domenica 29 aprile 2012

Il più grande imprenditore italiano attacca le banche e ne denuncia la speculazione.

di Sergio Di Cori Modigliani

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E’ il nostro fiore all’occhiello.

E’ forse l’unica grande azienda italiana, leader planetario nel suo specifico settore merceologico, ad essere virtuosa, solida, in espansione. Presente in 132 nazioni, ha 75.560 dipendenti, di cui 62.000 addetti che producono nel territorio della repubblica italiana. Non ha neppure un cassintegrato e non ne prevede. Il suo titolo quotato in borsa, soltanto nel 2012, è schizzato in avanti del 32%: unico titolo in positivo. Il suo fatturato si aggira intorno ai 7 miliardi di euro, superiore di un +13,1% rispetto all’anno precedente.

L’azienda è nata nel 1961, ad Agordo, in provincia di Belluno, dentro un garage.

La storia di questa fabbrica e del suo ideatore e fondatore è studiata oggi nel corso di management industriale all’università di Harvard come esempio pratico e vincente “del miracolo economico italiano che coniuga impresa, creatività, rischio, con una ricerca accurata del design, del gusto e del dettaglio che nasce dall’applicazione della tradizione artigiana locale”.

L’Europa sceglie il rigore e accantona lo sviluppo

di Filippo Ghira
Rinascita.eu

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No di Van Rompuy, Barroso e Monti a investimenti pubblici finanziati in disavanzo. Nuovo monito di Merkel a Hollande

Il rigore dei conti pubblici deve accompagnarsi a misure che possano rilanciare la crescita e l’occupazione. Fedele alla linea adottata e imposta dalla Commissione europea, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha inviato una lettera in merito a tutti i capi di governo dell’Europa dei 27. Il politico e tecnocrate  belga che, in virtù della sua carica, non dispone di potere reale ma svolge un ruolo di impulso per l’adozione di misure ultra-liberiste, ha preso molto sul serio il suo compito.

Le misure per il consolidamento fiscale, tra tagli delle spese e aumenti delle tasse erano necessarie, ha cercato di spiegare, ma ora è giunto il momento di concentrarsi su misure a tutto campo da adottare per fare ripartire l’economia. Non ci sono soluzioni rapide, ha ammesso Van Rompuy, ma lui si è detto convinto che gli sforzi comuni ci ripagheranno tutti. Del come, che è la questione cardine che continua a dividere, se ne parlerà al prossimo vertice dell’Unione di Bruxelles alla fine di giugno. Nel frattempo Van Rompuy, tanto per dimostrare di meritarsi lo stipendio, continuerà a fare opera di impulso e a lavorare con le prossime presidenze di turno europee. I capi di governo, soprattutto in questa fase così difficile, dovranno mostrare disponibilità a raggiungere un accordo di compromesso su ognuno dei punti ancora aperti. Come il brevetto unitario, il mercato interno e l'efficienza energetica.
Ma già pesanti nubi si addensano nei cieli europei che potrebbero trasformarsi in diluvio se il socialista “sociale” Francois Hollande dovesse vincere la corsa per l’Eliseo e rimandare a casa il post-gollista Nicolas Sarkozy che unitamente ad Angela Merkel aveva fatto nascere un direttorio franco-tedesco che si era arrogato il diritto non scritto di dettare agli altri Paesi membri le regole di comportamento.

sabato 28 aprile 2012

Prossimo vertice NATO: che cosa succede a Chicago?

Il governo si prepara segretamente ad evacuare Chicago durante il vertice NATO
"Rifugi pronti" preparati per i residenti

Steve Watson & Paul Joseph Watson
PrisonPlanet

E' trapelata una direttiva rilasciata alla Croce Rossa che rivela che il governo federale ha preparato piani per evacuare Chicago durante il vertice NATO.

Una e-mail inviata ai volontari della Croce Rossa nell'area di Milwaukee rivela che che il vertice della NATO a maggio potrebbe "creare disordini o altri incidenti di sicurezza nazionale".

