mercoledì 25 aprile 2012

La Grecia porta l'austerità al Tribunale dell’Aja

Monica Capo
LINKIESTA

parlamento-greciaÈ raro che i cittadini portino il loro governo in tribunale, ed è ancora più raro che sia un governo dell'Europa occidentale ad essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale dell'Aja.

Ma, è questo ciò che, come riporta la Bbc, un gruppo di cittadini greci sta facendo, e, le accuse sono durissime.

Si sostiene, infatti, che le misure di austerità introdotte dal governo della Grecia costituiscono un “genocidio” in tempo di pace e un “crimine contro l'umanità."

Un mix tossico di austerità e di recessione ha messo, infatti, la Grecia in ginocchio: l'economia del paese si sta contraendo per il quinto anno consecutivo e la disoccupazione è salita ad oltre il 20%. L'impatto sociale è netto, con il numero dei suicidi, secondo le stime, raddoppiati, la criminalità in costante crescita e, più di un quarto dei greci al di sotto della soglia di povertà.

USA: "Piani d'Emergenza" per uccidere la Democrazia

Voci dalla Strada

Hitler_manifesto_obamaC'è una notizia preoccupante che è passata del tutto inosservata sui media internazionali e che riguarda gli Stati Uniti d'America. Lo scorso 16 marzo il presidente Barak Obama ha firmato il "National Defense Resources Preparedness", un ordine esecutivo che gli consente di assumere il controllo assoluto delle risorse nazionali in caso di emergenza. L'Ordine Esecutivo si basa sulla legge Defense Production del 1950, come modificato (50 USC App. 2061 e segg.). In molti, fra le voci più indipendenti della stampa americana, vedono in questo atto del presidente il chiaro segnale di una guerra imminente. Decisioni del genere infatti, sono già state prese nel passato dai presidenti americani, ma solo nell'occasione di una guerra.

Di Andrea Degl'Innocenti
Il Cambiamento

Bastino i due esempi riportati da Kenneth Schortgen Jr in un articolo dell'Examiner: “Durante la Guerra Civile americana, l'allora presidente Abraham Lincoln sospese le libertà di parola e di stampa, revocò l’habeas corpus e il diritto a un processo giusto tutelato dal Sesto Emendamento. In occasione della Prima Guerra Mondiale il Congresso si rifiutò di dare al presidente Woodrow Wilson nuovi e più estesi poteri su risorse di vario tipo per collaborare con gli sforzi della guerra. Wilson, in risposta, emise un Ordine esecutivo che gli permise l’accesso a un controllo completo sugli affari, l’industria, il trasporto, l’alimentazione così come pure facoltà discrezionali per progettare e attuare politiche economiche”.

martedì 24 aprile 2012

Decollata da Brindisi la missione militare ONU in Siria

di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

syriaAl via in Siria la missione di supervisione delle Nazioni Unite (UNSMIS) per il “rispetto del cessate il fuoco tra le parti”, autorizzata il 21 aprile scorso dal Consiglio di Sicurezza (risoluzione n. 2042). A Damasco è giunto il primo team ONU composto da trenta “osservatori militari non armati” che verranno poi dislocati in una decina di località del paese. Da qui a 90 giorni, il numero degli “osservatori” crescerà a 300 unità, compresi “consiglieri politici ed esperti nel campo dei diritti umani, dell’informazione e della sicurezza pubblica”.

È questa una missione ad altissimo rischio: un suo fallimento potrebbe avere la conseguenza di aprire la strada ad un intervento militare internazionale per spodestare il regime Assad. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, non ha voluto attendere il voto del Consiglio di Sicurezza per lanciare l’intera operazione. Messosi in contatto con il governo italiano, ha ottenuto che dal 15 al 17 aprile, cinque velivoli C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa venissero impiegati per trasportare a Beirut una decina di autoveicoli blindati, “materiali e altri mezzi” stoccati presso il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC) ospitato presso il distaccamento di Brindisi dell’Aeronautica Militare. Tutto il materiale inviato è destinato agli “osservatori” ONU.

Quella brindisina è un’installazione poco nota al grande pubblico, tuttavia sta assumendo sempre più un ruolo chiave a livello internazionale. Oltre a fornire il supporto alle attività di peacekeeping dell’ONU, lo scalo viene utilizzato come base di “pronto intervento umanitario” del World Food Program, per l’invio di aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo colpita da un evento calamitoso. La base di Brindisi è inoltre impiegata dall’Agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere esterne (Frontex) per le operazioni di pattugliamento aereo dell’Adriatico, del Canale di Sicilia e dei confini tra Grecia e Albania.

Cristian Marrazzi: Il pareggio di Bilancio In Costituzione è l' anticamera del Nazismo.

