martedì 19 febbraio 2013

Cancellazione debito? Prepariamoci per l’attuazione del Chicago Plan

di Erika Di Dio
Forexinfo.it

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Nel corso degli ultimi mesi, il Chicago Plan continua a spuntare nei media; la A-list delle persone che hanno iniziato a far circolare circolare questo concetto, ora e storicamente, includono: Henry Simons, Irving Fisher, Milton Friedman, lo stesso Keynes, Bernanke, e lo scorso Agosto si sono aggiunti Benes & Kumhof in un documento di lavoro del FMI - The Chicago Plan Revisited. Ricordate che il FMI è il responsabile politico del responsabile politico, o il signore del dirigismo, se volete.

Il piano è semplice: "Cancellare il debito dalla legislazione, utilizzando il denaro creato dallo Stato per sostituire il sistema bancario privato", o come Ambrose Evans-Pritchard ha espresso molto bene sul Telegraph: "Il gioco di prestigio è quello di sostituire il nostro sistema di denaro privato creato dalle banche, circa il 97% dell’offerta di moneta, con denaro creato dallo Stato". Le caratteristiche principali del piano includono il requisito che le banche mettano il 100% del supporto di riserva per i depositi, allo stesso tempo spogliando le banche della loro capacità di creare denaro dal nulla".

Il progetto originale è stato creato nel 1936 dai professori Henry Simons e Irving Fisher durante la Depressione degli Stati Uniti. Il documento originale osserva come il denaro creato da cicli di credito porti ad una creazione dannosa di ricchezza. Milton Friedman ha inventato il termine "helicopter money", nel suo "The Optimum Quantity of Money" nel 1969 e ormai abbiamo tutti letto il discorso di Bernanke sul "denaro dall’elicottero" del 2002.

Chicago Plan e OMF dal Financial Times

Infine, un po’ di buon senso questi giorni da Gavyn Davies sul Financial Times.

Bisogna essere esperti per non capire nulla di economia e di politica

di Gianni Petrosillo
Conflitti e Strategie

experts

Bisogna essere grandi esperti per spararle grosse. Esperti di qualcosa che parlano di tutto senza saperne niente o sapendo benissimo di mistificare gli accadimenti.

Quel che conta non è il valore delle affermazioni o la coerenza dei giudizi su eventi, circostanze, contingenze ma il fatto di mantenersi costantemente nel perimetro della presunta oggettività, consolidata e riconosciuta nei circoli à la page, cioè in quegli ambienti culturali costruiti apposta per confondere le menti e depistare la pubblica opinione.

Sei bravo perché sei iscritto al Partito preso dell’esperto, al movimento immobile dello specialista, alla corrente continua del professionista, col marchio di qualità cattedratico, e non perché fornisci una corretta interpretazione delle traiettorie storiche, politiche, sociali, ecc. ecc.

Per questi soggetti la verità non è l’indirizzo di un serio lavoro di ricerca ma un ostacolo ingombrante lungo l’acquisizione della fama e del successo… Quando il colto viene colto di sorpresa dal mondo, che va in direzione opposta ai suoi convincimenti, fa il distratto e prosegue tetragono contro la realtà, questa ottusa, che non ha seguito le sue mirabili intuizioni.

L’esperto ha frequentato le Università più rinomate (soprattutto americane, un passaggio obbligato per diventare qualcuno anche se sei nato idiota, anzi, a maggior ragione) o è stato almeno direttore di un istituto, dirigente di una commissione, membro di un comitato scientifico,  esponente di un consiglio accademico, presidente o vice-presidente di una banca, di una multinazionale, di un organismo mondiale. Non importa come ci è arrivato, per merito o per cooptazione, carta canta ed esperto sbanca.

lunedì 18 febbraio 2013

Elizabeth Warren: «Quando manderete in galera i banchieri?»

NO BIG BANKS

warrenNel corso dell’audizione al Senato USA dei regolatori bancari a Washington qualche giorno fa, la neo-senatrice democratica Elizabeth Warren ha indicato come vanno trattati gli istituti che hanno fatto crollare il sistema finanziario: con l’incriminazione.

La Warren ha messo in forte imbarazzo i rappresentanti dei vari enti preposti alla vigilanza bancaria, chiedendo “Qual è stata l’ultima volta che avete portato una banca di Wall Street a processo?”

