lunedì 6 agosto 2012

Il gioco al massacro del debito

di  Sergio Cararo
Contropiano

debito-massacro

Ottantadue miliardi di euro per l’anno in corso, ottantacinque per il prossimo. Queste sono le previsioni di spesa per gli interessi da pagare sui titoli del debito pubblico italiano salito ormai a circa 2mila miliardi di euro. Ma chi se ne impossessa? E a chi vengono sottratti?

Il pagamento degli interessi sui titoli del debito pubblico italiano arricchiscono banche, assicurazioni e fondi di investimento italiani e stranieri. Soldi sottratti ai servizi, alle spese sociali, ai salari per ottemperare ad un “impegno” che lo spread e la speculazione finanziaria rendono praticamente irrisolvibile. Parlare di pareggio di bilancio e di fiscal compact diventa un avventurismo suicida e sanguinoso per l’intera società. Continuare a giocare con queste regole del gioco… è un gioco al massacro sociale.

Ogni anno lo Stato paga gli interessi sul debito pubblico a coloro che hanno acquistato i titoli di debito dello stato italiano (Bot,Btp,Ctz, Cct etc.). Questi interessi oscillano già tra i 70 e gli 80 miliardi di euro l’anno. L’aumento o la diminuzione dello spread fa aumentare o diminuire questi interessi da pagare. Ma a chi vengono pagati ogni questi 70-80 miliardi di euro che portano in deficit i conti pubblici anche se le entrate fossero pari o superiori alle spese nel bilancio dello Stato? Chi sono i proprietari del debito pubblico italiano al quale ogni anno dobbiamo dare i soldi sottratti a ospedali, scuole, pensioni, salari etc.?

Assistenzialismo è il massimo della fantasia politica della "sinistra"

di Zag(c)
Bella ciao

ilva-tarantoA Taranto si ripeterà il solito copione di sempre. La difesa ad oltranza dell’esistente, un pò di soldi che arriveranno dal cielo da regalare al politico di turno che li spargerà a pioggia accontentato prime gli uni , ( i soliti) e qualcosa anche agli altri ( per accontentarli) E la storia si ripeterà drammaticamente, sempre più in tragedia. E’ già successo altrove è già successo anche a Taranto in questi cinquant’anni di inquinamenti e disastri ambientali.

Ma al di là del contentino in danaro , la logica non cambia. E’ la conservazione dell’esistente , degli equilibri raggiunti, la mancanza di visione del futuro diverso dall’oggi. La mancanza di una progettualità di una programmazione di una politica industriale, di un cammino . Quando una produzione industriale raggiunge la sua maturità , diventa obsoleta , si continua a foraggiarla di finanziamenti a fondo perduto, pur di tenerla in piedi, pur di non affrontare la realtà. E’ successo per le industrie del carbone e dell’alluminio in Sardegna è successo e succede per l’industria automobilistica è successo e succede per l’industria siderurgica di Taranto.

La produzione dell’area a caldo di Taranto è tecnologicamente obsoleta. Il processo produttivo dell’altiforno( Taranto ne ha cinque di cui il quinto è il più grande d’Europa ) per la produzione della ghisa attraverso il passaggio dell’agglomerato per la pezzatura del calcare e della cokeria per la formazione dal carbon fossile in carbone coke è un processo degli anni ’70. Produzione altamente inquinante, un processo altamente costoso in termini energetici e un processo rigido in quanto la produzione non può mai smettere , si può ridurre , ma non più di tanto, deve andare. Tecnica produttiva datata anni ’70 fatta di megastrutture (Nota a margine), per la produzione di scala quando il mercato mondiale richiedeva grandi quantità di acciaio, anche di scarsa qualità.

La nostra rovina economica è libertà per i super-ricchi

Informare per Resistere
di George Monbiot  –
The Guardian

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Il modello è morto, lunga vita al modello. I programmi d’austerità stanno prolungando la crisi che dovevano risolvere, tuttavia i governi si rifiutano di abbandonarli. La Gran Bretagna offre un esempio efficace. I tagli, prometteva la coalizione, sarebbero stati dolorosi ma avrebbero funzionato. Sono dolorosi, altroché, e ci hanno spinto in una doppia recessione.

