venerdì 22 febbraio 2013

Il giullare d’Europa e quella stupida prova di cui (non) abbiamo bisogno

E’ allora che Gladwell esclama, schifato: “e se ti chiedono le prove, digli che non ce n’è bisogno. A volte le prove sono solo una parola per far soffrire la gente”. E ancora: “c’è questa strana catena di indifferenza che si osserva verso la sofferenza altrui …”, che impedisce di agire, anche di fronte alla più smaccata evidenza.

Gustavo Piga

giullareDentro il modello economico della Commissione europea, incastrato tra due complicate equazioni, c’è un piccolo giullare, sorridente. Come quello che vedete nella fotografia.

Il suo status? Asservito all’elite di Bruxelles. Il suo compito? Ridare slancio ed allegria alle sempre più nere previsioni della Commissione, uscite, oggi, come ogni trimestre.

E dunque eccolo di nuovo qui, ad aiutare un re-padrone in difficoltà, obbligato a spiegarci come sia possibile che solo 3 mesi fa la sua previsione di crescita 2013 per l’area euro era +0,1% ed oggi è di -0,3%, facendo entrare formalmente l’economia dell’area per il  secondo anno consecutivo in recessione, come l’Italia.

Il piccolo giullare deve giustificare, come per tutti i modelli economici, l’impossibile: ovvero che tutto ritornerà a splendere, se si seguiranno i consigli del re-padrone, non quest’anno, ma … l’anno prossimo.

Ma certo, perché no, il 2014. Visto che doveva essere il 2013, ma chissà perché non lo è stato, l’anno della ripresa, allora adesso annunciamo urbi et orbi che c’è poco da temere. Verrà, siate pazienti, verrà. Nel 2014.

E qui il giullare si infila nel modello econometrico per dare scientificità a tali asserzioni.

Quali le cause del disastro 2013? La domanda interna, inesistente, i cui effetti recessivi sono stati soltanto in parte compensati dalla positiva performance dell’export fuori dall’area euro.

Allora un buon economista si dovrebbe porre la domanda ovvia: ma chi ci dice che nel 2014 la domanda interna migliorerà e l’export fuori area euro terrà come ha tenuto quest’anno?

Semplice. La risposta ce l’ha pronta il giullare, al lavoro sugli ingranaggi dei modelli per fargli sputar fuori non la risposta economicamente giusta, ma quella politicamente corretta.

E così scopriamo che nel 2014 … gli investimenti e i consumi riprenderanno con vigore. Ohibò. E come mai?

Ma certo, basta leggere: perché “l’incertezza si diraderà, la fiducia ritornerà e l’aggiustamento comincerà a dare i suoi frutti”. Nulla di scientifico, solo ipotesi ad hoc. Fuffa. Imbarazzante fuffa. E’ ovvio che nell’attuale clima nessuno nel 2014 avrà maggiore fiducia. Ci vuole ben altro.

Accordo sul controllo dei bilanci nazionali da parte di Bruxelles

Les Echos, Frankfurter Allgemeine Zeitung
Presseurop

commissione europeaBruxelles ottiene più potere di controllo sui budget nazionali”, scrive Les Echos all’indomani dell’accordo tra gli stati europei e il Parlamento europeo. Soprannominato “two-pack” in gergo comunitario, il testo autorizza la Commissione a controllare i bilanci degli stati e a raccomandare aggiustamenti. Secondo il quotidiano economico, si tratta dell’“ultima pietra nella costruzione della nuova governance europea”.

Il “two-pack”, che entrerà in vigore entro l’estate, è più “invasivo” rispetto ai testi precedenti, spiega Les Echos.