Nessuno ha saputo rispondere, perché i regolatori sono abituati così: fanno accordi e transazioni con le banche, accettando delle multe, senza mai andare fino in fondo.

Il fatto è che con gli accordi si fermano le indagini sulla vera portata dell’attività criminale, e non si stabilisce un disincentivo a delinquere di nuovo.

Una multa da 1,9 miliardi di dollari? A prima vista sembra tanto. E’ quanto paga la HSBC per il sospetto riciclaggio di almeno 15 miliardi di dollari di denaro provenienti dai trafficanti di droga messicani.

Ma in realtà quella multa rappresenta i profitti di appena 4-5 settimane!

Altro che forte segnale. Le banche pagano queste multe irrisorie – l’entità delle sanzioni è così misera che non va nemmeno a cancellare i profitti della propria attività criminale – e promettono di fare i bravi in futuro, ma il messaggio vero è un altro ed è chiaro: in un sistema dominato dalla speculazione si fanno i soldi ovunque sia possibile. Al massimo si verserà un obolo allo stato quando si viene beccati.

La Sen. Warren ha affermato che “troppo grande per fallire è diventato troppo grande per processare” ovvero “too big to fail has become too big for trial”, così facendo invoca un approccio che ricorda la famosa Commissione Pecora, guidata dal PM newyorchese negli anni Trenta, che mise sul banco degli imputati i baroni finanziari che avevano provocato il crollo del ’29.

venerdì 15 febbraio 2013

La tragedia greca parla da sola

di Monia Benini
Teste Libere

La Grecia, oggi. Poche scarne notizie sulla stampa estera, sfuggite dalle fitte maglie del controllo, ma i viaggi ad Atene, le testimonianze di scrittori, economisti, rappresentanti di movimenti di protesta, o di semplici cittadini, forniscono un quadro drammatico della Grecia, che non ha bisogno di forzature. Perché la realtà è già sin troppo tragica.

Fonte: Teste Libere

giovedì 14 febbraio 2013

Chi controlla il denaro? Lo fa in segreto una Banca Centrale Mondiale non eletta e che non deve rendere conto a nessuno

Di Michael Snyder
The Economic Collapse

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Un'organizzazione internazionale immensamente potente di cui la maggior parte delle persone non ha mai nemmeno sentito parlare controlla segretamente l'offerta di moneta del mondo intero. Si chiama Banca dei Regolamenti Internazionali, ed è la banca centrale delle banche centrali. Si trova a Basilea, in Svizzera, ma ha filiali anche a Hong Kong e Città del Messico. Si tratta essenzialmente di una banca centrale non eletta, indipendente e che ha la totale franchigia dalle imposte e dalle leggi nazionali. Anche Wikipedia ammette che " non risponde a nessun singolo governo nazionale."

La Banca dei Regolamenti Internazionali è stata utilizzata per riciclare denaro per i nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma in questi giorni lo scopo principale della BRI è quello di guidare e dirigere il sistema finanziario globale destinato ad essere unificato. Oggi, 58 banche centrali globali appartengono alla BRI, e influiscono sul modo in cui l'economia degli Stati Uniti (o qualsiasi altra economia) si svolgerà nel corso del prossimo anno molto più di un qualsiasi politico.

Ogni due mesi, i banchieri centrali del mondo si riuniscono a Basilea per un "Convegno di Economia Mondiale". Le decisioni che vengono prese durante questi incontri  interessano ogni uomo, donna e bambino sul pianeta, eppure nessuno di noi ha voce in capitolo in quello che succede. La Banca dei Regolamenti Internazionali è un'organizzazione  fondata dall'élite globale e opera a vantaggio delle élite globali, ed è destinata ad essere uno dei cardini principali del nascente sistema economico mondiale. E' imperativo che le persone vengano informate su ciò che è questa organizzazione e dove ha intenzione di portare l'economia globale.

Purtroppo, solo pochissime persone  sanno veramente cos'è la Banca dei Regolamenti Internazionali, e ancora meno persone sono a conoscenza delle riunioni di economia globale che si svolgono a Basilea su base bimestrale.

Questi incontri di economia globale sono stati discussi in un recente articolo del Wall Street Journal ...

Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontrano qui la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno.

Le discussioni durante la cena sul denaro e sull'economia sono più che accademiche. Al tavolo ci sono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51.000 miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale.

mercoledì 13 febbraio 2013

SOS GRECIA! E' davvero emergenza? LIVE

Live di Byoblu con Sergio di Cori Modigliani e Monia Benini  
Segue articolo di Monia Benini  sos-grecia

Cosa sta succedendo in Grecia?