Il risultato era stato ampiamente previsto. Se si taglia la spesa governativa e il reddito dei poveri durante una crisi economica, è probabile che la si renda peggiore. Ma la settimana scorsa David Cameron ha insistito a dire che “andremo avanti e completeremo il lavoro”, mentre il cancelliere ha sostenuto che il governo ha “un piano credibile e ci stiamo attenendo ad esso.”

Sorgono due domande. La prima è familiare: perché la reazione del pubblico a quest’attacco alla vita pubblica e al benessere pubblico è stata così tiepida? Dove sono le massicce e prolungate proteste che ci saremmo potuti aspettare? Ma l’altra domanda è ugualmente sconcertante: dov’è l’élite economica?

Certamente la classe imprenditoriale e i super-ricchi  – gli unici che il governo ascolta – possono vedere che queste politiche stanno distruggendo i mercati da cui dipende la loro ricchezza. Certamente sono in grado di capire che questo capitalismo da terra bruciata sta fallendo persino nei suoi stessi termini.

Per capire quest’enigma dovremmo in primo luogo capire che quel che è presentato come un programma economico è, di fatto, un programma politico. E’ l’attuazione di una dottrina: una dottrina chiamata neoliberalismo. Come ogni credo, esiste nella sua forma pura soltanto nei cieli; quando riportata sulla terra si trasforma in qualcosa di diverso.

sabato 4 agosto 2012

L'operazione Batman si espande: voi avete sparato a quelle persone

Jon Rappoport
Prison Planet

batman psy-opLa psy-op dell'omicidio-Batman si allarga.

Mira ad ingigantire un crimine orribile in una pericolosa bugia universale.

Ora ci viene detto che una "squadra di valutazione della minaccia" dell'università del Colorado era a conoscenza di "problemi con James Holmes" nel mese di giugno, un mese prima che commettesse gli omicidi e creasse caos nel teatro Aurora.

http://www.ydr.com/nation-world/ci_21213539/?source=hot_topics

L'operazione occulta si sta rivelando. La "squadra di valutazione della minaccia" è un modo per affermare che i problemi di Holmes, non sono un caso unico, infatti, questo è un problema a livello di società. Altrimenti, perché dovrebbe esistere una squadra di valutazione della minaccia, prima di tutto?

E quale sarebbe il problema? La malattia mentale. Si tratta di un'epidemia cronica.

La PSYOP subliminale afferma che lo squilibrio è nella natura della condizione umana, più specificamente, è nella natura del cervello.

La "squadra di valutazione della minaccia" diventa un simbolo che permette al pubblico di sapere che gli omicidi-Batman sono un sintomo di una situazione più ampia. Secondo la cronologia propagandata, noi popolo abbiamo bisogno di gruppi di valutazione delle minacce, e non solo di quella dell'Università del Colorado. 

Agricoltura e salute

Soluzioni locali per un disordine globale: Documentario di Coline Serreau oltre il documentario "ecologista", mostra le recenti soluzioni a un'appropriazione della catena alimentare che è una minaccia incombente oltre che per la salute e il pianeta, anche per la libertà individuale e collettiva.

La regista s'incontra in tutto il mondo con persone che implementano le proprie soluzioni ai disordini ambientali.

Incontra: Vandana Shiva, Pierre Rabhi, Lydiae Claude Bourguignon, il Movimento Lavoratori Senzaterra, Kokopelli, M. Antoniets , Ana Pradeshi, Philippe Desbrosses, Joao Pedro Stedile, serge Latouche, Devinder Sharma, Laurent Marbot, ecc.

"Con questo film, mostro che ci sono in tutto il mondo, persone che, senza saperlo, fanno la stessa cosa, che hanno la stessa filosofia di vita e le usano le stesse pratiche con la Madre Terra. Evidenzia, l'universalità di soluzioni, così come la loro semplicità, questo è il vero scopo del film." -Coline Serrau

venerdì 3 agosto 2012

Draghi sotto accusa: lasci la Bce o la “Setta dei Trenta”

Libre

Mario Draghi si dimetta dalla Bce o lasci il “Gruppo dei Trenta”, la super-lobby mondiale che tende a “infiltrare” Stati e governi per condizionare le leggi nazionali ed europee, a cominciare dall’international banking, a favore degli interessi esclusivi della grande finanza. A lanciare l’allarme stavolta è il comitato di sorveglianza dell’Unione Europea, che avrebbe avviato un’indagine – per conflitto di interessi – sul presidente della banca centrale di Francoforte.

