lunedì 19 marzo 2012

Ingannati! Derivati Italia fallimentari: non paghiamo per debito pubblico

Lo Stato ha pagato un debito con una banca americana, per contratti derivati sottoscritti 18 anni fa, con i soldi che noi italiani abbiamo versato credendo che venissero usati per il risanamento del debito pubblico.

Investire Oggi

morgan-stanley-280x167E’ la notizia bomba di questi giorni, eppure se ne parla dal 3 gennaio scorso, quando il Governo Monti pagò alla Morgan Stanley circa 2 miliardi e mezzo di euro.

Il Governo ha pagato questo suo debito, onorando la parola data, in un momento in cui l’Italia, questo ci è stato detto, aveva bisogno di essere ben vista dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

L’Italia 18 anni fa, nel 1994, aveva sottoscritto un contratto derivato con la Morgan Stanley, di cui quest’ultima ha chiesto la chiusura della posizione.

Un derivato è un contratto che si basa sul valore di mercato del bene a cui si riferisce, valore che può quindi diminuire o aumentare in base alle oscillazioni di mercato.

Vandana Shiva ai giovani italiani: occupate la terra così come occupate le piazze!

Terra Nuova

Un’intervista rilasciata da Vandana Shiva sul pericolo dell'alienazione delle terre pubbliche programmata dal governo Monti. I governi hanno fallito nel loro ruolo, la terra è l'unica salvezza, e va messa in mano a chi la coltiva

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L'accesso alla terra è sempre più difficile, perché la terra fa gola agli speculatori e ai palazzinari. Lo Stato italiano, per esigenze di cassa, ha pensato bene di mettere in vendita i terreni demaniali, non solo quelli su cui ha un effettivo diritto di proprietà, ma anche quelli su cui insistono i secolari diritti degli "usi civici". Ci stiamo letteralmente scavando il terreno da sotto i piedi, perché senza terra non c'è futuro. Sul portale di Navdanya International si è affrontato l'argomento con un intervista a Vandana Shiva, la nota scienziata ed attivista indiana, che insiste su un argomento: i governi hanno fallito il loro compito di rispondere ai bisogni della popolazione. La Terra è l'unico luogo dove tornare. Pubblichiamo per intero l'intervista:

"La terra sostiene la nostra vita sulla Terra, e la Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri, per lei tutti i figli sono uguali.

Obama: tra i presidenti più fedeli a Israele

Di Eleonora Vio
Nena-News

Le presidenziali americane si avvicinano e il presidente degli Stati Uniti non vuole farsi trovare impreparato. Obama stringe a sé il partner israeliano e accantona le tante promesse che hanno fatto di lui un’icona globale.

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Roma, 19 Marzo 2012, Nena News – Il primo presidente degli Stati Uniti di colore e dalla composita genealogia. Premio Nobel per la Pace, non tanto per i risultati ottenuti a pochi mesi dalla scalata al potere, ma per l’aura di cambiamento e rivoluzione insiti nella sua persona. Il portatore di un messaggio globale di pace e tolleranza in un momento dai pesanti squilibri tra comunità vissute come distanti e ostili.

Così Barack Obama era visto agli esordi della sua carriera da presidente. Il solo guardarlo e sentirlo parlare faceva sperare in un futuro migliore e in molti, in quanto vittime dirette o indirette della crisi economica o delle frazioni tra Est e Ovest tramutatisi in un testa-a-testa di natura religiosa, hanno sussurrato almeno una volta il catartico slogan “Yes, we can”.

domenica 18 marzo 2012

George Clooney chiede ai guerrafondai 'umanitari' di salvare il Sudan

Aaron Dykes
Prison Planet

Abbiamo a che fare con l'epoca della guerra in nome della pace. La Dottrina della Responsabilità di Proteggere (discussa di seguito) è un deliberato appello alla  guerra preventiva. Questo problema è stato attentamente creato dalle stesse persone maggiormente responsabili per la guerra in Libia, che ha contribuito a mettere al Qaeda al potere e ha portato ad un genocidio dei neri e alla pulizia etnica. E' ora che ci rendiamo conto dell'agenda nascosta dietro le crisi "umanitarie"  orchestrate ad arte.

