sabato 12 gennaio 2013

Iperliberismo, vera causa del declino economico dell’Unione europea

Uno studio realizzato per conto della Commissione Ue rivela il divario economico crescente tra gli Stati membri, provocato dalle misure di vera e propria macelleria sociale richieste dalla troika

di Andrea Perrone
Rinascita

homeless

La Commissione europea lancia l’allarme: I popoli europei sono sempre più poveri e cresce il divario economico tra gli Stati membri dell’Ue. La crisi economica, che ha evidenziato come la distruzione dei diritti sociali di milioni di persone, sta contribuendo ad una povertà crescente e ad un divario tra gli Stati membri, come hanno confermato i Soloni europei.

I più colpiti sono i giovani, le donne e le madri disoccupate dei singoli Stati membri prevalentemente situati a est e a sud dell’Unione. “La maggior parte dei sistemi assistenziali ha perso la capacità di proteggere i redditi delle famiglie dagli effetti della crisi”, ha commentato il commissario Ue all’Occupazione Laszlo Andor ai giornalisti presenti a Bruxelles. Una verità inoppugnabile provocata dalle scelte della stessa Commissione Ue e dai diktat della Bce, che insieme al Fondo monetario internazionale hanno imposto misure da vera e propria macelleria sociale ai Paesi in crisi in cambio di prestiti a tassi d’usura. Ma questo il commissario europeo non ha avuto il coraggio di denunciare, preferendo rimanere nel vago, piuttosto ha chiesto l’adozione di misure contro la disoccupazione e a favore dei non abbienti, il cui numero è ormai in crescita esponenziale.

venerdì 11 gennaio 2013

Vaccini: la verità viene a galla

di Matteo Gracis

Ho già trattato altre volte l’argomento vaccini, in un post riguardo la truffa colossale dell’influenza A e in un altro sul documentario Vaccin Nation: la storia dei vaccini killer. Non sono contrario ai vaccini, ma nemmeno a favore del loro utilizzo in maniera spensierata. Quindi mi informo, quindi rifletto, quindi critico.

Riporto di seguito un interessante articolo apparso alcuni giorni fa in rete, che merita di esser letto.

Vaccini pericolosi, rotto un muro di omertà. Ecco la testimonianza di un virologo di fama mondiale

Giulio_TarroIl professor Giulio Tarro, Presidente della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera UNESCO, invita a non schierarsi in una sorta di crociata a favore o contro i moderni vaccini ma rompe un muro fatto di omertà e paura, affermando senza dubbio che occorre approfondire laicamente la questione. Le connessioni tra vaccini, specialmente quelli somministrati ai militari e l’aumento dell’incidenza del cancro, è ormai dimostrabile scientificamente:

Sì, da alcuni anni si è aperto un nuovo capitolo della scienza, che ha osservato, in determinate condizioni, questa causalità. Prima si dava per scontato che i vaccini fossero una panacea. Poi si è iniziato a riscontrare che, come tutte le cose, hanno limiti e controindicazioni e che vanno utilizzati adeguatamente. Nel caso limite dei militari, sono state cercate tutte le possibili cause di tumori e malattie auto-iminuzzanti analizzando il loro stato di salute e le sollecitazioni cui sono stati sottoposti. L’abbassamento di immunità post vaccino si riscontra regolarmente ed è incontestabile.

Un’affermazione forte che sicuramente spacca in due la ricerca sugli effetti dei vaccini, indicando in maniera netta, per la prima volta, un’innegabile effetto negativo che non si limita alle solite controindicazioni derivanti da allergie ai componenti. Come spiega il professor Tarro:

giovedì 10 gennaio 2013

Come va il mercato delle armi negli sbandierati tempi di crisi?

Intervista a cura di Olivier Turquet

mercato-armi

Pare non tanto male. Ne parliamo con Antonio Mazzeo, giornalista da anni impegnato nella denuncia dei traffici di armi, del militarismo e dell’affarismo conseguente. Militante nella campagna No MUOS, Mazzeo è autore di numerose pubblicazioni sui saccheggi ambientali, i conflitti internazionali e i crimini delle mafie transnazionali.