Voci sempre più insistenti parlano di un Paese sprofondato nel baratro, volutamente dimenticato, silenziato perché la sua tragedia non interferisca con le elezioni in Germania e in Italia. E' vero?

Ne abbiamo parlato in una diretta fuori programma con Monia Benini, esperta conoscitrice della Grecia e a diretto contatto con i cittadini di Atene, e con Sergio Di Cori Modigliani, autore dell'articolo che ha lanciato l'allarme in rete, che è intervenuto nel corso del live.

Nel video in testa al post, la registrazione completa dell'evento live.

Fonte: Byoblu 12 Febbraio 2013

venerdì 8 febbraio 2013

Il costo umano dell'austerità in Italia

di Paul Bond
World Socialist Web Site
Tradotto da Tlaxcala

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La corsa alle elezioni politiche italiane del prossimo mese è dominata dalla discussione sulla messa in opera di ulteriori misure di austerità. Il non eletto governo di Mario Monti, sorto dalla pressione dei mercati finanziari nel novembre 2011, ha lavorato sistematicamente al fine di smantellare tutte le conquiste raggiunte dalla classe lavoratrice nel dopoguerra e rendere certo che questa stessa classe paghi il conto della crisi bancaria.

Già dopo poche settimane dalla sua nomina, il governo Monti ha presentato un pacchetto di tagli del valore di € 30.000.000.000: decurtamenti delle indennità sociali, aumento dell'età pensionabile da 58 a 66 anni entro il 2018, innalzamento del numero di anni che un lavoratore deve pagare al sistema pensionistico per ricevere la pensione da 35 a 42 anni . L'indennizzo per l'inflazione è stato rimosso dalla maggior parte delle pensioni. L'IVA è stata aumentata del 2 per cento, colpendo duramente le fasce di retribuzione più bassa, e vari aumenti di tasse hanno causato un marcato aumento del costo del carburante.

Nel corso dell'anno successivo è stata reintrodotta la tassa sulla prima proprietà, questo ha spinto i costi di proprietà per le famiglie a più del 30 per cento della loro spesa totale. L'articolo 18 della legge del lavoro del 1970, una conquista delle lotte militanti degli anni '60, è stato modificato per consentire alle imprese di licenziare senza giusta causa.

Poi, durante l'estate, Monti ha introdotto un ulteriore pacchetto di austerità, i tagli al bilancio dello Stato ammontano a € 4.500.000.000 per entro la fine dell'anno e ulteriori tagli di € 21.500.000.000 sono programmati per i prossimi due anni. Il piano finanziario di Monti del mese di dicembre riduce le tasse sui salari, versati dai datori di lavoro, e comporta tagli al finanziamento dell'assistenza sanitaria.

Tutti i partiti concorrenti alle elezioni sono d'accordo con l'imporre ulteriori misure di austerità.

Il costo della vita della famiglia media è già cresciuto di quasi € 2.500 l'anno. La catastrofe sociale si presenta a milioni di persone, in un periodo di continua contrazione economica, con una produzione industriale ridotta di circa il 25 per cento rispetto a cinque anni fa.

Il tasso ufficiale di disoccupazione del mese di novembre dichiarava un 11,1 per cento della popolazione senza lavoro. Tuttavia, secondo queste stime, solamente il 57 per cento della popolazione ha un'occupazione. Se contiamo le persone che hanno lasciato la forza lavoro, il numero dei disoccupati si situa fra 3 e 5 milioni di individui . Dei giovani fra i 15 e i 24 anni, circa il 37,1 per cento non ha lavoro. Di questi, solo il 10,6 per cento è in cerca di lavoro, il che indica una crisi ancora più profonda. Nello scorso febbraio Monti ha detto che i giovani lavoratori "si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E' bello cambiare e affrontare le sfide " ha aggiunto sprezzante.

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Stati Uniti. Il joystick del boia

di  Sergio Cararo
Contropiano

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Il Senato statunitense vuole chiarimenti sugli omicidi mirati tramite i droni. Il terrorismo di stato pretende invece i pieni poteri di vita e di morte. La globalizzazione della tortura ha coinvolto 54 stati, tra cui l'Italia.

