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mercoledì 2 gennaio 2013

L'Agenda del golpista

di Leonardo Mazzei

monti premier

«L'Europa è tutto e voi siete niente»: é questo il succo della famosa Agenda del golpista, che ci propone la solita tiritera liberista venduta da un trentennio come oro colato, ma sempre smentita dai fatti. Non contento, poi, mente sapendo di mentire...

Pesce lesso Monti ha compilato un'agenda. O forse l'ha solo firmata, mentre gliel'ha confezionata Ichino. Sta di fatto che gli italiani hanno iniziato il 2013 con la certezza che c'è qualcuno che si occupa di loro. Fin troppo... penseranno i più.

Abbiamo così un presidente del consiglio dimissionario che ha la pretesa di dettare le future scelte politiche. Non ha più la fiducia del parlamento, non ha mai avuto un solo voto dagli elettori, ma pensa di essere un padreterno indispensabile ed insostituibile. Il voto del 24 febbraio ci dirà qualcosa in proposito. Ma intanto abbiamo l'Agenda, e dobbiamo occuparcene.

Diciamo subito che si tratta di un documento assai scontato e prevedibile. Una piccola summa dell'ideologia liberista. La riproposizione aggiornata di quanto vanno facendo le classi dirigenti occidentali da un trentennio. Più liberalizzazioni, più mercato, più flessibilità e precarizzazione del lavoro, più tagli alla spesa pubblica, meno stato sociale. Con quali risultati è sotto gli occhi di tutti.

Ma a loro non basta mai. E se gli dici che le liberalizzazioni hanno prodotto solo danni, ti risponderanno che è solo perché non si sono fatte fino in fondo. Dunque, mantenere la stessa direzione di marcia inaugurata da Thatcher e Reagan ed andare avanti a testa bassa. Da qui la sequela dei più questo, più quello, ora condita dal più più grande di tutti: più Europa, ci mancherebbe!

martedì 3 aprile 2012

Noi, “plebaglia europea” ingannata dai trattati-capestro

Libre

Jacques-Attali«Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?». Parole, testuali, dell’economista francese Jacques Attali, gran maestro – insieme a Jacques Délors – di leader storici del centrosinistra italiano, come Massimo D’Alema. A raccontare lo sconcertante aneddoto è Alain Parguez, già consigliere di François Mitterrand. Il professor Parguez era presente al summit organizzato lo scorso febbraio a Rimini da Paolo Barnard con gli economisti neo-keynesiani della Modern Money Theory, gli uomini che hanno “resuscitato” l’Argentina. Tesi: chi è dotato di moneta sovrana non può temere il debito pubblico, che invece diventa un’autentica tragedia se gli Stati non possono più stampare moneta, ma sono costretti a prenderla in prestito, a caro prezzo. L’Europa? Praticamente, un caso unico al mondo di suicidio finanziario organizzato, pianificato all’insaputa di mezzo miliardo di persone, cioè noi.