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giovedì 11 agosto 2011

Il capolavoro di Satana e l'imminente intervento militare in Somalia

Si dice che il più grande capolavoro di Satana sia stato quello di far credere che non esiste. Come ha fatto? Semplicemente si è nascosto, dietro belle apparenze. Ma è lì, in tutta la sua orripilante cattiveria, e si nasconde dietro tutti quei bellissimi manichini che ci stanno mandando a picco, con la scusa di volerci  salvare. Ha allestito calamità di ogni genere e poi si è presentato con la maschera del salvatore. Le calamità erano vere, le notizie sugli autori e sulle dinamiche erano sempre bugie, dannate bugie. L'esito di queste bugie potrebbe essere benissimo lo strumento per distinguere una catastrofe naturale da una artificiale. A quelle artificiali fanno sempre seguito offerte di aiuto che si tramutano in una tragica guerra contro i popoli, con tutti i mezzi possibili: fame, sete, distruzione delle finanze di una nazione, minacce e morte..etc. Ma ora sappiamo tutti come si chiama e che faccia ha Satana. E' un mostro che si chiama "elite corporativo-finanziaria" e ha molti servi. Tra i suoi servi ce n'è uno, il più fedele, che in cambio della sua anima ha ricevuto la possibilità di diventare impero. Leggete cosa scrive Susan Garth su GlobalResearch.ca e se riuscite a pensare a qualcosa di più diabolico, potete considerarvi bravi. Attaccare militarmente una nazione colpita dalla siccità e che sta morendo di fame: non riesco a pensare a qualcosa di più orribile (Anna Moffa)

Gli Stati Uniti si preparano per un intervento militare in Somalia
di Susan Garth
Global Research
World Socialist Web Site

somalia famine L'amministrazione Obama sta preparando un nuovo intervento militare in Somalia, con il pretesto della preoccupazione umanitaria per le vittime della siccità che stanno morendo di fame. I mezzi di comunicazione si sono allineati con una campagna che mescola lacrime di coccodrillo e strette di mano con denunce al movimento islamista al-Shabaab, che è accusato per l'aggravarsi della crisi.

Proprio come la campagna di bombardamenti in Libia è stata lanciata con appelli per salvare dal macello la popolazione civile di Bengasi, ora si sta preparando un nuovo intervento in Africa, presumibilmente per salvare i bambini affamati della Somalia. Questo è un cinico esercizio di inganno del pubblico.

Al-Shabaab ha una forza di 10.000 al massimo, secondo un rapporto redatto per il Consiglio per le Relazioni Estere degli Stati Uniti. Le sue forze più fedeli probabilmente ammontano a poche centinaia di combattenti. Non ha connessioni organizzate con Al Qaeda, secondo il Centro nazionale antiterrorismo.

Ma i funzionari americani incolpano questa organizzazione per la carestia presente. "Il terrorismo implacabile di al-Shabaab contro il suo popolo ha trasformato una situazione già grave in una situazione terribile che ci attendiamo possa solo peggiorare," ha dichiarato la scorsa settimana il Segretario di Stato americano Hillary Clinton.

In realtà, Washington ha negato aiuto a tutte le aree della Somalia che non sono sotto il controllo del governo federale di transizione sostenuto dagli Usa(TFG), il che significa che l'aiuto è limitato a poche miglia quadrate. "Siamo impegnati a salvare vite umane in Somalia e stiamo già lavorando in qualsiasi zona non controllata da al-Shabaab," Donald Steinberg, vice-amministratore dell'USAID ha detto in una conferenza stampa a Londra. "Purtroppo, circa il 60 per cento delle persone colpite sono nei territori di al-Shabaab".

Non si potrebbe avere una dichiarazione più chiara della volontà di Washington di usare il cibo e la fame come arma di guerra contro una popolazione civile. Circa 3,7 milioni di persone sono minacciate dalla carestia in Somalia, e 2,8 milioni sono nel sud del paese in cui il TFG non ha alcuna autorità. Ogni agenzia che tenta di fornire cibo in gran parte della Somalia, corre il rischio di un'azione penale per assistere materialmente un'organizzazione terroristica.

Nel 2009, gli Stati Uniti hanno costretto il Programma Alimentare Mondiale a chiudere i suoi programmi di alimentazione per le madri e i bambini malnutriti sulla base del fatto che si trattava di aiutare un'organizzazione terroristica. Alle aree in cui l'ONU ha ufficialmente dichiarato lo stato di carestia sono stati negati gli aiuti alimentari negli ultimi due anni.

Il ​​presidente Yoweri Museveni della vicina Uganda, alleato degli Stati Uniti, ha invocato l'istituzione di una no-fly zone nel sud della Somalia. Il suo scopo, dice, sarà quello di sradicare la milizia di al-Shabaab.

Tuttavia, al-Shabaab non ha alcuna risorsa aerea, nemmeno missili superficie-aria. I suoi combattenti, molti dei quali ragazzi poco più che adolescenti, guidano dei pick-up.

Una no-fly zone non ha altro scopo che  preparare il terreno per un'invasione. Il  Generale Carter F. Ham, che è a capo del comando Usa per l'Africa, AFRICOM, ha chiarito che il Pentagono sarebbe favorevole ad un no-fly zone, a condizione che possa essere presentata come una richiesta proveniente da potenze regionali, piuttosto che da Washington. Vuole che l'Unione Africana presenti il piano nello stesso modo in cui la richiesta di una no-fly zone sopra la Libia è venuta dalla Lega araba. Sarebbe un'operazione militare americana sotto falsa bandiera.