Come va il commercio d’armi a livello globale?

Le importazioni e le esportazioni dei sistemi di morte non sembrano assolutamente risentire della crisi globale e strutturale che ha investito il pianeta. Anzi, il capitale finanziario internazionale ha la folle convinzione che i conflitti e le successive ricostruzioni dei paesi bombardati possano essere il motore per uscire dalla stagnazione e rilanciare la domanda, l’economia, lo sviluppo. Peccato che la crisi, le bolle speculative finanziarie e l’insostenibile espansione del debito pubblico siano stati originati in buona parte dal modello di guerra globale e permanente lanciato con la prima avventura internazionale nel Golfo contro Saddam Hussein nei primi anni ’90 e poi affermatosi con la cosiddetta “guerra al terrorismo” ovunque e comunque, dopo l’11 settembre 2001. Le armi, cioè, hanno cogenerato le crisi che adesso si vogliono “superare” con le armi. Scenari che rischiano di portare l’umanità all’olocausto, alla distruzione dell’ambiente, alla fame dei popoli.

Come può essere quantificato il giro di affari dell’odierno mercato della armi?

Fermo restando che il business dei sistemi di morte si caratterizza per la scarsissima trasparenza delle informazioni ufficiali e l’ampia area grigia dove si muovono troppo spesso illegalmente produttori, intermediari, faccendieri, militari, servizi segreti e organizzazioni criminali transnazionali, siamo in possesso di dati abbastanza attendibili. Secondo l’ultimo annuario sulla spesa militare mondiale pubblicato dal Sipri, l’autorevole centro di ricerca per la pace di Stoccolma, nel 2011 sono stati spesi a livello mondiale 1.740 miliardi di dollari in sistemi d’arma. Per l’istituto svedese si tratta della cifra più alta mai spesa dal 1989, anno della caduta del muro di Berlino. Tanto per rendersi ancora più conto della scandalosa portata del giro di affari dei mercanti di morte, per le guerre si spendono ogni minuto 3,3 milioni di dollari, ossia 198 milioni l’ora o 4,7 miliardi al giorno. Ogni abitante del pianeta viene privato in questo modo di circa 250 dollari all’anno, denaro che invece potrebbe essere utilizzato per la produzione di alimenti o per l’istruzione e la salute. Così le armi uccidono anche senza dover sparare.

mercoledì 9 gennaio 2013

Economia mondiale 2013: Illusioni e realtà

di Nick Beams
Global Research
World Socialist Web Site

econcrisis

Quando si scriverà la storia economica dell'ultimo periodo, può anche darsi che l'anno 2012 sarà considerato  importante quasi quanto il 2008.

Il crollo della Lehman Brothers quattro anni e mezzo fa, è stato la scintilla che ha messo in moto il crollo del sistema capitalistico mondiale. Ma l'anno scorso ha lasciato il segno. Ha visto la distruzione di una serie di finzioni assiduamente promosse dai portavoce delle élite al potere in seguito alla scoppio della crisi finanziaria globale.

Prima di tutto, ha portato allo scoperto la tesi secondo cui l'economia mondiale si sarebbe in qualche modo raddrizzata attraverso le operazioni del ciclo economico, e che la "magia del mercato" sarebbe venuta in soccorso. Ma proprio nel quinto anno della crisi globale, il sistema finanziario è stato sostenuto solo dalle attività delle principali banche centrali del mondo, che stanno fornendo centinaia di miliardi di dollari alle grandi banche e agli istituti finanziari attraverso varie forme di "quantitative easing" - un eufemismo per indicare la stampa di banconote.

Lungi dal creare le condizioni per il "recupero", tuttavia, tali operazioni stanno semplicemente finanziando l'accumulo di profitti attraverso la speculazione, la stessa cosa che ha portato al crollo del 2008, e ponendo le basi per un altro collasso.