Lo stratega statunitense degli omicidi “mirati” attraverso i droni, John Brennan, oggi dovrà comparire davanti ad una Commissione del Senato Usa per rispondere ad alcune domande.

L'udienza si tiene dinanzi alla Commissione Intelligence del Senato. L'amministrazione Obama ha sempre cercato di condurre segretamente i raid con i droni ma la guerra sporca comincia a presentare problemi di legittimità evidenti e si affaccia la possibilità di azioni legali ed è cresciuto il malumore dei congressisti tenuti all'oscuro di molti “dettagli”. Tra i senatori, c'e' addirittura chi azzarda la volontà di voler mettere in discussione la legittimità della guerra dei droni e intende sfruttare l'audizione di Brennan per venire a conoscenza dei segreti che la Casa Bianca non ha mai voluto divulgare. Alla vigilia dell'audizione di oggi, Barak Obama ha ordinato al Ministero della Giustizia di fornire alle Commissioni Intelligence del Congresso l'accesso al parere legale, un documento fin ad oggi riservato, il quale definisce i fondamenti giuridici e costituzionali che consentono ai droni americani di colpire anche cittadini statunitensi accusati di essere coinvolti in organizzazioni sulla lista nera del terrorismo.

Una prima rogna venne fuori già nel 2011 per un attacco condotto dai droni in Yemen contro un cittadino americano: Anwar Awlaki, nato in New Mexico e ritenuto poi tra i leader di al-Qaeda. Sulla vicenda la Casa Bianca aveva fatto resistenza alle pressioni dei senatori che volevano saperne di più e leggere i documenti. Il problema nasce dal fatto che la Costituzione Usa indica chiaramente che ogni cittadino statunitense, anche in caso di pena capitale, abbia diretto ad un “giusto” processo. E' chiaro invece che “l'uomo che spinge il pulsante e fa partire i droni, compie istruttoria, dibattimento e sentenza in un solo colpo e senza fare alcun processo. Il problema di quale sia il limite di una simile procedura non è affatto un dettaglio.

mercoledì 6 febbraio 2013

Chi governa il mondo? La prova consistente che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila

di Michael Snyder
The Economic Collapse

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Esiste un gruppo oscuro di elitisti oscenamente ricchi che controllano il mondo? Uomini e donne con enormi somme di denaro governano davvero il mondo da dietro le quinte? La risposta potrebbe sorprendervi. La maggior parte di noi tende a pensare al denaro come ad un modo conveniente per effettuare transazioni, ma la verità è che esso rappresenta anche il potere e il controllo. E oggi viviamo in un sistema neo-feudale in cui i super ricchi tirano tutte le corde.

Quando parlo degli ultra-ricchi, non parlo di persone che hanno qualche milione di dollari. Come si vedrà più avanti in questo articolo, gli ultra-ricchi hanno abbastanza soldi, depositati in banche offshore, da acquistare tutti i beni e i servizi prodotti negli Stati Uniti nel corso di un intero anno ed essere ancora in grado di pagare tutto il debito nazionale degli Stati Uniti. E' una somma di denaro così grande da essere quasi inconcepibile.

In base a tale sistema neo-feudale, tutto il resto di noi siamo schiavi del debito, compresi i nostri governi. Basta guardarsi intorno - tutti stanno annegando nel debito, e tutto quel debito sta rendendo gli ultra-ricchi ancora più ricchi. Ma gli ultra-ricchi non stanno semplicemente seduti su tutta quella ricchezza. Ne usano una parte per dominare gli affari delle nazioni. Gli ultra-ricchi possiedono praticamente ogni grande banca e ogni grande società del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, think tank e organizzazioni di beneficenza per promuovere le loro agende e per mantenere in riga i loro membri.

Controllano il modo in cui vediamo il mondo attraverso i loro diritti di proprietà sui media e il loro dominio sul nostro sistema di istruzione. Finanziano le campagne della maggior parte dei nostri politici ed esercitano un'enorme influenza su organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Se fate un passo indietro e date un'occhiata al quadro generale, non c'è dubbio su chi gestisce il mondo. E' solo che la maggior parte delle persone non vuole ammettere la verità.

Gli ultra-ricchi non vanno a depositare i loro soldi in una banca locale come voi e me. Al contrario, tendono a riporre le loro attività in luoghi in cui non saranno tassati, come le Isole Cayman. Secondo un rapporto che è stato rilasciato la scorsa estate, l'élite globale ha più di 32 trilioni di dollari nascosti in banche offshore in tutto il mondo.