Sostenute dagli Stati Uniti, le forze dell'Unione africana conosciute come AMISOM hanno appena lanciato una grande offensiva di terra contro le milizie di al-Shabaab. Aspri combattimenti sono stati riportati a Mogadiscio e nei pressi della città di Elwak, nella regione di Gedo della Somalia meridionale.

Gli stessi Stati Uniti hanno già la capacità di colpire in profondità la Somalia. Nel giugno di quest'anno hanno lanciato un attacco assassino con un drone senza pilota. In precedenza erano atterrate truppe delle Forze Speciali in elicottero per uccidere o sequestrare i sospetti. Possono lanciare attacchi dalla  nuova base CIA a Mogadiscio, dalla flotta di navi da guerra che pattugliano al largo delle coste della Somalia, o dalla base militare che mantengono nella vicina Gibuti.

Al-Shabaab, che secondo gli Stati Uniti è legato ad Al Qaeda, è stato presentato come una grave minaccia militare per gli Stati Uniti. Il presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale della Camera Peter King ha definito  al-Shabaab "una minaccia crescente per la nostra patria", sostenendo che stava reclutando  somalo-americani per il terrorismo.

Scrivendo sul Guardian, Karen Greenberg, direttore esecutivo del Centro di Diritto e Sicurezza presso la facoltà di Legge della  New York University, ha contestato le affermazioni di King. Ha sottolineato che solo un somalo-americano è stato condannato per reati legati al terrorismo e che non aveva alcun legame con al-Shabaab.

La reazione di Washington alla carestia attuale ricorda l'Operazione Restore Hope, quando, negli ultimi giorni della presidenza di George Bush senior, il 5 dicembre 1992, 30.000 soldati americani furono inviati in Somalia con il pretesto di fornire aiuti alimentari ai bambini affamati.

Al-Shabaab allora non esisteva. La presunta minaccia ai convogli alimentari proveniva dai "signori della guerra" emersi dal crollo del regime di Siad Barre. Gli Stati Uniti avevano sostenuto sin dal 1977 il dittatore militare Barre contro il regime etiope filosovietico. Nel 1991, Washington abbandonò Barre e il suo regime crollò. Nessun governo stabile è esistito in Somalia da allora.

Il presidente Bill Clinton cotinuò quella che appariva sempre più apertamente come un'occupazione. Fu costretto a ritirare le truppe degli Stati Uniti dalla Somalia nel 1994, dopo che un elicottero americano Black Hawk fu abbattuto a Mogadiscio e i corpi dei membri dell'equipaggio furono esposti davanti alle telecamere.

Ripristinare l'Operazione restore Hope rappresentò una nuova fase di aggressione coloniale. La Workers League degli  Stati Uniti, predecessore del Socialist Equality Party, condannò il presunto "intervento umanitario" quando scrisse: "Lo scatenamento di decine di migliaia di soldati, appoggiati da navi da guerra, caccia ed elicotteri d'attacco, è una violazione brutale della sovranità del popolo somalo. Segnala un ritorno alla pura schiavitù coloniale dei popoli oppressi non solo dell'Africa, ma in tutto il mondo ".

Da allora, Washington decise di invertire la sua sconfitta e riprendere il controllo di un paese che è al centro di una nuova corsa per l'Africa, un continente ricco di petrolio e di altre preziose materie prime. La  Somalia si trova al crocevia del commercio mondiale via mare e aria. Circa 90 voli commerciali al giorno attraversano il suo spazio aereo. Rotte marittime che trasportano petrolio dal Golfo e dal Nord Africa si trovano al largo delle sue coste. Il controllo della Somalia è un obiettivo fondamentale degli Stati Uniti, se vuole mantenere l'egemonia globale contro rivali come la Cina.

Washington ha imparato ad adottare tattiche diverse dalla sua sconfitta nel 1994. Sempre più sta utilizzando forze delegate in Africa. Nel dicembre 2006, gli Stati Uniti sostennero l'invasione etiope della Somalia, che installò il TFG come regime fantoccio. Quando le truppe etiopi si ritirarono, AMISOM li  sostuì. Truppe ugandesi e burundesi, che dominano AMISOM, sono state addestrate dai militari Usa e dotate delle più moderne armi.

Attraverso tutti questi meandri di intrighi imperialisti, tuttavia, la caratterizzazione dell'invasione della Somalia da parte della Lega dei Lavoratori del 1992-1994 è stata più volte rivendicata. Un susseguirsi di avventure imperialiste, invasioni e guerre - nei Balcani, Asia Centrale, nel Golfo Persico e Africa-, il più delle volte sotto forma di missioni umanitarie. I lavoratori ed i giovani devono respingere tutti i tentativi di manipolare le preoccupazioni dell'opinione pubblica sulla tragica carestia in Somalia per aprire la strada per l'ennesimo intervento brutale.