Draghi, salito alla guida della Bce col sostegno decisivo della Germania, è attualmente impegnato per tentare di “salvare l’euro”. Obiettivo: trasformare di fatto la banca centrale europea in “prestatore di ultima istanza”, in grado cioè di assorbire – acquistando titoli tramite il Mes, il nuovo “meccanismo europeo di stabilità” – il debito sovrano dei paesi come Spagna e Italia, messi in pericolo dalla speculazione internazionale e ormai in balia dei “mercati”, in quanto pericolosamente indeboliti dalla catastrofica perdita della sovranità monetaria e costretti a farsi prestare a caro prezzo la moneta comune.

Se la Reuters annuncia il procedimento contro Draghi, interviene Gundi Gadesman, la portavoce del “mediatore europeo” Nikiforos Diamantoros, Draghi-2che deplora la “drammatizzazione” del caso. L’accusa a Draghi giunge dal Ceo, l’Osservatorio dell’Europa industriale (“Corporate Europe Observatory”), che in realtà è una campagna indipendente che monitorizza l’influenza dei “poteri forti” sulle decisioni di Strasburgo e Bruxelles. Secondo il Ceo, Draghi non sarebbe totalmente indipendente, nella sua veste di super-banchiere europeo e “signore dell’euro”, a causa della sua appartenenza al G30, il forum internazionale ultra-esclusivo che riunisce industriali e banchieri. «Abbiamo ricevuto una denuncia e abbiamo inviato una lettera alla Bce: ora stiamo aspettando una risposta», ammette il “mediatore”. L’Eurotower ha tempo fino alla fine di ottobre per rispondere. A quel punto, Diamantoros formulerà “raccomandazioni non vincolanti”. «Non abbiamo il potere di imporre sanzioni», spiega la Gadesman: «Cerchiamo di trovare una soluzione amichevole».

mercoledì 1 agosto 2012

La Bce è divisa sull’acquisto di titoli pubblici

di Filippo Ghira
Rinascita

merkel-draghi
Le pressioni tedesche frenano Draghi su un intervento del fondo salva Stati. Per la Germania devono agire i governi

Voci insistenti provenienti dal direttivo della Banca centrale europea affermano che alla riunione di domani a Francoforte non è stata posta all’ordine del giorno alcuna discussione sull’acquisto di titoli di Stato di Paesi in difficoltà, come potrebbero essere Spagna e Italia. Paesi i cui governi fanno fatica a tenere sotto controllo la spesa pubblica e ad abbassare il livello del debito e del disavanzo.

Non a caso a riferire tali voci è stato il quotidiano tedesco Die Welt che si è fatto interprete del malumore dei cittadini tedeschi, sempre più restii ad investire soldi per pagare i debiti dei Paesi cicale dell’area Sud. E poca differenza fa che questo avvenga attraverso l’acquisto di Bonos e di Btp da parte della Bce o in alternativa da parte dei fondi salva Stati. Quello provvisorio (Efsf) che dovrebbe presto essere messo in liquidazione e quello permanente (Esm) che doveva essere operativo dal 1 luglio ma che è stato bloccato dal ricorso della Linke alla Corte Costituzionale che ha rinviato al 12 settembre il verdetto e posticipato a tale data il necessario voto del Bundestag.

Angela Merkel che pure aveva dato il via libera all’acquisto di titoli pubblici da parte dell’Esm al fine di calmierare il rialzo dello spread tra i Bund tedeschi e i Bonos e i Btp, sta incontrando sempre maggiori difficoltà in patria con gli alleati di governo, i liberali della Fdp e i democristiani bavaresi della Csu, che hanno alzato le barricate. La spiegazione è  duplice. Da un lato la crisi si sta facendo sentire anche in Germania. Il Pil quest’anno crescerà “soltanto” dell’1% e i tedeschi incominciano a temere per il proprio livello di vita. Dall’altro si deve tenere presente che nel 2013 si vota per il Bundestag e la Cdu della Merkel, più volte sconfitte alle ultime regionali, teme di perdere la maggioranza e quindi la guida del governo. E non ha alcuna intenzione di rafforzare tale tendenza avallando soluzioni a favore di Spagna e Italia che non verrebbero capite ed apprezzate dai cittadini.

sabato 28 luglio 2012

Disuguaglianza sociale globale:comunque vada, noi non ce la faremo

ilupidieinstein.blogspot.it

financial eliteNon ce la faremo perchè questa crisi è programmata dall'elite globale che ci ha tenuti in un continuo stato di preoccupazione e di paura, e quindi di asservimento, al fine di arricchirsi ancora di più e di trasformarci in un branco di disperati.

