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venerdì 6 aprile 2012

Denuncia a Napolitano: presidente della Repubblica accusato di attentato alla Costituzione. Non potrà mai essere condannato.

Quinto Potere

imagePrima o poi sarebbe accaduto: il 2 Aprile 2012 è stata presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari una denuncia al Presidente della Repubblica Italiana attualmente in carica, Giorgio Napolitano, per attentato alla Costituzione ed altri reati. Il punto centrale della denuncia, presentata dall’avv. Paola Musu, riguarda la “sottrazione al popolo italiano della sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale” che si risolve in una deprivazione “della facoltà di determinare il proprio destino, il suo essere e in una compromissione della sua stessa esistenza”. Come vedremo in questo articolo, purtroppo, la denuncia non avrà alcuna conseguenza pratica.

Difficilmente l'italiano medio, la cosidetta pubblica opinione, non avrà avuto modo di accorgersi dell'anomalo attivismo del Presidente della Repubblica dalla nomina di Mario tecnocrazia Europea Monti, fino al sostegno in prima linea di qualsiasi iniziativa politica del Governo contro la libertà e la dignità del popolo italiano. Amesso che il Tribunale di Cagliari decida di accogliere questa denuncia e portarla avanti fino al giudizio, che sostenga le teorie dell'accusa, sussiste tutavia un ostacolo insormontabile che non porterà ad alcun risultato utile per questo Paese.

Nel 2006, infatti, con la legge n.85 del 24 febbraio (intitolata innocentemente "Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione"), durante il Governo Berlusconi, il Parlamento introduce modifiche al codice penale, nella parte in cui si difende lo Stato democratico da reati che possono sovvertirlo: sin dal primo articolo ci si rende conto che le modifiche più importanti apportate dalla legge hanno ben poco a che vedere con i reati di opinione. Infatti vengono modificati gli artt.241 (attentati contro l'indipendenza, l'integrità e l'unità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del paese.