Il PIL degli Stati Uniti nel 2011 era di circa 15.000 miliardi di dollari, e il debito nazionale degli Stati Uniti è arrivato a circa 16.000 miliardi di dollari, così che se anche li sommaste, insieme non raggiungerebbero 32.000 miliardi di dollari.

venerdì 1 febbraio 2013

Unione europea: la Nato bussa a quattrini

Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Rasmussen, nonostante la crisi che attanaglia il Vecchio Continente, chiede altri danari all’Unione europea per sostenere i costi della difesa comune e potenziarla
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di Andrea Perrone
Rinascita

L’Alleanza Atlantica pretende altri soldi dall’Ue per sostenere i costi della difesa. Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen (nella foto) nella sua relazione annuale ha chiesto agli Stati membri Ue di spendere di più per la difesa nonostante la crisi economica e  non ha mancato di lanciare una chiara minaccia all’Unione europea sottolineando che altrimenti rischia di perdere la “solidarietà” degli Stati Uniti. “Se le attuali tendenze alla spesa per la difesa dovessero continuare, queste limiterebbero le capacità pratiche delle nazioni europee nella Nato di lavorare insieme con i loro alleati del Nord America. Ma si rischierebbe anche di indebolire il sostegno politico per la nostra alleanza con gli Stati Uniti”. Ma ha voluto precisare che nonostante tutto la Nato è ancora “la potenza militare più importante del mondo”. Tuttavia, ha proseguito Rasmussen, la situazione a livello mondiale desta preoccupazione. “Le sfide alla sicurezza del XXIesimo secolo – il terrorismo, la proliferazione, la pirateria, la guerra informatica, Paesi instabili – non se ne andrà come ci concentriamo, che fissa le nostre economie”, ha commentato il segretario.

A questo punto l’ex premier danese ha chiarito quali sono le vere preoccupazioni della Nato nei confronti dei suoi nemici. “L’ascesa delle potenze emergenti – ha chiosato il segretario generale – potrebbe creare un crescente divario tra la loro capacità di agire e di esercitare influenza sulla scena internazionale e la nostra capacità di farlo”. Sempre nel rapporto presentato da Rasmussen si afferma che gli Stati Uniti hanno contribuito nel 2012 con il 72 per cento della spesa per la difesa dei Paesi membri dell’Alleanza, rispetto al 68% del 2007. Francia, Germania, Italia e Regno Unito concorrevano per il resto della somma, ma di recente il contributo francese è sceso vertiginosamente.

“Tutto ciò ha il potenziale di minare la solidarietà dell’Alleanza e mette a rischio la capacità degli alleati europei di agire senza il coinvolgimento degli Stati Uniti”, è scritto nel rapporto. E aggiunge che il contributo della Nato, in proporzione alle spese militari mondiali sceso al 60 per cento nel 2011 dal 69 per cento del 2003, è quello di raggiungere il 56 per cento nel 2014.

La “preoccupazione” di potenziare le capacità di difesa dell’Unione europea non è nuova, ovvero per rassicurare l’impero a stelle e strisce che qualora vi sia una crisi in giro per il mondo l’Europa-colonia possa intervenire militarmente utilizzando le sue forze senza il bisogno di contare su quelle degli Usa, le cui casse sono ormai vuote per le spese sostenute nelle “guerre infinite” in ogni dove nel mondo. D’altronde già due anni fa, l’ex segretario alla Difesa Robert Gates in un discorso tenuto a Bruxelles aveva lanciato l’allarme sui conti della difesa Ue. La necessità di investire di più sulla creazione di un esercito comune europeo nasce dalla crisi economica che grava anche sugli Stati Uniti, ma in questo caso proprio sulla Nato, che possiede un debito di 400 miliardi di dollari. Gli Usa per questo stanno tentando di smarcarsi il più possibile dalle imprese che può compiere autonomamente l’Unione europea con la creazione di un comando generale unificato e un esercito comune in ambito Ue.

giovedì 31 gennaio 2013

Militarizzazione dell'Artico: "Dobbiamo ripensare al modo in cui si combatte la guerra"

di John Robles
Global Research
Voice of Russia and Stop NATO

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Mentre il ghiaccio artico continua a sciogliersi e le risorse cominciano lentamente a diventare disponibili l'Occidente ha deciso di iniziare la militarizzazione della zona artica, nel tentativo di ottenere il controllo delle preziose risorse. In un'intervista con John Robles de La Voce della Russia, Agenta Nordberg, Vice Presidente del Consiglio di Pace Svedese (Swedish Peace Council) ha espresso il suo punto di vista sulla questione ed anche alcuni commenti sulla militarizzazione della Svezia, la Norvegia e il Nord e sull'espansione della NATO in aree "neutrali".

