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lunedì 10 dicembre 2012

Cento passi ad Atene

di Monia Benini

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Poche gocce lente ci piovono addosso mentre scendiamo dall'auto in centro. Siamo nel cuore dell'area “bene” di Atene, quella piena di negozi, quella che si riempiva di una folla dedita agli acquisti. Nella zona dove non si trovava un angolo per aprire un'attività, dove gli affitti dei locali erano alle stelle e dove avere uno spazio era la massima aspirazione di commercianti e liberi professionisti. Cento passi fra vetrine e palazzi. Cento passi...nella desolazione. Pochissime persone; camminano di fretta, schive. Evitano di finire nell'obiettivo della macchina fotografica.

Atene è tutta un graffito, deturpata da scritte di rabbia: insulti a chi ha fiaccato, svenduto e schiavizzato la Grecia. Qua e là sacchi di rifiuti ammassati: l'immondizia non viene raccolta da qualche giorno a causa di uno sciopero degli addetti contro i licenziamenti. Lo spray delle bombolette ha deturpato tutto: abitazioni, uffici, negozi. O meglio...quelli che erano abitazioni, uffici e negozi. Bastano cento passi, non uno di più, in questo deserto riempito da rettangoli gialli con le scritte rosse che troviamo ovunque: “affittasi”, “vendesi” sono le parole greche stampigliate su cartelli attaccati dappertutto. Porte, vetri, finestre, ingressi, colonne dei portici. Il cuore commerciale di Atene non esiste più. E quel che rimane sta chiudendo.