giovedì 28 febbraio 2013

“Da tedesca vi dico: l’austerity distruggerà anche la Germania”

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Le elezioni italiane viste dalla Germania-Intervista a Ulrike Herrmann

Pubblicato su Youtube da Redazione Linkiesta in data 04 febbraio 2013

Urlike Herrmann, nata nel 1964 ad Amburgo, è una giornalista e scrittrice tedesca. Dal 2000 è caporedattrice economica al Die Tageszeitung (taz). Interviene spesso in programmi di approfondimento televisivo e ha pubblicato diversi saggi, tra cui "Urrà, dobbiamo pagare. L'auto-inganno della classe media" (West Publishing).

mercoledì 27 febbraio 2013

Ecco come Terzi fomenta la guerra in Siria

SibiaLiria

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Ecco come Terzi fomenta la guerra in Siria

di Marinella Correggia

Il ministro italiano Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione  che incorpora una parte degli armati).

Mentre a Damasco un ennesimo attentato terroristico uccide civili in gran numero, Terzi afferma che proporrà  maggiori aiuti militari (“assistenza tecnica, addestramento, formazione”) ai gruppi armati di quell’opposizione che appunto annovera terroristi e jihadisti, guida nei combattimenti. Il 18 febbraio a Bruxelles il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea aveva già deciso di rinnovare le sanzioni commerciali e militari contro la Siria (decise nel 2011 in funzione antigovernativa), ma emendandole per fornire all’opposizione un “maggiore supporto non letale” (?) e “assistenza tecnica per la protezione dei civili” (protezione, in realtà, degli armati contro i civili, che sono vittime degli scontri e di attacchi mirati).

Sarà contento il Qatar che giorni fa ha protestato contro la posizione non abbastanza netta dall’Ue. A gennaio l’emiro Al Thani aveva chiesto un intervento militare esterno diretto, per “fermare le uccisioni”. Arabia Saudita e Qatar forniscono armi che passano dai paesi confinanti con la Siria, e secondo il New York Times la maggior parte delle forniture sarebbero finite nelle mani di gruppi jihadisti. Del resto sul terreno questi non sono separabili dai gruppi più graditi a quell’Occidente che “combatte gli islamisti” in Mali e in Afghanistan.

L’Ue ha poi mantenuto ben saldo l’embargo commerciale che contribuisce ad aumentare le sofferenze del popolo siriano preso nella guerra. Una lettera delle suore trappiste siriane pubblicata su Avvenire domenica scorsa parla delle sanzioni come di un’altra guerra, “diretta da grandi potenze e grandi interessi”, una guerra che ha azzerato i posti di lavoro e provocato miseria; “il popolo siriano vuole la sua libertà e i suoi diritti, ma non così, non in questo modo. Così si uccide la speranza, la dignità, e anche la vita fisica di un popolo”.

Indignez vous! Indignatevi! (Tutto il testo)

Ecco Indignatevi, tutto il pamphlet di Stéphane Hessel, 95 anni, filosofo, politico, esponente della resistenza francese, morto oggi.

people.globalist.it

Per scaricare il Pdf con tutto il testo clicca sull'immagine:

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Oppure, chi vuole, può leggerlo qui sotto.
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Indignatevi!

93 anni. È un po' l'ultima tappa. La fine non è più lontana. Quale fortuna potere approfittare per ricordare ciò che ha servito di zoccolo al mio impegno politico: gli anni della resistenza ed il programma elaborato sessantasei anni fa per il Consiglio Nazionale della Resistenza! Dobbiamo a Jean Moulin, nella cornice di quel Consiglio, la riunione di tutti i componenti della Francia occupata, i movimenti, i partiti, i sindacati, per proclamare la loro adesione alla Francia combattente ed al solo capo che si riconosceva: il Generale de Gaulle. Da Londra, dove lo avevo raggiunto nel marzo 1941, apprendevo che questo Consiglio aveva messo a punto un programma, l'aveva adottato il 15 marzo 1944 e proposto per la Francia liberata un insieme di principi e di valori sui quali sarebbe stata riposta la democrazia moderna del nostro paese.

Di questi principi e di questi valori, abbiamo oggi più che mai bisogno. Dobbiamo badare tutti insieme che la nostra società resti una società di cui possiamo essere fieri: non questa società dei clandestini, delle espulsioni, dei sospetti al riguardo degli immigrati, non questa società dove si rimettono in discussione le pensioni, le conquiste della Sicurezza sociale, non questa società dove i media sono nelle mani dei benestanti, tutte cose che avremmo negato di garantire se fossimo stati i veri eredi del Consiglio Nazionale della Resistenza.