"Alla Croce Rossa americana nel sud-est del Wisconsin è stato chiesto di tenere pronti un certo numero di rifugi  in caso di evacuazione di Chicago," dice l'e-mail, che era trapelata alla CBS News.

“Sgoverno Monti”: Libertà di pensiero addio

di Gianni Lannes
Su la testa!

severino

Finale di partita o dipartita finale? Un fatto è certo: la censura totale. La libertà di pensiero non è gradita a chi detiene il potere per conto terzi. Ora tocca ai blog: la democrazia va annichilita per sempre, tanto la popolazione italiana non reagirà mai, avranno pensato i maggiordomi dell’alta finanza e i soliti boiardi di Stato. Al totalitarismo soft del terzo millennio imposto da un potere straniero in salsetta tricolore, non basta controllare le leve dell’economia, le forze armate, la stragrande maggioranza degli organi di informazione o ricattare i morenti partiti. Adesso che iniziano a manifestarsi i veri effetti delle manovre governative, ovvero fallimenti di massa e suicidi a catena, spunta fuori la proposta ministeriale di Paola Severino: una regolamentazione per i diari liberi che navigano su internet. Niente di nuovo: ci aveva già provato il piduista di Arcore, con tessera 1816 rilasciata dalla loggia P 2 di Eugenio Cefis (il mandante degli omicidi Mattei, De Mauro e Pasolini). Lo ha annunciato proprio il ministro della Giustizia, non eletta democraticamente, ma imposta con un golpe presidenziale - in barba alla Costituzione repubblicana e alla sovranità popolare - intervenendo al Festival del giornalismo di Perugia, evento già sponsorizzato dall’Enel con tanto di propaganda nuclearista. Nessun giornalista di fama ha reagito: l’atonia intellettuale è più che completa.

La finzione Monti rivelata dalla finanza segreta

By ilsimplicissimus

monti-lenteQualche visita ai vecchi amici, qualche stretta di mano ai vecchi sodali, qualche foto con i nuovi padroni: l’attivismo montiano si riduce a fare comparire la parola crescita nei titoli di giornali stracolmi di tasse, diritti negati, cialtronerie da neofiti, minacce alla libertà, cachinni contro l’antipolitica da parte di chi si rifiuta di fare politica, moniti vibranti dai reparti di geriatria. Crescita va sempre bene, rassicura, promette, illude e dopotutto è solo una parola che ognuno può interpretare come gli pare e che dunque si può spendere facilmente, soprattutto ora che uno dei complici dell’Europa tradita, rischia seriamente la poltrona. Che Hollande batte alla chiusa imposta.

Ma noi sappiamo  che cosa intendono Monti, Merkel, Barroso e i liberisti di lungo corso con questa parola: privatizzazioni e liberalizzazione totale del lavoro. Poco importa che questo non serva a far crescere l’occupazione, che faccia carta straccia del modello europeo di sviluppo, che umili i diritti e crei una sempre più netta divaricazione sociale. Nel verbo liberista la crescita s’intende come aumento dei profitti i quali – per puro atto di fede  che sfida i misteri più tetragoni delle fedi tradizionali e travalica nel magico- dovrebbero far aumentare la ricchezza globale.

Monti, il servitore furbo di una teoria infame

di  Dante Barontini
Contropiano

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In trasferta a Bruxelles per l'European Business Summit, Mario Monti lancia l'asse con la Berlino della Merkel. Per avere la crescita, precisa, bisogna “aumentare il potenziale di sviluppo puntando su riforme strutturali”.

L'ideologia liberista viene qui ripetuta senza neppure un attimo di riflessione seria, anche perché è "bellissima" per gli interessi da cui è stata partorita.

