Ieri ho incontrato Paolo Becchi, docente ordinario di Filosofia del Diritto all'Università di Genova, filosofo e giornalista. Nel video, la nostra chiacchierata sui temi dell'euro, dell'Europa come costruzione elitaria. Le ricette di Becchi? Uscita dall'euro e recupero della sovranità monetaria e politica.
sabato 19 maggio 2012
venerdì 18 maggio 2012
La mafia della porta accanto
Anna Lombroso per il Simplicissimus
Tempo fa nel libro di un magistrato sull’intreccio tra corruzione, reati economici e criminalità, mi è capitato di leggere una dichiarazione folgorante dei carabinieri di Monza: “il mondo ormai è la Calabria e quello che diventerà Calabria”.
Un corollario questo a una temibile profezia che pare si stia avverando contenuta in un rapporto che i servizi americani trasmisero a Clinton nel 2000 e che diceva più o meno che nel 2010 alcune nazioni sarebbero passate sotto il controllo di governi privati, veri e propri anti-stati che avrebbero sottratto la sovranità a popoli e paesi.
Il rapporto contava 50 aree del pianeta ormai passate sotto il dominio di potenze criminali e faceva intendere che il processo stava subendo una accelerazione. Allora era facile pensare al Sudamerica, ai balcani e al Mezzogiorno d’Italia. Allora era facile ma poco preveggente pensare che il fenomeno in Italia fosse localizzabile e circoscritto al Sud. Allora era facile pensare che queste potenze oscure avessero le fattezze di una gerarchia di padrini e di una manovalanza di picciotti, che fossero sanguinarie e cruente, ignoranti e primitive. Allora era facile persuadersi che forse la globalizzazione e la modernità le avrebbero spazzate via.
giovedì 17 maggio 2012
Crisi euro: in Spagna e Grecia, fuga dalle banche. E l'Italia?
da Wall Street Italia
Madrid come Atene e presto Roma: tutti in coda agli sportelli delle banche per ritirare i risparmi. I clienti di Bankia hanno prelevato più di 1 miliardo di euro dei loro depositi. I banchieri, da parte loro, minimizzano. La previsione di Société Générale. Cosa farà la Bce?
Code davanti a una filiale di Northern Rock, la bancaa inglese che fu nazionalizzata durante la crisi del 2008.
MADRID - Madrid come Atene: tutti in coda agli sportelli delle banche per ritirare i risparmi. I clienti di Bankia hanno prelevato più di 1 miliardo di euro dei loro depositi, dopo che il Governo spagnolo ha salvato la banca in difficoltà la scorsa settimana.
Ma l'Italia non può nel frattempo dormire sonni tranquilli: almeno, stando a quanto afferma la banca francese Société Générale. Un'eventuale uscita della Grecia dall'Eurozona - considerata sempre più probabile anche se il solo parlarne sembra sia diventato un tabù tra le autorità politiche e monetarie europee - scatenerebbe infatti immediati ritiri dei depositi dalle banche, sia in Spagna che in Italia. E SocGen quantifica anche l'ammontare che verrebbe prelevato: a suo avviso, si registrerebbero prelievi pari al 20-30% dei depositi. E, ovviamente, a essere colpite sarebbero anche le banche portoghesi.
martedì 15 maggio 2012
Parguez: con l’euro si avvera oggi il sogno dei fan di Hitler
Alain Parguez, eminente economista e professore emerito dell’università francese, già consulente del presidente Mitterrand; testo dell’intervento pronunciato a Rimini il 25 febbraio 2012 al summit mondiale sulla Modern Money Theory promosso da Paolo Barnard
Libre
Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica. Avete già capito: l’Europa è un mostro che va contro tutte le regole della teoria monetaria e dell’economia moderna. Perché esiste un sistema così assurdo? Mi è stato detto che nel vostro paese – come nel mio, del resto – alcune persone pensano che, se riusciamo a liberarci dell’euro, l’Italia o la Francia diverrebbero equiparabili ad alcuni dei paesi più poveri dell’Africa, come lo Zimbabwe. Ma l’economia reale dell’Eurozona è già nello stesso stato dello Zimbabwe. In Francia, il vero tasso di disoccupazione è di circa il 60% della popolazione attiva, una cifra enorme. E il vero tasso di inflazione è del 7-8%. Perciò non abbiamo la piena occupazione né una stabilità dei prezzi. Questo significa che tutti i dati ufficiali europei sono menzogne.