A partire dal 1945, dopo un dramma atroce, le forze presenti in seno al Consiglio della Resistenza si dedicano ad una ambiziosa risurrezione. Ricordiamolo, allora fu creata la Sicurezza sociale come la Resistenza la prefigurava, come il suo programma la definiva: "Un piano completo di Sicurezza sociale, mirante ad assicurare a tutti i cittadini i mezzi di sussistenza, in tutti i casi in cui sono incapaci di procurarseli con il lavoro"; "Una pensione che permetta ai vecchi lavoratori di finire dignitosamente i loro giorni". Le fonti energetiche, l'elettricità e il gas, le miniere di carbone, le grandi banche sono nazionalizzate. È ciò che questo programma raccomandava ancora,.. "il ritorno alla nazione dei grande mezzi di produzione monopolizzata, frutto del lavoro comune, delle sorgenti di energia, delle ricchezze del sottosuolo, delle compagnie di assicurazione e delle grandi banche"; "L'instaurazione di una vera democrazia economica e sociale, implica l'esclusione dei grandi feudi economici e finanziari dalla direzione dell'economia".

La vera perdente? L'Europa anti-nazionale

di Ida Magli (il Giornale)
Italiani Liberi

europa-vs-nazioniA queste elezioni è stato presente un Convitato di pietra, un convitato che ha subìto, in silenzio, una grave sconfitta: l’Europa. Nessuno ne ha parlato, ma il risultato della lista Monti lo grida a gran voce. Monti è il fiduciario dell’Ue, è stato mandato (o chiamato, come si preferisce dire) esplicitamente a mettere in riga l’Italia, in apparenza per la questione del bilancio, ma in realtà perché l’Europa è diventata, con la crisi dell’euro, sempre più dubbiosa sulla fattibilità dell’unificazione e teme che da un giorno all’altro qualcuno degli Stati in difficoltà possa abbandonarla. L’Italia è uno Stato cardine dell’Unione, tanto sul piano concreto quanto su quello simbolico: nessuna Europa unita è possibile senza l’Italia. Tutta l’area del Mediterraneo sarebbe messa in forse da un’eventuale uscita dell’Italia e sicuramente molti Stati a quel punto ne seguirebbero l’esempio.

Tutti discorsi ovvi, è chiaro, ma il problema è che nessuno, né politici né giornalisti, come sempre per quanto riguarda l’Europa, ha affrontato e affronta il discorso. Le analisi sui risultati delle elezioni mancano perciò di una riflessione determinante e in definitiva risultano false.

Sicuramente molti dei voti che Bersani si aspettava e che sono mancati all’appello, sono andati per quest’unico motivo al movimento di Grillo. L’appoggio incondizionato del Pd a Monti ha convinto i suoi elettori che il partito era schiacciato sull’Europa e che, di conseguenza, anche se fosse andato al governo, non sarebbe stato libero di prendere nessuna iniziativa. D’altra parte è chiaro che non si può rappresentare il partito dei lavoratori, degli operai, e affiancarsi alla grande finanza che governa l’Europa. Il partito che oggi si chiama Pd ha una lunga storia alle spalle durante la quale i suoi elettori sono stati sempre fedelissimi, e molti avevano sopportato perfino il terribile 2012 del governo Monti, con i suoi quarantacinque suicidi di piccoli imprenditori e le centinaia di migliaia di disoccupati messi in cassa integrazione o del tutto sul lastrico, ritenendo che si trattasse di stringere i denti in un momento di crisi. La creazione della lista Monti ha fatto capire a tutti (e non soltanto agli elettori del Pd) che erano stati ingannati, che il potere europeo si era installato definitivamente in Italia e che non avrebbe più lasciato la presa.

domenica 24 febbraio 2013

Ultime sugli F35: non possono volare

di Redazione Contropiano

f35

Il più grande bidone sfornato dal complesso militare industriale statunitense - il cacciabombardiere F35 - è stato bloccato a terra dal Pentagono. Il motore si rompe, quindi meglio non metterlo in moto.

Il "gioiello" - per il prezzo, soprattutto - cui il governo Monti (dopo quelli Prodi e Berlusconi) proprio non poteva rinunciare ha tirato fuori un altro di quei "difettucci" che ne rendono impossibile l'utilizzo.