Ormai le capitali dovranno presentare il loro progetto di budget per l’anno seguente a Bruxelles prima di sottoporlo all’esame dei parlamentari nazionali. La Commissione potrà esprimere un parere, ma non avrà diritto di veto. […] Tuttavia, se le raccomandazioni di Bruxelles non saranno seguite, la Commissione potrà minacciare sanzioni finanziarie contro un paese che presenti un deficit eccessivo.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung sottolinea che nella stessa occasione la Commissione ha annunciato che nei prossimi mesi valuterà l’introduzione degli “eurobond” per mutualizzare il debito tra i paesi dell’eurozona. In definitiva, nota il quotidiano, il “two-pack"

corrisponde al patto fiscale ratificato molto tempo fa dai capi di stato europei, ma è più chiaro e più semplice da applicare. Il secondo decreto del pacchetto rafforza il controllo sugli stati che ricevono aiuti o si trovano in difficoltà. Per questi paesi è prevista una “sorveglianza allargata” da parte della Commissione europea e della Bce. La misura include anche aiuti tecnici diretti come la messa in atto di una “Task Force”, già sperimentata durante la crisi greca.

Fonte: Presseurop 21 Febbraio 2013

Droni Usa. Il killer globale vicino a quota 5.000 "tacche"

di  Redazione Contropiano

droniL'arma più vile che sia mai stata inventata, dopo l'atomica, al centro della "rivendicazione" di un senatore repubblicano. Ma per il governo Obama il numero degli assassinati è un "segreto di stato". I droni americani hanno ucciso 4.700 persone nel mondo. Il senatore americano Lindsey Graham ha affermato che gli attacchi compiuti dai droni della Cia in Pakistan e altrove nel mondo hanno ucciso 4.700 persone, una cifra finora mai confermata dalle autorità americane.

Il portavoce di Lindsey Graham ha affermato che il bilancio deriva semplicemente da un calcolo delle vittime fornite da una ong spesso citata dai media americani. Lindsey Graham è un convinto difensore di questo tipo di interventi, e non aveva nessuna intenzione di “scandalizzare”. Semmai quella di rivendicare l'efficacia letale di questi strumenti di killeraggio a distanza.

Basta leggere come ha risposto a chi gli contestava le stragi di civili realizzate dai droni più frequentemente che non i “successi antiterrorismo”: "Talvolta gli attacchi colpiscono persone innocenti, ma noi siamo in guerra e abbiamo ucciso numerosi leader di Al-Qaida".

E quindi chi se ne frega degli innocenti.

Il bilancio ufficiale è però un segreto di stato. Il governo americano si rifiuta di fornire dettagli di questo programma militare. Ma diverse ong indipendenti effettuano una "contabilità" delle missioni dei droni, gli aerei senza pilota della Cia: la New America Foundation, di Washington, calcola in 350 il numero dei raid effettuati dal 2004 in Pakistan, la maggioranza dei quali sotto la presidenza Obama. Il bilancio delle vittime sarebbe compreso tra i 1.963 e i 3.293, di cui tra i 261 e i 305 civili. Un'altra organizzazione, la britannica Bureau of Investigative Journalism, fornisce un bilancio tra i 3.072 e i 4.756 morti, di cui 556 - 1.128 civili, in Pakistan, Yemen e Somalia.

Il risultato finale è che al mondo esiste un killer legalizzato ad assassinare gente senza processo, anche se civili innocenti e spesso bambini, ma che nessuno indica come “criminale fi guerra”. Si chiama governo degli Stati Uniti.

Fonte: Contropiano 21 febbraio 2013

Webster Tarpley: la CIA ha fatto cadere governo Berlusconi tramite Napolitano

italian.irib.ir

napolitanoTEHERAN (IRIB) - In un lungo e probabilmente storico articolo su Press TV,  il docente universitario, giornalista e scrittore americano Webster Griffin Tarpley rivela i retroscena della politica italiana degli ultimi anni è spiega come ancora una volta, la CIA e gli Stati Uniti si siano intromessi nella vita politica italiana per dare vita al governo di Mario Monti attraverso una loro vecchia conoscienza, Giorgio Napolitano.

