lunedì 2 novembre 2009

I cambiamenti climatici e la malaria in Africa

Limitare le emissioni di anidride carbonica non serve molto per fermare la malattia in Zambia.

Di BJORN LOMBORG

bjornlomborg La sfida del riscaldamento globale ha catturato l'attenzione dei politici di tutto il mondo. L'articolo che segue è parte di una serie relativa alla Conferenza delle Nazioni Unite che si terrà in dicembre a Copenaghen su come la gente comune in diversi paesi vede la questione:

La prima volta che si è ammalato, Samson Banda non si rendeva conto di avere la malaria. Solo dopo aver protratto una febbre elevata è finito in una clinica nel quartiere di Bauleni a Lusaka, Zambia. La clinica ha solo poche infermiere e personale con competenze mediche di base. La gente del posto può aspettare anche un giorno intero prima di essere visitata.

La malaria è grave se non controllata. Nove su 10 del milione di casi di morte per malaria nel mondo si verificano nell'Africa sub-sahariana. La malattia, trasmessa attraverso le zanzare, può causare ipoglicemia, ingrossamento della milza e del fegato, forti mal di testa, carenza di ossigeno al cervello, e insufficienza renale. Ventisette anni, Samson ha protratto la malattia  per sei mesi prima di iniziare a recuperare.

Bauleni è un terreno di coltura ideale per le zanzare durante la stagione delle piogge tra novembre e aprile.  I quartieri poveri mancano di strutture igienico-sanitarie o di rete fognaria, che permetterebbe alla gente del posto di scavare latrine. I rifiuti straripano. La maggior parte degli adulti ha qualche infezione a lungo termine che tende a recidivare.

"Le nostre condizioni sono pietose, sia le cliniche sanitarie che l'igiene in questo settore",  ha detto il signor Samson ad un ricercatore del Copenhagen Consensus Center.

Chiedetegli come vorrebbe fosse speso il denaro dei donatori esteri, risponderà immediatamente: per una migliore assistenza sanitaria. Quando gli si chiede del riscaldamento globale, il signor Samson risponde: "Ne ho sentito parlare, ma non so nemmeno in che modo potrebbe riguardarmi. Se io muoio di malaria domani, perché dovrei preoccuparmi del riscaldamento globale?"

In Occidente, attivisti per la regolamentazione dell'anidride carbonica fanno notare che il riscaldamento globale aumenterà il numero delle vittime della malaria. Questo viene spesso usato come  argomento valido per drastici, immediati tagli di anidride carbonica.

Un tempo più caldo e umido migliorerà le condizioni per il parassita della malaria. La maggior parte delle stime indicano che il riscaldamento globale metterà il 3% in più della popolazione della Terra a rischio di prendere la malaria entro il 2100. Se investiamo nel modo più efficiente, i tagli globali dell'anidride carbonica -progettati per mantenere l'aumento di temperatura sotto i due gradi Celsius- ci costeranno 40 mila miliardi di dollaro l'anno entro il 2100. Nel migliore dei casi, si ridurrebbe il rischio per la popolazione solo del 3%.

In confronto, la ricerca commissionata dal Copenhagen Consensus Center mostra che la spesa di 3 miliardi di dollari all'anno per zanzariere, spruzzatori interni di DDT  sicuri per l'ambiente, e le sovvenzioni per l'efficace combinazione di nuove terapie potrebbero dimezzare il numero di quelli infettati dalla malaria entro un decennio. Con  il denaro necessario per salvare una vita con i tagli di anidride carbonica, politiche più intelligenti potrebbero salvare 78.000 vite.  Il signor Samson non ha fatto questi calcoli, ma per lui è semplice: "Per prima cosa," dice, la malaria "è qui adesso e uccide un sacco di persone ogni giorno."

La malaria è solo debolmente legata alla temperatura, è fortemente legata alla povertà. E' aumentata in Africa sub-sahariana negli ultimi 20 anni non a causa del riscaldamento globale, ma a causa della mancata risposta medica. Il trattamento cardine, la clorochina, sta diventando sempre meno efficace. Il parassita della malaria sta diventando resistente, e vi è  necessità di nuovi trattamenti combinati efficaci a base di artemisinina, che purtroppo è circa 10 volte più costoso.

Il signor Samson ha ragione a chiedere cosa potrebbero fare per lui e la sua famiglia i soldi spesi per il riscaldamento globale. Una risposta sincera? Molto poco. Per molto meno, potremmo ottenere molto di più.

Mr. Lomborg è direttore del Copenhagen Consensus Center, un think tank, e autore di "Cool It: Guida al Global Warming dell'ambientalista scettico" (Knopf, 2007).

Traduzione di Dakota Jones

Fonte  wsj online

Da non dimenticare. Da fare.

 inviato da Anna M.P.
2009-10-26

paolo_barnardLe persone devono urgentemente imparare a tornare protagoniste sia dell'informazione che dell'azione civica, e non, anzi, mai seguaci o fans dei 'personaggi forti' che sanno, che possono, che contano. I 'personaggi forti' devono invece divenire 'piccoli' al servizio dei forti, che siete voi persone. Ecco i passaggi per arrivare a ciò:
Ogni volta che voi pubblico ascoltate o leggete il lavoro di chi vi informa, dovete imporvi di pensare che si tratta solo di fonti, non di oracoli, ma fonti da ascoltare a debita distanza, fra le tante altre fonti che ascolterete.
Dovete arrivare al punto dove non esista più la relazione col giornalista 'personaggio/divo/esperto', che va visto sempre come un vostro consulente fra i tanti. Per far comprendere a chi legge quale dovrebbe essere l’atteggiamento esteriore e interiore di una cittadinanza sana nei confronti di chi li informa, chiuque egli/ella sia, vi chiedo di immaginare come il Consiglio di Amministrazione di un gigante industriale – per es. la Microsoft Corporation – si relaziona con un loro consulente. Lo convoca, gli dice senza troppe storie “Prego si faccia avanti, ci dica”, lo ascolta e poi “Bene, grazie, si accomodi”. Punto. E il consulente saluta e si mette da parte piccolo e secondario, per lasciare ai manager l’importante compito esecutivo. Ora, un pubblico di cittadini sani deve sentirsi esattamente come il management, cioè al centro del potere e delle decisioni, e deve ridurre gli odierni 'giornalisti/divi/esperti' al ruolo del consulente.

Oggi purtroppo accade l’esatto contrario: il 'giornalista/divo/esperto' troneggia, sentenzia, lancia diktat, e il pubblico piccolo piccolo lo adora, lo ammira, e, peggio, si raggruppa in fans club e ‘parrocchie’ dal seguito quasi sempre acritico. Ed è tristemente emblematico che l’immaginario colloquio che ho sopra descritto sia nella realtà di oggi esattamente il modo in cui, al termine della serata-dibattito con l’esperto/divo, viene invece accolto il pubblico quando chiede timidamente la parola: i 'personaggi' gli dicono “Prego si faccia avanti, chieda”, e poi “Bene, grazie, si accomodi”, cioè torni piccolo piccolo, marginale. I 'personaggi' troneggiano, firmano autografi, sono al centro. Voi ai margini. Assurdo, deleterio.

In questo modo la gente è solo sospinta a rimanere secondaria, cioè si annulla e non crescerà mai. La gente deve ripensarsi Consiglio di Amministrazione, e mettersi sempre al centro. (da L'Informazione è Noi)

Nell'azione civica/politica, per contrastare (se ancora sarà possibile) il Potere, ecco i passaggi:

- Studiarlo a fondo, per capire chi veramente è (non è la Casta, non è la mafia, non è la Chiesa), che storia ha avuto, fin dove è arrivato, con quali armi si muove, cosa sta pianificando per il futuro.

- Formarci in un esercito di attivisti di ampiezza nazionale. Mettere quindi da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano i Movimenti, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione.

- Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.

- Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.

- Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.

- Diffonderci nei LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.

- Sopra ogni altra azione, ci deve essere il tentativo da parte degli attivisti di trovare l'ANTIDOTO alla paralisi della partecipazione dei cittadini alla polis. Se non sapremo sbloccare la cittadinanza paralizzata, inattiva, apatica di fronte a qualsiasi scandalo e persino orrore, abbiamo perso, perché quella paralisi è stata, è, e sarà l'arma finale del Potere.

- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.

- Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita, ma a saper vedere però la CONVENIENZA FINALE di un mondo più in equilibrio. Cioè dirgli: oggi il Sistema ti illude di guadagnare subito dieci ma non ti rendi conto che ti fa perdere mille; noi ti diciamo che ti conviene perdere oggi dieci ma guadagnare mille nel tuo futuro. Questa è la logica di ogni speranza.