Cito il direttore generale del ministero delle finanze francese, che appartiene all’ordine monastico dei Benedettini ed è anche il capo dell’Opus Dei
francese – fra l’altro, anche la Commissione Europea (come il governo francese) è ampiamente controllata dall’Opus Dei. Ho provato a parlare con lui di questa questione, e mi ha detto: «Sì, l’economia francese è morta, ma non abbastanza». Mi ha detto: «Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo. Che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere, per sempre, la gente. Vogliamo creare una nuova tipologia di europeo: una nuova popolazione europea, disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà. Una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi. E questo rappresenterà il fulcro del mio impegno».
lunedì 14 maggio 2012
Armi: più forti della crisi
di Andrea Santoro
AltreNotizie
Negli ultimi anni una delle parole più ricorrenti durante la lettura o l'ascolto delle notizie è stata “crisi”. Per scongiurarne gli effetti più negativi e devastanti sono stati proposti ed attuati tagli e riduzioni alla maggior parte dei servizi pubblici, creando non poco scontento tra le categorie interessate. Stranamente però, una voce del bilancio è rimasta pressoché immutata: quella che fa riferimento alle grosse industrie belliche internazionali, che non hanno conosciuto crisi in quasi nessuna parte del mondo.
Analizzando la relazione annuale del Sipri (Stockholm International Peace Research institute) pubblicata lo scorso 19 marzo, sicuramente non stupirà il primato dell'America nell'esportazione di armi. Ciò che invece colpisce immediatamente il lettore è come nel lustro compreso tra il 2007 e il 2011, il giro d'affari delle grandi industrie di armi sia cresciuto del 24% rispetto al quinquennio 2002 - 2006.
La presenza dei paesi del cosiddetto gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) è dominante; le loro economie in rapido sviluppo prevedono investimenti corposi anche nell'industria bellica e, nel particolare, India e Cina detengono il primato in seno al gruppo.
L'americanizzazione totale non può attendere. L'Italia tra nuovi "scandali", "antipolitica" e saccheggio dello Stato
di Enrico Galoppini
European Phoenix
Gli italiani sono un popolo dalla memoria corta. Nel bene e nel male: dimostrano ingratitudine verso chi ha fatto loro sostanzialmente del bene (o meno male di altri…) e dimenticano alla svelta le “lezioni” ricevute.
Per carità, scordarsele per poter poi meglio tirare avanti senza deprimersi collettivamente, sarebbe di per sé un buon segno, ma in questo popolo vi è la radicata abitudine a non far tesoro di quanto ha già dovuto patire. Il problema è che spesso e volentieri dalle batoste del passato non ha imparato proprio nulla; anzi, poiché le ha interpretate così come ha voluto chi gliele ha date, ha finito per introiettarle proprio al contrario di come andava fatto.
È il caso, ad esempio, della stagione “moralizzatrice” andata sotto il nome di “Mani pulite”. Uno spettacolo dato in pasto al peggior popolino – compreso quello che si ritiene “acculturato” perché legge un quotidiano “progressista” - per inscenare un repulisti da cima a fondo che nella sostanza ha lasciato il sistema inalterato, peggiorandolo addirittura per molti aspetti che incidono nella vita di tutti noi.
Che poi a reclamare “pulizia” siano, esasperati a dovere da una pletora di “giustizieri”, proprio gli strati più infimi della popolazione, sia per censo che per cultura, è cosa sinceramente preoccupante, poiché con la “modernità” anche la proverbiale “onestà” dell’altrettanto proverbiale “persona umile” è andata a farsi friggere. Oggi, il “popolo” è quanto di più greve ed abbrutito si possa concepire, infarcito com’è di messaggi ed abitudini capaci di traviare anche un beato. E senza il classico e sempre valido “timor di Dio”, anche la “morale” di cui molti si riempiono la bocca diventa un puro vaniloquio.
domenica 13 maggio 2012
La perdita di 2 miliardi di dollari di JP Morgan è solo un'anteprima del prossimo collasso del mercato dei derivati
Quando è uscita la notizia di una perdita di 2 miliardi di dollari da parte di JP Morgan, gran parte del mondo finanziario era assolutamente sbalordito. Ma la verità è che questo è solo l'inizio. Questa è solo un'anteprima molto piccola di ciò che accadrà quando vedremo il crollo del mercato mondiale dei derivati. Quando la maggior parte degli americani pensa a Wall Street, pensa ad un gruppo di noiosi banchieri che commerciano in azioni e obbligazioni. Ma nel corso degli ultimi due decenni si sono evoluti in molto più di questo. Oggi, Wall Street è il più grande casinò a livello mondiale. Quando il le banche "troppo grandi per fallire" fanno buone scommesse, possono fare un sacco di soldi. Quando fanno cattive scommesse, possono perdere un sacco di soldi, e questo è esattamente quello che è appena successo a JP Morgan. Il loro Chief Investment Office ha fatto una serie di traffici che si sono rivelati spaventosi, e si sono tradotti in una perdita di oltre 2 miliardi di dollari negli ultimi 40 giorni. Ma 2 miliardi di dollari sono poca cosa rispetto alla vastità del mercato globale dei derivati. E' stato stimato che il valore nominale di tutti i derivati del mondo è all'incirca 600 trilioni di dollari e 1,5 quadrilioni di dollari. Nessuno conosce veramente la quantità reale, ma quando questa bolla dei derivati alla fine scoppierà non ci sarà abbastanza denaro in tutto il pianeta per sistemare le cose.
