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domenica 17 marzo 2013

L’UE a Cipro: come ti metto le mani in tasca con la scusa del “debito”

vampiri

di Enrico Galoppini
European Phoenix

Chissà come sono contenti quest’oggi i ciprioti: hanno scoperto che per sanare il “debito pubblico”, il debito creato dall’adozione della moneta-debito euro, dovranno sopportare un prelievo forzoso sui loro depositi bancari.

Per quelli che hanno fino a 100.000 euro, la gabella sarà del 6,75%, mentre per i ‘paperoni’ che posseggono cifre superiori, corrisponderà al 9,9%.

Facciamo un attimo due conti: se uno ha in banca 20.000 euro, dovrà donare, per la “salvezza delle banche e della patria”, la non indifferente cifra di 1.350 euro. Se ne ha 10.000, l’obolo versato nelle fauci dell’euro-dittatura sarà di 675 eurini sonanti, con 377,5 tintinnanti monetine da un euro che saluteranno un già misero deposito di 5.000.

Poco esaltante la situazione anche per uno con 120.000 euro in banca (bisogna fare lo sforzo di mettersi nei panni degli altri): dovrà sacrificare 8.100 euro (!) sull’altare del ‘dio moneta unica’, dove alcuni però si guardano bene dall’ “unirsi” appassionatamente, come la Gran Bretagna, che la sterlina se la tiene ben stretta mettendo comunque bocca alla grande nella gestione dell’euro.

Da tutto questo effluvio di danari dalle tasche dei ciprioti, dovrà uscire una cifra di 5,8 miliardi di euro, come hanno stabilito i “collaborazionisti” ministri delle Finanze dell’“eurozona”, andati a prendere ordini dalle centrali dell’usurocrazia di Bruxelles. Condizione, questa, per essere beneficiati della ‘manna’ da 10 miliardi di euro, gravata – ça va sans dire – da interessi, il che causerà un immediato aumento del “debito pubblico”, che è quello che vogliono appunto i padroni dei camerieri. Ecco che cosa sono i famosi “aiuti”, regolarmente preceduti da squilli di tromba dei soliti “media”.

mercoledì 14 novembre 2012

Hugo Salinas-Price:L'effetto della Guerra Confrontato con l'effetto della Moneta

cobraf

Questo pezzo di Hugo Salinas Price è cento volte più profondo della MMT e dei meccanismi monetari discussi qui sull'euro e il debito pubblico, che sono fatti tecnici per salvare una nostra situazione. Qui hai una prospettiva totalmente diversa perché spiega il senso storico di tutto quello che sta avvenendo intorno a noi. Il fatto che la moneta internazionale dal 1971 sia di carta, dollari di carta senza legame con un valore intrinseco, che sia oro, argento o materie prime, ha creato il boom della Globalizzazione e l'esplosione del Debito che la consente e sta distruggendo i paesi occidentali

Riflessioni sull'effetto della Guerra confrontata con l'effetto della moneta senza valore intrinseco tra paesi

HSPLa guerra moderna è altamente distruttiva, fino a meno di due secoli fa le guerre coinvolgevano soprattutto gli eserciti che combattevano sul campo di battaglia, come a Waterloo dove in otto ore si decideva una guerra che terminava con l'esito dello scontro di quel giorno. La guerra moderna significa invece spesso la distruzione di un paese e milioni di civili vengono uccisi e loro città devastate. Nel 1948 ho attraversato la Germania e ricordo la città di Brema che era diventata semplicemente una massa di rovine che erano state solo spazzate dalle strade per consentire il traffico. La seconda guerra mondiale cancellò praticamente intere città in polonia, Russia e soprattutto in Germania. Ma dopo la guerra sia i vincitori che i perdenti si misero a ricostruire i loro paesi, le città risorsero, le fabbriche vennero rimesse in piedi e 30 anni dopo non c'era traccia della terribile distruzione di 25 anni prima.

Ora consideriamo la moneta e le sue conseguenze.

mercoledì 12 settembre 2012

False flag e problemi veri. Il debito

di Monia Benini
Teste libere

C'è un incendio che divampa in tutta la casa e c'è chi si 'difende' dando acqua alle piante in balcone. Legge elettorale, introduzione del semi-presidenzialismo, difesa dell'art. 18.

Battaglie che non mirano al cuore del sistema, posizioni che non scalfiscono minimamente la dittatura delle banche e della grande finanza. E invece, sarebbe possibile agire, come in passato, contro il grande inganno che ci tiene prigionieri: il debito.

Chi ci governa lo sa e ha una paura folle dei cittadini informati. Per questo Monti chiede al Consiglio Europeo la convocazione di un incontro straordinario a Roma contro il "populisimo e l'antieuropeismo strisciante" e per "evitare il nascere di questi fenomeni."

Fonte: Teste Libere

venerdì 29 giugno 2012

Da dove provengono i soldi? La gigantesca truffa della Federal Reserve

da The Economic Collapse

Federal-Reserve-Notes

Come viene creato il denaro? Se rivolgete questa domanda alle persone medie per strada, la maggior parte di loro non ne ha idea. Questo è piuttosto strano, perché tutti noi usiamo il denaro costantemente. Si potrebbe pensare che sarebbe  naturale per tutti noi sapere da dove proviene. Allora da dove proviene il denaro?

Un sacco di gente suppone che il governo federale crei i nostri soldi, ma non è così. Se il governo federale potesse semplicemente stampare e spendere di più ogni volta che vuole, il nostro debito nazionale sarebbe pari a zero. Invece, il nostro debito nazionale ha raggiunto ormai quasi  16 trilioni di dollari. Allora perché il nostro governo (o qualsiasi altro governo sovrano se è per questo) deve prendere soldi a prestito da qualcuno? Questa è una domanda molto buona.