In pratica, secondo la sua immaginazione, abbassando il costo del lavoro e i diritti di ogni singolo lavoratore si avrà un aumento più o meno significativo del prodotto interno lordo (Pil). Che da oltre 20 anni i salari dei lavoratori dipendenti in Italia siano in calo, senza che ciò abbia prodotto un solo momento di “ripresa”, anzi..., non lo sfiora neppure. I dati diffusi ierid all'Ocse ci semnbrano incontrovertibili, con l'Italia al 23° posto (su 34 paesi industrializzati) per quanto riguarda le retribuzioni). Ma la teoria più stupida del mondo – e la più redditizia per il capitale finanziario – non prevede confronti con la realtà empirica, dunque Monti va per la sua strada. Che è poi quella della Merkel (finché ci sarà; forse per un altro anno, forse meno, se lo Schlewig Holstein farà scomparire l'alleato liberaldemocratico).

Gli esperti concordano: La guerra al terrorismo è un racket, la CIA e Wall Street finanziati dal commercio mondiale di droga

di Saman Mohammadi
The Excavator

poppy fieldsFoto delle truppe americane che proteggono i campi di papavero dell'Afghanistan.

L'amministrazione Obama ha dichiarato che la "Guerra al Terrorismo" è ufficialmente finita, ma questa mossa rappresenta solo un cambiamento nella terminologia pubblica, e non nella politica ufficiale degli Stati Uniti.

La guerra agli obiettivi segreti del terrorismo continuerà ad essere perseguita indipendentemente dal nuovo linguaggio  pubblico che verrà utilizzato dai funzionari degli Stati Uniti, per continuare a vendere l'idea della guerra perpetua al popolo americano e al resto del mondo.

Uno degli obiettivi principali della "Guerra al Terrorismo" pubblicizzata con l'inganno, era quello di permettere alle agenzie governative statunitensi e alle banche internazionali di raccogliere i proventi del traffico mondiale di droga, facendola apparire nobile e legittima.

venerdì 27 aprile 2012

Monti: tasse e tagli di spesa, la crescita può attendere

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L’ex consulente di Goldman Sachs, respinge l’idea di investimenti pubblici finanziati in disavanzo per rilanciare l’economia

di Filippo Ghira
rinascita.eu

Per Mario Monti, in questa fase si deve pensare più al rigore dei conti che alla crescita economica. La seconda ancora non si vede ma con il rigore (i tagli alla spesa pubblica e un uragano di tasse) e con le riforme strutturali (le pensioni e il lavoro) gli effetti dovrebbe incominciare a farsi sentire nel 2013. Questa la linea del governo tecnico che l’ex consulente di Goldman Sachs intende perseguire nonostante la crescente povertà dei cittadini italiani e una recessione che non ha precedenti. Tutte le riforme strutturali e le misure di consolidamento fiscale, ha ammesso, sono deflazionistiche, non portano automaticamente la crescita e questo significa che se non c'è domanda per i prodotti la crescita non si materializza. Come se non lo sapessimo.

In gran segreto Stati Uniti e Cina giocano a fare la guerra

di Edoardo Capuano
ECPlanet

esercito_cineseIl Guardian è venuto a sapere che Stati Uniti e Cina in segreto sono stati impegnati in “giochi di guerra” mentre monta la rabbia di Washington per la portata e l’audacia degli attacchi informatici coordinati da Pechino contro governi e grandi imprese occidentali.

Funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono, insieme ai loro omologhi cinesi, lo scorso anno sono stati impegnati in due giochi di guerra ideati per favorire la prevenzione di un’improvvisa escalation militare tra le parti nel caso che una di esse dovesse sentirsi presa di mira. Un’altra sessione è prevista a maggio.

Anche se le esercitazioni hanno offerto agli Stati Uniti l’opportunità di dare sfogo alla propria frustrazione per quello che sembra essere uno spionaggio finanziato dallo stato e una sottrazione su scala industriale, la Cina si è dimostrata bellicosa.

Svolta nella 'guerra del debito': crollerà la trama speculativa?