Ecco alcune parti salienti dell'articolo di Tarpley.

"I prossimi Domenica e Lunedì, gli italiani andranno alle urne per scegliere il nuovo parlamento e quindi il nuovo primo ministro, gettando pure le basi per l'elezione, poco dopo, di un nuovo presidente della Repubblica".

Molte indicazioni spiegano che probabilmente la compagine più numerosa al prossimo Parlamento con solo un terzo dei voti sarà quella della coalizione del Bene Comune, composta dal Partito Democratico, il movimento di Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, che include anche filo-comunisti e forze minori. Questa coalizione è guidata da Pierluigi Bersani, un burocratico senza colori. Ironia della sorte, nonostante la retorica di sinistra, la coalizione del Bene Comune mira a proseguire le politiche di austerità che stanno attualmente facendo a pezzi l'Italia.

Al secondo posto con il 30% delle preferenze ci dovrebbe essere la coalizione di centro-destra formatasi intorno al Popolo delle Libertà, il partito dell'intramontabile ex premier, Silvio Berlusconi, alleato della Lega Nord di Umberto Bossi, un gruppo xenofobo che cavalca sentimenti estremisti del Nord Italia contro il Mezzogiorno.

Un altro leader importante è Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia e delle Finanze. Berlusconi, un businessman di successo e tre volte premier, è stato recentemente al potere dal 2008 al 2011. Il crollo di Berlusconi è stato preparato attraverso tutta una serie di luride rivelazioni approposito della sua vita personale, incluso un attacco di Wikileaks dietro al quale si pensa si nascondesse la CIA. Il secondo posto di Berlusconi è molto significativo e gli ultimi sondaggi lo mostrano in veloce crescita ed in avvicinamento a Bersani.

martedì 19 febbraio 2013

Cancellazione debito? Prepariamoci per l’attuazione del Chicago Plan

di Erika Di Dio
Forexinfo.it

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Nel corso degli ultimi mesi, il Chicago Plan continua a spuntare nei media; la A-list delle persone che hanno iniziato a far circolare circolare questo concetto, ora e storicamente, includono: Henry Simons, Irving Fisher, Milton Friedman, lo stesso Keynes, Bernanke, e lo scorso Agosto si sono aggiunti Benes & Kumhof in un documento di lavoro del FMI - The Chicago Plan Revisited. Ricordate che il FMI è il responsabile politico del responsabile politico, o il signore del dirigismo, se volete.

Il piano è semplice: "Cancellare il debito dalla legislazione, utilizzando il denaro creato dallo Stato per sostituire il sistema bancario privato", o come Ambrose Evans-Pritchard ha espresso molto bene sul Telegraph: "Il gioco di prestigio è quello di sostituire il nostro sistema di denaro privato creato dalle banche, circa il 97% dell’offerta di moneta, con denaro creato dallo Stato". Le caratteristiche principali del piano includono il requisito che le banche mettano il 100% del supporto di riserva per i depositi, allo stesso tempo spogliando le banche della loro capacità di creare denaro dal nulla".

Il progetto originale è stato creato nel 1936 dai professori Henry Simons e Irving Fisher durante la Depressione degli Stati Uniti. Il documento originale osserva come il denaro creato da cicli di credito porti ad una creazione dannosa di ricchezza. Milton Friedman ha inventato il termine "helicopter money", nel suo "The Optimum Quantity of Money" nel 1969 e ormai abbiamo tutti letto il discorso di Bernanke sul "denaro dall’elicottero" del 2002.

Chicago Plan e OMF dal Financial Times

Infine, un po’ di buon senso questi giorni da Gavyn Davies sul Financial Times.

Bisogna essere esperti per non capire nulla di economia e di politica

di Gianni Petrosillo
Conflitti e Strategie

experts

Bisogna essere grandi esperti per spararle grosse. Esperti di qualcosa che parlano di tutto senza saperne niente o sapendo benissimo di mistificare gli accadimenti.

