lunedì 28 maggio 2012

BREAKING NEWS: I piani del Pentagono per l'attacco militare contro l'Iran

Le minacce velate del Segretario alla Difesa Panetta

Global Research
Press TV

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Segretario alla Difesa Leon Panetta

"La premessa fondamentale è che né gli Stati Uniti nè [sic] la comunità internazionale permetteranno all'Iran di sviluppare un'arma nucleare. Faremo tutto il possibile per impedire loro di sviluppare un'arma". Segretario alla Difesa americano Leon Panetta

Il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta dice che il Pentagono ha preparato piani per effettuare un attacco militare contro l'Iran se, nella disputa sul programma nucleare della Repubblica islamica, la diplomazia dovesse fallire.

Germania ipocrita e opportunista

Fronte di Liberazione dai Banchieri

merkel-copia-1Gli interventi della Merkel mi richiamano il detto dei preti nostrani: fate quel che dico ma non fate quel che faccio…

Il richiamo continuo e ripetuto alla sacralità del pareggio di bilancio fino al suicidio italiota di inserire nella nostra bella Costituzione la costrizione del pareggio di bilancio mi ricorda i moniti dei nostri preti di campagna: fate quello che dico ma non fate quello che faccio. Quello che viene intimato agli altri non vale per la Germania. Agli altri paesi vengono imposti tagli allo stato sociale da un paese che ha un livello di assistenza sociale fra i più elevati di Europa. Ma allora da dove nasce questa richiesta di austerità per gli altri?

La Germania ha affrontato con Kohl uno dei più grossi indebitamenti della storia per la riunificazione della Germania dell’Est. Anche ammettendo che questo sforzo possa esser stato assorbito nel tempo, più recentemente la Germania è intervenuta con l’indebitamento pubblico a salvare le sue aziende, fra le quali quelle automobilistiche, pur continuando ad avere una notevole spesa sociale.

La fabbrica dei bambini malformati

di Valerio Valentini
Byoblu

Guarda cosa diceva Sallusti il 12 novembre. Ma non in televisione.

A sud-est della Sardegna, nella subregione di Quirra, si trova il poligono militare sperimentale più grande d’Europa, utilizzato sia dall’esercito sia dalle aziende private, italiane e non. Quirra, però, non è più soltanto il nome della zona invalicabile in cui avvengono le sperimentazioni di missili e razzi, ma è anche il nome di una malattia: la sindrome di Quirra.

I dati di questa sindrome, come è facilmente prevedibile, sono difficili da trovare, anche per la scarsa collaborazione delle istituzioni. Si hanno però i dati diffusi dalle Asl di Cagliari e Lanusei, che fotografano una situazione inquietante: negli ultimi dieci anni, il 65% dei pastori della zona ha riportato leucemie e linfomi. E si parla di “almeno 21 deceduti per tumori al sistema emolinfatico tra pastori ogliastrini e sarrabesi” a cui vanno aggiunti “una ventina di bambini nati con gravissime malformazioni”. Non solo: nella frazione di Villaputzu, vicina al poligono militare, il 15% della popolazione ha riportato delle neoplasie maligne. Un bollettino da tragedia, “come Chernoyl”, denunciano le associazioni che da anni si battono contro questa strage reiterata.

Quando lo Stato fa paura. Intervista esclusiva a Ida Magli, antropologa e saggista italiana

Informare per Resistere

idamagliQuando un uomo indebitato vede il suicidio come unica soluzione, significa che è stato spinto verso tale gesto. Rimasto solo e indifeso contro poteri troppo forti, e soprattutto difesi da chi dovrebbe in realtà proteggere lui, preferisce togliere il disturbo. Minimalismo, nichilismo, depressione, ecco l’Italia che vogliono in Europa, ecco l’Italia del Governo Monti.

Ne parliamo con Ida Magli, antropologa e saggista italiana. Ha insegnato Psicologia sociale e Antropologia culturale alla Sapienza. Vincitrice del Premio Brancati per la letteratura con il libro “Gesù di Nazareth”. Ha applicato in tutto il suo lavoro il metodo antropologico, invece che alle culture etnologiche e primitive, alla cultura occidentale pubblicando i risultati delle sue ricerche in numerosi saggi dedicati soprattutto al cristianesimo, alla condizione delle donne, agli strumenti di comunicazione di massa. Scrive come opinionista su vari quotidiani, tra i quali Il Giornale. Presidente associazione politica e culturale Italiani Liberi. Antieuropeista, nel 1997 con il suo saggio “Contro l’Europa” (Bompiani) ha previsto ciò che sta accadendo oggi in Europa, in Italia.

Lo Stato ormai fa paura. Un ricco tiranno rinchiuso nel castello, distante anni luce dalla realtà. E fuori, gli italiani a morir di fame. Il benessere degli italiani è al primo posto tra le priorità di questo Governo? Siamo ancora noi lo Stato?