La verità è che, in teoria, il governo americano non ha bisogno di prendere in prestito un solo centesimo da nessuno. Ma sotto il sistema della Federal Reserve, il governo statunitense si è sottomesso volutamente ad un sistema finanziario in cui deve costantemente prendere in prestito somme di denaro sempre maggiori. In realtà, è così che funziona nella stragrande maggioranza dei paesi del pianeta. in questo momento. Come vedrete, questo tipo di sistema non è sostenibile e i problemi strutturali causati da tale sistema sono al centro dei nostri odierni problemi di debito.

Allora da dove proviene il denaro? Negli Stati Uniti, proviene dalla Federal Reserve.

giovedì 14 giugno 2012

Monti: Stiamo preparando la vendita di parte del patrimonio pubblico

Aveva detto di voler ridurre il debito, invece è riuscito ad aumentarlo. Adesso, non sapendo come fare, ma sapendo benissimo quello che fa, vende i nostri beni. Monti è solo un altro chiodo nella bara dell’Italia

Dal TG La7 del 13 giugno 2012
Annuncio del premier da Berlino. La dismissione di parte del nostro patrimomio pubblico potrebbe fruttare da 300 a 700 miliardi di euro

Servizio di Daniele Maglie

Fonte: tg.la7.it

venerdì 2 marzo 2012

Italia in vendita. Federalismo, euroatlantismo, debito e svendita dei beni pubblici

Appello al Popolo

svenditaIn nome del federalismo demaniale, cresce di giorno in giorno l'elenco dei beni dello Stato che gli enti locali (innanzitutto i Comuni, ma anche Province e Regioni) potranno richiedere ed ottenere, a titolo gratuito, con il vincolante obbligo di metterli in vendita, di monetizzarli.

Il sito del Demanio ne indica migliaia e migliaia e l'elenco è in continuo aggiornamento. Da parti delle Dolomiti all'intera isola di S. Stefano, sino al mercato di Porta Portese e all'intero Idroscalo a Roma, da San Pietro in Vincoli alla facoltà di Ingegneria della Sapienza, al faro di Mattinata sul Gargano, passando per ex aeroporti, palazzi storici, immobili vari, cinema, parchi, acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, eccetera.

Tutto in (s)vendita, a condizione che l'incasso sia convogliato per l'abbattimento del debito pubblico. Un debito pubblico di cui la quasi totalità degli italiani ignora o è disinformata su cause e dinamiche che l'alimentano, e che cresce pressoché constantemente, nonostante le idrovore (tasse e balzelli diretti ed indiretti, aumento dei costi dei servizi, continue contrazioni alle spese sociali, ecc.) che centrodestra e centrosinistra, ed ora il governo Monti sedicente tecnico, in realtà anch'esso politico, in drammatica e servile continuità, reiterano dissipando risorse, peggiorando le condizioni di vita del popolo italiano, acuendo la sudditanza atlantica di questo paese.

giovedì 23 febbraio 2012

Grazie all'Europa, la Grecia non ha più bisogno di colonnelli per imporre la Dittatura

Voci dalla Strada

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio il parlamento greco, contro la sua strada, contro il suo popolo e contro un’incredibile maggioranza, ha adottato un ennesimo “piano di austerità” imposto dalla troika UE, BCE e FMI.

merkel-greeceDa “sinistra” come da “destra” alla stregua di bravi soldatini al servizio di un’Europa tecnocratica ormai resa completamente folle e strisciante dinnanzi al vitello d’oro chiamato €uro, sordi alle proteste del popolo che però sono tenuti a rappresentare, difendere e pietosamente proteggere dalla sua collera e dalla disperazione da migliaia di poliziotti che hanno inondato le strade di Atene sotto i lacrimogeni, in un’atmosfera da guerra civile, i deputati greci hanno riconosciuto dunque l’ennesimo piano di austerità imposto dai loro creditori ma anche, e forse soprattutto, dalla Germania di Angela Merkel, ormai apertamente diventata la tiranna dell’Europa di Bruxelles.

La Plume a Gratter

Questo nuovo piano di una brutalità indicibile si aggiunge a tutti gli altri piani di austerità che si sono succeduti dal maggio 2010 in Grecia, ogni volta presentati come “quello buono”, l’ultimo e che hanno accumulato aumenti fiscali fino alla nausea, tagli ai salari e alle pensioni, licenziamenti e privatizzazioni forzate, in nome di una opinione economica distruttrice che precipita la Grecia, culla storica della democrazia, in una disperazione senza fondo e in una regressione sociale senza precedenti.

domenica 29 gennaio 2012

La Grecia e noi: dalla speculazione finanziaria al protettorato atlantico

Appello al popolo 
Rivista.Indipendenza

financial crisisCirca due anni fa (maggio/giugno 2010) pubblicammo sulla rivista cartacea "Indipendenza" lo scritto che segue. Ci sembra utile riproporlo ai lettori di "Appello al Popolo" per la sua attualità e la necessità di non perdere di vista i termini (cause e finalità) essenziali della situazione di fase che stiamo vivendo e che riteniamo sia appena agli inizi.