Quel che conta non è il valore delle affermazioni o la coerenza dei giudizi su eventi, circostanze, contingenze ma il fatto di mantenersi costantemente nel perimetro della presunta oggettività, consolidata e riconosciuta nei circoli à la page, cioè in quegli ambienti culturali costruiti apposta per confondere le menti e depistare la pubblica opinione.

Sei bravo perché sei iscritto al Partito preso dell’esperto, al movimento immobile dello specialista, alla corrente continua del professionista, col marchio di qualità cattedratico, e non perché fornisci una corretta interpretazione delle traiettorie storiche, politiche, sociali, ecc. ecc.

Per questi soggetti la verità non è l’indirizzo di un serio lavoro di ricerca ma un ostacolo ingombrante lungo l’acquisizione della fama e del successo… Quando il colto viene colto di sorpresa dal mondo, che va in direzione opposta ai suoi convincimenti, fa il distratto e prosegue tetragono contro la realtà, questa ottusa, che non ha seguito le sue mirabili intuizioni.

L’esperto ha frequentato le Università più rinomate (soprattutto americane, un passaggio obbligato per diventare qualcuno anche se sei nato idiota, anzi, a maggior ragione) o è stato almeno direttore di un istituto, dirigente di una commissione, membro di un comitato scientifico,  esponente di un consiglio accademico, presidente o vice-presidente di una banca, di una multinazionale, di un organismo mondiale. Non importa come ci è arrivato, per merito o per cooptazione, carta canta ed esperto sbanca.

lunedì 18 febbraio 2013

Elizabeth Warren: «Quando manderete in galera i banchieri?»

NO BIG BANKS

warrenNel corso dell’audizione al Senato USA dei regolatori bancari a Washington qualche giorno fa, la neo-senatrice democratica Elizabeth Warren ha indicato come vanno trattati gli istituti che hanno fatto crollare il sistema finanziario: con l’incriminazione.

La Warren ha messo in forte imbarazzo i rappresentanti dei vari enti preposti alla vigilanza bancaria, chiedendo “Qual è stata l’ultima volta che avete portato una banca di Wall Street a processo?”

Nessuno ha saputo rispondere, perché i regolatori sono abituati così: fanno accordi e transazioni con le banche, accettando delle multe, senza mai andare fino in fondo.

Il fatto è che con gli accordi si fermano le indagini sulla vera portata dell’attività criminale, e non si stabilisce un disincentivo a delinquere di nuovo.

Una multa da 1,9 miliardi di dollari? A prima vista sembra tanto. E’ quanto paga la HSBC per il sospetto riciclaggio di almeno 15 miliardi di dollari di denaro provenienti dai trafficanti di droga messicani.

Ma in realtà quella multa rappresenta i profitti di appena 4-5 settimane!

Altro che forte segnale. Le banche pagano queste multe irrisorie – l’entità delle sanzioni è così misera che non va nemmeno a cancellare i profitti della propria attività criminale – e promettono di fare i bravi in futuro, ma il messaggio vero è un altro ed è chiaro: in un sistema dominato dalla speculazione si fanno i soldi ovunque sia possibile. Al massimo si verserà un obolo allo stato quando si viene beccati.

La Sen. Warren ha affermato che “troppo grande per fallire è diventato troppo grande per processare” ovvero “too big to fail has become too big for trial”, così facendo invoca un approccio che ricorda la famosa Commissione Pecora, guidata dal PM newyorchese negli anni Trenta, che mise sul banco degli imputati i baroni finanziari che avevano provocato il crollo del ’29.

venerdì 15 febbraio 2013

La tragedia greca parla da sola

di Monia Benini
Teste Libere

La Grecia, oggi. Poche scarne notizie sulla stampa estera, sfuggite dalle fitte maglie del controllo, ma i viaggi ad Atene, le testimonianze di scrittori, economisti, rappresentanti di movimenti di protesta, o di semplici cittadini, forniscono un quadro drammatico della Grecia, che non ha bisogno di forzature. Perché la realtà è già sin troppo tragica.