La Grecia insorge contro l'arroganza della Lagarde (Fmi)

Molti hanno fatto notare alla signora Lagarde che sia i bambini privati del diritto all'istruzione in Africa sia quelli che sono stati precipitati nella povertà in Grecia (secondo un recente rapporto dell'Unicef i bambini malnutriti in Grecia sarebbero quasi 450.000) sono vittime dei piani di aggiustamento strutturale, dei ricatti e dello strozzinaggio internazionale esercitato proprio dall'organismo di cui la Lagarde è Direttrice.

di 
Redazione Contropiano

lagardeLe parole del direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, hanno provocato un moto d'indignazione e rabbia nella società greca e preoccupazione in alcuni ambienti istituzionali europei. Nei sondaggi è testa a testa tra Syriza e centrodestra.

"Bisogna che i greci comincino ad aiutarsi l'un l'altro pagando tutte le tasse", aveva detto la Lagarde in una intervista al quotidiano britannico The Guardian, aggiungendo che l'Fmi non aveva intenzione di addolcire i termini del pacchetto di austerità per Atene. E poi la ciliegina sulla torta, quando ha confessato di provare più simpatia per i bambini privati dell'istruzione nell'Africa sub-sahariana che per molti greci che rischiano la povertà per la crisi. «I genitori greci devono pagare le tasse», ha detto riferendosi al fenomeno dell'evasione fiscale nel Paese. Incalzata dal forse incredulo intervistatore la Lagarde aveva precisato: "Penso più ai bambini di un piccolo villaggio del Niger che vanno a scuola due ore al giorno, dividendosi una sedia in tre, e che sognano di avere una buona istruzione. Penso a loro sempre. Perchè penso che hanno più bisogno di aiuto della gente di Atene".

domenica 27 maggio 2012

Siria, esecuzioni di bambini, manipolazioni bellicose e libanizzazione…

di Marinella Correggia
SibiaLiria

syria houlaQuel che è certo è che da mesi la violenza più atroce e incredibile (settaria?) in Siria ha corso comune. Quel che è certo l’orrore di molti bambini e adulti trucidati, a Hula, in Siria. Un atto diabolico. Dolorosissimi i video (con ambientazioni diversificate) che mostrano quei piccoli corpi. Ma sugli autori del massacro e sulle dinamiche le versioni sono come al solito opposte. Le fonti dell’opposizione li attribuiscono all’esercito. Il regime siriano nega ogni responsabilità, annuncia un’inchiesta di tre giorni e sostiene che l’attacco armato è stato portato invece da “armati antigovernativi”.

Anche il centro di informazioni cattolico della provincia di Homs Vox Clamantis dà una versione ben diversa da quella dei media internazionali.

Per quanto non ci siano conferme del coinvolgimento dell’esercito siriano nell’attacco, i media internazionali e i leader si sono precipitati ad accusare il regime e a chiedere un intervento internazionale forte, e così la stessa opposizione siriana, con il cosiddetto Esercito libero che si ritiene ormai libero da ogni vincolo di cessate il fuoco chiesto dal piano Annan). Un’occasione davvero utile, perla Clintoncome per il Qatar. Dunque il chiedersi “cui prodest” non è peregrino.

venerdì 25 maggio 2012

Il cavallo di Pandora è sceso dall’Olimpo

PressEurope
The Times

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Christo Komarnitski

Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.

Hugo Rifkind

Non riesco a trovare un’analogia adatta. È irritante. La mitologia greca, in particolare, è molto meno utile di quanto immaginassi. Pensavo che la storia del cavallo di Troia fosse una metafora perfetta per spiegare come la Grecia, un contenitore di debito e false speranze, si è infiltrata nell’eurozona e ha rovinato tutto.

Ma poi mi sono accorto che la similitudine implica che i greci abbiano scatenato intenzionalmente questo inferno. E non è andata così. In realtà la Grecia è più simile a un cavallo di Troia che cerca disperatamente di trattenere il male al suo interno. Un vaso di Pandora con le fattezze di un cavallo di legno, che si arrampica su una collina e ingenuamente crede che non ci sarà mai una discesa, costretto a nutrire per sempre un mostro nascosto in cantina, con la testa di toro e un corpo che – maledizione! – non somiglia affatto a quello di un orso.

Quelli che hanno costruito il cavallo, che forse sono nascosti al suo interno e forse no – sto cominciando a confondermi – per un attimo hanno assaporato il brivido del trionfo, convinti che tutto si stesse trasformando in oro. Ora però hanno paura di guardare in faccia la verità ed essere trasformati in statue di pietra.