*** 
LA GRECIA E NOI: DALLA SPECULAZIONE FINANZIARIA AL PROTETTORATO ATLANTICO

– i “come” e i “perché” di una crisi indotta –

«Le premesse di una lunga stabilità ora ci sono, diamo il benvenuto alla nuova moneta, un'idea straordinaria divenuta realtà». Così Romano Prodi, ex consulente della banca d'affari USA Goldman Sachs e presidente della Commissione Europea, alla presentazione della moneta unica europea con Berlusconi e Ciampi (26 novembre 2001). L'euro è stato per anni e anni propagandato e foraggiato dagli amerikani Prodi, Amato, Ciampi e D'Alema non solo come l'ingresso in un meraviglioso e splendente altro mondo possibile, ma anche come alternativa al possibile “default” (insolvenza). Per l'Italia, sotto attacco nel 1992 delle speculazioni di Soros & Co. –una significativa analogia con la tragedia greca odierna?–, l'appartenenza all'Eurozona avrebbe rappresentato il paracadute dal “rischio crack all'Argentina”, paventato come il peggiore dei disastri. Di qui manovre “lacrime e sangue”, tagli alla spesa, inasprimenti fiscali, ed ancora sacrifici, rigore ed austerità in nome del rispetto dei parametri europei di Maastricht, vero e proprio cappio al collo per qualsiasi velleità di politica economica autonoma: il tutto per “proteggere” lo Stato dal rischio insolvenza, e questo attraverso l'integrazione in un'economia più forte che avrebbe, secondo le promesse degli euroimbonitori, addirittura insidiato il predominio globale degli Stati Uniti.

martedì 2 agosto 2011

Tetto del Debito USA:Istituito Super Comitato con inquietanti poteri

Ron Paul lancia l'allarme sull'"inquietante" Super Congresso

Paul Joseph Watson
Prison Planet.com

Il Membro del Congresso Ron Paul avverte che l'onnipotente nuovo "Super Congresso" creato dal voto sul tetto del debito, sarà utilizzato per aumentare velocemente le tasse, concentrando più potere sui cordoni della borsa della nazione nelle mani dell'elite di Washington.

Durante un'apparizione su Fox News, Andrew Napolitano ha avvertito che il "Super Congresso" è stato un assalto all'autorità che la  Costituzione conferisce ai rappresentanti eletti.

Come abbiamo riportato ieri , il "Super Congresso," che è stato approvato dalla Camera ieri ed è pronto per essere approvato  al Senato oggi, stabilirà un nuovo livello di governo senza alcuna responsabilità, e toglierà ai rappresentanti eletti il diritto di modificare la normativa o di fare ostruzionismo su qualsiasi questione riterrà più opportuna, non solo riguardo alla questione del debito.

Questo organismo avrà "nuovi poteri straordinari" per forzare rapidamente una legge attraverso entrambe le camere, inclusi il controllo delle armi, la riduzione dei diritti e gli aumenti fiscali.

In una dichiarazione fatta ieri in risposta all'approvazione della Legge sul Controllo del Bilancio (Budget Control Act), il deputato Ron Paul ha espresso la sua preoccupazione per l'istituzione di questo "inquietante" nuovo comitato, e ha avvertito che sarebbe stato utilizzato per raggiungere l'inasprimento fiscale.

"La legislazione prodotta da questa commissione avrà una corsia preferenziale, e i Membri non avranno l'opportunità di presentare emendamenti", ha detto Paul. "L'approvazione delle raccomandazioni del "Super Congresso" è legata ad un altro aumento del tetto del debito. Questo garantisce che i Membri si troveranno ad affrontare una tremenda pressione ad approvare ciò che viene fuori da questa commissione, anche se comprende aumenti delle tasse. Questa disposizione è un ottimo modo per mantenere le decisioni sulla spesa fuori dalla portata dei membri che non sono d'accordo con l'agenda della leadership".

Il deputato ha aggiunto che il comitato rappresenta "Niente altro che un modo per privare del diritto di voto la maggioranza del Congresso, negando loro la possibilità di partecipare in modo significativo nei settori  cruciali del diritto e della riforma fiscale. Cede il potere di redigere leggi ad una commissione speciale, scelta dalla leadership della Camera e del Senato".

Infatti, la Casa Bianca ha già rivelato che  intende utilizzare il potere del Super Congresso, diventando così di fatto il tredicesimo membro decisivo, per interrompere i tagli fiscali di Bush a partire dal 2012.

Come riporta CBS News, il Congresso avrà il mandato di produrre un voto positivo o  negativo, senza permesso di emendamenti, sulla base delle raccomandazioni del super comitato, il 23 dicembre, un mese dopo che il nuovo organismo avrà completato il suo lavoro, che sarà incentrato sui tagli a Medicaid, Medicare e Sicurezza Sociale.

"Il Congresso non puo modificare la raccomandazione della commissione," riferisce la CBS, ammettendo il fatto che i poteri attribuiti ai legislatori eletti che sono sanciti nella Costituzione sono stati completamente abbattuti.

Se il Congresso respinge le proposte del super comitato, "allora tagli alla spesa automatici su tutta la linea, per almeno 1.200 miliardi di dollari, entrerebbero in vigore".

Le Organizzazioni per il Secondo Emendamento, come Possessori Americani di armi  temono che questo nuovo super comitato di legislatori non si fermerebbe a regolamentare sulla questione del debito, e che potrebbe colpire il diritto di portare armi spingendo la normativa in materia di "registrazione dei proprietari di armi", "divieto di armi da fuoco semi-automatiche", e "adozione di un trattato delle Nazioni Unite per il controllo delle armi."

Il fatto che l'istituzione di un organismo che minaccia di riscrivere completamente oltre 200 anni di prassi legislativa basata sulla costituzione sia passata senza il minimo  dibattito da parte dei politici o dei media mainstream è un atto d'accusa schiacciante di come l' amministrazione Obama incline all'autonomia esecutiva ha aggressivamente preso il controllo del processo politico.

