sabato 29 dicembre 2012

Charming thirteens (Gli affascinanti 13)

di Stefano Davidson
Informare per Resistere

affascinato

E’ incredibile constatare che comunque vadano le cose, qualunque cosa succeda emerga sempre e costantemente la solita incapacità totale da parte di “Sua Rigidità” di evitare di pensare che tutto quanto ruoti solamente intorno a se stesso e alla sua “magnifica presenza” con pettinino annesso.

Mi chiedo infatti come possa un essere umano (e qui qualcuno già avrà da ridire, soprattutto dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa del presidente russo Medvedev sulla presenza degli alieni tra di noi), che si immagina avere – o quantomeno poter simulare, una parvenza di responsabilità, assennatezza, magari anche un po’ di sensibilità – rilasciare una dichiarazione come quella “sparata” senza ritegno appunto dal bocconiano varesino:

“Grazie di avermi permesso di concludere qui questi difficili, MA AFFASCINANTI 13 mesi” seguìta addirittura da una battutaccia degna di un bambinetto delle scuole elementari (e nemmeno di quelli più intelligenti) “Un anno fa questo esecutivo era al varo, oggi invece, NON PER COLPA DELLA PROFEZIA MAYA, dovremo terminare il ruolo”.

Ok. Allora, definire affascinante:

affascinante agg. [part. pres. di affascinare 1]. – Che affàscina, incantevole: donna a., di un’a. bellezza; sguardo, sorriso, parole a.; spettacolo, musica a.; che attrae fortemente: un progetto, una prospettiva affascinante.

Vorrei capire cosa Mario Monti ha trovato di affascinante in questi 13 mesi a parte il luculliano pasto che ha servito al suo insaziabile narcisismo egocentrico mentre si pavoneggiava, sostenuto dai suoi “burattinai” (senza i quali ovviamente non saprebbe, come ogni burattino, nemmeno reggersi in piedi), a fare l’incostituzionalmente eletto Capo di Governo, ciarlando con le varie Merkel, Sarkozy prima, Hollande poi, Van Roompuy, Barroso, tramando con il suo “padrino” Napolitano e il suo “compare” Mario Draghi.

Vorrei sapere cosa c’è stato di affascinante nel vedere i propri concittadini cadere sotto i suoi stessi colpi, vedere la res pubblica sfasciarsi come mai, vedere imprese chiudere al ritmo di 1000 (MILLE!!!) al giorno.

Inganni elettromagnetici nella base Usa di Niscemi

di Antonio Mazzeo

muosProcedure sin troppo superficiali; pericolose sottovalutazioni dei campi elettromagnetici esistenti; misurazioni incomplete, inidonee e ingannevoli; conclusioni contraddittorie, incompatibili e irragionevoli. È quanto emerge dalla nota del fisico Massimo Coraddu (autore con il prof. Massimo Zucchetti dello studio del Politecnico di Torino sui rischi associati all’impianto di telecomunicazioni militari USA di Niscemi e al costruendo centro satellitare MUOS), consegnata dai Comitati No MUOS all’Assessore regionale al territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, in occasione dell’incontro congiunto tenutosi a Palermo il 28 dicembre 2012.

“Quelli della realizzazione del MUOS e della sicurezza elettromagnetica nella base NRTF di Niscemi sono problemi gravi che non è più possibile rimuovere”, spiega Coraddu. “I loro aspetti più preoccupanti sono tali da mettere seriamente in discussione la fondatezza delle autorizzazioni concesse anche dopo una valutazione dei rischi legati alle emissioni elettromagnetiche da parte di ARPA-Sicilia”. Gli studi dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, avviati solo a partire del 2009, non sono giunti ancora a qualsivoglia conclusione, soprattutto a causa degli ostacoli frapposti dai militari statunitensi. “I pochi dati sicuri emersi, nel corso dei rilievi, hanno invece mostrato un chiaro superamento dei livelli di sicurezza previsti per la popolazione, già con l’impianto nella sua configurazione attuale”, scrive il prof. Coraddu. Per l’ARPA, invece, le proprie verifiche (“effettuate sempre con tecniche di misure conformi alla norma”) hanno “confermato il non superamento del valore di attenzione”. A smentire però l’agenzia ci sarebbero alcune conclusioni nelle relazioni sui monitoraggi effettuati a Niscemi. “Nell’istruttoria del 2009, l’ARPA dichiara ad esempio di non essere stata in grado di portare a termine il compito affidatole, in quanto le informazioni tecniche relative agli impianti già operanti risultano secretate dall’attività militare, così come i valori di campo elettromagnetico ante e post opera”, rileva Coraddu. “Di fronte a questo insormontabile rifiuto, ARPA Sicilia non ha potuto valutare complessivamente la distribuzione, sul territorio limitrofo, dei valori di campo elettromagnetico, come si era invece proposta”.