Il Pentagono è stato costretto a sospendere tutti i voli degli esemplari fin qui completati. Una delle tante ispezioni necessarie - come per tutti gli aerei, anche civili - ha riscontrato una 'frattura' in una delle pale della turbina del reattore. In pratica, è probabilissimo che si possano spezzare in volo, quando le temperature e le sollecitazioni arrivano al limite. Si capisce senza sforzo che un aereo così, una specie di Ferrari da combattimento, tutto può sopportare tranne che l'esplosione di uno dei due motori mentre va a velocità pazzesche.

Il problema riscontrato in precedenza era più ridicolo, ma in fondo "minore". I serbatoi del velivolo - nel tentativo di ridurre al minimo il peso di ogni componentte - erano troppo "sensibili" ad eventuali scariche elettriche ad alto voltaggio. Insomma, infilandosi in una nube, potevano incendiarsi se colpiti da un fulmine (com'è noto, tutti gli aerei sono protetti da una "gabbia di Faraday" che impedisce tale sgradevole eventualità; ma nel caso dell'F35 questa "gabbia" presenta un varco mortale proprio nel punto dei serbatoi).

Un terzo problema, ancora più piccolo ma altrettanto invalidante, si era verificato un mese fa. La sonda per il rifornimento in volo si era staccata su un esemplare della versione per i Marines, F-35 B (a decollo corto e atterraggio verticale), di cui l'Italia dovrebbe acquistarne 30 per la Marina. Gli F-35 B vennero tenuti a terra per circa un mese.

sabato 23 febbraio 2013

I crimini di Monsanto con i soldi di Bill Gates

Voci dalla Strada
monsasoft_billgates2Bill Gates, è fondamentalmente noto per essere il fondatore di Microsoft, l’azienda produttrice del notissimo sistema operativo Windows. Ricchissimo, si è ritirato dalla guida dell’azienda ed ora impiega tempo e denaro nel finanziare le tecnologie per la modificazione genetica, la geo-ingegneria, le vaccinazioni sperimentali e nel diffondere la buona novella della Monsanto salvatrice dalla fame nel mondo.
Effedieffe

Nessuna sorpresa quindi nel leggere che Gates possiede 500.000 azioni della Monsanto. Controvalore: 23 milioni di dollari.

Ma è sempre Monsanto quell’azienda che è stata beccata a gestire in Argentina gruppi di lavoratori in nero, schiavizzati e costretti a lavorare 14 ore al giorno – per giunta spesso senza stipendiarli. Azienda che ricorre ai propri colossali fondi per pagare organizzazioni che falsificano letteralmente le dichiarazioni della FDA al fine di diffondere gli organismi geneticamente modificati.

Non mettiamo nemmeno in conto i suicidi di agricoltori in India, dovuti all’incapacità dei prodotti Monsanto di garantire i raccolti, suicidi che si verificano al ritmo di 1 ogni 30 minuti in quella zona agricola che è tristemente nota come ‘fascia dei suicidi’.

Bill Gates finanzia anche aziende che riducono i minori in schiavitù

Come se non bastasse, la Bill and Melinda Gates Foundation collabora con la Cargill con l’obbiettivo di diffondere la soia OGM nel 3° mondo. La Cargill è una multinazionale da 133 miliardi di dollari beccata anch’essa a violare le leggi sul lavoro ed incriminata dall’International Labor Rights Fund per traffico di minori dal Mali e per riduzione in schiavitù di minori come lavoratori nelle piantagioni di cacao, dove sono costretti a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno, con paghe misere ed alimentazione insufficiente. L’azienda intanto continua ad acquistare cotone dall’Uzbekistan, dove è ben noto che sia il frutto di lavoro nero minorile.

venerdì 22 febbraio 2013

Il giullare d’Europa e quella stupida prova di cui (non) abbiamo bisogno

E’ allora che Gladwell esclama, schifato: “e se ti chiedono le prove, digli che non ce n’è bisogno. A volte le prove sono solo una parola per far soffrire la gente”. E ancora: “c’è questa strana catena di indifferenza che si osserva verso la sofferenza altrui …”, che impedisce di agire, anche di fronte alla più smaccata evidenza.

Gustavo Piga

giullareDentro il modello economico della Commissione europea, incastrato tra due complicate equazioni, c’è un piccolo giullare, sorridente. Come quello che vedete nella fotografia.

