mercoledì 14 novembre 2012

Hugo Salinas-Price:L'effetto della Guerra Confrontato con l'effetto della Moneta

cobraf

Questo pezzo di Hugo Salinas Price è cento volte più profondo della MMT e dei meccanismi monetari discussi qui sull'euro e il debito pubblico, che sono fatti tecnici per salvare una nostra situazione. Qui hai una prospettiva totalmente diversa perché spiega il senso storico di tutto quello che sta avvenendo intorno a noi. Il fatto che la moneta internazionale dal 1971 sia di carta, dollari di carta senza legame con un valore intrinseco, che sia oro, argento o materie prime, ha creato il boom della Globalizzazione e l'esplosione del Debito che la consente e sta distruggendo i paesi occidentali

Riflessioni sull'effetto della Guerra confrontata con l'effetto della moneta senza valore intrinseco tra paesi

HSPLa guerra moderna è altamente distruttiva, fino a meno di due secoli fa le guerre coinvolgevano soprattutto gli eserciti che combattevano sul campo di battaglia, come a Waterloo dove in otto ore si decideva una guerra che terminava con l'esito dello scontro di quel giorno. La guerra moderna significa invece spesso la distruzione di un paese e milioni di civili vengono uccisi e loro città devastate. Nel 1948 ho attraversato la Germania e ricordo la città di Brema che era diventata semplicemente una massa di rovine che erano state solo spazzate dalle strade per consentire il traffico. La seconda guerra mondiale cancellò praticamente intere città in polonia, Russia e soprattutto in Germania. Ma dopo la guerra sia i vincitori che i perdenti si misero a ricostruire i loro paesi, le città risorsero, le fabbriche vennero rimesse in piedi e 30 anni dopo non c'era traccia della terribile distruzione di 25 anni prima.

Ora consideriamo la moneta e le sue conseguenze.

ITALIA AMERIKANA


Pubblicato  in data 12 Novembre 2012 da NORADARS

Un servizio a cura di Adorno Corradini del programma "Brontolo - Agorà" sulla costruzione del MUOS a Niscemi. Interviste con il giornalista Antonio Mazzeo, con gli attivisti No MUOS Enzo Traina e Pippo Curieri, e l'ex sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino.

Fonte: Youtube

martedì 13 novembre 2012

Bilderberg, la tua birra!

Dagospia

CI VOLEVA L’INCREDIBILE ARTICOLO DI STEFANO FELTRI SUL “FATTO” PER LIQUIDARE A LIVELLO DI SCAMPAGNATA LA RIUNIONE DEL CLUB BILDERBERG A ROMA, SVELATA DA DAGOSPIA – SARA’ STATO CONDIZIONATO DALLE VIBRAZIONI DELLA SUA COLLABORAZIONE CON LA7 E LA GRUBER, NEO ADEPTA DEL CLUB, COMPAESANA DI BERNABE’’, ORGANIZZATORE DELL’INCONTRO?...

stefano-feltri-200876_tn1. Alcune tra le più recenti partecipazioni di Stefano Feltri a "Otto e Mezzo" di Lilli Gruber, che a giugno ha partecipato alla riunione Bilderberg di Chantilly, in Virginia: il 12 giugno con Antonio Mastrapasqua, il 12 settembre con Pierluigi Bersani, il 25 settembre con Stefano Rodotà, il 15 ottobre con Giuliano Amato, l'8 novembre con Matteo Renzi.

2. Dalla "Piccola Posta" del 26 settembre 2012

Gentile Dago,
Leggo sul tuo sito che da ottobre sarei tre volte a settimana a Otto e Mezzo. L'informazione non e' corretta, semplicemente ho il piacere di essere uno dei collaboratori esterni della trasmissione di Lilli Gruber. Grazie, Stefano Feltri

3. IL COMPLOTTO BILDERBERG IN VERSIONE ROMANA
Stefano Feltri per "il Fatto Quotidiano" di oggi

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A chi crede alle grandi cospirazioni, ai complotti e ai burattinai occulti i fatti interessano poco, comunque quelli a disposizione sono questi: domani sera, a Roma, si terrà una cena riservata di Telecom Italia, promossa dal presidente Franco Bernabè, a cui è attesa anche la presenza di Mario Monti. Il sito Dagospia annuncia - con articolo anonimo - una riunione del club Bildelberg a Roma per il giorno successivo che sarebbe ormai compromessa dalla scelta infelice della data, mal incastrata tra le presidenziali americane e la Festa del cinema nella Capitale che attira fotografi e tv poco compatibili con la riservatezza del club in cui si riunisce la superclass.