Wall Street Italia
di Lidia Undiemi

Non è di eurobonds o di spread che ha bisogno l’Europa, occorrono scelte politiche mirate a proteggere l’economia reale e lo Stato sociale dall’aggressione finanziaria. Gli imprenditori non si suicidano per l’art. 18, decidono di farla finita perché la politica pretende che essi rimborsino allo Stato, con tasse insostenibili, un debito creato dagli speculatori e dai politici corrotti che hanno fatto scempio di risorse pubbliche. Opinione di Lidia Undiemi

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Occorre attuare una politica legislativa volta a far pagare il conto a coloro che lo hanno generato, i poteri forti.

Lidia Undiemi è l'economista di Wall Street Italia. E' in prima linea con WSI nella battaglia contro l'ESM e il Fiscal Compact.

"L’intera Europa, non solo l’area euro, è destinata a un decennio di bassa crescita", sostiene Carlo Bastasin in un articolo pubblicato in prima pagina su Il Sole 24 ore.

Se la politica continua a proteggere la finanza con l’austerity non c’è alcun dubbio che le cose vadano esattamente in questa direzione. E non c’è da stupirsi che basti il rischio di non entrata in vigore del Fiscal Compact per mettere in crisi i mercati finanziari, visto che l’unica concreta forma di integrazione economica europea è quella del debito pubblico e della finanza, un gioco ad "effetto domino" che fa tremare le tasche degli speculatori.

giovedì 26 aprile 2012

Israele, attacco all’Iran a toni alterni

L'establishment politico-militare israeliano continua a diffondere messaggi contrastanti sulla guerra all'Iran. L'attacco comunque scattera', quando Tel Aviv sancira' il "fallimento" delle sanzioni internazionali contro Tehran

Michele Giorgio
Nena-News

Israele_attacco_Iran-300x199Roma, 26 aprile 2012, Nena News  (immagine e’ dal sito mirror.co.uk) – Il tono è stato controllato ma deciso. «L’Iran sta procedendo passo dopo passo per raggiungere il punto in cui potrà decidere di produrre un’arma atomica. Ancora non ha deciso di percorrere il miglio decisivo… Se lo facesse commetterebbe un errore madornale». Ha scelto le commemorazioni per il giorno dei caduti per uscire allo scoperto il capo di stato maggiore israeliano Beny Gantz. Il comandante militare con queste dichiarazioni – fatte al quotidiano Haaretz – ha confermato le voci che, prima della sua nomina, lo indicavano come un sostenitore dell’attacco all’Iran. Qualcuno, al contrario, ha letto nelle sue parole una «prudenza» distante dai toni drammatici usati – di nuovo l’altra sera davanti alle telecamere della Cnn – dal premier Netanyahu a proposito della «minaccia iraniana». Ma Gantz è un militare e Netanyahu un uomo politico. Ed è normale che si esprimano in modi diversi.

Tanto la sostanza è sempre quella. Israele è sempre pronto ad accendere i motori dei suoi cacciabombadieri e a farli decollare verso l’Iran. E darà il via libera all’attacco non appena verrà accertato il «fallimento» delle sanzioni internazionali contro Tehran. Tra sei mesi, dopo le elezioni presidenziali americane di novembre, o forse il prossimo anno.

mercoledì 25 aprile 2012

Spazio nucleare 2012

AuroraSito

Karl Grossman
Enformable 13 Aprile 2012

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Lo schianto della scorsa settimana di un drone statunitense sulle isole Seychelles, il secondo incidente di un drone statunitense alle Seychelles in quattro mesi, sottolinea la follia mortale del piano degli scienziati dei laboratori nazionali degli Stati Uniti e della Northrop Grumman Corp. riguardante i droni a propulsione nucleare.

Il drone che “è rimbalzato un paio di volte sulla pista” nel Seychelles International Airport, il 4 aprile, “prima di finire” in mare, secondo una dichiarazione della Civil Aviation Authority delle Seychelles, era a propulsione convenzionale. Dalle isole dell’Oceano Indiano i droni degli Stati Uniti volano sulla Somalia e anche sulle acque al largo dell’Africa orientale, alla ricerca di pirati. Ma l’uso di energia nucleare per i droni degli Stati Uniti è stato “positivamente valutato dagli scienziati del Sandia National Laboratories e della Northrop Grumman Corp.”, ha rivelato Steven Aftergood, del Progetto sulla segretezza del governo della Federazione degli scienziati americani, il mese scorso.

