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sabato 17 dicembre 2011

"Fatevi l'orto!" E' una parola: Chi controllerà la "Green Economy"?

di Anna moffa
ilupidieinstein.blogspot.com

ortoQuante volte, in questi ultimi tempi, avete sentito qualcuno dire: "Dobbiamo decrescere, fatevi l'orto!"?

Purtroppo, un giorno non lontano (negli Stati Uniti già succede), non sarà più possibile "farsi l'orto" o prendere qualunque altra iniziativa che possa sollevare la terra dal peso degli arroganti, dei disonesti, degli inquinatori e dei manipolatori.

Tanto meno sarà possibile realizzare una "Green Economy" accettabile, ma solo qualcosa che di verde avrà solo il nome, mentre servirà ad un'elite di pirati per mettere le mani su tutto quello che consideriamo natura, sull'acqua, sull'aria e persino sul nostro respiro.

Ci sono nuovi regolamenti emergenti, scritti sotto la dettatura delle corporazioni, che tentano di vietare proprio la libera iniziativa riguardo a coltivazioni, allevamenti e via dicendo.

Questi tentativi di introdurre leggi restrittive, servono a concentrare tutta la proprietà nelle mani di corporazioni senza scrupoli

Il furto di risorse naturali da parte delle multinazionali è diventato un problema enorme e andrebbe denunciato come una violazione dei diritti umani e un attacco illegale ai beni comuni.

Il Gruppo ETC ha rilasciato un nuovo rapporto che denuncia la presa di potere da parte di grandi multinazionali che, attraverso la manipolazione della vita in ogni campo, lo sfruttamento delle risorse naturali della terra, nuove tecnologie invasive e pericolose, e cavalcando la "Green Economy", si stanno appropriando di tutte le risorse fondamentali per la vita.

Queste corporazioni senza scrupoli inquinano, distruggono e quello che vogliono è proprio che qualcun altro venga accusato al posto loro. Chiunque pensi di poter difendere l'ambiente senza un minimo di conoscenza di come vanno le cose a questo mondo, farà solo danni

Il nuovo rapporto ETC, 60 pagine, si intitola "Chi controllerà la Green Economy?"

Ecco come la parola "verde" è diventata sinonimo di inganno, a servizio di approfittatori senza scrupoli:

Dalle parole del gruppo, nell'introduzione:

lunedì 21 giugno 2010

Disastro del Golfo: quello che Obama dovrebbe spiegare

oilspill Forse qualcuno non lo ricorda ma l'incidente della  Deepwater Horizon che ha portato all'attuale disastro è avvenuto già molto tempo fa.

Era il 20 aprile, quando un'esplosione  ha dato inizio ad un incubo. Ma solo il 15 maggio, come riferisce Jon Christian Ryter di NewsWithViews, Obama ha rivolto il suo sguardo al problema, quando ha deciso che la cosa poteva essere cosiderata una "crisi", visto che moltissimo petrolio greggio si era già riversato nelle acque del Golfo del Messico.

Oggi, si stima che lo sversamento avvenga al ritmo di 2,52 milioni di galloni al giorno, ben 88,2 milioni in 35 giorni

Fin dai primi momenti, quando la piattaforma è affondata, il governo tedesco ha chiamato Obama, offrendosi di prestare alla BP navi munite di bracci per la scrematura del petrolio, insieme ad un piano per costruire velocemente barriere di sabbia per evitare l'infiltrazione e quindi la contaminazione delle coste. Le compagnie petrolifere europee che hanno offerto aiuto hanno dichiarato che avrebbero potuto risolvere il problema in un tempo più breve, come ha riferito la Heritage Foundation, secondo un giornale tedesco.

Ben 13 nazioni si sono offerte di dare aiuto ma Obama ha respinto qualunque collaborazione. Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal,  ha cercato di far accettare alla Casa Bianca l'aiuto di queste nazioni volenterose che avevano già esperienza della pulitura di una perdita di petrolio nel Mare del Nord ma Obama ha rifiutato. L'ha fatto citando la  cosiddetta legge Jones, Legge per i Diritti dei Marinai (Sailors Rights Act, Title 46 USC)

Si tratta di uno statuto federale "protezionista" secondo il quale tutti i beni trasportati via mare, da un porto all'altro degli Stati Uniti, devono essere trasportati solo da navi con bandiera americana, di proprietà di cittadini americani e che abbiano un equipaggio che sia composto, almeno per 3/4, di cittadini americani. E' una legge che sostiene l'industria della marina mercantile e viene osteggiata, invece, dagli interessi agricoli perchè, secondo loro, aumenta i costi del trasporto delle loro merci, rendendoli meno competitivi.