Subito Twitter rivela l'entusiasmo dei complottisti, "Immagino sappiate che la cena della #Bilderberg di domani sera a #Roma la pagate voi? #Ovvietà". E Dagospia, che parla dell'evento suggerisce un ordine del giorno apocalittio: "Decidere l'euro-commissariamento di Italia, Spagna e Grecia". Chissà.

lunedì 12 novembre 2012

L’elefante nella stanza: Paradisi fiscali ed evasione fiscale per i ricchi, austerità per i poveri

di Julie Lévesque
Global Research

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L'offshore banking - o banche off-shore - è l'elefante nella stanza che l’elite politica e finanziaria sta cercando di tenere nascosto agli occhi del pubblico. Mentre impongono misure di austerità sui cittadini che lavorano duro sono ben consapevoli del fatto che astronomiche somme di denaro vengono tenute  segretamente in banche offshore, esentasse. Da dove viene questo denaro e a cosa serve?

Cartelli della droga, frode, evasione fiscale e  riciclaggio di denaro sporco sono tra le risposte comuni a queste domande. Nonostante questa realtà, e anche in questo periodo di austerità fiscale, i leader mondiali evitano la domanda: perché il segreto bancario è ancora consentito? Sono in grado di fermarlo e disposti a farlo visti i benefici che esso offre? Certamente no.

Di tanto in tanto un bandito in cravatta funge da capro espiatorio per dare all'uomo comune una pallida illusione di giustizia. Anche se merita di essere punito, il sistema bancario corrotto che ha permesso loro di operare rimane intatto e i suoi difetti non vengono mai messi in discussione. L'offshore banking non è una struttura bancaria parallela. E' il cuore del sistema bancario. Tutte le principali banche hanno filiali off-shore.

giovedì 8 novembre 2012

L’Italia del governo tecnico di Mr Monti e fine della nostra sovranità nazionale

European Phoenix

monti_draghiFederico Dal Cortivo intervista il Prof Attilio Folliero, politologo residente a Caracas.

Prima di rispondere alle domande, mi permetto una premessa. Io vivo lontano dall’Italia da dieci anni; ovviamente, ho sempre seguito e continuo a seguire le vicende italiane attraverso i grandi media: i telegiornali “aggiustati”, i programmi come “Porta a Porta”, i grandi quotidiani... tutti interessati a mostrare sempre e solo una parte “della storia”. Recentemente, per esempio c’è stata a Teheran l’Assemblea dei Paesi non allineati, che praticamente in Italia è passata sotto silenzio, con poca informazione e quella poca passata era tutto meno che imparziale ed obiettiva... “I «non allineati» a Teheran fiera d'odio per l'Occidente”, per dirla con il titolo di un noto giornale nazionale italiano; non c’è nessun odio verso l’occidente da parte dei Paesi non allineati, ma questa è l’informazione che è costretto a leggere l’italiano medio.

Nell’antica Roma, quando stava per cadere l’impero, c’erano persone che vivevano come se niente stesse passando, continuando a fare banchetti ed orge come al tempo del massimo splendore dell’impero... vennero travolti senza rendersi conto di quello che gli stava succedendo! La situazione italiana (e dell’occidente, dell’Europa e degli Stati Uniti) di oggi è praticamente la stessa che si viveva alla caduta dell’impero romano: molti continuano a vivere senza rendersi conto di quello che gli sta per accadere. I politici nostrani (tutti) litigano fra di loro sul sesso degli angeli, però la quasi totalità di loro guarda ancora estasiata agli USA ed alla sua politica neoliberista e guerrafondaia, come se gli USA fossero ancora la superpotenza uscita vincitrice della seconda guerra mondiale; questi politici non si rendono conto che gli USA sono sul bordo del tracollo, più o meno imminente, che condurrà alla fine dell’Unione. Fino a quando, ad esempio, il governo USA potrà sostenere un deficit giornaliero di oltre 4 miliardi di dollari? La Federal reserve, il banco centrale USA, recentemente ha deciso di comprare al Tesoro titoli di stato per 40 miliardi di dollari al mese, ossia stamperà ogni mese 40 miliardi di dollari! Senza questa misura, il ministro delle finanze Usa avrebbe dovuto annunciare al mondo che gli USA non possono pagare i debiti! Ma per quanto tempo potranno andare avanti stampando dollari? Che succederà al dollaro ed agli USA il giorno, ormai non tanto lontano, in cui il Ministro delle Finanze USA sarà costretto ad annunciare che non può pagare il debito? Queste sono le domande a cui dovrebbero rispondere i politici nostrani che guardano al mito americano!

Questi stessi politici, che litigano tra di loro sul sesso degli angeli, tutti, indifferentemente, guardano alla Unione Europea e pensano che la Germania, la Francia, le loro banche, il loro modello sia il “non plus ultra” ed ignorano totalmente che il debito del Deutsche Bank, ad esempio, secondo i dati dell’ultimo bilancio trimestrale pubblicato (30/06/2012) è 1.579 miliardi di Euro e quello del BNP Paribas è 1.344 miliardi, praticamente il debito di cadauna delle principali banche di Germania e Francia equivale al PIL italiano! Queste sarebbero le locomotive della Unione Europea a cui tendono lo sguardo i politici italiani.

Alla parzialità dell’informazione dei media, va aggiunto il provincialismo ed il limite linguistico che impedisce ai politici ed in generale all’italiano medio di guardare oltre il proprio orizzonte od oltre l’orizzonte rappresentato da USA e Regno Unito, ossia CNN e BBC. Sicuramente molti italiani parlano l’inglese, guardano e leggono media in inglese; il mondo, però sta cambiando: quanti politici e quanti italiani guardano, ad esempio i telegiornali della Russia, della Cina, dell’Iran o dell’America Latina? L’italiano medio si conforma con quello che dicono i grandi media ufficiali italiani e stranieri di USA, Regno Unito e Francia; tutto il resto è ignorato e questa “ignoranza del mondo” traspare evidente nei commenti dei soliti politici che si alternano nei salotti di trasmissioni come “Porta a Porta” e simili. Il precedente ministro della Difesa italiana, quando in merito alla mancata estradizione del “terrorista” Battisti da parte del Brasile parlò di questo paese come di una repubblica delle banane senza rendersi conto del ruolo che svolge oggi il Brasile a livello mondiale. I media di tutto il mondo hanno ripetutamente passato l’opinione di questo ministro, secondo cui in pratica si poteva fare pressione sul Brasile rispendendo a casa i giocatori che militano nel campionato italiano, come se l’economia del Brasile dipendesse solamente da questi introiti! Cotanta saggezza di ministro, con la sua limitata conoscenza della realtà geopolitica mondiale riuscì a trasformare lui stesso e l’Italia in una barzelletta!

L'ipoteca della Troika dentro le primarie del Pd

di  Franco Russo*
Contropiano

troika

La Carta d’Intenti dei progressisti, dietro gli equilibrismi, nasconde un inganno. Chi vota per le primarie del Pd deve sottoscrivere la fedeltà ai trattati europei, quelli che stanno massacrando i diritti sociali e la democrazia.

L’Europa, per precisione si dovrebbe parlare di Unione Europea, è in testa alla Carta e ne costituisce il primo capitolo a segnalare che l’UE dai progressisti è vissuta come attiva protagonista delle politiche nazionali; anzi, per quanto riguarda i paesi cd periferici è divenuta incontrastata padrona delle scelte di governo, economiche, sociali.

Matteo Renzi dice che la Carta d’Intenti è generica dunque poco significativa; Bruno Tabacci, nell’annunciare di non volerla sottoscrivere, ne denuncia le omissioni: il mancato riferimento all’agenda Monti e alle liberalizzazioni-privatizzazioni.

Volendo anticiparlo, il mio giudizio è che la Carta è un continuo gioco di equilibrismi verbali, con lo scopo di consentire ai contraenti del patto di riconoscere la propria impronta così poter affermare in pubblico la propria incidenza nella sua stesura.

Valga qualche esempio di questo ‘equilibrismo verbale’: ‘… noi siamo l’Europa … le sorti dell’integrazione politica coincidono largamente con il nostro destino’. È un’affermazione di fedeltà all’UE e alle sue istituzioni sovranazionali, dunque si accetta la ‘supremazia’ delle UE nella definizione delle politiche nazionali, tanto che si enfatizza che nulla si può fare senza l’Europa (non UE bensì ‘Europa’ come se i 27 assorbissero l’intero continente). Per questo si chiede di accelerare l’integrazione politica, economica e fiscale.

giovedì 1 novembre 2012

Sulle ultime accuse all’Iran: ma quali sono le “fonti” del giornalismo occidentale?

di Enrico Galoppini
European Phoenix

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Bisogna ammettere che non gli manca la fantasia. Da mesi, anzi da anni, ci si attende quale scusa definitiva, o “pistola fumante” (come piace dire ai “cowboy”), salterà fuori per giustificare una guerra all’Iran (quanto al “dichiarare”, la guerra ormai non la si dichiara ufficialmente più a nessuno, altrimenti gli si dovrebbe riconoscere almeno la dignità del “nemico” stabilita dal diritto internazionale, il quale recepisce a sua volta una “etica della guerra”).

Ne abbiamo già sentite di tutti i colori, dalle “armi di distruzione di massa” al “nucleare iraniano” (di per sé “terrificante”), dal sostegno al “terrorismo” (o a Chavez, il che è lo stesso) ai “diritti umani violati”. E questo mentre fior di (giovani) scienziati iraniani – sull’esempio iracheno - vengono uccisi da sicari armati dall’occidente. Ma di questo non si deve parlare, mentre si elevano lodi alla “scienza” come una sorta di divinità laica.

Sull’onda di simili “infamanti” accuse, uno poteva immaginarsi chissà quali altri ‘conigli’ sarebbero saltati fuori dal cilindro dello Zio Sam, notoriamente ricco di trovate ad effetto.

Ma quest’accusa davvero le supera tutte o quasi, perché peggio ci potrebbe essere solo quella di aver diffuso nel mondo la lebbra o il colera.

Così, nientemeno che il “Washington Post” ci fa sapere che l’uragano Sandy, spettacolarizzato a dovere dai “media” di tutta la parte di mondo sottomessa all’America, sarebbe stato creato da unità delle Forze armate iraniane, in combutta con quelle siriane, per sferrare un grave colpo agli Stati Uniti, colpevoli di alimentare e sostenere l’insurrezione dei “ribelli” in Siria.

mercoledì 31 ottobre 2012

Se anche in Cina…

di Maria Rita D’Orsogna
dal Blog
No all’Italia Petrolizzata

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People want not only fresh air and clean water, they want a stronger voice about what’s happening around them

Sono tornata a casa, a Los Angeles dopo un mese di incontri, avventure di vario genere, persone, storie, stanchezza, petrolieri infiltrati, mucche, laghi, città d'arte e mani da stringere.

Delle tante cose di cui parlare, una che mi colpisce accade in Cina.

Ci sono stata l'anno scorso a Pechino, e prima ancora a Shangai. Il cielo di Novembre un anno fa era pesante, grigio anche quando si intravedeva un pallido sole, e l'aria si sentiva che era sporca. Ricordo un grande senso di affollamento, di martellamento mediatico, nel metrò, per strada e in generale si vedevano proprio le due facce della nazione: la voglia di progresso, di parlare e confrontarsi con gli occidentali, ma anche un disordine urbano, sociale, senza ordine. Al paragone le città americane sembrano bastioni di eleganza e di grazia.

Ricordo anche che quando feci il mio talk sul petrolio d'Abruzzo e d'Italia all'Università di Pechino, proprio un anno fa, gli studenti mi dissero che cose del genere non sarebbero mai potute succedere lì: il governo centrale è troppo forte, arrivano, decidono, e chi si è visto si è visto, incuranti del popolo e che per questo la gente neanche si scomoda a porseli certi problemi.

E invece… invece la protesta popolare riesce a smuovere le montagne anche in Cina.

Cemento tossico, ora è legale

Pubblicato da barbaranotav
Dietro il Sipario

ecomafia

C'era da aspettarselo da dei tecnici della morte. Come c'era da aspettarsi questo silenzio assordante, soprattutto da parte della solita complice "comunità scientifica" venduta per un piatto di lenticchie.  Così come la società civile ed i politically correct che nonostante abbiano scritto perfino libri in merito alla connivenza della politica con la malavita, nel Lazio e in Lombardia (chissà perché non in Toscana-Emilia-Umbria) niente hanno da dire su questo provvedimento esperito dal "presentabile" ministro medico Clini. Peraltro indagato per la questione dell'inceneritore di Verbania. Pagheremo lo smaltimento dei rifiuti per ritrovarceli nelle mura di casa. Un humour davvero british di questo manipolo di golpisti banchieri al governo. Barbara

Incenerimento nei cementifici... Siamo alla frutta

Il governo “tecnico” osa quanto né Pdl né Pd hanno mai osato
Ernesto Ferrante

L’incubo dei comitati ambientalisti di tutta Italia, sta per divenire realtà. I rifiuti, tra non molto, potranno essere bruciati nei cementifici. Ciò che non è riuscito ai governicchi politici dell’ultimo quindicennio, soprattutto per l’opposizione dei gruppi civici di tutela ambientale, sta per essere messo a punto dal governo “tecnico” (mai legittimato dal popolo) dei professori della miseria, con il timbro in calce del ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

Il bene comune

di Gianni Lannes
Su la testa!

cielo bianco

L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”. Sembra un Paese diverso da quello in cui sono nato, un Paese che amavo tanto e che voglio lasciare. Non so bene cosa avrei dovuto dirvi per questo commiato.

Mi hanno sempre detto: “metti amore in ciò che scrivi”. Io invece sono andato con rabbia in un’altra direzione. Giuseppe Fava mi ha insegnato una regola semplice e precisa: “Scrivi  ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire senza reticenze”.

Cosa si può fare? I giornalisti hanno un grande potere, ma non lo usano quasi mai per il bene comune. Quelli che lo adoperano, in genere, vengono uccisi senza pietà: Mauro De Mauro, Peppino Impastato, Graziella De Palo, Italo Toni, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giovanni Spampinato, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (solo per ricordarne alcuni ammazzati sul campo per rendere il nostro un Paese migliore).

Il poeta Pier Paolo Pasolini quando scrisse IO SO, non scherzava. Egli era uno scrittore unico, una persona “che cerca di seguire tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”.

Perché l’America possa vivere, l’Europa deve morire

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Russell Means, di nome Oyate Wacinyapin (Colui che Lavora per il Popolo) in lingua  lakȟótiyapi (idioma Lakota), “l’Indiano d’America più famoso dai tempi di Toro Seduto e Cavallo Pazzo” secondo il L.A. Times, è morto lunedì 22 ottobre, all’età di 72 anni.

Si è battuto a lungo per rivendicare i diritti naturali degli Indiani USamericani, da Alcatraz (1969) a Wounded Knee (1973), a The Longest Walk (1978) fino alla Repubblica di Lakotah, che ha proclamato nel 2007.

Questo è il suo più famoso discorso, pronunciato nel luglio 1980, davanti a migliaia di persone da ogni parte del mondo radunate in occasione del “Black Hills International Survival Gathering”, il Raduno internazionale per la salvaguardia delle Colline nere (Black Hills) nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota.

L’unica possibile apertura di una dichiarazione come questa è che detesto la scrittura. Il processo in sé incarna il concetto europeo di “pensiero legittimo”: ciò che è scritto ha un’importanza che è negata al parlato. La mia cultura, la cultura Lakota, ha una tradizione orale, quindi di solito mi rifiuto di scrivere. Questo è uno dei modi in cui il mondo bianco distrugge le culture dei popoli non europei, attraverso l’imposizione di un’astrazione sul rapporto parlato di un popolo.

Quindi, quello che leggerete qui non è quello che ho scritto. È quello che ho detto e che qualcun altro ha scritto. Ho permesso questo perché sembra che l’unico modo per comunicare con il mondo bianco sia attraverso le foglie secche, morte, di un libro.

Non mi importa se le mie parole arrivano ai bianchi o meno. Loro hanno già dimostrato con la loro storia che non sono in grado di sentire, non possono vedere, ma possono solo leggere (ovviamente, ci sono delle eccezioni, ma le eccezioni confermano solo la regola).

Sono più preoccupato di farmi sentire dalla gente indiana americana, studenti e altri, che hanno cominciato a farsi assorbire dal mondo bianco attraverso le università e altre istituzioni. Ma anche in questo caso si tratta di una sorta di preoccupazione solo marginale.

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venerdì 26 ottobre 2012

La nostra salute non si cede!

di Monia Benini
Teste Libere

Il Parlamento Europeo ha approvato un testo che consente anche ad aziende farmaceutiche ben precise di penetrare in maniera ancora più dirompente nei mercati dei paesi membri. Fra queste c'è anche una multinazionale gigantesca, che si è accaparrata ad esempio la fornitura dei generici in molti ospedali greci. Ma si tratta di un'azienda che ha prodotto studi contraffatti sull'efficacia dei farmaci, ha cure la cui inefficacia è stata dimostrata, ha medicinali contaminati con tossine, ecc... Questo è solo un esempio di come la politica si pieghi alle esigenze delle multinazionali del farmaco e di come la nostra salute sia offerta su un vassoio d'argento agli artigli di speculatori.

Fonte: Teste Libere 25 Ottobre 2012

martedì 23 ottobre 2012

L’Unione Europea e i “diritti umani”: la farsa continua

di Enrico Galoppini
European Phoenix

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L’Unione Europea comincia a fare sul serio. In ossequio alla nuova pseudo-religione dei “diritti umani”, della cui “violazione” accusa chi, a turno, finisce nel mirino della Nato[1], a Bruxelles hanno nominato un “rappresentante speciale” per i diritti umani, il greco Lambrinidis, nominato dall’inglese Lady Ashton, “Alto Rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’UE”[2].

Si parte con un “piatto forte”, la Siria, sulla quale egli dovrà lavorare a braccetto con Human Rights Watch per convincere i recalcitranti in sede Onu (quelli contro cui certi “sceicchi” lanciano anatemi) a deferire presso la Corte Penale Internazionale gli autori di “crimini” nel paese vicino-orientale. Ovviamente è già stabilito in anticipo chi sono i “criminali”. Le vicende dell’ex Jugoslavia stanno a dimostrarlo ampiamente.

Ad esempio ieri è esplosa una bomba in pieno centro a Damasco, nel quartiere di Bab Touma (“La porta di Tommaso”, a maggioranza cristiana), facendo una strage, la solita carneficina per la quale nessun “tribunale internazionale” incriminerà mai nessuno.

Ammesso che a questi “diritti umani” corrisponda qualcosa di concreto e di veramente universale, hanno poco da insegnare gli inglesi in materia di “diritti umani”.

Vogliamo parlare dell’Irlanda del Nord? Cito volutamente questo caso, perché sarebbe troppo facile tirare in ballo l’Iraq (che gli inglesi hanno invaso dal sud), o altri tristi precedenti, quali la totale rovina dell’India operata due secoli or sono o le “Guerre dell’oppio”, autentico caso da manuale di devastazione di una nazione con la scusa di “diritti umani” ante litteram[3] e del “libero mercato”.

domenica 21 ottobre 2012

Un popolo odiato

Editoriale di Ida Magli
ItalianiLiberi

monti-ditSembrerebbe incredibile che si possa odiare la propria terra, la propria patria, i propri concittadini, addirittura lo Stato del quale si è il Presidente, al punto da auspicarne al più presto la consegna agli stranieri, la perdita della sovranità e dell’indipendenza. Eppure agli Italiani è successo anche questo nella loro terribile, lunghissima storia di odi e di tradimenti da parte dei loro governanti, re, imperatori, papi, parlamentari di ogni tendenza e di ogni partito. Quello che è nuovo nella situazione attuale è che i detentori del potere sembrano odiare anche se stessi, uccidono anche se stessi nel momento in cui odiano e uccidono gli italiani. Il quadro politico, infatti, dice chiaramente soltanto questo: se tutti si affaccendano  per prepararsi alle prossime elezioni significa che non si rendono conto di aver ridotto a grottesca finzione il parlamento approvando in massa i dittatoriali decretoni  dei “tecnici”.

Estelle, forti proteste per arrembaggio israeliano

Nena-News

La nave, dopo l'assalto delle forze militari israeliane, è stata portata ad Ashdod assieme ai passeggeri che denunciano abusi e negano che tutto si sia svolto senza violenza

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Una immagine notturna della "Estelle" nel porto di Ashdod (foto Tsafrir Abayov/Flash90)

Gerusalemme, 21 ottobre 2012, Nena News - Per il premier israeliano Benyamin Netanyahu, la missione per Gaza della nave pacifista "Estelle" della Freedom Flotilla, sarebbe stata solo una «provocazione». Non la pensano allo stesso modo migliaia di sostenitori della nuova iniziativa contro il blocco della Striscia di Gaza che si preparano ad organizzare manifestazioni di protesta contro l'arrembaggio avvenuto in acque internazionali della "Estelle" attuato ieri dai commando israeliani e raduni in diverse città europee.