sabato 10 dicembre 2011

I segreti del G8 di Genova:10 anni d'inchiesta

Dovevamo arrenderci: lo decise la Cia già al G8 di Genova
Libreidee.org

copertina G8 sito Manovre lacrime e sangue per tutti tranne che per la “casta” mondiale, sovranità limitata o revocata, bavaglio universale all’informazione. Sindacati neutralizzati, banchieri al governo e partiti-fantasma ormai agli ordini dei signori dell’economia. Quello che oggi chiamiamo crisi era stato largamente previsto, dagli stessi super-poteri che, già nel 2001, prima ancora dell’11 Settembre, si preoccuparono di disinnescare sul nascere una potenziale bomba democratica planetaria, quella del movimento no-global. Diritti contro soprusi, cittadinanza contro privatizzazione. In altre parole: anticorpi civili per difendersi dalla globalizzazione selvaggia. Profeticamente, li pretendeva il “popolo di Seattle”. Fu fermato appena in tempo e nel modo più brutale, con il bagno di sangue noto come G8 di Genova.

E’ la tesi che fa da sfondo al drammatico libro-inchiesta “G8 Gate” firmato da Franco Fracassi per la giovane casa editrice Alpine Studio, nata come voce di qualità nel panorama italiano della narrativa specialistica d’alta quota ma poi, grazie al team guidato da Andrea Gaddi, sempre più disponibile a sondare il terreno minato della letteratura d’indagine: «Cresce la fame di verità, il bisogno di conoscere le vere ragioni di quello che ci sta succedendo», sostiene Gaddi, che nella collana “A voce alta” presenta titoli come quelli dedicati ai retroscena dell’attentato alle Torri Gemelle o al potere segreto dell’Opus Dei. In primissimo piano, grazie al lungo lavoro di Franco Fracassi, l’analisi sulle nuove forme della strategia della tensione: a cominciare dai black bloc, fantomatico gruppo di guastatori che nel 2011 ha «messo a ferro e fuoco Roma e incendiato i boschi della val di Susa», dopo aver devastato, una decina d’anni prima, Praga e Seattle. E soprattutto: Genova.

I black bloc  «hanno un nome, ma non un volto». Sono note le loro azioni, ma non il perché le compiono: «I black bloc sono temuti, odiati, talvolta idolatrati, ma nessuno li conosce veramente», dice Fracassi, presentando il suo ultimo lavoro sui neri guastatori senza volto, sempre così puntuali quando si tratta di rovinare cortei importanti, molto temuti alla vigilia proprio perché pacifici. «Di loro si dice che sono anarchici, che sono poliziotti infiltrati, che sono pagati da chi vuole sabotare le manifestazioni e i movimenti di protesta, che sono fascisti camuffati, che sono semplici sbandati carichi d’odio e con la voglia di annichilire il mondo che li circonda». Il nome deriva da una sigla storica, quella degli antinuclearisti tedeschi. Ma è stato tristemente sdoganato soltanto a Genova, nella “macelleria messicana” scatenata dai reparti antisommossa nel 2001: «La polizia ha letteralmente massacrato dimostranti inermi, senza procedere all’arresto di un solo black bloc: ai “neri” è stato anzi permesso di devastare impunemente l’intera città».

Il libro di Fracassi ripercorre le tappe fatali della carneficina: dall’antipasto di Napoli del 17 marzo, in cui furono caricati selvaggiamente i manifestanti pacifici, fino al carnaio di luglio a Genova, con epicentro piazza Alimonda e l’atroce fine di Carlo Giuliani, nonché il corollario della vergogna: il pestaggio indiscriminato della scuola Diaz e poi le torture nella caserma di Bolzaneto. Cuore di tenebra del “buco nero” passato alla storia sotto il nome di G8 di Genova, la crudele uccisione di Giuliani: la pietra con cui si è infierito sul cadavere, fracassandogli il cranio nella speranza di inscenare un incidente credibile (il giovane no-global “ucciso accidentalmente da un sasso lanciato dai dimostranti”) e poi la sparizione della prova regina: Carlo Giuliani fu frettolosamente cremato, racconta la madre, Heidi, perché ai genitori fu raccontato che al cimitero non c’era posto per la tomba. Così, il forno crematorio cancellò per sempre anche il proiettile che Carlo aveva ancora nel cranio: fu davvero sparato dal carabiniere ausiliario Mario Placanica, che oggi chiede la riapertura del processo perché sia finalmente accertata la verità?

Allora reporter d’assalto per l’agenzia ApBiscom, Fracassi si calò fino al collo nella strana guerra civile che devastò le strade del capoluogo ligure, vivendo da vicino l’intero campionario dell’aberrazione andata in scena in quei giorni: la polizia che osserva le devastazioni dei black senza muovere un dito e poi, appena i “neri” si allontanano, carica senza misericordia i dimostranti inermi. Fotogrammi sconcertanti, che Fracassi offre ai lettori con l’immutata emozione dello sguardo ravvicinatissimo, delle manganellate ricevute, delle scene di terrore, della caccia all’uomo scatenatasi persino al pronto soccorso, tra i feriti più gravi. Pagine incalzanti, sempre nel cuore della tensione, tra le fila degli stessi agenti antisommossa – divenuti irriconoscibili, in preda a un’aggressività inaudita – e poi la prima linea delle “tute bianche”, tra ossa rotte e teste “aperte” dalle botte, fino agli inermi manifestanti cattolici: le suore colpite al volto, le ragazzine sfigurate e torturate. Ma soprattutto loro, gli inafferrabili black bloc.

Fracassi li ha seguiti da vicino, per ore: piccoli gruppi ben addestrati, pronti a devastare negozi, automobili e bancomat per poi sganciarsi rapidamente, sempre condotti al sicuro, nel dedalo dei vicoli, da misteriose “guide” perennemente al telefono: con chi? Con “qualcuno” che era perfettamente al corrente, in tempo reale, dei movimenti dei reparti antisommossa. Deduzione elementare, conclude amaramente il giornalista, che ha affrontato un estenuante lavoro di ricerca consultando anche fonti riservate, forze dell’ordine e servizi segreti. Proprio grazie alla sua tenacia, alla vigilia della mattanza riuscì a conquistare la fiducia di alcuni uomini della polizia: «Se vuoi vedere il macello, fatti trovare a mezzogiorno all’angolo tra corso Buenos Aires e piazza Paolo da Novi», gli anticipa un funzionario di polizia alla vigilia del fatale venerdì 20 luglio: «Arriveranno dei black bloc e distruggeranno la banca. Due-tre minuti al massimo. E’ quello il segnale dell’inizio». Fracassi si presenta nel luogo indicato, e i black bloc arrivano con puntualità cronometrica. Prima di intervenire, proprio come previsto, gli agenti attenderanno che si siano allontanati. Poi caricheranno, travolgendo soltanto innocenti.

Se a Genova, come è stato da più parti denunciato, «la democrazia è stata sospesa», non è mai stato chiarito, del tutto, da chi. Dal governo Berlusconi? Tesi debole: l’esecutivo è finito sulla graticola, esposto a critiche planetarie. L’allora vicepremier Fini dietro le quinte? La regia operativa probabilmente anomala, centralizzata nelle mani dell’allora capo della polizia Gianni De Gennaro che di fatto scavalcò le autorità genovesi, questura e prefettura? No, c’era ben altro: secondo Fracassi, chi a Genova “voleva il morto” non era necessariamente italiano. Anzi, quasi certamente era americano: «C’erano troppi interessi in gioco, e il movimento no-global allora era fortissimo e faceva davvero paura. A chi? Alle grandi banche, alla finanza mondiale, alle multinazionali». Genova doveva essere la consacrazione definitiva della protesta, la nascita ufficiale di un “sindacato mondiale” dei cittadini, pronto a mobilitarsi ovunque per difendersi dagli abusi della globalizzazione. Guai se a Genova il movimento avesse vinto: sarebbe diventato troppo ingombrante. Un brutto cliente, col quale i “padroni del mondo” avrebbero dovuto fare i conti. Meglio toglierlo di mezzo per tempo. Coi poliziotti? Ma no: coi black bloc.

Incolpare il governo Berlusconi e la polizia italiana per il massacro di Genova «significa non aver capito nulla di come va il mondo», avverte David Graeber, antropologo della Yale University ed esperto di fenomeni anarchici: «Nei fatti di Genova, il governo americano è infinitamente più coinvolto di quello italiano». Secondo l’antropologo consultato da Fracassi, «Genova non è stata altro che il punto terminale di una strategia avviata a Seattle, sviluppata a Praga e terminata in Italia». Movente: «Nel luglio 2001, all’amministrazione Bush interessava molto di più combattere il movimento no-global che Al-Qaeda: era quella la priorità della Casa Bianca». Un altro americano, Wayne Madsen, reduce dagli scontri al Wto di Washington l’anno prevedente, rivela: «Ho raccolto documenti e testimonianze dall’interno del movimento anarchico Usa e dell’intelligence». Cia, Fbi e Dia organizzavano e guidavano gruppi di devastatori anche nelle manifestazioni no-global nel resto del mondo? «E’ il loro modo di agire, ovunque ci siano interessi americani da difendere».

Per “G8 Gate”, Fracassi ha sondato centinaia di fonti. Tutte convergono drammaticamente verso un’unica ipotesi: a Genova si “doveva” spezzare le gambe, a tutti i costi, al nuovo movimento democratico mondiale. Obiettivo, veicolare il messaggio più esplicito: “Restate a casa, rinunciate a scendere in piazza perché può essere pericoloso”. Mandanti: le grandi multinazionali e persino le loro fondazioni, all’apparenza innocue e filantropiche, in realtà strettamente collegate con settori dell’intelligence. Disponibilità economica: illimitata. E poi la manovalanza principale della missione: i mercenari chiamati black bloc, ben addestrati in gran segreto e specializzati nelle tattiche della guerriglia urbana. «Le forze dell’ordine presenti a Genova – riassume Fracassi – sarebbero state in parte complici e in parte impotenti di fronte ai devastatori», i “neri” sbucati dal nulla e rimasti totalmente impuniti. «Grazie a una sapiente regia mediatica», tutto è avvenuto «di fronte ai giornalisti, ai fotografi e alle telecamere di tutto il mondo, che avrebbero creduto di raccontare le azioni di una formazione chiamata Black Bloc».

Ma tutto questo da chi sarebbe stato finanziato e poi coperto? Una domanda, ricorda Fracassi, che si era posto retoricamente anche il generale Fabio Mini, già comandante delle forze Nato in Kosovo: come avrebbero fatto, i “neri”, «a partire da Berlino e a venire a Genova potendo passare indisturbati tutte quelle frontiere?». E poi: chi ha pagato quel viaggio? «Lei ha una risposta?», domanda Fracassi. «Certo», risponde Mini: «Ci sono organizzazioni che sono fatte apposta per questo genere di cose: si occupano della logistica, della gestione delle risorse, della protezione di chi partecipa alle operazioni». Sia meno vago, lo incalza Fracassi. «Non posso», ammette malinconicamente il generale Mini.

Se è noto che in quei giorni a Genova c’erano non meno di 700 agenti dell’Fbi, Daniele Ganser, insegnante di storia a Basilea ed esperto di organizzazioni coperte come Gladio e Stay Behind, sostiene che la cooperazione tra servizi segreti americani e italiani sarebbe andata «ben oltre il semplice controllo dell’ordine pubblico». Il professore svizzero mette in relazione il Sismi con la Nsa, l’agenzia centrale di intelligence di Washington: «Secondo lei – dice a Fracassi – da chi provenivano le informazioni sulle “tute nere” dall’estero? E’ l’Nsa che ha il compito di intercettare le comunicazioni telefoniche, i fax, le e-mail. Poi le ha passate alla Cia, che a sua volta che ha date al Sismi», conclude Ganser. «A Genova erano presenti entrambi i servizi segreti, italiano e americano: le risulta abbiano fatto qualcosa per fermare i “neri”?».

(Il libro: Franco Fracassi, “G8 Gate”, dieci anni d’inchiesta: i segreti del G8 di Genova, Alpine Studio editore, 229 pagine, euro 14,90. Info: Alpine Studio).  

Fonte: Libreidee.org 9 Dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

La vera ragione per la quale Obama minaccia di porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato

(Suggerimento: non è per proteggere la libertà)

WashingtonsBlog

indefinite detention

Obama vuole porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato per mantenere gli Stati Uniti fedeli alla Convenzione di Ginevra

Io - come tutti gli altri - sono inorridito dall'approvazione al Senato della legge che consentirebbe la detenzione a tempo indeterminato degli americani.

E in un primo momento, io - come molti altri - ho dato per scontato che la minaccia di Obama di porre il veto alla proposta di legge potesse essere una buona cosa. Ma la verità è molto più inquietante.

Come osserva giustamente l'ex redattore del Wall Street Journal ed editorialista Paul Craig Roberts:

La contestazione del regime di Obama alla detenzione militare non è radicata nella preoccupazione per i diritti costituzionali dei cittadini americani. Il regime si oppone alla detenzione militare, perché la detenzione militare implica che i detenuti sono prigionieri di guerra. Come ha detto il Presidente della Commissione del Senato per i Servizi Armati, Carl Levin: Se si stabilisce che qualcuno "è un membro di una forza nemica  che è venuto in questa nazione o si trova in questa nazione per attaccarci come membro di una forza nemica straniera, questa persona deve essere trattata secondo le leggi di guerra? La risposta è sì."

I detenuti trattati secondo le leggi di guerra hanno la protezione della Convenzione di Ginevra. Non possono essere torturati. Il regime di Obama si oppone alla detenzione militare, perché i detenuti avrebbero qualche diritto. Questi diritti potrebbero interferire con la capacità del regime di inviare i detenuti nelle prigioni della tortura della CIA all'estero.
[Sì,
A quanto pare, Obama sta ancora permettendo "consegne straordinarie" per torturare le persone all'estero.] Questo è ciò che il regime di Obama vuole dire quando dice che il requisito della detenzione militare nega il regime di "flessibilità".

I regimi di Bush/Obama hanno eluso le Convenzioni di Ginevra, dichiarando che i detenuti non sono prigionieri di guerra, ma "nemici combattenti ", "terroristi", o qualche altra designazione che rimuove tutte le responsabilità del governo degli Stati Uniti per il loro trattamento.

Richiedendo la detenzione militare del catturato, il Congresso annulla tutte le manovre che i due regimi hanno compiuto per rimuovere lo status di Prigionieri di Guerra dei detenuti.

Una lettura attenta delle obiezioni del regime di Obama sulla detenzione militare supporta questa conclusione. (Vedi http://www.whitehouse.gov/.../saps1867s_20111117.pdf)

La lettera al Senato dell'Ufficio Esecutivo del Presidente del 17 novembre dice che il regime di Obama non vuole che l'autorità che ha, in virtù della Legge Pubblica 107-40 sull'Autorizzazione all'uso della forza militare (AUMF), sia codificata. La codificazione è rischiosa, dice il regime. "Dopo un decennio di giurisprudenza stabilita sul diritto di detenzione, il Congresso deve fare attenzione a non aprire una nuova serie di questioni giuridiche che creeranno confusione sui nostri sforzi per proteggere il paese".

In altre parole, il regime sta dicendo che in conformità all'AUMF, il ramo esecutivo mantiene la totale riservatezza riguardo a chi detiene e a come tratta i detenuti. Inoltre, poichè l'esecutivo mantiene la massima riservatezza, nessuno può scoprire che cosa sta facendo l'esecutivo, chi sono i detenuti, o che cosa  sta facendo per loro. La Codificazione comporta la responsabilità, e l'esecutivo non vuole responsabilità.

Coloro che vedono la speranza nel veto minacciato da Obama sono saltati alle conclusioni se pensano che il veto è basato su scrupoli costituzionali.


Lo Stato di Polizia è iniziato anni fa

Anche se Obama minacciasse il veto per più nobili scopi, non cambierebbe nulla, perché il governo degli Stati Uniti ha affermato il suo potere di detenere a tempo indeterminato e di assassinare cittadini americani anni fa.

Ho osservato nel 2008:

Secondo il New York Times :

"Una definizione pericolosamente ampia di "nemico combattente fuorilegge", nel disegno di legge, potrebbe esporre i residenti legittimi degli Stati Uniti, così come i cittadini stranieri che vivono nei loro paesi, ad un arresto sommario e alla detenzione a tempo indeterminato senza speranza di appello. Il presidente potrebbe dare il potere di applicare questa etichetta a chiunque egli voglia".

E secondo un professore di legge di Yale , "La legge [sulla tortura] .... autorizza il presidente a considerare i cittadini americani come nemici combattenti, anche se non hanno mai lasciato gli Stati Uniti. E una volta scaraventati in una prigione militare, non possono aspettarsi un processo dai loro pari o una qualsiasi delle altre normali protezioni del Bill of Rights."

Il professore della scuola di legge e presidente della National Lawyers Guild, Marjorie Cohn ha  sottolineato nel 2006:

Il Military Commissions Act del 2006 che disciplina il trattamento dei detenuti, è il culmine dell'incessante allarmismo da parte dell'amministrazione Bush dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre.

Poiché il disegno di legge è stato adottato alla velocità della luce, quasi nessuno ha notato che esso consente a Bush di dichiarare non solo gli stranieri, ma anche cittadini americani, "nemici combattenti fuorilegge".

***

Chiunque dona soldi a un ente di beneficenza che è presente nella lista delle organizzazioni "terroristiche" di Bush, o che parla contro le politiche del governo, potrebbe essere dichiarato un "nemico combattente fuorilegge" e imprigionato a tempo indeterminato. Ciò include i cittadini americani.

Glenn Greenwald e Emptywheel di Fire Dog Lake hanno anche documentato che la Casa Bianca crede da molti anni, di avere il potere di detenere a tempo indeterminato cittadini americani. Vedi questo, questo, questo e questo .

Ho osservato Venerdì:

Lo stato di polizia è iniziato nel 2001.

In particolare, l'11/9, il vice presidente Dick Cheney ha avviato i Piani per la Continuità del Governo che hanno messo fine alla forma di governo costituzionale dell'America (almeno per un certo periodo di tempo indeterminato).

Lo stesso giorno, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale ... e quello stato di emergenza è sempre stato in vigore fino ad oggi .

L'amministrazione Obama ha anche detto, per più di un anno e mezzo che potrebbe colpire cittadini americani e assassinarli senza alcun processo, né condanna.

Nel 2005, Chris Floyd ha sottolineato che la capacità del governo di assassinare cittadini americani è iniziata la settimana stessa dell'11/9:

Il 17 settembre 2001, George W. Bush ha firmato un ordine esecutivo che autorizza l'uso di "misure letali" contro chiunque al mondo lui o i suoi tirapiedi ritengano un "nemico combattente". Questo ordine entra in vigore oggi. Nessuna prova giudiziaria, nessuna udienza, nessun onere necessario per eseguire le uccisioni; nessuna legge, nessuna frontiera, nessuna svista li trattiene. Bush ha dato agli agenti del settore carta bianca, anche per indicare i "nemici" di propria iniziativa e ucciderli come meglio credono.

L'esistenza di questo squadrone della morte universale - e la totale cancellazione della libertà umana che esso rappresenta - non ha provocato neanche una briciola, un atomo, una particella quantistica di polemiche nelle Istituzioni americane, anche se non è un segreto. L'ordine esecutivo è stato diffuso per la prima volta dal Washington Post a ottobre 2001 .... Il New York Times ha aggiunto ulteriori dettagli nel dicembre 2002 . Nello stesso mese, i funzionari di Bush hanno chiarito che l'editto del terrore si applica anche ai cittadini americani, come ha riferito l'Associated Press.

La prima applicazione di questo potere, confermata ufficialmente, è stata l'uccisione di un cittadino americano nello Yemen, tramite un missile drone della Cia, il 3 novembre 2002. Un attacco simile si è verificato questo mese in Pakistan, quando un missile della Cia ha distrutto una casa e presumibilmente ha ucciso Abu Hamza Rabia, un sospetto personaggio di al Qaeda. Ma gli unici corpi trovati sul posto sono quelli di due bambini, il figlio del padrone di casa e il nipote, riferisce Reuters. Il padre in lutto ha negato qualsiasi collegamento con il terrorismo. Un precedente attacco della CIA su un'altra casa ha mancato Rabia, ma ha ucciso la moglie e i figli, hanno riferito i funzionari pakistani.

Ma la maggior parte degli omicidi si svolgono in segreto, in silenzio, professionalmente, come un omicidio su commissione per la mafia. Come afferma un documento del Pentagono portato alla luce dal New Yorker nel dicembre 2002 , gli squadroni della morte devono essere "piccoli e agili" e "in grado di operare clandestinamente, con una gamma completa di modalità di copertura ufficiali e non ufficiali per entrare nei paesi di nascosto ... ."

I pericoli di questa politica sono evidenti, come ha osservato un rapporto delle Nazioni Unite sulle "esecuzioni extragiudiziali" nel dicembre del 2004 : "Autorizzare i governi ad identificare e uccidere 'noti terroristi' non implica per loro alcun obbligo verificabile di dimostrare in alcun modo che coloro contro cui la forza letale viene utilizzata sono davvero terroristi ... Sebbene venga presentata come un''eccezione' limitata alle norme internazionali, in effetti essa crea la possibilità di un'espansione infinita della categoria fino ad includere qualunque nemico dello Stato, disadattati sociali, oppositori politici, o altri."

E' difficile credere che qualsiasi vera democrazia accetterebbe la pretesa del suo leader di poter uccidere chiunque, semplicemente etichettandolo come "nemico". E' difficile credere che una qualsiasi persona adulta, anche con la minima conoscenza della storia o della natura umana, possa appoggiare questo potere illimitato ed arbitrario, conoscendo il male che è destinato a produrre. Eppure questo è ciò che i grandi e potenti hanno fatto in America. Come vecchi boiardi, che non solo approvano, ma celebrano il loro asservimento al governante.

Nota [dal Washington's Blog: L'11/9 ha permesso a coloro che glorificano la guerra di attuare piani che avevano desiderato per molti anni (e guardate questo ), anche se l'11/9 fosse accaduto perché Dick Cheney era - nella migliore delle ipotesi - del tutto incompetente , e il governo ora sta facendo cose che aumentano il rischio di terrorismo, invece di fare le cose che potrebbero realmente renderci più sicuri].

***

Questo è stato chiaramente dimostrato ... nel discorso allo stato dell'Unione di Bush, nel gennaio 2003, tenuto al Congresso e teletrasmesso a livello nazionale durante la frenesia finale del rullo dei tamburi di guerra prima dell'assalto all'Iraq. Strombazzando i suoi successi nella guerra al terrore, Bush ha affermato che "oltre 3.000 sospetti terroristi" sono stati arrestati in tutto il mondo - "e molti altri hanno incontrato un destino diverso". Il suo volto ha assunto allora la caratteristica occhiata maliziosa, lo strano, malaticcio mezzo sorriso che  acquista ogni volta che parla di uccidere la gente: "Mettiamola in questo modo. Non sono più un problema."

In altre parole, i sospetti - e anche Bush ha riconosciuto che erano solo sospetti - sono stati assassinati. Linciati. Uccisi da agenti senza sorveglianza che operano in quel mondo d'ombra dove l'intelligence, il terrorismo, la politica, la finanza e la criminalità organizzata si fondono insieme in un'amorfa, impenetrabile massa. Uccisi sulla parola di un discutibile informatore, forse: un prigioniero torturato disposto a dire qualsiasi cosa per porre fine al suo tormento, un rivale in affari, un nemico personale, un burocrate in cerca di impressionare i suoi superiori, una spia a pagamento bisognosa di soldi, un bizzarro che persegue odi etnici, tribali o religiosi - o qualsiasi altro fornitore di informazioni spazzatura che sono moneta di scambio nel mondo delle ombre.

Bush ha sostenuto con orgoglio questo sistema orribile, come esempio di ciò che egli chiama "il significato della giustizia americana." E i legislatori riuniti ... hanno applaudito. Oh, come hanno applaudito!

Questo è, naturalmente, il vero significato della famosa scena di Star Wars:



Fonte: WashingtonsBlog 5 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

mercoledì 7 dicembre 2011

Utilizzare terra arabile per i bio-combustibili: I carbon credits nella 'Valle della Morte'

I brutti effetti dello 'sviluppo pulito' sostenuto dalle Nazioni Unite in Honduras.

di Jeremy Kryt
Global Research
In These Times - 30 Novembre 2011

valleyofdeath  
Un ragazzo si trova vicino ad una capanna su una piantagione di palme nella Valle Aguan nel mese di agosto. Lo slogan recita "Area recuperata dal MUCA", che sta per "Movimento dei Contadini Uniti di Aguan". (Foto di Orlando Sierra/AFP/Getty Images)

VALLE di Aguan, HONDURAS- 3.000 chilometri quadrati, la valle del fiume Aguan nel nord-est dell'Honduras ha circa le stesse dimensioni della Death Valley in California. Ma pur essendo verde e fertile, il bacino dell'Aguan sta diventando famoso come "valle della morte." Dal gennaio 2010, almeno 45 contadini sfollati sono stati uccisi negli scontri per i diritti fondiari ad Aguan, e "il numero effettivo di omicidi è probabilmente molto più alto", secondo Annie Bird, co-direttore del gruppo di difesa dei diritti umani Rights Action (RA), che ha visitato l'Honduras nel mese di settembre.

Bird e altri critici dicono che la violenza ad Aguan è determinata dalla competizione per le risorse tra gli agricoltori locali e gli impianti di produzione di biocarburanti su larga scala. La valle è la patria di più di una dozzina di piantagioni di palma africana che forniscono energia "verde" in Europa e in Asia, così come di  un paio di impianti a biogas che funzionano come parte di una delle iniziative delle Nazioni Unite per la politica dei carbon credits.

"Le imprese agricole, dopo tutto, costituiscono il principale terreno agricolo ad Aguan," dice Bird. "Questo è quello che guida il conflitto qui".

Le piantagioni di palma africana sono state collegate anche alla violenza legata alla  terra in Indonesia, in Africa e altrove in America Latina, in quanto la domanda mondiale di biocarburanti è cresciuta a dismisura negli ultimi anni. Ma l'uso del terreno agricolo per i carburanti, invece che per la produzione alimentare, ha provocato un picco dei prezzi alimentari a livello mondiale. Nel mese di ottobre 2011, il Comitato delle Nazioni Unite per la  Sicurezza Alimentare ha pubblicato un rapporto che cita la produzione di biocarburanti come una delle principali cause di carenza di cibo in tutto il mondo.

Ignorando il rapporto della loro stessa commissione, le Nazioni Unite continuano a sostenere i due impianti a biogas collegati alle piantagioni di palma africana nella Valle di Aguan, come parte del loro controverso programma Meccanismo per lo Sviluppo Pulito (CDM). Prodotto del Protocollo di Kyoto, il CDM permette ai governi e alle imprese dei paesi occidentali, il commercio dei crediti di carbonio con le imprese dei paesi in via di sviluppo che utilizzano energie rinnovabili e altre tecniche per risparmiare carbonio. I critici del programma CDM puntano al dilemma cibo-vs-carburante, come pure alla questione dell'"addizionalità", cioè se, o meno, un dato CDM esisterebbe senza gli investimenti decisi dalle Nazioni Unite. Ma Bird dice che c'è anche una componente morale.

"Con l'approvazione di investimenti in questi progetti, l'ONU si è reso complice di una crisi dei diritti umani," dice Bird. "E' semplicemente vergognoso".

Uccisioni e sgomberi forzati

Entrambi i CDM ad Aguan utilizzano acque reflue ricche di batteri, derivate dall'estrazione di olio di palma, per la produzione di metano per il biogas. Ma il processo di cattura del metano è conveniente economicamente solo su larga scala e gli osservatori dicono che offre alle aziende locali un incentivo diretto a espandere le operazioni.

David Calix, portavoce del Movimento Campesino di Aguan (MCA), dice: "Negli ultimi due anni più di 1.500 famiglie contadine hanno perso le loro case, scuole e comunità a causa di sfratti forzati", tutti erano collegati agli sforzi per espandere la coltivazione di Palma Africana nella valle Aguan.

Nel mese di luglio, la Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH), ha pubblicato un rapporto sugli sfratti di Aguan e sugli attacchi armati contro le comunità locali, da parte delle "guardie di sicurezza della piantagione e milizie private", consentiti impunemente. Il documento FIDH ha costretto un paio di potenti investitori europei a recedere dal progetto CDM di Aguan e ha costretto il Parlamento europeo ad ordinare una missione d'inchiesta. Finora, tuttavia, queste misure non sembrano aver avuto alcun impatto sull'escalation della violenza.

Nel mese di agosto, più di due giorni di scaramucce tra le guardie e i contadini hanno provocato 11 morti. Pochi giorni dopo, altri due contadini sono stati assassinati, uno di loro, Pedro Salgado, è stato abbattuto nella sua casa insieme alla moglie. Un intero villaggio contadino è stato raso al suolo. La protesta internazionale è diventata così forte che ai primi di settembre, il governo honduregno ha inviato una forza di circa 1000 agenti speciali di polizia e soldati ad occupare la vallata.

Ma Bird  dice che invece di proteggere i diritti umani dei contadini, le forze di occupazione hanno dato una mano alla loro persecuzione. Sono emersi rapporti sul giro di vite sulle comunità contadine ,da parte di poliziotti e soldati che hanno anche preso parte degli sfratti. Gli attacchi  degli  "Squadroni della morte"  contro i contadini sono andati avanti quasi allo stesso ritmo che durante l'occupazione, con quattro omicidi nella stessa settimana all'inizio di ottobre. Nessun arresto è stato fatto per alcuna delle uccisioni, e nessun sospetto è stato rivelato.

Occupazione pericolosa

"Le truppe dicono di essere venute a portarci sicurezza, ma è una menzogna", dice il presidente dell'MCA Rodolfo Cruz. "Sono qui per servire gli interessi dei ricchi proprietari terrieri, gli stessi che controllano i politici nella lontana [capitale dell'Honduras] Tegucigalpa." Cruz è anche prosindaco di una piccola comunità contadina chiamata Rigores, che sostiene di essere stato minacciato di sfratto più volte, sia dalle guardie di sicurezza che dalle forze dell'ordine.

Cruz riferisce anche che i cittadini sono scelti in modo casuale, e che ci sono state retate di massa e arresti durante la caccia ai capi del movimento da parte delle autorità.

"Ci stanno accusando di avere armi, di formare una rivolta", dice Cruz, il cui figlio di 16 anni, Santos, sarebbe stato torturato per ottenere informazioni, mentre era in custodia della polizia, il 19 settembre. Cruz sostiene che l'MCA e altre organizzazioni sono movimenti pacifisti dediti alla resistenza non violenta.

Bird, che ha studiato il caso, ritiene che non vi è dubbio che il figlio di Cruz sia stato preso di mira dalle autorità perché suo padre è un portavoce di primo piano per la riforma agraria. "Fa tutto parte del loro modello di intimidazione", dice. "Non esiste un sistema giudiziario funzionante in Honduras". Come ulteriore prova della disfunzione legale, Bird fa notare che l'uomo d'affari con più partecipazioni ad Aguan, Miguel Facusse Barjum, secondo quanto rivelato recentemente da Wikileaks, ha forti legami con trafficanti di cocaina colombiani. "La polizia sta sfrattando i contadini dalla proprietà di un noto signore della droga", dice. "Questo dimostra quanto sia marcio il sistema."

Anche se a settembre ci sono stati accenni sulla stampa honduregna che la polizia ha catturato telefoni cellulari che dimostrano l'esistenza di un esercito ribelle forte di circa300 uomini, il capo della polizia honduregna Julio Benitez è molto più circospetto. "Noi veramente non sappiamo cosa sta succedendo ad Aguan", dice Avila. "Sappiamo che ci sono gruppi armati. Sappiamo che alcune persone sono state ferite in circostanze misteriose. Ma è molto complicato".

Quando è stato interrogato sulle accuse di brutalità della polizia, Avila ha rifiutato di rispondere, dicendo solo: "[La polizia dell'Honduras] è un' organizzazione professionale. Ci comportiamo in modo professionale. Stiamo lavorando duramente per proteggere i contadini di Aguan e per proteggerli da criminali violenti".

Spingere per la riforma

"La situazione in Honduras è, ovviamente, molto preoccupante per noi", dice il presidente del consiglio del CDM Martin Hession. "Non vogliamo essere associati a questo tipo di cose in alcun modo". Hession dice che, a seguito della violenza ad Aguan, il Consiglio del CDM ha "aumentato la sorveglianza" riguardo all'approvazione di nuovi progetti.

Ma Eva Filzmoser, direttore del programma dell'Osservatorio sul CDM, con sede a Bruxelles, ritiene che sia troppo poco e troppo tardi. "Siamo profondamente delusi ... che il progetto [Aguan] sia stato registrato nonostante le gravi preoccupazioni per presunte violazioni dei diritti umani", ha scritto Filzmoser in una e-mail.

Filzmoser denuncia il fatto che Hession e il resto del consiglio hanno scelto di ignorare i primi rapporti sulla violenza usciti dall'Honduras, quando hanno approvato il progetto nel luglio del 2011. Parte del problema è sistemico, scrive, derivante da una mancanza di controllo delle stesse parti interessate da parte dello stesso consiglio del CDM. "Il progetto [Aguan] non sarebbe mai dovuto essere registrato, se fossero in vigore le leggi appropriate", ha scritto Filzmoser.

Bird ravvisa anche un difetto nel programma CDM. "Se si porta via la terra alla povera gente per generare biocombustibili, in realtà  li si condanna a morte per fame", dice.

Hession dice che queste cose sono al di là della competenza del consiglio del CDM. "Non possiamo essere l'arbitro dei diritti umani in tutto il mondo." Al che Bird risponde: "Questo è l'unico, fondamentale mandato delle Nazioni Unite. I diritti umani sono ciò per la cui promozione l'Onu è stata creata. E il consiglio del CDM fa ancora parte delle Nazioni Unite"

Per Cruz, che è anche un contadino, la questione in gioco è più pratica che filosofica: "Vogliamo solo un posto per far crescere il nostro grano, far crescere i nostri fagioli," dice. "Tutto ciò che vogliamo è il diritto a lavorare la terra."

Jeremy Kryt è un laureato della Scuola di Giornalismo dell'Università dell'Indiana e del Writers' Workshop dell'Università dell'Iowa . E' inviato dall'Honduras dal mese di agosto 2009, e la sua cronaca della crisi è apparsa, o è in procinto di apparire, sull'Earth Island Journal, sull'Huffington Post, Alternet e sul Narco News Bulletin, tra le altre pubblicazioni.

Fonte: Global Research 6 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

martedì 6 dicembre 2011

I terroristi finanziari, Goldman Sachs e il fascismo prossimo venturo

L'UE si accinge a prendere il controllo sulle economie nazionali, con un tratto di penna

Il fascismo uber alles per i tecnocrati di Goldman Sachs

di Paul Joseph Watson
Prison Planet

von-rampuy Dimenticate i milioni di europei colpiti, l'UE non si prenderà nemmeno la briga di mettere al voto il suo tentativo di prendere il controllo sulle economie degli Stati membri, tra i suoi stessi compari parlamentari, preferendo invece modificare il Trattato di Lisbona in virtù dei poteri che gli Eurocrati hanno concesso a se stessi.

Dopo aver più volte messo in scena referendum nazionali fino ad ottenere il voto che volevano, il Trattato di Lisbona è stato approvato con una disposizione, l'oscura clausola 'passerella', Art. 126 (14) tramite il protocollo 12, che conferiva a Bruxelles il potere di cambiare i termini senza alcun tipo di voto - popolare o parlamentare.

"Questa decisione non richiede la ratifica a livello nazionale. Questa procedura potrebbe quindi portare a cambiamenti rapidi e significativi ", secondo un testo confidenziale emesso dal presidente dell'Unione Europea Herman Van Rompuy.

Questo significa che qualsiasi tentativo di modificare il trattato, al fine di creare un'"unione fiscale", o in altre parole, di imporre il controllo sull'economia di ogni Stato membro da parte di Bruxelles, sarebbe semplicemente realizzato con un tratto di penna, senza richiedere voti ai parlamenti nazionali o ai membri del parlamento europeo.

Questo autorizzerebbe poi la Commissione europea, "ad imporre misure di austerità sui paesi della zona euro che vengono salvati, usurpando le funzioni di governo in paesi come la Grecia, l'Irlanda o il Portogallo," riporta il  Guardian .

Fa tutto parte del programma dei tecnocrati di prendere il "controllo intrusivo delle politiche di bilancio nazionali."

"Perché perdere tempo con quella reliquia veramente barbara - la democrazia - quando è sufficiente il buon vecchio fascismo" riporta Zero Hedge". Ed è così che un gruppo di corrotti cleptocratici eurocrati incompetenti usurperanno tutto il potere in un regime ormai interamente controllato da Goldman Sachs."

Come abbiamo evidenziato in precedenza, la crisi del debito dell'Eurozona ha facilitato una presa di potere tecnocrate su tutto il continente, guidata da un branco di uomini fantoccio della Goldman Sachs.

I veri terroristi finanziari responsabili del crollo economico hanno sfruttato la crisi per presentarsi come salvatori e supervisionare un colpo di stato dei banchieri - con i tirapiedi di Goldman Sachs ora sotto controllo sia in Italia che alla Banca centrale europea. I compari di Goldman Sachs hanno anche sequestrato posizioni chiave del potere economico in Belgio, Germania, Francia e Irlanda.

L'obiettivo del colpo di stato è quello di sfruttare la crisi dell'euro debito come veicolo attraverso il quale creare un superstato federale europeo che trasferirà a Bruxelles tutto il rimanente controllo sugli affari nazionali. I globalisti hanno già avviato il processo, selezionando due tirapiedi non eletti per sostituire democraticamente i premier eletti in Grecia e in Italia.

I Greci hanno risposto al collasso imminente dell'euro ritirando in massa i loro risparmi dai conti bancari.

"Molti greci stanno prosciugando i loro conti di risparmio, perché sono senza lavoro, affrontano l'aumento delle tasse o hanno paura che il paese sarà costretto a lasciare la zona euro," riferisce Der Spiegel today, notando che i depositi sono diminuiti di 13-14 miliardi di euro tra settembre e ottobre, con un declino ancora più veloce a novembre.

Fonte: Prison Planet 6 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

lunedì 5 dicembre 2011

LEZIONI ECUADORIANE: SE IL DEBITO E' ILLEGITTIMO NON SI PAGA!

Voci dalla Strada

Come accaduto in Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l'ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare. Un'altra lezione di cui tenere conto.

di Andrea Degl'Innocenti
Il Cambiamento

Parliamo di vulcani. E di eruzioni. Tempo fa, in Islanda, l'impronunciabile vulcano Eyjafjallajökull sbuffava nubi di ceneri bianche mandando in tilt i collegamenti aerei di mezzo mondo; allo stesso tempo il popolo islandese decideva di sollevarsi contro i poteri forti della finanza globale. Nell'altro emisfero, in Ecuador, da qualche anno si è risvegliato il potente Tungurahua - appena più facile da pronunciare, ma neanche poi tanto – proprio nel periodo in cui il presidente Rafael Correa dichiarava il debito estero che gravava sulle spalle dei suoi cittadini “illegittimo ed illegale”.

In una sinergia quasi sovrannaturale, sembra che la natura e gli esseri umani si destino all'unisono, in varie parti del mondo, in un moto di ribellione verso i propri oppressori. Che a ben vedere, per l'una e per gli altri, sono i medesimi. Quell'elite finanziaria che controlla l'economia globale, possiede corporazioni e multinazionali, controlla le banche e gestisce i mercati, è responsabile da un lato dei maggiori crimini ambientali: emissioni nocive, fallimento dei vertici internazionali sul clima, deforestazione, disastri petrolieri; dall'altro della schiavitù dei popoli, oppressi da debiti immensi, privati dei propri diritti e della sovranità nazionale.
Dunque è curioso vederli sbottare all'unisono, quasi che vulcani ed esseri umani siano due diversi strumenti nelle mani di un unico potente flusso vitale. Ma accantoniamo la retorica e andiamo a vedere cosa è successo. Dell'Islanda, e di come il popolo si sia ribellato ai poteri forti internazionali e abbia dato vita ad un percorso di democrazia partecipata, vi abbiamo già parlato tempo addietro. Occupiamoci dell'Ecuador.

Qui è accaduto che il paese si ritrovava schiacciato, da una trentina d'anni circa, da un debito pubblico enorme. Nel 1983, infatti, lo Stato si era fatto carico, di fronte ai creditori, del debito estero contratto da privati, per un totale di 1371 milioni di dollari, ai tempi una cifra notevole. Talmente notevole che nei successivi sei anni il paese non fu in grado di pagarla. Invece essa crebbe fino a raggiungere la soglia di 7 miliardi.

Ora, i creditori erano principalmente istituti di credito statunitensi; nel contratto stipulato con il governo dell'Ecuador esisteva una clausola che prevedeva che dopo sei anni il debito cadesse in prescrizione. Ma il 9 dicembre 1988, a New York, in un atto unilaterale, venne abolita la prescrizione della totalità del debito. In pratica, gli Stati Uniti decisero che, a dispetto di ogni accordo preso in precedenza e senza consultare l'altra parte, l'Ecuador avrebbe pagato ugualmente tutto il debito, che intanto continuava a crescere. Nessun membro del congresso ecuadoregno si oppose alla risoluzione, che gli organismi statali nascosero persino alla popolazione.

Poco tempo dopo, sempre dagli Stati Uniti arrivò la seguente proposta: che il debito estero fosse scambiato con l'acquisto dei cosiddetti Buoni Brady. Nicholas Brady era ai tempi, siamo nel 1992, Segretario del Tesoro americano, e stava attuando il Piano Brady, che interveniva sul debito di molti paesi latinoamericani ristrutturandolo attraverso la vendita di nuovi bond e obbligazioni. Molti paesi accettarono l'offerta, che consisteva di fatto nel pagare il proprio debito contraendone un altro, sul quale sarebbero maturati nuovi interessi. Anche l'Ecuador accettò.

Le condizioni imposte da questo nuovo debito furono decisamente pesanti. Fra il 1992 ed il 1993 molte delle compagnie statali venero privatizzate. In particolar modo si stabilì che sarebbero state le risorse di metano e di petrolio a dover garantire il debito.

Alejandro Olmos Gaona, storico ed investigatore ecuadoregno, ha dichiarato di aver personalmente trovato sia nel ministero dell'economia argentino che in quello ecuadoriano tre lettere: una da parte del Fondo Monetario Internazionale diretta alla comunità finanziaria, ovvero a tutte le banche; un'altra della Banca Mondiale; una terza della Banca Interamericana dello Sviluppo (BID). Cosa chiedevano? Di appoggiare il governo argentino di Carlos Menem, che si era impegnato a privatizzare il sistema pensionistico, a cambiare le leggi sul lavoro, a riformare lo stato e privatizzare tutte le imprese pubbliche, specialmente quelle riguardanti il petrolio.

Nell'accettare il Piano Brady, l'Ecuador si impegnava a rispettare una serie di clausole molto articolate e piuttosto confuse. Ve n'era una, ad esempio, che fissava i termini ed i tempi per i reclami. L'Ecuador avrebbe potuto reclamare qualsiasi tipo di controversia legata al contratto a partire dal 21° anno dopo la morte dell'ultimo membro della famiglia Kennedy. Una clausola che suonava come una vera e propria beffa, volta ad impedire qualsiasi tipo di reclamo futuro da parte del paese.

Passiamo al 2000. I buoni Brady vengono sostituiti con i buoni Global, che aggiungono alle vecchie condizioni nuove misure di austerità e privatizzazioni, sotto pressione di alcune banche. I nomi? JP Morgan, Citibank, Chase Manhattan Bank, Lloyds Bank, Loeb Roades, E.F. Hutton. Il contratto viene stipulato dallo studio legale Milbank.

Lo studio Milbank – il cui nome steso è Milbank, Tweed, Hadley & McLoy - ha fra i propri clienti, guarda caso, JP Morgan e Chase Manhattan Bank, e ha curato negli anni la maggior parte dei contratti sul debito stipulati dai paesi dell'America Latina. Ogni singolo contratto dell'Ecuador è uscito da quelle stanze. Fra i suoi avvocati più brillanti sono annoverati John McLoy, primo presidente della Banca Mondiale, William H. Webster, ex-direttore dell'Fbi e della Cia e giudice della corte dello Stato di New York.
I contratti venivano stipulati con gli avvocati dell'Ecuador negli Stati Uniti: Cleary, Gottlieb, Steen e Hamilton, uno studio fantoccio che si limitava a ratificare quanto già deciso senza mai sollevare contestazioni.

La situazione è proseguita, uguale, fino al 2008. Poi qualcosa è cambiato. L'Ecuador si trovava allora in una situazione particolarmente difficile, con un debito gonfiatosi fino a raggiungere gli 11 miliardi di dollari, decisamente troppo per un'economia relativamente povera. Il presidente socialista Rafael Correa, in carica dal Gennaio 2007, prese allora la grande decisione.

“L'Ecuador non pagherà il proprio debito estero, in quanto è stato contratto in maniera illegittima”, dichiarò davanti al mondo intero. Come poteva fare un'affermazione così forte? Perché nel frattempo egli aveva istituito una commissione d'inchiesta che srotolasse il bandolo della matassa del debito, che negli anni era andato crescendo e ingarbugliandosi sempre più. Dalla relazione di tale commissione sono emerse tutte le alterne vicende che hanno portato alla creazione e alla crescita del debito – le stesse di cui vi abbiamo parlato sopra. Ed una serie di dati interessanti.

È emerso, ad esempio, che oltre l'80% del debito è servito a re-finanziare il debito stesso, mentre solo il 20% è stato  destinato a progetti di sviluppo. Si è reso così lampante che il sistema dell'indebitamento è un modo per fare gli interessi di banche e multinazionali, non certo dei paesi che lo subiscono. La Commissione è quindi giunta alla conclusione che il debito estero dell'Ecuador è illegittimo e dunque non verrà pagato.

Da allora, potendo utilizzare le proprie risorse per la crescita sociale e non più per il pagamento del debito, l'Ecuador è andato incontro ad uno sviluppo senza precedenti; la popolazione sotto la soglia di povertà è diminuita di quasi il 15 per cento.

Nell'ottobre 2010 il presidente Correa è riuscito a scampare ad un colpo di stato militare grazie all'incredibile sostegno di cui gode da parte della popolazione. Da dentro l'ospedale in cui era stato rinchiuso dichiarava: “Il presidente sta governando la nazione da questo ospedale, da sequestrato. Da qui io esco o come presidente, o come cadavere, ma non mi farete perdere la mia dignità”.

Dall'Ecuador, come dall'Islanda, ci arriva un messaggio di speranza. Il ricatto del debito, utilizzato dai poteri forti della finanza globale per imporre misure drastiche e impopolari - depredare così intere nazioni - può essere interrotto. Dell'enorme debito che grava sul mondo intero, solo una piccolissima parte è in mano a piccoli risparmiatori, cittadine e cittadini. La stragrande maggioranza appartiene ad enormi gruppi finanziari privati, che lo usano per alimentare e gonfiare all'infinito questo meccanismo suicida. In Ecuador hanno deciso che a questo debito, ingiusto, è giusto ribellarsi.

Fonte: Voci dalla Strada 5 Dicembre 2011

DECRETO MONTI: VOLONTA’ DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO

di Marco Della Luna
marcodellaluna.info

Indimenticabili, le lacrime di coccodrillo della ministra Fornero che annuncia l’infame blocco dell’adeguamento delle misere pensioni (adeguamento già più che dimezzato, rispetto alla reale dinamica del caro vita) mentre il governo non tocca la Casta, né i grandi sprechi e gli stipendi parassitari, né i privilegi fiscali delle proprietà ed attività commerciali degli enti “religiosi”, che ci costano 8 miliardi l’anno, oltre a permettere una forte concorrenza sleale soprattutto in campo alberghiero.

Ma abbiamo scoperto ben altro, sulla strategia distruttiva del governo dei banchieri: abbiamo la confessione di un intento, di un vero piano anti-sociale di coercizione oligarchica sulle nazioni. E proprio per bocca del Monti. Vi raccomando molto di visionare l’intervista a questo link, in cui Mario Monti sostiene che “abbiamo bisogno delle crisi” e delle angosce collettive da esse causate, per far accettare ai popoli e alla politica  le riforme che dall’alto si è deciso di imporre – che il cartello monopolista della moneta e del credito ha deciso di imporre:

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1b190309063811a

Guardate anche la versione completa dell’intervista, che compare dopo quella breve.

E’ la perfetta conferma di quanto esposto nel libro mio e di Paolo Cioni Neuroschiavi, sulla manipolazione mentale collettiva e individuale.

In una situazione di generale illiquidità e di recessione (insolvenza, disinvestimenti, disoccupazione etc.), la manovra di Monti è selettivamente mirata a produrre un aggravamento di questa illiquidità (v. anche gli articoli di P. Krugman), quando al contrario il sistema economico ha disperato bisogno di iniezioni di liquidità mirate all’attivazione dei fattori di produzione e del consumo. Monti fa il salasso a un paziente che agonizza per anemia.

Mentre le misure per lo sviluppo sono semplicemente derisorie e vergognose, i tagli alle pensioni e l’aumento dell’Iva colpiscono la domanda interna, assieme al nuovo redditometro che disincentiva gli acquisti di molti articoli non di lusso e di servizi come l’istruzione. Le nuove tasse sugli immobili ( aumento del 60% del moltiplicatore dei valori catastali, aumento delle aliquote ici, ici sulla prima casa), tagliano le gambe all’edilizia, che è il settore economico che innesca le riprese generali dell’economia – quando cresce – e pure le recessioni – quando cala. Attualmente questo settore è in gravissima crisi. Il siluro del governo Monti, quindi, previene la ripresa e stabilizza il trend depressivo.  

Quelli sinora adottati sono interventi scientificamente mirati a produrre una stabile depressione e un drammatico avvitamento fiscale. Monti agisce mettendo toppe alla finanza pubblica a spese dell’economia reale, che viene sempre più sgretolata. Salva le apparenze a spese della sostanza. Adesso avremo, nel brevissimo termine, un plauso dell’”Europa” e di chi muove le asticelle degli spread – la medesima mano che ha messo lì il Monti in Italia e il Papademos in Grecia, e altri altrove. Ma presto la recessione, la disoccupazione, la moria di imprese, il credit crunch, il declino industriale, le tensioni sociali, si faranno sentire in modo insostenibile.

Nel parlamento dei nominati, per assicurare la legittimazione parlamentare, il voto di fiducia dei partiti a questo governo dei banchieri mai eletto e a questo leader mai scelto dal popolo, quindi esposto a contestazioni di non-democraticità e non-rappresentatività, basta riempire alla partitocrazia la greppia della spesa pubblica coi soldi delle nuove tasse spremute ai cittadini. E rispettarne privilegi e prebende. Anche Berlusconi col suo PDL ha convenienza ad allinearsi, se non vuole esporre le aziende di famiglia a rischi più che ovvi.

Oggettivamente, dunque, l’obiettivo del governo dei banchieri pare sia produrre, certo non solo in Italia, una grave e durevole depressione, in linea con quanto Monti spiega nel filmato linkato sopra, ossia che bisogna spaventare la gente per renderla malleabile e remissiva alle riforme decise dall’alto: è la shock—and – awe policy, la  shock economy di Naomi Klein.

Diversi sono gli scopi possibili di questa strategia:

-svalutare gli asset per poterne fare incetta a costi stracciati col denaro prodotto da banche centrali e dark pool (il circuito delle grandi banche mondiali che controllano anche la Fed e che ha lasciato recentemente a secco le banche italiane, come strumento di pressione o meglio coercizione politica);

-impadronirsi di tutto il reddito disponibile;

-rendere la popolazione docile e sottomessa;

-piegarla a un nuovo assetto politico, fiscale, sociale, con cessione della gestione del bilancio e del fisco a organismi europei a guida tecno-tedesca (Italia colonia);

-indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un imminente tracollo ecologico.

Fonte: marcodellaluna.info 5 Dicembre 2011

Obama va in vacanza. Di nuovo?

Barack Obama sta per prendersi una vacanza di  17 giorni mentre l'America gli crolla intorno

The Economic Collapse

Ma che ha nella testa Barack Obama? Gli Stati Uniti d'America stanno cadendo a pezzi intorno a lui, eppure decide di prendersi una vacanza alle Hawaii di 17 giorni . Non ha ancora capito che lui è il leader del mondo libero? Non ha ancora capito che questo paese è impantanato nella peggiore crisi economica dalla Grande Depressione? Lo scorso anno, una simile vacanza hawaiana di Obama finì per costare più di 1 milione di dollari.

Tranne quando ero a scuola, non mi ricordo di aver fatto mai una vacanza di 17 giorni. In realtà, la maggioranza degli americani non ha preso 17 giorni di vacanza neanche in un anno intero. Eppure Obama sembra pensare che uno dei compiti di chi occupa la Casa Bianca sia quello di prendersi vacanze il più possibile.

E' stato riportato che Michelle Obama ha speso per le vacanze, oltre 10 milioni di dollari di denaro dei contribuenti americani, solo negli ultimi 12 mesi.  Sarebbe diverso se ​​si trattasse di prendere queste vacanze in un momento in cui l'America fosse fiorente, ma la verità è che gli Stati Uniti, al momento, si trovano ad affrontare una crisi dopo l'altra. Il nostro debito è ora di oltre 15.000 miliardi di dollari. Non ci crederete ma il governo USA non sta operando nei limiti di un bilancio approvato da oltre 900 giorni. L'anno scorso sono caduti in povertà più americani che mai. Più americani che mai mangiano con i buoni pasto. L'anno scorso, una media di 23 impianti di produzione sono stati chiusi ogni giorno negli Stati Uniti. Secondo un recente rapporto, solo il 7 per cento degli americani che hanno perso il loro lavoro durante la recessione sono "ritornati" al punto in cui erano prima della recessione. Così, forse Barack Obama dovrebbe dedicare più tempo a fare il suo lavoro piuttosto che a prendersi lunghe vacanze.

Durante questa stagione di festa, decine di milioni di famiglie americane stanno soffrendo terribilmente. Qualsiasi presidente sano di mente si renderebbe conto che questo non è il momento di andare di nuovo a zonzo per le Hawaii. Il breve brano che segue viene da un recente articolo sul Daily Mail .....

Mentre la maggior parte degli americani sono fortunati se riescono ad avere un paio di settimane di vacanza ogni anno, sembra che il leader del paese, si prenda un pò più di libertà a questo riguardo.

Il presidente Barack Obama ha annunciato le sue vacanze natalizie alle Hawaii - con un viaggio di ben 17 giorni.

Obama, che ha visitato l'isola appena due settimane fa, per un summit economico, partirà per Honolulu Sabato 17 Dicembre fino a Lunedi 2 gennaio.

Ma questo non è solo un incidente isolato. Obama ha preso un sacco di ferie da quando si è trasferito alla Casa Bianca. Secondo il New York Post, Barack Obama ha goduto di un totale di 10 vacanze separate che si sono estese per un totale di 90 giorni di vacanza durante gli anni 2009 e 2010.

Inoltre, Obama è riuscito a trovare il tempo per 29 partite di golf, durante i suoi primi due anni di mandato.

Ma, a quanto viene riferito, il più grande "drogato di vacanza" nella famiglia Obama è Michele Obama.

Il seguente scioccante estratto viene da un altro articolo del Daily Mail ....

Si pensa che la  First Lady, l'anno scorso, abbia preso 42 giorni di vacanza, inclusi una pausa da 375.000 dollari in Spagna e un viaggio di quattro giorni per sciare a Vail, in Colorado, dove ha speso 2.000 dollari a notte per una suite nell'hotel Sebastian.

E il primo soggiorno di nove giorni della famiglia a Vigna di Marta si sta rivelando costosa, con l'affitto della Blue Heron Farm che costa solo una cifra stimata di 50.000 dollari a settimana.

La fonte ha continuato: 'Michelle inoltre ama bere alcolici costosi durante i suoi viaggi. Lei predilige martini con vodka di alta qualità e ha una predilezione per costosi vini spumanti.

'Le vacanze sono interamente idea di Michelle. Lei è come un drogato. Non ne ha mai abbastanza di pianificare viaggi, e vive tra una partenza e l'altra. - pesando per tutto il tempo sugli americani laboriosi'

Durante questi momenti di difficoltà economica, come può, Michelle Obama, giustificare la spesa di oltre 10 milioni di dollari di denaro dei contribuenti americani in vacanze di lusso?

Il popolo americano si aspetta di avere alla Casa Bianca un presidente che lavora notte e giorno per risolvere i problemi di questa nazione.

Certo, sarebbe sicuramente comprensibile che prendesse uno o due giorni qua e là, ma la verità è che il presidente dovrebbe essere una delle persone che lavorano più duramente nel paese.

Invece, Obama sembra accorciare sempre di più il tempo in cui è alla Casa Bianca. Infatti, ci sono state numerose notizie secondo cui Barack Obama a malapena interagisce, perfino con i membri del suo stesso partito nel Congresso.

Il nostro paese sta letteralmente cadendo a pezzi e abbiamo una totale mancanza di leadership al vertice.

Purtroppo, al momento, non sembra esserci molta speranza all'orizzonte.

In questo momento, Newt Gingrich sta conducendo la corsa per la nomination repubblicana. Se vincerà la nomination, il popolo americano, nel 2012, potrà scegliere tra due candidati che sono quasi identici. La triste verità è che Newt Gingrich non è un conservatore, e non lo sarà mai. Piuttosto, egli è un fantoccio di primo piano delle istituzioni che farebbe marciare l'America sulla stessa strada lungo la quale Bush e Obama ci hanno portato. Se ci si ferma a confrontare realmente l'agenda di Obama con l'agenda di Gingrich, è facile scoprire che sono quasi del tutto identiche. Se il partito repubblicano nominerà Newt Gingrich, sarà una vergogna completa e totale.

La realtà è che abbiamo un disperato bisogno di una leadership reale e di soluzioni reali. L'Europa è sull'orlo di un massiccio tracollo finanziario. Se le cose prendessero una piega sbagliata, potremmo facilmente assistere ad una crisi finanziaria ancora peggiore di quella che abbiamo visto già nel 2008.

Molti media mainstream utilizzano la parola "recupero", ora che il tasso di disoccupazione ufficiale è sceso all'8,6%, ma come ha rilevato di recente Mac Slavo, il tasso reale di disoccupazione è ancora intorno al 22 per cento.

Secondo i numeri ufficiali del governo, 315.000 americani "hanno lasciato la forza lavoro" nel mese di novembre. Nel momento in cui la nostra popolazione è in continua espansione, questo sembra un presupposto traballante, nella migliore delle ipotesi.

La realtà, come molti di voi stanno sperimentando, è che i tempi sono duri e milioni di americani stanno diventando sempre più disperati.

Per esempio, basta controllare cosa è successo, recentemente,  nella zona di Sacramento. Una chiesa è stata presa di mira dai ladri di rame per tre notti di fila ....

I membri di una chiesa di Carmichael che era stata presa di mira dai ladri di rame per due notti di fila è riuscita a contribuire a catturare i sospetti ladri quando l'ingorda coppia è tornata per la terza notte.

Nessuno è off limits per i ladri, in questi giorni. Non ci credereste ma la gente, ora, ruba anche il cibo dalle dispense alimentari.

Questo paese ha un'enorme quantità di problemi economici, e abbiamo un disperato bisogno di qualche soluzione.

Ma forse dovremmo essere grati che Obama sta prendendo tante vacanze.

Dopo tutto, quasi tutto ciò che ha fatto fino ad ora ha finito per rendere le cose ancora peggiori.

Forse è meglio se non fa assolutamente nulla.

Ma ad un certo punto questo paese avrà bisogno di una vera leadership e di soluzioni reali.

Allora, che cosa ne pensate?

Pensate che, all'orizzonte, ci sia qualche speranza per questo paese?

Fonte: The Economic Collapse 5 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

domenica 4 dicembre 2011

La siccità a Firenze e provincia è provocata da forze criminali

di Oronzo Canà
ilcielosufirenze

chemtrailsAnche oggi 28 novembre 2011 alle prime luci del mattino abbiamo potuto constatare, almeno in Mugello, come il cielo fosse coperto di nuvoloni a quota relativamente bassa che promettevano pioggia. Promettevano appunto, ma passata non più di un’ora, dissipati o quasi i nuvoloni, abbiamo scoperto che il fronte nuovoloso era sovrastato da una griglia di scie rilasciate da aerei che si incrociavano nei modi più svariati.

Riteniamo che almeno su Firenze e provincia sia in atto da mesi un’azione deliberata a creare una situazione di preoccupante siccità da parte di chi ha il controllo di fatto dei nostri cieli nazionali. Non è possibile, con i vari passaggi nuvolosi che ci sono stati negli ultimi mesi, che il risultato in termini di precipitazioni sia prossimo allo zero. L’arrivo dell’inverno, con tutta probabilità, non potrà che peggiorare la situazione già molto preoccupante a Firenze e provincia e in altre parti della regione.

Ma cosa sta succedendo?

Da alcuni anni ci preoccupiamo di informare su quanto di strano sta succedendo sopra le nostre teste. Il fenomeno è meglio noto al pubblico come scie chimiche ed è oggetto di denunce in molte parti del mondo. Negli anni, solo limitandosi all’Italia, molte sono state le denunce, gli esposti, le interrogazioni parlamentari che chiedevano informazioni agli organi competenti in materia e in generale alle istituzioni. Risposte? Praticamente zero.

Se non vogliamo aprire gli occhi sul fatto che ormai tecnologicamnte si dispone dei mezzi per condizionare il tempo meteorologico e che questi mezzi vengono impiegati regolarmente, un giorno sarà troppo tardi per rivendicare la legittimità a gestire il nostro spazio aereo nazionale, spazio che di fatto oggi non è più in mano allo stato nazionale, così come lo intendiamo costituzionalmente.

A questo punto serve a poco continuare a rivolgersi speranzosi a istituzioni inquinate da responsabili conniventi o ricattabili, o anche peggio, sordi a qualsiasi ragione. Allora ci rivolgiamo veramente a tutti coloro che hanno a cuore la libertà e la sovranità nazionale perchè si ribellino a questa vera e propria sottrazione degli spazi aerei nazionali. Perchè si ribellino al fatto che poteri non ben identificabili, ma probabilmente riconducibili a chi è in grado di dominare economicamente e militarmente il pianeta, usino queste tecnologie per condizionare sempre più la vita e la libertà di ognuno di noi, riversando in atmosfera sostanze che oltre a condizionare il tempo e il clima, hanno e avranno effetti collaterali dannosi sul nostro organismo, sulla flora e sulla fauna.

Pensiamo che oggi il nostro paese, come altri, subisca oltre al ricatto, ormai palese, della finanza e della politica internazionale, che richiederà sacrifici sempre più pesanti, un ricatto più subdolo e nascosto, di cui sono oggetto e strumento i nostri governanti,  da parte di quegli stessi interessi elitari che controllano queste vere e proprie armi in grado di scatenare eventi atmosferici eccezionali. Siccità e bombe d’acqua sono in molti casi facce della stessa medaglia, e sono in molti casi fenomeni non naturali, ma riconducibili all’operazione di geoingegneria internazionale, meglio conosciuta col nome di scie chimiche.

Pensiamo inoltre che la pletora di parole che si spendono sui media sugli effetti del riscaldamento globale, non sia che un paravento per queste operazioni e un tentativo per legittimare, come già successo in paesi come la Germania, l’operazione scie chimiche, operazione che oggi i Governi, sotto ricatto, negano. Non è la natura il nostro nemico, come vogliono farci credere quando sentiamo ai telegiornali frasi come “scuole violentate dal fango”, “persone uccise dalle precipitazioni atmosferiche”, ecc. Non siamo noi, piccoli abitanti di questo pianeta, il nemico su cui vogliono scaricare la responsabilità del disastro climatico mondiale. Il nostro nemico, oggi, è chi vuole conquistare una nuova frontiera: dominare i cieli fino a condizionare e “regolare” gli eventi atmosferici, per scopi miltari ed economici.

Ci appelliamo a chi ricopre ruoli di responsabilità a qualsiasi livello, a chi ha informazioni riservate in materia di operazioni clandestine di aerosol atmosferico (militari, politici, ecc.) perchè si metta una mano sulla coscienza e fornisca in qualsiasi modo informazioni in materia.

Ci appelliamo ancora una volta a chi ci governa a livello locale e nazionale perchè prendano seriamente in considerazione la questione, invece di rimpallarsi responsabilità. Ci appelliamo a chi, come gli agricoltori e le varie associazioni di riferimento, si misura ogni giorno con i risultati di queste operazioni, vedendo sempre più rovinato e condizionato il proprio lavoro, con danni pesanti per l’ambiente e l’agricoltura. Ci rivolgiamo ai medici che ogni giorno devono trattare patologie di cui non si spiegano l’origine. Aprite gli occhi per favore.

COMITATO STOP SCIE FIRENZE

Fonte: ilcielosufirenze 1 Dicembre 2011

L'occupazione militare dell'America da parte dei traditori al servizio dei banchieri

di Saman Mohammadi
The Excavator

military occupation "Se la Tirannia e l'Oppressione verranno in questa terra, sarà in veste di lotta contro un nemico straniero". - James Madison.

"Le istituzioni militari cresciute a dismisura sotto qualsiasi forma di governo sono nefaste per la libertà, e devono essere considerate come particolarmente ostili alla libertà repubblicana". - George Washington.

"Nei consigli di governo, dobbiamo vigilare contro l'acquisizione di influenza indebita, palese o occulta, da parte del complesso militare-industriale. La possibilità di una crescita disastrosa di potere fuori luogo esiste e persisterà". - Dwight D. Eisenhower.

Non dite che l'America non è stata avvertita.

Come Alex Jones ha detto per tutto il decennio, nel suo eroico programma radiofonico, l'occupazione militare dell'Iraq e dell'Afghanistan sono state un test per quello che sta arrivando: l'occupazione militare dell'America.

I droni, le truppe addestrate alla battaglia, i gadget high-tech, i mercenari dal grilletto facile, verranno utilizzati tutti contro il popolo americano. Fattorie, case, famiglie, sogni, saranno tutti distrutti. I dirigenti finanziari predoni non prenderanno prigionieri vivi.

I bankster di Washington e Londra hanno saccheggiato l'America per un secolo e hanno fatto il lavaggio del cervello ai loro eccezionali militari per saccheggiare e bruciare il resto del mondo. Ora è giunto il momento di incenerire l'America. Vogliono che l'America sia consumata dal fuoco dell'inferno.

E i bankster, per bruciare l'America,  prevedono di utilizzare lo stesso esercito che ha bruciato Germania, Giappone, Corea, Vietnam, Iraq, e molte altre nazioni che si opponevano ai bankster Occidentali malati e satanici.

Tutte le nazioni che si sono trovate sulla loro strada segreta verso il governo mondiale sono state sacrificate e conquistate dai bankster. In questo decennio, l'America deve essere sacrificata perchè il loro governo mondiale cleptocratico possa uscire finalmente dalle ombre della storia.

Il grande complotto per distruggere l'America non può più essere liquidato e ridicolizzato come una teoria della cospirazione ideata da fanatici paranoici. Il tempo ha dimostrato che i "teorici della cospirazione" e i "truthers" avevano ragione.

Gli psicopatici bankster globali e i loro mercenari politici a Washington stanno rendendo chiaro a tutti quelli che riescono a vedere che vogliono che  l'America crolli e muoia. Se faranno a modo loro il popolo americano sarà occupato militarmente, sparato da teppisti che hanno subìto il lavaggio del cervello, illegalmente imprigionati, torturati, molestati ai posti di blocco, subiranno irruzione a mano armata, saranno umiliati, spogliati della loro libertà e dignità, e massacrati.

Giovedi 1 dicembre, i traditori al Senato hanno fatto avanzare il complotto per distruggere l'America approvando la controversa Legge per l'Autorizzazione alla Difesa Nazionale con un voto di 93 a 7. Il Senato ha dato all'esercito americano il potere dittatoriale di "detenere indefinitamente un cittadino americano senza alcuna accusa, nessun processo e nessuna supervisione di sorta."

Il passaggio del disegno di legge NDAA e altre leggi simili dimostra che il perfido Senato vuole che la maggior parte delle truppe lascino l'Iraq e l'Afghanistan in modo che possano essere usate per occupare l'America mentre si avvicina ad un collasso economico progettato.

Quindi fatevi da parte iracheni e afghani, gli americani vi rimpiazzeranno come gli insorti e terroristi più letali del pianeta. Sembra folle? Ebbene, l'America e il mondo è tenuto in ostaggio dai bankster criminali di Wall Street e dai terroristi di stato psicopatici di Washington e Israele, così può succedere di tutto.

Ricordate Waco. Ricordate l'11/9. Gli americani non significano nulla per i traditori globalisti di Washington. Un altro attacco terroristico false flag in America è un dato di fatto. I maniaci in carica a Washington sacrificheranno e distruggeranno le persone di tutte le terre e tutte le culture.

La guerra illegale e illegittima contro il terrorismo sarà sempre più combattuta sul suolo americano, dove è iniziata l'11 settembre 2001, quando i terroristi ombra della CIA e del Mossad hanno ucciso 3000 americani a sangue freddo.

I terroristi ombra della CIA e del Mossad non solo stanno conducendo la guerra contro l'Iraq, Afghanistan, Siria, Iran e Pakistan, stanno conducendo anche la guerra contro l'America e la libertà occidentale.

Parlando ad Alex Jones, il 1° dicembre, Stewart Rhodes, il fondatore di Oath Keepers, ha detto :

"Dobbiamo essere preparati al peggio, e questo significa  guerra asimmetrica come hanno dovuto combattere i nostri padri fondatori nella campagna del sud. Francis Marion, la volpe della palude, gli Overmountain Men che sconfissero i lealisti a Kings Mountain. Tutto questo è un esempio di ciò che dovrà essere fatto. E questo paese sarà come l'Afghanistan. Non sto dicendo che sto cercando di paragonare gli americani ai talebani o qualcosa di simile, ma il punto è che vedrete una resistenza come quella. Vedrete quel tipo di resistenza dura negli Stati Uniti, ma la mia speranza e preghiera è che possiate evitarlo avendo abbastanza militari e polizia semplicemente dalla parte di quello che è giusto. Dalla parte della Costituzione. Dalla parte del Bill of Rights. Dalla parte della Dichiarazione di Indipendenza. E fare ciò che è giusto".

Rhodes ha aggiunto:

"Se hanno intenzione di trattare il popolo americano, come una popolazione civile occupata, conquistata, come l'Iraq o l'Afghanistan, allora il popolo americano li tratterà come occupanti".

Nessuno può prevedere come giocheranno gli eventi futuri. Ma se il popolo vietnamita e il popolo iracheno sono stati in grado di sopportare le capacità onnipotenti della macchina da guerra americana e vivere per combattere un altro giorno, puo fare così anche il popolo americano.

La lotta per la libertà dalla tirannia non è solo una lotta americana, ma una lotta globale. Ovunque le persone sono sotto attacco da parte dei governi totalitari e delle banche e imprese criminali che traggono profitto da loro. Come implica il linguaggio della legge del Senato NDAA, il mondo intero è un campo di battaglia. I combattenti per la libertà sono etichettati come terroristi e uccisi senza un giusto processo.

Tutti abbiamo bisogno di rifiutare l'idea di "battaglia globale", e affermare i nostri diritti individuali. La fiamma della libertà nel mondo occidentale non deve essere soffocata dagli sbruffoni al governo che inventano nemici per spaventare le persone e rapinare i paesi del loro sacro onore.

Spetta alla nostra generazione l'onore di custodire e preservare la libertà. Dobbiamo essere intelligenti, coraggiosi e resistenti. Non abbiamo tutte le risposte, ma ci rendiamo conto che seguire ciecamente la strada della tirannia globale sarà un tradimento dei nostri valori, dei nostri antenati, e delle generazioni future di esseri umani.

Gli ostacoli che abbiamo di fronte sono meno duri rispetto agli ostacoli che George Washington e i combattenti per la libertà americana affrontarono nel 1776. Noi "teorici della cospirazione" possiamo avere alleati nella stampa, nel governo e nelle forze militari che non conosciamo, e che parleranno per la libertà e la giustizia al momento giusto.

Quando verrà quel momento? Prima di quanto ci rendiamo conto.

L'occupazione militare dell'America illustrerà a tutti che l'America è una colonia occupata da bankster criminali, non un impero. Fino ad oggi, l'America è stata mentalmente e finanziariamente occupata dalla stampa mainstream corporativa e dalla Federal Reserve, ma non passerà molto tempo prima che sia fisicamente occupata dai militari dirottati.

L'occupazione è quella della Legge Marziale e dello Stato di emergenza perpetua. La polizia e i militari non sono stati addestrati a difendere la "patria", ma a violentare e distruggere l'America.

Quando la realtà che l'America è occupata da bankster criminali e traditori a due facce sarà riconosciuta dalla maggioranza del popolo americano e dal mondo, i "terroristi", i "teorici della cospirazione" e gli "estremisti nazionali" saranno visibili per quello che veramente sono: i difensori giusti della verità, della libertà, della giustizia e dello Stato di diritto.

Se, o meno, la verità, la libertà della giustizia e lo Stato di diritto sopravviveranno nel 21° secolo dipende da che tipo di uomini e donne siamo. Siamo uomini e donne che adorano lo Stato totalitario, o Dio? Siamo uomini e donne che guardano con disperazione e non parlano quando gli altri esseri umani vengono premeditatamente uccisi dai terroristi di governo? Siamo uomini e donne che pensano che sia divertente e bello mettere in ridicolo le persone che hanno idee diverse sugli eventi del mondo, la storia e la realtà? Siamo bambocci superficiali che pensano e si comportano come pecore o siamo qualcosa di più?

Credo che siamo qualcosa di più. L'umanità è capace di grandezza. Credo che nobili leader  in America e in Occidente si alzeranno per sfidare la corruzione dei governi occidentali, delle banche, delle corporazioni  e della stampa. Ron Paul è un esempio di  leader nobile. La storia americana è piena di grandi leader che sono apparsi ai margini di una crisi nazionale e hanno risposto alla chiamata.

Il presidente John F. Kennedy, il cavaliere martire della libertà, ha detto nel discorso di "Città sulla collina":

"A coloro ai quali molto è stato dato, molto viene richiesto. E quando in futuro l'alta corte della storia si siederà in giudizio per ognuno di noi - registrando se nel nostro breve arco di servizio abbiamo soddisfatto le nostre responsabilità verso lo stato - il nostro successo o il fallimento, in qualunque carica noi possiamo ricoprire, sarà misurato dalle risposte a quattro domande:

In primo luogo, siamo stati veramente uomini di coraggio - il coraggio di resistere ai nemici - e il coraggio di alzarsi in piedi, quando necessario, per i nostri amici - il coraggio di resistere alla pressione dell'opinione pubblica, così come all'avidità privata?

In secondo luogo, siamo stati veramente uomini di giudizio - con il giudizio del discernimento del futuro e del passato - dei nostri errori e degli errori degli altri - con abbastanza saggezza per riconoscere che non sapevamo, e abbastanza candore per ammetterlo?

In terzo luogo, siamo stati veramente uomini di integrità - uomini che mai hanno abbandonato i principi nei quali credevano o le persone che credevano in loro - gli uomini che hanno creduto in noi - uomini che né lucro né ambizione politica potrebbero mai distogliere dal compimento del nostro sacro compito?

Infine, siamo stati veramente uomini di dedizione - con un onore non vincolato ad alcun singolo individuo o gruppo, e non compromesso da alcun obbligo o scopo privato, ma dedicato esclusivamente al servizio del bene pubblico e dell'interesse nazionale"?

L'assassinio di JFK ha dimostrato che nessuno è al sicuro negli Stati Uniti, dalla brutalità e dalla cattiveria dei banchieri che hanno dirottato il governo degli Stati Uniti e dei traditori che lo servono.

Gli attacchi dell'11/9 hanno dimostrato che il popolo americano e la gente di tutto il mondo sono tenuti in ostaggio dai governi di Washington e Tel Aviv.

L'omicidio di massa di individui innocenti l'11/9 e il  7/7 ha messo in luce la realtà che noi tutti siamo destinati alla morte per mano dei terroristi criminali al potere - anche le persone all'interno del templi più alti della civiltà moderna.

Entrambi gli attacchi terroristici sono anche stati il simbolo che l'America e l'Occidente sono già sotto l'occupazione.

Fonte: The Excavator 3 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com