Robles: Mi chiedevo se lei potesse parlarmi un po’ della NATO, nella regione artica, in particolare, può parlare ai nostri ascoltatori delle installazioni radar e satellitari, apparecchiature di comunicazione che hanno allestito in Norvegia e in Scandinavia?

Norberg: Beh, io non sono un tecnico, ma vi posso dire che di recente è stato pubblicato un libro: La guerra dei Satelliti di Bård Wormdal - un giornalista della radio norvegese. Ed è un libro molto importante, è stato pubblicato nel 2011.

L'ho invitato a Stoccolma nel mese di ottobre, quando abbiamo trascorso un giorno a parlare dell'Artico e della situazione nell'Artico e quello che egli dice è che bisogna cambiare idea su come viene condotta la guerra. La guerra viene condotta via satellite e installazioni radar.

Ad esempio, per essere chiari, per capire quello che c'è da capire: la guerra in Libia, l'anno scorso, è stata condotta via satellite da Svalbard. Questo è molto pericoloso perché questa isola, le isole Svalbard sono una zona di pace sottoscritta da 14 nazioni diverse, ma la Norvegia ha consentito agli Stati Uniti d'America Il dispiegamento di impianti radar, in connessione con il satellite che gestisce la guerra. Si tratta di una comprensione del tutto nuova del modo in cui la guerra viene condotta.

lunedì 28 gennaio 2013

L’Unione europea, una congerie di tecnocrati liberticidi

In un discorso tenuto all’Assemblea di Strasburgo, il presidente Martin Schulz condanna le ingiustizie sociali e il dominio di Bruxelles sui parlamenti nazionali e su tutti i popoli del Vecchio Continente

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di Andrea Perrone
Rinascita

Euroscetticismo, poteri forti e diseguaglianze sociali sono i frutti avvelenati che mettono a rischio il futuro dell’Unione europea per colpa delle ricette tecnocratiche e iperliberiste imposte da Bruxelles. A farsi portavoce di queste critiche è stato l’attuale presidente dell’Europarlamento, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz (nella foto), che ha ammesso come alcune delle preoccupazioni di Londra sul futuro dell’Ue sono valide e che non è più accettabile respingere in maniera critica assoluta coloro che sono critici nei confronti di questa Unione europea come se fossero semplicemente ed esclusivamente degli euroscettici.

In una conferenza stampa per celebrare il nuovo anno Schulz ha dichiarato senza timore di condividere alcuni “disagi” espressi dal  premier britannico David Cameron, delineati nel suo discorso tenuto all’inizio della settimana scorsa. “Questo disagio nei confronti dell’Ue come è ora, è una cosa che condivido. Penso che vi siano anche molte persone in Europa che hanno questo disagio”, ha sottolineato Schulz, ribadendo il concetto. “Ed è per questo che consiglio davvero di non etichettare tutti coloro che criticano l’Unione europea come euroscettici”, ha proseguito.

Ma oltre a questi segnali di crisi generale e strutturale dell’Ue, il presidente dell’Europarlamento è intervenuto sottolineando anche altri problemi legati alle disuguaglianze sociali. “L’Unione europea – ha dichiarato Schulz – non se la passa bene. Dobbiamo fare di meglio”. Per quanto riguarda i difetti – ma sarebbe meglio definirle piaghe – il presidente ha puntato il dito contro gli sviluppi economici che hanno portato a più “ingiustizia sociale” e a un deficit di democrazia che - a suo dire - non ha tanto a che fare con le istituzioni europee stesse, ma piuttosto con “un’opaca capacità decisionale dell’Ue”.
E questo perché, ha proseguito il presidente dell’Assemblea di Strasburgo, le istituzioni dell’Unione si riuniscono a porte chiuse. “Tutto quello che accade a porte chiuse è anonimo e lascia ampio spazio alle interpretazioni”, ha voluto precisare Schulz.