Youtube

Cristian Marrazzi al Cinema Palazzo.

Nato nel 1951. Economista svizzero, docente universitario, politico.
Laurea in scienze politiche all'Università di Padova, corso di storia economica americana alla London School of Economics, dottorato in scienze economiche alla City University of London con una tesi su Moneta e squilibrio economico.

lunedì 23 aprile 2012

L’intollerabile eresia della sovranità nazionale

Informare per Resistere

Lameduck

YPF1-300x2251Eccola, Cristina Fernandez de Kirchner, la Presidenta eretica, mentre sta per pronunciare le parole che, alle  orecchie dei devoti della deità monetaria globalizzata, sono parse sonore bestemmie: nazionalizzazione, interesse nazionale e sovranità nazionale.

Attraverso la “legge sul recupero della sovranità nazionale sugli idrocarburi” proposta dal governo all’approvazione del Parlamento, lo stato argentino riacquisirà il 51% della Società YPF (attualmente di proprietà della spagnola Repsol). Di questo 51%, il 51% sarà controllato dallo stato centrale e il 49% dai governi delle provincie petrolifere argentine. Il 49% del patrimonio azionario di YPF rimarrà ai privati, nazionali o stranieri.

I motivi della nazionalizzazione del 51% di YPF decisa ora dal governo argentino – anche se Fernandez ha tenuto a ribadire che non si tratta di una decisione governativa ma statale, cercate di capire la sottile differenza, – sono molto semplici.

Ci libereremo

di Stefano D’Andrea
Appello al Popolo

liberty1Ci libereremo dai vincoli dell'unione europea, propagandati come libertà: di circolazione delle persone, dei capitali, dei servizi e delle merci.

Ci libereremo dall’imposizione della diabolica concorrenza, che non è sana competizione, la quale, tra l'altro, deve talvolta lasciare il campo ora alla cooperazione ora al monopolio.

Ci libereremo dalla fiducia nichilistica nel mercato e dalla diffidenza verso l'umanistica programmazione.

Ci libereremo dal credito al consumo.

Ci libereremo dalla televisione commerciale nazionale, dalla soggezione alla pubblicità e dal desiderio di essere consumatori suscitato dal grande capitale e dal legislatore ad esso asservito.

Ci libereremo dalla dipendenza dai “mercati", ossia dai grandi intermediari finanziari.

Ci libereremo dal dominio dell’industria chimica e farmaceutica.

Ci libereremo dalla falsa credenza che il passato non possa mai offrirci la soluzione e che quest’ultima o debba essere ricercata presso altri popoli o debba essere una novità.

Ci libereremo dalla depressione che spinge a considerare soltanto gli elementi negativi dei diversi periodi della nostra storia.

Ci libereremo dal provincialismo che induce il nostro Stato e la nostra comunità scientifica ad attribuire un maggior valore ad un articolo scientifico scritto in una lingua straniera o a una tesi di laurea redatta e discussa in lingua inglese.

Ci libereremo dalla basi militari straniere sul nostro territorio.

Ci libereremo dalla stima di cui godono mostriciattoli che vedono nella desiderata nostra liberazione un pericoloso sogno da piccola patria.

Ci libereremo.

Fonte: Appello al Popolo 22 Aprile 2012

domenica 22 aprile 2012

Mario Monti ci Spiega che i Suicidi sono Pochi

Marco Canestrari

Mario Monti ci spiega che i suicidi sono pochi. In televisione sentiamo dire che i disoccupati che si suicidano lo fanno perché sono troppo poco ottimisti, sentiamo dire che il posto fisso è noioso, che i sindacati devono capire che anche i posti statali dovranno licenziare, che i ticket verranno pagati anche dai disoccupati, ecc… Spesso queste provocazioni vengono ritrattate con un: “Sono stato frainteso”, oppure, “Mi sono spiegato male”, ma raggiungono lo stesso l’effetto voluto, quello cioè di alzare il polverone arrivando ad un numero enorme di persone abituandole pian piano a digerire nel tempo delle forzature enormi. La nostra economia non si basa su un attenta e ottimizzata gestione delle risorse, anzi, stiamo divorando le risorse della terra, solo per fare profitto. Per soldi stiamo schiacciando le libertà di molte persone. Per i soldi che ci servono a comprare oltre il necessario stiamo trascurando il nostro benessere, la nostra salute. I valori reali come il cibo, la salute, la libertà, la serenità mentale, gli affetti, vengono tutti messi da parte in nome del denaro e del profitto.