Leggi anche: Somalia: the Real Causes of Famine di Michel Chossudovsky

Fonte: Global Research  11 Agosto 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

mercoledì 3 agosto 2011

La vera storia della carestia nel Corno d'Africa: Il Business degli aiuti umanitari

di Rasna Warah
Global Research
The Citizen (Tanzania)

africa-famine Sapevo che la vera storia sulla carestia nel nord del Kenya e in Somalia probabilmente non sarebbe mai stata raccontata quando ho visto una giovane addetta agli aiuti esteri "fare un servizio" sulla fame per la CNN a Dadaab camp. La giovane donna bianca, chiaramente allenata a cogliere l'opportunità della sua apparizione alla CNN per pubblicizzare la sua organizzazione, indossava una maglietta sulla quale era stampata la parola OXFAM.

L'espressione di auto-sufficienza, della compassione politicamente corretta, era evidente sul suo volto mentre parlava di bambini che muoiono di fame e di madri emaciate che camminano per chilometri in cerca di cibo. Com'era da prevedere, gli spettatori della CNN hanno visto immagini di bambini scheletrici e donne esauste con seni avvizziti, immagini che hanno lanciato una campagna di raccolta fondi da molti milioni di dollari delle Nazioni Unite e delle agenzie di donatori.

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha chiesto ai donatori di raccogliere 1,6 miliardi di dollari per aiutare la sola Somalia. Intanto, decine di agenzie umanitarie chiedono a gran voce di fare la loro apparizione a  Dadaab al fine di raccogliere fondi per le proprie organizzazioni. La giornalista olandese Linda Polman lo chiama "Il Carrozzone della Crisi".

Nel suo libro con lo stesso nome, Polman dice che un intero settore industriale è cresciuto intorno agli aiuti umanitari "con sfilate di organizzazioni che seguono il flusso di denaro e in concorrenza tra loro in un territorio umanitario dopo l'altro, per ottenere la quota maggiore di miliardi". Secondo Polman, disastri come quello in Somalia attirano una media di 1.000 organzzazioni umanitarie nazionali ed internazionali. Questo non include  enti di beneficenza con la "valigetta" che raccolgono fondi attraverso le chiese, i club e la vendita di dolci.

Gran parte del denaro raccolto va a costi amministrativi e logistici delle agenzie umanitarie, compresi gli stipendi degli operatori umanitari dagli occhi splendenti, come quello sopra descritto, che guidano macchinoni e vivono in belle case, ma che dicono alla gente a casa di vivere in aree disagiate dove aiutano gli Africani che muoiono di fame. La gente sta morendo di fame? Sì. Dovrebbero essere aiutati? Naturalmente.

Ma quanto del cibo che presumibilmente dovrebbe essere distribuito sarà probabilmente rubato dalle milizie o prenderà la strada dei negozi in cui sarà venduto?
Anche se oscurato dal clamore dei media è la vera causa della fame in luoghi come la Somalia.

In un recente articolo, Michel Chossudovsky, professore di Economia all'Università di Ottawa e fondatore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, sostiene che negli anni '80, l'agricoltura in Somalia era una seria minaccia per le riforme economiche imposte dal FMI e dalla Banca Mondiale. La Somalia conservò l'autosufficienza alimentare fino alla fine del 1970, nonostante la siccità ricorrente, scrive.

Le riforme economiche, che comprendevano misure di austerità e la privatizzazione dei servizi essenziali, destabilizzarono l'economia e distrussero l'agricoltura. I salari nel settore pubblico furono drasticamente ridotti, il potere d'acquisto urbano diminuì drasticamente e il costo di carburante, fertilizzanti e risorse agricole aumentò. Questo pose le basi per la guerra civile nel 1991, da cui la Somalia non si è ancora ripresa.

Carestia e aiuti alimentari sono diventati la norma, mentre centinaia di agenzie di aiuto aprono bottega per gestire una crisi che loro stessi hanno creato. In breve, la Somalia è diventata un'"opportunità di business", che ha fornito lavoro a centinaia, se non migliaia di impiegati delle agenzie di aiuti (per lo più occidentali). .Nicholas Stockton, ex direttore esecutivo di Oxfam, una volta chiamò questo fenomeno "economia etica".

Michael Maren, il cui libro, The Road to Hell, dovrebbe essere una lettura obbligatoria per chi vuole capire la politica e l'economia degli aiuti alimentari, mostra come questi aiuti hanno soppresso la produzione locale di cibo in Somalia, alimentato la guerra civile e  creato una crisi alimentare permanente.

Questa crisi e la mancanza di un forte e ben funzionante governo centrale sono sfociati in una situazione in cui le agenzie umanitarie si muovono rapidamente dentro e fuori la Somalia senza nessuna approvazione del governo.

In effetti, la Somalia viene gestita e controllata dalle agenzie di aiuto - il governo è lì solo di nome.

Purtroppo, è improbabile che questa storia sia raccontata alla CNN, BBC, Sky TV o altre reti di notizie globali che dominano le l'agenda delle notizie internazionali. E certamente non sarà raccontata dagli addetti agli aiuti il ​​cui sostentamento dipende dai soldi dei donatori, che presto entreranno in Somalia attraverso il Kenya.

Né il popolo somalo avrà la possibilità di spiegare agli spettatori l'impatto che gli aiuti alimentari e l'intervento straniero hanno avuto sulla loro vita.

Rasna Warah è un'analista e commentatrice con sede a Nairobi. rasna.warah@gmail.com rasna.warah @ gmail.com

Fonte: Global Research  2 Agosto 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

Leggi anche: 6 Ways Food is Being Used as a Weapon

martedì 15 febbraio 2011

Il Global Warming, l'Agenda 21 e l'ICLEI

L'articolo che segue, pubblicato sul sito MorphCity, ha attirato la mia attenzione qualche giorno fa. Mi è stato poi gentilmente segnalato da Maria Heiber anche a questo indirizzo.