Purtroppo, un sacco di notizie mainstream non usano nemmeno la parola "derivati" quando parlano di ciò che è appena successo a JP Morgan. Questa mattina ho ascoltato con attenzione, come un giornalista ha descritto la perdita di 2 miliardi di dollari semplicemente come una "cattiva scommessa".
sabato 12 maggio 2012
Sen bacchetta l’Europa troppo arrendevole con i banchieri
Il premio Nobel indiano per l’Economia boccia i tagli alla spesa pubblica e lamenta i cedimenti alle logiche liberiste
di Filippo Ghira
rinascita.eu
Non sempre gli studiosi e i professori universitari insigniti del Premio Nobel per l’Economia sono collusi con la canaglia liberista e non sempre condividono la deriva imposta dall’Alta Finanza e dai governi che si sono trasformati in loro agenzie di affari. L’indiano Amartya Sen, premiato nel 1998, è uno di quei rari studiosi che non hanno ancora portato il cervello all’ammasso e che non credono che quello in cui viviamo sia il migliore dei mondi possibili e che il potere politico, oltre a quello reale, debba essere lasciato ai banchieri.
Soprattutto Sen, che proviene da un Paese l’India che deve lottare con una persistente povertà di massa che coesiste, in virtù di un boom economico, con la nascita di una vasta classe media e di una classe di super ricchi, non può accettare la politiche di smantellamento dello Stato sociale imposte dalla Commissione europea ai Paesi membri dell’Unione.
LA CASSAZIONE SALVA I BLOG: "non sono stampa clandestina"
La Corte Suprema di Cassazione ha salvato i blog, stabilendo che "I blog non sono soggetti alla legge sull'editoria, quindi non hanno obbligo di registrazione e ancora meno possono essere considerati stampa clandestina." Se fosse stata confermata la condanna a carico del blogger-giornalista Carlo Ruta - condannato per stampa clandestina perché titolare di un blog non registrato come previsto per le testate giornalistiche - QUANTO STABILITO AVREBBE INFATTI "CREATO UN PRECEDENTE" RIGUARDANDO COSI' TUTTI I BLOG!
La Cassazione ha quindi tutelato il DIRITTO DI ESISTERE dei BLOG e con essi la LIBERTA' DI PENSIERO e di ESPRESSIONE DEI CITTADINI...
Il 29 Aprile, commentando la sentenza della Cassazione che ha sancito che la retta delle R.S.A. per i malati di Alzheimer dovesse essere a carico dei Comuni e non delle famiglie, avevamo elogiato questa Istituzione, rilevando come spesso essa si esprima A FAVORE DEI CITTADINI: anche questa volta non ci ha deluso!
I blog sono salvi (per ora...) ma la vera minaccia è rappresentata dai partiti e dal governo, tecnici compresi (vedi "La Ministra Severino contro i blog con motivazioni degne di un bambino")
Lo staff del BLOG nocensura.com
venerdì 11 maggio 2012
Monti e il 'vizio' del debito che cresce a ritmi record
di Andrea Degl'Innocenti - 09/05/2012
il cambiamento
Sembra che il premier chiamato a risolvere il problema del debito stia fallendo miseramente nel suo intento: una ricerca condotta da Adusbef e Federconsumatori mostra infatti che il debito pubblico italiano sta crescendo a ritmi record. Ma questa, per Mario Monti non è una novità. Basta andare un po' indietro negli anni per scoprire il vizio del debito, il premier l'ha sempre avuto.
Una ricerca condotta da Adusbef e Federconsumatori mostra che il debito pubblico italiano sta crescendo a ritmi record
Monti e il debito. C'è qualcosa che lega indissolubilmente il nostro premier al debito sovrano del nostro paese. Nonostante questi si lanci in critiche, accuse, moniti; nonostante dipinga il debito come una divinità malvagia da sconfiggere a tutti i costi, al cui altare è necessario sacrificare diritti sociali e di cittadinanza, salute, istruzione e in qualche caso persino la vita, ogni qualvolta egli si trovi in posizioni di potere il mostro prolifera come non mai.
Bicarbonato di sodio e il cancro - Al via la sperimentazione in Arizona
La Leva di Archimede
Il Dr. Mark Pagel, membro dell’University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari come sovvenzione da parte del National Institutes of Health per studiare l'efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno
. In altre parole, la sperimentazione clinica sull'uso di bicarbonato di sodio per via orale nei trattamenti contro il cancro al seno sta per cominciare! [1] Ovviamente ci sono studiosi che hanno capito che il bicarbonato di sodio (baking soda), che è la stessa cosa che può salvare la vita di una persona al pronto soccorso in un attimo, è una delle prime opzioni più sicure ed efficaci per la cura del cancro.