Samantha Power, aiutante di Obama, ha sollecitato un'azione in Libia
I ribelli libici accusati di "pulizia etnica" Genocidio Nero
Libia: l'Occidente e al-Qaeda dalla stessa parte
Ron Paul ha detto che la no-fly zone sulla Libia è un 'atto di guerra'

L'attore George Clooney presta il suo volto celebre per mettere in luce la crisi in Sudan, aggiungendo un’altra copertura alle richieste "umanitarie" per un intervento in Africa, in coincidenza con l'esperimento sociale KONY 2012 per inviare le truppe in Uganda. Clooney ha appena finito di mettere in scena un arresto davanti all'ambasciata sudanese.

Guardando dietro questa propaganda strappalacrime, è estremamente significativo che il compagno di corsa di Clooney in questa missione sudanese è John Prendergast, che non è solo un "attivista per i diritti umani", come capo della ONG Enough Project, ma è anche un ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Dipartimento di Stato. E’ stato assistente dell'attuale ambasciatore alle Nazioni Unite Susan Rice, compagno di letto dell'attuale 'addetta ai diritti umani' del National Security Council  Samantha Power e membro dell' International Crisis Group, guidato da George Soros e Zbigniew Brzezinski.

sabato 17 marzo 2012

I globalisti staccano la spina a Kony 2012 con una fretta spettacolare

La devastazione dell'Africa procederà ancora come previsto

di Tony Cartalucci
Land Destroyer Report

Durante la scorsa settimana, mentre Invisible Children e i suoi sponsor aziendali eseguivano un disperato controllo del danno, hanno iniziato ad emergere e diffondersi i legami tra la presunta "associazione benefica"e il Dipartimento di Stato americano, lo speculatore di Wall Street George Soros e il suo Open Society Institute, e una miriade di fondazioni finanziate dalle corporazioni, con la stessa rapidità con cui il loro documentario Kony 2012 è diventato famoso.

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Foto: (
via Infowars) Una rappresentazione visiva dei veri sostenitori e ideatori di Invisible Children. Si libereranno volentieri del loro gruppo di facciata in nome dell'autoconservazione e ne usciranno in maniera pulita.

venerdì 16 marzo 2012

Un testimone: in Siria i responsabili delle atrocità sono gli oppositori armati

di Silvia Cattori
clarissa.it

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L’ingegnere di cui abbiamo raccolto la testimonianza viveva nella città di Homs fino a che, nel giugno 2011, terrorizzato dagli orrori commessi dagli estremisti sunniti nel suo quartiere, è fuggito dalla città con la famiglia per rifugiarsi presso i genitori in un villaggio vicino (*). Le sue affermazioni in questa intervista con Silvia Cattori contraddicono tutti i resoconti comparsi sui nostri principali media. Ci viene svelato come crimini efferati siano stati commessi dagli estremisti sunniti e non, come questi ultimi affermano, dall’esercito governativo.

La città di Homs, il quartiere di Baba Amro, sono stati oggetto di numerosi reportage di giornalisti entrati illegalmente in Siria, «nel cuore dell’esercito siriano libero» [1]. Vorremmo conoscere il vostro punto di vista su quanto è accaduto a Homs da un anno a questa parte.

Sono originario di Homs. Vivevo nel quartiere di Bab Sebaa. A metà aprile del 2011, gruppi di persone hanno cominciato a riunirsi pacificamente nel centro di Homs, sulla via Al-Kowatly, per chiedere riforme. Ben presto, però, la gente ha cominciato a sospettare di queste manifestazioni, c’era qualcosa di strano, di poco chiaro: taluni avevano comportamenti provocatori, estranei al sentire comune del nostro paese, ad esempio lanciavano slogan che incitavano alla Jihad. Molto rapidamente tutte le persone che conoscevo hanno smesso di manifestare, non si sentivano più a loro agio e concordi con questo genere di proteste del venerdì, all’uscita dalle moschee.

Il ministro dell’ambiente Clini vuole gli OGM!

Voci Dalla Strada

Clini apre agli OGM, la replica delle associazioni. “In Italia bisogna aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell'ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm”. In un'intervista al Corriere della Sera, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini si dichiara favorevole ad un'apertura nei confronti degli organismi geneticamente modificati.

Secondo le dichiarazioni del ministro, senza l'ingegneria genetica l'Italia non avrebbe oggi alcuni dei suoi prodotti più tipici (tra cui il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco), “ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi”. La chiusura bipartisan dell'Italia in tema di OGM avrebbe ostacolato, a detta del ministro, la ricerca sull'ingegneria genetica applicata all'agricoltura, alla farmaceutica e al settore energetico.

