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venerdì 26 ottobre 2012

La nostra salute non si cede!

di Monia Benini
Teste Libere

Il Parlamento Europeo ha approvato un testo che consente anche ad aziende farmaceutiche ben precise di penetrare in maniera ancora più dirompente nei mercati dei paesi membri. Fra queste c'è anche una multinazionale gigantesca, che si è accaparrata ad esempio la fornitura dei generici in molti ospedali greci. Ma si tratta di un'azienda che ha prodotto studi contraffatti sull'efficacia dei farmaci, ha cure la cui inefficacia è stata dimostrata, ha medicinali contaminati con tossine, ecc... Questo è solo un esempio di come la politica si pieghi alle esigenze delle multinazionali del farmaco e di come la nostra salute sia offerta su un vassoio d'argento agli artigli di speculatori.

Fonte: Teste Libere 25 Ottobre 2012

lunedì 25 giugno 2012

Il pericolo dei derivati. Alla fine ci sono arrivati

Questo blog si è occupato più volte di una possibile crisi dei derivati che avrebbe conseguenze devastanti sull’economia mondiale (leggi quì e quì….e in altri punti del blog). Finalmente, inizia ad occuparsene anche qualche giornale mainstream, come risulta dall’articolo di Contropiano che segue

I quattro dell’apocalisse europea ci prendono per i fondelli, tentando di farci credere che sono sulla strada giusta (si, forse tra 20 anni, quando saremo tutti morti), che si potrebbe fare questo e quello, che “solo un’altra manovrina per evitare l’aumento dell’IVA” e avremo fatto un altro passo avanti, e via cianciando e perdendo tempo. Intanto ci stanno impoverendo sempre più mentre loro non perdono mai un euro, anzi. Stanno distruggendo il futuro dei nostri figli

Se scoppiasse la bolla dei derivati, dove dovrebbero nascondersi, questi “signori”? Lo sanno tutti che le bolle sono fatte per scoppiare, quando si gonfiano a dismisura. Tutti, tranne i “professori”

Il Sole 24 Ore titola: «Le banche tornano a speculare sui derivati».
Di fronte a tanto “candore” possiamo solo dire: Egregi signori, le banche, a dire il vero, non hanno mai smesso di speculare
(I Lupi)

Banche e derivati. Il "botto" è vicino
di  Claudio Conti
Contropiano

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Un allarme tardivo, ma realistico. E completa assenza di indicazioni su cosa fare per “impedire” il ripetersi di un film già visto.

Banche e derivati sono la stessa cosa: i secondi sono “prodotti” dalle prime, non esistono per loro conto.

Fin dall'inizio è apparso chiaro che tutti i discorsi sulla “riforma delle regole del sistema finanziario internazionale” non sarebbe approdata a nulla.

Troppi “decisori” (sia dei maggiori stati che dell più importanti istituzioni economiche globali) sono incatenati – personalmente e strutturalmente – agli istituti di credito, ai fondi di investimento, ecc. Il governo degli Stati uniti, Obama a parte, ne è un esempio clamoroso da oltre un trentennio. Gente che esce dalla finanza o dalle grandi multinazionali per fare il ministro e poi torna a fare la finanza o l'impresa. Gli si può forse chiedere di rinunciare a una carriera futura o di bastonare i propri recenti ex colleghi di lavoro?

domenica 29 aprile 2012

Il più grande imprenditore italiano attacca le banche e ne denuncia la speculazione.

di Sergio Di Cori Modigliani

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E’ il nostro fiore all’occhiello.

E’ forse l’unica grande azienda italiana, leader planetario nel suo specifico settore merceologico, ad essere virtuosa, solida, in espansione. Presente in 132 nazioni, ha 75.560 dipendenti, di cui 62.000 addetti che producono nel territorio della repubblica italiana. Non ha neppure un cassintegrato e non ne prevede. Il suo titolo quotato in borsa, soltanto nel 2012, è schizzato in avanti del 32%: unico titolo in positivo. Il suo fatturato si aggira intorno ai 7 miliardi di euro, superiore di un +13,1% rispetto all’anno precedente.

L’azienda è nata nel 1961, ad Agordo, in provincia di Belluno, dentro un garage.

La storia di questa fabbrica e del suo ideatore e fondatore è studiata oggi nel corso di management industriale all’università di Harvard come esempio pratico e vincente “del miracolo economico italiano che coniuga impresa, creatività, rischio, con una ricerca accurata del design, del gusto e del dettaglio che nasce dall’applicazione della tradizione artigiana locale”.

venerdì 27 aprile 2012

Svolta nella 'guerra del debito': crollerà la trama speculativa?

Wall Street Italia
di Lidia Undiemi

Non è di eurobonds o di spread che ha bisogno l’Europa, occorrono scelte politiche mirate a proteggere l’economia reale e lo Stato sociale dall’aggressione finanziaria. Gli imprenditori non si suicidano per l’art. 18, decidono di farla finita perché la politica pretende che essi rimborsino allo Stato, con tasse insostenibili, un debito creato dagli speculatori e dai politici corrotti che hanno fatto scempio di risorse pubbliche. Opinione di Lidia Undiemi

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Occorre attuare una politica legislativa volta a far pagare il conto a coloro che lo hanno generato, i poteri forti.

Lidia Undiemi è l'economista di Wall Street Italia. E' in prima linea con WSI nella battaglia contro l'ESM e il Fiscal Compact.

"L’intera Europa, non solo l’area euro, è destinata a un decennio di bassa crescita", sostiene Carlo Bastasin in un articolo pubblicato in prima pagina su Il Sole 24 ore.

Se la politica continua a proteggere la finanza con l’austerity non c’è alcun dubbio che le cose vadano esattamente in questa direzione. E non c’è da stupirsi che basti il rischio di non entrata in vigore del Fiscal Compact per mettere in crisi i mercati finanziari, visto che l’unica concreta forma di integrazione economica europea è quella del debito pubblico e della finanza, un gioco ad "effetto domino" che fa tremare le tasche degli speculatori.

domenica 22 aprile 2012

Chi specula sull'Italia? Bankamerica e Morgan Stanley guadagnano con i derivati di BTp e Bonos

Contro la Crisi

morgan-stanleyRidurre l'esposizione verso i Paesi periferici europei. Vendere i titoli del debito pubblico di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda è stata la missione delle principali banche americane sui mercati europei negli ultimi mesi. È quanto sta emergendo dai bilanci del primo trimestre dei colossi bancari statunitensi che stanno alzando il velo sulla loro operatività nei mesi più difficili per l'Europa quando persino l'esistenza dell'euro veniva messa in discussione.

Dal bilancio trimestrale di Morgan Stanley, ad esempio, emerge che nei primi tre mesi del 2012 l'istituto americano ha ridotto del 21% la sua esposizione verso i Paesi europei più indebitati portandola a 2,4 miliardi di dollari da 3,06 miliardi di gennaio, con una riduzione di 618 milioni di dollari. Una posizione che si è andata accentuando con il passare delle settimane dal momento che a fine dicembre l'esposizione netta verso i Paesi a rischio debito sovrano era di 6,44 miliardi di dollari di cui 4,9 miliardi di dollari soltanto verso l'Italia.

venerdì 20 aprile 2012

Che ci fanno, le banche “troppo grandi per fallire” con tutti quei soldi?

Non dite che non vi avevamo avvertito o che noi siamo solo dei maledetti complottisti. Tutti si sono accorti che, in questi ultimi anni, si è intensificato il trasferimento della ricchezza, dalla gente comune alle grandi banche, tramite esattori iperliberisti che ci stanno depredando di ogni cosa.

Questi esattori usano lo stesso metodo delle grandi banche: minacciano catastrofi per ottenere quello che vogliono. La realtà è che quelle banche, con tutti quei soldi, stanno affamando il mondo, soprattutto la parte più povera.

A proposito, se doveste incontrare un sostenitore di Goldman Sachs e compagni, avvertitelo; non vorremmo che, hai visto mai, ci rimanesse male.(ilupidieinstein)

Le banche troppo grandi per fallire sono ora più grandi e più potenti che mai

The Economic Collapse

wall-street

I democratici, i repubblicani e in particolare Barack Obama hanno promesso che sarebbe stato fatto qualcosa per le banche troppo grandi per fallire, in modo che non avrebbbero mai più minacciato di distruggere il nostro sistema finanziario. Ebbene, tali promesse non sono state mantenute e le banche troppo grandi per fallire ora sono di gran lunga più grandi e più potenti che mai. Il patrimonio delle cinque più grandi banche degli Stati Uniti ammontava a circa il 43 per cento del Pil degli Stati Uniti prima della crisi finanziaria. Oggi, le attività delle cinque maggiori banche americane sono equivalenti a circa il 56 per cento del PIL statunitense. Quindi, se le banche erano "troppo grandi per fallire" prima,  cosa sono adesso? Esse continuano velocemente a divorare le banche più piccole, e continuano ad accumulare  debito e investimenti rischiosi, come se il giorno della resa dei conti non dovesse mai arrivare. Ma, naturalmente, il giorno della resa dei conti si avvicina, e quando arriverà loro si aspetteranno altri salvataggi, proprio come è accaduto l'ultima volta.