Naturalmente mi sento ripagato per tutto ciò che ho scritto sul libro Sodium Bicarbonate – Rich Man’s Poor Man’s Cancer Treatment
, che è considerato ancora come l'unica recensione medica completa in materia di utilizzo di semplice bicarbonato di sodio nella pratica della medicina. Quando assunto per via orale con acqua, specialmente in acqua con alto contenuto di magnesio, e quando assunto con sistema transdermico, il bicarbonato di sodio diventa una prima linea di cura per il trattamento del cancro, delle malattie renali, del diabete, dell’influenza e anche del raffreddore comune. E soprattutto, è anche uno scudo contro l'esposizione alle radiazioni, tanto che tutti dovrebbero farne uso il prima possibile. La salute di tutti è sotto pesante attacco nucleare da forti venti radioattivi che circondano l'emisfero settentrionale.
USA e Italia in Giordania a provare la guerra
di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo blog
A partire dal prossimo 15 maggio, la Giordania sarà al centro di una delle più imponenti esercitazioni belliche mai realizzate nello scacchiere mediorientale. Più di 12.000 militari provenienti da 17 paesi daranno vita ad Eager Lion 2012 che - secondo il Comando USA per le operazioni speciali - “avrà come obiettivo il rafforzamento delle relazioni tra le differenti forze armate attraverso un comune approccio multinazionale ed inter-governativo per affrontare tutte le odierne e future sfide per la sicurezza”. Salvo imprevisti, i giochi di guerra in Giordania dovrebbero concludersi entro i primi giorni di giugno.
In passato Eager Lion veniva svolta ogni due anni solo dai militari di Stati Uniti e Giordania. Da quest’anno invece vedrà la partecipazione dei reparti terrestri, aerei e navali dei principali paesi della regione mediorientale, Siria esclusa. “Essi verranno addestrati alla guerra irregolare, alle operazioni speciali e alla contro-insorgenza con il coordinamento di una task foce multinazionale guidata dai generali Ken Tovo dell’U.S. Special Operations Central Command e Mohammed Jeridad, direttore del comando per l’addestramento delle forze armate giordane”, ha dichiarato il maggiore Robert Bockholt, portavoce dei reparti speciali Usa. Le unità straniere sono giunte ad Amman nella prima settimana di maggio insieme a numerosi mezzi da guerra come carri armati, aerei ad ala fissa ed elicotteri d’attacco. Sempre secondo il maggiore Bockholt, nel corso delle operazioni sarà simulato un grave incidente chimico affinché “vengano preparati i corpi speciali nella gestione di interventi d’emergenza”.
giovedì 10 maggio 2012
Siria: in azione terrorismo filo-occidentale, 55 morti e 372 feriti
DAMASCO – Aggiornamento alle 14:10: il Ministro dell'Interno siriano ha annunciato il nuovo bilancio: 55 morti e 372 feriti. Probabilmente e' ancora un bilancio provvisorio.
***
Aggiornamento alle 13:45: il numero delle vittime continua a salire. 50 ha annunciato l'ultima volta il Ministro della Sanita' siriano.
***
Aggiornamento alle 11:45: E' salito a 40 morti e 170 feriti il bilancio delle esplosioni di giovedi' mattina a Damasco. Lo riferisce la tv nazionale siriana.
***
La tv siriana ha riferito giovedi' mattina di due violente esplosioni alle porte della capitale Damasco, due attacchi terroristici che hanno causato almeno 29 morti e decine di feriti. E' l'ennesima violazione piu' che palese del cessate il fuoco previsto dal piano di Annan da parte dell'opposizione siriana e/o dei gruppi armati opposti al governo siriano.
Farage: Siamo di fronte alla prospettiva di disordini civili di massa in Europa
Il leader dell'UKIP mette in guardia contro il riemergere del socialismo nazionale
Paul Joseph Watson
Prison Planet.com
Il deputato Nigel Farage ieri ha tenuto al Parlamento europeo un discorso entusiasmante, durante il quale ha avvertito che le azioni dell'UE stanno ponendo le basi per il riemergere del socialismo nazionale e che il continente si trova di fronte alla prospettiva di disordini di massa.
Confrontando la crisi della zona euro con il fallimento del comunismo, Farage ha detto che la UE è un Titanic che ha colpito un iceberg.
"E' una Unione europea del fallimento economico, della disoccupazione di massa, di bassa crescita, ma peggio di tutto è una UE con la prigione economica dell'euro. Questo ora pone pericoli enormi per il continente", ha dichiarato.