Chi specula sull'Italia? Bankamerica e Morgan Stanley guadagnano con i derivati di BTp e Bonos

Contro la Crisi

morgan-stanleyRidurre l'esposizione verso i Paesi periferici europei. Vendere i titoli del debito pubblico di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda è stata la missione delle principali banche americane sui mercati europei negli ultimi mesi. È quanto sta emergendo dai bilanci del primo trimestre dei colossi bancari statunitensi che stanno alzando il velo sulla loro operatività nei mesi più difficili per l'Europa quando persino l'esistenza dell'euro veniva messa in discussione.

Dal bilancio trimestrale di Morgan Stanley, ad esempio, emerge che nei primi tre mesi del 2012 l'istituto americano ha ridotto del 21% la sua esposizione verso i Paesi europei più indebitati portandola a 2,4 miliardi di dollari da 3,06 miliardi di gennaio, con una riduzione di 618 milioni di dollari. Una posizione che si è andata accentuando con il passare delle settimane dal momento che a fine dicembre l'esposizione netta verso i Paesi a rischio debito sovrano era di 6,44 miliardi di dollari di cui 4,9 miliardi di dollari soltanto verso l'Italia.

sabato 21 aprile 2012

La NATO prepara un nuovo ruolo per Sigonella

di Alessandro Lattanzio
Stato&Potenza

The-first-Block-40-Global-Hawk-unmanned-aircraft-300x245La NATO terrà il 20-21 maggio 2012, il suo 25.mo vertice nella città natale del presidente Obama, Chicago, negli Stati Uniti. Il vertice si concentrerà principalmente su tre temi principali: l’impegno dell’Alleanza in Afghanistan, durante e dopo la transizione, garantendo all’Alleanza una presenza nel territorio afgano; affrontare le sfide del 21° secolo; e il rafforzamento della rete dei partner della NATO in tutto il mondo.

In un periodo di austerità, la NATO inoltre cerca di garantirsi un migliore rapporto qualità-prezzo nella spesa per la difesa. Con la crisi finanziaria che minaccia i bilanci della difesa, la NATO spingerà i paesi aderenti a cooperare maggiormente.

Cariche contro chi contesta. Anche a Torino

Contropiano

carica-torinoE' ormai una linea: ogni volta che qualcuno si azzarda a contestare il governo, scatta la carica di polizia. E' successo anche oggi, a Torino, con Fornero e Profumo.

Sarà perché sono torinesi e non sopportano di essere fischiati in casa (un po' come la Juventus e i rigori), ma Fornero e Profumo hanno fatto rispondere ai fischi con dure cariche.

Mentre teneva un discorso alla Conferenza sulla scuola con i soliti toni pedagogici - «In questo Paese c'è poco spirito costruttivo, ma anzichè lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio» - fuori le forze dell'ordine affrontavano a muso duro una nutrita delegazione di quei giovani che la "riforma" del mercato del lavoro asserisce di voler aiutare.

2 anni dopo il disastro della BP, l'ecosistema del Golfo sta collassando?

WashingtonsBlog

L'Ecosistema del Golfo è stato decimato

La fuoriuscita di petrolio della BP è iniziata il 20 aprile 2010. Abbiamo già avvertito che la fuoriuscita di petrolio della BP avrebbe danneggiato gravemente l'ecosistema del Golfo.

Da allora, ci sono stati numerosi segni che potrebbe manifestarsi lo scenario peggiore:

  • Un recente rapporto rivela inoltre che ci sono batteri carnivori nelle palle di catrame del petrolio BP sparse sulle spiagge del Golfo

Ndr: Segue video, un lungo, interessante rapporto e alcune foto

venerdì 20 aprile 2012

Che ci fanno, le banche “troppo grandi per fallire” con tutti quei soldi?

Non dite che non vi avevamo avvertito o che noi siamo solo dei maledetti complottisti. Tutti si sono accorti che, in questi ultimi anni, si è intensificato il trasferimento della ricchezza, dalla gente comune alle grandi banche, tramite esattori iperliberisti che ci stanno depredando di ogni cosa.

Questi esattori usano lo stesso metodo delle grandi banche: minacciano catastrofi per ottenere quello che vogliono. La realtà è che quelle banche, con tutti quei soldi, stanno affamando il mondo, soprattutto la parte più povera.