La dimensione di queste istituzioni finanziarie monolitiche è davvero difficile da comprendere. Esse dominano completamente il nostro sistema finanziario e, ovunque si guardi, stanno assorbendo costantemente più ricchezza e più potere. Il seguente estratto viene da un recente articolo di Bloomberg ....

mercoledì 11 aprile 2012

Speculano sulla fame, l’Onu: tagliamo i viveri alla finanza

Libre

Un mercato poverissimo, pieno di prodotti d’importazione: non in Norvegia, ma in Senegal, nel cuore verde dell’Africa. Un sacco da 50 chili di riso importato costa 14.000 franchi Cfa, la moneta delle ex colonie francesi. «Di colpo, la zuppa della sera è sempre più liquida», scrive il grande antropologo svizzero Jean Ziegler: «Solo pochi chicchi sono autorizzati a galleggiare nell’acqua della pentola: presso i mercanti, le donne acquistano ormai riso al bicchiere». E’ il risultato della finanziarizzazione delle derrate alimentali: la speculazione globalizzata sta affamando anche i paesi africani meno poveri. Miliardi di tonellate in pochissime mani, che si palleggiano i prodotti facendoli rincarare. Così tutto aumenta ogni giorno, accusano le donne africane intervistate da Ziegler per un reportage apparso su “Le Monde Diplomatique” e ripreso da “Micromega”. L’Onu dispone aiuti alimentari, ma il problema è un altro: sottrarre al sistema speculativo le materie prime agricole.

«È così che, lentamente, la finanza affama le popolazioni, senza che queste ultime comprendano sempre i meccanismi su cui si fonda la speculazione». Heiner-FlassbeckUn dispositivo perverso, perché lo scambio dei prodotti agricoli non funziona come gli altri: su questo mercato, si consuma più di quanto si venda. Così, stima l’economista Olivier Pastré, il commercio internazionale di cereali rappresenta poco più del 10 % della produzione, comprendendo tutte le colture, fino al riso (7 %). Secondo Pastré, «uno spostamento minimo della produzione mondiale in un senso o nell’altro potrebbe fare tremare il mercato». Davanti alla crescente domanda, l’offerta (la produzione) si scopre non soltanto frammentata, ma estremamente sensibile alle variazioni climatiche: siccità, grandi incendi, inondazioni. Per questo, all’inizio del XX secolo, a Chicago, apparvero i prodotti finanziari derivati, per permettere agli agricoltori del Midwest di vendere la loro produzione ad un prezzo fissato in anticipo: contadini garantiti in partenza in caso di crollo dei prezzi al momento del raccolto, e investitori pronti a incassare profitti in caso di impennata. Ma, all’inizio degli anni ’90, questi prodotti a vocazione prudenziale si sono trasformati in prodotti speculativi.

venerdì 30 marzo 2012

Dietro l'aumento del prezzo del petrolio: "picco" o speculazione finanziaria?

di F. William Engdahl
Fonte:
geopolitica-rivista

oil_speculating_worth_the_p_10c091.7sckvzd25kw0g8wsccw0sggok.brydu4hw7fso0k00sowcc8ko4.th

Mentre la caduta nella domanda di petrolio e l’aumento della produzione dovrebbero abbassare i prezzi, il carburante non è mai stato tanto costoso. Engdahl non ritiene soddisfacenti le spiegazioni che chiamano in causa il timore d’interventi militari e la teoria del picco del petrolio. Punta invece il dito contro la speculazione e la manipolazione delle banche di Wall Street, in collusione con l’Agenzia Governativa che dovrebbe regolare le loro attività, ma il cui presidente – un “ex” azionista della Goldman Sachs – dorme opportunamente sugli allori.

Già dall’ottobre dello scorso anno, il prezzo del greggio sui mercati dei futures è esploso. Vengono fornite diverse spiegazioni. La più comune è che i mercati finanziari riterrebbero imminente una guerra tra Israele e Iran o USA e Iran, o USA e Israele contro l’Iran. Un’altra spiegazione vuole che il prezzo stia inevitabilmente salendo perché il mondo avrebbe superato il cosiddetto “Picco del Petrolio”- il punto sull’immaginaria Curva Gaussiana, in cui metà di tutte le riserve di petrolio conosciute sono state esaurite ed il petrolio rimanente andrà diminuendo ad un ritmo crescente, portando ad un conseguente aumento di prezzo.

Sia le spiegazioni legate al pericolo di una guerra sia quelle sul picco del petrolio sono sbagliate. Come nella corsa agli aumenti astronomici dell’estate del 2008, quando il petrolio nei mercati futures raggiunse in poco tempo i $147 a barile, il petrolio è oggi in aumento a causa della pressione speculativa sui futures degli hedge funds e delle maggiori banche come Citigroup, JP Morgan Chase e la più importante, Goldman Sachs, la banca onnipresente quando si tratta di guadagnare grandi somme con pochi sforzi, scommettendo su cavalli sicuri vincitori. Queste compagnie stanno ottenendo un generoso aiuto dall’agenzia governativa statunitense che si occupa di regolare i derivati finanziari, la Commodity Futures Trading Corporation (CFTC).

mercoledì 28 marzo 2012

La truffa della benzina

informarexresistere 

Come lo stato e le multinazionali del petrolio speculano sul prezzo della benzina.

informarexresistere 23 Gennaio 2012

sabato 10 marzo 2012

Agenzie di “rating”: il monopolio delle “tre sorelle” USA

Rivista.Indipendenza

ratingLa notizia è di poche ore fa. L’Italia potrebbe tornare nella categoria A dei “rating” di Standard & Poor’s. Quest’agenzia di “rating” (“valutazione”) statunitense precisa che dipenderà dal buon esito (o meno) delle riforme attualmente in atto del governo euroatlantico guidato da Monti. Quello delle agenzie di “rating” è uno dei canali in cui fattivamente si esplicano l’ingerenza sfacciata, il fattivo direzionamento, la complessiva dipendenza politica, quindi economica e finanziaria, che subisce e soffre (anche) il nostro paese.

I declassamenti e le promozioni di dette agenzie risultano infatti funzionali ad una prospettiva strategica di dominio, non riducibile a motivazioni esclusive di interesse speculativo.

Le agenzie di rating, nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, analizzano la solidità finanziaria di soggetti quali Stati, Enti territoriali e pubblici, imprese, banche, assicurazioni. Le principali agenzie sono tutte statunitensi: Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Il rating, che valuta l’entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale quello di tasso o di cambio, ecc. La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica, che va da un valore massimo ad uno minimo.

domenica 29 gennaio 2012

La Grecia e noi: dalla speculazione finanziaria al protettorato atlantico

Appello al popolo 
Rivista.Indipendenza

financial crisisCirca due anni fa (maggio/giugno 2010) pubblicammo sulla rivista cartacea "Indipendenza" lo scritto che segue. Ci sembra utile riproporlo ai lettori di "Appello al Popolo" per la sua attualità e la necessità di non perdere di vista i termini (cause e finalità) essenziali della situazione di fase che stiamo vivendo e che riteniamo sia appena agli inizi.

*** 
LA GRECIA E NOI: DALLA SPECULAZIONE FINANZIARIA AL PROTETTORATO ATLANTICO

– i “come” e i “perché” di una crisi indotta –

«Le premesse di una lunga stabilità ora ci sono, diamo il benvenuto alla nuova moneta, un'idea straordinaria divenuta realtà». Così Romano Prodi, ex consulente della banca d'affari USA Goldman Sachs e presidente della Commissione Europea, alla presentazione della moneta unica europea con Berlusconi e Ciampi (26 novembre 2001). L'euro è stato per anni e anni propagandato e foraggiato dagli amerikani Prodi, Amato, Ciampi e D'Alema non solo come l'ingresso in un meraviglioso e splendente altro mondo possibile, ma anche come alternativa al possibile “default” (insolvenza). Per l'Italia, sotto attacco nel 1992 delle speculazioni di Soros & Co. –una significativa analogia con la tragedia greca odierna?–, l'appartenenza all'Eurozona avrebbe rappresentato il paracadute dal “rischio crack all'Argentina”, paventato come il peggiore dei disastri. Di qui manovre “lacrime e sangue”, tagli alla spesa, inasprimenti fiscali, ed ancora sacrifici, rigore ed austerità in nome del rispetto dei parametri europei di Maastricht, vero e proprio cappio al collo per qualsiasi velleità di politica economica autonoma: il tutto per “proteggere” lo Stato dal rischio insolvenza, e questo attraverso l'integrazione in un'economia più forte che avrebbe, secondo le promesse degli euroimbonitori, addirittura insidiato il predominio globale degli Stati Uniti.

sabato 21 gennaio 2012

L'Elite globale nasconde 18 trilioni di dollari in banche offshore

The Economic Collapse

Nei giorni scorsi, il fatto che Mitt Romney ha milioni di dollari parcheggiati nelle Isole Cayman, ha fatto notizia in tutto il mondo. Ma quando si tratta di banche off-shore, quello che Mitt Romney sta facendo è insignificante. La verità è che l'elite globale nasconte una quantità quasi incredibile di denaro nelle banche offshore. Secondo una scioccante ricerca fatta dal Fondo monetario internazionale, l'elite globale possiede un totale di 18.000 miliardi di dollari nelle banche offshore. E questa cifra non tiene conto neppure dei soldi che hanno in Svizzera.