Scrivendo sull'edizione di Lunedì del Financial Times, Mohamed El-Erian, amministratore delegato e co-direttore responsabile per gli investimenti del gigante operatore di titoli Pimco, ha osservato che "molte categorie di asset hanno prezzi fortemente manipolati a causa di attività bancarie sperimentali, concrete e segnalate, "e che" questa situazione ricorda quella del 2006-07."

Gli ultimi 12 mesi hanno messo fine all'illusione che, dopo un periodo di turbolenze finanziarie, il "recupero" sarebbe stato proprio dietro l'angolo. Tutti i dati dell'economia mondiale puntano al continuo calo della crescita o recessione in tutti i principali paesi.

martedì 8 gennaio 2013

Mitologie Moderne: e mo' mi compro tutto il Debito Pubblico e poi spernacchio la speculazione...

Il Grande Bluff

svegliaaaaaaCome sempre questo Blog cerca di farvi riflettere, di farvi andare oltre ai luoghi comuni (spesso indotti strumentalmente da Istituzioni, Banche, Lobbies etc).

Un esempio lampante è l'iniziativa CONTANTE LIBERO: leggiti bene il Manifesto, i 10 punti per il Contante Libero e poi FIRMA la petizione.

Ed adesso riflettiamo su un'interessante opinione controcorrente  rispetto ad un mito attualmente assai di moda: E mo' mi compro tutto il Debito Pubblico e poi spernacchio la speculazione...

Leggete con MOLTA ATTENZIONE: ogni riferimento a situazioni e persone reali NON è assolutamente casuale...;-)

Purtroppo le cose non sono mai così semplici come vogliono farvi apparire e/o come lo spirito semplificatorio del Web spesso vi fa credere...

dal Blog KEIN PFUSCH®

    C'é una vulgata che mi infastidisce riguardo all'idea che "guardate il Giappone, siccome ha tutto il debito in casa nessuno lo assale".

    Si tratta di una di quelle cazzate ignoranti che si basano su una verità triviale come "se sei un barbone non temi una rapina in casa" , senza poi passare ad esaminare pro e contro della cosa.

    ...Prendiamo la situazione tanto cara ai cialtroni che predicano il buyback totale "per stare tranquilli"......................

    Allora, voi volete che le banche comprino tutto il debito nazionale.

    O che lo compri chi ha soldi.

    Benissimo.

    Dunque, c'é un piccolo problemino.

    Le banche, ed i privati coi gruzzoletti, non hanno soldi all'infinito.

    Per quanto possano usare la leva, anche le banche hanno dei limiti.

    Quindi, abbiamo quantità limitate di soldi che possono essere spese dalle banche, diciamo in due modi:

       

  • Prestandole ad aziende  sotto forma di fidi, prestiti , finanziamenti vari.

  • Prestandole al governo.

lunedì 7 gennaio 2013

L’antieuropeismo necessario, l’antiamericanismo indispensabile

di Gianni Petrosillo
Conflitti e Strategie

no-to-eu

Essere antieuropeisti e, pertanto, decisamente recalcitranti alla concretizzazione di questa Unione, basata su trattati ed accordi sconvenienti per i popoli che ne fanno parte, da quelli economici a quelli politici (con commissioni che si occupano della grandezza dei piselli e teste di pisello che non arrivano a capo di nulla), non significa essere contro l’Europa. Quest’ultima esiste, non solo in quanto innegabile espressione geografica, piuttosto perché ha un passato millenario fatto di prossimità, di battaglie, di alleanze, di pacificazioni, di tradimenti, di rivalità, di porosità e di sbarramenti reciproci, estrinsecatesi in un campo culturale omogeneo ma non meno conflittuale, frutto di un destino secolare d’interdipendenze e dipendenze tra nazioni e popolazioni che si sono abbracciate e massacrate; dunque, essa c’è negli eventi, nelle cose e negli uomini a prescindere dai suoi recenti apparati artificiali troppo deboli, corrotti, insignificanti e distanti dalla realtà per poter contribuire a dispiegare una vera sovranità continentale.

