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lunedì 28 gennaio 2013

L’Unione europea, una congerie di tecnocrati liberticidi

In un discorso tenuto all’Assemblea di Strasburgo, il presidente Martin Schulz condanna le ingiustizie sociali e il dominio di Bruxelles sui parlamenti nazionali e su tutti i popoli del Vecchio Continente

ue-shulz

di Andrea Perrone
Rinascita

Euroscetticismo, poteri forti e diseguaglianze sociali sono i frutti avvelenati che mettono a rischio il futuro dell’Unione europea per colpa delle ricette tecnocratiche e iperliberiste imposte da Bruxelles. A farsi portavoce di queste critiche è stato l’attuale presidente dell’Europarlamento, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz (nella foto), che ha ammesso come alcune delle preoccupazioni di Londra sul futuro dell’Ue sono valide e che non è più accettabile respingere in maniera critica assoluta coloro che sono critici nei confronti di questa Unione europea come se fossero semplicemente ed esclusivamente degli euroscettici.

In una conferenza stampa per celebrare il nuovo anno Schulz ha dichiarato senza timore di condividere alcuni “disagi” espressi dal  premier britannico David Cameron, delineati nel suo discorso tenuto all’inizio della settimana scorsa. “Questo disagio nei confronti dell’Ue come è ora, è una cosa che condivido. Penso che vi siano anche molte persone in Europa che hanno questo disagio”, ha sottolineato Schulz, ribadendo il concetto. “Ed è per questo che consiglio davvero di non etichettare tutti coloro che criticano l’Unione europea come euroscettici”, ha proseguito.

Ma oltre a questi segnali di crisi generale e strutturale dell’Ue, il presidente dell’Europarlamento è intervenuto sottolineando anche altri problemi legati alle disuguaglianze sociali. “L’Unione europea – ha dichiarato Schulz – non se la passa bene. Dobbiamo fare di meglio”. Per quanto riguarda i difetti – ma sarebbe meglio definirle piaghe – il presidente ha puntato il dito contro gli sviluppi economici che hanno portato a più “ingiustizia sociale” e a un deficit di democrazia che - a suo dire - non ha tanto a che fare con le istituzioni europee stesse, ma piuttosto con “un’opaca capacità decisionale dell’Ue”.
E questo perché, ha proseguito il presidente dell’Assemblea di Strasburgo, le istituzioni dell’Unione si riuniscono a porte chiuse. “Tutto quello che accade a porte chiuse è anonimo e lascia ampio spazio alle interpretazioni”, ha voluto precisare Schulz.

Insomma il politico socialdemocratico tedesco è stato piuttosto esplicito e chiaro nel sottolineare che le scelte decisionali europee sono prese all’insaputa dei popoli europei che invece subiscono passivamente il potere dei tecnocrati di Bruxelles, legati mani e piedi a lobby, multinazionali, banche e poteri forti dell’Occidente euro-atlantico, e a cui devono spesso la loro nomina quali commissari o presidenti alle più alte cariche nelle istituzioni europee.

mercoledì 12 dicembre 2012

Financial Times: La Politica fa Scoppiare la Bolla Monti

Investire Oggi 10 Dicembre 2012

Wolfgang Munchau del Financial Times afferma che il governo tecnico alimentava delle illusioni che ora la politica sta rimuovendo: il paese è in profonda depressione e le politiche di austerità devono esser rovesciate. Il problema ora è trovare il leader giusto.

bolla

di Wolfgang Münchau – Due cose devono essere sistemate in Italia, ed entrambe sono oltre la portata dei tecnocrati.

L’annuncio di Mario Monti, di aver l’intenzione di dimettersi da primo ministro, ci dice due cose: la politica sta entrando in gioco, e la crisi sta peggiorando di nuovo.

Ho sempre rispettato Mr Monti come commissario europeo e saggio osservatore degli affari europei, ma sono più scettico circa la sua performance come capo del governo in Italia. L’adulazione acritica di cui a volte ha goduto era basata sull’idea che si potessero risolvere i problemi dell’Italia mettendo da parte la politica, imponendo alcune riforme e molta austerità. In Italia vi era consenso sul fatto che solo un governo tecnocratico avrebbe potuto consegnare questo tipo di politiche.

La magia Monti è sembrata funzionare per un po’ – molto più a lungo di quanto mi aspettassi. I rendimenti sui titoli italiani a 10 anni sono scesi a circa 200 punti base durante il suo mandato, perché gli investitori, alla disperata ricerca di buone notizie, volevano credere alla magia.

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martedì 7 agosto 2012

Il nuovo ambientalismo: dove gli uomini devono agire 'come dei' per salvare il pianeta

Per i neoverdi, scienza e business provvederanno mentre la natura è in grado di adattarsi. Si tratta di un messsaggio che sta guadagnando seguaci

di Paul Kingsnorth
The Guardian

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Centrale nucleare di Sellafield in Cumbria. Alcuni neoverdi promuovono l'energia nucleare, così come sostengono le colture GM e le megalopoli.
Fotografia: David Moir / Reuters

Una società che considera il progresso come la sua religione non vede di buon occhio la disperazione. Se ci si aspetta che voi crediate che tutto migliorerà, può essere difficile ammettere di credere altrimenti. Questo è doppiamente vero per gli attivisti politici. Se avete dedicato la vostra vita a lottare per una causa, probabilmente vi sentite in dovere di continuare a sostenerla, almeno in pubblico, ma comincerete a considerarla senza speranza.

La speranza sicuramente scarseggia nei circoli ambientali odierni. Con il fallimento di un altro summit globale per "proteggere il pianeta" - questa volta al Vertice sulla Terra Rio +20 - sembra sia stato raggiunto un punto di svolta. L'attivismo verde ha ottenuto molto in cinque decenni, ma non è stato in grado di evitare che la macchina industriale globale continuasse a distruggere la natura selvaggia sostituendola con la cultura umana. Non vi è alcuna prospettiva di cambiamento nel prossimo futuro, e stiamo raggiungendo il punto in cui molti insigni verdi , dopo aver negato questa realtà per così tanto tempo, cominciano ad ammetterlo in pubblico.

Che succederà ora? Una risposta incredibilmente alla moda viene offerta da una coalizione, che potremmo chiamare "neo-ambientalisti". La somiglianza tra questo gruppo e i neoliberisti degli anni '70 è intrigante. Come i neoliberisti, i neo-ambientalisti stanno cercando di sfondare le linee di una vecchia ortodossia, che è visibilmente esausta e confusa. Come i neoliberisti, parlano il linguaggio del denaro e del potere. Come i neoliberisti, si raggruppano intorno a qualche importante Think tank: prima, l'Institute of Economic Affairs, il Cato Institute e l'Adam Smith Institute, ora, il Breakthrough Institute, la Long Now Foundation e il Copenhagen Consensus. Come i neoliberisti, pensano di avere soluzioni radicali.