“La guerra umanitaria”: ora in italiano il documentario di Julien Teil

Geopolitica

humanitarianwarLa guerre humanitaire è un documentario del 2011 sulla recente guerra in Libia che, dopo aver avuto successo anche nell’edizione inglese (The Humanitarian War) grazie all’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) arriva finalmente in Italia. La versione con sottotitoli in italiano (a cura di Giuliano Luongo e Daniele Scalea) è disponibile sul canale YouTube di Geopolitica [[clicca]].

Il documentario, della durata di poco meno di 20 minuti, è stato realizzato da Julien Teil, associato al Centre for the Study of Interventionism. Esso tratta di come le accuse, rivolte alle autorità libiche, di violazione dei diritti umani all’interno del paese abbiano portato ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e a un successivo intervento armato contro Tripoli. L’indagine si concentra in particolare sul ruolo della Lybian League for Human Rights (LLHR), che ha denunciato all’ONU i presunti crimini di Tripoli, ma che risulta fortemente collusa, in varie personalità e per le fonti delle sue accuse, col CNT che ha rovesciato il regime. Si mostra dunque con quanta facilità la giustizia internazionale sia stata manipolata per un interesse di fazione interno alla Libia.

Fonte: Geopolitica 25 Maggio 2012

Equitalia è una pistola fumante

Spa a capitale pubblico – inflessibile coi deboli e malleabile con i forti – è al centro di dure contestazioni. Senza nessuna giustificazione per gli evasori, il nodo sono i metodi di “strozzinaggio” di Equitalia che funge da moltiplicatore del debito privato delle fasce sociali più basse del Paese.

di Antonio Musella
MicroMega


equitaliaLe mobilitazioni contro Equitalia nel nostro paese si sono susseguite nelle ultime settimane. Per mobilitazioni qui si intende le proteste pubbliche, popolari ed alla luce del sole come quelle di Napoli e Mestre o come quella degli operai di Termini Imerese all’Agenzia delle Entrate. Un tema, quello del debito privato, che trova ancora poca centralità, suo malgrado, nello spazio dell’analisi politica.

E’ vero che il tema della pressione fiscale lascia spazio a facili sortite demagogiche, come quelle in salsa verde dei leghisti contro le “tasse di Roma ladrona”. Bisogna innanzitutto centrare il tema, ed in questo le recenti mobilitazioni napoletane hanno avuto il merito di definire bene lo spazio rivendicativo. Le tasse vanno pagate e gli evasori fiscali devono essere perseguiti. Partiamo da questo dato, per tranquillizzare da subito tutti quelli che hanno letto con leggerezza le mobilitazioni contro Equitalia: nessuno di quelli che hanno manifestato a Napoli o a Mestre reclama la fine dei tributi.
Fatta questa necessaria premessa, passiamo alla disamina della questione.

giovedì 24 maggio 2012

L’ESM sarà la pietra tombale della democrazia in Italia

di Angelo Meschi
Investire Oggi

esm-dittaturaOccorre far sapere a quante più persone possibile a cosa stiamo andando in contro. L’ESM il fondo permanente di salvataggio per combattere la crisi del debito di Eurolandia diverrà operativo dal 1° luglio prossimo. Ma in sostanza cosa è l’ESM?

L’ European Stability Mechanism (ESM) che prenderà il posto del fondo salvastati prima versione (EFSF), si propone di concedere finanziamenti agli stati in difficoltà e alle banche.

Bene potrebbe rispondere lo sprovveduto che legge, ma il fatto è purtroppo che qui c’è in gioco il futuro nostro e dei nostri figli.

Dietro lo scorporo di Snam da Eni, spunta Goldman Sachs

goldman
La Cassa Depositi e Prestiti sceglie la banca simbolo della speculazione, per comprare il 29,9% della società del gas

di Filippo Ghira
Rinascita

La Snam, la società che gestisce la distribuzione del gas in Italia, sta per avviarsi sul cammino che la porterà ad essere separata dall’Eni (che ne detiene il 51% delle azioni). Una svolta che ci è stata imposta dalla Commissione europea, dall’Antitrust europeo ed italiano con la scusa che bisogna offrire a tutti gli operatori del settore, non soltanto l’Italgas che è pubblica, uguali possibilità di accesso e alle stesse tariffe mentre, questa era l’accusa rivolta ad Eni, il controllo su Snam lo rendeva impraticabile. La svolta è stata sostenuta a spada tratta anche dalle compagnie petrolifere estere, statunitensi e anglo-olandesi, oltre a quelle francesi, che da un indebolimento dell’Eni, perché di questo si tratta, puntano a trarre notevoli vantaggi operativi sullo scacchiere energetico internazionale.