Avendo già pubblicato un articolo sulla famigerata Agenda 21 e sulle iniziative ICLEI, ero molto indecisa sulla pubblicazione. L'indecisione mi ha sottratto molto tempo ma poi, rileggendo l'articolo, ho sentito di nuovo una sensazione di fastidio pungente e di  nausea, come mi capita ogni volta che leggo articoli sulle truffe colossali che le elites globali stanno portando avanti contro di noi, e ho deciso di pubblicarlo perchè, forse, non ci sono parole che bastino, per la situazione paradossale che stiamo vivendo. Solo su un punto non sono d'accordo, per cui, alla fine toverete una mia breve nota personale-Dakota Jones

Giocare la carta del Global Warming

MorphCity
di Cassandra  Anderson
11 febbraio 2011

global-warming-card_1Le dichiarazioni sul riscaldamento globale di origine antropica (conosciuto anche come cambiamento climatico) sono state screditate accuratamente dagli stessi "scienziati" che le hanno affermate, attraverso e-mails trapelate nello scandalo 'climategate'. Sembrerebbe una questione chiusa, ma la verità è che troppe risorse sono state investite in questa truffa per consentirle di svanire. Il mito del riscaldamento globale è fiorente a livello internazionale, a livello federale e nelle amministrazioni statali e locali.

Il mito del riscaldamento globale fu reso popolare da Margaret Thatcher (sotto l'influenza del sostegno allo spopolamento delle Nazioni Unite) e fu progettato per distruggere la potenza degli Stati Uniti, rivalutare le armi nucleari nel Regno Unito e  punire i nemici politici della Thatcher.

Il Biossido di carbonio è naturale e benefico per le piante. Aumenti di biossido di carbonio seguono l'aumento di temperatura. È una menzogna che la causa e l'effetto siano invertiti.

Agenda 21

Nel 1992 il governo federale, con decreto esecutivo, fece dell'attuazione dell'Agenda 21 per lo Sviluppo Sostenibile, il nucleo della missione di ogni agenzia governativa. Il Riscaldamento Globale coincide con la crisi globale utilizzata per ristrutturare la vita umana in modo da attuare un governo mondiale nell'ambito del piano di azione dell'Agenda 21. Altre crisi sono state predisposte, nel caso in cui la teoria del riscaldamento globale dovesse venire allo scoperto. L'Agenda 21 è al servizio del movimento mondialista e dei suoi fondamenti politici: abolizione della proprietà privata, educazione dei giovani alla cittadinanza globale e l'utilizzo del progresso tecnologico ai fini del monitoraggio e controllo delle azioni umane.

Michael Shaw di FreedomAdvocates.org dice, "L'Agenda 21 è il piano d'azione che annuncia l'istituzione di un governo mondiale secondo princìpi che negano il riconoscimento politico dei diritti inalienabili dell'individuo. Questo rende conto solo di gran parte delle turbolenze che vediamo oggi. Il nostro futuro nell'ambito dell'Agenda 21 è fosco mentre il potere diventa sempre più centralizzato".

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Trattati internazionali dell'ONU

C'è una forte spinta a mantenere le nazioni bloccate all'interno di trattati internazionali delle Nazioni Unite sul falso riscaldamento globale visto che il Trattato di Kyoto delle Nazioni Unite scade nel 2012. Nel mese di Ottobre del 2010, 191 nazioni hanno firmato e ratificato il trattato di Kyoto.

Regolamenti federali

Il ruolo del governo è quello di proteggere le persone e le loro proprietà; per questa ragione le politiche distruttive vengono mascherate da disposizioni per la  "sicurezza".

Poiché un sistema nazionale di cap-and-trade è fallito al Congresso, i funzionari del governo federale americano stanno utilizzando l'EPA per istituire leggi draconiane. L'EPA ha elaborato un documento di 18.000 pagine con nuovi regolamenti federali che riguardano la produzione di energia e i trasporti, oltre a un sistema cap-and-trade. I Repubblicani della Camera stanno progettando di fermare l'EPA (ma Obama e il Senato probabilmente li bloccheranno). A partire da settembre 2010, il Texas è l'unico stato che ha avuto il buon senso di opporsi a questi mandati assurdi e incostituzionali basati su una vaga sentenza della Corte Suprema.

Quasi ogni livello del governo federale ha un piano per la  "sostenibilità", dalla nuova  "Task Force per il Cambiamento climatico e adattamento" del Departimento della Sicurezza Nazionale, all'USDA, al Dipartimento per l'Energia, al Dipartimento degli Interni, Dipartimento dei Trasporti, HUD, il Dipartimento della difesa e anche l'Azienda postale. I regolamenti comprendono tutto, dalla centralizazione del controllo sulle grandi reti energetiche agli uffici brevetti per l'efficienza energetica. Ogni agenzia e molti dei loro sotto-dipartimenti hanno regolamenti, basati su una scienza fasulla, progettati per centralizzare il controllo.