In un successivo passaggio della stessa relazione, l’ARPA ammette che la “documentazione acquisita non è conforme a quanto previsto dall’allegato n.13 (art 87 e 88) - Mod. A del D.lgs 259/03”, pertanto “non è stato possibile emettere un parere ai sensi del citato decreto legislativo”. Come evidenzia Coraddu, l’agenzia per l’ambiente non ha dunque potuto svolgere correttamente il proprio compito, “né da allora risulta che ci siano stati altri tentativi”. Così, nell’assenza di una sufficiente documentazione tecnica, “l’inquinamento elettromagnetico prodotto complessivamente dalla stazione di telecomunicazioni della Marina militare Usa di Niscemi resta ignoto”.

venerdì 28 dicembre 2012

La Germania ‘esporta’ i suoi vecchi malati nelle case di cura dei paesi a basso costo

Investire Oggi

Il modello dello stato sociale europeo a pezzi: da giovani si sfruttano e da vecchi si delocalizzano

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Pensionati tedeschi a Berlino. accade Sempre di più che i tedeschi anziani siano “dislocati” in sistemazioni di lunga durata presso case di cura in Europa orientale e in Asia. Foto: Sean Gallup / Getty Images

The Guardian – I pensionati sono mandati nelle case di cura dell’Europa orientale e dell’Asia, respinti dall’austerità verso una ‘deportazione disumana’.

Un numero crescente di tedeschi anziani e malati sono mandati all’estero in centri di riabilitazione per cure a lungo termine a causa dell’aumento dei costi e del calo degli standard in Germania .

Questo movimento, che ha visto migliaia di tedeschi in pensione sistemati nelle strutture dell’est Europa e in Asia, è stata aspramente criticata dalle organizzazioni del welfare, che l’hanno definita una “deportazione disumana”.

Ma con un numero sempre maggiore di tedeschi che non possono permettersi i costi crescenti delle case di riposo, e una popolazione che invecchia, il numero di persone che ci si attende sarà inviato all’estero nei prossimi anni è solo destinato ad aumentare. Gli esperti la descrivono come una “bomba ad orologeria”. La crisi delle cure per i malati cronici in Germania – il settore della sanità soffre di mancanza di lavoratori e costi crescenti – per anni è stata mitigata dalla migrazione crescente degli europei dell’est in Germania per la cura degli anziani del paese.

giovedì 27 dicembre 2012

Armi e militari italiani per l’emiro del Qatar

di  Antonio Mazzeo

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L’ultimo incontro al vertice tra le autorità politiche e militari d’Italia e Qatar, uno dei più ricchi e armati emirati arabi, si è tenuto a Doha a fine novembre.

Dal sovrano Sheikh Hamad Ben Khalifa al-Thani, al potere in Qatar dal 1995 quando con un golpe spodestò il padre, si sono recati in visita il sottosegretario alla difesa Filippo Milone, il sottocapo di Stato maggiore ammiraglio Cristiano Bettini e il consigliere strategico del ministro della difesa, Andrea Margelletti. Motivo ufficiale della missione l’esercitazione multinazionale “Falcone Feroce 3”, svoltasi nei pressi della capitale e a cui l’Italia ha partecipato con alcuni “osservatori” militari.

“L’esercitazione multinazionale è promossa dal Qatar fin dal 2008 con cadenza biennale”, spiegano in una nota le forze armate italiane. “Sviluppa diverse tematiche addestrative, tra le quali la lotta alle minacce asimmetriche e il contrasto al terrorismo, la gestione di crisi umanitarie ed eventi di rischio chimico, biologico, radiologico e nucleare”. Nel corso della missione in  Qatar, sempre secondo lo Stato maggiore della difesa, il sottosegretario Milone ha incontrato un distaccamento di istruttori del GIS, il Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, “presenti in Qatar per fornire addestramento specialistico al Reparto incaricato della sicurezza dell’emiro del Paese”.

