave ci sono i civili israeliani, le autorità israeliane, i parlamentari israeliani".

Lo stato criminale di Israele non nega il suo atto di pirateria. Il portavoce militare israeliano, Avital Leibovich, ha confermato che l'attacco è avvenuto in acque internazionali: "Questo è avvenuto nelle acque al di fuori del territorio israeliano, ma abbiamo il diritto di difenderci". Gli Americani, e i loro Stati  fantoccio dell'europa occidentale e lo stato fantoccio del Canada, si faranno persuadere dai servili media a bersi  la storia inventata dalla propaganda israeliana che le navi di aiuti umanitari erano presidiate dai terroristi per portare armi ai palestinesi a Gaza, e che i terroristi fingendo di essere attivisti umanitari hanno attaccato  la forza dei commandos israeliani con due pistole, bastoni, e coltelli. Molti americani ingoieranno questa storia senza un singhiozzo.

Paul Craig Roberts è stato un editore del Wall Street Journal e Assistente Segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Il suo ultimo libro, HOW THE ECONOMY WAS LOST, appena pubblicato da CounterPunch / AK Press. Può essere raggiunto all'indirizzo: PaulCraigRoberts@yahoo.com

Traduzione di Dakota Jones
Fonte: Counterpunch.org

martedì 1 giugno 2010

End Israeli Impunity Now

By Cynthia McKinney*
31 May, 2010

mckinney Cynthia McKinney Mourns the Dead of the Freedom Flotilla to Gaza: People of the U.S. and the world must end Israeli impunity now!

I am outraged at Israel's latest criminal act. I mourn with my fellow Free Gaza travelers, the lives that have been lost by Israel's needless, senseless act against unarmed humanitarian activists. But I'm even more outraged that once again, Israel's actions have been aided and abetted by a U.S. political class that has become corrupted beyond belief due to its reliance on Zionist finance and penetration by Zionist zealots for whom no U.S. weapons system is too much for the Israeli war machine, and the silence of the world's onlookers whose hearts have grown cold with indifference.

I recently visited the offices of IHH, the Turkish humanitarian organization that sponsored one of the Freedom Flotilla boats, and that was targeted by the Israelis for its murderous rampage. Reports are still coming in as to the full extent of the senseless Israeli violence. Of course, I expect Israel's apologists in the press and in the United States government to shift into high gear to support Israel's lying machine. Take note of their names. The 12,000 internet squatters/written word grenade throwers, hired by the Israeli Foreign Ministry to defend Israel and attack peace activists online, are already busy spreading their orchestrated disinformation in cyberspace. Be very careful what you read and believe from special interest press and the internet. You could be reading one of Israel's hired hacks. As a news diversion from what Israel has just done, I suspect that we can also expect to see a lot of historical footage of war's atrocities on television: today is Memorial Day in the United States, a day long ago set aside to remember the sacrifices of U.S. war dead.

I encouraged and supported U.S.S. Liberty veteran Joe Meadors's participation in the Freedom Flotilla. Unfortunately, the fate of the U.S.S. Liberty innocents on the high seas, while in international waters, has now been visited upon the participants in the Freedom Flotilla, in large measure because of the Congressional- and Presidential-level cover-up of the 1967 Israeli attack on that U.S. surveillance ship. Combined with the failure of just about every other effort to hold Israel accountable for its crimes against humanity, war crimes, genocide, and crimes against the peace. Belgium and Spain changed their domestic laws of universal jurisdiction after Israeli appeals to do so. The entire musical chairs gang of rotating Israeli leadership are war criminals. During my imprisonment in Israel for attempting to take crayons to the children of Gaza, I called Israel a failed state. If Israel is threatened by unarmed, humanitarian activists to the point of massacring them, then Israel is a failed state. Israel is a failed nuclear state.

Obama's most recent granting of an additional $205 million for Israeli "missile defense" is unconscionable, when in the same week, reports revealed for the first time, Israel's offer of nuclear weapons to apartheid South Africa. Just last week, a paper bearing the signature of former Israeli Prime Minister, Shimon Peres, was released by South Africa, revealing that in 1975, Israel could offer South Africa nuclear weapons "in three sizes." South Africa's then-Minister of Defense, P.W. Botha, was South Africa's signatory to the letter. This information would make the entire Obama Administration look sadly farcical as it points an accusing finger at Iran, except that U.S. obeisance to the Israeli bloodthirst is deadly serious. With deadly outcomes.

Earlier this month, Israel was granted admission to the Organization of Economic and Community Development (OECD), a direct affront to ongoing Boycott, Divestment, Sanctions (BDS) efforts across the world. Once again, Israel has thumbed its nose at the global community--with bloody results--because it can.

I am proud to serve on the Bertrand Russell Tribunal on Palestine. Its next sitting will be in London, where we will examine corporate complicity in Israel's crimes against Palestine. The Tribunal will sit from November 5 - 7. Please put this on your calendar. We all must do what we can, where we are to end wars against the people at home and wars against human rights abroad.

Finally, a friend just sent a message to me saying that the Israelis had lost their minds. Sadly, based on the past, the Israelis could very well conclude that they can do anything--imprison me for trying to take love to the children of Gaza and kill humanitarian activists trying to do the same--because they know, in the end, they'll get away with
it. Instead, I would suggest that we are the ones who have lost our minds, our souls, our spirits, and our human dignity if we allow the Israelis to get away with murder--again--and we do nothing.

I am calling on the people of the United States to change course now.

On this Memorial Day 2010, I am stunned and outraged beyond belief while mourning the dead of the Freedom Flotilla to Gaza.

Source:Countercurrent.org

*Cynthia Ann McKinney (born March 17, 1955) is a former US Congresswoman and a  member of the Green Party since 2007

lunedì 31 maggio 2010

Uccisi attivisti della Freedom Flotilla diretta a Gaza

La più grande flotta di aiuti umanitari, la Freedom Flotilla, partita da Rodi il 27 Maggio, era diretta a Gaza, con 10.000 tonnellate di aiuti.

Composta da 8 navi, con a bordo 750 persone da 40 paesi, portava aiuti di ogni tipo, anche materiali da costruzione e medicinali.

E' stata attaccata dalle forze israeliane che hanno provocato la morte di 19 persone, suscitando una grande reazione di rabbia in Medio Oriente

In un comunicato di oggi, 31 Maggio 2010, Amnesty International chiede un'indagine sull'uccisione degli attivisti che erano a bordo della flotta diretta a Gaza.

Amnesty International ha chiesto al governo israeliano di aprire un'inchiesta immediata, credibile e indipendente sull'uccisione, compiuta dalle sue forze armate, di almeno 10 attivisti a bordo di una flotta che protestava contro il blocco della Striscia di Gaza.

Appare chiaro che le forze israeliane hanno fatto ricorso alla forza eccessiva - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Israele afferma che le sue forze hanno agito per autodifesa, essendo state attaccate, ma non è credibile sostenere che il livello di forza letale impiegato fosse giustificabile. Esso appare del tutto sproporzionato rispetto alla minaccia affrontata.

Amnesty International ha chiesto alle autorità  israeliane di rendere subito pubbliche le regole d'ingaggio impartite alle truppe che hanno compiuto questo attacco letale.

Gli attivisti sulle navi avevano reso evidente che il loro scopo primario era quello di protestare contro il continuo blocco di Gaza, che costituisce una punizione collettiva e, in quanto tale, una violazione del diritto internazionale'  ha proseguito Smart.

Da circa tre anni Israele, che è la potenza occupante della Striscia di Gaza, attua una politica che impedisce ogni movimento di cose e persone, con l'eccezione dei beni più indispensabili dal punto di vista umanitario, che vengono importati da agenzie di aiuti internazionali.

Solo una parte dei pazienti che hanno bisogno di cure mediche fuori da Gaza viene autorizzata a uscirne. Decine di persone sono morte mentre attendevano l'autorizzazione a viaggiare da parte israeliana.

'Il blocco non è diretto contro i gruppi armati, piuttosto punisce l'intera popolazione di Gaza limitando l'ingresso di cibo, forniture mediche, materiale scolastico e da costruzione.
Non sorprende, quindi, che il suo impatto si ripercuota sulla parte più vulnerabile della popolazione di Gaza: i bambini e le bambine, le persone anziane e quelle ammalate' ha proseguito Smart.