Per questo, possiamo dire che l’Europa sussisteva più consapevolmente, con maggiore spinta e coerenza (di ciascuno Stato), prima che fosse perfezionata la sua scialba architettura istituzionale attuale la quale, appunto, rappresenta la negazione del “sogno” urgente dell’ edificazione di un insieme geopolitico eterogeneo eppure indipendente, orientato ad una politica di potenza sinergica tra partner “cugini” (di affratellamento parlano solo gli idioti che non hanno il senso della Storia), come risultato di un grande gioco di prospettive ed orizzonti di entità statali contigue, non sovrapponibili ma, tuttavia, concordi nel perseguire comuni (per quanto possibile) obiettivi internazionali e mondiali. Forse, la Grande Europa invocata da De Gaulle, oppure, anche qualcosa di meglio.

Qualche tempo fa in un articolo su l’Espresso, Lucio Caracciolo, ha scritto, con altre parole, che questa Europa non è se stessa perché il suo progetto, il piano che la informa e la modella, è estraneo alle sue genti e alla sua storia autentica.

mercoledì 2 gennaio 2013

Nasce Contante Libero

Di FunnyKing
Rischio Calcolato

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Eliminare o limitare il Contante è un regalo alle banche, è un mezzo per il controllo della nostra vita, è un esproprio della nostra ricchezza.  Per impedire tutto ciò dobbiamo far sentire il nostro grido di disapprovazione, per questo motivo è nata l’iniziativa Contante Libero (http://www.contantelibero.it/) una associazione informale di cittadini che difende la circolazione e l’uso del contante.

La prima iniziativa per la difesa del denaro contante è una raccolta di firme e di indirizzi mail verificati di italiani che vogliono il Contante Libero, l’obbiettivo è far si che questo tema entri nel dibattito politico e in campagna elettorale e abbiamo intenzione di segnalare qualche giorno prima delle elezioni quali forze politiche sono per il Contante Libero e quali per la sua eliminazione o forte limitazione.

Facciamo sentire la nostra voce con tutti i mezzi che la rete ci mette a disposizione e con eventi sul territorio. Non possiamo permettere che libertà, privacy e ricchezza ci vengano strappate via senza lottare.

Oggi 3 Gennaio 2013 33 fra blog e siti di informazione indipendente urlano contemporaneamente la nostra voce (Blog e Amici di Contante Libero). Altri si aggiungeranno in seguito, ma qui e oggi abbiamo bisogno di voi per Fare il Contante Libero:

a) Firma la Petizione (http://www.contantelibero.it/firma-per-il-contante-libero/)

b) Condividi Contante Libero su Facebook  e su Twitter o su altri social network.

c) Manda una Mail,ne abbiamo preparata una a titolo di esempio, usate  la vostra mailing list  diffondetela fra i vostri amici:

Ciao, ti scrivo per per informarti sull’iniziativa Contante Libero ( http://www.contantelibero.it/ ) , una raccolta di firme in favore dell’uso e della circolazione del denaro contante, dunque per impedire alle banche e al governo di controllare la nostra vita e espropriare la nostra ricchezza.

Se vuoi saperne di più, vai su http://www.contantelibero.it/

Manifesto Integrale:   http://www.contantelibero.it/documenti/manifesto-contante-libero/

10 Punti Per Il Contante Libero : http://www.contantelibero.it/documenti/10-punti-per-il-contante-libero/

d) Se gestisci un sito o un blog : Vai alla pagina dei banner e mettine uno nella tua home-page, poi scrivici per farcelo sapere, potrai accedere con link attivo nella pagina Blog e Amici di Contante Libero.

L'Agenda del golpista

di Leonardo Mazzei

monti premier

«L'Europa è tutto e voi siete niente»: é questo il succo della famosa Agenda del golpista, che ci propone la solita tiritera liberista venduta da un trentennio come oro colato, ma sempre smentita dai fatti. Non contento, poi, mente sapendo di mentire...

Pesce lesso Monti ha compilato un'agenda. O forse l'ha solo firmata, mentre gliel'ha confezionata Ichino. Sta di fatto che gli italiani hanno iniziato il 2013 con la certezza che c'è qualcuno che si occupa di loro. Fin troppo... penseranno i più.