Al Grande Bluff della Lotta al Contante si risponde con un Big Bang (3 Gennaio 2013)

Di FunnyKing
Rischio Calcolato

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Guest Post da Il Grande Bluff di Stefano Bassi

Il Big Bang sarà il 3 Gennaio 2013 ed avremo bisogno di Voi.
Potrete essere parte del più grande e corale evento web che si sia mai visto sulla rete italiana…..

Si videro i primi allarmanti segnali sui RAI 3, in una puntata di Report in cui la Gabanelli sponsorizzò la tassazione del contante (!) (al 33%!) per indirizzare sempre più “il topo nel labirinto” verso forme di pagamento elettronico…

Reagì inorridito UsemLab nel post: Inorriditi, scioccati, sdegnati e basiti, mettendo in luce il Grande Bluff della Lotta al Contante…che tante persone sta ingannando…
La campagna contro il Contante continuò, sponsorizzata NON A CASO proprio dall’ABI e dalle Banche….;-)
Questa volta toccò al Prof. Beppe Scienza (sulle pagine del Blog di Beppe Grillo), SMONTARE le falsità che vengono propinate in questa STRUMENTALE e fuorviante lotta al contante e mettere in luce i VERI OBIETTIVI perseguiti sotto traccia dalle solite lobbies

lunedì 24 dicembre 2012

Giulio Sapelli: ”Andiamo incontro all’icerberg – L’Euro è una pazzia”

Oltre la Coltre

giulio-sapelli_h_partbdi Roberto Santilli

L’AQUILA – “Le dimissioni di Monti sono uno strappo costituzionale. Avrebbe dovuto attendere un voto di sfiducia, così invece alimenta una tendenza sovversiva tipica delle classi dominanti italiche, mancando di rispetto allo stesso dettato della Carta”.

Ci mancava pure questa. Con il recente abbandono del premier, Mario Monti, e il ritorno in politica dell’ex ‘disarcionato’ Silvio Berlusconi, si apre l’ennesima bagarre all’italiana a qualche mese dalle elezioni del 2013.

Eppure, l’economista Giulio Sapelli non smette di guardare in alto, precisamente in quel luogo chiamato Banca centrale europea governata dall’italiano Mario Draghi (“messo lì da Timothy Geithner, ministro del Tesoro degli Usa,” aveva chiarito in una trasmissione televisiva il professore, in riferimento alla paura degli americani che l’Europa vada a scatafascio, “come andrebbe se la cancelliera tedesca Angela Merkel avesse il potere assoluto”).

Perché, di sicuro, la moneta e il sistema Euro non sono più visti come simboli di prosperità economica. “A cascata”, i danni saranno pressoché irreparabili, annunciano gli esperti come Sapelli.

E L’Aquila, l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna terremotati, per restare a due dei tanti drammi di casa, sono già dentro fino al collo. Dai primi scricchiolii alla condanna sdoganata negli ultimi tempi anche da chi non apparteneva alla schiera degli euroscettici il passo non è stato breve ma molto sofferto, poiché in tutti gli angoli dedicati all’economia, tra politica e media, l’Unione europea aveva generalmente goduto di una certa fiducia, “pompata” lungo il decennio segnato dalla “moneta senza patria e senza politica” che ha tolto di mezzo la vecchia lira.

mercoledì 19 dicembre 2012

Lo sporco business delle cavie umane

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di Andrea Barolini

Fonte: Valori (Rivista)

L’industria farmaceutica delocalizza i test sui farmaci, per risparmiare costi e tempo. Sfruttando anche normative assurde, come quella che ha fatto nascere in India un fenomeno molto simile a una nuova forma di colonialismo.

«Il dottore ci disse che bastava firmare un documento per ricevere le cure di cui aveva bisogno mio padre, e che in questo modo sarebbe guarito completamente. Ma papà non sapeva leggere molto bene, è andato a scuola solo fino a 9 anni». A parlare è Pradeep Gehlot, ragazzo indiano figlio di Krishna, 61enne malato cronico di asma. Dal 2009 aveva accettato la proposta di uno pneumologo di un ospedale pubblico di seguire un “trattamento gratuito”. In realtà era stato inserito in uno delle decine di migliaia di test alle quali le multinazionali del farmaco sottopongono cittadini indiani. Era diventato una cavia umana. Con la complicità della legge locale.