Quello che Obama non ha detto è che c'è la possibilità di deroga a questa legge, tramite un atto scritto, in casi di emergenza. Le deroghe a questa legge sono molto frequenti; anche Bush ne ha fatto uso  dopo il disastro Katrina, quando permise a navi straniere di trasportare petrolio e gas naturale da un porto all'altro nell'area del golfo.

Ora Obama rilancia, in nome di questo disastro ecologico, la sua ossessione  per quella che lui considera la panacea per tutti i mali dell'ambiente, la legge cosiddetta Cap&Trade che non è altro che la possibilità di commerciare con i diritti di emissioni, cioè di inquinare, secondo la falsa teoria che mette in relazione i cambiamenti climatici con il biossido di carbonio (CO2), un gas non velenoso, non inquinante, ma molto utile alla vita.
Obama sa benissimo che applicare questa legge porterà alle stelle il costo dell'energia e questo si riverserà tutto sui cittadini americani.

I giornalisti non vengono ammessi nell'area del Golfo, per evitare che riferiscano quello che sta  accadendo realmente. Ma qualcuno che è riuscito a dare notizie dal posto, ha riferito che le carcasse degli animali morti per il petrolio, spariscono.
Obama dovrebbe spiegare come mai non si alza in piedi, finalmente, per mettere fine a questo insabbiamento.

Obama inveisce contro le compagnie petrolifere ma, a quanto ci risulta, è stato lui a concedere il permesso per le trivellazioni offshore. A livello federale, questi permessi continuano ad essere concessi. Come mai il governo non riesce a fare niente per impedirlo, se è così contrario?

Perchè Obama non da informazioni su come il governo sta lavorando insieme alla BP per realizzare le idee migliori per riparare il danno? Le idee ci sono e vengono da più parti. E perchè non ci spiega in che modo sta aiutando le popolazioni e se non lo fa, perchè?

Obama ha preso soldi dalla BP che, prima del disastro, stava tentando di riciclarsi come azienda verde, con il nome di Beyond Petroleum(Oltre il Petrolio) e, quindi, ha probabilmente sostenuto Obama nella sua propaganda per l'ambiente?

Perchè il governo Obama non mette fine a tante regole governative che impediscono lo sviluppo di energia da fonti più accessibili e a basso costo, come carbone e gas? Vuole portare davvero i cittadini alla bancarotta?

Perchè il governo Obama non mette fine a tante regole governative che impediscono di fatto a scienziati ed imprenditori di lavorare allo sviluppo di  nuove forme di energia? Quando si tratta di sovvenzionare la guerra,o sperimentazioni contro la nostra salute, però, nessuno si tira indietro.

Perchè Obama, che ha approvato le trivellazioni offshore, non permette trivellazioni in posti dove c'è anche più petrolio di quello che serve? Sarebbe troppo poco dispendioso per gli americani?

Alla fine, tutto questo disastro doveva servire forse solo all'approvazione del Cap&trade?

La BP non fa altro che dire che pagherà e Obama non fa altro che dire che la BP dovrà pagare ma tutti sappiamo che, come è già accaduto altre volte, i popoli delle coste interessate non avranno niente o quasi e la BP si ritirerà da questa faccenda con le tasche piene, esattamente com'era prima.

lunedì 31 maggio 2010

Esperto di Energia: Bombardare la perdita di petrolio con un'arma nucleare 'è l'unica cosa che possiamo fare'

Di Daniel Tencer
29 Maggio 2010

BP 'totalmente responsabile delle notizie' sulla  perdita di petrolio, dice un esperto di energia

bp-oil-spill Mentre fallisce l'ultimo tentativo di fermare la perdita di petrolio nel Golfo del Messico, l'idea di bombardare nelle immediate vicinanze per sigillare il petrolio nel sottosuolo sta guadagnando terreno tra alcuni esperti di energia e ricercatori.