Abbiamo così un presidente del consiglio dimissionario che ha la pretesa di dettare le future scelte politiche. Non ha più la fiducia del parlamento, non ha mai avuto un solo voto dagli elettori, ma pensa di essere un padreterno indispensabile ed insostituibile. Il voto del 24 febbraio ci dirà qualcosa in proposito. Ma intanto abbiamo l'Agenda, e dobbiamo occuparcene.

Diciamo subito che si tratta di un documento assai scontato e prevedibile. Una piccola summa dell'ideologia liberista. La riproposizione aggiornata di quanto vanno facendo le classi dirigenti occidentali da un trentennio. Più liberalizzazioni, più mercato, più flessibilità e precarizzazione del lavoro, più tagli alla spesa pubblica, meno stato sociale. Con quali risultati è sotto gli occhi di tutti.

Ma a loro non basta mai. E se gli dici che le liberalizzazioni hanno prodotto solo danni, ti risponderanno che è solo perché non si sono fatte fino in fondo. Dunque, mantenere la stessa direzione di marcia inaugurata da Thatcher e Reagan ed andare avanti a testa bassa. Da qui la sequela dei più questo, più quello, ora condita dal più più grande di tutti: più Europa, ci mancherebbe!

lunedì 31 dicembre 2012

AntiMessaggio di Fine Anno

da Paolo Becchi a Rete unificata

Buona sera e Buon Anno a Voi tutti, italiane e italiani di ogni generazione. È con profonda commozione che mi rivolgo a Voi, cari sudditi … pardon, cari concittadini, in questi tempi così difficili, ma anche così pieni di speranza e di fiducia per il futuro che ci attende. Questo è stato un anno difficile per la nostra amata Costituzione, la nostra amatissima Carta nella quale sono enunciati i valori e i principi fondamentali cui si ispirarono quanti, sacrificando se stessi e la propria vita, hanno consegnato alle generazioni successive una Repubblica nuova e libera. Spetta a ciascuno di noi, in nome di quegli stessi principi, continuare ad amarla e consolidarla, perché, ricordatevi, chi lascia la strada vecchia per la nuova…

Ma cosa sto dicendo?!... Qui bisogna cambiare tutto, anche questi proverbi…scusate, ora ricomincio tutto da capo.

Poveri italiani: I proverbi dei vecchi fanno morire i giovani di fame. Non abbiamo più una Costituzione, dopo che per tutto questo anno è stata stuprata da coloro che erano incaricati di difenderla e di garantirne il rispetto. Essa è stata trasformata nel canovaccio di un indegno spettacolo.

L’anno finisce come era iniziato il precedente: con la liquidazione di ogni forma di governo rappresentativo e con l’eliminazione di ogni garanzia di democrazia a favore dei cittadini e degli elettori. Che sia in carica o dimissionario, il Governo Monti è uno spettro che si aggira dentro la nostra Costituzione. E’ un fantasma, il fantasma di una Terza Repubblica che sta nascendo a forza di interpretazioni faziose del testo costituzionale, di ossequio formale alla legalità e di violazione di ogni principio democratico di legittimità.

Come tutto ciò è cominciato lo sapete: una telefonata. A volte una telefonata allunga la vita - si diceva - una telefonata del Presidente della Repubblica tedesco Christian Wulff a Re Giorgi: “Lieber Giorgio, wie geht’s Frau Clio?” Senti, guarda, abbiamo un problema…bisognerebbe rovesciare il governo di Berlusconi. Già, proprio così. Lo capisci anche tu, ormai la situazione è diventata insostenibile, e non si tratta di Ruby… “Eine schöne Frau, übrigens”. Che ne dici di Monti? Sì, Mario Monti, lui…l’uomo che rappresenta l’Europa nel Bilderberg, consulente internazionale per molti anni di Goldman Sachs. Re Giorgio ascolta, annuisce… Lo spread che sale, sale sempre più, e noi, e noi ancora più giù. Berlusconi si dimette. Si sciolgono le Camere. Si va alle elezioni? E per quale motivo? C’è la “responsabilità” nazionale che ora, stimolati da Re Giorgio, Centro e Sinistra invocano. Monti sale al governo e lo spread scende. Strana storia, una storia sbagliata: una storia da basso impero, una storia da una botta e via, come cantava De André.