Mandati statali

Trentadue Stati sono coinvolti in alleanze incostituzionali per attuare  leggi sul riscaldamento globale che influiscono direttamente su trasporti e  produzione di energia.  Gli Stati del Nord-est sono già impegnati nella truffa del commercio del carbonio e il piano della California è quello di distruggere definitivamente la sua economia imponendo un regime cap-and-trade e implementando scandalosamente invasive restrizioni su individui e imprese.

Regolamenti delle Contee

Tutte le contee americane hanno programmi sulla "sostenibilità" per limitare l'uso della terra, indirizzare il sistema educativo  e impiegare metodi tecnologici per monitorare e controllare l'attività umana. Le Contee sono state designate dalle élites globali per controllare l'uso della terra tramite la zonizzazione. Il progetto finale è quello di abolire la proprietà privata dei singoli individui, racchiudere  in branco le persone nelle città (Crescita Intelligente) e impedire l'ingresso ai territori agricoli (progetto Wildlands) degli esseri umani. A tutt'oggi, questi programmi fanno affidamento sul fatto che le persone si stanno facendo abbindolare dal mito del riscaldamento globale. I finanziamenti  federali sono parte integrante di questo sistema.

Ordinanze delle città

Anche le città sono state designate dal movimento dell'Agenda 21 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Oltre 600 città in America pagano quote ai membri del programma  ICLEI (Consiglio internazionale per le iniziative ambientali locali). L'ICLEI è un'Organizzazione Non Governativa (ONG)  accreditata presso le Nazioni Unite  che lavora per aggregare le città del mondo, in conformità alle politiche e agli obiettivi dell'Agenda 21 e in conformità alla politica di mitigazione del riscaldamento globale.

L'ICLEI, finanziata dai contribuenti, attua un sistema di ordinanze locali in nome del riscaldamento globale per far progredire politiche Sostenibili nelle città in tutta l'America. Queste norme sono finalizzate alla limitazione dell'uso della terra, alla revisione globale  delle leggi sull'edilizia, alle limitazioni di parcheggio, nuove disposizioni sui trasporti e in generale alla politica mondialista della Crescita Intelligente. I contratti dell'ICLEI sono ingannevoli perchè violano l'articolo 1 Sezione 10 della Costituzione americana. (Nessuno stato o sua suddivisione può entrare in una qualsiasi alleanza di trattato o Confederazione con una potenza straniera). L'ICLEI è l'attore più vulnerabile, perchè porta il globalismo nella vostra Comunità. Lo sforzo per Dare un calcio all'ICLEI viene monitorato da Freedom Advocates.org.

Lo spopolamento

Mentre regolamenti opprimenti attaccano la produzione di energia, i trasporti e l'uso del suolo e della proprietà, l'obiettivo finale dell'Agenda 21 dell'ONU è lo spopolamento. La relazione sulla Valutazione della Biodiversità Globale delle Nazioni Unite dice a pagina 773 che solo 1 miliardo di persone è "sostenibile" in un mondo industrializzato; di conseguenza, una riduzione dell'85% della popolazione è necessaria per mantenere la "sostenibilità".

Oltre ad energia e trasporto come bersagli per la distruzione, anche le aziende agricole indipendenti sono sotto l'attacco "sostenibile", sempre in nome della lotta al riscaldamento globale.

Leggende sulla sovrappopolazione

La sovrappopolazione è un'altra enorme bugia che l'ONU ci ha imposto. I loro stessi documenti rivelano che la popolazione raggiungerà i 9 miliardi di persone entro il 2050 E si stabilizzerà nel 2300.

Cibo e acqua vengono usate come armi. Un esempio è la penuria d'acqua creata dal Congresso della California. Il governo federale, al quale viene assegnato il 48% di acqua erogabile nello Stato,  ha ridotto drasticamente l'acqua dovuta per contratto agli agricoltori; la California produce il 50% di frutta, verdura e noci in America. Successivamente, si è scoperto che elevati livelli di ammonio, proveniente dal trattamento parziale delle acque reflue scaricate nel Delta, erano la causa primaria della morìa di pesci. Nonostante le nevicate record in California, il governo federale sta ancora limitando l'acqua agli agricoltori. A causa della mancanza di serbatoi, gran parte dell'acqua in eccesso è stata versata nel Pacifico.

Le riserve di grano che potrebbero stabilizzare i prezzi dei prodotti alimentari sono state manipolate per indurre penuria.

Pertanto, la penuria provocata intenzionalmente dal governo e la pianificazione della cattiva gestione dell'élite, sono il vero problema.

La maggior parte delle persone non sono consapevoli che solo il 5% dell'America è considerata sviluppata (con edifici e strade), secondo gli stessi documenti del governo. L'America è ricca di risorse, e non non c'è alcuna scusa per la scarsità di cibo.

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La legge sulle specie a rischio di estinzione

Poichè la favola del riscaldamento globale è stata dissipata dalla consapevolezza delle persone, l'ONU ha attirato la loro attenzione sulle specie a rischio di estinzione. La legge sulle specie a rischio di estinzione è un altro programma delle Nazioni Unite, basato su 5 trattati internazionali, con gli stessi obiettivi, come la truffa del riscaldamento globale, anche se le due questioni sono separate. C'è abbondanza di inganno e di  frode in questo schema delle Nazioni Unite, le questioni sulla bio-diversità sono state progettate come la nuova crisi globale  che esige "soluzioni globali".

