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mercoledì 19 dicembre 2012

Lo sporco business delle cavie umane

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di Andrea Barolini

Fonte: Valori (Rivista)

L’industria farmaceutica delocalizza i test sui farmaci, per risparmiare costi e tempo. Sfruttando anche normative assurde, come quella che ha fatto nascere in India un fenomeno molto simile a una nuova forma di colonialismo.

«Il dottore ci disse che bastava firmare un documento per ricevere le cure di cui aveva bisogno mio padre, e che in questo modo sarebbe guarito completamente. Ma papà non sapeva leggere molto bene, è andato a scuola solo fino a 9 anni». A parlare è Pradeep Gehlot, ragazzo indiano figlio di Krishna, 61enne malato cronico di asma. Dal 2009 aveva accettato la proposta di uno pneumologo di un ospedale pubblico di seguire un “trattamento gratuito”. In realtà era stato inserito in uno delle decine di migliaia di test alle quali le multinazionali del farmaco sottopongono cittadini indiani. Era diventato una cavia umana. Con la complicità della legge locale.

Nello specifico – ha rivelato di recente un’inchiesta del mensile francese Alternatives Economiques – la “cura” consisteva nella somministrazione di un nuovo broncodilatatore, l’Olodarerol, sviluppato dal secondo più importante laboratorio tedesco: Boehringer Ingelheim. Krishna è morto a gennaio, proprio poco dopo aver saputo che il medicinale che aveva assunto per un anno non era mai stato approvato in India.

mercoledì 6 gennaio 2010

INVENTORI DI MALATTIE

Un servizio di RAI3, nell'ambito del programma "C'era una volta": L'Industria farmaceutica fa affari, aumenta il valore delle sue azioni, giocando sulla paura e sullo spauracchio di malattie inesistenti. Big Pharma non si fa scrupolo di danneggiare i bambini, solo per avidità.
Inserito su Youtube da MoNdiS0mMerSi

 

 

 

 

Non dimentichiamo, inoltre, che Big Pharma riesce ad immettere sul mercato i suoi veleni grazie alla pratica immorale (ed inutile) della "vivisezione" su milioni di animali