Fonte: Teste Libere

giovedì 14 febbraio 2013

Chi controlla il denaro? Lo fa in segreto una Banca Centrale Mondiale non eletta e che non deve rendere conto a nessuno

Di Michael Snyder
The Economic Collapse

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Un'organizzazione internazionale immensamente potente di cui la maggior parte delle persone non ha mai nemmeno sentito parlare controlla segretamente l'offerta di moneta del mondo intero. Si chiama Banca dei Regolamenti Internazionali, ed è la banca centrale delle banche centrali. Si trova a Basilea, in Svizzera, ma ha filiali anche a Hong Kong e Città del Messico. Si tratta essenzialmente di una banca centrale non eletta, indipendente e che ha la totale franchigia dalle imposte e dalle leggi nazionali. Anche Wikipedia ammette che " non risponde a nessun singolo governo nazionale."

La Banca dei Regolamenti Internazionali è stata utilizzata per riciclare denaro per i nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma in questi giorni lo scopo principale della BRI è quello di guidare e dirigere il sistema finanziario globale destinato ad essere unificato. Oggi, 58 banche centrali globali appartengono alla BRI, e influiscono sul modo in cui l'economia degli Stati Uniti (o qualsiasi altra economia) si svolgerà nel corso del prossimo anno molto più di un qualsiasi politico.

Ogni due mesi, i banchieri centrali del mondo si riuniscono a Basilea per un "Convegno di Economia Mondiale". Le decisioni che vengono prese durante questi incontri  interessano ogni uomo, donna e bambino sul pianeta, eppure nessuno di noi ha voce in capitolo in quello che succede. La Banca dei Regolamenti Internazionali è un'organizzazione  fondata dall'élite globale e opera a vantaggio delle élite globali, ed è destinata ad essere uno dei cardini principali del nascente sistema economico mondiale. E' imperativo che le persone vengano informate su ciò che è questa organizzazione e dove ha intenzione di portare l'economia globale.

Purtroppo, solo pochissime persone  sanno veramente cos'è la Banca dei Regolamenti Internazionali, e ancora meno persone sono a conoscenza delle riunioni di economia globale che si svolgono a Basilea su base bimestrale.

Questi incontri di economia globale sono stati discussi in un recente articolo del Wall Street Journal ...

Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontrano qui la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno.

Le discussioni durante la cena sul denaro e sull'economia sono più che accademiche. Al tavolo ci sono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51.000 miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale.

mercoledì 13 febbraio 2013

SOS GRECIA! E' davvero emergenza? LIVE

Live di Byoblu con Sergio di Cori Modigliani e Monia Benini  
Segue articolo di Monia Benini  sos-grecia

Cosa sta succedendo in Grecia?

Voci sempre più insistenti parlano di un Paese sprofondato nel baratro, volutamente dimenticato, silenziato perché la sua tragedia non interferisca con le elezioni in Germania e in Italia. E' vero?

Ne abbiamo parlato in una diretta fuori programma con Monia Benini, esperta conoscitrice della Grecia e a diretto contatto con i cittadini di Atene, e con Sergio Di Cori Modigliani, autore dell'articolo che ha lanciato l'allarme in rete, che è intervenuto nel corso del live.

Nel video in testa al post, la registrazione completa dell'evento live.

Fonte: Byoblu 12 Febbraio 2013

venerdì 8 febbraio 2013

Il costo umano dell'austerità in Italia

di Paul Bond
World Socialist Web Site
Tradotto da Tlaxcala

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La corsa alle elezioni politiche italiane del prossimo mese è dominata dalla discussione sulla messa in opera di ulteriori misure di austerità. Il non eletto governo di Mario Monti, sorto dalla pressione dei mercati finanziari nel novembre 2011, ha lavorato sistematicamente al fine di smantellare tutte le conquiste raggiunte dalla classe lavoratrice nel dopoguerra e rendere certo che questa stessa classe paghi il conto della crisi bancaria.