'Il blocco costituisce una punizione collettiva ai sensi del diritto internazionale e dev'essere rimosso immediatamente' ha concluso Smart.

Israele ha l'obbligo di diritto internazionale di assicurare il benessere della popolazione di Gaza, compresi i diritti alla salute, all'istruzione, al cibo e a un alloggio adeguato.

Esperto di Energia: Bombardare la perdita di petrolio con un'arma nucleare 'è l'unica cosa che possiamo fare'

Di Daniel Tencer
29 Maggio 2010

BP 'totalmente responsabile delle notizie' sulla  perdita di petrolio, dice un esperto di energia

bp-oil-spill Mentre fallisce l'ultimo tentativo di fermare la perdita di petrolio nel Golfo del Messico, l'idea di bombardare nelle immediate vicinanze per sigillare il petrolio nel sottosuolo sta guadagnando terreno tra alcuni esperti di energia e ricercatori.

Un esperto di energia noto per aver previsto il  picco del prezzo del petrolio del 2008, dice che spedire sul fondo una piccola bomba nucleare, ebbene è "probabilmente l'unica cosa che possiamo fare" per fermare la perdita.

Matt Simmons, il fondatore della banca d'investimento per  l'energia Simmons & Company, dice anche che ci sono prove di una seconda perdita di petrolio a circa 5-7 miglia dalla fuga iniziale che BP è concentrata a fermare. Questa seconda perdita, egli dice, è così grande che quella iniziale è "minima" al confronto.

Simmons ha parlato a Bloomberg News Venerdì, prima che la BP annunciasse che il suo ultimo tentativo di tappare il buco, noto come metodo "top kill", era fallito.

"Una settimana fa Domenica la prima nave da ricerca ... è stato commissionato dalla NOAA di setacciare la zona," ha detto. Hanno trovato "un gigantesco pennacchio" che saliva a circa 5-7 miglia dal luogo della fuga iniziale, ha detto Simmons.

Simmons ha detto che il governo degli Stati Uniti deve immediatamente sottrarre la perdita alla BP ed impegnare i militari.

"Probabilmente l'unica cosa che possiamo fare è creare un ordigno e mandarlo giù a 18.000 piedi per farlo esplodere, sperando che fermi il petrolio", ha detto.

La sua idea riecheggia quella di un giornale russo che all'inizio di questo mese  ha suggerito agli Stati Uniti di detonare una bomba nucleare di piccole dimensioni per sigillare la perdita di petrolio sotto il mare. Komsomoloskaya Pravda ha sostenuto in un editoriale che la Russia in passato ha usato con successo armi nucleari per sigillare le fuoriuscite di petrolio in cinque occasioni.

Report Live Science:

Laboratori di armi nella ex Unione Sovietica hanno sviluppato speciali armi nucleari  per chiudere i pozzi di gas. Credevano che la forza di una esplosione nucleare poteva chiudere qualunque foro entro 82-164 piedi (25-50 metri), a seconda della potenza dell'esplosione. Questo richiedeva la creazione di fori per posizionare il dispositivo nucleare vicino ai pozzi di destinazione.

Un primo test nell'autunno del 1966 si dimostrò efficace nel sigillare un pozzo sotterraneo di gas nel sud Uzbekistan, e così i russi hanno usato armi nucleari altre quattro volte per sigillare pozzi che sfuggivano al controllo.

Simmons ha anche detto a Bloomberg che l'idea di utilizzare misure radicali, come una bomba nucleare per sigillare la perdita non è probabilmente presa in considerazione dai responsabili politici  "perché BP è ancora totalmente responsabile delle notizie e si sono tutti concentrati sulla superficie".

Alla domanda di un giornalista di Bloomberg circa i rischi insiti nel piazzamento di una bomba nucleare al largo della costa della Louisiana, Simmons ha affermato che una esplosione nucleare  all'interno di un foro profondo avrebbe scarso effetto sulle aree circostanti.

"Se sei a 18.000 piedi sotto il letto del mare, in sostanza non succederà nulla [in superficie]," ha detto.

Joe Wiesenthal ha detto al Business Insider che  l'idea di usare armi nucleari attirerà molta attenzione, ora che la procedura "top kill"  è fallita.

Successivamente, la cosiddetta "opzione nucleare" otterrà un sacco di attenzione. In questo caso, ovviamente, l'opzione nucleare non è un eufemismo. E' un'idea reale che il modo migliore per terminare questa cosa sia quello di piazzare una piccola arma nucleare e seppellire il pozzo sotto le macerie. ... Entro la metà della prossima settimana, se ne parlerà in tutte le notizie via cavo, visto che  gli esperti fanno forti pressioni sulla Casa Bianca chiedendo se lo prenderà in considerazione e perchè no.

Il seguente video è stato trasmesso su Bloomberg News, Venerdì 28 maggio 2010.

Traduzione di Dakota Jones
Fonte: The Raw Story

martedì 25 maggio 2010

Bio-pirateria, la scienza nell'interesse dei privati

di Dakota Jones
artificial-life Se qualcuno di noi infrangesse le regole del copyright, se, ad esempio, godesse della visione di un film "piratato", commetterebbe un crimine. Se poi, prendesse il film e lo manipolasse per poi rivenderlo come opera originale, commetterebbe un crimine ancora più grave, secondo la legge.

Ma, purtroppo, non sono state scritte leggi che proteggano, dai pirati, i beni naturali e gli spazi che appartengono, secondo alcuni, a tutta l'umanità ma che, secondo me, non appartengono a nessuno e dovrebbero restare un patrimonio indisponibile.

E così, chiunque può decidere di prelevare qualcosa dalla natura e manipolarla, per poi dire che il risultato è opera sua. E' quello che ha fatto Craig Venter che afferma di aver creato la prima cellula artificiale. In realtà, Venter ha copiato il genoma di un batterio esistente in natura, il Mycoplasma mycoides, un parassita dei ruminanti che può provocare disturbi ai polmoni e  che provoca, a volte,  la mastite nelle capre. Ha sequenziato il codice genetico del genoma e ha adoperato sostanze chimiche per ricostruirne una copia.

Praticamente, ha decodificato il cromosoma di una cellula batterica (che già esisteva), usando un computer per leggere ciascuna delle lettere del codice genetico. Ha copiato questo codice e ha ricostruito un nuovo cromosoma sintetico, mettendo insieme pezzi di DNA, per poi introdurlo in una cellula batterica che si è replicata, dando origine ad una nuova cellula, chiamata amorevolmente Synthia, che loro considerano totalmente sintetica.

I titoli dei giornali si  sono moltiplicati e le lodi anche, si è parlato di "alba di una nuova era",  di "creazione da zero" e via discorrendo.

Prendere qualcosa che esiste in natura, destrutturarla, manipolarla e riassemblarla: questo è quello che io chiamo bio-pirateria.

Craig Venter, un reduce del Vietnam, nato nel 1946 a Salt Lake City, Utah, è un appassionato di surf. Laureato in biochimica e con un dottorato di ricerca, in fisiologia e farmacologia, è stato uno dei primi sequenziatori del genoma umano. Ha già brevettato più di 300 geni.

Sa esattamente quello che vuole e per "marcare" il genoma come sintetico ha introdotto al suo interno, sotto forma di filamenti che non portano messaggi di codice,  i nomi dei ricercatori, l'indirizzo di un sito web, un indirizzo email e citazioni da James Joyce, Richard Feynman ed una  biografia di Robert Oppenheimer. Una delle citazioni, di James Joyce, è questa: "To live, to err, to fall, to triumph, to recreate life out of life" "Vivere, sbagliare, cadere, trionfare, ricreare la vita dalla vita". Per la serie: prendere qualcosa che non ci appartiene e stravolgerne il senso, per adattarla allo scopo.

Quando lavorava al NIH, National Institutes of Health , che è un'agenzia del Dipartimento degli Stati Uniti per la Salute ed i Servizi, trovò un modo per identificare rapidamente tutti i frammenti brevi di DNA presenti in una cellula e l'applicò all'identificazione dei geni del cervello umano. I frammenti brevi di DNA scoperti in questo modo vengono chiamati "Expressed Sequence Tags", brevemente EST. Il NIH tentò di brevettare questi frammenti di geni ma poi ritirò la domanda di brevetto perchè, a causa delle proteste pubbliche, ci fu una causa ed una sentenza secondo la quale gli EST non sono direttamente brevettabili.

Ma questa volta, temo, le cose andranno diversamente. Craig Venter è presidente di un  istituto di ricerca, il  J. Craig Venter Institute, che conduce ricerche di biologia sintetica. Nel 2005 ha fondato, insieme ad altri, l'azienda Synthetic Genomics, che si dedica alla modificazione di microrganismi, mirata alla creazione di carburanti puliti e sostanze biochimiche. Nel 2009 la Exxon Mobil ha annunciato la sua collaborazione con la Synthetic Genomics, per 600 milioni di dollari, per studiare una nuova generazione di biocarburanti.

Venter ha anche altri progetti. Sta cercando di brevettare la "forma di vita" per battezzarla come Mycoplasma laboratorium. Ha detto chiaramente che vuole che la sua "scoperta" sia remunerativa, anche se, neanche a dirlo, a beneficio dell'umanità, partendo dalla creazione di batteri che sfornano biocarburanti, assorbono CO2 dall'atmosfera e producono proteine che potrebbero servire nei vaccini. Quella della CO2 e dei vaccini, sembra essere proprio una fissazione per tanti.

Venter ha dichiarato:"Questo è un importante passo sia dal punto di vista scientifico che filosofico" e ha aggiunto "Certamente è cambiato il mio punto di vista sulla definizione di vita e su come la vita funziona" 

La scoperta potrebbe valere miliardi di dollari. Ma che ci volete fare, i sogni sono sogni e vanno realizzati, specialmente quelli che sono costati più di un decennio di ricerca e circa 40 milioni di dollari.

Qualche critica si è levata, da parte dei soliti "menagramo" che si sono azzardati a pensare che il DNA sintetico potrebbe essere immesso in altri organismi per cambiarne le caratteristiche, eliminare quelle che non ci piacciono e crearne altre più "utili".
Ma, ooops, questo è proprio quello che ha detto Venter: "questa è la prova dell'idea che possiamo apportare, in teoria, cambiamenti all'intero genoma di un organismo, possiamo aggiungere funzioni completamente nuove, eliminare quelle di cui non abbiamo bisogno e creare un nuova gamma di organismi industriali che appplicheranno tutta la loro capacità nel fare quello che noi vogliamo che facciano. Ora, è realtà"

Venter pensa, insomma, di prendere quello che gli conviene e scartare il resto; adesso la vita funziona così, parola di uno che dice di aver capito.

E se il DNA sintetico fosse liberato nell'ambiente o utilizzato per scopi immorali? Certamente non ce lo verranno a dire, come è accaduto per la clonazione. Grandi pagine e grandi dichiarazioni quando si è trattato di parlare della pecora Dolly e di altri cloni, fino al "nuovissimo" torello da combattimento, che, nati pieni di difetti, hanno condotto una vita e sono morti nel peggiore dei modi. Dopo, tutto è restato tra le quattro mura di laboratori segreti. Le cose si vengono a sapere sempre ma non aspettatevi news sui giornali mainstream o scoppi di indignazione.

Ma questa è un'altra storia che fa il paio con quella della creazione di individui "chimera", ibridi uomini-animali. Da qualche parte ci sono sicuramente esseri senza identità che soffrono ma non interessa a nessuno. Le discussioni etiche si esauriranno molto presto ma la "scienza" non deve morire. Molti si arricchiranno e qualcuno dirà che è giusto così. Io, molto modestamente,  la chiamo "scienza nell'interesse di privati"

giovedì 20 maggio 2010

L'eresia della Grecia offre una speranza

di John Pilger
20 Maggio 2010

"Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore."

greece-hope Mentre la classe politica della Gran Bretagna fa finta che il suo matrimonio combinato tra Panco Pinco e Pinco Panco  sia la democrazia, l'ispirazione per il resto di noi è la Grecia. Non c'è da stupirsi che la Grecia non venga presentata come un faro, ma come un "paese spazzatura" ottenendo la meritata punizione per il suo "obeso settore pubblico" e la "cultura delle scorciatoie" (the Observer). L'eresia della Grecia è che la rivolta della gente comune offre una speranza autentica a differenza di quella elargita dal signore della guerra alla Casa Bianca.

La crisi che ha portato al "salvataggio" della Grecia da parte delle banche europee e del Fondo Monetario Internazionale è il prodotto di un grottesco sistema finanziario già di per sé  in crisi. La Grecia è il modello in miniatura di una moderna lotta di classe che raramente è stata riportata come tale e viene portata avanti con tutta l'urgenza del panico tra i ricchi dell'impero.

Ciò che rende diversa la Grecia è che nel suo passatro c'è invasione, occupazione straniera, il tradimento da parte dell'Occidente, la dittatura militare e la resistenza popolare. Le persone comuni non sono intimorite dal corrotto corporativismo che domina nell'Unione europea. Il governo di destra di Kostas Karamanlis, che ha preceduto l'attuale governo Pasok (Labourista) di George Papandreou, è stato descritto dal sociologo francese Jean Ziegler come "una macchina per il sistematico saccheggio delle risorse del Paese".

La Federal Reserve Board degli Stati Uniti sta investigando sul ruolo della Goldman Sachs e di altri gestori di hedge fund americani che hanno scommesso sul fallimento della Grecia mentre i beni pubblici venivano  liquidati e i ricchi evasori fiscali depositavano 360.000.000.000  di euro nelle banche svizzere. I più grandi armatori greci hanno trasferito le loro aziende all'estero. Questa emorragia di capitale continua con l'approvazione delle banche centrali europee e dei governi.

All'11 per cento, il deficit della Grecia non è superiore a quello americano. Tuttavia, quando il governo Papandreou ha cercato di prendere prestiti al mercato dei capitali internazionali, è stato efficacemente bloccato dalle agenzie americane di rating aziendale, che hanno "declassato" la Grecia a "spazzatura". Queste stesse agenzie hanno assegnato  rating tripla-A per miliardi di dollari in titoli cosiddetti mutui sub-prime accelerando così  il crollo economico del 2008.

Quello che è successo in Grecia è un furto di portata epica, anche se di entità sconosciuta. In Gran Bretagna, il "salvataggio" di banche come Northern Rock e Royal Bank of Scotland è costato miliardi di sterline. Grazie all'ex primo ministro, Gordon Brown, e alla sua passione per gli istinti di avarizia della City di Londra, questi doni fatti con i soldi pubblici sono stati senza condizioni, mentre i banchieri hanno continuato a pagarsi  i premi che chiamano bonus. Sotto la politica monoculturale della Gran Bretagna, possono fare come vogliono. Negli Stati Uniti, la situazione è ancora più eclatante, riferisce il giornalista investigativo David DeGraw, "[mentre le maggiori banche di Wall Street] che hanno distrutto l'economia pagano zero tasse e ricevono 33 miliardi di dollari in rimborsi".

In Grecia, come in America e Gran Bretagna, alla gente comune è stato detto che deve ripagare i debiti dei ricchi e dei potenti che li hanno generati. Lavoro, pensioni e servizi pubblici devono essere tagliati e bruciati, mentre i corsari sono in carica. Per l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale, si presenta la possibilità di "cambiare la cultura" e smantellare il benessere sociale della Grecia, così come il FMI e la Banca mondiale hanno "strutturalmente modificato" (impoverito e controllato) paesi in tutto il mondo in via di sviluppo.

La Grecia è odiata per le stesse ragioni per le quali la Jugoslavia doveva essere fisicamente distrutta con la scusa di proteggere le popolazioni del Kosovo. La maggior parte dei greci sono impiegati dello Stato, e i giovani e i sindacati formano  un'alleanza popolare che non è stata sottomessa; i carri armati dei colonnelli sul campus dell'Università di Atene nel 1967 rimangono un fantasma politico. Tale resistenza è un'anatema per i banchieri centrali europei e considerata come un ostacolo al bisogno del capitale tedesco di conquistare mercati a seguito della riunificazione della travagliata Germania.