Non c’è altra strada. Non c'è. (da High Octane Capitalism Ahead)

Fonte: PaoloBarnard.info

sabato 31 ottobre 2009

E se fosse l’Olandese Volante?

inviato da Anna M.P.
di Carlo Bertani

Citta_di_Catania

Gentile Ministro Prestigiacomo,
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica. Soprattutto della logica delle costruzioni navali.
Partiamo dall’inizio.

La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:

E' lei. E' la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E' come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici[1].

Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.

Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:

Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale
.[2]

Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.

Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:

L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca
[3].

Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, Admiral Graf von Spee, Admiral Scheer e Deutschland, poi Lützow), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?

Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi[4], proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?

Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…

Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.

Note:

[1] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/trovata/trovata.html
[2] Ibidem.
[3] Fonte: Il Secolo XIX – 12 Settembre 2009.
[4]Fonte:http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/risultato-indagini/risultato-indagini.html

Fonte: Blog di Carlo Bertani

martedì 27 ottobre 2009

ISRAELE RAZIONA L’ACQUA AI PALESTINESI

COMUNICATO STAMPA AMNESTY INTERNATIONAL 
CS131-2009
ISRAELE-TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI: ISRAELE RAZIONA L’ACQUA AI PALESTINESI

amnesty-palestina Amnesty International ha accusato oggi, martedi’ 27 ottobre, Israele di negare ai palestinesi il diritto a un adeguato accesso all’acqua, mantenendo il controllo totale delle risorse idriche comuni e mettendo in atto politiche discriminatorie, concepite per limitare la disponibilita’ di acqua e impedire lo sviluppo di infrastrutture idriche operative nei Territori palestinesi occupati.


‘Israele consente ai palestinesi di accedere solamente a una piccola parte delle risorse idriche comuni, che si trovano per la maggior parte nella Cisgiordania occupata, dove invece gli insediamenti illegali dei coloni ricevono forniture praticamente illimitate. A Gaza il blocco israeliano ha reso peggiore una situazione che era gia’ terribile’ - ha dichiarato
Donatella Rovera, ricercatrice di Amnesty International su Israele e i Territori palestinesi occupati.

In un nuovo approfondito rapporto, Amnesty International mostra fino a che punto le politiche e le pratiche israeliane negano ai palestinesi il loro diritto all’accesso all’acqua. Israele utilizza piu’ dell’80 per cento dell’acqua della falda montana, la maggiore riserva idrica del sottosuolo
dell’area, e limita l’accesso dei palestinesi al solo 20 per cento. La falda montana e’ l’unica risorsa per i palestinesi della Cisgiordania, mentre e’ solo una delle tante a disposizione d’Israele, che tiene per se’ tutta l’acqua disponibile del fiume Giordano.

Mentre il consumo giornaliero di acqua dei palestinesi raggiunge a malapena i 70 litri a persona, quello degli israeliani e’ superiore a 300 litri, quattro volte di piu’. In alcune aree rurali i palestinesi sopravvivono con solamente 20 litri al giorno, la quantita’ minima
raccomandata per uso domestico in situazioni di emergenza. Da 180.000 a 200.000 palestinesi che vivono in comunita’ rurali non hanno accesso all’acqua corrente e l’esercito israeliano spesso impedisce loro anche di raccogliere quella piovana. Al contrario, i coloni israeliani, che vivono in Cisgiordania in violazione del diritto internazionale, hanno fattorie
con irrigazioni intensive, giardini ben curati e piscine: 450.000 coloni israeliani utilizzano la stessa, se non una maggiore quantita’ d’acqua, rispetto a 2.300.000 palestinesi.

Nella Striscia di Gaza, il 90-95 per cento dell’acqua dell’unica risorsa idrica presente, la falda acquifera costiera, e’ contaminato e inutilizzabile per uso domestico. Inoltre, Israele non permette il trasferimento di acqua della falda acquifera montana della Cisgiordania verso Gaza. I rigorosi divieti, imposti negli ultimi anni da Israele all’ingresso a Gaza di materiali e apparecchiature necessari per lo sviluppo e la riparazione di infrastrutture, hanno causato un ulteriore deterioramento dell’acqua e della situazione sanitaria, che a Gaza ha raggiunto un livello drammatico.

Per far fronte alla carenza d’acqua e alla mancanza di impianti di distribuzione, molti palestinesi sono costretti ad acquistare acqua dalle cisterne mobili, spesso di dubbia qualita’ e a un prezzo maggiore. Altri ricorrono a varie misure per risparmiarla, pericolose per la salute loro e delle loro famiglie e che ostacolano lo sviluppo socio-economico.

‘In oltre 40 anni di occupazione, i divieti imposti da Israele all’accesso all’acqua dei palestinesi hanno impedito lo sviluppo di infrastrutture e di servizi idrici nei Territori palestinesi occupati, negando cosi’ a centinaia di migliaia di persone il diritto di vivere una vita normale, di
avere cibo a sufficienza, una casa, la salute e sviluppo economico’ - ha dichiarato Donatella Rovera.

Israele si e’ appropriato di vaste aree delle terre palestinesi ricche di acqua, occupandole e vietando l’accesso ai palestinesi. Ha inoltre imposto un complesso sistema di permessi che i palestinesi devono ottenere dalle forze armate e da altre autorita’ israeliane per portare avanti progetti idrici nei Territori palestinesi occupati. Tali richieste sono spesso
rifiutate o subiscono lunghi rinvii. I divieti imposti da Israele al movimento di persone e beni inaspriscono ulteriormente le difficolta’ che
i palestinesi devono affrontare quando cercano di portare a termine progetti idrici e sanitari o anche solo quando vogliono distribuire piccole quantita’ di acqua.

Il fatto che le cisterne siano costrette ad allungare il percorso per evitare i posti di blocco dell’esercito israeliano e le strade vietate ai palestinesi, determina un eccessivo aumento del prezzo dell’acqua. Nelle zone rurali, i contadini palestinesi lottano quotidianamente per
procurarsi abbastanza acqua per i loro bisogni primari, in quanto l’esercito israeliano spesso distrugge o confisca le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione. Invece, nei vicini insediamenti israeliani, gli impianti irrigano i campi sotto il sole di
mezzogiorno, quando buona parte dell’acqua si perde evaporando persino prima di raggiungere il suolo.

In alcuni villaggi palestinesi, poiche’ non hanno accesso all’acqua, i contadini non riescono a coltivare la terra ne’ a produrre piccole quantita’ di cibo per il loro sostentamento o come mangime per gli animali e sono quindi costretti a ridurre la quantita’ dei capi bestiame.

‘L’acqua e’ un bene e un diritto fondamentale ma avere una quantita’ d’acqua anche minima e di cattiva qualita’ e’ diventato un lusso che molti palestinesi possono a malapena permettersi’ - ha commentato Rovera. ‘Israele deve porre fine alle sue politiche discriminatorie, abolire immediatamente tutti i divieti che impone ai palestinesi per l’accesso
all’acqua, assumersi la responsabilita’ di affrontare i problemi che ha creato e accordare ai palestinesi un’equa ripartizione delle risorse idriche comuni’.

Ulteriori informazioni
Questo nuovo rapporto fa parte della campagna globale ‘Io pretendo dignita’’, lanciata da Amnesty International nel maggio di quest’anno per chiedere la fine delle violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la poverta’. La campagna sta mobilitando persone di ogni parte del mondo per pretendere che i governi e le aziende ascoltino la voce di coloro che vivono in poverta’ e rispettino i loro diritti.

Roma, 27 ottobre 2009
Il rapporto Israel/Occupied Palestinian Territories: Demand Dignity:
Troubled waters - Palestinians denied fair access to water e’ disponibile
all’indirizzo:
http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/report/israel-rations-palestinians-trickle-water-20091027

Appello rivolto al governo israeliano e all’autorita’ palestinese e’
disponibile al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2723

Visita la community http://www.iopretendodignita.it dedicata ai temi della
campagna ‘Io pretendo dignita’’

Fonte: Amnesty International

venerdì 23 ottobre 2009

IL MITO DELLA POPOLAZIONE

22 ottobre 2009
DI GEORGE MONBIOT
monbiot.com

popolazione_mondiale Non è una coincidenza che la maggior parte di coloro che sono ossessionati con la crescita della popolazione siano ricchi uomini bianchi post-riproduttivi: si tratta dell’unico problema ambientale per cui non possono essere biasimati. Il brillante scienziato di sistemi terrestri James Lovelock, per esempio, ha affermato il mese scorso che "coloro che non riescono a vedere che la crescita demografica e i cambiamenti climatici sono due facce della stessa medaglia o sono ignoranti o nascondono la verità. Questi due enormi problemi ambientali sono inseparabili e discutere di uno, ignorando l'altro è irrazionale”. (1) Ma è Lovelock ad essere ignorante e irrazionale.