Nello specifico – ha rivelato di recente un’inchiesta del mensile francese Alternatives Economiques – la “cura” consisteva nella somministrazione di un nuovo broncodilatatore, l’Olodarerol, sviluppato dal secondo più importante laboratorio tedesco: Boehringer Ingelheim. Krishna è morto a gennaio, proprio poco dopo aver saputo che il medicinale che aveva assunto per un anno non era mai stato approvato in India.

martedì 18 dicembre 2012

Il “debito pubblico” come il famoso “pollo a testa”: ma si può andare avanti così?

European Phoenix

banchieri truffa-debito-pubblicodi Enrico Galoppini

Notizia di pochi giorni fa, data con gran pompa da tutti i media: “Italia: il debito pubblico sfonda i 2.000 miliardi”. L’Ansa, nell’occhiello, aggiungeva: “Pesa per ben oltre 33mila euro su ogni cittadino, bebè compresi”.

Mi dispiace essere ripetitivo, ma anche stavolta faccio appello a chi ha ancora mantenuto un residuo di facoltà razionali (e d’amor patrio). È mai possibile ridurre a barzelletta un tema così essenziale, coinvolgendo anche i neonati e, specialmente, mettendola su un piano di “responsabilità individuale”?

Che cosa vuol dire, altrimenti, “bebè compresi”, se non enfatizzare il fatto che “siamo tutti sulla stessa barca” e che dobbiamo dunque “rimboccarci le maniche” per “risolvere il problema”? Un “problema” che, oltretutto, vien fatto percepire come un capriccio del fato, come una sciagura ineluttabile capitataci tra capo e collo, e non come un esito perseguito metodicamente da qualcheduno a suo proprio ed esclusivo beneficio. Eh sì, il “debito pubblico” diventa come la casa che va a fuoco, e tutti sono tenuti a gettare secchi d’acqua, senza porsi il dubbio su chi ha appiccato l’incendio e perché. Una spada, una ghigliottina che pende sulla testa di tutti quanti, “bebè compresi”, quindi bisogna prenderne atto e frugarsi le proverbiali tasche. Con la nemmeno troppo velata insinuazione che se questo “debito” c’è, la colpa è di tutti noi, nessuno escluso, che viviamo “sopra le righe” e dobbiamo perciò “tirare la cinghia”. Questo intendono farci pensare, ‘sta genia di filibustieri.

Peccato che la “soluzione”, per chi imposta la faccenda del “debito pubblico” in questo modo truffaldino, sia regolarmente quella di dover versare sempre più soldi nelle casse di uno Stato imbelle, gestito da camerieri dei banchieri e burattini della grande finanza. Uno Stato in mano a personaggi che sanno benissimo come funziona la “fabbrica del debito”, ma che manco per sogno - visto che sono lautamente pagati per tacere e sviare l’attenzione - si azzardano a metterne in discussione il meccanismo perverso e diabolico. Anzi, sono messi lì apposta per dare veste “legale” al più grande crimine della storia.

Al riguardo, la confusione regna sovrana nella testa della maggioranza delle persone, cosicché la truffa della “moneta-debito” prosegue indisturbata. Che ci si può fare se sono stati raggirati con tutta una serie di falsi problemi: fino a un po’ di tempo fa c’erano le ideologie ed i “partiti ideologici” ad infervorare il popolo-bue (per i più attempati, esistono ancora i sindacati), e se da vent’anni a questa parte il “problema Berlusconi” ha rappresentato un ottimo diversivo, con “la crisi”, l’unica preoccupazione pare essere diventata “la casta” dei politici spendaccioni e dissoluti, che avrebbero, in quanto specchio di un’Italia con le tasche bucate, alimentato la “spirale del debito” e delle esangui casse dello Stato (e di ogni altro ente pubblico).

sabato 15 dicembre 2012

Dal Britannia alla Goldman Sachs: Draghi svelato in Germania

goldman sachs draghi

13 dicembre 2012 (MoviSol) - Il secondo canale della televisione pubblica tedesca, ZDF, ha trasmesso un servizio che svela il vero Mario Draghi al pubblico tedesco, finora imbonito dai vari tabloid che attizzavano odio verso l'artefice della politica inflazionistica dell'Euro, vestendolo però nei panni dell'Arlecchino che è arrivato per "lirizzare" o "italianizzare" la moneta unica.