sabato 29 dicembre 2012

Charming thirteens (Gli affascinanti 13)

di Stefano Davidson
Informare per Resistere

affascinato

E’ incredibile constatare che comunque vadano le cose, qualunque cosa succeda emerga sempre e costantemente la solita incapacità totale da parte di “Sua Rigidità” di evitare di pensare che tutto quanto ruoti solamente intorno a se stesso e alla sua “magnifica presenza” con pettinino annesso.

Mi chiedo infatti come possa un essere umano (e qui qualcuno già avrà da ridire, soprattutto dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa del presidente russo Medvedev sulla presenza degli alieni tra di noi), che si immagina avere – o quantomeno poter simulare, una parvenza di responsabilità, assennatezza, magari anche un po’ di sensibilità – rilasciare una dichiarazione come quella “sparata” senza ritegno appunto dal bocconiano varesino:

“Grazie di avermi permesso di concludere qui questi difficili, MA AFFASCINANTI 13 mesi” seguìta addirittura da una battutaccia degna di un bambinetto delle scuole elementari (e nemmeno di quelli più intelligenti) “Un anno fa questo esecutivo era al varo, oggi invece, NON PER COLPA DELLA PROFEZIA MAYA, dovremo terminare il ruolo”.

Ok. Allora, definire affascinante:

affascinante agg. [part. pres. di affascinare 1]. – Che affàscina, incantevole: donna a., di un’a. bellezza; sguardo, sorriso, parole a.; spettacolo, musica a.; che attrae fortemente: un progetto, una prospettiva affascinante.

Vorrei capire cosa Mario Monti ha trovato di affascinante in questi 13 mesi a parte il luculliano pasto che ha servito al suo insaziabile narcisismo egocentrico mentre si pavoneggiava, sostenuto dai suoi “burattinai” (senza i quali ovviamente non saprebbe, come ogni burattino, nemmeno reggersi in piedi), a fare l’incostituzionalmente eletto Capo di Governo, ciarlando con le varie Merkel, Sarkozy prima, Hollande poi, Van Roompuy, Barroso, tramando con il suo “padrino” Napolitano e il suo “compare” Mario Draghi.

Vorrei sapere cosa c’è stato di affascinante nel vedere i propri concittadini cadere sotto i suoi stessi colpi, vedere la res pubblica sfasciarsi come mai, vedere imprese chiudere al ritmo di 1000 (MILLE!!!) al giorno.

Inganni elettromagnetici nella base Usa di Niscemi

di Antonio Mazzeo

muosProcedure sin troppo superficiali; pericolose sottovalutazioni dei campi elettromagnetici esistenti; misurazioni incomplete, inidonee e ingannevoli; conclusioni contraddittorie, incompatibili e irragionevoli. È quanto emerge dalla nota del fisico Massimo Coraddu (autore con il prof. Massimo Zucchetti dello studio del Politecnico di Torino sui rischi associati all’impianto di telecomunicazioni militari USA di Niscemi e al costruendo centro satellitare MUOS), consegnata dai Comitati No MUOS all’Assessore regionale al territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, in occasione dell’incontro congiunto tenutosi a Palermo il 28 dicembre 2012.