Conclusione

La fiaba del riscaldamento globale viene usata ora ed è  sempre è stata usata come uno strumento per introdurre politiche distruttive. Pertanto, qualsiasi individuo, organizzazione, governo o qualsiasi altra entità che ritiene di biossido di carbonio inquinante e nocivo, è gravemente disinformato o è in combutta con la struttura di potere che sta perseguendo lo spopolamento ed è, in definitiva, indegno di fiducia.

Soluzioni

I governi locali hanno un potere territoriale che spesso sostituisce il controllo federale e statale; i governi locali devono cedere volontariamente il loro potere ai regimi dell'Agenda 21. Michael Shaw di FreedomAdvocates.org promuove l'azione locale, attraverso la formazione di funzionari eletti, con il Manuale sull'ICLEI e la legislazione Dai un calcio all'ICLEI come un importante passo verso la protezione della libertà e dei diritti individuali.

Scritto da Cassandra Anderson.

Fonte: MorphCity  11 Febbraio 2011
Traduzione: Dakota Jones

Mia nota personale:Quello che mi lascia perplessa, ogni volta, è il fatto che tutti quelli che scrivono sui piani di spopolamento dell'ONU, fanno riferimento ai dati delle stesse Nazioni Unite, secondo i quali la popolazione comincerà a diminuire dal 2050, quindi, i motivi per le operazioni di spopolamento sarebbero pretestuosi. Ritengo che, in un'affermazione del tipo "non c'è bisogno di spopolamento perchè la popolazione è già sotto controllo, secondo le Nazioni Unite" si ometta una premessa importante e cioè che le operazioni per lo spopolamento (gentilmente definito controllo della popolazione) vengono portate avanti dalle stesse Nazioni Unite, già da decenni. Quindi, non so quale importanza possano avere quei dati, ai fini della dimostrazione di una tesi.

giovedì 27 gennaio 2011

La povertà globale, rivolte per il cibo, e la crisi economica

Estratto da: "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo"

di Michel Chossudovsky
Global Research

food riots Mentre il governo della Tunisia è crollato sotto le proteste dei cittadini, in parte spinti dal drastico aumento dei prezzi alimentari, con le proteste che si diffondono in altri paesi della regione e nel mondo, questo estratto dalla pubblicazione più recente di Global Research, "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo",  fornisce una panoramica sullo sfondo della crisi attuale:

I proiettili apparentemente innocui del "libero mercato" stanno uccidendo i nostri figli. L'atto di uccidere è orchestrato in maniera indipendente attraverso il commercio computerizzato sulle borse merci di New York e Chicago, dove vengono decisi i prezzi globali di riso, grano e mais.

Persone di diversi paesi si stanno impoverendo simultaneamente a causa di un meccanismo di mercato globale. Un piccolo numero di istituzioni finanziarie e società globali che hanno la capacità di determinare i prezzi dei prodotti alimentari essenziali  quotati in borse merci, pregiudicando con questo il tenore di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

L'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari è in gran parte il risultato della manipolazione del mercato. Esso è  in gran parte attribuibile agli scambi speculativi sui mercati delle materie prime. I prezzi del grano sono aumentati artificialmente a causa di operazioni speculative su larga scala sulle borse merci di New York e Chicago.

Lo scoppio della carestia

I proiettili apparentemente innocui del "libero mercato" stanno uccidendo i nostri figli. L'atto di uccidere è orchestrato in maniera indipendente attraverso il commercio computerizzato sulle borse merci di New York e Chicago, dove vengono decisi i prezzi globali di riso, grano e mais.

Persone di diversi paesi si stanno impoverendo simultaneamente a causa di un meccanismo di mercato globale. Un piccolo numero di istituzioni finanziarie e società globali che hanno la capacità di determinare i prezzi dei prodotti alimentari essenziali  quotate in borse merci, pregiudicherebbero il tenore di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Questo processo di impoverimento globale ha raggiunto un importante punto di svolta, che ha determinato la comparsa simultanea di carestie in tutte le principali regioni del mondo in via di sviluppo.

La fame è il risultato di un processo di  ristrutturazione dell'economia globale del  "libero mercato" che ha le sue radici nella crisi del debito dei primi anni ottanta. Non è un fenomeno recente, associato alla crisi economica del 2008-2009, come suggerito da molti analisti occidentali.

La povertà e la denutrizione cronica sono condizioni preesistenti. Le escursioni drammatiche dei prezzi alimentari e del carburante che hanno preceduto il crash finanziario 2008-2009, hanno contribuito ad inasprire e aggravare la crisi alimentare. Questi aumenti dei prezzi, che hanno raggiunto il picco nel luglio 2008, hanno colpito il mercato dei prodotti alimentari essenziali, compresi i prezzi al dettaglio nazionali, in tutte le regioni del mondo.