Insomma il politico socialdemocratico tedesco è stato piuttosto esplicito e chiaro nel sottolineare che le scelte decisionali europee sono prese all’insaputa dei popoli europei che invece subiscono passivamente il potere dei tecnocrati di Bruxelles, legati mani e piedi a lobby, multinazionali, banche e poteri forti dell’Occidente euro-atlantico, e a cui devono spesso la loro nomina quali commissari o presidenti alle più alte cariche nelle istituzioni europee.

domenica 27 gennaio 2013

La più grande bolla della storia: la frode

Washington’s Blog

Dimenticate la bolla immobiliare, le obbligazioni o i derivati ​​... La frode è la più grande bolla di tutti i tempi

fraud bubbleLa bolla immobiliare, che è scoppiata più o meno nel 2007  è stata la più grande bolla di tutti i tempi .

Molti sostengono che la bolla delle obbligazioni degli Stati Uniti ha superato la bolla immobiliare essendo la più grande di tutti i tempi.

Naturalmente, poiché il mercato dei derivati ​​vale più di mille miliardi di dollari, e questi sono garantiti da beni reali  migliaia di volte inferiori, si può sostenere che i derivati ​​sono la più grande bolla.

Ma se ci pensate sul serio, la più grande bolla della storia è la frode, perché comprende tutto quello che è stato citato sopra e anche di più.

In particolare, la crisi degli alloggi è stata causata dalla frode. Il governo ha incoraggiato la frode, e ha contribuito a nasconderla.

Vasti settori del mercato dei derivati ​​sono manipolati dalla frode. Vedi questo, questo, questo e questo . Ma invece di reprimere la frode, il governo la sta sostenendo.

E la bolla delle obbligazioni è stata causata da tassi di interesse super-bassi. Vedi questo, questo e questo.

I bassi tassi di interesse - a loro volta - sono causati dalla politica di tasso d'interesse zero del governo e dal quantitative easing (alleggerimento quantitativo).

E come ha fatto il governo a vendere questi programmi? Dicendo che erano necessari per aiutare l'economia e creare nuovi posti di lavoro.

L'ineffabile ombra della finanza mondiale

di Ida Magli
ItalianiLiberi

shadow banksIl missionario e giornalista P. Giulio Albanese ha inserito in un articolo del numero di Gennaio della sua rivista “Popoli e missione”, un’informazione tanto fondamentale quanto ignorata dalla stampa e che riportiamo qui sperando di aiutare in questo modo a divulgarla. Vorremmo anche che i nostri governanti, astutissimi banchieri che non trovano mai sufficiente la cosiddetta “trasparenza e tracciabilità” dei nostri miseri redditi, inseguendo con la forza di quella che ormai possiamo considerare la loro particolare Polizia, i militari della Finanza, ogni nostro scontrino, ogni più piccola ricevuta, ci spiegassero quali sono i “loro” interessi a mantenere nell’ombra queste operazioni. Dei nostri politici è inutile tenere conto: una volta ridotto il Parlamento alla farsa del dire “sì” ai banchieri, sono diventati come le famose scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano, impegnati esclusivamente nella salvaguardia della propria carriera.  

“Si tratta di un importante studio sul "sistema bancario ombra", lo shadow banking mondiale, pubblicato dal Financial Stability Board (Fsb), l'istituto internazionale di coordinamento dei governi, delle banche centrali e degli organi di controllo per la stabilità finanziaria a livello globale. Leggendo attentamente questo testo, si scopre che qualcosa di aberrante è all'origine della crisi finanziaria planetaria. Lo studio, incentrato sulla cosiddetta eurozona e su altri 25 Paesi, evidenzia infatti che a fine 2011 ben 67mila miliardi di dollari erano gestiti da una "finanza parallela", al di fuori, quindi, dei controlli e delle regole bancarie vigenti; una cifra che equivale al 111% del Pil mondiale ed è pari alla metà delle attività bancarie globali e a circa un quarto dell'intero sistema finanziario.

Leggendo questo studio si ha l'impressione d'essere al cospetto di un movimento sovversivo che specula impunemente ai danni degli Stati sovrani e soprattutto dei ceti meno abbienti. In altre parole, se da una parte ci sono i conti correnti con i risparmi dei cittadini e delle imprese, dall'altra abbiamo questo sistema bancario occulto, composto da tutte le transazioni finanziarie fatte fuori dalle regolari operazioni bancarie.