Il suo status? Asservito all’elite di Bruxelles. Il suo compito? Ridare slancio ed allegria alle sempre più nere previsioni della Commissione, uscite, oggi, come ogni trimestre.

E dunque eccolo di nuovo qui, ad aiutare un re-padrone in difficoltà, obbligato a spiegarci come sia possibile che solo 3 mesi fa la sua previsione di crescita 2013 per l’area euro era +0,1% ed oggi è di -0,3%, facendo entrare formalmente l’economia dell’area per il  secondo anno consecutivo in recessione, come l’Italia.

Il piccolo giullare deve giustificare, come per tutti i modelli economici, l’impossibile: ovvero che tutto ritornerà a splendere, se si seguiranno i consigli del re-padrone, non quest’anno, ma … l’anno prossimo.

Ma certo, perché no, il 2014. Visto che doveva essere il 2013, ma chissà perché non lo è stato, l’anno della ripresa, allora adesso annunciamo urbi et orbi che c’è poco da temere. Verrà, siate pazienti, verrà. Nel 2014.

E qui il giullare si infila nel modello econometrico per dare scientificità a tali asserzioni.

Quali le cause del disastro 2013? La domanda interna, inesistente, i cui effetti recessivi sono stati soltanto in parte compensati dalla positiva performance dell’export fuori dall’area euro.

Allora un buon economista si dovrebbe porre la domanda ovvia: ma chi ci dice che nel 2014 la domanda interna migliorerà e l’export fuori area euro terrà come ha tenuto quest’anno?

Semplice. La risposta ce l’ha pronta il giullare, al lavoro sugli ingranaggi dei modelli per fargli sputar fuori non la risposta economicamente giusta, ma quella politicamente corretta.

E così scopriamo che nel 2014 … gli investimenti e i consumi riprenderanno con vigore. Ohibò. E come mai?

Ma certo, basta leggere: perché “l’incertezza si diraderà, la fiducia ritornerà e l’aggiustamento comincerà a dare i suoi frutti”. Nulla di scientifico, solo ipotesi ad hoc. Fuffa. Imbarazzante fuffa. E’ ovvio che nell’attuale clima nessuno nel 2014 avrà maggiore fiducia. Ci vuole ben altro.

Accordo sul controllo dei bilanci nazionali da parte di Bruxelles

Les Echos, Frankfurter Allgemeine Zeitung
Presseurop

commissione europeaBruxelles ottiene più potere di controllo sui budget nazionali”, scrive Les Echos all’indomani dell’accordo tra gli stati europei e il Parlamento europeo. Soprannominato “two-pack” in gergo comunitario, il testo autorizza la Commissione a controllare i bilanci degli stati e a raccomandare aggiustamenti. Secondo il quotidiano economico, si tratta dell’“ultima pietra nella costruzione della nuova governance europea”.

Il “two-pack”, che entrerà in vigore entro l’estate, è più “invasivo” rispetto ai testi precedenti, spiega Les Echos.

Ormai le capitali dovranno presentare il loro progetto di budget per l’anno seguente a Bruxelles prima di sottoporlo all’esame dei parlamentari nazionali. La Commissione potrà esprimere un parere, ma non avrà diritto di veto. […] Tuttavia, se le raccomandazioni di Bruxelles non saranno seguite, la Commissione potrà minacciare sanzioni finanziarie contro un paese che presenti un deficit eccessivo.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung sottolinea che nella stessa occasione la Commissione ha annunciato che nei prossimi mesi valuterà l’introduzione degli “eurobond” per mutualizzare il debito tra i paesi dell’eurozona. In definitiva, nota il quotidiano, il “two-pack"

corrisponde al patto fiscale ratificato molto tempo fa dai capi di stato europei, ma è più chiaro e più semplice da applicare. Il secondo decreto del pacchetto rafforza il controllo sugli stati che ricevono aiuti o si trovano in difficoltà. Per questi paesi è prevista una “sorveglianza allargata” da parte della Commissione europea e della Bce. La misura include anche aiuti tecnici diretti come la messa in atto di una “Task Force”, già sperimentata durante la crisi greca.