In Gran Bretagna, è stato grazie alla propaganda trentennale di una teoria economica estrema conosciuta prima come monetarismo e poi come neo-liberalismo, che il nuovo primo ministro può, come il suo predecessore, esprimere le sue richieste che la gente comune paghi i debiti di imbroglioni sebbene "fiscalmente responsabili". Le innominabili sono la povertà e la classe. Quasi un terzo dei bambini inglesi restano al di sotto della soglia di povertà. Nella classe operaia della città di Londra, nel Kent, l'aspettativa di vita maschile è di 70 anni. A due chilometri di distanza, a Hampstead, è 80. Quando la Russia è stata oggetto di una simile "terapia d'urto" negli anni '90, l'aspettativa di vita scese in picchiata. Un record di 40 milioni di americani impoveriti attualmente ricevono buoni alimentari: cioè, non possono permettersi il cibo.

Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore. Ogni volta che le tariffe e i sussidi alimentari e il carburante vengono eliminati dal diktat del FMI, i piccoli agricoltori sanno di essere stati dichiarati sacrificabili. L'Istituto per le Risorse Mondiali (World Resources Institute) calcola che il bilancio raggiunge 13-18.000.000 di bambini che muoiono ogni anno. "Questo", ha scritto l'economista Lester C. Thurow, "non è metafora, né similitudine di guerra, ma la guerra stessa".

Le stesse forze imperiali hanno utilizzato terribili armi da guerra contro i paesi colpiti nei quali la maggior parte sono bambini e hanno approvato la tortura come strumento di politica estera. Si tratta di un fenomeno di negazione per cui a nessuna di queste aggressioni ai danni dell'umanità, in cui la Gran Bretagna è impegnata attivamente, è stato permesso di influire sulle elezioni inglesi.

La gente per le strade di Atene, non soffre di questo disagio. Sanno perfettamente chi sia il nemico e loro si considerano, ancora una volta sotto l'occupazione straniera. E ancora una volta, stanno insorgendo, con coraggio. Quando David Cameron inizierà a tagliare 6.000.000.000 di sterline dai servizi pubblici in Gran Bretagna, significherà che sta contrattando perchè quello che accade in Grecia  non accada in Gran Bretagna. Dovremmo dimostrare che ha torto.

Traduzione di Dakota Jones
Fonte: www.johnpilger.com

mercoledì 19 maggio 2010

Big Science-Il silenzio assordante della scienza

big-science "Big Science" è un'espressione adoperata da scienziati  e da storici della scienza quando vogliono riferirsi ad una serie di cambiamenti, in ambito scientifico, che si sono verificati, nelle nazioni industrializzate, durante e dopo la II guerra mondiale, quando i progressi scientifici sono stati affidati  a progetti su larga scala, finanziati dai governi nazionali o da gruppi di governi.

Anche oggi, piccoli gruppi o individui, nell'ambito di quella che, per contrapposto, viene definita Small Science, possono ottenere rilevanti risultati teorici ma poi, la verifica empirica che richiede esperimenti e strumenti costosi, viene affidata a grandi gruppi. E' il caso, ad esempio, del Large Hadron Collider, con un costo tra i 5 ed i 10 miliardi di dollari

Il problema è che scienza e tecnologia sono state sempre, in un certo senso, guidate da esigenze militari ma dopo la II guerra mondiale, i finanziamenti militari della "scienza" sono aumentati, assumendo scale di grandezza senza precedenti. Per questo la seconda guerra mondiale è stata definita la "guerra dei fisici", per il ruolo che i ricercatori hanno avuto nello sviluppo di nuove armi e strumenti, come ad esempio il radar o la bomba atomica. Tutto avveniva in laboratori sponsorizzati dal governo, con l'impiego di migliaia di scienziati e di tecnici, gestiti dalle università. Nel caso dei laboratori allestiti durante la seconda guerra mondiale, ebbero una parte rilevante l'università della California ed il MIT(Massachusetts Institute of Technology)

Soprattutto dopo il successo del Progetto Manhattan, sotto l'influenza delle prime armi atomiche, i governi si resero conto dell'importanza di avere istituti di ricerca scientifica forti e divennero i principali finanziatori della scienza. Accadde negli Stati Uniti, in Russia durante la Guerra Fredda ma anche in altri paesi minori.

Big Science, la scienza su larga scala, richiede grandi finanziamenti e/o grandi squadre di ricercatori e/o grandi macchinari. Certamente occorrono grandi laboratori e se da una parte, la centralizzazione della scienza attuata in questo modo, diminuisce i costi, aumenta, dall'altra parte, le difficoltà di accesso.

Verso la fine del XX° secolo, molti progetti sono passati alla Big Science, sia in campo fisico ed astronomico che nel campo delle cosiddette "scienze della vita". Un esempio: il fallito Progetto Genoma Umano. "Grande", infatti, almeno in campo scientifico, non significa "di successo"

Tutto è diventato grande ma ai consistenti finanziamenti dei governi, sono subentrati, sempre più, gli interessi industriali che hanno reso molto labile la linea di demarcazione tra ricerca pubblica e ricerca privata. Tutti i dipartimenti universitari, sia privati che pubblici, spesso sono finanziati da imprese private.

La più grande critica che viene mossa alla Big Science è quella di minare gli stessi principi fondamentali del metodo scientifico poichè è molto difficile verificare i risultati di esperimenti portati avanti con macchine enormi e uniche, come ad esempio gli acceleratori di particelle. Inoltre, per esperti esterni, è difficile avere accesso alle strutture scientifiche interessate e per questo, la Big Science viene considerata elitarista.

Big Science sfugge al controllo e, cosa altrettanto preoccupante, è che maggiori finanziamenti governativi hanno spesso significato maggiori finanziamenti militari. Insomma, la scienza come pura ricerca della conoscenza, a servizio dell'umanità, è finita.

La stretta relazione tra scienziati, la cui maggiore attività, oggi, sembra essere l'attrazione di finanziamenti (anche attraverso divulgatori e agenti PR), e accademie, governi, interessi industriali, soprattutto militari, fa sorgere il dubbio: possono gli scienziati essere completamente obiettivi quando i risultati della loro ricerca contraddicono gli interessi e le intenzioni dei loro finanziatori?

Molto spesso, gli scienziati giustificano la loro assenza dalla scena, alimentando il mito dello scienziato misantropo, dicendo di non essere bravi a  comunicare ma sono credibili? Io penso di no perchè resta il dubbio che comunicare la verità sulle loro ricerche non li renderebbe molto simpatici all'opinione pubblica. Mi viene in mente Rossella O'Hara, talmente priva di scrupoli che, secondo Reth Butler , era "per niente dispiaciuta di quello che aveva fatto ma solo preoccupata di finire all'inferno".

Non riesco neanche ad immaginare come possa sentirsi uno "scienziato" che lavora per interessi di guerra o altri interessi non esattamente etici, sapendo che la sua ricerca servirà, sicuramente, a danneggiare persone innocenti.

Almeno per rivendicare la loro libertà di scienza e coscienza, potrebbero opporsi a questo sistema ma sembra quasi che nessuno riesca più a sottrarsi al suo "ineluttabile destino", come se le persone avessero perduto la parte più importante della loro mente, quella che li mette in relazione con gli altri esseri umani.

Alla luce di tutto questo, è ragionevole(a dir poco) pensare che tutta la faccenda del "clima che cambia" sia stata in realtà messa in piedi per nascondere ricerca finanziata da privati, militari o altri, come tutto il resto della cosiddetta ricerca scientifica. Vista la propaganda che circola in rete su certe operazioni, ho l'impressione che Big Science sia diventata come Big Pharma, Big Tobacco ed altri Big Qualcosa che stanno colonizzando il mondo.

Non posso fare altro che pensarne male, molto male. Molte persone che, come me, hanno una formazione scientifica e consideravano loro interesse, piacere e dovere, informarsi su quello che succedeva in ambito scientifico, hanno perso interesse perchè non si riesce più a capire dove sia la verità e dove siano, invece, gli specchietti per le allodole. Per queste persone, il  silenzio della "scienza" è diventato assordante.

Se questo è quello che volevano gli scienziati, per restarsene isolati nelle loro torri d'avorio, a rimescolare nei loro pentoloni, in gran segreto, isolati dal mondo, sono stati ampiamente accontentati. Quelli che restano fuori, continueranno ad usare la loro intelligenza pienamente, senza esclusioni di capacità e sapranno trarre le giuste conclusioni.