I movimenti di protesta contro l'aumento dei prezzi di cibo e benzina sono scoppiati simultaneamente in diverse regioni del mondo. Le condizioni sono particolarmente critiche ad Haiti, in Nicaragua, Guatemala, India e Bangladesh:

I prezzi dei prodotti alimentari ad Haiti sono saliti mediamente del 40 per cento in meno di un anno, insieme al costo degli alimenti di base come il raddoppio di riso... In Bangladesh [a fine aprile 2008] circa 20 000 operai tessili  sono scesi nelle strade per denunciare l'impennata dei prezzi alimentari e per chiedere l'aumento dei salari. Il prezzo del riso nel paese è raddoppiato negli ultimi anni [2007-2008], minacciando i lavoratori, che guadagnano uno stipendio mensile di soli 25 dollari, con la fame. In Egitto, proteste da parte dei lavoratori a causa dei prezzi alimentari ha scosso il centro tessile di Mahalla al-Kobra, a Nord del Cairo [aprile 2008], con due persone colpite a morte dalle forze di sicurezza. Centinaia sono stati arrestati, e il governo ha inviato la polizia in borghese nelle fabbriche per costringere gli operai a lavorare. I prezzi dei prodotti alimentari in Egitto sono aumentati del 40 per cento l'anno scorso... [2007-2008] All'inizio di questo mese [aprile 2008] in Costa d'Avorio, migliaia hanno marciato verso la casa del Presidente Laurent Gbagbo, scandendo le frasi "Siamo affamati" e "la vita è troppo costosa, ci sta uccidendo"

Scontri, scioperi e manifestazioni simili hanno avuto luogo in Bolivia, Perù, Messico, Indonesia, Filippine, Pakistan, Uzbekistan, Thailandia, Yemen, Etiopia e in gran parte dell'Africa subsahariana.[1]

L'aumento vertiginoso dei prezzi di cibo e carburante  in Somalia nel 2008 hanno contribuito a precipitare un intero paese in una situazione di inedia, insieme a gravi carenze di acqua. Una situazione simile e altrettanto grave è diffusa in Etiopia. Ma ora con gli aumenti vertiginosi dei costi alimentari fuori controllo  e con il bestiame che serve alla gente per vivere che cade morto nella sabbia, gli abitanti dei villaggi in questo  paesaggio devastato dal sole dicono che centinaia di persone stanno morendo di fame e di sete:

Molti somali stanno cercando di scongiurare la fame con un magro impasto di farina ottenuta da rami di alberi spinosi ridotti in poltiglia e chiamato jerrin. Alcuni anziani del villaggio, hanno detto che i loro figli masticavano le loro labbra e lingue perché non avevano cibo. Il tempo è stato spietato – giorni intensamente caldi, seguiti da notti crudelmente chiare.[2]

Si tratta di una catastrofe in fieri; abbiamo il tempo di agire prima che diventi una realtà. Il costo del cibo [in Somalia e nella regione di Afar dell'Etiopia] è aumentato fino al 500% in alcuni luoghi... Le persone stanno diventando sempre più disperate... Temiamo che il peggio debba ancora venire, mentre la crisi si deteriora in tutta l'Africa orientale.[3]
Altri paesi che sono stati colpiti dall'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari nel 2007-2008 inclusi Indonesia, Filippine, Liberia, Egitto, Sudan, Mozambico, Zimbabwe, Kenya ed Eritrea, una lunga lista di paesi impoveriti, per non parlare di quelli sotto l'occupazione militare straniera, tra cui Afghanistan, Iraq e Palestina.

Mentre il prezzo dei prodotti alimentari è nettamente diminuito sulla scia della crisi finanziaria 2008, i meccanismi di manipolazione dei prezzi dei beni essenziali mondiali da parte di potenti interessi corporativi e speculatori istituzionali sono rimasti praticamente intatti. Non può essere esclusa una nuova ondata di commercio speculativo sugli alimenti essenziali e sul carburante.

Cibo, carburante e acqua: un requisito indispensabile per la sopravvivenza umana

La fornitura di cibo, carburante e acqua è una condizione essenziale per la sopravvivenza della specie umana. Essi costituiscono le basi economiche e ambientali per lo sviluppo della società civile. Negli ultimi anni, hanno preceduto e condotto al tracollo finanziario 2008-2009, i prezzi dei beni essenziali, compreso riso, mais e grano, benzina e acqua, aumentati drammaticamente a livello globale con devastanti conseguenze economiche e sociali.

Senza precedenti nella storia dell'umanità, questi beni essenziali o merci, che, in senso reale, determinano la riproduzione della vita economica e sociale sul pianeta terra, sono sotto il controllo di un piccolo numero di corporazzioni globali e  istituzioni finanziarie. Il destino di milioni di esseri umani è gestito a porte chiuse nelle sale delle riunioni del consiglio di ammistrazione delle corporazioni come parte di un profitto che guida l'agenda.

Governo e organizzazioni intergovernative sono complici di questi sviluppi. Le politiche economiche e finanziarie dello stato sono controllate da interessi corporativi privati. Il commercio speculativo non è oggetto di politiche di regolamentazione, e in realtà è vero il contrario: la struttura del commercio speculativo negli scambi delle merci è protetta dallo stato. Inoltre, la fornitura di cibo, acqua e carburante non sono più oggetto di regolamenti governativi o intergovernativi o di interventi al fine di alleviare la povertà o prevenire l'insorgenza delle carestie.

In gran parte offuscate da rapporti ufficiali e dai media, sia "la crisi alimentare" che la "crisi petrolifera" sono il risultato della manipolazione speculativa dei valori di mercato da parte di potenti attori economici. E poiché questi potenti attori economici che operano attraverso un "invisibile" meccanismo di mercato apparentemente neutro, i devastanti impatti sociali di  architettate impennate nei prezzi di cibo, carburante e acqua vengono liquidate come il risultato del rapporto domanda offerta.