Draghi è un esponente dei circoli finanziari internazionali, ha spiegato la ZDF nel suo servizio, mandato in onda il 6 dicembre nel corso del seguito programma di approfondimento politico Heute Journal, come commento alla riunione del Consiglio e della conferenza stampa della BCE di quel giorno.

Alla conferenza stampa, Draghi ha dovuto rispondere ad un numero insolitamente alto di domande scomode provenienti non solo dal reporter della ZDF, ma anche da altri giornalisti tedeschi, francesi e inglesi che gli hanno chiesto conto dell'intenzione della BCE di assumere poteri assoluti e antidemocratici sul sistema bancario europeo, della disoccupazione record in Europa e della "medicina-killer" applicata in Grecia (cfr. Sotto). Nel suo solito stile sofistico, Draghi ha giustificato ogni devastazione economica e sociale causata dalle ricette della BCE, addossandone la responsabilità ai governi che non avrebbero seguito la disciplina di bilancio prima della crisi, ignorando il fatto che i bilanci pubblici sono saltati a causa dei salvataggi bancari – la cui indisciplina di bilancio era non solo nota, ma favorita dalla BCE!

venerdì 14 dicembre 2012

“Monti for premier”, gridano all’unanimità gli ammazza-Italia

Dalle ovazioni dei partiti di regime agli applausi di governi ed eurocrati infeudati dal Fmi

di Lorenzo Moore

monti premierFolle oceaniche salutano il Monti-bis. Il Rettore delegato dalla finanza a reggere le sorti del governo dell’Italia taglieggiando i suoi cittadini, sta incassando ovunque cambiali in bianco.

Dai suoi tre “storici” alleati Berlusconi, Bersani e Casini, dai neofiti di turno (i Donadi e i Montezemolo), i “fulminati sulla via della Bocconi (pezzi interi del Pdl, liberaliberisti doc, liberal(socialisti, futuristi e futuribili), etc. etc. Almeno qui, nella nostra derelitta patria.

Ma anche nell’Europa, dei governi, dei tecnocrati e dei non eletti: da Schauble a Hollande, dal Ppe a Barroso, e dalla troika affamapopoli, Fmi-Bce-Ue, nel suo complesso.

Tutti a spacciarlo per “moderato”, per il garante della “stabilità”, per “l’uomo che ha restituito decoro internazionale all’Italia”.

giovedì 13 dicembre 2012

Monti è una creatura di Berlusconi

Byoblu

Fu proprio Silvio Berlusconi a nominare nel 1994 il commissario allora in erba, Mario Monti, professore della Bocconi, alla Commissione Europea. E per essere sicuro che facesse buona impressione, lo inviò dal Presidente della Commissione Jacques Santer per un colloquio di presentazione. Lo ha ricordato proprio ieri Monti, con uno di quegli aneddoti che la stampa trascura. C'è da immaginare che i due avessero avuto per anni un rapporto strettissimo, in considerazione di tutti i governi Berlusconi che si sono succeduti, che hanno sempre avuto "il nostro" come inamovibile, granitico commissario europeo.

mercoledì 12 dicembre 2012

Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito

di menici60d15
Appello al Popolo

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Il merito, qualunque genere di merito, non esiste altro che per convenzione. (…) Che merito ha la mosca di avere sei zampe là dove il ragno ne ha otto? Maffeo Pantaleoni, Erotemi, 1925.

Il metro di valutazione [nel settore primario e secondario], per l’operaio e per il contadino, è facile, quantitativo: se la fabbrica sforna tanti pezzi l’ora, se il podere rende. (…) Nei nostri mestieri [terziari] è diverso, non ci sono metri di valutazione quantitativa. (…) Come si può valutare un prete, un pubblicitario, un PRM? (….) No, non abbiamo altro metro se non la capacità di ciascuno di restare a galla, e di salire più su, insomma di diventare vescovo. In altre parole, a chi scelga una professione terziaria o quartaria occorrono doti di tipo politico. La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. L. Bianciardi, La Vita Agra.

La trasformazione dell’Italia in un Paese “ordinato secondo i criteri del merito e della gerarchia“per l’esclusivo bene del popolo”. Licio Gelli

Ci si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani, come scopo della vita, il successo (…) Infatti un uomo che ha avuto successo è colui che molto riceve dai sui simili, incomparabilmente di più di quanto gli sarebbe dovuto per servigi da lui resi a costoro. Il valore di un uomo, tuttavia, si dovrebbe giudicare da ciò che egli dà e non da ciò che egli riceve. A. Einstein

Secondo il governo, i problemi del lavoro sono le pretese dei giovani, che si devono mettere in testa che la stabilità del lavoro è finita, che essere disoccupati è normale, che accettare qualsiasi condizione è doveroso. Per ribadire ciò, ai giovanotti è stato fatto osservare che sono sfigati (Martone),  fermi al posto fisso (Cancellieri), choosy (Fornero), e ora viziatelli troppo abituati a cercare vie dorate sempre secondo il Ministro del Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunità Elsa Fornero, che ha preso a cuore questa campagna di moralizzazione. E’ come ne “Il marchese del Grillo”, ma non solo per la battuta famosa; anche per la scena dove il marchese, nel suo palazzo, stanco di lanciare frutta agli accattoni postulanti al cancello, comincia a tirargli pigne: non è che quegli italiani che hanno accettato il sistema clientelare non si meritino di essere presi a pesci in faccia dai politici, ora che i nodi stanno venendo al pettine.

E non è che non ci sia una non trascurabile parte di verità nelle accuse; ma la parte più veritiera sta proprio sullo stesso pulpito dal quale proviene la predica. Per il sottosegretario Martone gli studenti che a 28 anni non si sono ancora laureati sono sfigati; nessuna precisazione sulle diverse tipologie di fuoricorso. L’università di massa amplifica il fenomeno sociale indicato da Medawar – e prima di lui da Salvemini -  nel quale alcuni vengono istruiti al di sopra della loro intelligenza; ma un sottosegretario di Stato che si esprime con tale rozza albagia mostra di essere anche lui un “pompato”, in questo non diverso da chi presume troppo di sé percorrendo un corso di studi per i quali non è adatto. Martone è divenuto ordinario a 29 anni, ma per il rotto della cuffia, con un concorso più simile all’esame di uno sfigato raccomandato al quale i professori non mancano di fare notare che il 18 gli viene regalato, che all’abbraccio a un “giovane maestro” (Martone e il concorso (non-sfigato), Il Fatto, 25 gen 2012). E’ figlio di un alto magistrato che tra gli incarichi accumulati ha avuto quello di presidente dell’ANM, l’associazione di categoria dei magistrati, una casta tra le più forti, che vive ai piedi del trono. Il padre evidentemente ha insegnato al figlio il suum cuique tribuere:  i modi ossequiosi sono per i potenti, quelli cortesi per gli altri gentiluomini di corte, mentre la plebe va trattata per quella che è.

Financial Times: La Politica fa Scoppiare la Bolla Monti

Investire Oggi 10 Dicembre 2012

Wolfgang Munchau del Financial Times afferma che il governo tecnico alimentava delle illusioni che ora la politica sta rimuovendo: il paese è in profonda depressione e le politiche di austerità devono esser rovesciate. Il problema ora è trovare il leader giusto.

bolla

di Wolfgang Münchau – Due cose devono essere sistemate in Italia, ed entrambe sono oltre la portata dei tecnocrati.

L’annuncio di Mario Monti, di aver l’intenzione di dimettersi da primo ministro, ci dice due cose: la politica sta entrando in gioco, e la crisi sta peggiorando di nuovo.

Ho sempre rispettato Mr Monti come commissario europeo e saggio osservatore degli affari europei, ma sono più scettico circa la sua performance come capo del governo in Italia. L’adulazione acritica di cui a volte ha goduto era basata sull’idea che si potessero risolvere i problemi dell’Italia mettendo da parte la politica, imponendo alcune riforme e molta austerità. In Italia vi era consenso sul fatto che solo un governo tecnocratico avrebbe potuto consegnare questo tipo di politiche.

La magia Monti è sembrata funzionare per un po’ – molto più a lungo di quanto mi aspettassi. I rendimenti sui titoli italiani a 10 anni sono scesi a circa 200 punti base durante il suo mandato, perché gli investitori, alla disperata ricerca di buone notizie, volevano credere alla magia.

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martedì 11 dicembre 2012

Hanno le idee molto chiare

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di Valerio Valentini

Ci apprestiamo a vivere le prime elezioni politiche in stato di sub-democrazia, con i “Mercati” che indicano senza parlare, secondo logiche vagamente mafiose, il candidato vincente, e gli “Alleati” che dettano l’agenda del futuro capo del governo. Nel frattempo, è interessante cercare di capire quali sono i progetti futuri di chi vuole più Europa. Il 30 novembre scorso, come chi segue il blog già sa, la Commissione Europea ha pubblicato un dossier nel quale si propone un “Progetto per una solida e concreta unione economica e monetaria”. Si profila a grandi linee, cioè, l’Europa che sarà, o che almeno dovrebbe essere secondo i piani dei cervelloni di Bruxelles. La settimana scorsa vi ho descritto quelli che sono le prospettive a breve termine (non oltre i 18 mesi); oggi invece passiamo ai progetti a media gittata (fino a 5 anni).

Di fatto, nel pianificare gli sviluppi dell’UE nell’arco dei 5 anni i relatori del dossier si sono lasciati andare alla franchezza: tutto quello che nella sezione precedente era soltanto accennato e andava letto tra le righe, ora diventa esplicito. Tanto per essere chiari: si dovrà attuare un “ulteriore coordinamento in materia di bilancio” che “dovrà includere la possibilità di pretendere la revisione di un bilancio nazionale per adeguarlo alle direttive europee”. Se il governo di un Paese, quindi, anziché ricorrere all’austerity e spremere i propri cittadini, decidesse sciaguratamente di finanziare il welfare, sforando nei limiti di budget imposti da Bruxelles, ecco che la Troika di turno arriverebbe a bacchettarlo, facendo carta straccia del bilancio votato da un Parlamento eletto dai cittadini e pretendendo aggiustamenti e correzioni.

La dittatura dello spread e il programma della shock economy in Italia

di Piero Valerio
Tempesta Perfetta

Allegoria del Buon Governo_Lorenzetti

Ieri è stata una giornata di fibrillazione e passione in Italia: tutti gli occhi degli analisti, degli opinionisti e degli organi di informazione erano puntati sull’andamento dello spread, che dopo essere sceso nei giorni scorsi intorno ai 300 punti base, è risalito sopra quota 350 punti base. L’indice di Piazza Affari è crollato di -2,21%. I titoli bancari sono andati a picco. L’Italia si è avvicinata di nuovo pericolosamente al cosiddetto baratro. Visi preoccupati dappertutto, catastrofismo a fiotti, paura sparsa a piene mani e raffiche di dati allarmanti. Persino il Vaticano ha ritenuto opportuno pronunciarsi, per bocca del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Bagnasco: “La casa brucia. Irresponsabile chi pensa a sé. Non si possono mandare in malora i sacrifici di un anno. Monti? Errore non avvalersene in futuro”. Ma cosa è accaduto di così straordinariamente minaccioso per l’Italia? Come mai la propaganda di regime italiana si è mossa all’unisono con tanta aggressività e compattezza? E’ accaduto un fatto normalissimo. Uno dei partiti di maggioranza, il PDL, che appoggiava il governo dei banchieri guidato da Monti ha avuto l’insolenza di dire la verità: tutti i dati economici, dal PIL, all’occupazione, alla produzione industriale, ai consumi, ai risparmi, al debito pubblico, alla pressione fiscale sono peggiorati dopo un anno di governo Monti, e quindi il PDL ha preferito non garantire più il suo sostegno incondizionato. Cosa c’è di tanto strano in tutto questo? Niente. E’ una normalissima dinamica democratica che si ripete da sempre in tutti i paese che possono ancora reputarsi tali. Tuttavia nello stato di diritto di eccezione in cui si trova incastrata da anni l’Italia all’interno dell’eurozona, commissariata di fatto dai "mercati" finanziari, ogni azione, che abbia una lontana parvenza di democraticità, diventa incredibilmente pericolosa e delicata.