“Quelli della realizzazione del MUOS e della sicurezza elettromagnetica nella base NRTF di Niscemi sono problemi gravi che non è più possibile rimuovere”, spiega Coraddu. “I loro aspetti più preoccupanti sono tali da mettere seriamente in discussione la fondatezza delle autorizzazioni concesse anche dopo una valutazione dei rischi legati alle emissioni elettromagnetiche da parte di ARPA-Sicilia”. Gli studi dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, avviati solo a partire del 2009, non sono giunti ancora a qualsivoglia conclusione, soprattutto a causa degli ostacoli frapposti dai militari statunitensi. “I pochi dati sicuri emersi, nel corso dei rilievi, hanno invece mostrato un chiaro superamento dei livelli di sicurezza previsti per la popolazione, già con l’impianto nella sua configurazione attuale”, scrive il prof. Coraddu. Per l’ARPA, invece, le proprie verifiche (“effettuate sempre con tecniche di misure conformi alla norma”) hanno “confermato il non superamento del valore di attenzione”. A smentire però l’agenzia ci sarebbero alcune conclusioni nelle relazioni sui monitoraggi effettuati a Niscemi. “Nell’istruttoria del 2009, l’ARPA dichiara ad esempio di non essere stata in grado di portare a termine il compito affidatole, in quanto le informazioni tecniche relative agli impianti già operanti risultano secretate dall’attività militare, così come i valori di campo elettromagnetico ante e post opera”, rileva Coraddu. “Di fronte a questo insormontabile rifiuto, ARPA Sicilia non ha potuto valutare complessivamente la distribuzione, sul territorio limitrofo, dei valori di campo elettromagnetico, come si era invece proposta”.

In un successivo passaggio della stessa relazione, l’ARPA ammette che la “documentazione acquisita non è conforme a quanto previsto dall’allegato n.13 (art 87 e 88) - Mod. A del D.lgs 259/03”, pertanto “non è stato possibile emettere un parere ai sensi del citato decreto legislativo”. Come evidenzia Coraddu, l’agenzia per l’ambiente non ha dunque potuto svolgere correttamente il proprio compito, “né da allora risulta che ci siano stati altri tentativi”. Così, nell’assenza di una sufficiente documentazione tecnica, “l’inquinamento elettromagnetico prodotto complessivamente dalla stazione di telecomunicazioni della Marina militare Usa di Niscemi resta ignoto”.

venerdì 28 dicembre 2012

La Germania ‘esporta’ i suoi vecchi malati nelle case di cura dei paesi a basso costo

Investire Oggi

Il modello dello stato sociale europeo a pezzi: da giovani si sfruttano e da vecchi si delocalizzano

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Pensionati tedeschi a Berlino. accade Sempre di più che i tedeschi anziani siano “dislocati” in sistemazioni di lunga durata presso case di cura in Europa orientale e in Asia. Foto: Sean Gallup / Getty Images

The Guardian – I pensionati sono mandati nelle case di cura dell’Europa orientale e dell’Asia, respinti dall’austerità verso una ‘deportazione disumana’.

Un numero crescente di tedeschi anziani e malati sono mandati all’estero in centri di riabilitazione per cure a lungo termine a causa dell’aumento dei costi e del calo degli standard in Germania .

Questo movimento, che ha visto migliaia di tedeschi in pensione sistemati nelle strutture dell’est Europa e in Asia, è stata aspramente criticata dalle organizzazioni del welfare, che l’hanno definita una “deportazione disumana”.

Ma con un numero sempre maggiore di tedeschi che non possono permettersi i costi crescenti delle case di riposo, e una popolazione che invecchia, il numero di persone che ci si attende sarà inviato all’estero nei prossimi anni è solo destinato ad aumentare. Gli esperti la descrivono come una “bomba ad orologeria”. La crisi delle cure per i malati cronici in Germania – il settore della sanità soffre di mancanza di lavoratori e costi crescenti – per anni è stata mitigata dalla migrazione crescente degli europei dell’est in Germania per la cura degli anziani del paese.

giovedì 27 dicembre 2012

Armi e militari italiani per l’emiro del Qatar

di  Antonio Mazzeo

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L’ultimo incontro al vertice tra le autorità politiche e militari d’Italia e Qatar, uno dei più ricchi e armati emirati arabi, si è tenuto a Doha a fine novembre.

Dal sovrano Sheikh Hamad Ben Khalifa al-Thani, al potere in Qatar dal 1995 quando con un golpe spodestò il padre, si sono recati in visita il sottosegretario alla difesa Filippo Milone, il sottocapo di Stato maggiore ammiraglio Cristiano Bettini e il consigliere strategico del ministro della difesa, Andrea Margelletti. Motivo ufficiale della missione l’esercitazione multinazionale “Falcone Feroce 3”, svoltasi nei pressi della capitale e a cui l’Italia ha partecipato con alcuni “osservatori” militari.