Non ci troviamo con distinte e separate "crisi" di cibo, carburante e acqua, ma con un processo globale di ristrutturazione economica e sociale. La drammatica impennata dei prezzi di questi tre prodotti essenziali non sono casuali. Tutte e tre le variabili, tra cui i prezzi dei prodotti alimentari essenziali, dell'acqua per la produzione e il consumo  e del  carburante, sono oggetto di un processo di manipolazione del mercato deliberato e simultaneo.

Al cuore della crisi alimentare 2005-2008 c'era l'aumento del prezzo dei prodotti alimentari essenziali, insieme ad un drastico aumento del prezzo del carburante. Contemporaneamente, il prezzo dell'acqua, che è un dato essenziale nella produzione agricola e industriale, infrastrutture sociali, servizi igienici pubblici e consumi delle famiglie, è aumentato bruscamente a causa di un movimento mondiale verso la privatizzazione delle risorse idriche. Ci stiamo occupando di un grande sconvolgimento economico e sociale e di una crisi globale senza precedenti, caratterizzata dal rapporto triangolare tra acqua, cibo e carburante – tre variabili fondamentali che insieme influenzano la sopravvivenza umana.

In termini molto concreti, questi aumenti dei prezzi impoveriscono e distruggono la vita delle persone. Inoltre, il crollo del tenore di vita in tutto il mondo si sta verificando in tempo di guerra. Esso è intimamente legato all'agenda militare. Le guerre in Medio Oriente e Asia centrale hanno una relazione diretta con il controllo sulle riserve di petrolio e acqua. Mentre l'acqua non è attualmente una delle materie prime sul mercato internazionale, allo stesso modo dei beni fondamentali petrolio e alimenti, è anche oggetto di manipolazione del mercato attraverso la privatizzazione dell'acqua. L'acqua è una risorsa naturale che è privatizzata e venduta. La tendenza è verso la mercificazione dell'acqua.

Sia lo stato che l'insieme delle organizzazioni internazionali – spesso definito come la "comunità internazionale" – serve gli interessi sfrenati del capitalismo globale. I principali organismi intergovernativi, comprese le Nazioni Unite, le istituzioni di Bretton Woods e l'organizzazione mondiale del commercio (OMC), hanno approvato il nuovo ordine mondiale, a nome del loro sponsor. I governi dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo hanno abbandonato il loro ruolo storico di regolamentare le principali variabili economiche, nonché garantire un minimo di sussistenza alla loro gente.

La speculativa impennata dei prezzi del grano

I media con superficialità hanno tratto in inganno l'opinione pubblica sulle cause degli aumenti dei prezzi del 2005-2008, concetrandosi quasi esclusivamente sulle questioni dei costi di produzione, del clima e di altri fattori che comportano forniture ridotte e che potrebbero contribuire a incrementare il prezzo dei prodotti alimentari essenziali. Mentre questi fattori possono anche entrare in gioco, hanno una rilevanza limitata nella giustificazione dell'impressionante e drammatica impennata dei prezzi.

Gli aumenti vertiginosi dei prezzi alimentari sono in gran parte il risultato della manipolazione del mercato. Essi sono in gran parte attribuibili agli scambi speculativi sui mercati delle materie prime. I prezzi del grano sono aumentati artificialmente a causa di operazioni speculative su larga scala sulle borse merci di New York e Chicago. Vale la pena notare che, nel 2007, il Chicago Board of Trade (CBOT), si fuse con il Chicago Mercantile Exchange (CME), formando la più grande entità mondiale per il commercio delle materie prime, insieme ad  una vasta gamma di strumenti speculativi (opzioni, opzioni su futures, indice dei fondi, ecc.).

Il commercio speculativo di frumento, riso o mais può avvenire senza la presenza di transazioni reali delle materie prime. Le istituzioni che speculano sul mercato dei cereali non sono necessariamente coinvolte in un'effettiva vendita o consegna di grano. Le transazioni possono utilizzare l'indice dei fondi delle materie prime che sono scommesse sul rialzo o  ribasso dei prezzi delle materie prime. Una "put option" è una scommessa che il prezzo si abbasserà, una "call option" è una scommessa che il prezzo salirà. Attraverso la manipolazione concordata, gli operatori istituzionali e le istituzioni finanziarie fanno salire il prezzo  e poi piazzano le loro scommesse su un movimento al rialzo del prezzo di un prodotto particolare.

La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità risultante incoraggia ulteriori attività speculative. Si fanno profitti quando il prezzo sale. Al contrario, se lo speculatore vende allo scoperto sul mercato, farà profitti quando crolla il prezzo.

Il resto del capitolo tratto sopra è contenuto nel libro "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo" Clicca qui per i dettagli.

Note

1. Bill Van Auken, "Mentre cresce la crisi alimentare, i governi temono la Rivolta degli affamati", Global Research, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8846, 30 aprile 2008.

2. Jeffrey Gettleman, "Incombe la carestia mentre le guerre lacerano il Corno d'Africa", New York Times, http://www.nytimes.com/2008/05/17/world/africa/17somalia.html, 17 mag 2008.

3. Rob McNeil di Oxfam, citato in Barry Mason, "Carestia in Africa orientale: minaccia di catastrofe come l'aumento dei prezzi alimentari", World Socialist Website, http://www.wsws.org/articles/2008/aug2008/east-a06.shtml, 6 ago 2008.

Fonte: Global Research 25 Gennaio 2011
Traduzione: Dakota Jones