Leggi anche: I militari, la ricerca scientifica e l'intelligenza politica

***Thanks: Grazie alla mia migliore amica che mi aiuta a tradurre i miei pensieri  in italiano

mercoledì 12 maggio 2010

La militarizzazione dello Spazio: I "Guerrieri spaziali" del Pentagono Parte I

L'aeronautica militare degli Stati Uniti alza la posta per una nuova corsa agli armamenti

di Tom Burghardt-Global Research
9 Maggio 2010

Come se le cose non fossero già abbastanza gravi sul pianeta terra.

space-mil Con le guerre e le occupazioni multiple, l'accelerazione di un tracollo economico, malefatte delle corporazioni e le catastrofi ambientali come l'apocalisse alimentata dal petrolio nel Golfo del Messico, direi che abbiamo un piatto già pieno.

Ora il Dipartimento della Difesa vuole alzare la posta in gioco con nuovi sistemi d'arma destabilizzanti che trasformeranno la bassa e l'alta orbita terrestre  in un altro "campo di battaglia", versando miliardi in programmi per raggiungere ciò che l'Air Force Space Command ( AFSPC ) ha a lungo sognato: "il dominio dello spazio".

In effetti, i guerrieri spaziali del Pentagono intendono pienamente mettere in campo un robusto sistema anti-satellite (ASAT) con la capacità di disattivare, danneggiare o distruggere i satelliti di altre nazioni, tutto per scopi "difensivi", bada bene.

Già nel 2005, il New York Times ha riferito che il generale Lance W. Lord, allora comandante dell'AFSPC, ha detto in una conferenza dell'Air Force che "il predominio nello spazio non è un nostro diritto di nascita, ma è il nostro destino.  ... Il predominio nello spazio è la nostra missione giorno per giorno. La supremazia spaziale  è la nostra visione per il futuro ".

Cinque anni dopo, "la missione" è ancora una priorità assoluta per l'amministrazione Obama.  Mentre alcuni potrebbero chiamarla "guerra net-centrica" agli steroidi, io sceglierei un'altra parola: follia.

Air Force X-37B


Il 22 aprile, la US Air Force (USAF) ha lanciato con successo la sua navetta spaziale robot,
l'X-37B Orbital Test Vehicle (OTV), dalla Stazione aeronautica militare di Cape Canaveral in Florida.

Situato in cima a un razzo Atlas V Lockheed Martin, l'aereo spaziale senza pilota riutilizzabile entrava in orbita rombando dopo oltre dieci anni di sviluppo nel cantiere  per progetti nascosti  "Phantom Works" (Progetti Fantasma) della Boeing Corporation.

Il riuscito inserimento in orbita dell'X-37B è stato il culmine del sogno lungo decenni, del Dipartimento della Difesa: mettere in campo un veicolo spaziale riutilizzabile che coniuga l'agilità di un aereo con la possibilità di viaggiare in orbita a 5 miglia al secondo.

Dal punto di vista del Pentagono, un aereo come il 37B X-potrebbe essere il preludio a cose future: una piattaforma per armi  pronta al bisogno per eliminare le attività satellitari di un nemico al momento giusto, o lanciare veicolo in grado di fornire bombe, missili o armi cinetiche ovunque sulla terra in meno di due ore, quello a cui i tipi ameni dell'Air Force si riferiscono come "spazio di risposta operativo"

Prima del lancio, il Vice Sottosegretario dei Programmi Spaziali dell'Aeronautica, Gary Payton, ha ridicolizzato l'ipotesi  secondo cui l'X-37B sia il prototipo di un nuovo sistema di armi spaziali. Payton ha detto ai giornalisti: "Io non so come questa potrebbe essere definita una militarizzazione dello spazio. Fondamentalmente, è solo una versione aggiornata dei tipi di  navicella spaziale presenti nello spazio."

Inutile dire che tali negazioni dovrebbero essere prese con il proverbiale grano di sale.
Il programma altamente classificato ha una storia con alti e bassi. Secondo GlobalSecurity.org, il progetto è previsto come una "struttura spaziale riutilizzabile", che dovrebbe fornire "la stessa operatività,  flessibilità e reattività degli aeromobili, a supporto delle aree di misssione dell'Air Force Space Command".

Mentre all'inizio, modelli come il Dyna-Soar/X-20 del programma degli anni 50'-60' furono abbandonati a causa di vincoli tecnologici, l'Air Force non ha mai smesso di provare.

Programmi come l'X-40 Space Maneuver Vehicle (SMV) e l'X-41 Common Air Vehicle (CAV), un aereo ipersonico destinato a servire come elemento chiave nello sviluppo del sempre attuale progetto "Prompt Global Strike", dimostrano l' interesse dell' Air Force " nei programmi di armamenti "ultima frontiera".

Il Progetto X-40 alla fine è stato  fuso con il programma X-37B dell'Air Force e il programma  X-41 CAV è stato assorbito dal  Veicolo a Tecnologia Ipersonica Falcon [Hypersonic Technology Vehicle ( HTV-2 )] del DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency-Agenzia Progetti Ricerca Avanzata di Difesa)

Il mese scorso, la prima prova del Falcon (apparentemente) si è conclusa con un fallimento, quando i ricercatori Darpa hanno annunciato di aver perso il contatto con l'aereo pochi istanti dopo il decollo dalla Vandenberg Air Force Base. Il Falcon doveva dimostrare la fattibilità del lancio di un veicolo ai confini dello spazio e poi tornare "di nuovo nell'atmosfera stridendo, manovrando a venti volte la velocità del suono prima di atterrare a nord dell'atollo Kwajalein, 30 minuti più tardi e a 4100 miglia nautiche di distanza ", secondo Wired .

Dal momento che false notizie e disinformazione sono stati a lungo punti fermi nell'ambito dei progetti coperti  del Pentagono, molto probabilmente non lo sapremo mai in un modo o nell'altro.

Inevitabilmente, anche se tali progetti fossero dei fallimenti monumentali, il loro intenzionale obiettivo pubblico, Cina, Russia o qualsiasi altra nazione considerata come uno "stato canaglia" dalla iperpotenza imperialista, con ogni probabilità finirebbero in una costosa, e mortale, gara per ideare contromisure.

Sotto questo aspetto, il giornalista Jeremy Hsu di Space.com ha scritto il 5 maggio che le ambiguità nel definire la tecnologia spaziale militarizzata "può rendere difficile per le nazioni misurare lo scopo o le intenzioni dietro  nuovi prototipi." E sono proprio tali incertezze il foraggio che alimenta la corsa agli armamenti.

Secondo John Pike del sito GlobalSecurity.org, l'esercito americano "potrebbe anche utilizzare il manto di mistero per ingannare e confondere deliberatamente le forze armate rivali." Pike ha detto a Space.com che "i progetti X-37B e HTV-2 potrebbero rappresentare la punta di un programma spaziale di armi nascosto all'interno dei segreti "fondi neri" del Pentagono o potrebbero essere nient'altro che fumo e specchi".

Pike ha detto che l'attività in corso "lascia molto spazio ad interpretazioni erronee o addirittura ad un vero e proprio inganno, che potrebbe essere una manovra per distrarre le altre nazioni con progetti spaziali militari".

"Uno potrebbe essere un falso programma  e l'altro potrebbe essere il ritratto sputato della cosa reale", ha osservato Pike. Egli ha detto che tale disguido potrebbe costringere le forze armate di altre nazioni a sprecare denaro per finire in vicoli ciechi.

Mentre le affermazioni di Pike sembrano plausibili, dati i trascorsi  del Pentagono ed i  50 miliardi di dollari di bilancio nero, diretto alla ricerca su nuove armi e sistemi di sorveglianza, l'X-37B, il Falcon HTV-2 o altri sistemi in progettazione soo certamente attività utili se i militari hanno scelto di utilizzarle come armi offensive.

Fonte: Global Research

lunedì 10 maggio 2010

Geoingegneria: Il geniale Bill Gates colpisce ancora

E' proprio geniale questo Bill Gates che sovvenziona tutto quello che gli viene a tiro. Alcuni anni fa, lui che dice di essere dalla parte della Scienza (e dobbiamo ancora capire dove sia finita), sovvenzionò il progetto "Disegno intelligente", dicendo poi di essersi sbagliato.
Non si è ancora capito cosa credeva che fosse.

Ora Bill Gates sovvenziona un esperimento in campo aperto ed una Coalizione Globale sollecita la cessazione immediata degli esperimenti di Geoingegneria.

geoengineering-gates In trent'anni di esperimenti, i primi colloqui delle Nazioni Unite sulla questione iniziano in questi giorni.