Un esperto di energia noto per aver previsto il  picco del prezzo del petrolio del 2008, dice che spedire sul fondo una piccola bomba nucleare, ebbene è "probabilmente l'unica cosa che possiamo fare" per fermare la perdita.

Matt Simmons, il fondatore della banca d'investimento per  l'energia Simmons & Company, dice anche che ci sono prove di una seconda perdita di petrolio a circa 5-7 miglia dalla fuga iniziale che BP è concentrata a fermare. Questa seconda perdita, egli dice, è così grande che quella iniziale è "minima" al confronto.

Simmons ha parlato a Bloomberg News Venerdì, prima che la BP annunciasse che il suo ultimo tentativo di tappare il buco, noto come metodo "top kill", era fallito.

"Una settimana fa Domenica la prima nave da ricerca ... è stato commissionato dalla NOAA di setacciare la zona," ha detto. Hanno trovato "un gigantesco pennacchio" che saliva a circa 5-7 miglia dal luogo della fuga iniziale, ha detto Simmons.

Simmons ha detto che il governo degli Stati Uniti deve immediatamente sottrarre la perdita alla BP ed impegnare i militari.

"Probabilmente l'unica cosa che possiamo fare è creare un ordigno e mandarlo giù a 18.000 piedi per farlo esplodere, sperando che fermi il petrolio", ha detto.

La sua idea riecheggia quella di un giornale russo che all'inizio di questo mese  ha suggerito agli Stati Uniti di detonare una bomba nucleare di piccole dimensioni per sigillare la perdita di petrolio sotto il mare. Komsomoloskaya Pravda ha sostenuto in un editoriale che la Russia in passato ha usato con successo armi nucleari per sigillare le fuoriuscite di petrolio in cinque occasioni.

Report Live Science:

Laboratori di armi nella ex Unione Sovietica hanno sviluppato speciali armi nucleari  per chiudere i pozzi di gas. Credevano che la forza di una esplosione nucleare poteva chiudere qualunque foro entro 82-164 piedi (25-50 metri), a seconda della potenza dell'esplosione. Questo richiedeva la creazione di fori per posizionare il dispositivo nucleare vicino ai pozzi di destinazione.

Un primo test nell'autunno del 1966 si dimostrò efficace nel sigillare un pozzo sotterraneo di gas nel sud Uzbekistan, e così i russi hanno usato armi nucleari altre quattro volte per sigillare pozzi che sfuggivano al controllo.

Simmons ha anche detto a Bloomberg che l'idea di utilizzare misure radicali, come una bomba nucleare per sigillare la perdita non è probabilmente presa in considerazione dai responsabili politici  "perché BP è ancora totalmente responsabile delle notizie e si sono tutti concentrati sulla superficie".

Alla domanda di un giornalista di Bloomberg circa i rischi insiti nel piazzamento di una bomba nucleare al largo della costa della Louisiana, Simmons ha affermato che una esplosione nucleare  all'interno di un foro profondo avrebbe scarso effetto sulle aree circostanti.

"Se sei a 18.000 piedi sotto il letto del mare, in sostanza non succederà nulla [in superficie]," ha detto.

Joe Wiesenthal ha detto al Business Insider che  l'idea di usare armi nucleari attirerà molta attenzione, ora che la procedura "top kill"  è fallita.

Successivamente, la cosiddetta "opzione nucleare" otterrà un sacco di attenzione. In questo caso, ovviamente, l'opzione nucleare non è un eufemismo. E' un'idea reale che il modo migliore per terminare questa cosa sia quello di piazzare una piccola arma nucleare e seppellire il pozzo sotto le macerie. ... Entro la metà della prossima settimana, se ne parlerà in tutte le notizie via cavo, visto che  gli esperti fanno forti pressioni sulla Casa Bianca chiedendo se lo prenderà in considerazione e perchè no.

Il seguente video è stato trasmesso su Bloomberg News, Venerdì 28 maggio 2010.

Traduzione di Dakota Jones
Fonte: The Raw Story