“L’esercitazione multinazionale è promossa dal Qatar fin dal 2008 con cadenza biennale”, spiegano in una nota le forze armate italiane. “Sviluppa diverse tematiche addestrative, tra le quali la lotta alle minacce asimmetriche e il contrasto al terrorismo, la gestione di crisi umanitarie ed eventi di rischio chimico, biologico, radiologico e nucleare”. Nel corso della missione in  Qatar, sempre secondo lo Stato maggiore della difesa, il sottosegretario Milone ha incontrato un distaccamento di istruttori del GIS, il Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, “presenti in Qatar per fornire addestramento specialistico al Reparto incaricato della sicurezza dell’emiro del Paese”.

Al Grande Bluff della Lotta al Contante si risponde con un Big Bang (3 Gennaio 2013)

Di FunnyKing
Rischio Calcolato

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Guest Post da Il Grande Bluff di Stefano Bassi

Il Big Bang sarà il 3 Gennaio 2013 ed avremo bisogno di Voi.
Potrete essere parte del più grande e corale evento web che si sia mai visto sulla rete italiana…..

Si videro i primi allarmanti segnali sui RAI 3, in una puntata di Report in cui la Gabanelli sponsorizzò la tassazione del contante (!) (al 33%!) per indirizzare sempre più “il topo nel labirinto” verso forme di pagamento elettronico…

Reagì inorridito UsemLab nel post: Inorriditi, scioccati, sdegnati e basiti, mettendo in luce il Grande Bluff della Lotta al Contante…che tante persone sta ingannando…
La campagna contro il Contante continuò, sponsorizzata NON A CASO proprio dall’ABI e dalle Banche….;-)
Questa volta toccò al Prof. Beppe Scienza (sulle pagine del Blog di Beppe Grillo), SMONTARE le falsità che vengono propinate in questa STRUMENTALE e fuorviante lotta al contante e mettere in luce i VERI OBIETTIVI perseguiti sotto traccia dalle solite lobbies

lunedì 24 dicembre 2012

Giulio Sapelli: ”Andiamo incontro all’icerberg – L’Euro è una pazzia”

Oltre la Coltre

giulio-sapelli_h_partbdi Roberto Santilli

L’AQUILA – “Le dimissioni di Monti sono uno strappo costituzionale. Avrebbe dovuto attendere un voto di sfiducia, così invece alimenta una tendenza sovversiva tipica delle classi dominanti italiche, mancando di rispetto allo stesso dettato della Carta”.

Ci mancava pure questa. Con il recente abbandono del premier, Mario Monti, e il ritorno in politica dell’ex ‘disarcionato’ Silvio Berlusconi, si apre l’ennesima bagarre all’italiana a qualche mese dalle elezioni del 2013.

Eppure, l’economista Giulio Sapelli non smette di guardare in alto, precisamente in quel luogo chiamato Banca centrale europea governata dall’italiano Mario Draghi (“messo lì da Timothy Geithner, ministro del Tesoro degli Usa,” aveva chiarito in una trasmissione televisiva il professore, in riferimento alla paura degli americani che l’Europa vada a scatafascio, “come andrebbe se la cancelliera tedesca Angela Merkel avesse il potere assoluto”).

Perché, di sicuro, la moneta e il sistema Euro non sono più visti come simboli di prosperità economica. “A cascata”, i danni saranno pressoché irreparabili, annunciano gli esperti come Sapelli.

E L’Aquila, l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna terremotati, per restare a due dei tanti drammi di casa, sono già dentro fino al collo. Dai primi scricchiolii alla condanna sdoganata negli ultimi tempi anche da chi non apparteneva alla schiera degli euroscettici il passo non è stato breve ma molto sofferto, poiché in tutti gli angoli dedicati all’economia, tra politica e media, l’Unione europea aveva generalmente goduto di una certa fiducia, “pompata” lungo il decennio segnato dalla “moneta senza patria e senza politica” che ha tolto di mezzo la vecchia lira.