 In questo fine settimana, il  Times ha rivelato  che un team di scienziati ed ingegneri, finanziato dal miliardario Bill Gates ha in programma di sperimentare su un campo di 10.000 Km quadrati la controversa tecnologia di "sbiancamento delle nuvole"

Oltre un centinaio di gruppi della società civile stanno facendo pressione sui governi, riuniti per discutere sulla diversità biologica a Nairobi, per fermare, immediatamente, i rischiosi esperimenti di Geoingegneria.

La Geoingegneria riguarda l'uso di sistemi tecnologici su larga scala per alterare intenzionalmente i sistemi del pianeta come  soluzione rapida per il "cambiamento climatico".

Teoricamente, su larga scala,  nuvole più bianche potrebbero aumentare l'albedo terrestre, riflettendo più luce solare verso lo spazio e quindi ridurre il riscaldamento globale (senza modificare la composizione dei gas a effetto serra che secondo alcuni causano il riscaldamento).

Il "Progetto Silver Lining", con sede a S. Francisco, ha deciso di proseguire con il suo piano di modificare la copertura nuvolosa su un'area riservata di 10.000 chilometri quadrati di oceano (grande come la marea nera BP di pochi giorni fa).

Se non venisse fermato, l'esperimento sbianca-nuvole di Gates sarebbe il più grande esperimento in campo di Geoingegneria, fino ad oggi. I suoi effetti potrebbero includere variazioni delle precipitazioni ed altre alterazioni dei fenomeni meteorologici. Tra i siti, utili per questa ricerca, di cui gli scienziati impegnati nel progetto parlano spesso  ci sono le coste del Pacifico del Nord e del Sud America (precisamente California, Ecuador, Perù e Cile).

Cosa ancora più preoccupante, il Times dice che gli scienziati britannici e americani coinvolti "non hanno intenzione di aspettare le norme internazionali in materia di tecnologie per alterare deliberatamente il clima".

Tali norme potrebbero essere avviate questa settimana, mentre scienziati e diplomatici da 193 nazioni si incontrano sotto l'egida della Convenzione ONU per discutere sulla diversità biologica. La riunione a Nairobi dell'SBSTTA 14 (Organo scientifico supplementare per la consulenza tecnica e tecnologica) durerà dal 10 al 21 maggio 2010 ed  è la prima volta che un organo delle Nazioni Unite affronta la Geoingegneria nel suo complesso, in quanto la firma del Trattato ENMOD stipulato a Ginevra nel 1976, vieta la modifica ambientale per "usi ostili".

Dove sono finite le grandi associazioni "ambientaliste"?

Sarà una nuova coalizione globale a sollecitare i governi a Nairobi perchè adotti una moratoria su tutti gli esperimenti di Geoingegneria, così come la Convenzione ONU sulla diversità biologica ha adottato una moratoria sulla fertilizzazione dell'oceano nel 2008.

Si tratta di oltre un centinaio di organizzazioni e di individui, compresi i nomi di primo piano nel movimento globale per la giustizia ambientale, uniti nella campagna HOME.

Silvia Ribeiro del Gruppo ETC-Messico, spiega da Nairobi "La nostra casa, il Pianeta Terra non deve essere trattato come un laboratorio per rischiosi esperimenti di Geoingegneria...Non vogliamo imbarcarci in un altro esperimento pericoloso per il nostro pianeta. Se pensano che i popoli ed i governi di Ecuador, Perù o Cile - o di qualsiasi altro posto  - staranno a guardare mentre pasticciano con i nostri oceani, le nuvole ed il meteo, resteranno sorpresi. I delegati qui sono scioccati da questi progetti."

Jim Thomas dell'ETC Group, una delle organizzazioni che hanno fondato la campagna HOME ha detto: "Sapevamo che Microsoft stava sviluppando software per i computers per studiare le nubi, ma non ci aspettavamo questo". "Bill Gates e i suoi compari non hanno il diritto di modificare unilateralmente i nostri mari e cieli in questo modo. Una moratoria globale sulle sperimentazioni di Geoingegneria  è diventata ora molto più urgente e la riunione di Nairobi è un bel posto per garantire che venga messo in atto rapidamente."

Io non credo nella teoria del "riscaldamento globale da CO2 di origine antropica" ma se i pirati del pianeta non vogliono ammettere di aver deliberatamente alterato l'andamento dei fenomeni meteo per circa 30 anni, per scopi che niente hanno a che fare con il clima, forse è utile combatterli sul loro terreno.

venerdì 23 aprile 2010

Geoingegneria: Giù le Mani da Madre Terra!!!

Comunicato Stampa - 21 aprile 2010 - Per diffusione immediata

Hands Off Mother Earth! 
 header_HOME_hand

Gruppi della Società Civile annunciano una nuova campagna globale contro i test di Geoingegneria - sollecitano il  pubblico a partecipare sul sito :
www.handsoffmotherearth.org

Cochabamba Bolivia - Alla vigilia dell'Earth Day delle Nazioni Unite, oltre sessanta organizzazioni nazionali e internazionali oggi hanno cercato di farsi valere con una dichiarazione comune, lanciando una campagna globale per impedire l'impiego reale di esperimenti di Geoingegneria a livello globale.

La Geoingegneria  è la manipolazione intenzionale su larga scala del clima e dei sistemi terrestri per contrastare il riscaldamento globale. La campagna ‘Hands Off Mother Earth' (o campagna HOME) considera tali schemi di Geoingegneria come pericolosi e ingiusti. Si devono sollecitare gli individui e le organizzazioni a parlare per opporsi.

"Con i governi di paesi ricchi e gli interessi industriali che vorrebbero fare tests di geoingegnria in piena atmosfera  è il momento di tracciare una linea che non dovrebbe essere attraversata." Afferma Silvia Ribeiro del Gruppo ETC, in Messico. "Madre Terra è la nostra casa comune, la cui integrità non dovrebbe mai essere violata con esperimenti di  Geoingegneria - non dovrebbe mai essere un laboratorio per questi schemi ingiusti e pericolosi."

Ben Powless della Nazione Mohawk (Canada), che rappresenta la Rete Ambientalista degli Indigeni  ha spiegato:

"Per troppo tempo i corpi e le terre  dei popoli sono stati utilizzati per testare nuove tecnologie. Ora, in risposta ai cambiamenti climatici, queste stesse persone vogliono mettere a rischio la Madre Terra con le tecnologie della geoingegneria. Non possiamo permetterci di minacciare il nostro pianeta in  questo modo, specialmente quando soluzioni semplici, eque e comprovate sono a portata di mano ".

Ricardo Navarro, da Cesta, El Salvador, parlando a nome di Amici della Terra Internazionale, ha dichiarato:

"Gli stessi  paesi e le stesse aziende che hanno trascurato i cambiamenti climatici per decenni, propongono ora tecnologie di Geoingegneria molto rischiose  che potrebbero ulteriormente compromettere il tempo, i popoli e gli ecosistemi. La Geoingegneria per loro è una "scusa perfetta" per rivendicare di poter continuare a riscaldare il pianeta perché poi lo porteranno a rinfrescarsi con pericolosi esperimenti. Come  movimenti ambientalisti globali, non possiamo permettere che i geo-ingegneri sperimentino con il pianeta ed i suoi popoli ".

Lanciata a Cochabamba in Bolivia alla Conferenza  dei Popoli  sui Cambiamenti del Clima e i Diritti di Madre Terra,  la campagna HOME dispone di un sito web interattivo http://www.handsoffmotherearth.org sul quale le persone possono dare una mano per la campagna, lasciando messaggi e caricando immagini di se stessi. Il sito presenta una galleria pubblica di ritratti di persone fisiche con un messaggio sul palmo della mano aperta  che invoca il blocco della geoingegneria. Si prevede che questa galleria crescerà man mano che l'attenzione della campagna si muove da Cochabamba questa settimana fino ai prossimi colloqui delle Nazioni Unite che si concluderanno con la prossima riunione delle Parti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Cancun in Messico in dicembre.  E' stato lanciato un gruppo su facebook per la campagna HOME.

"Non abbiamo bisogno di testare la Geoingegneria perché sappiamo che si tratta di una tecnologia fondamentalmente ingiusta", ha affermato Pat Mooney, direttore esecutivo di ETC Group in occasione del lancio della campagna. "Potete immaginare, nei vostri sogni più selvaggi, che i governi che hanno trascorso decenni a negare o a disinteressarsi dei cambiamenti climatici, che non sono riusciti a soddisfare neanche i requisiti minimi del Protocollo di Kyoto, che non hanno il coraggio di raccontare alla  società  che deve cambiare il suo stile di vita, possano avere l'integrità o l'intelletto di manipolare gli oceani o la stratosfera, in  modo che possa essere ecologicamente efficace o socialmente equo per il mondo? "Dovrebbero mettere le mani sul termostato globale?"

Una conferenza stampa per il  lancio della campagna si terrà a Cochabamba oggi  21 aprile alle 4:00 presso  l'Edificio del Rectorado y Vicerectorado, Planta Baja - UNIVALLE. (Sala de Prensa)

Il sito web della Campagna  Hands Off  Mother Earth   può essere consultato online all'indirizzo http://www.handsoffmotherearth.org L'elenco delle organizzazioni e degli individui che firmano la campagna di comunicazione può essere trovato al suddetto indirizzo Un sito web in lingua spagnola
http://www.NomanipulenlaMadreTierra.org  sarà aperto a breve

La pagina di Facebook è pubblica e può essere raggiunta all'indirizzo  http://www.facebook.com/group.php?gid=115648685121721

La campagna può essere seguita anche via Twitter @ HandsOffMotherE

Per l'elenco delle organizzazioni che hanno aderito alla campagna potete andare  qui: http://www.handsoffmotherearth.org/organisations/

Per ulteriori informazioni contattare:

A Cochabamba, in Bolivia:

  • Silvia Ribeiro, ETC Group - silvia@etcgroup.org cellulare locale a Cochabamba: +591 74315817 (raggiungibile anche al 52 1 55 26 53 33 30) (spagnolo / inglese)
  • Diana Bronson, ETC Group diana@etcgroup.org cellulare locale a Cochabamba: +591 74776682 (raggiungibile anche tramite segreteria telefonica al numero +1 514 6.299.236 (inglese / francese)
  • Ricardo Navarro, Amici della Terra Internazionale - cesta@cesta-foe.org cellulare locale a Cochabamba - +591 74803583 (spagnolo / inglese)
  • Ben Powless, Indigenous Environmental Network - powless@gmail.com (Inglese)

A Montreal, Canada:

  • Jim Thomas, ETC Group - jim@etcgroup.org Telefono: +1 514 273 9994 Cell.: +1 514 516 5759 (Inglese)

In Ottawa, Canada: A Ottawa, Canada:

  • Molly Kane, ETC Group - molly@etcgroup.org phone: +1 6132412267, ext 26 (Spanish, English, French) Molly Kane, ETC Group - molly@etcgroup.org telefono: +1 6132412267, interno 26 (spagnolo, inglese, francese)

A Davao City, Filippine:

  • Neth Dano, ETC Group - neth@etcgroup.org telefono: +63 917 5329369 (inglese / Tagalog)

Note:

La Campagna Hands Off Mother Earth (HOME) è stato lanciata in risposta a precise indicazioni che  governo, militari e industriali stanno cercando di spostare il dibattito sul clima verso la Geoingegneria come  "Piano B" complementare agli interventi di riduzione delle emissioni:

  • L'anno scorso gli scienziati russi guidati dal controverso climatologo  Yuri Izrael, un consulente scientifico chiave per il presidente Vladimir Putin, ha annunciato di aver intrapreso il primo esperimento all'aperto per liberare aerosol di solfato in atmosfera per scopi di Geoingegneria. Hanno lasciato intendere che esperimenti ancora più vasti erano in vista[i]
  • Nel settembre 2009, un gruppo di sostenitori della Geoingegneria convocati dalla Royal Society britannica ha pubblicato un rapporto autorevole che chiede ai governi di contribuire con milioni di dollari per  l'istituzione di un programma  internazionale di dieci anni per la  ricerca sulla Geoingegneria - anche prove reali in campo aperto. [ii]
  • Fin dal 2007 l'ex presidente di Microsoft Bill Gates ha stanziato milioni di dollari di fondi privati per diversi teams di ricercatori sulla Geoingegneria. L'ex funzionario capo tecnico della Microsoft, Nathan Myhrvold, è anche diventato un chiaro portavoce nel campo. L'azienda di Myhrvold ha già diversi brevetti in corso sulle tecniche di geoingegneria. [iii]
  • Negli ultimi sei mesi i comitati di Scienze della House of Commons britannica e il Congresso USA hanno tenuto audizioni in commissione congiunta per istituire un programma di ricerca di Geoingegneria, compresa la sperimentazione in campo aperto. [iv]
  • Nel marzo del 2010, 175 geoingegneri auto-selezionati da 14 paesi si sono riuniti ad Asilomar California per sviluppare "linee guida volontarie" per esperimenti di Geoingegneria sul pianeta. L'incontro è stato organizzato da un gruppo associato alla ditta commerciale di geoingegneria Climos Inc. Più di settanta gruppi della società civile hanno emesso un lettera aperta in opposizione alla finalità di questo incontro. [v]

Per ulteriori informazioni  sulla  Geoingegneria o sulla sulla Campagna visitate  http://www.handsoffmotherearth.org/about

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[i] See Chris Mooney, “Copenhagen: Geoengineering’s Big Break?” http://motherjones.com/environment/2009/12/copenhagen-geoengineerings-bi.... See also Yu A. Izrael et al., “Field Experiment on Studying Solar Radiation Passing Through Aerosol Layers”, Russian Meteorology and Hydrology, 2009, vol 34, no. 5, pp. 265-273.

[ii] See Royal Society,“Geoengineering the climate: Science, governance and uncertainty” Sept 2009 abailable at http://royalsociety.org/Geoengineering-the-climate/

[iii] See Eli Kintisch, “Bill Gates Funding Geoengineering Research,” Science Insider, 26 January 2010 available at http://blogs.sciencemag.org/scienceinsider/2010/01/bill-gates-fund.html. For Patent information see ETC Group, Retooling the Planet? Climate Chaos in a Geoengineering Age, Swedish Society for Nature Conservation, 2009, p. 30.

[iv] See Press release, “Sub-Committee Examines Geoengineering Strategies and Hazards” at http://science.house.gov/press/PRArticle.aspx?NewsID=2741 and Press release, “MPs CALL FOR EARLY ACTION ON GEOENGINEERING REGULATION” at http://www.parliament.uk/parliamentary_committees/science_technology/s_t...

[v] See ETC Group News release “Top-down Planet Hackers Call for Bottom-up Governance”, Feb 11th 2010 available at http://www.etcgroup.org/en/node/5073

Fonte: ETC Group

lunedì 19 aprile 2010

Il vulcano Eyjafjallajökull e il "pasticcio" europeo

Amministratori delle linee aeree attaccano il divieto dei voli a causa del Vulcano

Questo è quello che pubblica il Giornale Der Spiegel , in data 19 Aprile 2010

Mentre i blocchi aeroportuali in Europa entrano nel loro quinto giorno, i capi delle compagnie aeree chiedono di abolire il divieto dei voli. Voli di prova dimostrano che la cenere vulcanica nell'aria pone rischi limitati per gli aerei, dicono. Il ministro dei Trasporti della Germania ha risposto dicendo che non permetterà che i profitti vengano prima della sicurezza.

vulcano In Islanda, il vulcano Eyjafjallajökull sta continuando a vomitare ceneri mentre decine di migliaia di passeggeri rimangono bloccati in tutto il mondo. Ma, mentre la crisi delle linee aeree entra nel suo quinto giorno, le compagnie europee stanno diventando sempre più critiche sul divieto di volo in corso, che sta costando centinaia di milioni di euro.

Wolfgang Mayrhuber, il CEO della tedesca Lufthansa, la più grande compagnia aerea d'Europa, si è espresso con parole forti Domenica e ha respinto le preoccupazioni circa la sicurezza dei passeggeri in quanto infondate. Molte compagnie aeree hanno ora completato i test di volo, Mayrhuber ha detto alla televisione tedesca ZDF Domenica sera. Dopo aver studiato la nube di cenere, sono venuti alla conclusione che la cenere si è così dispersa "che non esiste alcun rischio", ha detto.

Quando è stato chiesto se i voli in Europa sarebbero al momento possibili, Mayrhuber ha risposto: "Sì, è qualcosa che noi diciamo con grande chiarezza." Ha aggiunto che ci potrebbero essere "limiti" ai servizi. "Non vorremmo mai assumerci rischi", ha detto il capo della Lufthansa, ma ha sottolineato che i dati esistenti, devono essere esaminati. "Nessuno avrebbe volato attraverso una nube di cenere vulcanica, ma quello che abbiamo visto negli ultimi tre giorni, non pone alcun tipo di potenziale pericolo".

L'amministratore delegato di Air Berlin Joachim Hunold ha criticato il fatto che i risultati dei voli di prova non hanno avuto alcuna influenza sulla decisione delle autorità di controllo del traffico aereo di riaprire o meno lo spazio aereo nei paesi di tutta Europa. "In Germania, nessuno ha ancora inviato una sonda meteo per valutare se la cenere vulcanica è in aria, e se sì, quanta", Hunold ha detto al quotidiano Süddeutsche Zeitung.

Preoccupazioni per la sicurezza

Il Ministero dei Trasporti tedesco ha detto in un comunicato che non c'è nessuna rete di misura a livello europeo che potrebbe determinare la concentrazione di ceneri nell'aria, a causa del fatto che eruzioni vulcaniche di questo tipo sono molto rare. In effetti, le sonde meteo gestite dal Servizio meteorologico tedesco (DWD) non sono equipaggiate con sensori in grado di misurare le concentrazioni di cenere vulcanica. Per questo motivo, la distribuzione del pennacchio di cenere viene calcolato ai computers.

Anche diverse altre compagnie aeree europee hanno criticato la chiusura dello spazio aereo e hanno chiesto di abolire il divieto di volo, dopo aver condotto i voli di prova. Il divieto è stato spinto dai timori che la cenere vulcanica potesse seriamente danneggiare i motori degli aerei '. Un incidente del 1989 che coinvolse un nuovo Boeing 747 della compagnia nazionale olandese  KLM  si concluse quasi in un disastro e 80 milioni di dollari di danni al velivolo dopo che l'aereo aveva volato sopra un pennacchio di cenere vulcanica in Alaska.

Le autorità europee per la  sicurezza di volo stanno basando le proprie decisioni di chiudere gli spazi aerei su dati forniti dal Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) che ha sede a Londra. Durante il fine settimana, l'organizzazione ha difeso i suoi metodi di previsione, dicendo che erano "molto affidabili", ed è stato dimostrato in molte occasioni. Ci sono nove centri in tutto il mondo costituiti nella metà degli anni 90 per prevedere, individuare e mettere in guardia contro i pericoli da cenere vulcanica per l'aviazione.

Nella mattina di Domenica, il Ministro dei trasporti tedesco Peter Ramsauer aveva detto che non si sarebbe lasciato "mettere sotto pressione da parte delle compagnie aeree" e ha sottolineato che la sicurezza è la priorità assoluta. Ha detto che non avrebbe mai messo a "rischio  la vita dei passeggeri e dell'equipaggio per compensare la perdita di gettito".

L'amministratore delegato della Lufthansa Wolfgang Mayrhuber ha risposto alle osservazioni di Ramsauer dicendo che era "scandaloso accusare la compagnia aerea Lufthansa o le linee aeree tedesche di mettere il profitto prima della sicurezza."

Nel frattempo, il Centro aerospaziale tedesco (DLR) ha detto che invierà un aereo dotato delle necessarie apparecchiature di misurazione nella nube di cenere Lunedi, al fine di determinare meglio i pericoli, eventuali, presentati dal pennacchio dell'Eyjafjallajökull.

Lunedi i ministri dei trasporti dell'Unione europea terranno una riunione per discutere sul prolungamento del caos aereo. I ministri si riuniranno in una video conferenza, ospitata dalla Spagna, in quanto non sono in grado di viaggiare per incontrarsi di persona, a causa del divieto di volo.

"Non possiamo aspettare fino a quando questa nube di cenere non si dissiperà", ha commentato il Commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas, aggiungendo che le autorità europee stanno cercando di trovare una soluzione che non comprometta  la sicurezza.

'Non c'è il minimo Graffio'

Molti aeroporti tedeschi, compresi quelli di Berlino, Hannover, Erfurt, Lipsia e Francoforte, hanno aperto per alcune ore di Domenica per consentire un numero limitato di voli. Circa 165 turisti sono sbarcati ad Hannover,  Domenica sera, su un volo charter dall'isola spagnola di Gran Canaria.

Anche la Lufthansa ha fatto volare diversi aerei senza passeggeri da Monaco a Francoforte per voli di prova. Un portavoce della società ha detto che non c'era " il minimo graffio" sugli aerei nonostante avessero volato attraverso la "presunta zona critica."

Non ci saranno voli nello spazio aereo tedesco fino a  Lunedi sera al più presto. Lunedi mattina, l'agenzia tedesca di sicurezza del volo, DFS, ha prorogato la chiusura dello spazio aereo fino alle 8pm di  Lunedi. Le compagnie aeree tedesche hanno già cancellato tutti i voli per Lunedi.

Molti altri paesi europei continuano con la chiusura dello spazio aereo anche Lunedi. In Francia la maggior parte degli aeroporti sono chiusi fino a Martedì mattina. Lo spazio aereo britannico sarà chiuso almeno fino alle 6 pm di Lunedi.

I meteorologi non prevedono alcuna modifica di rilievo della nube di cenere nei prossimi giorni, a causa delle condizioni meteorologiche.

Tendenze del tempo stabili

La compagnia aerea con il bilancio più grande d'Europa, la Ryanair, ha cancellato tutti i voli in Europa del Nord fino all'1 pm di Mercoledì. La decisione è stata presa sulla base delle "tendenze attualmente stabili del tempo, che continuano a soffiare ceneri vulcaniche potenzialmente pericolose attraverso le isole britanniche, la Scandinavia e l'Europa," ha annunciato Ryanair  Domenica.

In Austria, invece, i voli sono stati autorizzati a partire dalle 5 di Lunedi mattina. La questione di quali percorsi restino operativi è di competenza delle compagnie aeree, ha detto un portavoce per il controllo del traffico aereo austriaco. Le previsioni meteo e il fatto che i voli di prova non hanno mostrato alcun danno all'esterno o ai motori degli aerei, suggeriscono che non vi è "attualmente alcun pericolo di ceneri e particelle di polvere", ha detto il portavoce.

Anche l'aeroporto di Arlanda di Stoccolma riaprirà Lunedi per i decolli e gli atterraggi. L'autorità aeronautica svedese ha annunciato che le rotte per le destinazioni a nord e ad ovest sono autorizzate ad operare dalle  8 di mattina. In Norvegia, l'aeroporto internazionale di Oslo ha riavviato le operazioni da Domenica sera, con alcune restrizioni. Gli spazi aerei svedese e norvegese sono stati ormai quasi completamente riaperti.

Effetti economici

Le compagnie tedesche chiedono la sospensione del divieto per i voli notturni, almeno temporaneamente, per la preoccupazione di danni all'economia. Il presidente dell'Associazione tedesca delle Camere di Commercio e dell'Industria (DIHK), Hans Heinrich Driftmann ha chiesto una sospensione del divieto di volo notturno in modo che il trasporto aereo possa rapidamente normalizzarsi dopo che la nube di cenere si sarà azzerata.

Da Giovedi, più di 63.000 voli sono stati cancellati in tutta Europa, secondo l'autorità di sicurezza di volo Eurocontol , che coordina i voli tra i diversi spazi aerei europei. La International Air Transport Association (IATA) stima che le interruzioni sono un costo per l'industria aerea di almeno 150 milioni di Euro al giorno.

Molti passeggeri il cui volo è stato cancellato hanno utilizzato autobus, treni, taxi e auto a noleggio per tentare di arrivare alle loro destinazioni. Le persone colpite dalle interruzioni comprendono anche il cancelliere tedesco Angela Merkel, che torna finalmente a Berlino Domenica, dopo un tortuoso viaggio di ritorno dagli Stati Uniti. Lei doveva tornare in Germania Venerdì, ma è stata deviata a Lisbona. Da lì, ha volato verso Roma ed è restata Sabato notte nella città di Bolzano in Trentino-Alto Adige, prima di tornare a Berlino in autobus.

dgs - with wire reports

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