Un articolo pubblicato ieri sulla rivista Environment and Urbanization (Ambiente e Urbanizzazione, ndt) dimostra che i luoghi dove la popolazione è cresciuta più velocemente sono quelli in cui l'anidride carbonica è cresciuta più lentamente, e viceversa. Tra il 1980 e il 2005, per esempio, l’Africa sub-sahariana ha prodotto il 18,5% della crescita della popolazione mondiale e appena il 2,4% della crescita delle emissioni di CO2. L’America del Nord ha riportato il 4% delle persone in più, ma il 14% di emissioni in più. Il sessantatre per cento della crescita della popolazione mondiale si è verificato in luoghi con emissioni molto basse (2).

Anche questo non rende l’idea. Nell’articolo si rileva che circa un sesto della popolazione mondiale è così povero che non produce alcuna emissione significativa. Questa è anche la categoria il cui tasso di crescita è probabilmente il più alto. Le famiglie in India che guadagnano meno di 3.000 rupie al mese usano un quinto di energia elettrica pro capite e un settimo del carburante per le famiglie che guadagnano 30,000 rupie o più. I senza casa non usano quasi nulla. Coloro che vivono riciclando i rifiuti (una gran parte del sottoproletariato urbano) spesso risparmiano più gas serra di quanto producono.

Molte delle emissioni per cui i paesi più poveri vengono accusati dovrebbero giustamente appartenere a noi. L’emissione di gas da parte di società che esportano petrolio dalla Nigeria, per esempio, ha prodotto più gas serra di tutte le altre fonti dell’Africa sub-sahariana messe insieme (3). Anche la deforestazione nei paesi poveri è dovuta soprattutto ad operazioni commerciali che forniscono legno, carne e mangimi ai consumatori ricchi. I poveri delle campagne fanno molto meno danni (4).

L'autore dell’articolo, David Satterthwaite dell'Istituto Internazionale per l'Ambiente e lo Sviluppo, ricorda che la vecchia formula insegnata a tutti gli studenti di sviluppo - che l'impatto totale è uguale a: Popolazione x Affluenza x Tecnologia (I = PAT) - è sbagliata. L’ impatto totale dovrebbe essere misurata come I = CAT: Consumatori x Affluenza x Tecnologia. Molte delle persone del mondo usano così poco che non dovrebbero figurare in questa equazione.
Sono quelle che hanno più bambini.

Mentre c'è una scarsa correlazione tra riscaldamento globale e crescita della popolazione, c'è invece una forte correlazione tra il riscaldamento globale e la ricchezza. Ho dato uno sguardo ad alcuni superyacht, perché avrò bisogno di un posto dove intrattenere i Ministri del Lavoro nello stile a cui sono abituati. Prima ho guardato le offerte della RFF135 Royal Falcon Fleet, ma quando ho scoperto che brucia solo 750 litri di carburante all'ora (5) mi sono reso conto che non avrebbe impressionato Lord Mandelson. Potrei dare uno sguardo a Brighton alla Overmarine Mangusta 105, che succhia fino a 850 litri all’ora (6). Ma la zattera che davvero ha attirato la mia attenzione viene fabbricata dalla Wally Yachts di Monaco. Il WallyPower 118 (che dà a tutti i Wallies una sensazione di potenza) consuma 3.400 litri/h quando viaggia a 60 nodi (7). E’ quasi un litro al secondo. Un altro modo di metterla è di 31 litri per chilometro (8).

Naturalmente per fare colpo sul serio, dovrò sborsare soldi per accessori in teak e mogano, pilotare qualche jet ski e un mini-sommergibile, traghettare i miei ospiti al porto turistico con un aereo privato e un elicottero, offrire loro sushi di tonno rosso e caviale di beluga e guidare la bestia così velocemente da schiacciare metà della vita marina del Mediterraneo. Come proprietario di una di queste barche, farò più danni alla biosfera in dieci minuti che non gli africani in una vita. Ora bruciamo, baby.

Qualcuno che conosco e che frequenta gente molto ricca, mi dice che nella cintura dei banchieri della valle inferiore del Tamigi ci sono persone che riscaldano le piscine all'aperto a temperatura da bagno tutto l'anno. A loro piace mentire in piscina nelle notti d'inverno, guardando le stelle. Il carburante gli costa 3.000 sterline al mese. Un centinaio di migliaia di persone che vivono come questi banchieri distruggerebbero i nostri sistemi di supporto vitali più velocemente di 10 miliardi di persone che vivono come contadini africani. Ma almeno i super ricchi hanno la buona creanza di non procreare molto, così i vecchi ricconi che martellano a proposito di riproduzione umana li lasciano in pace.

In maggio il Sunday Times ha pubblicato un articolo intitolato "Club miliardario nel tentativo di frenare la sovrappopolazione". L’articolo rivelava che "alcuni dei primi miliardari d’America si sono incontrati segretamente" per decidere quale buona causa avrebbero dovuto sostenere. "E’ emerso un accordo secondo cui essi avrebbero puntato su una strategia in cui la crescita della popolazione sarebbe stata affrontata come una minaccia ambientale, sociale ed industriale potenzialmente disastrosa." (9) Gli ultra-ricchi, in altre parole, hanno deciso che sono i più poveri che stanno riducendo il pianeta a spazzatura. Si annaspa per una metafora, ma è impossibile satireggiare.

James Lovelock, allo stesso modo di Sir David Attenborough e Jonathan Porritt, è un sostenitore di Optimum Population Trust (OPT). E’ una delle decine di campagne e associazioni di beneficenza il cui unico scopo è quello di scoraggiare le persone dal procreare in nome della salvezza della biosfera. Ma non sono stato in grado di trovare nessuna campagna il cui unico scopo è quello di dedicarsi agli impatti dei molto ricchi.
I maniaci potrebbero obiettare che le persone che oggi si riproducono rapidamente potrebbero un giorno diventare più ricche. Ma dal momento che i super ricchi agguantano una quota sempre maggiore e le risorse cominciano a rimanere a secco, questo, per la maggior parte dei più poveri, è una prospettiva in diminuzione. Ci sono forti ragioni sociali per aiutare le persone a gestire la loro riproduzione, ma poche ragioni ambientali, eccetto tra le popolazioni più ricche.

L'Optimum Population Trust sorvola sul fatto che il mondo sta attraversando una transizione demografica: i tassi di crescita della popolazione stanno rallentando un po’ ovunque e il numero di persone verosimilmente, secondo un articolo in Nature, raggiungerà questo secolo (10), probabilmente i 10 miliardi (11). La crescita maggiore si avrà tra coloro che non consumano quasi nulla.

Ma nessuno prevede una transizione di consumo. Le persone procreano meno man mano che diventano più ricche, ma non consumano meno; consumano di più. Come dimostrano le abitudini dei super-ricchi, non ci sono limiti alla stravaganza umana. Ci si può aspettare che il consumo aumenti con la crescita economica finché la biosfera non raggiunga i limiti. Chiunque capisce questo e ritiene ancora che la popolazione, non il consumo, è il grande problema, sta, nelle parole di Lovelock, "nascondendo la verità". E’ il peggior tipo di paternalismo: incolpare i poveri per gli eccessi dei ricchi.

Quindi, dove sono i movimenti di protesta contro i disgustosi ricchi che stanno distruggendo i nostri sistemi di vita? Dove è l'azione diretta contro superyacht e jet privati? Dov’è la classe combattente quando ne hai bisogno?