martedì 22 maggio 2012

I tentacoli della Finanza internazionale che stritolano l'Italia

di Gianni Petrosillo

international financeLe smancerie di Obama al nostro Presidente del Consiglio sono la mancia in spiccioli che gli Usa elargiscono all’Italia per aver eseguito gli ordini coloniali alla perfezione. Gli osservatori internazionali chiamano questa affettazione con nomi altisonanti ma l’immagine che essa rimanda alla mente è quella del biscotto tirato al cane da compagnia scodinzolante. Se a Monti è stato riconosciuto un ruolo di primo piano al G8 è soltanto perché questo evento è ormai inutile e squalificato, un summit delle chiacchiere (come lo ha definito il Generale Carlo Jean),  e di una stanca ritualità ineffettuale, fuori dalle geometrie geopolitiche dell’attuale fase storica di un mondo non più unipolare e timidamente multicentrico.

A Monti viene anche affidato il compito del mediatore tra la rigida Berlino e quel che resta della flaccida Europa, con quest’ultima davvero persuasa che i malanni comunitari abbiano origine nella foresta nera piuttosto che nella selva oscura del Nuovo Mondo, dove la nostra sovranità resta atterrita. Ma che strano intermediario questo professore affossatore al quale la divisa dell’arbitro serve solo per tenere nascosta, appena sopra la pelle, la casacca a stellette e striscette. Innalzare più in alto la bandiera europea per meglio seppellirla, ecco a cosa serve l’ostentato europeismo ex cathedra di questi illuminati spenti, pieni di sé e vuoti di spirito dei tempi. E sì, perché Monti, non può fare diversamente, essendo il prodotto di quei tentacoli finanziari atlantici che adesso rivendicano il momento della reminiscenza e della riconoscenza da parte del loro pupillo, il quale senza manine e spintarelle d’oltreoceano non sarebbe Premier e nemmeno Senatore.

La società del cordoglio

Informare per Resistere

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Troppo cordoglio nell’aria. Abbiamo un presidente della Repubblica che esce dal coma praticamente solo per esprimere cordoglio e invocare coesione nazionale. Presto avremo un ministro per il cordoglio, uno che viene fuori da un corso per cordogliatori o cordoglianti, che piange il giusto, che usa parole come “oltremodo” “infausto” e “strazio”, che ha una posa popular/friendly perché bisogna pur far capire che i governanti sono empatici con le disgrazie di noi poveri umani di quaggiù.

Poi c’è il giornalista del cordoglio, quello che si straccia le vesti e batte il pugno al petto e soffre, senti come soffre?, c’ha la sofferenza che gli cordoglia inside e come cordoglia lui proprio nessuno, e va cercando elementi cordoglianti in ogni dove per mantenere desta l’attenzione e per provocare orgasmi collettivi a quella gente così commossa, così partecipe, così curiosa e affamata di dettagli morbosi. Sono zombies che si eccitano alla vista di tanta pornografia emotiva e non sanno esistere senza un pelo di pube dell’adolescente stuprata, una pagina del diario con i cuoricini della ragazzina ammazzata, un “Filomena, piccolo angelo” tatuato sulla fronte.

CatasTroika: Privatization Goes Public

Voci dalla Strada

Il documentario mostra e dimostra la catastrofe che segue la privatizzazione e la liberalizzazione, per risolvere una crisi voluta, che ne è la giustificazione. La giustificazione per depredare intere nazioni del patrimonio e dei beni pubblici del suo popolo, usando sistemi repressivi e liberticidi e inducendo i lavoratori a una condizione di schiavitù.

lunedì 21 maggio 2012

NATO. "1984" rivisitato. Quando "La guerra è pace"

di Ross Ruthenberg
Global Research

1984Considerando lo stato attuale della pace nel mondo e della politica della Responsabilità di Proteggere  (R2P) della NATO e per mantenere un giusto senso di equilibrio, il libro di George Orwell "1984" dovrebbe essere rivisitato periodicamente. Nello spirito del vertice NATO di Chicago, vi presento alcune citazioni di quel libro di testo-per-domani:

* "Se il Partito poteva impossessarsi del passato e dire, di questo o quell'av-venimento, che non era mai accaduto, ciò non era forse ancora più terribile della tortura o della morte?."

* "Non capisci che lo scopo principale a cui tende la neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d'azione del pensiero?
Hai mai pensato, Winston, che entro il 2050, al massimo, nessun essere umano potrebbe capire una conversazione come quella che stiamo tenendo noi due adesso? Sarà diverso anche tutto ciò che si accompagna all'attività del pensiero. In effetti il pensiero non esisterà più, almeno non come lo intendiamo ora. Ortodossia significa non pensare, non dover pensare. Ortodossia è incoscienza. "

* "Gli uomini di governo di tutte le epoche hanno sempre tentato d'imporre una concezione del mondo assolutamente arbitraria ai loro seguaci".