A proposito, se doveste incontrare un sostenitore di Goldman Sachs e compagni, avvertitelo; non vorremmo che, hai visto mai, ci rimanesse male.(ilupidieinstein)

Le banche troppo grandi per fallire sono ora più grandi e più potenti che mai

The Economic Collapse

wall-street

I democratici, i repubblicani e in particolare Barack Obama hanno promesso che sarebbe stato fatto qualcosa per le banche troppo grandi per fallire, in modo che non avrebbbero mai più minacciato di distruggere il nostro sistema finanziario. Ebbene, tali promesse non sono state mantenute e le banche troppo grandi per fallire ora sono di gran lunga più grandi e più potenti che mai. Il patrimonio delle cinque più grandi banche degli Stati Uniti ammontava a circa il 43 per cento del Pil degli Stati Uniti prima della crisi finanziaria. Oggi, le attività delle cinque maggiori banche americane sono equivalenti a circa il 56 per cento del PIL statunitense. Quindi, se le banche erano "troppo grandi per fallire" prima,  cosa sono adesso? Esse continuano velocemente a divorare le banche più piccole, e continuano ad accumulare  debito e investimenti rischiosi, come se il giorno della resa dei conti non dovesse mai arrivare. Ma, naturalmente, il giorno della resa dei conti si avvicina, e quando arriverà loro si aspetteranno altri salvataggi, proprio come è accaduto l'ultima volta.

La dimensione di queste istituzioni finanziarie monolitiche è davvero difficile da comprendere. Esse dominano completamente il nostro sistema finanziario e, ovunque si guardi, stanno assorbendo costantemente più ricchezza e più potere. Il seguente estratto viene da un recente articolo di Bloomberg ....

giovedì 19 aprile 2012

Il pareggio di bilancio. La trappola e la via d'uscita

Il Punto
di Monia Benini

Hanno cambiato la nostra Costituzione. Adesso, dietro il paravento del pareggio di bilancio, il nostro governo potrà assumere qualunque tipo di provvedimento contro i cittadini: privatizzazioni, aumenti delle tariffe e delle tasse, taglio a salari, stipendi e pensioni, licenziamenti. Abbiamo il dovere di cambia rotta. Dobbiamo e possiamo salvarci.

Fonte: Il Punto 19 Aprile 2012

mercoledì 18 aprile 2012

Pareggio di bilancio in Costituzione: l’articolo 81 e il gioco delle 3 carte

Investire Oggi

Il Senato approva il pareggio bilancio in Costituzione, ma è una bufala: cambia tutto e nulla, la regola è debole e l'unico rischio è quello di un aumento delle tasse

gioco-delle-3-carte-280x135I media ieri hanno lanciato la roboante notizia, per cui il Senato ha approvato a larghissima maggioranza la costituzionalizzazione della cosiddetta “Golden Rule“, ossia l’imposizione nella Costituzione del pareggio di bilancio per lo Stato e gli Enti Locali. Una rivoluzione copernicana del modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica, chiesta dall’Europa, con l’Eurogruppo che ha di recente concordato che tale regola sia introdotta in tutti gli stati che adottano l’euro quale moneta.

Articolo 81 Costituzione: ecco cosa cambia tecnicamente e praticamente

Ma come ogni rivoluzione in Italia si risolve in un’irrimediabile buffonata. A cambiare sarà, infatti, l’articolo 81, che a tenore di quanto modificato, reciterà nel seguente modo: “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento e’ consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali“.

Il silenzio dei colpevoli. Come ti cambio la costituzione senza fartelo sapere.

di Fabio Alemagna per Informare Per Resistere

Shhhh

Nel pomeriggio di ieri la Costituzione della Repubblica italiana, la magna carta, è stata cambiata. Il senato ha votato a maggioranza qualificata per la definitiva introduzione del cosiddetto “pareggio di bilancio” nella legge delle leggi. Su queste pagine se n’è parlato in abbondanza e per ogni chiarimento su cosa ciò comporti vi rimando agli articoli che abbiamo già pubblicato. Il testo di legge approvato, comunque, sta qui.

In questa breve nota vorrei invece porre l’attenzione su un’altra questione: è o non è una notizia importante da dare, se non campeggiando sulle prime pagine di tutti i giornali almeno dedicandole ampio spazio?

A guardare le principali testate online,  pare che la risposta sia un secco no.

Il Fatto Quotidiano gli dedica un sottotitolo a metà pagina. Lo stesso fa Il Giornale. La Repubblica.it lo menziona solo indirettamente, citando i dubbi del Fondo Monetario Internazionale sulla sua applicabilità, e lo stesso fa La Stampa.

Il Corriere della Sera, invece, NON NE PARLA PROPRIO.

Controllate da voi.

Bisogna conoscere per deliberare, diceva Einaudi,  secondo presidente della nostra Repubblica e, ironia della sorte, economista.

Quando tutti i quotidiani principali ritengono un fatto del genere non notiziabile, è davvero solo una coincidenza, oppure stiamo assistendo all’applicazione del pensiero di Einaudi, declinato secondo le necessità di chi l’informazione – e quindi la conoscenza – in Italia la gestisce?

Uniamo i puntini.

Tratto da: Il silenzio dei colpevoli. Come ti cambio la costituzione senza fartelo sapere. | Informare per Resistere 18 Aprile 2012