È ora che abbiamo il coraggio di chiamare per nome il problema. Non è il sesso; è il denaro. Non sono i poveri; sono i ricchi.
George Monbiot

Fonte: www.monbiot.com
Link: http://www.monbiot.com/archives/2009/09/29/the-population-myth/
28.09.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

Riferimenti:
1. Optimum Population Trust, 26 agosto 2009 da Gaia Scientist OPT Patron. http://www.optimumpopulation.org/releases/ opt.release26Aug09.htm
2. David Satterthwaite, settembre 2009. Le implicazioni della crescita demografica e dell’ urbanizzazione per il cambiamento climatico. Ambiente & Urbanizzazione, Vol. 21 (2): 545-567. DOI: 10.1177/0956247809344361.
3. http://www.foei.org/en/publications/pdfs-members/ economic-justice/gasnigeria.pdf
4. Ad esempio, Satterthwaite cita lo studio di Gerald Leach e Robin Mearns, 1989. Beyond Woodfuel Crisis- People, Land and Trees in Africa, Earthscan Publications, London.
5. http://www.ybw.com/auto/newsdesk/20090802125307syb.html
6. http://www.jameslist.com/advert/5480
7. http://machinedesign.com/article/118-wallypower -a-high-end-power-boat-0616
8. 15 US gallons / nm = 56.775l/nm = 31 l / km.
9. John Harlow, 24 maggio 2009. Club Billionaire in bid to curb overpopulation. The Sunday Times
10. Wolfgang Lutz, Warren Sanderson e Sergei Scherbov, 20 gennaio 2008. The coming acceleration of global population ageing. Nature. doi: 10.1038/nature0651
11. ONU Dipartimento di Affari Economici e Sociali, 2005. World Population Prospects. 2004 Revisione. http://www.un.org/esa/population/ publications/sixbillion/sixbilpart1.pdf

domenica 18 ottobre 2009

sabato 17 ottobre 2009

Crisi politica italiana: Berlusconi è la principale minaccia per la democrazia italiana?

di Angela Corrias

globalresearch.ca

berlusconi Il 7 ottobre, La Corte costituzionale italiana ha dichiarato incostituzionale il cosiddetto Lodo Alfano, un disegno di legge che il governo Berlusconi aveva portato in Parlamento. Avrebbe concesso alle quattro cariche più alte dello Stato (Primo Ministro, Presidente della Repubblica e i presidenti delle due Camere del Parlamento), l'immunità totale durante il loro incarico. Sebbene il Lodo Alfano non sia ammirevole a causa dei processi nei quali il signor Berlusconi è attualmente coinvolto, e la possibilità che egli avrebbe di allungare i termini fino alla prescrizione, la verità è che il dibattito pubblico su questo disegno di legge è un chiaro messaggio al premier che il suo attuale momento politico si avvicina alla fine.

La stampa internazionale sta letteralmente distruggendo la reputazione già traballante di Berlusconi, l'ultimo esempio è il Newsweek: "Perché l'Italia dovrebbe scaricare Berlusconi." Sebbene sia lusinghiero che la comunità internazionale si preoccupi così tanto del destino dell'Italia, molti inevitabilmente cominciano ad interrogarsi sulle vere ragioni alla base di questa processo. Certo, le origini politiche del premier italiano non sono molto ortodosse, visto che mafia e Loggia massonica P2 sono fortemente coinvolte, ma ciò che è maggiormnente evidente in tutte le cronache internazionali è l'importanza che viene data alle feste selvagge di Berlusconi in Sardegna, al punto tale che Christofer Dickey del Newsweek si spinge fino a menzionare la "corruzione" e la "dissolutezza" di Nerone o dei Borgia

Vero, Berlusconi (e la sua coalizione) non è affatto il migliore esempio di politico onesto, con la sua ossessione per il controllo dei media, dei magistrati e della mente del pubblico, cosa che inevitabilmente puzza di totalitarismo. Ma i toni esagerati della stampa inglese di solito moderata e professionale (The Times lo ha definito come "squallido" e "un buffone") dà da pensare. Perché Berlusconi ha improvvisamente acquisito tanti nemici? Perché i media internazionali sono così preoccupati per il futuro dell'Italia? Potrebbe essere una coincidenza, ma ci sono molti segnali che il governo Berlusconi non si sta adeguando al comportamento internazionale comunemente accettato.

Il tanto lodato rigetto del Lodo Alfano è servito solo a distogliere l'attenzione pubblica da ciò che potrebbero eventualmente essere le cause alla base di una condanna internazionale verso le politiche più recenti di Berlusconi. La sua amicizia sempre più stretta con la Russia di Putin, il mondo arabo ed i mercati dell'est in generale, in un momento in cui le relazioni degli Stati Uniti con l'Iran sono sempre più difficili, è comprensibilmente non apprezzato dalla Casa Bianca. Inoltre, l'invito di Berlusconi a riconsiderare un graduale ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan, dopo che sei soldati sono morti in un attentato a Kabul il 17 settembre, non è stato accolto positivamente dagli Stati Uniti, date le intenzioni di Obama di aumentare il numero delle truppe Usa e Nato in quella terra devastata.

Anche se la recente decisione della Corte costituzionale di rifiutare l'immunità dai procedimenti giudiziari a Berlusconi può avere l'effetto di far sentire i politici meno protetti in caso di corruzione, questo ci richiama inevitabilmente al maxi-caso di Mani Pulite dei primi anni '90 che fu avviato dal tribunale di Milano e si concluse con l'espulsione della vecchia classe politica che aveva offerto un consistente sostegno ad operazioni segrete della CIA ai tempi della Guerra Fredda. Tuttavia, dopo la caduta del muro di Berlino, la vecchia classe politica italiana era diventata troppo fuori moda e non abbastanza aperta ai nuovi interessi del mondo moderno. Le migliaia di processi degli anni '90 si conclusero con la fine ufficiale della Prima Repubblica e l'inizio della Seconda Repubblica. In realtà questo ha significato il congedo della vecchia classe e l'introduzione di personaggi nuovi e riciclati, con la conseguenza che nulla è cambiato nella scena politica: le coalizioni di governo sono ancora instabili ed i livelli di corruzione sono elevati.

Mentre si teneva impegnata l'attenzione pubblica con le notizie dei casi giudiziari di Mani Pulite, dietro le quinte stava accadendo qualcosa di più importante, che avrebbe fortemente influenzato il futuro dell'Italia. Il 2 giugno 1992, sullo yacht reale inglese Britannia, leaders italiani di centro-sinistra, insieme all'élite finanziaria italiana, incontravano i maggiori protagonisti della scena finanziaria internazionale. Questo fu l'inizio di ciò che avrebbe portato l'Italia sull'orlo del collasso. Le grandi aziende e la Banca Centrale d'Italia (Bankitalia), furono vendute a banche anglo-americane per quasi niente. Nel corso di tale riunione fu deciso che gli istituti finanziari stranieri potevano controllare il 48 per cento delle imprese italiane, tra le quali Buitoni, Locatelli, Negroni, Ferrarelle, Perugina e Galbani. Mentre i dibattiti sui casi di mani Pulite imperversavano in tutto il paese, élites finanziarie nazionali ed internazionali decidevano come sostituire la vecchia classe politica con una nuova, completamente manipolata dai nuovi proprietari. Quando è diventato Presidente del Consiglio, Giuliano Amato, nel giugno 1992, ha iniziato un processo di privatizzazione sconsiderata, previa consultazione con le ammiraglie di Wall Street: Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers. [1]

Sotto il controllo politico ed economico, e militarmente occupata, l'Italia è stata una colonia degli Stati Uniti fin dalla fine della seconda guerra mondiale quando, con il crollo del regime fascista, l'OSS (precursore della CIA) reintrodusse ex gerarchi fascisti, che avrebbero dovuto essere perseguiti. Invece, furono ingaggiati per aiutare la CIA nella creazione di Gladio, la versione italiana di Stay-Behind presente in tutta l'Europa occidentale, e nella creazione del cosiddetto Anello della Repubblica, un servizio segreto parallelo con collaboratori in tutte le principali forze armate dello Stato. Questa organizzazione avrebbe controllato e manipolato molti aspetti della vita all'interno del paese, e organizzato gli attacchi terroristici durante la "strategia della tensione", non ultimo dei quali è stato il rapimento e l'uccisione dell'ex primo ministro Aldo Moro. [2]

In seguito al rigetto del Lodo Alfano, Berlusconi ha un'idea ancora più chiara che la sua carriera politica è finita, ma, a differenza dei leaders della Prima Repubblica, non sembra arrendersi. I suoi ex alleati (come Gianfranco Fini, ex fascista e attuale portavoce della Camera del Parlamento) lo hanno abbandonato e hanno stretto strane alleanze con ex rivali. Il suo ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che sembrava disposto a proteggere le decisioni politiche dagli interessi bancari (specialmente contro i sottili suggerimenti di Mario Draghi, attuale presidente della Banca Centrale d'Italia e uno dei principali animatori delle trame dello yacht Britannia nel 1992), ha tuttavia organizzato una riunione strategica l'8 Ottobre (il giorno dopo la decisione della Corte), all'interno dell'Aspen Institute Italia, di cui è il Presidente. Partecipanti insieme ad una vasta gamma di nomi importanti: Massimo D'Alema, ex primo ministro della coalizione di centro-sinistra, Ignazio Marino, candidato alla segreteria del PD (di centro-sinistra), Umberto Veronesi, ex Ministro della Salute di un governo di centro sinistra, Franco De Benedetti (fratello di Carlo, presidente del gruppo editoriale L'Espresso, Proprietario de La Repubblica, giornale mainstream, vicino ai partiti di centro-sinistra e tra i critici più severi del governo Berlusconi), Renato Brunetta, attuale ministro dell'amministrazione Berlusconi e Roberto Castelli, attuale vice ministro e membro del partito della Lega Nord nella coalizione di governo.