MES: La nuova dittatura europea permanente

Se vuoi fare qualcosa per prevenire la dittatura del MES:
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Joseph Stiglitz rivela i nomi della cupola finanziaria internazionale. Si chiama I.S.D.A. e la sede centrale è a Londra…..

di Sergio Di Cori Modigliani
Libero pensiero: la case degli italiani esuli in patria

isdaChi ha incontrato Mario Monti, a New York, quindici giorni fa, di talmente importante, da fare in modo che nessun giornalista, curioso, (e tantomeno bloggers indipendenti) potessero sostenere di averli visti insieme?

In teoria, la persona più importante che lui ha visto in Usa è stato Barack Obama. Dopotutto si tratta del comandante in capo del più potente esercito mai esistito.

Macché.

Se Monti è un semplice ragioniere, Obama è, diciamo così, un solidissimo direttore generale. Poi ci sono altri, nei piani alti.

Il nostro baldo premier sembra che abbia incontrato un piccoletto anonimo, un signore di Singapore, totalmente sconosciuto ai più. Il suo lavoro ufficiale consiste nell’insegnare all’università di Toronto “pianificazione dei sistemi di telecomunicazione avanzata” nella facoltà di ingegneria elettronica. E’ un grande esperto (considerato tra i primi cinque esperti al mondo) in “gestione delle risorse energetiche europee e sue applicazioni economiche”. Vabbè che è un professore pure lui, e tra professori si capiscono. Ma non basta per incontrarlo.

L’anonimo piccoletto di Singapore ha anche un’altra curiosa particolarità. Che a noi ci interessa. Eccome se ci interessa!!!!!

giovedì 15 marzo 2012

Oltre «Kony 2012». Cosa succede davvero in Uganda

di Daniele Scalea
Fonte: geopolitica-rivista.org

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Kony 2012 è il titolo di una campagna lanciata dall’organizzazione Invisible Children Inc., per ora incentrata sull’omonimo video, di cerca mezz’ora, che ha avuto una diffusione virale in Internet, portandosi in pochissimi giorni (è stato pubblicato solo il 5 marzo) a quasi 100 milioni di visualizzazioni. La campagna mira a sostenere l’arresto di Joseph Kony, guerrigliero ugandese accusato di “crimini contro l’umanità” dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja (ICC).

L’idea della campagna è quella di stimolare gli sforzi internazionali per l’arresto di Kony divulgando il caso il più possibile. Fin qui nulla d’originale. Interessante è che la Invisible Children Inc. cerchi di mobilitare dei volontari perché, da un lato, facciano lobbying su alcune decine di personaggi famosi (politici e personalità dello spettacolo) per convincerli ad essere testimonial della campagna, e dall’altra perché acquistino un kit completo di manifesti, braccialetti ed altro materiale propagandistico.

In tal senso, balza subito agli occhi una cosa. La storia di Kony è raccontata frettolosamente ed in maniera tranciante, come quella d’un uomo brutale, senza ideali né sostenitori, che rapisce bambini per farli combattere al suo servizio. La spiegazione del motivo per cui molta gente (che presumibilmente prima di vedere il video neppure avrebbe saputo collocare l’Uganda sulla mappa) dovrebbe mobilitarsi per la campagna occupa solo una parte relativamente breve del video. Gran parte di esso è invece dedicato a decantare le lodi del potenziale di Internet, della mobilitazione dal basso, e a mostrare immagini di giovani e fotogenici attivisti intenti a diffondere la causa e i suoi gadget, decorati da loghi e simboli graficamente molto curati. I messaggi e le immagini rievocano gli eventi e l’interpretazione – a mio giudizio forzata, come ho argomentato altrove – della “Primavera Araba” come rivolta del “popolo di Facebook e Twitter“. E quello delle cosiddette “rivolte colorate”, che la capillare e professionale rete di organizzazioni “non governative” statunitensi è stata in grado di orchestrare in diversi paesi nel corso degli ultimi anni (Serbia, Georgia, Ucraina).