Fonte: Presseurop 21 Febbraio 2013

Droni Usa. Il killer globale vicino a quota 5.000 "tacche"

di  Redazione Contropiano

droniL'arma più vile che sia mai stata inventata, dopo l'atomica, al centro della "rivendicazione" di un senatore repubblicano. Ma per il governo Obama il numero degli assassinati è un "segreto di stato". I droni americani hanno ucciso 4.700 persone nel mondo. Il senatore americano Lindsey Graham ha affermato che gli attacchi compiuti dai droni della Cia in Pakistan e altrove nel mondo hanno ucciso 4.700 persone, una cifra finora mai confermata dalle autorità americane.

Il portavoce di Lindsey Graham ha affermato che il bilancio deriva semplicemente da un calcolo delle vittime fornite da una ong spesso citata dai media americani. Lindsey Graham è un convinto difensore di questo tipo di interventi, e non aveva nessuna intenzione di “scandalizzare”. Semmai quella di rivendicare l'efficacia letale di questi strumenti di killeraggio a distanza.

Basta leggere come ha risposto a chi gli contestava le stragi di civili realizzate dai droni più frequentemente che non i “successi antiterrorismo”: "Talvolta gli attacchi colpiscono persone innocenti, ma noi siamo in guerra e abbiamo ucciso numerosi leader di Al-Qaida".

E quindi chi se ne frega degli innocenti.

Il bilancio ufficiale è però un segreto di stato. Il governo americano si rifiuta di fornire dettagli di questo programma militare. Ma diverse ong indipendenti effettuano una "contabilità" delle missioni dei droni, gli aerei senza pilota della Cia: la New America Foundation, di Washington, calcola in 350 il numero dei raid effettuati dal 2004 in Pakistan, la maggioranza dei quali sotto la presidenza Obama. Il bilancio delle vittime sarebbe compreso tra i 1.963 e i 3.293, di cui tra i 261 e i 305 civili. Un'altra organizzazione, la britannica Bureau of Investigative Journalism, fornisce un bilancio tra i 3.072 e i 4.756 morti, di cui 556 - 1.128 civili, in Pakistan, Yemen e Somalia.

Il risultato finale è che al mondo esiste un killer legalizzato ad assassinare gente senza processo, anche se civili innocenti e spesso bambini, ma che nessuno indica come “criminale fi guerra”. Si chiama governo degli Stati Uniti.

Fonte: Contropiano 21 febbraio 2013

Webster Tarpley: la CIA ha fatto cadere governo Berlusconi tramite Napolitano

italian.irib.ir

napolitanoTEHERAN (IRIB) - In un lungo e probabilmente storico articolo su Press TV,  il docente universitario, giornalista e scrittore americano Webster Griffin Tarpley rivela i retroscena della politica italiana degli ultimi anni è spiega come ancora una volta, la CIA e gli Stati Uniti si siano intromessi nella vita politica italiana per dare vita al governo di Mario Monti attraverso una loro vecchia conoscienza, Giorgio Napolitano.

Ecco alcune parti salienti dell'articolo di Tarpley.

"I prossimi Domenica e Lunedì, gli italiani andranno alle urne per scegliere il nuovo parlamento e quindi il nuovo primo ministro, gettando pure le basi per l'elezione, poco dopo, di un nuovo presidente della Repubblica".

Molte indicazioni spiegano che probabilmente la compagine più numerosa al prossimo Parlamento con solo un terzo dei voti sarà quella della coalizione del Bene Comune, composta dal Partito Democratico, il movimento di Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, che include anche filo-comunisti e forze minori. Questa coalizione è guidata da Pierluigi Bersani, un burocratico senza colori. Ironia della sorte, nonostante la retorica di sinistra, la coalizione del Bene Comune mira a proseguire le politiche di austerità che stanno attualmente facendo a pezzi l'Italia.

Al secondo posto con il 30% delle preferenze ci dovrebbe essere la coalizione di centro-destra formatasi intorno al Popolo delle Libertà, il partito dell'intramontabile ex premier, Silvio Berlusconi, alleato della Lega Nord di Umberto Bossi, un gruppo xenofobo che cavalca sentimenti estremisti del Nord Italia contro il Mezzogiorno.