Lo scopo di tale riunione, secondo la lettera di invito, era quello di lavorare per "una nuova leadership", in grado non solo di "affrontare la crisi, ma piuttosto di immaginare e costruire il «dopo» [...] con una rinnovata e forte responsabilità, non solo sul piano socio-economico, ma anche sul piano politico". In poche parole, un gruppo eterogeneo di ordine finanziario e politico sta già programmando il post-Berlusconi, e il mix esplosivo che vede membri di entrambe le coalizioni in affari con i capi delle grandi aziende è ben lungi dall'essere la "cospirazione comunista" di cui Berlusconi continua a parlare, ma somiglia fortemente al "complotto capitalista", di cui lui pensava di avere il pieno controllo.

La nuova classe politica sembra disposta a compromettere ulteriormente l'indipendenza d'Italia, che soffre ancora per il saccheggio dei primi anni '90. La politica estera di Berlusconi è una minaccia per il forte legame che l'Italia ha sempre avuto con gli Stati Uniti. Berlusconi è forse squallido e controlla gran parte dei media italiani, ma i continui attacchi della stampa internazionale, nascosti dietro un falso "prendersi cura della democrazia italiana", sono responsabili di confondere ulteriormente l'opinione pubblica e concentrare le energie delle persone intorno a questioni secondarie, deviandole da quella che è veramente una minaccia per il benessere dell'Italia.

Traduzione : Dakota Jones

Note:

[1] Antonella Randazzo, Come è stata svenduta l’Italia, March 12th, 2007, http://www.disinformazione.it/svendita_italia2.htm

[2] Sergio Flamini, Trame Atlantiche, Kaos Edizioni, 2005; e Stefania Limiti, L’Anello della Repubblica, Chiarelettere, 2009

Angela Corrias è una giornalista freelance italiana con sede a Londra

Fonte: www.globalresearch.ca

Microchip per i bambini che marinano la scuola, una proposta indecente

Qualcuno sta cercando ancora di capire i motivi per il premio nobel per la pace ad Obama. Io non ritengo che valga la pena di perderci il sonno e tante parole perchè so che in questo "mondo di ladri", i piani nascosti sono tanti e, quando non ho elementi, preferisco non tirare ad indovinare. Ho provato a fare una lista dei pro e dei contro ma viene sempre fuori:
Numero dei Pro=Pace=0 e Numero dei Contro= indefinito, me ne farò una ragione.

Michel Chossudovsky, professore all'università di Ottawa, in un articolo su globalresearch.ca, dal titolo "Obama and the Nobel Prize: When War becomes Peace, When the Lie becomes the Truth"-"Obama e il Premio Nobel: Quando la Guerra diventa Pace, quando la Bugia diventa Verità" , scrive qualcosa che somiglia quasi ad una lista dei Contro:

"Quando la guerra diventa pace,

Quando pensieri e realtà vengono stravolti

Quando la finzione diventa realtà e la realtà diventa finzione

Quando un'agenda globale militare viene propagandata come comportamento umanitario,

Quando l'uccisione di civili viene considerata come "danno collaterale",

Quando quelli che fanno resistenza all'invasione delle loro terre da parte dall'asse US-NATO sono classificati come "insorgenti" o "terroristi".

Quando la guerra nucleare preventiva viene considerata come autodifesa.

Quanto tecniche avanzate di tortura ed "interrogatorio" vengono abitualmente usate per "proteggere operazioni di peacekeeping",

Quando armi nucleari tattiche vengono presentate dal Pentagono come "innocue per la popolazione civile circostante"

Quando i tre quarti delle tasse federali degli Stati Uniti vengono usate per finanziare quella che eufemisticamente viene chiamata "difesa nazionale"

Quando il comandante in Capo della più grande forza militare del pianeta terra viene presentato cone un pacificatore globale

Quando la Falsità diventa la Verità"

Ma nell'"America dei diritti civili, della pace e della democrazia", si lascia anche piena libertà ai parlamentari di discutere leggi che non hanno niente di etico, anzi, direi di umano. Quella che segue è la traduzione di un articolo comparso su ajc.com:

Una soluzione orwelliana per i bambini che marinano la scuola

Di Courtland Milloy
Pubblicato il: 02/20/07

rfidchip Diciamo che il tuo ragazzo è uno che abitualmente marina la scuola e non c'è niente che tu possa fare. Un politico della zona di Washington pensa di avere la soluzione:

Munire il bambino con un chip GPS(Global Positioning System), per permettere alla polizia di rintracciarlo.

"Consentirebbe di catturarli più facilmente", ha detto il Delegato del Maryland Doyle Niemann (D-Prince George's), che recentemente ha co-sponsorizzato un disegno di legge della Camera, che vorrebbe utilizzare la sorveglianza elettronica come parte di un più ampio piano di riduzione delle assenze. "Sarebbe fatto con discrezione. I chip sono piccoli e possono essere inseriti in una fascetta ID in ospedale o all'interno di una collana."

Scusatemi. Ma questo è osceno. La sorveglianza elettronica è utilizzata da giudici del tribunale penale per tenere traccia dei criminali. I ricercatori li usano per monitorare i movimenti di animali selvatici. Siano i genitori ad usare tali dispositivi se lo ritengono necessario. Ma questo non è il modo per il governo di trattare un bambino.

La normativa Niemann rispecchia un disegno di legge promosso dal Sen. Gwendolyn Britt (D-Prince George's). Entrambe fornirebbero ai pigroni e ai loro genitori, un migliore accesso ai servizi sociali, come le valutazioni di salute mentale e aiuto con i compiti a casa. Il controllo elettronico potrebbe essere l'ultima risorsa. Ancora, la prospettiva d etichettare i bambini e l'utilizzo di una sorta di caccia "cattura e rilascio" da parte della polizia getta un'ombra su tutto ciò che di buono c'è nel piano.

Tutto questo è dovuto al fatto che circa 6.800 studenti, nella periferia della contea di Prince George(su un totale di 134.000) ha perso 20-35 giorni di scuola nel 2005, e 5.800 hanno perso ulteriori 36 giorni. Un problema? Certo. Abbastanza grave da utilizzare una rapida soluzione orwelliana? In nessun caso. Inoltre, non c'è fine a questo armeggiare con i soli sintomi?

Stephanie Joseph, un membro del consiglio di ACLU del Maryland, che ha testimoniato contro il disegno di legge in occasione di una recente audizione presso la commissione al Senato, ha giustamente osservato che "la legge in realtà non affronta l'assenteismo scolastico e le sue cause". Anche se Niemann e altri legislatori cercano di raccogliere gli studenti e riportarli a scuola, i funzionari della scuola li rimandano fuori a dozzine. Più di 4.300 studenti della contea sono stati sospesi almeno due volte durante l'anno scolastico 2005-06, 480 di questi, cinque o più volte. Potete immaginare quale confusione potrebbe apparire su un monitor GPS: le immagini satellitari di puntini che entrano da una porta della scuola ed escono da un'altra.

Forse la cosa più angosciante è il numero di studenti che rimane a scuola solo fino all'età di 16 anni, quando possono legalmente ritirarsi. Le cifre delle iscrizioni mostrano che, nel corso di un dato anno, circa 14.000 studenti sono in terza media. Per il grado 12, il numero scende a 8.000.

"Abbiamo bisogno di rivedere tutto il sistema," ha detto Niemann. "Vogliamo sapere perché gli studenti abbandonano e se li stiamo preparando per il mondo in cui vivono. Ma c'è un limite a ciò che si può fare."

Strano come vengano spesi miliardi e miliardi di dollari per continuare una guerra che quasi nessuno vuole, ma non ce n'è mai abbastanza per finanziare i programmi educativi che quasi tutti dicono che sono necessari. Indirizzato esclusivamente a studenti di Prince George - l'unica regione a predominanza nera nella zona di Washington - lo sforzo per diminuire le assenze scolastiche viene chiamato "programma pilota", il primo esperimento nel suo genere. Costerebbe 400.000 $ per tenere traccia di circa 660 studenti ogni anno.