Ancora una volta, spetta alla base dare l'allarme su questo sviluppo scioccante, nella speranza che possa poi essere stroncato da un giudice federale che ha ancora familiarità con i principi di base della costituzione.


Fonte: Prison Planet.com  2 Agosto 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

giovedì 26 maggio 2011

Primavera Araba + Estate Europea = Inverno dello Scontento Mondiale

di Gerald Celente
Trends Journal

Kingston, NY, 25 maggio 2011 - La notizia più importante della scorsa settimana non è stata lo scandalo per l'accusa di stupro che ha coinvolto il capo del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn. Non è stato il tanto sbandierato discorso sul medio Oriente del presidente Barack Obama, né le storiche  inondazioni  che hanno devastato la pianura alluvionale del Mississippi.

Ma queste sono le storie che hanno preoccupato la stampa statunitense. Considerando che tutte erano certamente degne di nota - e una tacca al di sopra della consueta ossessione per le notizie puramente eccitanti e violente - la storia di tendenza più significativa di tutte ha avuto una scarsa o nessuna copertura da parte dei media mainstream.

Sebbene la caduta di Strauss-Kahn abbia mandato in frantumi le sue speranze di correre per la Presidenza francese, le ripercussioni resterebbero principalmente confinate alla Francia. Le sue dimissioni dal FMI, tuttavia, avrebbero conseguenze limitate. Un nuovo capo sarà presto disponibile a sostituirlo, e indipendentemente dalla sentenza di stupro per Strauss-Kahn, l'FMI continuerà a violentare i paesi che sono costretti ad accettare il suo "aiuto".

Per quanto riguarda il discorso di Obama, era essenzialmente privo di senso; molte parole vuote e per la maggior parte vaghe, promesse irrealizzabili che non porteranno ad alcuna azione di rilievo.

Indubbiamente, la devastazione provocata dalle violente condizioni meteorologiche si faranno sentire pesantemente da tutti i soggetti direttamente interessati. Il tributo fisico ed emotivo delle decine di migliaia di persone le cui case, aziende e mezzi di sostentamento sono stati distrutti, è incalcolabile. Tuttavia, le conseguenze avranno un impatto soprattutto sulle persone direttamente colpite mentre le implicazioni che ne deriveranno interesseranno solo temporaneamente l'economia nazionale e, in misura minore, quella globale.

Previsione del Trend: Se le attuali condizioni meteo dovessero diventare più una norma che un'anomalia, le conseguenze socio-economiche si riveleranno, a lungo termine, di vasta portata e disastrose. L'agricoltura, la navigazione, i frutti di mare, le forniture alimentari e la raffinazione del petrolio saranno tra le vittime prevedibili, accompagnate da massicci spostamenti di popolazione. Ma la conseguente reazione a catena (inflazione, carenze, disoccupazione, ecc) reclameranno molte altre vittime, che, in questo momento, non sono quantificabili.

Gli 800 elefanti nella sala stampa Nonostante Strauss-Kahn, il discorso di Obama, i tornado e le  inondazioni, la notizia più importante con le maggiori implicazioni, è stata la storia che ha avuto la copertura più piccola. Se aveste guardato le notizie nella  notte di Domenica (ABC, CBS, NBC, ecc) non l'avreste trovata. Se aveste letto la prima pagina del New York Times, che si autodefinisce "Giornale Archivio" dell'America, non era nemmeno lì.

La storia messa più in evidenza con la foto più grande, che era ovviamente destinata a catturare l'attenzione del lettore dell'edizione di punta di Domenica, ha portato la testimonianza di quelle che il Times ha considerato le notizie più "adatte alla stampa":

La macchina del gossip, che stimola la fame continua di immondizia, alimenta una crescente Industria 24 ore su 24

Per soddisfare la propria insaziabile "Fame d'immondizia" il Times ha dedicato circa 4000 parole ad una imbecille, irrilevante, minima, scandalistica, notizia spazzatura sulla crescente industria del gossip sulle celebrità. Distribuita su tre pagine e sottolineata da undici superflue e insensate foto a colori, il Times ha fatto quello che tutti i media mainstream tipicamente fanno: volgarità a poco prezzo  giustificata con la motivazione: "Questo è ciò che la gente vuole".

Forse è stata questa brama di lussuria a rappresentare l'incapacità del "Giornale Archivio" di riconoscere un megatrend in atto che stava già ridisegnando il panorama geopolitico globale. A loro merito, tuttavia, a differenza delle reti che hanno ignorato la storia, il Times almeno l'ha pubblicata. Dedicandole meno di 500 parole e relegandola alla remota Pag. 12,  il suo titolo innocuo recita: "Nonostante il divieto, proseguono le proteste prima del voto spagnolo".

Le proteste anti-austerità e contro il salvataggio delle grosse banche sono scoppiate sporadicamente  in tutta Europa per oltre un anno. Ma queste manifestazioni spagnole hanno segnato una svolta importante. E 'stata l'agitazione e il malcontento in Europa che ci ha portato a prevedere il nostro trend "Off With Their Heads", che avrebbe portato a rivolte e a rovesciare governi (Trends Journal, autunno 2010).

Ma i disordini europei sono stati messi in ombra dalle rivolte ben più violente che si sono diffuse in Medio Oriente e Nord Africa a fine 2010 e inizio 2011. A differenza degli europei che ancora credevano nel potere del loro voto, gli arabi, con solo autocrati, dittatori e sovrani al controllo, non avevano urne per distoglierli. Sapevano che se non fosse cambiato il sistema, nulla sarebbe cambiato.

