di Paolo Cardenà
Vincitori e Vinti

Al di la degli entusiasmi di facciata che giungono dai politici europei per la nuova (ma scarsa) liquidità che verrà messa a disposizione del fondo salva stati (ESM), la situazione europea appare sempre più critica. I toni compiacenti usati, in realtà, celano, per l’ennesima volta, il fallimento della nomenclatura politica europea, incapace, di porre rimedio ad una crisi che va, via via, aggravandosi.
Il mercato, nell’intero panorama mondiale, e soprattutto nel contesto europeo, sembra essere sempre meno in grado di generare crescita economica e gli attacchi speculativi condotti nei mesi scorsi contro i paesi alle prese con le difficoltà finanziarie più gravi, non hanno fatto altro che stimolare politiche di rigore e strette fiscali che stanno rafforzando le tendenze recessive. Tuttavia, qualsiasi timido tentativo di risoluzione della crisi del debito e di lotta contro il contagio ad altri Stati si rivelerà vano poiché, in tale contesto, si segnala solamente l’assenza di scelte politiche definitivamente risolutorie e di contestuali importanti provvedimenti volti a favorire la crescita nel breve termine.
Senza crescita economica, il riassorbimento del deficit e del debito pubblico si rivelerà impossibile. Al riguardo, in Europa e tanto più in Italia, le esportazioni sono del tutto insufficienti per compensare gli effetti negativi esercitati dalle politiche di rigore che si stanno sviluppando più o meno in tutti i paesi e che, comprimendo il reddito spendibile del sistema, contraggono i consumi e quindi la domanda interna alimentando gli effetti recessivi.