Certo che i soldi potrebbero essere spesi meglio. Facciamo un esempio: Nella vicina contea di Montgomery, la maestra d'asilo Kathleen Cohan ha notato che figli di 5 anni di genitori ricchi entravano a scuola conoscendo circa 13.000 parole inglesi, mentre i bambini provenienti da famiglie povere e immigrate ne conoscevano poco meno di 500. Così lei e gli altri insegnanti hanno avviato un piano per colmare il divario. E ha funzionato. Tra il 2002 e il 2005, la percentuale di bambini dell'asilo a basso reddito che iscritti alla prima elementare è passato dal 44 per cento nel 2002 al 70 per cento nel 2005.

Questo è un programma pilota. Investite in qualcosa di simile e troverete sempre più studenti desiderosi di frequentare la scuola.

Niemann rileva che la legge richiede che gli studenti frequentino la scuola - punto e basta. "Di chi è la responsabilità per la frequenza scolastica: di genitore e figlio, o della società?" ha chiesto. "Se voi dite che il sistema scolastico deve riempire questo o quel vuoto prima di fare affidamento su genitori e studenti responsabili, siamo in un vicolo cieco. E' solo una giustificazione di un comportamento inaccettabile".

Ma anche il mantenimento di un sistema scolastico che è tra i peggiori dello stato dovrebbe essere inaccettabile. Forse i funzionari della contea dovrebbero essere controllati per scoprire il motivo per cui non sono presenti al lavoro.

Courtland Milloy è un'editorialista del Washington Post. La sua colonna appare occasionalmente.

Traduzione di Dakota Jones per ilupidieinstein.blogspot.com

Fonte ajc.com

giovedì 1 ottobre 2009

La CO2 non è velenosa

co2green Finalmente qualcuno alza la testa e lo dice: la CO2, tanto demonizzata, non è un veleno ed è verde perchè favorisce la vita sulla terra.


Lo dice questo spot andato in onda su alcune TV americane:

Quello che si dice in questo spot è questo:"Il Congresso sta valutando una legge che classificherebbe l’anidride carbonica come inquinante. Questo ci costerà posti di lavoro. Non c'è alcuna evidenza scientifica che la CO2 sia un inquinante. Livelli più alti di CO2 aiutano gli ecosistemi della terra e sostengono la vita di piante ed animali. Mobilitatevi. Contattate oggi stesso senatori e membri del Congresso e ricordate loro che la CO2 non è inquinante. Andate su CO2isgreen.com, perché tutti abbiamo bisogno di CO2."

Qualcuno ha voluto vedere, dietro questo spot, la mano di qualche industria petrolifera che avrebbe interesse a contrastare la legge contro le emissioni di CO2.

Mi chiedo se questo qualcuno sappia che una delle fallacie logiche più comuni consiste nel fare riferimento alle persone invece che ai fatti. In pratica, se anche si trattasse della pubblicità voluta da un'industria petrolifera, quello che dovrebbe essere contestato è il fatto che la CO2 non è un veleno, cosa che non è contestabile.
Inoltre è anche vero che la scienza non ci ha dato alcuna certezza del fatto che il cosiddetto "riscaldamento globale" sia di origine antropica ed imputabile all'aumento della CO2.
Se poi parliamo di affari, Al Gore è la persona che prima, e forse più di tutti, trarrà vantaggio dalla legge sul cap&trade, avendo già da tempo, in attesa, un'azienda per la compra-vendita di diritti di emissioni (carbon credits). Per non parlare, poi, del suo libro, del suo film, peraltro riconosciuto abbastanza inconsistente sul piano scientifico, della sua televisione Current TV e via di questo passo. Ma di persone che tentano di speculare sul "riscaldamento globale" ce ne sono molte altre.

I veri inquinanti sono altri. Perchè dovremmo spaventarci per eventuali effetti dell'aumento di CO2 di là da venire quando proprio adesso, in questo momento, stanno morendo tante persone, anche giovani e giovanissimi, a causa dell'inquinamento dell'atmosfera da particelle nocive di ogni tipo?. Una lettera della Dr.ssa Patrizia Gentilini, Oncoematologo, Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE Italia, potrà forse chiarire le idee a qualcuno.
Riporto quì due soli passaggi della lettera:


"Gentile Direttore,
la recente scomparsa di giovani e giovanissimi per cancro nel nostro territorio ha riempito le cronache nelle ultime settimane: passata l’emozione del momento e lasciando perdere gli interrogativi che i singoli casi suscitano e su cui anche la Magistratura indaga, vorrei tornare a riflettere su questo tema così scottante."

"Non sarà che ciò che alcuni medici, spesso definiti "allarmisti", sostengono da anni è tragicamente vero? Vi invito a fare un semplice ragionamento: cosa mai vi può capitare se camminate in un campo minato? E’ ovvio che tante più mine sono state disseminate tanto più è probabile incapparci e saltare per aria.

Così è per il cancro e le “mine” cui mi riferisco sono cancerogeni noti da decenni quali benzene, arsenico, nichel, cromo, cadmio, piombo, diossine, per non parlare di PCB, particolato, pesticidi, che continuiamo a riversare intorno a noi e di cui mai nessuno parla, visto che solo la CO2 (che non è un veleno!) sembra meritare l’onore delle cronache! Da dati ufficiali emerge, che in Italia, nel pieno rispetto dei limiti di legge, abbiamo immesso in un anno in aria e acqua: benzene 715.6 ton, arsenico 8.0 ton, cadmio 3.0 ton, cromo 140.0 ton, nichel 80.6 ton.
L’ inventario europeo delle diossine ci dice che in un anno nel nostro paese ne sono state prodotte 558 grammi, ovvero, in media, circa 1,5 g al giorno: può sembrare poco ma rappresenta la dose massima tollerabile per oltre 10 miliardi (!) di persone.

Sapendo che si tratta di molecole che hanno tempi di dimezzamento di decine/centinaia di anni e che quindi ogni nuova dose si aggiunge alla precedente, come la mettiamo? La nostra regione poi è al primo posto per uso di fitofarmaci e spargiamo in media 5.7 kg di prodotti chimici per ettaro. Ci siamo mai chiesti dove vanno a finire tutti questi veleni?"

Chi vuole leggere la lettera per intero, puo' andare a questo indirizzo:
http://unitiperlasalute.blogspot.com/2009/08/20090826lettera-dagosto-di-patrizia.html

L'Italia, inoltre, è praticamente invasa dall'amianto e, proprio a due passi da casa mia, muoiono tante persone ogni anno, per aver respirato fibre di questo inquinante ma sembra che nessuno si muova per organizzare convegni, conferene, incontri e per sollecitare leggi a livello globale, contro questa vera e propria piaga. Potrei citarne altre ma non voglio dilungarmi troppo.

Gia prima del sito co2isgreen.net (ma anche .org o.com) sul quale potrete trovare molte firme eccellenti a sfavore della teoria del AGW, altri siti hanno messo in evidenza questa contraddizione.

Sul sito I Love My carbon Dioxide , ad esempio, si puo trovare un lunghissimo elenco di documenti che dimostrano quanta speculazione ci sia stata intorno all'argomento della CO2.

Potremmo anche chiederci perchè nessuno parla mai dell'influenza esercitata dalle emissioni, non di CO2, dell'aviazione sul riscaldamento globale, cosa riconosciuta dalla stessa NASA e non solo. Di chi è, allora, l'interesse a fare affari?