Come avevo previsto nel Trends Journal e ripetuto nei media in tutto il mondo, sarebbe stata solo una questione di tempo prima che gli europei si svegliassero per realizzare la stessa idea: il sistema deve cambiare. Ciò che distingue questa ultima ondata spagnola di proteste da quelle precedenti in Europa è proprio questa percezione, non importa quanti voti sono stati raccolti nell'urna elettorale, il risultato sarebbe sostanzialmente lo stesso. Tutte le grida, le richieste, le marce e gli scioperi non servirebbero a niente senza un governo reattivo che li affronti - e questo non potrebbe essere realizzato attraverso l'attuale sistema nel quale, nonostante la retorica, c'è poca differenza tra i maggiori partiti.

Previsione del Trend: Gli imponenti salvataggi di Grecia e Irlanda si sono già dimostrati fallimentari, e il piano di salvataggio portoghese seguirà lo stesso percorso: più debito, aumento della disoccupazione, drastiche misure di austerità imposte al popolo e una svendita all'ingrosso di preziose risorse pubbliche.

Spagna, Regno Unito e Italia sono i prossimi in attesa di subire le conseguenze a lungo termine del "Panico economico del 2008" ... che è stata messo a tacere solo temporaneamente dalle migliaia di miliardi pompati dalle banche centrali per mantenere il sistema finanziario a galla.

Le condizioni economiche continueranno a deteriorarsi per la maggior parte delle nazioni europee. Più peggiorano, più forte e più accesa diventerà la protesta. I partiti politici trincerati, che non sono disposti a fare concessioni adeguate o a cedere il potere, intensificheranno i loro sforzi di repressione.

Le manifestazioni giovanili di ispirazione spagnola, sit-in e accampamenti all'aperto serviranno come modello per i giovani ugualmente diseredati di altri paesi. In assenza di un miracolo economico, un intervento divino ... o della realizzazione di una Profezia da giorno del giudizio  (nel qual caso nessuna previsione sarà valida), aspettatevi che le proteste aumentino per tutta l'estate del 2011, per proseguire nel 2012 e oltre.

Un jolly che potrebbe far deragliare le manifestazioni, calmare il malcontento e unire il popolo, sarebbe uno o più attacchi terroristici in diverse città europee. Tenuto conto delle azioni militari della NATO contro la Libia, gli attacchi di ritorsione sono una possibilità concreta.

Fonte: Prison Planet 25 Maggio 2011
Traduzione: Dakota Jones

giovedì 28 aprile 2011

La crisi del debito nell'Unione europea: proposte chiave per un'altra Europa

di Dr. Eric Toussaint
Global Research
CADTM

europe-crisis La crisi ha scosso l'Unione europea nelle sue stesse fondamenta. Con l'aiuto e il favoreggiamento dei governi attualmente in carica, della Commissione europea (CE), della Banca centrale europea (BCE), e del FMI, gli istituti finanziari responsabili della crisi stanno facendo un sacco di soldi speculando sul debito pubblico. Nel frattempo, gli imprenditori stanno approfittando della situazione per lanciare un'offensiva contro i diritti sociali ed economici della maggioranza.

La riduzione del deficit pubblico deve essere realizzato non attraverso i tagli alla spesa per i programmi sociali, ma attraverso un aumento delle entrate fiscali a seguito di misure efficaci contro l'evasione fiscale, più imposte sul capitale, transazioni finanziarie, ricchezza personale, e redditi più alti. Per ridurre i deficit pubblici, i tagli dovrebbero riguardare la spesa per le armi, così come le altre spese socialmente riprovevoli e dannose per l'ambiente. E' invece essenziale aumentare la spesa per i programmi sociali, se non altro per compensare le conseguenze della depressione economica. Al di là di questa posizione di protezione, la crisi attuale dovrebbe essere vista come un'opportunità per rompere con la mentalità capitalista e ottenere un cambiamento radicale nella società. La nuova logica da sviluppare deve allontanarsi dal produttivismo, prendere in considerazione l'ambiente, eliminare tutte le forme di oppressione (basata su razza, sesso o altri criteri arbitrari), e sostenere l'accesso universale ai beni comuni.

Per raggiungere questo scopo noi dobbiamo costruire un fronte anti-crisi, sia a livello locale che a livello europeo in modo da mettere insieme abbastanza energia per creare un equilibrio di potere che è favorevole alla realizzazione di soluzioni radicali che puntino sulla giustizia sociale e la preoccupazione per l'ambiente. Già nell'agosto 2010, il CADTM ha elaborato otto proposte alternative alla crisi in Europa. [1] Il punto principale è la necessità di annullare la parte illegittima del debito pubblico. A tal fine, il CADTM (Ndr:Comitato per l'Annullamento del Debito del Terzo Mondo) raccomanda di istituire una revisione sotto il controllo dei cittadini, che deve essere combinata, in alcuni casi, con una sospensione unilaterale e sovrana del rimborso. L'obiettivo della revisione è quello di annullare la parte illegittima del debito pubblico e ridurre fortemente il resto.

Una drastica riduzione del debito pubblico è necessaria ma non sufficiente per ottenere l'uscita dalla crisi dei paesi dell'UE. Deve essere completata con misure significative in diversi settori.