Già dopo poche settimane dalla sua nomina, il governo Monti ha presentato un pacchetto di tagli del valore di € 30.000.000.000: decurtamenti delle indennità sociali, aumento dell'età pensionabile da 58 a 66 anni entro il 2018, innalzamento del numero di anni che un lavoratore deve pagare al sistema pensionistico per ricevere la pensione da 35 a 42 anni . L'indennizzo per l'inflazione è stato rimosso dalla maggior parte delle pensioni. L'IVA è stata aumentata del 2 per cento, colpendo duramente le fasce di retribuzione più bassa, e vari aumenti di tasse hanno causato un marcato aumento del costo del carburante.

Nel corso dell'anno successivo è stata reintrodotta la tassa sulla prima proprietà, questo ha spinto i costi di proprietà per le famiglie a più del 30 per cento della loro spesa totale. L'articolo 18 della legge del lavoro del 1970, una conquista delle lotte militanti degli anni '60, è stato modificato per consentire alle imprese di licenziare senza giusta causa.

Poi, durante l'estate, Monti ha introdotto un ulteriore pacchetto di austerità, i tagli al bilancio dello Stato ammontano a € 4.500.000.000 per entro la fine dell'anno e ulteriori tagli di € 21.500.000.000 sono programmati per i prossimi due anni. Il piano finanziario di Monti del mese di dicembre riduce le tasse sui salari, versati dai datori di lavoro, e comporta tagli al finanziamento dell'assistenza sanitaria.

Tutti i partiti concorrenti alle elezioni sono d'accordo con l'imporre ulteriori misure di austerità.

Il costo della vita della famiglia media è già cresciuto di quasi € 2.500 l'anno. La catastrofe sociale si presenta a milioni di persone, in un periodo di continua contrazione economica, con una produzione industriale ridotta di circa il 25 per cento rispetto a cinque anni fa.

Il tasso ufficiale di disoccupazione del mese di novembre dichiarava un 11,1 per cento della popolazione senza lavoro. Tuttavia, secondo queste stime, solamente il 57 per cento della popolazione ha un'occupazione. Se contiamo le persone che hanno lasciato la forza lavoro, il numero dei disoccupati si situa fra 3 e 5 milioni di individui . Dei giovani fra i 15 e i 24 anni, circa il 37,1 per cento non ha lavoro. Di questi, solo il 10,6 per cento è in cerca di lavoro, il che indica una crisi ancora più profonda. Nello scorso febbraio Monti ha detto che i giovani lavoratori "si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E' bello cambiare e affrontare le sfide " ha aggiunto sprezzante.

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Stati Uniti. Il joystick del boia

di  Sergio Cararo
Contropiano

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Il Senato statunitense vuole chiarimenti sugli omicidi mirati tramite i droni. Il terrorismo di stato pretende invece i pieni poteri di vita e di morte. La globalizzazione della tortura ha coinvolto 54 stati, tra cui l'Italia.

Lo stratega statunitense degli omicidi “mirati” attraverso i droni, John Brennan, oggi dovrà comparire davanti ad una Commissione del Senato Usa per rispondere ad alcune domande.