Come le Nazioni Unite vorrebbero cambiare i connotati al mondo, attraverso il prelievo dalle popolazioni di oltre 1000 miliardi di dollari all'anno, una moneta unica e un governo globale

Le Nazioni Unite vogliono nuovi poteri al Summit Mondiale di Rio sulla sostenibilità per trasformare il mondo

Alex Newman
The New American


united nationsLe Nazioni Unite prevedono di utilizzare la prossima conferenza dell'ONU sul tema "Sviluppo sostenibile" (CSD o Rio +20) a Rio de Janeiro per accumulare una vasta gamma di nuovi poteri senza precedenti e riformare letteralmente la civiltà, l'economia globale, e anche i pensieri della gente, secondo documenti ufficiali. Tutto sarà fatto in nome della transizione verso una cosiddetta "economia verde".

Tra le nuove autorità richieste dall'agenzia mondiale ci sono le imposte globali sul carbonio, la redistribuzione della ricchezza pari a trilioni di dollari all'anno, e una serie di programmi che si occupano di tutto, dalla povertà ed educazione alla salute e allocazione delle risorse. Praticamente qualunque campo dell'attività umana sarà influenzato dal regime, che gli analisti hanno descritto come un "gigantesco esercizio di ingegneria sociale globale".

L'agenda per la trasformazione globale è stata resa nota in un rapporto pubblicato di recente dal titolo "Lavorare per un'Economia Verde Equilibrata e Totale: Una Prospettiva delle Nazioni Unite a livello globale." Il documento - elaborato da un gruppo di più di 35 agenzie e istituzioni internazionali di vario genere delle Nazioni Unite, sotto la bandiera del "Gruppo di Gestione Ambientale" (UNEMG) delle Nazioni Unite  - spiega gli obiettivi del prossimo summit dell'agenzia mondiale sulla "sostenibilità". La conferenza segna il 20° anniversario del Vertice sulla Terra delle delle Nazioni Unite del 1992, che adottò la molto controversa "Agenda 21".

Quirra, i privati erano complici della Difesa?

di: Matteo Mascia
Rinascita

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La procura di Lanusei ipotizza un legame tra militari e società esterne. Coinvolta una società della holding Fiat

L'inchiesta della procura di Lanusei sull’impiego di uranio impoverito a Quirra si arricchisce di nuovi elementi. Il procuratore del tribunale ogliastrino, Domenico Fiordalisi, sta infatti cercando di fare luce sul sistema dei controlli all’interno del grande poligono militare. Una architettura “gelatinosa” e poco funzionale.

Non a caso, una delle ipotesi di reato contestate agli indagati verte proprio sulle lacune nella prevenzione e nella profilassi. Leggerezze ed omissioni che coinvolgerebbero sia i vertici delle Forze armate che alcuni amministratori locali. Secondo la Procura avrebbero tenuto condotte penalmente rilevanti anche le società produttrici di armamenti.

Mentre in Italia ci tartassano in Islanda il governo paga il mutuo dei cittadini

Nocensura

icelandMentre in Italia il governo (dei banchieri) sta massacrando i cittadini a suon di tasse, in Islanda, dove i banchieri che volevano far pagare la loro crisi ai cittadini sono stati presi a calci nel sedere, lo stato sta aiutando i cittadini ad uscire dalla crisi pagandogli il mutuo! Una notizia, quella diffusa da Bloomberg che agli italiani colpiti dalla crisi, abituati ad essere vessati, sembrerà un sogno impossibile. Ma quando un governo decide di operare per il bene dei cittadini è possibile anche questo.

Il governo islandese ha deciso di investire il 13% del PIL nazionale (come se il governo italiano stanziasse circa 250 miliardi di euro) per cancellare i mutui ipotecari dei cittadini in difficoltà: un'operazione che riguarda un islandese su quattro!