1. Revisione del debito pubblico per annullare la parte illegittima

Una parte significativa del debito pubblico nei paesi dell'Unione europea è illegittima in quanto è il risultato di una politica deliberata da parte dei governi che hanno deciso di privilegiare sistematicamente le classi agiate, a scapito di altri membri della società. La riduzione delle imposte sui redditi più elevati, sulla ricchezza personale e sugli utili delle società private hanno indotto le autorità ad aumentare il debito pubblico per compensare il calo delle entrate pubbliche. Essi hanno inoltre aumentato il carico fiscale sulle famiglie a basso reddito, cioè sulla maggioranza della popolazione. Inoltre, il salvataggio del 2007-2008 delle istituzioni finanziarie private responsabili della crisi, ha significato un enorme dispendio di denaro pubblico e un rapido aumento del debito pubblico. La diminuzione dei ricavi a causa della crisi innescata da istituzioni finanziarie private, ha dovuto essere finanziata ancora una volta dal massiccio ricorso al prestito. Da tale contesto si evince chiaramente l'illegittimità di una parte significativa del debito pubblico. In un certo numero di paesi ricattati dai mercati finanziari si devono aggiungere altre fonti evidenti di illegittimità. Dal 2008 in poi, il denaro pubblico è stato preso in prestito da banche private (ed altre istituzioni finanziarie private), che hanno usato il denaro ricevuto a tassi molto bassi dalle banche centrali, per speculare e costringere i governi ad aumentare gli importi che vengono loro versati. In paesi come Grecia, Ungheria, Lettonia, Romania e Irlanda, i prestiti del FMI sono stati concessi a condizioni sfavorevoli agli interessi economici e sociali della popolazione. Peggio ancora, queste condizioni favoriscono di nuovo le banche ed altre istituzioni finanziarie. Devono quindi essere considerate illegittime. Infine, in alcuni casi i governi sono andati contro la volontà del popolo: per esempio, mentre nel febbraio 2011 una grande maggioranza degli irlandesi ha votato contro i partiti che avevano concesso regali ai banchieri ed accettato le condizioni imposte dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale, la nuova coalizione di governo ha attuato le stesse politiche di quelle precedenti. Più in generale, in molti paesi, il ramo legislativo del governo è stato marginalizzato da politiche imposte dal potere esecutivo, dopo gli accordi con la Commissione europea e il FMI. L'esecutivo presenta l'accordo al Parlamento che poi deve prendere o lasciare.In alcuni casi, dibattiti senza voto sono organizzati sui temi più importanti. La tendenza del potere esecutivo a trasformare il Parlamento in un'assemblea per avallare ciecamente è sempre più forte.

In una tale situazione problematica, sapendo noi che numerosi paesi dovranno presto affrontare uno scenario di insolvenza per mancanza di denaro, e che il rimborso del debito illegittimo è inaccettabile per definizione, dobbiamo parlare a voce alta e chiara a favore della cancellazione del debito illegittimo. Il costo della cancellazione deve essere sostenuto dalle istituzioni finanziarie private, vale a dire da quelli che sono responsabili della crisi.

Paesi come Grecia, Irlanda, Portogallo, e quelli dell'Europa orientale (o al di fuori dell'UE, come l'Islanda), ossia paesi che vengono ricattati da speculatori, FMI ed altri organismi come la Commissione europea, dovrebbero richiedere un moratoria unilaterale sul rimborso del debito pubblico. La proposta è di ottenere il sostegno popolare nei paesi che sono maggiormente colpiti dalla crisi. A Dublino alla fine di novembre 2010, in un sondaggio telefonico di circa 500 persone, il 57% degli irlandesi preferiva l'inadempienza all'aiuto di emergenza del FMI e dell'UE. Inadempienza! dice il popolo, era il titolo del Sunday Independent, il principale settimanale  dell'isola. Il CADTM sostiene che una tale moratoria unilaterale deve essere combinata con la revisione dei prestiti pubblici (con la partecipazione dei cittadini).La revisione dovrebbe fornire al governo e  all'opinione pubblica le prove e gli argomenti per annullare/ripudiare la parte del debito che è stato riconosciuto come illegittimo. Il diritto internazionale e le varie leggi nazionali offrono una base giuridica per questo atto sovrano unilaterale di cancellazione/ripudio.

La sua esperienza di lavoro sulla questione del debito del Sud incita la CADTM a mettere in guardia i paesi inadempienti, nei confronti di misure insufficienti, come la mera sospensione del rimborso, che può rivelarsi controproducente. Ciò che occorre è una moratoria senza maturazione di interessi sull'eccesso di debito.

In altri paesi come Francia, Regno Unito o in Germania, può non essere indispensabile chiedere una moratoria unilaterale durante il periodo di revisione. Eppure una verifica deve essere effettuata al fine di determinare la portata della soppressione/ripudio auspicata. Se il contesto economico internazionale dovesse degradarsi ulteriormente, una sospensione del pagamento potrebbe essere all'ordine del giorno anche per i paesi che pensano di non poter essere ricattati da creditori privati.

La partecipazione dei cittadini è una condizione irrinunciabile per garantire che la revisione sia obiettiva e trasparente. Il comitato incaricato della valutazione deve comprendere vari organismi pubblici interessati, esperti di finanze pubbliche di controllo, economisti, giuristi, costituzionalisti e rappresentanti dei movimenti sociali. In questo modo sarà possibile decidere le diverse responsabilità coinvolte nel processo di indebitamento ed esigere l'assunzione di colpa dei responsabili, sia a livello nazionale che internazionale. Qualora il governo attuale non dovesse essere d'accordo per la revisione contabile del debito, deve essere istituita una revisione di un comitato di cittadini, senza la partecipazione del governo.