giovedì 24 settembre 2009

Retroscena di un funerale e «relativismo» della Cei

inviato da Anna M.P.
di Paolo Farinella, prete

donfarinella

Ricevo una comunicazione riservata da persona proveniente da «dentro» il sistema militare dei «corpi speciali» che mi ha fatto rabbrividire. A motivo del mio lavoro (terapia di sostegno), avevo intuito che molte cose non quadrassero, ma questa rivelazione mi ha sconcertato. Il berretto al bambino di due anni e la corsa dell’altro bambino alla bara del padre con la mano che si copre il volto (foto giornali perché non ho visto i funerali né ascoltato tg e rg) non sono frutto di spontaneità o gesti di mamme che cercano di proteggere i figli con «qualcosa» del padre (berretto e abbraccio).
Al contrario, sembra che tutto sia stato centellinato dall’équipe di sostegno psicologico che in questi giorni circondano i familiari con un cordone sanitario strettissimo. Mi dice il militare interlocutore che lo scopo di questo gruppo di sostegno non è aiutare le famiglie ad elaborare la morte e il lutto, ma impedire che facciano scenate o mettano in atto comportamenti lesivi dell’onore dell’esercito. La mia fonte asserisce che buona parte di questo personale non è specializzata in psicologia, ma è un corpo speciale che ha un obiettivo preciso: la gestione dei giorni successivi alla morte e il contenimento - o meglio l’annullamento della rabbia - della contestazione e della disperazione conseguenti, che potrebbero portare a comportamenti di indignazione verso l’esercito e le istituzioni.
Le tecniche quindi mirano ad adeguare il pensiero delle famiglie allo «status di eroe» del congiunto perché appaia «coerente» con la «nobiltà della missione» del morto che diventa anche la «missione della famiglia». Sarebbe una tragedia per l’immagine militare se mogli, madri, figli e fidanzate si mettessero a gridare contro l’esercito e il governo che li ha mandati a farsi ammazzare.
In questa logica si capisce la retorica dell’«eroe», l’insulsaggine del servizio alla Patria, il sacrificio per la Pace nel mondo e anche la lotta al terrorismo. Tutti sanno tutto e giocano a fare i burattini. Se le informazioni che ho ricevuto sono vere, e non posso dubitare della serietà della fonte, i funerali dei sei militari uccisi e tutta l’opera dei pupi presente a San Paolo, è stata un’operazione terribile, ancora peggiore degli attacchi dei talebani. Tutto è gestito per deviare il Paese, le Coscienze e la Verità. E’ una strategia scientificamente codificata.

Funerali-para

Il vescovo militare (generale di corpo di armata) non ha risparmiato parole grosse di encomio e di osanna al servizio che i militari fanno alla Pace e alla Democrazia. Una sviolinata che neppure La Russa è capace di fare. A lui si è unito il cardinale Angelo Bagnasco che ha detto: 

«Non è esagerato parlare di strage, tanto più assurda se si pensa ai compiti assolti dalla forza internazionale che opera in quel Paese e allo stile da tutti apprezzato con cui si muove in particolare il contingente italiano. Non è un caso che questo lutto, com’era successo per la strage di Nassiryia, abbia toccato il cuore dei nostri connazionali, commossi dalla testimonianza di altruismo e di dedizione di questi giovani, quasi tutti figli delle generose terre del nostro Sud. E per questo il nostro popolo si è stretto alle famiglie dei colpiti con una partecipazione corale al loro immane dolore. Anche noi ci uniamo ai sentimenti prontamente espressi dal Santo Padre» (21-09-2009). 
Mi dispiace per il signor cardinale, ma non posso associarmi a questa mistificazione collettiva. Enrico Peyretti mi dice che durante l’Eucaristia, pane spezzato per la fame del mondo, è risuonato l’urlo di guerra dei parà: «Folgore!» quasi una schioppettata nel cuore del Sacramento. Credo che si possa dire che la Messa è stata la cornice vacua di una parata militare con i propri riti.
Oggi (21-09-2009), infine, il cardinale Bagnasco ha parlato anche della questione morale e della legge sugli immigrati senza mai nominare né l’uno e né l’altra. Nessun cenno esplicito alla legge sul reato di clandestinità: si intravede tra le righe un leggero senso di disapprovazione. Figuriamoci se chiamava per nome il Papi Priapeo. Si è limitato a fare una predica generalizzata, valida per tutti e, quindi per nessuno, come giustamente interpreta «Il Giornale» di famiglia. Tutto va bene, madama la marchesa? Ma, sì! Diamoci una botta e via! «Domani  è un altro giorno« diceva Rossella O’Hara o Tarcisio Bertone? Non ricordo bene.
Paolo Farinella, prete - Genova, 21-09-2009

Fonte: Tafanus

domenica 20 settembre 2009

Obama non rinuncia affatto allo scudo spaziale

Piani per lo scudo spaziale: ritiro o avanzamento?
di Rick Rozoff

Global Research, 18 settembre 2009
Stop NATO

scudo spaziale Il 17 settembre la Casa Bianca e il Pentagono, Barack Obama e Robert Gates, hanno annunciato che, dopo sessanta giorni di revisione del progetto, gli Stati Uniti stanno per abbandonare i piani per l'installazione di dieci missili intercettori di terra in Polonia e di una radar Forward-Based X-Band nella Repubblica ceca.

Le dislocazioni furono negoziate con entrambi i paesi potenziali ospiti, dalla precedente amministrazione di George W. Bush con il pretesto di proteggere gli Stati Uniti da presunti attacchi missilistici a lungo raggio da parte di quelli che sono stati descritti come Stati canaglia: Iran e Corea del Nord.

I missili intercettori in Polonia dovrebbero servire solo a proteggere gli Stati Uniti, se l'Iran possedesse missili balistici intercontinentali che potrebbero essere lanciati sopra l'Oceano Artico. Nessuna persona seria ha mai lasciayo intendere che l'Iran ha una tale capacità o che l'avrà mai.

Ma l'ambasciatore russo alla NATO Dmitry Rogozin ha osservato lo scorso novembre che i missili USA in Polonia potrebbero colpire la capitale della sua nazione, Mosca, in quattro minuti, così come gli aerei della NATO che hanno pattugliato i cieli sopra il Mar Baltico a partire dal 2004 potrebbero raggiungere la seconda città più grande della Russia, San Pietroburgo , in cinque minuti.

Alti funzionari russi, politici e militari, hanno unanimemente accusato Washington di avere come obiettivo la loro nazione e le sue forze strategiche piuttosto che l'Iran, con i suoi piani di scudo antimissile.

Alcune indagini hanno ampiamente dimostrato che la maggioranza dei cittadini si oppone allo stazionamento dei missili americani e delle truppe che li accompagnano nella loro nazione. Alcuni sondaggi nella Repubblica Ceca dimostrano l'opposizione di più di due terzi al posizionamento nel paese di un radar per intercettare missili.

Gran parte del mondo, poi, è stato spinto a leggere la notizia che gli Stati Uniti avevano invertito il corso e rinunciato al progetto di installare strutture dello scudo anti missile in Europa orientale.

Quello che Washington ha dichiarato, però, non è così semplice.

La dichiarazione del presidente Obama iniziava con "Il presidente Bush aveva ragione sul fatto che il programma iraniano sui missili balistici pone una minaccia significativa. Ed è per questo che io sono impegnato ad implementare sistemi di difesa antimissile forti che possano adattarsi alle minacce del 21 ° secolo".

La seconda frase conferma la posizione sulla cosiddetta difesa missilistica che la sua amministrazione ha ripetutamente e incrollabilmente espresso da quando è salito al potere nel mese di gennaio: un sistema globale di missili intercettori sarà schierato esattamente quando e dove sarà dimostrato di essere più in grado di raggiungere il suo scopo ed in maniera meno dispendiosa. In vernacolo americano, la Casa Bianca e il Pentagono vogliono più resa con meno spesa.

Il motivo alla base di un sistema universale di missili intercettori - a terra, in mare, nell'aria e nello spazio - è quello di garantire un'incontestata superiorità militare dell'America a livello internazionale, per rendere se stessi e gli alleati strategici impenetrabili alle ritorsioni da parte di nazioni come la Russia e la Cina.

Obama ha anche detto: "Ho accettato i consigli unanimi del mio Segretario alla Difesa e dei miei Capi del Personale di rafforzare le difese dell'America contro attacchi di missili balistici. Questo nuovo approccio offrirà funzionalità più rapide, costruite su sistemi collaudati, e offrono una maggiore difesa contro la minaccia di un attacco missilistico rispetto al programma 2007 di difesa missilistica europea ".

Non ci sono equivoci riguardo all'impegno. Obama promette un sistema di scudo antimissile non solo più efficace ma più ambizioso di quello che ha respinto.

Il principale svantaggio di una base a terra di missili in Polonia, è che essi sarebbero dislocati in un posto fisso. Da diversi anni la Russia ha avvertito che era pronta a schierare missili balistici ad Iskander nella regione di Kaliningrad, che confina con la Polonia, Washington dovrebbe schierare i suoi missili verso quella nazione.

Obama e il suo segretario alla Difesa Robert Gates hanno suggerito un sistema più mobile, meno individuabile e che non possa essere facilmente individuato e, eventualmente, neutralizzato.

Il presidente americano si è vantato del fatto che "abbiamo fatto progressi concreti e provati nella nostra tecnologia di difesa missilistica, con particolare riguardo ad intercettori di terra e di mare ed ai sensori che li supportano. Il nostro nuovo approccio, quindi, è implementare tecnologie che hanno dimostrato di poterlo fare più velocemente rispetto al precedente programma." Cioè, ha proposto un'alternativa che in nessun modo indica un ritiro dal piano del suo predecessore.