Quelli che ora stanno governando nel mondo, diretti mandanti dell'elite, ci stanno sottraendo non solo quello che serve alla nostra sopravvivenza fisica ma anche, e soprattutto, la nostra dignità, il nostro onore, la nostra sicurezza, la nostra fiducia e le cose in cui crediamo.

Quelli che ora governano nel mondo sono "globalisti", la peggiore specie che si sia mai vista nella storia. Sono perversi, vili, narcisisti (esistono anche stupendi narcisisti ma non è questo il caso), e non vogliono mai macchiare la loro falsa immagine, quell'immagine con la quale si presentano al mondo e che attribuisce loro un'aria di finta bonomia.

Sono talmente desiderosi di non rovinare la loro immagine, neanche di fronte a se stessi, da escogitare sempre nuove tecniche, volte a fare in modo che siamo noi stessi a farci del male.

Alimentano continuamente il cammino verso la violenza che è sempre lo stesso ed è la sequenza frustrazione - rabbia - violenza. La frustrazione nasce quando l'azione di una persona, mirata ad un obiettivo,  viene bruscamente fermata da una causa esterna. Quale frustrazione più grande di quella che nasce dal vedersi cambiare i propri progetti di vita, elaborati in mezzo a tante difficoltà?

venerdì 27 luglio 2012

Spread: luglio col bene che ti voglio, qui dietro c’è un imbroglio

By ilsimplicissimus

monti-e-draghi-tra-gli-uomini-piu-influenti-del-mondo

luglio stamane al mio risveglio
non ci speravo piu’ ia ia ia ia
luglio credevo in un abbaglio
e invece ci sei tu ia ia ia ia

Com’erano serie le canzonette di una volta, persino i tormentoni dell’estate che pervadevano “scali e pensioni” dentro un Paese che voleva cambiare e che almeno voleva vivere. Invece il luglio di quest’anno ci porta all’Italia di una confusa sopravvivenza che chiamano spread. Ed è francamente molto peggio, anzi molto più stupido.

Abbiamo un premier che quando lo spread sale  si fa di burro e tenta di risvegliare il cadavere dell’economia reale che ha  imbalsamato. Ma appena il maledetto scende di un po’ risfodera la sciaboletta giocattolo e grida alla carica atteggiandosi a monumento equino, seguito dai ragli dei debenettini. Certo non tutti amano il sociopatico di Palazzo Chigi, nemmeno a destra dove ancora lamentano la caduta del ricco Epulone che almeno alle sue mense lasciava briciole di tangenti e strafighe: così inneggiano a Draghi, ora assunto a tempo pieno come vero Salvatore e sommo Profeta.

Persino Petrucci  presidente del Coni fin dal sesto giorno della creazione del mondo ci fa sapere che vincere medaglie abbassa lo spread: lo aveva detto già dopo Italia – Germania e dopo una vittoria della Ferrari. Bè luglio col bene che ti voglio, ancor mi meraviglio….

giovedì 26 luglio 2012

Il mercato non si autoregola mai, compete e basta

di Roberto Marchesi
Rinascita

mercatiAltro che “interesse dei consumatori”, altro che “libero”: è una gabbia per aumentare i profitti dei pochi

I mercati, per funzionare bene, devono essere lasciati assolutamente liberi di muoversi, perché è solo con una competizione completamente libera che i prezzi scendono e le popolazioni possono acquistare prodotti di ogni tipo a prezzi accessibili.”

Questa favola, ad uso della gente comune che non ha né tempo né voglia di occuparsi più a fondo dei segreti che muovono i mercati, viene usata quotidianamente in forma di bombardamento mediatico per far credere una verità che è vera solo in parte, quindi falsa.

E’ vero che una sana competizione nei mercati interviene a deprimere i prezzi, ma è ancor più vero che occorrono regole molto severe ad evitare che la competizione, lasciata troppo libera, si spinga a fare cose che non sono assolutamente nell’interesse della popolazione.