In tutti i casi, è legittimo che le istituzioni private e gli individui a reddito elevato, che detengono titoli di debito, si assumano l'onere della cancellazione del debito sovrano illegittimo, in quanto essi sono in gran parte responsabili della crisi, e ne hanno anche approfittato. Si tratta semplicemente di un giusto ritorno ad  una  maggiore giustizia sociale. E' importante creare un registro dei detentori di titoli, al fine di risarcire coloro che hanno bassi o medi redditi.

Se la revisione dovesse apportare la prova di reati connessi al debito illegittimo, i responsabili devono essere pesantemente condannati a pagare un risarcimento e finire in carcere come si addice alla gravità delle loro trasgressioni. Gli enti pubblici che hanno contratto prestiti illegittimi deve essere ritenuti responsabili.

Quanto al debito legittimo, i creditori dovrebbero essere costretti a cercare di ridurre il capitale e i tassi di interesse, e a rinviare la scadenza. Anche in questo caso, una discriminazione positiva a favore dei piccoli detentori di titoli di debito pubblico, dovrebbe assicurare che vengano pagati. Inoltre, l'importo nel bilancio dello stato, accantonato per rimborsare il debito, deve essere limitato a seconda delle condizioni economiche, della capacità di rimborso degli enti pubblici, e della natura irriducibile della spesa per i programmi sociali. Dobbiamo prendere ispirazione da ciò che è stato fatto per la Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. L'Accordo di Londra del 1953 sul debito estero della Germania (che tra l'altro ha ridotto il capitale del debito del 62%) ha stabilito che l'impegno di debito/ammontare del reddito annuale da esportazione non può superare il 5%. [2] Si potrebbe definire un analogo rapporto: l'importo dedicato a ripagare il debito non può superare il 5% dei ricavi dello Stato. Dobbiamo inoltre definire un quadro giuridico in modo da evitare il ripetersi della crisi che è iniziata nel 2007-2008, compreso il divieto di socializzare i debiti privati, l'obbligo di organizzare un controllo permanente delle politiche di debito pubblico, con la partecipazione dei cittadini, la non applicabilità dei limiti di legge per i reati connessi al debito illegittimo, la nullità del debito illegittimo, e così via.

2. Fermare i piani di austerità, sono ingiusti e stanno solo rendendo la crisi peggiore

I governi dei paesi europei hanno scelto di soddisfare le richieste del FMI e di imporre severe politiche di austerità sulle loro popolazioni, con tagli alla spesa pubblica, compresi i licenziamenti di massa dei dipendenti pubblici e stipendi ridotti o addirittura congelati per loro, accesso ridotto ad alcuni servizi pubblici essenziali e ai servizi di protezione sociale, dopo l'età pensionabile. Al contrario, le aziende pubbliche hanno chiesto - e ottenuto - un aumento dei loro prezzi, mentre il costo per ottenere l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione è aumentato. L'utilizzo di imposte indirette più alte particolarmente ingiuste, come l'imposta sulle vendite (IVA) è sempre più frequente. Gli enti Pubblici nei settori aperti alla concorrenza sono stati massicciamente privatizzati. Le politiche di austerità attuate sono state spinte a livelli mai raggiunti dalla seconda guerra mondiale. Le conseguenze della crisi sono state quindi rese molto peggiori mediante i provvedimenti contestati, il cui obiettivo principale è quello di tutelare gli interessi dei detentori del capitale.In poche parole, champagne per i banchieri, e noccioline per i lavoratori, pensionati e disoccupati!

Ma la gente è sempre meno disposta a sopportare l'ingiustizia di tali riforme, che determinano una regressione sociale su larga scala. Coloro che sono costretti a contribuire al meglio, per consentire ai governi di rimborsare i creditori, sono lavoratori dipendenti, disoccupati e famiglie a basso reddito. Nel frattempo, le donne sono le più colpite, dal momento che l'attuale organizzazione della società patriarcale e dell'economia è tale che esse portano il peso delle conseguenze disastrose di dover fare i turni, lavorare part-time, e occupare posti di lavoro sotto-pagati. Sono anche direttamente colpite dal degrado dei servizi sociali pubblici. La nostra lotta per imporre un altro modo di pensare deve andare di pari passo con una lotta per il rispetto totale dei diritti delle donne.

3. Stabilire una vera giustizia fiscale europea e un'equa ridistribuzione della ricchezza. Proibire transazioni con i paradisi fiscali e legali. Lottare contro la frode fiscale di massa, commessa dalle aziende più grandi e più prospere.

Dal 1980, le aliquote delle imposte dirette sui redditi più alti e sulle multinazionali più grandi sono diminuite con continuità nell'Unione europea. Tra il 2000 e il 2008, il più alto tasso di imposta sul reddito personale è diminuito del 7 per cento, mentre il più alto tasso di imposta sulle corporazioni è diminuito dell'8,5 per cento. Queste centinaia di miliardi di euro in sgravi fiscali sono stati in gran parte elargiti agli speculatori e ai membri più ricchi della società, che hanno visto la loro ricchezza continuare ad accumularsi.

Riforme fiscali più ambiziose rivolte alla giustizia sociale, devono essere attuate (diminuzione delle entrate e della ricchezza personale dei più ricchi, in modo che il resto del pianeta possa avere di più), e adottate in tutta Europa, al fine di prevenire il dumping fiscale. [3] L'obiettivo è quello di aumentare le entrate pubbliche, in particolare mediante un'imposta progressiva sui redditi degli individui più ricchi  (l'aliquota marginale per quelli che si trovano nella fascia fiscale più alta, deve essere portata al 90% [4]), una tassa sulla ricchezza personale al di sopra di un certo importo, e un'imposta sulle aziende. Questo incremento dei ricavi deve essere accompagnato da una rapida diminuzione del prezzo dei beni  e servizi giornalieri, quali generi alimentari di base, acqua, elettricità, riscaldamento, trasporto pubblico, e materiale scolastico, che può essere realizzato attraverso una mirata e sostanziale diminuzione dell'imposta sulle vendite (IVA) applicata a questi beni e servizi vitali. Le politiche fiscali adottate dovrebbero anche incoraggiare la protezione dell'ambiente, mediante l'applicazione di una tassa dissuasiva per penalizzare le aziende che inquinano.