I ministri banchieri delle Grandi Opere

Antonio Mazzeo blog

arton35180-66cd0Tagli draconiani a pensioni e stipendi, annunci di “massimo rigore” nella spesa pubblica, ma il nuovo governo non sembra intenzionato ad abbandonare il modello delle Grandi Opere di Berlusconi & soci. Il primo appuntamento del nuovo CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha autorizzato il finanziamento di 4,8 miliardi di euro per il rilancio dei cantieri di alcune delle più controverse infrastrutture programmate dai precedenti esecutivi. Tra esse spiccano il secondo lotto della linea ferroviaria ad alta velocità Genova-Tortona (il cosiddetto “Terzo valico”, 1,1 miliardi); la tratta Av Treviglio-Brescia (919 milioni); il Mose di Venezia (600 milioni). Opere che trasferiscono ancora una volta ingenti risorse pubbliche a favore della ristretta cricca di società di costruzioni e istituti bancari nazionali. Con gli immancabili conflitti d’interesse che però non sembrano turbare l’unanimismo pro-Monti di forze politiche e media.

“Quindici miliardi per le infrastrutture e lo sviluppo. È il nostro modo di essere banca”, recitava l’inserzione pubblicata qualche tempo fa nelle maggiori testate nazionali da Intesa Sanpaolo, il grande gruppo bancario di cui è stato amministratore delegato il neo-superministro dell’Economia, delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, nonché vicepresidente del consiglio di sorveglianza, la responsabile al Welfare Elsa Fornero. “Tanti progetti avviati anche grazie a BIIS, la banca del nostro Gruppo dedicata alle infrastrutture, l’innovazione e lo Sviluppo”, chiariva la manchette.

mercoledì 14 marzo 2012

TAV in Val di Susa, per trasportare cosa?

di Marco Cedolin
Il Corrosivo

attenti al tavNegli ultimi mesi i problemi relativi alla contestazione popolare contro la costruzione del TAV in Val di Susa sono tornati prepotentemente a riempire le prime pagine dei giornali, ma purtroppo larga parte degli italiani possiede solo informazioni parcellari intorno all'argomento ed è facile fare confusione.

Innanzitutto dove si trova questa Val di Susa, strapiena di black blok ed estremisti che odiano il progresso e vogliono l'isolamento dell'Italia intera?

La Valle di Susa si trova nella parte ovest del Piemonte, in provincia di Torino e le sue ultime propaggini si fondono senza soluzione di continuità con i paesi dell’hinterland occidentale del capoluogo piemontese.

Essa rappresenta un importante sbocco verso la Francia, alla quale è collegata attraverso l’autostrada A32 e la tratta Ferroviaria Internazionale Torino – Modane che negli ultimi 10 anni è stata oggetto di un pesante e costoso riammodernamento dell'infrastruttura.

Afghanistan: fallito attentato a Leon Panetta

di  Redazione Contropiano

panettaVolato in Afghanistan per cercare di riprendere la situazione sotto controllo dopo la strage di innocenti compiuta nei giorni scorsi da una banda di marines, il ministro della Difesa di Washington Leon Panetta è stato preso di mira da un attentato, fallito.

Dopo la strage di Kandahar in cui un gruppo di Marines ha assassinato 16 civili afghani, per lo più donne e bambini, i talebani alzano il tiro, legittimati da una ondata di sgomento e rabbia del popolo afghano contro gli incessanti e sempre più gravi crimini degli eserciti occupanti. Proprio per cercare di riprendere in mano la situazione nel paese occupato questa mattina il ministro della Difesa di Washington, Leon Panetta, aveva annunciato una visita a sorpresa nel paese. Ma è stato accolto nientemeno che da un attentato nella blindatissima base militare britannica di Camp Bastion, nella a provincia di Helmand.

Sprofondo Italia

di il Pasquino
Reset Italia

sprofondo

Quando si colpiscono le persone più deboli, quelle che non hanno voce, che non hanno la possibilità di ribellarsi…allora si è raggiunto il fondo…

Disabili che manifestano a Roma, ospedali psichiatrici al collasso.

La faccia nascosta di un paese che sta uccidendo i più deboli.

Solo rari servizi in televisione…pochi accenni, se non nessuno, sui quotidiani.

Persone, vite abbandonate.

Visi che forse non ricorderemo…sensibilità e valori che stiamo perdendo.

La spocchia di quei personaggi che occupano gli schermi…lo scherno e l’offesa nei confronti dei più deboli (…sfigati…), la rivendicazione vanagloriosa dei loro indegni e ingiusti guadagni, le urla a difesa dei loro inaccettabili e illegali privilegi.