L'udienza si tiene dinanzi alla Commissione Intelligence del Senato. L'amministrazione Obama ha sempre cercato di condurre segretamente i raid con i droni ma la guerra sporca comincia a presentare problemi di legittimità evidenti e si affaccia la possibilità di azioni legali ed è cresciuto il malumore dei congressisti tenuti all'oscuro di molti “dettagli”. Tra i senatori, c'e' addirittura chi azzarda la volontà di voler mettere in discussione la legittimità della guerra dei droni e intende sfruttare l'audizione di Brennan per venire a conoscenza dei segreti che la Casa Bianca non ha mai voluto divulgare. Alla vigilia dell'audizione di oggi, Barak Obama ha ordinato al Ministero della Giustizia di fornire alle Commissioni Intelligence del Congresso l'accesso al parere legale, un documento fin ad oggi riservato, il quale definisce i fondamenti giuridici e costituzionali che consentono ai droni americani di colpire anche cittadini statunitensi accusati di essere coinvolti in organizzazioni sulla lista nera del terrorismo.

Una prima rogna venne fuori già nel 2011 per un attacco condotto dai droni in Yemen contro un cittadino americano: Anwar Awlaki, nato in New Mexico e ritenuto poi tra i leader di al-Qaeda. Sulla vicenda la Casa Bianca aveva fatto resistenza alle pressioni dei senatori che volevano saperne di più e leggere i documenti. Il problema nasce dal fatto che la Costituzione Usa indica chiaramente che ogni cittadino statunitense, anche in caso di pena capitale, abbia diretto ad un “giusto” processo. E' chiaro invece che “l'uomo che spinge il pulsante e fa partire i droni, compie istruttoria, dibattimento e sentenza in un solo colpo e senza fare alcun processo. Il problema di quale sia il limite di una simile procedura non è affatto un dettaglio.

mercoledì 6 febbraio 2013

Chi governa il mondo? La prova consistente che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila

di Michael Snyder
The Economic Collapse

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Esiste un gruppo oscuro di elitisti oscenamente ricchi che controllano il mondo? Uomini e donne con enormi somme di denaro governano davvero il mondo da dietro le quinte? La risposta potrebbe sorprendervi. La maggior parte di noi tende a pensare al denaro come ad un modo conveniente per effettuare transazioni, ma la verità è che esso rappresenta anche il potere e il controllo. E oggi viviamo in un sistema neo-feudale in cui i super ricchi tirano tutte le corde.

Quando parlo degli ultra-ricchi, non parlo di persone che hanno qualche milione di dollari. Come si vedrà più avanti in questo articolo, gli ultra-ricchi hanno abbastanza soldi, depositati in banche offshore, da acquistare tutti i beni e i servizi prodotti negli Stati Uniti nel corso di un intero anno ed essere ancora in grado di pagare tutto il debito nazionale degli Stati Uniti. E' una somma di denaro così grande da essere quasi inconcepibile.

In base a tale sistema neo-feudale, tutto il resto di noi siamo schiavi del debito, compresi i nostri governi. Basta guardarsi intorno - tutti stanno annegando nel debito, e tutto quel debito sta rendendo gli ultra-ricchi ancora più ricchi. Ma gli ultra-ricchi non stanno semplicemente seduti su tutta quella ricchezza. Ne usano una parte per dominare gli affari delle nazioni. Gli ultra-ricchi possiedono praticamente ogni grande banca e ogni grande società del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, think tank e organizzazioni di beneficenza per promuovere le loro agende e per mantenere in riga i loro membri.

Controllano il modo in cui vediamo il mondo attraverso i loro diritti di proprietà sui media e il loro dominio sul nostro sistema di istruzione. Finanziano le campagne della maggior parte dei nostri politici ed esercitano un'enorme influenza su organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Se fate un passo indietro e date un'occhiata al quadro generale, non c'è dubbio su chi gestisce il mondo. E' solo che la maggior parte delle persone non vuole ammettere la verità.

Gli ultra-ricchi non vanno a depositare i loro soldi in una banca locale come voi e me. Al contrario, tendono a riporre le loro attività in luoghi in cui non saranno tassati, come le Isole Cayman. Secondo un rapporto che è stato rilasciato la scorsa estate, l'élite globale ha più di 32 trilioni di dollari nascosti in banche offshore in tutto il mondo.