L'UE deve adottare una tassa sulle transazioni finanziarie, in particolare sui mercati dei cambi, in modo da aumentare le entrate del governo.

Nonostante le loro nobili intenzioni, i paesi del G20 hanno più volte rifiutato di trattare l'argomento dei paradisi fiscali e legali. Una misura semplice per combattere contro questi paradisi fiscali (che sottraggono risorse vitali necessarie per lo sviluppo delle persone nel Nord e nei paesi del Sud), consisterebbe nell'adozione di una legge che vieta ufficialmente a tutti gli individui e le imprese situate in un paese di fare qualsiasi tipo di transazione attraverso un paradiso fiscale, con una sanzione pecuniaria che sarebbe equivalente alla somma della transazione proibita. In definitiva, questi pozzi neri finanziari devono essere eliminati, insieme con le attività criminali, corruzione, e delinquenza dei colletti bianchi e di quelli in giacca e cravatta che avvengono.

La frode fiscale drena una notevole quantità di risorse dalla comunità locale e va a detrimento dell'occupazione. Ingenti risorse pubbliche devono essere attribuite ai servizi di finanza pubblica in modo che possano lottare contro questo tipo di frode in modo efficace. I risultati delle loro attività devono essere rese pubbliche, e i colpevoli devono essere severamente puniti.

4. Frenare i mercati finanziari creando un registro dei possessori di titoli, e vietando le vendite allo scoperto e speculazioni in diversi settori. Creare un'Agenzia europea di rating pubblico.

La speculazione in tutto il mondo rappresenta più volte la quantità di ricchezza prodotta sul pianeta. La natura altamente complessa  di questa  ingegneria finanziaria la rende totalmente incontrollabile. I meccanismi messi in gioco minano l'economia reale. Le operazioni finanziarie non trasparenti sono la regola. Per essere tassati alla fonte, i creditori devono essere prima identificati. La dittatura dei mercati finanziari deve finire! La speculazione deve essere proibita in molti contesti. La speculazione su titoli di Stato, valute, e cibo dovrebbe essere proibita.[5] Le vendite allo scoperto devono essere vietate [6] e i Credit Default Swaps strettamente regolamentati. I mercati dei derivati ​​non quotati in borsa devono essere chiusi, perché sono veri e propri buchi neri, non soggetti ad alcuna regolamentazione o  sorveglianza.

Le agenzie di rating devono essere seriamente riformate e rigorosamente regolamentate. Lungi dall'essere gli strumenti per obiettive stime scientifiche, sono diventate i dispositivi di base per costruire la globalizzazione neoliberista e hanno già provocato catastrofi sociali diverse volte. Quando il rating di un paese viene abbassato, i tassi d'interesse sui prestiti fatti ad esso vengono aumentati, il che spiega perché la situazione economica del paese in questione si deteriora ulteriormente. Il comportamento compiacente degli speculatori aggrava notevolmente le difficoltà incontrate, che incideranno negativamente sui cittadini comuni. L'atteggiamento remissivo di queste agenzie di rating nei loro rapporti con il settore finanziario dell'America del Nord, le ha trasformate  in attori importanti sulla scena internazionale, e la loro responsabilità nello scoppio e peggioramento della crisi non è stata evidenziata a sufficienza dai media. La stabilità economica dei paesi europei è stata messa nelle mani di queste agenzie di rating, senza garanzie, nessun serio mezzo di controllo su di esse è stato fornito dalle autorità governative. L'unico modo per uscire da questa impasse è la creazione di un rating pubblico.

Notes Note

[1]  Vedi http://www.the CADTM.org / Debito-a-boo ...

[2] Vedi Éric Toussaint, La Banca Mondiale: un Testo Fondamentale, Pluto Press, Londra (2008), capitolo 4.

[3] Ad esempio in Irlanda, dove le imposte sugli utili societari sono solo12.5.

[4] Questo tasso del 90% fu imposto ai ricchi negli Stati Uniti negli anni '30 sotto la presidenza di Franklin Roosevelt.

[5] Vedi Éric Toussaint "Arrivare alle cause della crisi alimentare" http://www.cadtm.org/Getting-to-the ...

[6]  Le vendite allo scoperto consentono agli operatori di speculare sul prezzo di un titolo, che si aspettano scenderà, mediante operazioni in cui acquistano subito per rivendere immediatamente lo stock che non possiedono a breve giro. Le autorità tedesche hanno vietato queste transazioni dubbie, mentre le autorità francesi e quelle di altri paesi sono contrarie a questo divieto tedesco.

Tradotto da Charles La Via, Christine Pagnoulle e Vicki Briault

Éric Toussaint è dottore in Scienze Politiche (Università di Liegi e Università di Paris VIII), presidente del CADTM-Belgio (Comitato per l'Annullamento del Debito del Terzo Mondo, www.cadtm.org), autore con Damien Millet di Il Debito, il FMI, e la Banca mondiale. Sessanta Domande, Sessanta risposte, Rassegna mensile, New York, 2010.

Fonte: Global Research 27 Aprile 2011
Taduzione: Dakota Jones