Un altro leader importante è Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia e delle Finanze. Berlusconi, un businessman di successo e tre volte premier, è stato recentemente al potere dal 2008 al 2011. Il crollo di Berlusconi è stato preparato attraverso tutta una serie di luride rivelazioni approposito della sua vita personale, incluso un attacco di Wikileaks dietro al quale si pensa si nascondesse la CIA. Il secondo posto di Berlusconi è molto significativo e gli ultimi sondaggi lo mostrano in veloce crescita ed in avvicinamento a Bersani.

martedì 19 febbraio 2013

Cancellazione debito? Prepariamoci per l’attuazione del Chicago Plan

di Erika Di Dio
Forexinfo.it

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Nel corso degli ultimi mesi, il Chicago Plan continua a spuntare nei media; la A-list delle persone che hanno iniziato a far circolare circolare questo concetto, ora e storicamente, includono: Henry Simons, Irving Fisher, Milton Friedman, lo stesso Keynes, Bernanke, e lo scorso Agosto si sono aggiunti Benes & Kumhof in un documento di lavoro del FMI - The Chicago Plan Revisited. Ricordate che il FMI è il responsabile politico del responsabile politico, o il signore del dirigismo, se volete.

Il piano è semplice: "Cancellare il debito dalla legislazione, utilizzando il denaro creato dallo Stato per sostituire il sistema bancario privato", o come Ambrose Evans-Pritchard ha espresso molto bene sul Telegraph: "Il gioco di prestigio è quello di sostituire il nostro sistema di denaro privato creato dalle banche, circa il 97% dell’offerta di moneta, con denaro creato dallo Stato". Le caratteristiche principali del piano includono il requisito che le banche mettano il 100% del supporto di riserva per i depositi, allo stesso tempo spogliando le banche della loro capacità di creare denaro dal nulla".

Il progetto originale è stato creato nel 1936 dai professori Henry Simons e Irving Fisher durante la Depressione degli Stati Uniti. Il documento originale osserva come il denaro creato da cicli di credito porti ad una creazione dannosa di ricchezza. Milton Friedman ha inventato il termine "helicopter money", nel suo "The Optimum Quantity of Money" nel 1969 e ormai abbiamo tutti letto il discorso di Bernanke sul "denaro dall’elicottero" del 2002.

Chicago Plan e OMF dal Financial Times

Infine, un po’ di buon senso questi giorni da Gavyn Davies sul Financial Times.

Bisogna essere esperti per non capire nulla di economia e di politica

di Gianni Petrosillo
Conflitti e Strategie

experts

Bisogna essere grandi esperti per spararle grosse. Esperti di qualcosa che parlano di tutto senza saperne niente o sapendo benissimo di mistificare gli accadimenti.

Quel che conta non è il valore delle affermazioni o la coerenza dei giudizi su eventi, circostanze, contingenze ma il fatto di mantenersi costantemente nel perimetro della presunta oggettività, consolidata e riconosciuta nei circoli à la page, cioè in quegli ambienti culturali costruiti apposta per confondere le menti e depistare la pubblica opinione.

Sei bravo perché sei iscritto al Partito preso dell’esperto, al movimento immobile dello specialista, alla corrente continua del professionista, col marchio di qualità cattedratico, e non perché fornisci una corretta interpretazione delle traiettorie storiche, politiche, sociali, ecc. ecc.

Per questi soggetti la verità non è l’indirizzo di un serio lavoro di ricerca ma un ostacolo ingombrante lungo l’acquisizione della fama e del successo… Quando il colto viene colto di sorpresa dal mondo, che va in direzione opposta ai suoi convincimenti, fa il distratto e prosegue tetragono contro la realtà, questa ottusa, che non ha seguito le sue mirabili intuizioni.

L’esperto ha frequentato le Università più rinomate (soprattutto americane, un passaggio obbligato per diventare qualcuno anche se sei nato idiota, anzi, a maggior ragione) o è stato almeno direttore di un istituto, dirigente di una commissione, membro di un comitato scientifico,  esponente di un consiglio accademico, presidente o vice-presidente di una banca, di una multinazionale, di un organismo mondiale. Non importa come ci è arrivato, per merito o per cooptazione, carta canta ed esperto sbanca.

lunedì 18 febbraio 2013

Elizabeth Warren: «Quando manderete in galera i banchieri?»

NO BIG BANKS

warrenNel corso dell’audizione al Senato USA dei regolatori bancari a Washington qualche giorno fa, la neo-senatrice democratica Elizabeth Warren ha indicato come vanno trattati gli istituti che hanno fatto crollare il sistema finanziario: con l’incriminazione.

La Warren ha messo in forte imbarazzo i rappresentanti dei vari enti preposti alla vigilanza bancaria, chiedendo “Qual è stata l’ultima volta che avete portato una banca di Wall Street a processo?”