Il PIL degli Stati Uniti nel 2011 era di circa 15.000 miliardi di dollari, e il debito nazionale degli Stati Uniti è arrivato a circa 16.000 miliardi di dollari, così che se anche li sommaste, insieme non raggiungerebbero 32.000 miliardi di dollari.

venerdì 1 febbraio 2013

Unione europea: la Nato bussa a quattrini

Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Rasmussen, nonostante la crisi che attanaglia il Vecchio Continente, chiede altri danari all’Unione europea per sostenere i costi della difesa comune e potenziarla
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di Andrea Perrone
Rinascita

L’Alleanza Atlantica pretende altri soldi dall’Ue per sostenere i costi della difesa. Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen (nella foto) nella sua relazione annuale ha chiesto agli Stati membri Ue di spendere di più per la difesa nonostante la crisi economica e  non ha mancato di lanciare una chiara minaccia all’Unione europea sottolineando che altrimenti rischia di perdere la “solidarietà” degli Stati Uniti. “Se le attuali tendenze alla spesa per la difesa dovessero continuare, queste limiterebbero le capacità pratiche delle nazioni europee nella Nato di lavorare insieme con i loro alleati del Nord America. Ma si rischierebbe anche di indebolire il sostegno politico per la nostra alleanza con gli Stati Uniti”. Ma ha voluto precisare che nonostante tutto la Nato è ancora “la potenza militare più importante del mondo”. Tuttavia, ha proseguito Rasmussen, la situazione a livello mondiale desta preoccupazione. “Le sfide alla sicurezza del XXIesimo secolo – il terrorismo, la proliferazione, la pirateria, la guerra informatica, Paesi instabili – non se ne andrà come ci concentriamo, che fissa le nostre economie”, ha commentato il segretario.

A questo punto l’ex premier danese ha chiarito quali sono le vere preoccupazioni della Nato nei confronti dei suoi nemici. “L’ascesa delle potenze emergenti – ha chiosato il segretario generale – potrebbe creare un crescente divario tra la loro capacità di agire e di esercitare influenza sulla scena internazionale e la nostra capacità di farlo”. Sempre nel rapporto presentato da Rasmussen si afferma che gli Stati Uniti hanno contribuito nel 2012 con il 72 per cento della spesa per la difesa dei Paesi membri dell’Alleanza, rispetto al 68% del 2007. Francia, Germania, Italia e Regno Unito concorrevano per il resto della somma, ma di recente il contributo francese è sceso vertiginosamente.

“Tutto ciò ha il potenziale di minare la solidarietà dell’Alleanza e mette a rischio la capacità degli alleati europei di agire senza il coinvolgimento degli Stati Uniti”, è scritto nel rapporto. E aggiunge che il contributo della Nato, in proporzione alle spese militari mondiali sceso al 60 per cento nel 2011 dal 69 per cento del 2003, è quello di raggiungere il 56 per cento nel 2014.

La “preoccupazione” di potenziare le capacità di difesa dell’Unione europea non è nuova, ovvero per rassicurare l’impero a stelle e strisce che qualora vi sia una crisi in giro per il mondo l’Europa-colonia possa intervenire militarmente utilizzando le sue forze senza il bisogno di contare su quelle degli Usa, le cui casse sono ormai vuote per le spese sostenute nelle “guerre infinite” in ogni dove nel mondo. D’altronde già due anni fa, l’ex segretario alla Difesa Robert Gates in un discorso tenuto a Bruxelles aveva lanciato l’allarme sui conti della difesa Ue. La necessità di investire di più sulla creazione di un esercito comune europeo nasce dalla crisi economica che grava anche sugli Stati Uniti, ma in questo caso proprio sulla Nato, che possiede un debito di 400 miliardi di dollari. Gli Usa per questo stanno tentando di smarcarsi il più possibile dalle imprese che può compiere autonomamente l’Unione europea con la creazione di un comando generale unificato e un esercito comune in ambito Ue.