Siamo al fondo…dopo che già da tempo scavavamo…

martedì 13 marzo 2012

Sopravvivenza dei non adatti

Informare per Resistere

Nota di IxR: Ringraziamo David Carli per la traduzione

flyvbjerg-tablesHo tradotto questa parte di saggio, suggerita da Informarexresistere, poichè è una buona lettura per tutto ciò che riguarda il mondo della gestione delle grandi opere. Mai come oggi è indicato prendere una posizione riguardo a ciò che accade attorno a noi, e spero tramite il mio piccolo sforzo sempre più persone possano documentarsi ed iniziare a parlare di ciò che ci circonda.

P.S. Trattando di argomenti economici e/o comunque molto specifici, ci sono alcuni passaggi abbastanza difficili, dove possibile ho cercato di mantenere una traduzione il più vicino possibile all’originale, in altre occasioni sono stato costretto a rielaborare i concetti in un italiano quantomeno accettabile. In ogni caso l’obbiettivo è stato mantenere i concetti originaririgorosamente inalterati.

David Carli

Oxford Review of Economic Policy, Volume 25, Number 3, 2009, pp.344–367

Sopravvivenza dei non adatti: perché vengono costruite le peggiori infrastrutture e ciò che possiamo fare al riguardo

- Bent Flyvbjerg* -

L’articolo descrive prima le caratteristiche dei grandi progetti infrastrutturali, in secondo luogo, documenta un argomento molto trascurato in economia: che le stime antecedenti ai lavori, di costi e benefici, sono spesso molto diverse da quelle a posteriori.

Per i grandi progetti infrastrutturali le conseguenze sono superamenti dei costi, carenze di benefici, e la sottovalutazione sistematica dei rischi. In terzo luogo, le implicazioni per l’analisi dei costi-benefici per i grandi progetti infrastrutturali, rendono tali analisi non attendibili. In quarto luogo, l’articolo svela le cause di questo stato di cose in termini di incentivi per versi che incoraggiano i promotori a sottostimare i costi e a sovrastimare i benefici dei progetti che generano profitto. Mai progetti che sono fatti per stimare meglio i costi in fase di stesura, sono i progetti che considerano il possibile sforamento dei costi e carenze di benefici.

L’articolo descrive questa situazione come ‘sopravvivenza dei non adatti’. In quinto luogo, l’articolo si propone di spiegare come il problema può essere risolto, al fine di arrivare a progetti più efficienti e più democratici, evitando gli scandali che spesso accompagnano gli investimenti infrastrutturali. Infine, l’articolo individua le tendenze attuali nello sviluppo di grandi infrastrutture. Si sostiene che un rapidoaumento degli incentivi alla spesa, in combinazione con maggiori investimenti nelle economie emergenti, combinata con una maggiore spesa per le tecnologie informatiche stiano catapultando gli investimenti nelle infrastrutture dalla padella nella brace.

Parole chiave:infrastrutture, il superamento dei costi, carenze di beneficenza, analisi costi-benefici, distorsione ottimismo, problemi di agenzia, classe di riferimento previsione classificazione JEL:H43 e H54, R42

I. Introduzione

A metà del 2008, The Economist ha dichiarato che la spesa corrente per le infrastrutture è stato’il più grande boom di investimenti nella storia’ (The Economist, 7 giugno 2008, p. 80). La spesaè stata la più grande, in percentuale al PIL mondiale, come mai prima. Quando la crisi fiscale siè aggravata ed è diventata globale, durante l’autunno inverno del 2008-9, questo avrebbe potutoarrestare il boom delle infrastrutture, a causa di banche e fondi di capitale che hannoradicalmente ridotto il loro credito. Ma sembra essere accaduto l’opposto.

*Business School, University of Oxford, e-mail: bent.flyvbjerg @ sbs.ox.ac.uk parte della ricerca di questo lavoro è statoeseguito mentre l’autore era professore alla Università di Aalborg, Danimarca e la Delft University of Technology, Paesi Bassi . doi: 10.1093/oxrep/grp024 C L’Autore 2009. Pubblicato dalla Oxford University Press. Per le autorizzazioni di inviare una e-mail: journals.permissions @ oxfordjournals.org

continua qui : http://www.scribd.com/doc/84347041/Sopravvivenza-dei-non-adatti

link al documento originale:
http://www.scribd.com/doc/80225125/Survival-of-the-un%EF%AC%81ttest-why-the-worst-infrastructure-gets-built%E2%80%94and-what-we-can-do-about-it

Tratto da: Sopravvivenza dei non adatti | Informare per Resistere 11 Marzo 2011