Un esempio (persino banale) è quello delle sofisticazioni sui generi alimentari. In un mercato completamente libero la competizione sul prezzo porta alcuni produttori senza scrupoli a immettere sul mercato generi alimentari che possono essere dannosi per la salute di chi li consuma. E’ vero che in questo caso molti organi di informazione provvedono a informare il consumatore sul pericolo presente, ma e’ vero anche che, finché tali prodotti hanno libertà di circolare, finiscono per essere comunque acquistati da qualcuno. E sono ovviamente le fasce più povere della popolazione che, per diverse ragioni, li acquistano diventandone le vittime. E’ per questa ragione che ogni paese evoluto ha istituito organismi di controllo e regole per contenere l’eccessiva libertà dei mercati quando questa va a scapito della salute.

mercoledì 25 luglio 2012

No al Muos, no ai droni. Per la smilitarizzazione della Sicilia

di Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo Blog

no muos

A trent’anni di distanza dalla mobilitazione di Comiso, il popolo della pace è tornato. Ed è tornato in Sicilia. L’isola è, infatti, al centro di un brutale processo di militarizzazione che ha Sigonella come sede strategica principale.

Stiamo parlando del M.u.o.s. cioè un sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze USA, un terminale terrestre costituito da mega antenne e satelliti che sta vedendo la luce su quella che era una sughereta. Ettari di riserva naturale lasceranno il posto a questi strumenti di morte: antenne che emettono onde elettromagnetiche con ricadute sulla salute della popolazione.

Da Sigonella si daranno direttive per attacchi missilistici e droni. Già, gli aerei senza pilota, ultima frontiera della guerra del 21 secolo che aprono la via verso l’automatizzazione dei conflitti. La base Usa ne sa qualcosa, infatti ospita già numerosi droni. Tutto questo, come sempre, sulla pelle della popolazione che rischia tanto (e troppo) in termini di salute e sicurezza per pagare il solito pegno di vassallaggio nei confronti di una potenza straniera.

Davanti a questo stato di cose, il popolo della pace ha deciso di darsi appuntamento domani a Catania per lanciare una campagna estiva e autunnale di mobilitazione contro la barbarie statunitense che risponde al nome di M.u.o.s. e droni. Tra i promotori dell’iniziativa (che si terrà domani alle cinque presso la Camera del Lavoro di Catania in via Crociferi) c’è il giornalista/ saggista ed ecopacifista, Antonino Mazzeo che Zenzero ha intervistato.

Siria: si combatte ovunque

di  Redazione Contropiano

siria

La situazione si aggrava di ora in ora. Gran parte della Siria è fiamme, scontri e bombardamenti si segnalano ovunque, i più duri ad Aleppo. Una fonte Cia: “non abbiamo la situazione sotto controllo, dipendiamo da Turchia e Sauditi”.

Secondo le notizie diffuse dai media di Stato e indirettamente confermate dall’opposizione armata, le truppe governative hanno ripreso negli ultimi giorni il controllo di quasi tutta la capitale Damasco. Ma i combattimenti hanno costretto migliaia di persone a scappare da alcuni quartieri, trovando rifugio presso amici e parenti, o nelle quattro scuole trasformate in centri di accoglienza temporanea per 3300 persone.

Adesso è Aleppo a fare da scenario a nuovi e accesi scontri. Fonti della MISNA raggiunte in città riferiscono di combattimenti nei quartieri di periferia e di una situazione ancora relativamente tranquilla al centro. “Sentiamo i colpi di arma da fuoco e le esplosioni, vediamo gli elicotteri governativi ronzare sui cieli di Aleppo e cerchiamo di assistere gli sfollati” affermano alcuni abitanti. Intanto, cresce il numero dei rifugiati oltreconfine. Gli ultimi dati dell’Acnur – l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati - indicano un totale di 118.204 siriani registrati nei paesi confinanti. Un numero probabilmente inferiore a quello reale, visto che molti rifugiati, in particolare in Giordania, attendono di essere registrati o stanno ricevendo assistenza nel paese attraverso altri canali; anche in Libano negli ultimi giorni il flusso di siriani è aumentato. Non sempre i siriani scappano dai combattimenti o dai rastrellamenti delle forze governative. Aumentano infatti le testimonianze di siriani che denunciano di essere stati cacciati dalle loro case dalle milizie ribelli e addirittura da combattenti stranieri.