Questa è una quantità impressionante di denaro. Tenete presente che il PIL degli Stati Uniti nel 2010 era solo di 14.580 miliardi di dollari. Allora perché l'elite mondiale si da tanto da fare a nascondere i soldi nelle banche offshore? Beh, ci sono due ragioni principali. Una è la privacy e l'altra è la bassa imposizione fiscale. La privacy è un grosso problema per quelli che sono coinvolti in imprese illegali come il traffico di droga, ma il  motivo principale per cui le persone spostano i soldi nelle banche offshore è per evitare le tasse. Alcuni conti bancari vengono aperti in nazioni straniere per minimizzare legalmente le tasse ed altri conti bancari vengono aperti in nazioni straniere, per evitare illegalmente le tasse. Restereste assolutamente stupiti di quello che alcune grandi corporazioni e individui ricchi fanno, per evitare di pagare le tasse. Purtroppo, la maggior parte del resto di noi non ha le risorse o le conoscenze per fare questi giochi, così veniamo tassati fino all’estremo.

martedì 10 gennaio 2012

“Gli speculatori dovrebbero essere giudicati per crimini contro l’umanità”

Voci dalla Strada

“Gli speculatori che hanno portato alla rovina le economie occidentali per lucro e avidità folle, dovrebbero essere trascinati davanti ad un tribunale di Norimberga per crimini contro l’umanità”, è la considerazione di J. Ziegler.
 
hungryI mercati finanziari e gli speculatori hanno una parte importante di responsabilità nella morte di 36 milioni di persone ogni anno a causa della malnutrizione, valuta Jean Ziegler, vice-presidente del comitato consultivo del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ed ex relatore speciale dell’ONU per il diritto al cibo.

Di Frederik Verbeke e Jean Ziegler
Mondialisation

Ogni cinque secondi un bambino al di sotto dei 10 anni muore di fame, mentre altre decine di milioni soffrono la malnutrizione e le sue terribili conseguenze fisiche e psicologiche. Eppure l’agricoltura mondiale di oggi sarebbe in grado di nutrire quasi il doppio della popolazione mondiale, osserva Jean Ziegler. Tuttavia, la speculazione e il dominio delle multinazionali sulle materie prime creano una carenza.

domenica 16 ottobre 2011

L'Europa deve combattere contro gli attacchi speculativi anglo-americani-Le cose da Fare e le cose da Non Fare

Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati ​​verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari. Non si tratta qui del normale funzionamento dei mercati; abbiamo a che fare con tutti i mezzi di guerra economica.

Global Research
Dr. Webster G. Tarpley

L'attacco speculativo di Wall Street e delle banche ed hedge fund della City di Londra contro i paesi europei, le banche europee, e l'euro,  sta gradualmente crescendo. L'attuale crisi europea non deriva principalmente dai fondamentali economici, ma rappresenta piuttosto un assalto cinicamente programmato condotto dai finanzieri anglo-americani, la cui filosofia è il tradizionale Beggar My Neighbor. L'obiettivo è quello di spostare l'epicentro della depressione economica e finanziaria mondiale da Londra e New York sul continente europeo, e questa operazione è già in parte riuscita. Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati ​​verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari. Non si tratta qui del normale funzionamento dei mercati; abbiamo a che fare con tutti i mezzi di guerra economica.

I banchieri zombie di Wall Street  mirano ad una rottura caotica dell'euro con l'intenzione di acquistare il vecchio continente a prezzi stracciati. Gli sciacalli della città di Londra stanno cercando di distruggere l'euro come mezzo per soffiare nuova vita nella sterlina britannica moribonda, in modo da mascherare il fatto che la Gran Bretagna è più in bancarotta della stragrande maggioranza degli Stati membri dell'UE. Gli anglo americani operano anche per distruggere l'euro come possibile concorrente per il dollaro nel ruolo di valuta di riserva mondiale per il prezzo del petrolio, le attività degli istituti di credito internazionali, e altre funzioni. Il dollaro è oggi così debole e instabile, che può sopravvivere solo attraverso la caduta di tutte le valute alternative.

A causa dell'arroganza e della stupidità degli eurocrati e Eurogarchi che oggi gestiscono Bruxelles, ed in particolare a causa dell'incompetenza del monetarista Trichet e degli altri funzionari della Banca Centrale Europea, il risentimento nei confronti dell'euro e della BCE è in aumento in un certo numero di stati europei. Ma coloro che sono stati trascinati nell'isteria anti-Euro hanno bisogno di chiedere a se stessi perché hanno scelto di promuovere la distruzione della moneta unica, quando questo progetto coincide in modo totale con le intenzioni dei finanzieri anglo-americani, che sono chiaramente i  più grandi nemici dell'Europa e dell'umanità civilizzata in generale. Molti degli agitatori anti-Euro non hanno pensato concretamente a dove li porterebbe in realtà la buona riuscita della loro campagna attuale. E' certamente avventato e irresponsabile proporre la distruzione dell'euro senza avere un'alternativa valida e concreta in mente.

La Raison D’etre dell'Euro come auto difesa contro attacchi speculativi

Fin dalla crisi monetaria internazionale della fine del 1960, che alla fine ha distrutto il sistema di Bretton Woods, era chiaro che l'integrazione economica dell'Europa occidentale era così progredita che le fluttuazioni selvagge dei tassi di scambio della valuta tra i paesi europei avrebbero gravemente distrutto la produzione e il  commercio. Tra il 1971 e il 1973, mentre le parità fisse del sistema di Bretton Woods stavano andando in pezzi (con la complicità attiva di Nixon, Kissinger, e Milton Friedman), un certo numero di Stati europei raggruppati intorno alla Germania Ovest stabilirono e difesero le parità fisse tra le loro valute. Questo era  il vecchio serpente Europeo, che divenne un serpente in un tunnel quando alcuni altri paesi si associarono ad esso più liberamente. Questo si sviluppò in una rete monetaria europea, e nel Meccanismo dei Tassi Europei (European Rate Mechanism) attaccato da Soros con un certo successo nel settembre 1992. Fuori dall'ERM è cresciuto l'euro.

Il problema fondamentale affrontato dalla Germania e dai suoi vicini era che anche 40 anni fa, le singole valute europee erano destinate ad essere spietatamente attaccate dagli speculatori anglo-americani. Il marco tedesco è stato costantemente attaccato dagli speculatori che andavano lungo(ndr: andare lungo=acquistare un titolo nella previsione che lo stesso salga di prezzo), scommettevano à la hausse  (verso l'alto), supponendo che il Marco tedesco sarebbe aumentato. Questo tendeva sempre a rendere il Marco Tedesco così astronomicamente costoso che le esportazioni tedesche avrebbero avuto un prezzo fuori dal mercato mondiale, causando depressione domestica e il caos sociale. Le altre valute, sia il franco francese, la lira italiana, il franco del Benelux, la dracma greca, la peseta spagnola, e altri, sono stati tutti candidati ad essere venduti allo scoperto dalle scommesse à la baisse (al ribasso) degli speculatori. Finché si trovavano da sole, queste valute erano sicure di essere ridotte in polvere, a valori minimi, creando così un'inflazione galoppante e un catastrofico declino del tenore di vita negli Stati Uniti. Tutto questo era molto prima dell'era dei credit default swap, quando le armi a disposizione degli speculatori erano relativamente primitive rispetto alle attuali armi di distruzione di massa finanziaria, i moderni derivati.

Uno dei motori fondamentali dell'integrazione europea è stata quindi l'idea che ogni moneta europea indipendente, debole o forte, sarebbe stata  inevitabilmente massacrata dalla speculazione anglo-americana. Solo unendole insieme queste valute potevano sperare di costruire un fronte comune contro i predatori speculativi. Singole dita possono essere facilmente rotte, ma un pugno è più difficile da fratturare. C'erano molte ragioni per la creazione dell'euro, alcune delle quali erano e sono del tutto false, ma la speranza di unirsi insieme per la difesa comune contro la speculazione internazionale a denaro caldo, deve essere visto come uno degli scopi razionali e validi per una moneta unica europea .

Nel 2008-2009, la Bank of England, la Federal Reserve, lo Scacchiere britannico, e il Tesoro USA hanno iniziato ad inondare il mondo di soldi facili in prestito a interesse virtuale 0% alle banche, hedge funds, fondi del mercato monetario, società di carte di credito, e altre istituzioni finanziarie in difficoltà. Questa politica ha generato qualcosa che si avvicina quasi a 20.000 miliardi di dollari di denaro caldo, che ha prontamente abbandonato il dollaro e la sterlina tornando a cercare manna in più caldi mercati speculativi del mondo. Dal momento che tanti dollari e sterline sono state vendute, una pressione al ribasso è emersa rispetto a queste valute non oltre l'estate del 2009.

L'euro troppo forte per soccombere all'attacco frontale nel 2009-2010

Guardandosi intorno per trovare un modo per spostare la furia della depressione economica mondiale sull'Europa, gli anglo-americani erano costernati dalla scarsa probabilità di fare un attacco frontale contro l'euro stesso. Con circa 1000.000.000.000 al giorno di fatturato, i mercati valutari europei erano semplicemente troppo grandi e troppo liquidi per un assalto diretto, anche da un branco di lupi delle più grandi banche zombie. Pertanto, gli strateghi finanziari anglo-americani dovevano cercare i punti deboli nel sistema europeo, dove un attacco speculativo poteva sperare di fare il massimo danno. Hanno focalizzato la loro attenzione sui mercati dei titoli di Stato di alcuni paesi euro più piccoli  - Grecia, Portogallo e Irlanda. I mercati di tali obbligazioni erano relativamente stretti, poco profondi, e non liquidi, il che significa che un moderato afflusso di denaro speculativo avrebbe potuto generare un botto notevole del dollaro. Utilizzando i credit default swap per massimizzare la potenza distruttiva della speculazione di denaro caldo, e con l'aiuto delle corrotte agenzie di raiting e dei venali mass media, i finanzieri anglo-americani furono presto in grado di creare una crisi artificiale in gran parte delle finanze pubbliche di questi paesi.

Nel maggio 2010, il ministro delle Finanze tedesco ha vietato la vendita allo scoperto dei credit default swap contro le obbligazioni di Euurolandia, e ha limitato le vendite allo scoperto in generale. La mancata unione degli altri paesi europei a questo modo aggressivo delle misure di divieto e relative misure, ha dato agli anglo-americani  un modo semplice per attaccare l'euro.

L'Europa aveva bisogno allora e ha bisogno ora di vietare i credit default swap insieme alle obbligazioni del debito collateralizzate, essendo i due tipi più tossici e pericolosi di derivati over-the-counter, mentre allo stesso tempo imporre una tassa Euro-Tobin dell'1%  sulle transazioni finanziarie, versando il ricavato nelle casse nazionali per mantenere la rete di sicurezza sociale. Se persiste la speculazione, alcune forme di controllo sui capitali e sui cambi sarebbero in regola. Questi metodi tradizionali di autodifesa finanziaria erano e rimangono la chiave per scongiurare l'attuale ciclo di guerra finanziaria.

Queste sono le radici della crisi europea - non la pigrizia dei greci e portoghesi, non l'auto-indulgenza dei francesi, non la villanìa dei tedeschi, non le scappatelle di Berlusconi. Coloro che chiedono lo scioglimento dell'euro in queste condizioni stanno dando aiuto e conforto ad un nemico brutale. Si stanno tagliando la gola.

Si è ormai diffusa l'illusione che un ritorno alla singole valute europee, anche in condizioni di collasso caotico, rappresenterebbe una panacea per tutti i problemi economici del continente. Questa è una visione radicalmente anti-storica, e abbastanza fatua.

Non è possibile tornare a casa, Europa

I nostalgici del Marco tedesco e delle altre valute singole dovrebbero recuperare il capolavoro di Thomas Wolfe, non puoi tornare a casa. Il processo che porta verso l'euro è in gran parte irreversibile, tranne in condizioni di assoluta, genocida, disintegrazione caotica. La ragione principale è che la speculazione in denaro caldo ora è immensamente più forte che in qualsiasi momento nel recente passato, e possiede una nuova arma devastante sotto forma di credit default swap. Helmut Schmidt, lo statista più anziano della Germania, ha avvertito che il Marco Tedesco tentando di andare da solo sarebbe guidato nello spazio intergalattico dalla speculazione internazionale, lasciando il settore tedesco delle esportazioni del tutto rovinato e il paese in una grave depressione. Economisti greci presumibilmente seri appaiono su Al Jazeera per dipingere un quadro idilliaco della Grecia che utilizza di nuovo la dracma e in grado di svalutare la propria moneta, e quindi in grado di ridurre i propri debiti e rendere allo stesso tempo le sue esportazioni più attraenti. Il problema è che la svalutazione non si fermerebbe dove questi economisti immaginano, ma comincerebbe ad avvicinarsi asintoticamente ad un valore pari a zero. O forse la dracma, come il rasbucknik, l'unità monetaria del blocco orientale nel vecchio cartoon Al Capp L'il Abner, acquisterebbe un valore negativo per la spesa aggiuntiva di pagare gli uomini dei servizi igienico-sanitari che venissero a portarla via come carta straccia. Una dracma isolata, in breve, significa impoverimento assoluto e il genocidio virtuale della popolazione della Grecia, con un'inimmaginabile iperinflazione dei prezzi dei prodotti alimentari di base, energia e altre necessità di importazione.

Molti altri paesi cadrebbero tra questi due estremi, ma tutti condividerebbero una rovina comune europea. La loro unica speranza di sopravvivenza potrebbe essere quella di implementare una Tobin tax, il divieto di obbligazioni del debito collateralizzate e dei credit default swap, controlli sui capitali, controlli sui cambi, ed altre misure anti-speculative. Ma, poiché  è così, perché passare attraverso la lunga agonia di sofferenza appena descritta e poi tentare di combattere gli speculatori da una posizione tragicamente indebolita, e frammentata? Perché non approfittare della linea difensiva più forte ancora garantita dall'euro, e combattere contro gli speculatori qui e ora?

Ovviamente, l'euro ha bisogno di una riforma molto radicale. È stato progettato da Eurogarchi ed eurocrati come base per un'Europa neoliberista delle banche e dei cartelli - una mostruosità che ha tradito le radici dell'integrazione europea in una convergenza postbellica tra l'economia  social democratica per il lavoro con la dottrina sociale cattolica, caratterizzata da grandi europei come Adenauer, Schumann e De Gasperi. La riforma più evidente per l'euro è l'europeizzazione della Banca centrale europea, tenendo questa istituzione fuori dal controllo di cricche di banchieri non eletti e irresponsabili, e assoggettandola alle leggi pubbliche, discusse e approvate alla luce del giorno dal Parlamento europeo che diventerebbe un'istituzione seria nel processo di assunzione di responsabilità per la BCE.

1914, 1939, 2011 - L'Europa commetterà di nuovo un suicidio collettivo?

Nel 20° secolo, l'Europa è riuscita a commettere suicidio collettivo non una, ma due volte - nel 1914, e di nuovo a partire dal 1939. Le élite europee non hanno imparato assolutamente nulla? L'opinione pubblica europea non ha imparato assolutamente nulla? È un terzo  suicidio collettivo - questa volta un fallimento per evitare la rottura catastrofica e caotica dell'euro sotto l'attacco speculativo anglo-americano - è davvero inevitabile?

Coloro che sostengono la demolizione della moneta unica devono spiegare perché insistono nel cedere alla sfrontata aggressione di Londra e New York. Perché sono determinati a placare Goldman Sachs, Barclays Bank, JP Morgan Chase, e il resto del branco anglo-americano?

L'unico modo in cui l'euro può essere distrutto è che gli europei lascino deliberatamente che questo accada. Per quegli europei che vogliono combattere per la propria indipendenza e il proprio futuro, si suggeriscono le seguenti linee guida.

Ciò che l'Europa non deve fare

Un certo numero di politiche controproducenti deve essere rigorosamente evitato.

Nessun austerità - Il taglio del bilancio è un fallimento totale nei suoi propri termini, dal momento che nell'attuale depressione la diminuzione della spesa pubblica genera necessariamente un deficit maggiore e più perdite negli anni successivi. L'inutilità suicida di tagli di austerità è stata drammaticamente dimostrata da Brüning nella Germania del 1930-1932, a Schwarzenegger in California e a Papandreou oggi. Il deficit greco è in crescita a causa dei tagli di bilancio. Una politica basata su tagli di bilancio non potrà mai pareggiare il bilancio, ma può anche distruggere il sistema economico e politico delle nazioni durante il tentativo, aprendo la porta ad un'ulteriore crisi economica e al fascismo.

Nessun salvataggio - Gli importi della bolla mondiale dei derivati per circa 1,5 quadrilioni di dollari (1.500 trilioni o 1.500. 000.000.000.000), assomma a circa 25 volte il totale del prodotto interno lordo mondiale o forse a 65.000 miliardi di dollari, anche se quest'ultima cifra dovrebbe essere sgonfiata per rimuovere l'aria calda speculativa. La quota europea della bolla mondiale dei derivati ​​è certamente superiore ad un terzo, che significa più di 500 trilioni di dollari. Questa somma da sola supera la capacità del pianeta Terra di generare credito e liquidità. Si tratta di un buco nero capace di divorare gli sforzi di tutte le banche centrali del globo. Non può essere salvato. I derivati ​​possono solo essere disintegrati, il che significa, in pratica, triturati o cancellati. Il destino della civiltà stessa travalica la comprensione di questo problema. La signora Merkel è sulla strada sbagliata.

Nessun Eurobond - Poiché il fallimento delle banche europee è in gran parte dovuto all'emissione massiccia di derivati falliti, è anche inutile prendere in prestito denaro dalla Cina o dalla Dilma del Brasile. Il piano Barroso deve essere sconfitto.

Nessuna ricapitalizzazione delle banche per nascondere le perdite da derivati ​​- Nessuna quantità di ricapitalizzazione potrebbe mai sperare di annullare i derivati ​​che si nascondono all'interno di queste banche. Sotto il Segretario del Tesoro Henry Paulson, le banche zombie degli Stati Uniti sono state autorizzate a mantenere i loro derivati ​​tossici nei loro sotterranei, anche se hanno ricevuto i salvataggi del Tesoro e 0% di credito federale da parte della Fed. Queste banche zombie ancora non prestano e non possono fare prestiti. Non vi è alcun motivo di ripetere la fallita esperienza americana in Europa.

Nessun Sixpack - Le riforme di bilancio conosciute come sixpack sono un tentativo di far rivivere i criteri di convergenza di Maastricht che limitava il deficit europeo al 3% del PIL. Maastricht è stato un piano per strangolare l'economia produttiva d'Europa, e assicurarsi che l'occupazione rimanesse depressa. Queste politiche devono essere scartate, invece di fare tentativi di farle rivivere. Bevete il sixpack, e vi ritroverete con una sbornia monumentale deflazionistica.

Nessuno Sfruttamento dell'EFSF - Se le economie europee sono troppo indebitate, dicono gli anglo-americani, la risposta è ovviamente quella di accumulare più debito, utilizzando l'attuale Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria a garanzia di maggiore indebitamento. Ma questo sciocco suggerimento lascierebbe le porte dell'EFSF spalancate agli attacchi delle agenzie di rating che agiscono come delegati sottilmente velati di Wall Street e della City di Londra. Se l'EFSF presta molto  e poi viene declassato, il potere europeo di generare credito al fine di creare posti di lavoro (Kreditschöpfung für Arbeitsbeschaffung) nella tradizione di Lautenbach e Woytinsky sarà diminuita. E' meglio deviare l'EFSF su investimenti infrastrutturali.

No al FMI - Le ingerenze e i pasticci degli economisti del Fondo monetario internazionale hanno lasciato una scia di lacrime in tutto il mondo, e non sono mai stati in grado di puntare a una storia unica di successo dello sviluppo economico a causa delle loro prescrizioni. Il FMI è il portatore dell'assurdo e screditato Consenso di Washington nella politica economica basata su deregolamentazione, privatizzazione, rottura dell'unità,  distruzione della rete di sicurezza sociale,  liquidazione del settore statale, riduzione sistematica dei salari e dei benefici, e una generale barbara corsa verso il basso. Entro il 2008, ci fu una rivolta contro queste ricette draconiane, ma ormai sono state imposte a Grecia, Portogallo e Irlanda. L'Europa deve essere l'Europa dei popoli, e non l'Europa delle banche e dei cartelli. Le fallite politiche neoliberiste e monetariste del FMI non devono trovare posto nello sviluppo europeo.

Ciò che l'Europa deve fare

Liquidare le banche zombie; Troppo grandi per fallire - Circa una dozzina delle principali banche centrali europee sono chiaramente insolventi, e vengono tenute in vita a causa di considerazioni politiche. Questi Euro-zombie stanno beneficiando della versione continentale di troppo grande per fallire. Queste banche non forniscono e non possono fornire prestiti commerciali per nuovi impianti e  apparecchiature che potrebbero creare nuovi posti di lavoro produttivi. Invece, commerciano in derivati ​​tossici, aumentando la dimensione della bolla mondiale dei derivati. Inoltre, essi aumentano gli oneri schiaccianti dell'economia produttiva speculando su materie prime e futures energetici, cosa che rende la depressione peggiore. Hanno anche truffato i propri clienti con tariffe scandalose. Queste banche non hanno alcuna finalità costruttiva sociale o economica. Esse devono essere sottoposte a procedure di fallimento, e i loro derivati ​​spazzati via.

Tassa Euro-Tobin all'1% su tutte le transazioni finanziarie - I leader europei devono ignorare l'opposizione isterica e i sabotaggi provenienti dal segretario Geithner, dal Cancelliere Osborne, e da alcuni dei loro cavalli di Troia all'interno dell'UE, e procedere ad emanare una robusta tassa euro-Tobin dell'1% su tutte le transazioni finanziarie, enfaticamente inclusi i derivati. L'economia europea non può sopravvivere come un casinò di scommesse sui derivati. Una Euro-Tobin all'1% servirà a sottomettere la speculazione in generale, e in particolare a tenere a freno le attività degli hedge fund insolenti e sociopatici, che sembrano compiacersi nell'abbattere una civiltà di 3000 anni. Gli Stati Uniti hanno avuto una tassa sulle vendite di Wall Street dalla prima guerra mondiale fino al 1967, e lo Stato di New York continua ad averne una oggi, anche se i governatori che si sono succeduti hanno stupidamente insistito che il ricavato tornasse a Manhattan. Anche in un'amministrazione americana dominata dall'influenza di Wall Street come l'attuale regime di Obama, un consigliere economico come Peter Orszag ha vivamente auspicato un'imposta sulle vendite di Wall Street, solo per farsi intimidire da Larry Summers, uno degli artefici della deregolamentazione dei derivati ​​durante il secondo mandato di Clinton, che ha urlato che un piano per il fatturato fiscale di Wall Street rappresenterebbe il male assoluto. Il denaro proveniente dalla tassa Euro-Tobin deve essere versato ai tesori nazionali dei singoli Stati europei, dove dovrebbe essere destinato al mantenimento della rete di sicurezza sociale - non per salvataggi o altre attività finanziarie.

Cancellazione Universale/congelamento dei debiti derivati ​​- Nel giugno 1931, il presidente americano Herbert Hoover - il cui nome è ormai sinonimo di immobilismo e di capitolazione di fronte alla depressione economica - ha reagito al crollo del Credito austriaco e al fallimento imminente della tedesca Danatbank con la Moratoria Hoover, una delle politiche più istruttive dei nostri tempi. In quei giorni, le due categorie più pericolose e opprimenti del debito sono state le riparazioni imposte alla Germania, e i debiti di guerra nei confronti degli alleati, principalmente Francia e Gran Bretagna, negli Stati Uniti. Hoover ha proposto e ottenuto il congelamento di tutti i pagamenti di interessi e capitale su questo debito schiacciante da parte di tutte le parti interessate per il periodo di un anno. Il difetto fatale della Moratoria Hoover è che doveva durare più a lungo - come minimo per cinque anni o per tutta la durata della depressione economica mondiale. Oggi, il tipo più pericoloso di indebitamento finanziario internazionale è il debito basato sui derivati. Dovrebbe essere sottoposto ad una moratoria di almeno cinque anni o per tutta la durata della depressione, a seconda di quale dura di più. Hoover è considerato un presidente fallito, ma egli appare come un gigante rispetto ai funzionari inetti del nostro tempo. Il mondo ha urgente bisogno di uno statista in grado di sostenere misure efficaci per alleviare il peso del debito che attualmente sta schiacciando il futuro dell'umanità. In una scelta tra civiltà e santità del debito, dobbiamo scegliere la civiltà.

Proibire i CDS, CDO - In linea con lo stesso ragionamento, i tipi più pericolosi di derivati ​​devono essere permanentemente proibiti. Durante la sua apparizione davanti al Congresso nel maggio 2010, anche Lloyd Blankfein di Goldman Sachs ha avanzato l'idea che le Obbligazioni Collateralizzate del Debito dovrebbero essere vietate. Per quanto riguarda i Credit Default Swaps, o sono illegali, come il gioco d'azzardo, oppure, se sono considerati assicurativi, sono illegali perché i loro emittenti non soddisfacevano i requisiti di legge - compresa la riassicurazione, le riserve di cassa, ecc - che sono richieste alle aziende di assicurazione registrate. Come detto sopra, la principale causa della corrente ripartizione finanziaria europea è l'incapacità dell'Unione europea di vietare i Credit Default Swaps su tutti i titoli europei e le obbligazioni, e sottometterli a rigide sanzioni penali. Va ricordato che tutti i derivati sono stati illegali negli Stati Uniti dal 1936 fino al 1982 secondo i termini della legge Commodities Exchange. La mal consigliata deregolamentazione dei derivati ​​tra il 1982 e il 1999 deve essere considerata il fattore determinante per le tempeste finanziarie degli ultimi tre anni.

Incursione nelle agenzie di rating - Negli Stati Uniti sono emersi rapporti secondo cui le agenzie di rating si sono impegnate in insider trading, dando un preavviso agli speculatori sui loro attacchi ai buoni del tesoro statunitensi. Il procuratore italiano Michele Ruggiero ha mostrato un profilo coraggioso con la sua incursione negli uffici delle agenzie di rating a Milano, e si merita un continente di imitatori. Quando il presidente Kennedy era impegnato nel suo confronto con la House of Morgan in forma di United States Steel, JFK mobilitò Robert Kennedy del Dipartimento di Giustizia e l'FBI per incutere il timore di Dio a questi malviventi dalle grandi ricchezze, in modo da riportare la vittoria. Non ci sono funzionari europei, con il coraggio di un Kennedy? Entrambi gli stati nazionali devono dichiarare le banche zombie e i loro apparati associati, comprese le agenzie di rating, in default e liquidarli, oppure le banche zombie troveranno il modo di mandare in bancarotta e distruggere gli stati nazionali, e questo li porterà verso una nuova epoca buia di neo-feudalesimo.

Moratoria sul debito Ora per le economie in crisi, Chi Dovrebbe restare nell'Euro - Alcuni paesi, come Grecia, Portogallo e Irlanda, sono già stati messi in ginocchio dagli incessanti attacchi speculativi delle banche zombie anglo-americane e dalle iene degli hedge fund. Una volta che questi paesi scoprono che non possono più vendere le loro obbligazioni a condizioni ragionevoli, hanno bisogno di trarre le ovvie conseguenze e attuare ritorsioni dichiarando un'immediata, unilaterale e totale moratoria su tutti i debiti finanziari internazionali. Non c'è vergogna o obbrobrio nel fare questo. Grandi nazioni, tra cui Brasile, Messico e Argentina hanno fatto proprio questo con vari gradi di successo nel corso degli ultimi tre decenni, in quanto hanno una miriade di piccoli Stati - tra cui Costa Rica, un paese che notoriamente non ha forze militari di sorta. Una volta che la moratoria sul debito è a posto, queste nazioni sovrane possono affrontare i banchieri rapaci e predatori in condizioni di parità, e di solito possono raggiungere l'obiettivo di ridurre il loro indebitamento totale di almeno la metà. La Grecia sta già sperimentando tutto il dolore di una moratoria del debito, ma nessuno dei benefici. Non c'è assolutamente alcuna ragione per un paese che dichiara una moratoria sul debito di lasciare l'euro. Quando gli Stati Uniti avevano circa l'età che l'Europa unita ha oggi, il panico creato dalla Jackson-Van Buren del 1837 portò a default e fallimento gli Stati del Mississippi, Louisiana, Maryland, Pennsylvania, Indiana e Michigan. Nessuno di questi stati ha pensato neanche per un minuto di lasciare l'Unione per il solo fatto di essere fallito. Fragile è infatti un costrutto politico che pensa di escludere uno dei suoi componenti organici semplicemente a causa di difficoltà finanziarie, che la storia dimostra essere un disturbo ricorrente nelle vicende umane. Il debito, in breve, deve essere radicalmente ridotto, proprio perché l'Europa possa vivere.

Europeizzare La BCE, impostare un risconto di garanzia per obbligazioni Infrastrutture - In contrasto con molti analisti superficiali della scuola di Soros, la caratteristica più disfunzionale del sistema europeo attuale è la Banca Centrale Europea, oggi governata dall' incorreggibile Trichet, e che presto passerà nelle mani ancora più sinistre di Draghi. Le regole della BCE comportano l'impossibilità di effettuare una politica economica di recupero, che deve basarsi su dirigismo, neo-mercantilismo e protezionismo. La BCE nella sua composizione attuale non può distinguere tra attività speculativa parassitaria da un lato, e investimenti produttivi in beni strumentali, infrastrutture e produzione di hard-commodity. Tuttavia, la capacità della BCE di creare credito rappresenta una risorsa vitale per il rilancio dell'economia europea. La BCE deve essere tenuta definitivamente fuori dal controllo di una cricca segreta di banchieri non eletti e inaffidabili, e sottoposta al controllo democratico delle istituzioni politiche rappresentative. La sola via percorribile per fornire legittimità democratica alla BCE è quella di avere la misura della massa monetaria europea, i tassi di interesse che verranno applicati, e determinare le categorie di prestiti da approvare attraverso leggi pubbliche discusse e approvate dal Parlamento europeo alla luce dei riflettori dell'opinione pubblica. Dato il fatto innegabile di una depressione economica mondiale di proporzioni senza precedenti, i leader degli stati europei devono prendere l'iniziativa di dichiarare lo stato di emergenza economica che dovrebbe consentire loro, in pratica, di sospendere le regole esistenti della BCE per consentire a questa istituzione di iniziare l'acquisto di  successive tranches, da  1000.000.000.000 di Euro ciascuna, di obbligazioni e titoli delle nazioni europee, super-autorità regionali, regioni, province e comuni,  destinando i soldi esclusivamente alle infrastrutture e opere pubbliche. In effetti, la BCE deve offrire un riscontro di garanzia per queste nuove obbligazioni. Questi titoli devono avere un tasso d'interesse pari a 0%, e dovrebbe maturare in un tempo da 50 a 100 anni, a seconda delle aspettative di vita delle infrastrutture in corso di installazione. In generale, l'attuale politica di credito per le banche e altri istituti finanziari a quasi 0% dovrebbe essere riconosciuta come un fallimento e definitivamente abbandonata.

1000 miliardi di Euro nelle Infrastrutture - Queste tranche da 1000.000.000.000 di euro dei prestiti BCE dovrebbero essere utilizzate per la modernizzazione sistematica e l'espansione della rete europeroa di autostrade, ferrovie veloci e ferrovia maglev, per la produzione e la distribuzione di energia moderna, acquedotti e canali, abitazioni, ospedali, scuole e altre istituzioni educative, biblioteche, edifici pubblici, e altre opere pubbliche necessarie. L'obiettivo è quello di realizzare un aumento permanente dello stock europeo di beni strumentali, fino all'aggiornamento rapido della produttività del lavoro europeo.

40 milioni di nuovi posti di lavoro produttivi per la piena occupazione - La migliore stima corrente valuta  il totale dei lavoratori disoccupati, sottoccupati, e scoraggiati nell'Unione europea in quasi 40 milioni di persone. Si tratta di un tragico spreco di alcune delle risorse umane più qualificate che si trovano in qualsiasi parte del mondo. Qualsiasi sistema che permette questo degrado scandaloso di capitale umano si condanna all'oblio automatico. Devono essere creati moderni posti di lavoro produttivi, che siano capital-intensive, ad alto consumo energetico, ad alto valore aggiunto, e compensati secondo le tabelle salariali Best Union, con pieni vantaggi. Ciò è necessario per fornire un livello di benessere delle famiglie e della cultura che equipaggerà la prossima generazione di europei ad affrontare con successo la sempre più intensa concorrenza globale. Il cedimento a livelli di disoccupazione permanente, che si incarna nel sistema tedesco Hartz e nelle politiche simili deve essere evitato.

Mettere fine alle ingerenze in Afghanistan, Libia, Kosovo, e ad altre ingerenze Militari - L'era di avventurismo coloniale è definitivamente finita, e tentare di farla rivivere significa semplicemente sollecitare un'inutile tragedia. Tutte le truppe europee devono quindi essere rimpatriate. E' tempo di allontanarsi da qualsiasi nozione di neo-colonialismo o neo-imperialismo, dal momento che anche questi sono radicalmente anti-storici. Invece, è indispensabile favorire una comunità di sviluppo di Stati sovrani che abbraccia l'Europa, la Russia, l' Africa, il Medio Oriente, e altre parti del mondo. La riforma del sistema monetario internazionale deve essere intrapresa senza indugio per permettere un tipo di riorganizzazione mondiale sulla base del vantaggio reciproco.

Fonte: Global Research 3 Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

lunedì 7 febbraio 2011

Crisi sociale dell'Egitto: Prosperità finanziaria per gli investitori e gli speculatori di Wall Street

Agenda nascosta dietro la decisione di Mubarak di non dimettersi?

di Michel Chossudovsky
Global Research

washington-mubarak-wallstreet La decisione di Mubarak di non dimettersi è stata presa in stretta consultazione con Washington. L'amministrazione degli Stati Uniti, inclusa l'intelligence Usa, aveva accuratamente individuato i possibili scenari. Se Washington avesse ordinato a Mubarak di dimettersi, egli avrebbe obbedito immediatamente.

La sua decisione di non dimettersi in modo definitivo è utile agli interessi degli Stati Uniti. Crea una situazione di caos sociale e inerzia politica, che a sua volta genera un vuoto nel processo decisionale a livello di governo.

La perdurante crisi sociale ha anche provocato un deflusso massiccio di capitali di denaro. Più concretamente, questo significa che le riserve ufficiali di valuta estera  dell'Egitto sono state confiscate dalle maggiori istituzioni finanziarie.

Il saccheggio della ricchezza monetaria del paese è parte integrante del programma macroeconomico. Il governo appena formato, su istruzioni di Washington, non ha preso misure concrete per limitare il flusso massiccio di capitali di denaro all'estero. Una prolungata crisi sociale significa che saranno stanziate grandi quantità di denaro.

Secondo fonti ufficiali, la Banca Centrale dell'Egitto  aveva (prima del movimento di protesta) 36 miliardi di dollari di riserve in valuta estera, nonché altri  21 miliardi di dollari di depositi presso istituti bancari internazionali che si dice costituiscano la sue cosiddette "riserve non ufficiali." (Reuters, 30 gennaio 2011).

Il debito estero dell'Egitto, che è aumentato di oltre il cinquanta per cento negli ultimi cinque anni è dell'ordine di 34,1 miliardi (2009). Questo significa che queste riserve della banca centrale sono di fatto basate su denaro preso in prestito.

All'inizio del 2010, c'è stato un notevole afflusso di depositi Hot Money in strumenti di debito del governo egiziano.

I flussi di valuta estera entrano nel paese e vengono scambiati in monete egiziane (EGP), che vengono poi utilizzate dagli investitori istituzionali e dagli speculatori, per l'acquisto di obbligazioni governative ad alto rendimento e buoni del tesoro (denominati in monete egiziane), con tassi di interesse a breve termine, dell'ordine del 10 per cento.

Il tasso di interesse sui titoli di Stato a lungo termine, sono saliti fino a 7,2 per cento all'inizio del movimento di protesta. ( Egypt Banks to Open Amid Concern Deposit-Run May Weaken Pound, Lift Yields - Bloomberg , January 2, 2011)

All'inizio della crisi, gli investitori internazionali possedevano circa 25 miliardi di dollari di Buoni del Tesoro e obbligazioni egiziani, quasi un quinto del mercato totale dei Buoni del Tesoro e circa il 40 per cento del mercato obbligazionario nazionale. Anche gli investitori stranieri rappresentavano circa il 17 per cento del fatturato del mercato azionario, e avevano in mano circa 5-6 miliardi di dollari di azioni egiziane. (Ibid)

Sotto il suo accordo con il FMI, all'Egitto non è consentito di attuare controlli valutari. Questi depositi hot money stanno ora lasciando il paese in previsione di una svalutazione della moneta egiziana. Nei giorni precedenti al discorso di Mubarak, la fuga di capitali era in corso, a diverse centinaia di milioni di dollari al giorno.

Per amara ironia, l'Egitto versa 21 miliardi  di dollari nelle banche commerciali come "riserva non ufficiale" da un lato, mentre le banche commerciali acquistano debito in EgP (moneta Egiziana) per un valore di 25 miliardi di dollari, con un rendimento dell'ordine del 10 per cento. Questo suggerisce che l'Egitto sta finanziando il suo stesso indebitamento.

Il movimento di protesta è iniziato in un giorno festivo. Mentre la chiusura della Borsa del Cairo e il sistema bancario nazionale avevano messo un freno temporaneo al deflusso di capitale monetario, significative fughe di capitali orchestrate dalle maggiori istituzioni finanziarie si erano già verificate nei giorni precedenti al movimento di protesta.

Il sistema bancario in Egitto ha riaperto il 5 febbraio, portando ad un rinnovato processo di fuga di capitali con conseguente esaurimento delle riserve della banca centrale e un corrispondente aumento del debito estero dell'Egitto.

È prevista una svalutazione di almeno il 20 per cento. Secondo la divisione dei mercati valutari emergenti UBS, la moneta potrebbe "facilmente" crollare di un ulteriore 50 per cento o giù di lì fino a 9 EgP per dollaro". FT.com / Valute - Banche pesano il rischio di fuga di capitali , 1 febbraio 2010)

Una svalutazione di oltre il dieci per cento potrebbe creare distruzione sociale: i prezzi interni dei prodotti alimentari sono dollarizzati. Una svalutazione della moneta egiziana innescherebbe inevitabilmente un nuovo aumento dei prezzi degli alimenti essenziali, portando ad un ulteriore processo di impoverimento.

Uno scenario di svalutazione della moneta, l'aumento del debito estero insieme a un rinnovato pacchetto di misure di austerità del FMI porterebbe inevitabilmente ad una accentuazione della crisi sociale e una nuova ondata di proteste.

Il neo nominato ministro delle Finanze Samir Radwan è fermamente dipendente dal consenso di Washington, che è servito a impoverire il popolo egiziano. In una contraddittoria dichiarazione del 3 febbraio, Radwan ha confermato che "il governo non ridurrà i sussidi anche se i prezzi globali del cibo e delle materie prime aumentano. La spesa pubblica sarà usata come strumento per "realizzare la giustizia sociale", ha detto in una conferenza stampa al Cairo."(Bloomberg, 5 febbraio 2011)

Radwan sta rispettando le linee guida del FMI-Banca Mondiale: nessuna restrizione sarà posta sulla fuga di capitali. La Banca Centrale assicurerà la conversione dei depositi  hot money in valuta forte da parte delle maggiori istituzioni finanziarie. Le casse della centrale saranno saccheggiate.

Con la fuga di capitali, il debito interno si trasforma in debito estero, mettendo il paese nella morsa dei creditori stranieri:

Radwan ha detto che l'Egitto onorerà il suo debito e ha invitato gli investitori stranieri ad avere fiducia nel paese. "Tutti gli obblighi di vincolo, tutto sarà onorato in tempo", Radwan ha detto in un'intervista telefonica del 4 febbraio dal Cairo. "Non siamo morosi su alcun obbligo." (Bloomberg, 5 febbraio 2011)

Per amara ironia, la decisione di Mubarak di rimanere come capo di Stato con l'approvazione di Washington ha servito gli interessi degli investitori istituzionali, trafficanti di valuta e speculatori.

La dislocazione finanziaria, l'aumento del debito e il vertiginoso aumento dei prezzi dei generi alimentari: Prima che siano indette le elezioni "democratiche", l'Egitto sarà stato spinto nella camicia di forza di una nuova serie di condizioni del Fondo Monetario Internazionale.

Fonte: Global Research  6 Febbraio 2011
Traduzione: Dakota Jones

giovedì 27 gennaio 2011

La povertà globale, rivolte per il cibo, e la crisi economica

Estratto da: "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo"

di Michel Chossudovsky
Global Research

food riots Mentre il governo della Tunisia è crollato sotto le proteste dei cittadini, in parte spinti dal drastico aumento dei prezzi alimentari, con le proteste che si diffondono in altri paesi della regione e nel mondo, questo estratto dalla pubblicazione più recente di Global Research, "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo",  fornisce una panoramica sullo sfondo della crisi attuale:

I proiettili apparentemente innocui del "libero mercato" stanno uccidendo i nostri figli. L'atto di uccidere è orchestrato in maniera indipendente attraverso il commercio computerizzato sulle borse merci di New York e Chicago, dove vengono decisi i prezzi globali di riso, grano e mais.

Persone di diversi paesi si stanno impoverendo simultaneamente a causa di un meccanismo di mercato globale. Un piccolo numero di istituzioni finanziarie e società globali che hanno la capacità di determinare i prezzi dei prodotti alimentari essenziali  quotati in borse merci, pregiudicando con questo il tenore di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

L'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari è in gran parte il risultato della manipolazione del mercato. Esso è  in gran parte attribuibile agli scambi speculativi sui mercati delle materie prime. I prezzi del grano sono aumentati artificialmente a causa di operazioni speculative su larga scala sulle borse merci di New York e Chicago.

Lo scoppio della carestia

I proiettili apparentemente innocui del "libero mercato" stanno uccidendo i nostri figli. L'atto di uccidere è orchestrato in maniera indipendente attraverso il commercio computerizzato sulle borse merci di New York e Chicago, dove vengono decisi i prezzi globali di riso, grano e mais.

Persone di diversi paesi si stanno impoverendo simultaneamente a causa di un meccanismo di mercato globale. Un piccolo numero di istituzioni finanziarie e società globali che hanno la capacità di determinare i prezzi dei prodotti alimentari essenziali  quotate in borse merci, pregiudicherebbero il tenore di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Questo processo di impoverimento globale ha raggiunto un importante punto di svolta, che ha determinato la comparsa simultanea di carestie in tutte le principali regioni del mondo in via di sviluppo.

La fame è il risultato di un processo di  ristrutturazione dell'economia globale del  "libero mercato" che ha le sue radici nella crisi del debito dei primi anni ottanta. Non è un fenomeno recente, associato alla crisi economica del 2008-2009, come suggerito da molti analisti occidentali.

La povertà e la denutrizione cronica sono condizioni preesistenti. Le escursioni drammatiche dei prezzi alimentari e del carburante che hanno preceduto il crash finanziario 2008-2009, hanno contribuito ad inasprire e aggravare la crisi alimentare. Questi aumenti dei prezzi, che hanno raggiunto il picco nel luglio 2008, hanno colpito il mercato dei prodotti alimentari essenziali, compresi i prezzi al dettaglio nazionali, in tutte le regioni del mondo.

I movimenti di protesta contro l'aumento dei prezzi di cibo e benzina sono scoppiati simultaneamente in diverse regioni del mondo. Le condizioni sono particolarmente critiche ad Haiti, in Nicaragua, Guatemala, India e Bangladesh:

I prezzi dei prodotti alimentari ad Haiti sono saliti mediamente del 40 per cento in meno di un anno, insieme al costo degli alimenti di base come il raddoppio di riso... In Bangladesh [a fine aprile 2008] circa 20 000 operai tessili  sono scesi nelle strade per denunciare l'impennata dei prezzi alimentari e per chiedere l'aumento dei salari. Il prezzo del riso nel paese è raddoppiato negli ultimi anni [2007-2008], minacciando i lavoratori, che guadagnano uno stipendio mensile di soli 25 dollari, con la fame. In Egitto, proteste da parte dei lavoratori a causa dei prezzi alimentari ha scosso il centro tessile di Mahalla al-Kobra, a Nord del Cairo [aprile 2008], con due persone colpite a morte dalle forze di sicurezza. Centinaia sono stati arrestati, e il governo ha inviato la polizia in borghese nelle fabbriche per costringere gli operai a lavorare. I prezzi dei prodotti alimentari in Egitto sono aumentati del 40 per cento l'anno scorso... [2007-2008] All'inizio di questo mese [aprile 2008] in Costa d'Avorio, migliaia hanno marciato verso la casa del Presidente Laurent Gbagbo, scandendo le frasi "Siamo affamati" e "la vita è troppo costosa, ci sta uccidendo"

Scontri, scioperi e manifestazioni simili hanno avuto luogo in Bolivia, Perù, Messico, Indonesia, Filippine, Pakistan, Uzbekistan, Thailandia, Yemen, Etiopia e in gran parte dell'Africa subsahariana.[1]

L'aumento vertiginoso dei prezzi di cibo e carburante  in Somalia nel 2008 hanno contribuito a precipitare un intero paese in una situazione di inedia, insieme a gravi carenze di acqua. Una situazione simile e altrettanto grave è diffusa in Etiopia. Ma ora con gli aumenti vertiginosi dei costi alimentari fuori controllo  e con il bestiame che serve alla gente per vivere che cade morto nella sabbia, gli abitanti dei villaggi in questo  paesaggio devastato dal sole dicono che centinaia di persone stanno morendo di fame e di sete:

Molti somali stanno cercando di scongiurare la fame con un magro impasto di farina ottenuta da rami di alberi spinosi ridotti in poltiglia e chiamato jerrin. Alcuni anziani del villaggio, hanno detto che i loro figli masticavano le loro labbra e lingue perché non avevano cibo. Il tempo è stato spietato – giorni intensamente caldi, seguiti da notti crudelmente chiare.[2]

Si tratta di una catastrofe in fieri; abbiamo il tempo di agire prima che diventi una realtà. Il costo del cibo [in Somalia e nella regione di Afar dell'Etiopia] è aumentato fino al 500% in alcuni luoghi... Le persone stanno diventando sempre più disperate... Temiamo che il peggio debba ancora venire, mentre la crisi si deteriora in tutta l'Africa orientale.[3]
Altri paesi che sono stati colpiti dall'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari nel 2007-2008 inclusi Indonesia, Filippine, Liberia, Egitto, Sudan, Mozambico, Zimbabwe, Kenya ed Eritrea, una lunga lista di paesi impoveriti, per non parlare di quelli sotto l'occupazione militare straniera, tra cui Afghanistan, Iraq e Palestina.

Mentre il prezzo dei prodotti alimentari è nettamente diminuito sulla scia della crisi finanziaria 2008, i meccanismi di manipolazione dei prezzi dei beni essenziali mondiali da parte di potenti interessi corporativi e speculatori istituzionali sono rimasti praticamente intatti. Non può essere esclusa una nuova ondata di commercio speculativo sugli alimenti essenziali e sul carburante.

Cibo, carburante e acqua: un requisito indispensabile per la sopravvivenza umana

La fornitura di cibo, carburante e acqua è una condizione essenziale per la sopravvivenza della specie umana. Essi costituiscono le basi economiche e ambientali per lo sviluppo della società civile. Negli ultimi anni, hanno preceduto e condotto al tracollo finanziario 2008-2009, i prezzi dei beni essenziali, compreso riso, mais e grano, benzina e acqua, aumentati drammaticamente a livello globale con devastanti conseguenze economiche e sociali.

Senza precedenti nella storia dell'umanità, questi beni essenziali o merci, che, in senso reale, determinano la riproduzione della vita economica e sociale sul pianeta terra, sono sotto il controllo di un piccolo numero di corporazzioni globali e  istituzioni finanziarie. Il destino di milioni di esseri umani è gestito a porte chiuse nelle sale delle riunioni del consiglio di ammistrazione delle corporazioni come parte di un profitto che guida l'agenda.

Governo e organizzazioni intergovernative sono complici di questi sviluppi. Le politiche economiche e finanziarie dello stato sono controllate da interessi corporativi privati. Il commercio speculativo non è oggetto di politiche di regolamentazione, e in realtà è vero il contrario: la struttura del commercio speculativo negli scambi delle merci è protetta dallo stato. Inoltre, la fornitura di cibo, acqua e carburante non sono più oggetto di regolamenti governativi o intergovernativi o di interventi al fine di alleviare la povertà o prevenire l'insorgenza delle carestie.

In gran parte offuscate da rapporti ufficiali e dai media, sia "la crisi alimentare" che la "crisi petrolifera" sono il risultato della manipolazione speculativa dei valori di mercato da parte di potenti attori economici. E poiché questi potenti attori economici che operano attraverso un "invisibile" meccanismo di mercato apparentemente neutro, i devastanti impatti sociali di  architettate impennate nei prezzi di cibo, carburante e acqua vengono liquidate come il risultato del rapporto domanda offerta.

Non ci troviamo con distinte e separate "crisi" di cibo, carburante e acqua, ma con un processo globale di ristrutturazione economica e sociale. La drammatica impennata dei prezzi di questi tre prodotti essenziali non sono casuali. Tutte e tre le variabili, tra cui i prezzi dei prodotti alimentari essenziali, dell'acqua per la produzione e il consumo  e del  carburante, sono oggetto di un processo di manipolazione del mercato deliberato e simultaneo.

Al cuore della crisi alimentare 2005-2008 c'era l'aumento del prezzo dei prodotti alimentari essenziali, insieme ad un drastico aumento del prezzo del carburante. Contemporaneamente, il prezzo dell'acqua, che è un dato essenziale nella produzione agricola e industriale, infrastrutture sociali, servizi igienici pubblici e consumi delle famiglie, è aumentato bruscamente a causa di un movimento mondiale verso la privatizzazione delle risorse idriche. Ci stiamo occupando di un grande sconvolgimento economico e sociale e di una crisi globale senza precedenti, caratterizzata dal rapporto triangolare tra acqua, cibo e carburante – tre variabili fondamentali che insieme influenzano la sopravvivenza umana.

In termini molto concreti, questi aumenti dei prezzi impoveriscono e distruggono la vita delle persone. Inoltre, il crollo del tenore di vita in tutto il mondo si sta verificando in tempo di guerra. Esso è intimamente legato all'agenda militare. Le guerre in Medio Oriente e Asia centrale hanno una relazione diretta con il controllo sulle riserve di petrolio e acqua. Mentre l'acqua non è attualmente una delle materie prime sul mercato internazionale, allo stesso modo dei beni fondamentali petrolio e alimenti, è anche oggetto di manipolazione del mercato attraverso la privatizzazione dell'acqua. L'acqua è una risorsa naturale che è privatizzata e venduta. La tendenza è verso la mercificazione dell'acqua.

Sia lo stato che l'insieme delle organizzazioni internazionali – spesso definito come la "comunità internazionale" – serve gli interessi sfrenati del capitalismo globale. I principali organismi intergovernativi, comprese le Nazioni Unite, le istituzioni di Bretton Woods e l'organizzazione mondiale del commercio (OMC), hanno approvato il nuovo ordine mondiale, a nome del loro sponsor. I governi dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo hanno abbandonato il loro ruolo storico di regolamentare le principali variabili economiche, nonché garantire un minimo di sussistenza alla loro gente.

La speculativa impennata dei prezzi del grano

I media con superficialità hanno tratto in inganno l'opinione pubblica sulle cause degli aumenti dei prezzi del 2005-2008, concetrandosi quasi esclusivamente sulle questioni dei costi di produzione, del clima e di altri fattori che comportano forniture ridotte e che potrebbero contribuire a incrementare il prezzo dei prodotti alimentari essenziali. Mentre questi fattori possono anche entrare in gioco, hanno una rilevanza limitata nella giustificazione dell'impressionante e drammatica impennata dei prezzi.

Gli aumenti vertiginosi dei prezzi alimentari sono in gran parte il risultato della manipolazione del mercato. Essi sono in gran parte attribuibili agli scambi speculativi sui mercati delle materie prime. I prezzi del grano sono aumentati artificialmente a causa di operazioni speculative su larga scala sulle borse merci di New York e Chicago. Vale la pena notare che, nel 2007, il Chicago Board of Trade (CBOT), si fuse con il Chicago Mercantile Exchange (CME), formando la più grande entità mondiale per il commercio delle materie prime, insieme ad  una vasta gamma di strumenti speculativi (opzioni, opzioni su futures, indice dei fondi, ecc.).

Il commercio speculativo di frumento, riso o mais può avvenire senza la presenza di transazioni reali delle materie prime. Le istituzioni che speculano sul mercato dei cereali non sono necessariamente coinvolte in un'effettiva vendita o consegna di grano. Le transazioni possono utilizzare l'indice dei fondi delle materie prime che sono scommesse sul rialzo o  ribasso dei prezzi delle materie prime. Una "put option" è una scommessa che il prezzo si abbasserà, una "call option" è una scommessa che il prezzo salirà. Attraverso la manipolazione concordata, gli operatori istituzionali e le istituzioni finanziarie fanno salire il prezzo  e poi piazzano le loro scommesse su un movimento al rialzo del prezzo di un prodotto particolare.

La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità risultante incoraggia ulteriori attività speculative. Si fanno profitti quando il prezzo sale. Al contrario, se lo speculatore vende allo scoperto sul mercato, farà profitti quando crolla il prezzo.

Il resto del capitolo tratto sopra è contenuto nel libro "La crisi economica globale: La Grande Depressione del XXI secolo" Clicca qui per i dettagli.

Note

1. Bill Van Auken, "Mentre cresce la crisi alimentare, i governi temono la Rivolta degli affamati", Global Research, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8846, 30 aprile 2008.

2. Jeffrey Gettleman, "Incombe la carestia mentre le guerre lacerano il Corno d'Africa", New York Times, http://www.nytimes.com/2008/05/17/world/africa/17somalia.html, 17 mag 2008.

3. Rob McNeil di Oxfam, citato in Barry Mason, "Carestia in Africa orientale: minaccia di catastrofe come l'aumento dei prezzi alimentari", World Socialist Website, http://www.wsws.org/articles/2008/aug2008/east-a06.shtml, 6 ago 2008.

Fonte: Global Research 25 Gennaio 2011
Traduzione: Dakota Jones