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domenica 13 gennaio 2013

L’agenda Monti? Leggete Nicholas Sarkozy

Di Andrea Palladino

monti-sarkozyEra il 2007, in quel di Parigi. L’allora presidente della repubblica francese Nicholas Sarkozy decide che era arrivata l’ora di avviare una grande riforma dello stato, puntando sull’aumento a tappe forzate della crescita. La ricetta? Liberismo, liberismo e ancora liberismo. Si costituisce così la cosiddetta Commission pour la libération de la croissance française (Commissione per la liberazione della crescita francese), con l’obiettivo di preparare una road map per una iniezione massiccia di principi neoliberisti. Due italiani compongono la commissione: Franco Bassanini (ex socialista, passato per i Ds, oggi alla guida della Cassa depositi e prestiti) e Mario Monti, all’epoca ex commissario Ue.

Il 23 gennaio 2008 la commissione (presieduta da Jacques Attali, economista, primo presidente del Banca europea per lo sviluppo) presenta il suo rapporto di 250 pagine. E’ un distillato del pensiero economico spalancato verso i mercati, la libera impresa, la finanza spregiudicata, dove l’intero sistema dei diritti e delle garanzie del mondo del lavoro viene subordinato alla crescita e con un ingresso massiccio delle imprese nel sistema scolastico. Ovvero l’agenda di Mario Monti al completo, pronta per arrivare tre anni dopo in Italia, divenuto nel frattempo il nuovo laboratorio del neoliberismo europeo.

La costituzione della commissione “Attali” si era ispirata a due casi precedenti: il comitato Rueff Armand (creato da Charles De Gaulle nel 1959) e la commissione Sudreau, voluta da Valéry Giscard D’Estaing. Nelle premesse del rapporto finale c’è tutto il significato centrale dell’idea di governo tecnico: “Ceci n’est ni un rapport, ni une étude, mais un mode d’emploi pour des réformes urgentes et fondatrices. Il n’est ni partisan, ni bipartisan : il est non partisan”. Non un rapporto, non uno studio ma un “manuale d’uso” (appunto, tecnico), non di parte, né bipartisan. Semplicemente al di sopra delle parti. Al di sopra della politica e, dunque, della rappresentanza democratica.

Il documento elenca – a mo’ di agenda – una serie di principi, chiamati “Ambizioni”, e di azioni concrete da avviare, chiamate “Decisioni fondamentali”. Il linguaggio è diretto, senza tanti giri di parole. Ecco qualche esempio, che presto potremmo trovarci sul tavolo della presidenza del consiglio:

giovedì 26 luglio 2012

Il mercato non si autoregola mai, compete e basta

di Roberto Marchesi
Rinascita

mercatiAltro che “interesse dei consumatori”, altro che “libero”: è una gabbia per aumentare i profitti dei pochi

I mercati, per funzionare bene, devono essere lasciati assolutamente liberi di muoversi, perché è solo con una competizione completamente libera che i prezzi scendono e le popolazioni possono acquistare prodotti di ogni tipo a prezzi accessibili.”

Questa favola, ad uso della gente comune che non ha né tempo né voglia di occuparsi più a fondo dei segreti che muovono i mercati, viene usata quotidianamente in forma di bombardamento mediatico per far credere una verità che è vera solo in parte, quindi falsa.

E’ vero che una sana competizione nei mercati interviene a deprimere i prezzi, ma è ancor più vero che occorrono regole molto severe ad evitare che la competizione, lasciata troppo libera, si spinga a fare cose che non sono assolutamente nell’interesse della popolazione.

Un esempio (persino banale) è quello delle sofisticazioni sui generi alimentari. In un mercato completamente libero la competizione sul prezzo porta alcuni produttori senza scrupoli a immettere sul mercato generi alimentari che possono essere dannosi per la salute di chi li consuma. E’ vero che in questo caso molti organi di informazione provvedono a informare il consumatore sul pericolo presente, ma e’ vero anche che, finché tali prodotti hanno libertà di circolare, finiscono per essere comunque acquistati da qualcuno. E sono ovviamente le fasce più povere della popolazione che, per diverse ragioni, li acquistano diventandone le vittime. E’ per questa ragione che ogni paese evoluto ha istituito organismi di controllo e regole per contenere l’eccessiva libertà dei mercati quando questa va a scapito della salute.