Chiusa la trasmissione di Davide Gramiccioli

di Massimo Mazzucco
luogocomune.net

radio iesLettera ad un censore senza nome - di Massimo Mazzucco

Hanno chiuso la trasmissione "Ouverture" di Davide Gramiccioli su Radio Yes. La cosa era più che prevedibile: non si può parlare liberamente di cure alternative contro il cancro, di 11 settembre, di pericolo dei vaccini, di corruzione nelle istituzioni, di scie chimiche e di preti pedofili, senza che arrivi prima o poi la classica telefonata che "consiglia vivamente" all'editore di chiudere al più presto quella trasmissione.

E siccome l'editore in questione è una figura di rilievo della sanità privata, bisogna dire che ha già avuto fin troppo coraggio nel permettere a Gramiccioli la totale libertà che lui richiede nel condurre le proprie trasmissioni. Ma gli ascolti stavano aumentando costantemente (pare che la gente - cosa curiosa - abbia una gran sete di verità in questo periodo), e quindi ad un certo punto la fatidica telefonata è arrivata.

Ed è proprio alla persona che ha fatto quella telefonata - di cui ovviamente non conosco il nome - che voglio rivolgermi.

martedì 24 luglio 2012

La vera storia della Siria

Documentario video tradotto dall’originale dalla Redazione di Informare per Resistere

Lo pubblichiamo, molto volentieri, su segnalazione della stessa redazione, perchè il lavoro delle persone che fanno informazione merita rispetto e merita di essere diffuso.

Grazie a chi ha portato a termine questo lavoro

Pubblicato su YouTube in data 24 Luglio 2012 da informarexresistere

Il sapere è un'arma - http://www.informareXresistere.fr
Quali sono le forze in gioco oggi nel mondo? Una domanda irrisolta da quelle persone di fiducia che dovrebbero comunicarci la verità. E siamo ben lontani da ottenerla, non per mancanza di accesso, ma per la paura costante creata per offuscarci la visione.

Un conflitto che non è contro la Siria o contro Assad ma è il proseguimento di un'operazione iniziata dalle forze imperialiste con gli attacchi terroristici del 11 Settembre 2001.

Questa è la vera storia della Siria. 
Documentario originale in inglese: http://www.youtube.com/watch?v=O0pK-hXbcws

Informarsi è già resistere. Unisciti alla resistenza:
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12 Segni che la Spagna si sta spostando dalla recessione alla depressione

da The Economic Collapse Blog

SpainDove l'abbiamo già visto? I rendimenti obbligazionari salgono al di sopra del livello di pericolo del 7 per cento. Già successo. Il mercato azionario si blocca a nuovi minimi. Già successo. L'attività industriale precipita e l'economia si contrae. Già successo. Il tasso di disoccupazione sale oltre il 20 per cento. Già successo. L'esplosione di un'enorme bolla spinge il sistema bancario sull'orlo dell'implosione. Già successo. I governi locali in bancarotta pregano il governo nazionale in bancarotta per i salvataggi. Già successo. Pressioni della comunità internazionale al governo nazionale per attuare profonde misure di austerità che rallentano l'economia ancora di più e orde di manifestanti violenti per le strade. Già successo. Tutto questo è successo in Grecia, sta accadendo proprio ora in Spagna, e ricordate le mie parole finirà per accadere negli Stati Uniti. Ogni bolla del debito alla fine esplode, e in questo momento la Spagna sta vivendo un livello di sofferenza economica che poche, pochissime  persone hanno visto arrivare. La recessione in Spagna sta rapidamente diventando una vera e propria depressione economica, ed a questo punto non vi è alcuna speranza e nessuna luce alla fine del tunnel.

La cattiva notizia per l'economia globale è che la Spagna è molto più grande della Grecia. Secondo le Nazioni Unite, l'economia greca è la 32sima economia più grande del mondo. L'economia spagnola, d'altra parte, è la quarta economia più grande della zona euro e la 12sima economia più grande in tutto il pianeta. Si tratta di quasi cinque volte la dimensione dell'economia greca.

I mercati finanziari di tutto il mondo sono molto nervosi in questo momento, perché se il governo spagnolo finirà per chiedere un vero e proprio piano di salvataggio, potrebbe segnare la fine per la zona euro. Semplicemente non ci sono abbastanza soldi per fare per la Spagna la stessa cosa  che si sta facendo per la Grecia.