Nessuno ha saputo rispondere, perché i regolatori sono abituati così: fanno accordi e transazioni con le banche, accettando delle multe, senza mai andare fino in fondo.

Il fatto è che con gli accordi si fermano le indagini sulla vera portata dell’attività criminale, e non si stabilisce un disincentivo a delinquere di nuovo.

Una multa da 1,9 miliardi di dollari? A prima vista sembra tanto. E’ quanto paga la HSBC per il sospetto riciclaggio di almeno 15 miliardi di dollari di denaro provenienti dai trafficanti di droga messicani.

Ma in realtà quella multa rappresenta i profitti di appena 4-5 settimane!

Altro che forte segnale. Le banche pagano queste multe irrisorie – l’entità delle sanzioni è così misera che non va nemmeno a cancellare i profitti della propria attività criminale – e promettono di fare i bravi in futuro, ma il messaggio vero è un altro ed è chiaro: in un sistema dominato dalla speculazione si fanno i soldi ovunque sia possibile. Al massimo si verserà un obolo allo stato quando si viene beccati.

La Sen. Warren ha affermato che “troppo grande per fallire è diventato troppo grande per processare” ovvero “too big to fail has become too big for trial”, così facendo invoca un approccio che ricorda la famosa Commissione Pecora, guidata dal PM newyorchese negli anni Trenta, che mise sul banco degli imputati i baroni finanziari che avevano provocato il crollo del ’29.

venerdì 15 febbraio 2013

La tragedia greca parla da sola

di Monia Benini
Teste Libere

La Grecia, oggi. Poche scarne notizie sulla stampa estera, sfuggite dalle fitte maglie del controllo, ma i viaggi ad Atene, le testimonianze di scrittori, economisti, rappresentanti di movimenti di protesta, o di semplici cittadini, forniscono un quadro drammatico della Grecia, che non ha bisogno di forzature. Perché la realtà è già sin troppo tragica.

Fonte: Teste Libere

giovedì 14 febbraio 2013

Chi controlla il denaro? Lo fa in segreto una Banca Centrale Mondiale non eletta e che non deve rendere conto a nessuno

Di Michael Snyder
The Economic Collapse

SWITZERLAND-BANKING-FINANCE

Un'organizzazione internazionale immensamente potente di cui la maggior parte delle persone non ha mai nemmeno sentito parlare controlla segretamente l'offerta di moneta del mondo intero. Si chiama Banca dei Regolamenti Internazionali, ed è la banca centrale delle banche centrali. Si trova a Basilea, in Svizzera, ma ha filiali anche a Hong Kong e Città del Messico. Si tratta essenzialmente di una banca centrale non eletta, indipendente e che ha la totale franchigia dalle imposte e dalle leggi nazionali. Anche Wikipedia ammette che " non risponde a nessun singolo governo nazionale."

La Banca dei Regolamenti Internazionali è stata utilizzata per riciclare denaro per i nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma in questi giorni lo scopo principale della BRI è quello di guidare e dirigere il sistema finanziario globale destinato ad essere unificato. Oggi, 58 banche centrali globali appartengono alla BRI, e influiscono sul modo in cui l'economia degli Stati Uniti (o qualsiasi altra economia) si svolgerà nel corso del prossimo anno molto più di un qualsiasi politico.

Ogni due mesi, i banchieri centrali del mondo si riuniscono a Basilea per un "Convegno di Economia Mondiale". Le decisioni che vengono prese durante questi incontri  interessano ogni uomo, donna e bambino sul pianeta, eppure nessuno di noi ha voce in capitolo in quello che succede. La Banca dei Regolamenti Internazionali è un'organizzazione  fondata dall'élite globale e opera a vantaggio delle élite globali, ed è destinata ad essere uno dei cardini principali del nascente sistema economico mondiale. E' imperativo che le persone vengano informate su ciò che è questa organizzazione e dove ha intenzione di portare l'economia globale.

Purtroppo, solo pochissime persone  sanno veramente cos'è la Banca dei Regolamenti Internazionali, e ancora meno persone sono a conoscenza delle riunioni di economia globale che si svolgono a Basilea su base bimestrale.

Questi incontri di economia globale sono stati discussi in un recente articolo del Wall Street Journal ...

Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontrano qui la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno.

Le discussioni durante la cena sul denaro e sull'economia sono più che accademiche. Al tavolo ci sono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51.000 miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale.