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domenica 10 marzo 2013

Il presidente greco mette in guardia dall”esplosione sociale’, di chi?

Aurora Sito 9 marzo 2013
Darkernet
6 marzo 2013

greece

Il presidente greco ha rilasciato una dichiarazione (vedi sotto) secondo cui si aspetta presto una ‘esplosione sociale’. Questo si combina con la dichiarazione, pubblicata su un blog lo scorso novembre, dell’ex ambasciatore greco in Canada. Entrambi sono sinceramente preoccupati che non vi siano elementi rivoluzionari o contro-rivoluzionari all’opera, o le loro dichiarazioni sono insincere e il governo greco sta preparando un giro di vite sulla sicurezza. Maggiori informazioni di seguito…

Due settimane fa abbiamo riportato l’ex ambasciatore greco in Canada, Leonidas Chrysanthopoulos, sostenere che sei società di sicurezza private, mercenari, erano state assunte dal governo ellenico per sorvegliare la polizia e il personale a protezione del governo. Nel blog si indicava specificatamente la Blackwater (in seguito ribattezzata Xe, quindi Academi). L’articolo riceveva oltre 15.000 visitatori in 36 ore, di cui quasi 5000 solo da Facebook, così come 35 commenti da tutto lo spettro politico. E’ stato anche ri-bloggato più volte (nel complesso, si stima circa 30.000 visitatori in tre giorni).

Il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, Academi ha rilasciato una dichiarazione (al New Statesman, che aveva anche pubblicato un articolo basato sulle indicazioni di Chrysanthopoulos) negare che fosse una delle sei società di sicurezza. Tuttavia, è interessante notare un altro articolo su come la Blackwater sia piuttosto esperta nel sfuggire alle accuse e nel coprire le proprie tracce, quindi, forse a questo punto non dobbiamo giungere ad una qualche conclusione in merito. Tuttavia, riteniamo che il governo greco abbia la responsabilità di chiarire: a) i nomi delle società di sicurezza private assunte e b) il loro ruolo preciso.

Tornando alla recente dichiarazione del presidente greco Karolos Papoulias ha detto che temeva che il saccheggio governativo dei contribuenti farà saltare in aria il Paese. “Saremo di fronte a una esplosione sociale, se aumenterà la pressione sulla società“, ha aggiunto. Questo è esattamente ciò che Chrysanthopoulos aveva detto, qualche mese prima. Abbiamo anche messo in guardia da una possibile ‘strategia della tensione’, in cui gruppi di estrema destra (come i terzaposizionisti in Italia e all’estero negli anni ’80), crearono il caos per incoraggiare la legge marziale, o almeno accresciute misure di sicurezza.

venerdì 15 febbraio 2013

La tragedia greca parla da sola

di Monia Benini
Teste Libere

La Grecia, oggi. Poche scarne notizie sulla stampa estera, sfuggite dalle fitte maglie del controllo, ma i viaggi ad Atene, le testimonianze di scrittori, economisti, rappresentanti di movimenti di protesta, o di semplici cittadini, forniscono un quadro drammatico della Grecia, che non ha bisogno di forzature. Perché la realtà è già sin troppo tragica.

Fonte: Teste Libere

mercoledì 13 febbraio 2013

SOS GRECIA! E' davvero emergenza? LIVE

Live di Byoblu con Sergio di Cori Modigliani e Monia Benini  
Segue articolo di Monia Benini  sos-grecia

Cosa sta succedendo in Grecia?

Voci sempre più insistenti parlano di un Paese sprofondato nel baratro, volutamente dimenticato, silenziato perché la sua tragedia non interferisca con le elezioni in Germania e in Italia. E' vero?

Ne abbiamo parlato in una diretta fuori programma con Monia Benini, esperta conoscitrice della Grecia e a diretto contatto con i cittadini di Atene, e con Sergio Di Cori Modigliani, autore dell'articolo che ha lanciato l'allarme in rete, che è intervenuto nel corso del live.

Nel video in testa al post, la registrazione completa dell'evento live.

Fonte: Byoblu 12 Febbraio 2013

sabato 26 gennaio 2013

Atene, sciopero della metro: polizia contro lavoratori, scontri e arresti

di  Marco Santopadre
Contropiano

grecia-scioperoIl governo precetta i lavoratori della metropolitana di Atene al nono giorno di sciopero, e minaccia licenziamenti. Ma i dipendenti continuano il blocco. E così all'alba la polizia assalta un deposito, carica i lavoratori e ne arresta dieci. I sindacati rispondono con nuovi scioperi.

Incredibile escalation nelle ultime ore in Grecia da parte del governo di Antonis Samaras. Ieri, all’ottavo giorno consecutivo di sciopero dei lavoratori della metropolitana di Atene e degli altri comparti del trasporto pubblico della capitale e della provincia, il Ministro dei Trasporti aveva ordinato la precettazione degli scioperanti.

''Il governo non può rimanere indifferente di fronte a questa situazione'' aveva tuonato Kostis Hatzidakis, ribadendo che il governo non avrebbe rinunciato a equiparare il contratto dei lavoratori del trasporto pubblico a quelli del resto dei dipendenti dello Stato. Una delle principali condizioni poste dalla troika (BCE, UE, FMI) per concedere ulteriori prestiti alla Grecia che comporterebbe una decurtazione salariale netta del 20%.

''I sindacalisti della metropolitana hanno deciso di seguire la via dello scontro, usando mezzi illeciti e senza rispettare le decisioni della magistratura. Non possiamo fare altro che procedere alla precettazione'' aveva concluso il ministro. Ma immediatamente dopo i rappresentanti dei lavoratori in sciopero avevano definito “fascista” la decisione del governo Samaras accusando l’esecutivo che ''con la sua decisione dimostra la sua impossibilita' di trovare una soluzione alla crisi''. Nel pomeriggio di ieri i lavoratori della metropolitana si erano riuniti nei depositi della capitale ed avevano deciso a stragrande maggioranza la continuazione dello sciopero, nonostante l’ordine di precettazione e le minacce di licenziamento di quei dipendenti che non fossero rientrati subito al lavoro.

martedì 11 dicembre 2012

Lo spezzatino greco

di Monia Benini

grecia poveraAndare alle elezioni e sentirsi dire che il paese è ingovernabile. Tornare a votare e sperare in un rovesciamento del sistema. E invece niente. Tutto esattamente come prima. A nulla sono servite ben due tornate elettorali a distanza di poche settimane fra l’una e l’altra: con una legge che attribuisce un premio di maggioranza di ben 50 seggi su un totale di 300 al primo partito e con una massiccia e totalizzante manipolazione da parte di tv e giornali, è stato relativamente semplice vincere la volontà dell’elettorato. E riaffermare il governo globale delle banche e della grande finanza internazionale.

Dopo ben cinque anni di recessione continua, la penisola ellenica è in ginocchio. Le politiche TeT (Tagli e Tasse) hanno stremato larga parte dei cittadini. Manovre per ben 63 miliardi euro: tagli equivalenti, se contestualizzati all’Italia, a un importo di 600 miliardi di euro.

Fra le misure di contrasto alla povertà dilagante, oltre alla distribuzione di latte e alcuni generi alimentari nelle scuole primarie (per arginare la denutrizione dei bambini), la Grecia ha approvato ad inizio ottobre una legge per permettere ai supermercati di commercializzare in apposite aree e a prezzi stracciati (con uno sconto del 66%) i prodotti alimentari scaduti, fino a 90 giorni – a seconda dei generi - dalla data del consumo indicato. Ma anche acquistare questo tipo di cibo per sfamarsi può essere proibitivo per chi non ha alcun reddito, perché è stato licenziato, è stato costretto a chiudere la propria attività oppure non trova lavoro (oggi un Greco su 4 è disoccupato, mentre ben oltre il 54% dei giovani non ha occupazione).

lunedì 10 dicembre 2012

Cento passi ad Atene

di Monia Benini

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Poche gocce lente ci piovono addosso mentre scendiamo dall'auto in centro. Siamo nel cuore dell'area “bene” di Atene, quella piena di negozi, quella che si riempiva di una folla dedita agli acquisti. Nella zona dove non si trovava un angolo per aprire un'attività, dove gli affitti dei locali erano alle stelle e dove avere uno spazio era la massima aspirazione di commercianti e liberi professionisti. Cento passi fra vetrine e palazzi. Cento passi...nella desolazione. Pochissime persone; camminano di fretta, schive. Evitano di finire nell'obiettivo della macchina fotografica.

Atene è tutta un graffito, deturpata da scritte di rabbia: insulti a chi ha fiaccato, svenduto e schiavizzato la Grecia. Qua e là sacchi di rifiuti ammassati: l'immondizia non viene raccolta da qualche giorno a causa di uno sciopero degli addetti contro i licenziamenti. Lo spray delle bombolette ha deturpato tutto: abitazioni, uffici, negozi. O meglio...quelli che erano abitazioni, uffici e negozi. Bastano cento passi, non uno di più, in questo deserto riempito da rettangoli gialli con le scritte rosse che troviamo ovunque: “affittasi”, “vendesi” sono le parole greche stampigliate su cartelli attaccati dappertutto. Porte, vetri, finestre, ingressi, colonne dei portici. Il cuore commerciale di Atene non esiste più. E quel che rimane sta chiudendo.

giovedì 11 ottobre 2012

E' frode accettare ciò che non possiamo pagare

da Teste Libere

Dalla Merkel in Grecia, alle misure in Italia (con l'aumento dell'IVA)...chi è che decide? chi è che ci costringe a misure sempre più opprimenti? Chi decide delle nostre tasse?

Fonte: Teste Libere 10 ottobre 2012

sabato 16 giugno 2012

In Grecia solo se vince Syriza l’Europa si salva

di Gennaro Carotenuto
gennarocarotenuto.it

AlexisTsipras_thumb

Ha voglia di sgolarsi Alexis Tsipras (foto), il dirigente della coalizione di sinistra Syriza che domani potrebbe vincere le elezioni greche, a ripetere “noi, come il 70% dei greci, siamo per l’Euro e per l’Europa”. Più lo dice e più i giornali reinterpretano: “Se vince Syriza è la fine dell’Euro”, “Referendum tra Euro e Dracma”, laddove Dracma vuol dire Tsipras ed Euro vuol dire continuare a far sopportare alla Grecia le misure draconiane decise dalla troika che hanno svuotato gli ospedali di medicine e portato alla fame bambini e anziani. Addirittura il Financial Times, nell’edizione tedesca, fa un appello a resistere alla demagogia di Tsipras e non votare Syriza. Dei balbettii su carta velina della stampa italiana non vale neanche la pena riferire, allineata e coperta dietro le parole d’ordine monetariste per le quali Syriza sarebbe una sorta di partito dei black bloc sui quali spargere terrore come fossero nuovi cosacchi pronti ad abbeverarsi alle fontane di San Pietro.

Fa specie soprattutto che la severissima stampa finanziaria mondiale, dal citato Financial Times all’Economist fino al Sole24Ore, bramino una vittoria di Antonis Samaras, il leader del partito di centro-destra Nuova Democrazia. Giova ricordare che Samaras è parlamentare dal 1977 ed è stato ministro di quasi tutto (dalle Finanze agli Esteri alla Cultura) per il partito che ha truccato i conti per entrare nell’Euro, ha fatto esplodere il debito estero, ha depredato i conti dello Stato, ha favorito smaccatamente gli straricchi condividendo in cambio le peggiori politiche clientelari del PASOK (il suo rivale gemello di centro-sinistra) e infine condiviso con i socialisti la responsabilità di firmare il memorandum. È ovvio, quanto patetico, che la grande stampa finanziaria mondiale affidi l’ultima trincea del neoliberismo decadente a un partito di corrotti yes-men pronti a firmare qualunque patto scellerato, incluso mandare a morte per fame i figli dei loro connazionali, o far mancare medicine salvavita ai loro vecchi, pur di mantenere uno strapuntino di privilegio. È a questi scilipoti che la più autorevole stampa mondiale vuole affidare le sorti di undici milioni di greci. Sono questi scilipoti, secondo loro, i difensori dell’Europa in una nuova battaglia delle Termopili dove Syriza rappresenterebbe i persiani.

lunedì 28 maggio 2012

La Grecia insorge contro l'arroganza della Lagarde (Fmi)

Molti hanno fatto notare alla signora Lagarde che sia i bambini privati del diritto all'istruzione in Africa sia quelli che sono stati precipitati nella povertà in Grecia (secondo un recente rapporto dell'Unicef i bambini malnutriti in Grecia sarebbero quasi 450.000) sono vittime dei piani di aggiustamento strutturale, dei ricatti e dello strozzinaggio internazionale esercitato proprio dall'organismo di cui la Lagarde è Direttrice.

di 
Redazione Contropiano

lagardeLe parole del direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, hanno provocato un moto d'indignazione e rabbia nella società greca e preoccupazione in alcuni ambienti istituzionali europei. Nei sondaggi è testa a testa tra Syriza e centrodestra.

"Bisogna che i greci comincino ad aiutarsi l'un l'altro pagando tutte le tasse", aveva detto la Lagarde in una intervista al quotidiano britannico The Guardian, aggiungendo che l'Fmi non aveva intenzione di addolcire i termini del pacchetto di austerità per Atene. E poi la ciliegina sulla torta, quando ha confessato di provare più simpatia per i bambini privati dell'istruzione nell'Africa sub-sahariana che per molti greci che rischiano la povertà per la crisi. «I genitori greci devono pagare le tasse», ha detto riferendosi al fenomeno dell'evasione fiscale nel Paese. Incalzata dal forse incredulo intervistatore la Lagarde aveva precisato: "Penso più ai bambini di un piccolo villaggio del Niger che vanno a scuola due ore al giorno, dividendosi una sedia in tre, e che sognano di avere una buona istruzione. Penso a loro sempre. Perchè penso che hanno più bisogno di aiuto della gente di Atene".

venerdì 25 maggio 2012

Il cavallo di Pandora è sceso dall’Olimpo

PressEurope
The Times

christo_europe-pandora
Christo Komarnitski

Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.

Hugo Rifkind

Non riesco a trovare un’analogia adatta. È irritante. La mitologia greca, in particolare, è molto meno utile di quanto immaginassi. Pensavo che la storia del cavallo di Troia fosse una metafora perfetta per spiegare come la Grecia, un contenitore di debito e false speranze, si è infiltrata nell’eurozona e ha rovinato tutto.

Ma poi mi sono accorto che la similitudine implica che i greci abbiano scatenato intenzionalmente questo inferno. E non è andata così. In realtà la Grecia è più simile a un cavallo di Troia che cerca disperatamente di trattenere il male al suo interno. Un vaso di Pandora con le fattezze di un cavallo di legno, che si arrampica su una collina e ingenuamente crede che non ci sarà mai una discesa, costretto a nutrire per sempre un mostro nascosto in cantina, con la testa di toro e un corpo che – maledizione! – non somiglia affatto a quello di un orso.

Quelli che hanno costruito il cavallo, che forse sono nascosti al suo interno e forse no – sto cominciando a confondermi – per un attimo hanno assaporato il brivido del trionfo, convinti che tutto si stesse trasformando in oro. Ora però hanno paura di guardare in faccia la verità ed essere trasformati in statue di pietra.

domenica 20 maggio 2012

Grecia fuori dall’euro, ecco i piani delle banche tedesche

Informare per Resistere 19 Maggio 2012

Fabrizio Goria
Linkiesta

commerzbankGli istituti tedeschi sono pronti all’uscita della Grecia dall’euro. Linkiesta ha potuto visionare in esclusiva il piano di contingenza che Commerzbank ha predisposto lo scorso novembre, coordinandosi con l’associazione bancaria tedesca. Il programma, in quattro passaggi, prevede anche la riattivazione del SoFFin (Sonderfonds Finanzmarktstabilisierung), lo speciale fondo governativo a protezione delle banche tedesche creato nel 2008 dopo il crac Lehman Brothers.

FRANCOFORTE – Le banche tedesche sono pronte all’uscita della Grecia dall’euro. Linkiesta ha potuto visionare il piano di contingenza che Commerzbank, il colosso bancario tedesco, ha creato a partire dallo scorso novembre. L’impatto per l’eurozona sarebbe spaventoso: le uniche cifre nel documento sono relative alla Germania e parlano di circa 500 miliardi di euro di costi, fra banche, sistema bancario e ricapitalizzazione dei fondi di salvataggio europei. «Nonostante l’architettura legislativa europea non permetta ancora un’uscita, è chiaro che bisogna essere preparati, anche se difficilmente si potranno fare stime corrette», dicono a Linkiesta due banchieri di Commerzbank dietro anonimato.

mercoledì 25 aprile 2012

La Grecia porta l'austerità al Tribunale dell’Aja

Monica Capo
LINKIESTA

parlamento-greciaÈ raro che i cittadini portino il loro governo in tribunale, ed è ancora più raro che sia un governo dell'Europa occidentale ad essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale dell'Aja.

Ma, è questo ciò che, come riporta la Bbc, un gruppo di cittadini greci sta facendo, e, le accuse sono durissime.

Si sostiene, infatti, che le misure di austerità introdotte dal governo della Grecia costituiscono un “genocidio” in tempo di pace e un “crimine contro l'umanità."

Un mix tossico di austerità e di recessione ha messo, infatti, la Grecia in ginocchio: l'economia del paese si sta contraendo per il quinto anno consecutivo e la disoccupazione è salita ad oltre il 20%. L'impatto sociale è netto, con il numero dei suicidi, secondo le stime, raddoppiati, la criminalità in costante crescita e, più di un quarto dei greci al di sotto della soglia di povertà.

sabato 10 marzo 2012

Il Nocciolo della Questione Greca-Chi Guadagna e Chi Perde

Di FunnyKing
Rischio Calcolato

collusionPubblico con piacere la traduzione di un articolo apparso sul grande e storico sito del The Daily Reckoning. Gira che ti rigira il problema di tutto quanto è sempre e solo uno: quella collusione che aveva trovato nella riserva frazionaria e nel denaro “fiat” la pietra filosofale, si rinnova sul caso greco e punta adesso a toglierci tutto quanto ci è rimasto.

articolo originale tratto da USEMLAB

Oggi parleremo nuovamente di un argomento dibattuto fino alla nausea: la crisi Greca. Se riuscirete a sopportare la lettura di questo ultimo articolo potreste finalmente capire una volta per tutte il nocciolo della questione, che in fondo è molto semplice: tutto ciò su cui si discute da mesi ha poco e nulla a che vedere con il debito greco in quanto tale. La questione riguarda invece la sopravvivenza di un sistema corrotto basato sul debito e su un potere statale che non conosce più limiti.

Riflettiamo sul seguente punto: non è strano che tutta l’Europa venga messa in ginocchio da un paese tanto minuscolo e insignificante come la Grecia? Il PIL greco è appena il 2,4% del PIL europeo. In termini economici, la Grecia non ha alcuna rilevanza. La mancanza di crescita o di competitività economica della Grecia non può essere un fattore in grado di distruggere l’esperimento della moneta unica. Eppure, la Grecia evidentemente un peso ce l’ha, altrimenti i mercati finanziari europei non avrebbero festeggiato nuovamente anche l’ultimo salvataggio da 130 miliardi.

venerdì 24 febbraio 2012

Salviamo la Grecia dai suoi salvatori: sono dei criminali

Libre

Grecia-bambiniNel momento in cui un giovane greco su due è disoccupato, 25.000 persone senza tetto vagano per le strade di Atene, il 30 per cento della popolazione è ormai sotto la soglia della povertà, migliaia di famiglie sono costrette a dare in affidamento i bambini perché non crepino di fame e di freddo e i nuovi poveri e i rifugiati si contendono l’immondizia nelle discariche pubbliche, i “salvatori” della Grecia, col pretesto che i Greci «non fanno abbastanza sforzi», impongono un nuovo piano di aiuti che raddoppia la dose letale già somministrata. Un piano che abolisce il diritto del lavoro e riduce i poveri alla miseria estrema, facendo contemporaneamente scomparire dal quadro le classi medie.

L’obiettivo non è il “salvataggio”della Grecia: su questo punto tutti gli economisti degni di questo nome concordano. Si tratta di guadagnare tempo per salvare i creditori, portando nel frattempo il Paese a un fallimento differito. Si tratta soprattutto di fare della Grecia il laboratorio di un cambiamento sociale che in un secondo momento verrà generalizzato a tutta l’Europa. Il modello sperimentato sulla pelle dei Greci è quello di una società senza servizi pubblici, in cui le scuole, gli ospedali e i dispensari cadono in rovina, la salute diventa privilegio dei ricchi e la parte più vulnerabile della popolazione è destinata a un’eliminazione programmata, mentre coloro che ancora lavorano sono condannati a forme estreme di impoverimento e di precarizzazione.

giovedì 23 febbraio 2012

Grazie all'Europa, la Grecia non ha più bisogno di colonnelli per imporre la Dittatura

Voci dalla Strada

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio il parlamento greco, contro la sua strada, contro il suo popolo e contro un’incredibile maggioranza, ha adottato un ennesimo “piano di austerità” imposto dalla troika UE, BCE e FMI.

merkel-greeceDa “sinistra” come da “destra” alla stregua di bravi soldatini al servizio di un’Europa tecnocratica ormai resa completamente folle e strisciante dinnanzi al vitello d’oro chiamato €uro, sordi alle proteste del popolo che però sono tenuti a rappresentare, difendere e pietosamente proteggere dalla sua collera e dalla disperazione da migliaia di poliziotti che hanno inondato le strade di Atene sotto i lacrimogeni, in un’atmosfera da guerra civile, i deputati greci hanno riconosciuto dunque l’ennesimo piano di austerità imposto dai loro creditori ma anche, e forse soprattutto, dalla Germania di Angela Merkel, ormai apertamente diventata la tiranna dell’Europa di Bruxelles.

La Plume a Gratter

Questo nuovo piano di una brutalità indicibile si aggiunge a tutti gli altri piani di austerità che si sono succeduti dal maggio 2010 in Grecia, ogni volta presentati come “quello buono”, l’ultimo e che hanno accumulato aumenti fiscali fino alla nausea, tagli ai salari e alle pensioni, licenziamenti e privatizzazioni forzate, in nome di una opinione economica distruttrice che precipita la Grecia, culla storica della democrazia, in una disperazione senza fondo e in una regressione sociale senza precedenti.

lunedì 20 febbraio 2012

Nikos Klitsikas in diretta sul sito del Movimento PBC

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Movimento PBC (Per il Bene Comune)

di Fernando Rossi

Facebook

pbcNikos, Dimitris e altri amici greci, dopo la partecipazione alla nostra Assemblea Nazionale tenutasi a Roma l'11 e 12 febbraio, saranno ancora con noi, in diretta, Venerdì 24 febbraio su www.perilbenecomune.net e risponderanno alle domande di tutte le persone collegate (inviate in tempo reale , via mail a presidente@perilbenecomune.net).

Per vedere l'intervista che SKY ha fatto e mandato in onda oggi, 18 febbraio, a Nikos ( non rispettando i precedenti accordi di completezza e integrità di quesiti e risposte ) dalla piazza delle lotte ateniesi, cliccare su http://www.youtube.com/watch?v=udzIYLrCPLo

venerdì 17 febbraio 2012

Lettera dalla Grecia agli Italiani

Riceviamo e Pubblichiamo - Lettera di Nikos dalla Grecia agli Italiani
Informare per Resistere

greece crisis protests

Nota di Informare Per Resistere

Nikos è un cittadino greco che per vari anni ha vissuto e studiato in Italia. Ho letto alcuni suoi commenti su Informare Per Resistere riguardo la questione greca e non ho esitato a mettermi in contatto con lui. Gli ho chiesto di descrivere dal suo punto di vista, il punto di vista di un cittadino greco, cos’è accaduto durante la giornata del 12 febbraio 2012. Quanto segue è ciò che Nikos ha scritto, senza alterazioni se non la correzione di qualche errore di ortografia. Lo stile è il suo, la passione anche, la verità è di tutti. Leggete tutto fino in fondo, perché Nikos parla direttamente al vostro cuore.
F.A.

– di Nikos –

Febbraio è venuto… lasciando un Gennaio di silenzio, tristezza e disperazione per la maggior parte dei Greci. Cosi è ormai dal 2010 ma più che passa il tempo il “tumore” peggiora, più che passa il tempo il buio diventa anche più scuro nella vita di ogni cittadino che vive in questo paese… I problemi in ogni casa sono infiniti. Sogni? Non esistono, solo la domanda “come possiamo sopravvivere?” La risposta? Tutti sotto shock, quindi non esiste! Nei caffè-bar tutti parlano dei politici nostri e FMI, le banche e i loro protettori. Molti ricordano gli eroi dell’epoca del 1821 e del 1940, altri parlano di una nuova resistenza di armi, altri solo ringhiano… Il fattore comune di tutti è che non possono godere la loro vita, nel senso che mangiano solo per avere qualcosa nello stomaco, nessun gusto. Ogni cosa che fai ha metà del gusto che ha. Cerchiamo di trovare situazioni che ci possono fare sorridere… Ma queste più che passa il tempo finiscono. E’ tragedia… quando tutti hanno ragione c’è tragedia dicevano gli antichi greci. E’ così!

domenica 12 febbraio 2012

Diretta dalla Grecia – la rivolta, le notizie, le immagini – tutto in diretta.

da Informare per resistere

Segue la traduzione delle notizie in tempo reale riportate dal sito Occupied London.org, No Cartel TV e TVXS.

00.35 del 13 febbraio
Cittadini greci irrompono in una TV locale di Creta, occupandola. Lo segnala Anonymous su Twitter.

anonymous-greece-tv

00.27 del 13 febbraio
Anonymous ha bloccato molti siti governativi greci, tra cui quello del primo ministro Papademos: www.primeminister.gov.gr.

Intanto è stato proclamato l’esito delle votazioni che hanno conclamato la vittoria del “sì” alle misure di austerità. Nel dettaglio, per articoli:

  1. della legge: 190 sì, 83 no, 5 astenuti
  2. della legge: 201 sì, 84 no, 3 astenuti
  3. della legge: 199 sì, 74 no, 5 astenuti
  4. della legge: 202 sì, 72 no, 2 astenuti

00.03 del 13 febbraio
Comunicato della facoltà di legge occupata (originale in greco):

L’assemblea ha deciso che l’occupazione della facoltà di legge continuerà. Chiamiamo a raccolta tutti i cittadini nelle strade, e gli chiediamo di continuare a lottare! Niente è finito, tutto ha inizio ora.
La facoltà di legge è il centro della battaglia e continuerà ad esserlo!

domenica 29 gennaio 2012

La Grecia e noi: dalla speculazione finanziaria al protettorato atlantico

Appello al popolo 
Rivista.Indipendenza

financial crisisCirca due anni fa (maggio/giugno 2010) pubblicammo sulla rivista cartacea "Indipendenza" lo scritto che segue. Ci sembra utile riproporlo ai lettori di "Appello al Popolo" per la sua attualità e la necessità di non perdere di vista i termini (cause e finalità) essenziali della situazione di fase che stiamo vivendo e che riteniamo sia appena agli inizi.

*** 
LA GRECIA E NOI: DALLA SPECULAZIONE FINANZIARIA AL PROTETTORATO ATLANTICO

– i “come” e i “perché” di una crisi indotta –

«Le premesse di una lunga stabilità ora ci sono, diamo il benvenuto alla nuova moneta, un'idea straordinaria divenuta realtà». Così Romano Prodi, ex consulente della banca d'affari USA Goldman Sachs e presidente della Commissione Europea, alla presentazione della moneta unica europea con Berlusconi e Ciampi (26 novembre 2001). L'euro è stato per anni e anni propagandato e foraggiato dagli amerikani Prodi, Amato, Ciampi e D'Alema non solo come l'ingresso in un meraviglioso e splendente altro mondo possibile, ma anche come alternativa al possibile “default” (insolvenza). Per l'Italia, sotto attacco nel 1992 delle speculazioni di Soros & Co. –una significativa analogia con la tragedia greca odierna?–, l'appartenenza all'Eurozona avrebbe rappresentato il paracadute dal “rischio crack all'Argentina”, paventato come il peggiore dei disastri. Di qui manovre “lacrime e sangue”, tagli alla spesa, inasprimenti fiscali, ed ancora sacrifici, rigore ed austerità in nome del rispetto dei parametri europei di Maastricht, vero e proprio cappio al collo per qualsiasi velleità di politica economica autonoma: il tutto per “proteggere” lo Stato dal rischio insolvenza, e questo attraverso l'integrazione in un'economia più forte che avrebbe, secondo le promesse degli euroimbonitori, addirittura insidiato il predominio globale degli Stati Uniti.

giovedì 15 dicembre 2011

Bilderberg riabilitato e dichiarato idoneo a governare il mondo

di Richard Cottrell
End The Lie

“Here we are, born to be kings          “Eccoci qua, nati per essere re
We’re the princes of the universe.”     Siamo i signori dell’universo.”

- Freddie Mercury

bilderberg Una delle società più segrete al mondo sta venendo allo scoperto, sbattendo le palpebre alla lampeggiante e violenta luce del giorno, come Dracula che inaspettatamente decidesse di sentirsi più al sicuro emergendo dalla sua cripta fredda e umida al sorgere del sole.

“Sorgere del sole”, è la parola giusta. Mai le prospettive di un unico ordine mondiale sono sembrate più rosee, o più a portata di mano.

Così, non può essere affatto una coincidenza che il Gruppo Bilderberg, e la sua conventicola sorella, la Commissione Trilaterale, stiano improvvisamente a crogiolarsi sulle sedie a sdraio sui prati della rispettabilità pubblica.

È mia sincera convinzione che stiamo assistendo ad azioni di “riscaldamento” idonee a preparare noi tutti ad un unico ordine mondiale, nel momento in cui l’orchestrato smantellamento dell’intera economia globale comincia a mordere e a lasciare i segni.