Forse il contrario, visto che ha annunciato una "nuova struttura di difesa antimissile in Europa che fornirà una protezione più forte, più intelligente, e più rapida per le forze americane e per gli alleati dell'America. E' più completo rispetto al programma precedente, ma dispiega capacità collaudate e più produttive rispetto al costo, e sostiene e si basa sul nostro impegno a proteggere la nazione degli Stati Uniti contro le minacce dei missili balistici a lungo raggio, e garantisce e migliora la protezione di tutti i nostri alleati della NATO ".

Le ultime undici parole sono fondamentali per comprendere perché gli Stati Uniti si stanno preparando ad abbandonare accordi bilaterali con la Polonia e la Repubblica ceca. Il cambiamento di politica è una questione di enfasi e non di sostanza e preannuncia l'espansione e non il restringimento dei piani di dispiegamento dei missili in Europa.

Le seguenti parole di Obama chiariscono ancora di più la situazione:

"Questo approccio è coerente anche con gli sforzi per la difesa missilistica della NATO e offre l'opportunità di una maggiore collaborazione internazionale per il futuro. Continueremo a cooperare con i nostri amici e alleati, la Repubblica ceca e la Polonia .... Insieme siamo impegnati in una vasta gamma di attività di cooperazione per rafforzare la nostra difesa collettiva, e siamo vincolati dal solenne impegno dell'articolo V della NATO che un attacco contro uno è un attacco a tutti. "

Invocare l'articolo 5 della NATO significa parlare di guerra. Il documento istitutivo del Trattato Nord Atlantico del 1949, definisce come segue:
"Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte e di conseguenza convengono che, se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di auto-difesa individuale o collettiva, riconosciuto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, compreso l'uso di forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale".

Il riferimento all'articolo 51 delle Nazioni Unite è stato una concessione della guerra fredda alle norme del diritto internazionale, quelle che la NATO dismise nel 1999 con la sua guerra contro la Jugoslavia.

L'articolo 5 è stato il primo ad essere impiegato dopo l'11 settembre 2001 e utilizzato per l'invasione dell'Afghanistan e per le operazioni militari in tutto il Mar Mediterraneo e il Corno d'Africa, che continuano ancora oggi, otto anni dopo, e nel primo e terzo caso sono aumentate notevolmente nel corso dell'anno passato.

Negli ultimi due anni i funzionari leader americani eletti hanno chiesto l'applicazione dell'articolo 5, in difesa dell'Estonia contro presunti attacchi informatici e anche di paesi non membri della NATO come la Georgia e Israele. Con la Georgia, appelli sono stati fatti durante e dopo i cinque giorni di guerra con la Russia che ha provocato nel mese di agosto del 2008.
Estonia e Georgia non possono certo pretendere di far credere di essere minacciate dall'Iran tanto meno da Nord Corea e Siria, perciò il riferimento di Obama all'Art.5 della NATO riguarda un'altra Nazione, la Russia

Uno dei principali siti russi di notizie ha risposto alle notizie del 17 settembre con questa osservazione

"Come previsto, quando il Presidente Obama ha parlato alla stampa giovedì sera ora di Mosca, non ha parlato di accantonare o abbandonare qualcosa, ma di adottare "un nuovo programma di difesa antimissili" basato su "collaudata e conveniente tecnologia" che "affronterà meglio l'attuale minaccia". E', ha detto, "più vasto" rispetto al precedente programma che coinvolgeva la Repubblica Ceca e la Polonia. [1]

La stessa fonte cita un'analista dell'International Institute for Strategic Studies con sede a Londra, Oksana Antonenko, secondo cui i precedenti piani per la Repubblica ceca e la Polonia "non avrebbero coperto l'intero territorio europeo, e anche dal punto di vista americano la posizione non era ideale." "Invece, la distribuzione si concentrerebbe più vicino all'Iran:" Israele, o forse la Turchia ... sono aeree nelle quali i sistemi di missili con le capacità attuali avrebbero più senso. "[2]

Articoli precedenti di questa serie hanno esaminato i piani di Washington di estendere il suo sistema globale di intercettazione missilistico in Israele, Turchia e Balcani. [3]

E il Caucaso meridionale. Un altro sito russo di notizie ha citato Dmitry Polikanov, un analista del Centro russo di studi politici: "Ritengo che se saranno rilasciate ulteriori dichiarazioni da parte dell'amministrazione degli Stati Uniti - come lo spostamento di sistemi marini più vicino ai territori iraniani, o come la dichiarazione riguardo al possibile impiego di un sistema missilistico di difesa nel Caucaso - questo, naturalmente, potrebbe causare alcuni problemi per Mosca. "[4]

Il capo del Pentagono di Obama Robert Gates, ereditato dall'amministrazione Bush, ha dichiarato il 17 settembre che "Coloro che dicono che stiamo demolendo la difesa missilistica in Europa o sono male informati o travisano la realtà di ciò che stiamo facendo."
Gates ha affermato che il nuovo sistema "fornisce una maggiore capacità di difesa missilistica ... rispetto al programma che ho consigliato quasi tre anni fa." [5]

Il segretario alla Difesa, poi, non ha indicato un cambiamento di rotta, ma piuttosto una versione più sofisticata dei suoi piani precedenti.
Egli ha inoltre dichiarato "Abbiamo ora la possibilità di implementare nuovi sensori e intercettori in Europa settentrionale e meridionale, che a breve termine saranno in grado di fornire una copertura di difesa missilistica contro le minacce più immediate da parte dell'Iran o di altri."

O altri.

Ha specificato il dispiegamento di navi da guerra di classe Aegis dotati di intercettori SM-3 [Standard Missile-3] che "offrono la flessibilità per spostare intercettori da una regione all'altra, se necessario." [6]

Gli Stati Uniti hanno attualmente quindici cacciatorpedinieri e tre incrociatori dotati del sistema di combattimento Aegis, e hanno associato la Norvegia, Spagna, Australia, Giappone e Corea del Sud a quello che è in via di sviluppo a livello mondiale, in mare, una struttura di scudo antimissile di rapido impiego . La USS Lake Erie, un incrociatore missile-guidato categoria Aegis, ha abbattuto un satellite americano nello spazio, nel febbraio del 2008 con un missile SM-3 in quello che alcuni in Russia hanno visto come una salve di apertura dei piani americani per la guerra nello spazio.

Gates ha inoltre precisato i suoi piani per la prossima generazione del sistema Star Wars affermando, "La seconda fase, intorno al 2015, coinvolgerà missili terrestri SM-3, migliorati"

Per timore che qualcuno possa credere che i nuovi piani di Washington sono un abbandono, piuttosto che un affinamento di quelli precedenti con la Polonia e la Repubblica ceca, Gates è stato abbastanza cortese da rivelare che il Pentagono ha già aperto i negoziati con le due nazioni "per l'accoglienza di una versione di SM-3 terrestri ed altre componenti del sistema. "[7]

Nulla è stato detto a proposito di un ritiro dai disegni americani di schierare 96 missili Patriot a Capacità Avanzata e missili PAC-3 in Polonia, quelli "abbastanza precisi per selezionare, mirare, e colpire la testata di un missile balistico in entrata". [8]

In realtà tutte le indicazioni sono che più PAC-3 sono diretti in Europa per essere integrati in una rete di scudo missilistico multi-livello della NATO per coprire l'intero continente.

Lo stesso giorno che Obama e Gates hanno presentato le loro dichiarazioni, il Segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto, "La mia chiara impressione è che i piani americani per la difesa missilistica porteranno la NATO in quanto tale, ad un più alto grado, in futuro, riguardo all'istituzione di una difesa missilistica. Lo apprezzo moltissimo. Penso che sia in piena conformità con il principio di solidarietà all'interno dell'Alleanza e l'indivisibilità della sicurezza in Europa ". Rasmussen ha prestato particolare attenzione a "i nostri alleati orientali all'interno dell'alleanza NATO." [9]

Il Ministro degli esteri ceco Jan Kohout ha affermato che sebbene gli Stati Uniti non collocheranno nel suo paese il radar antimissile X-band come originariamente progettato "la Repubblica ceca sarà in grado di aderire al nuovo sistema che gli Stati Uniti vogliono creare in seno alla NATO," un nuovo sistema che sarà "più flessibile, più efficiente e meno costoso" e "proteggerà l'Europa intera." [10]

Riguardo a quali aspetti il nuovo sistema potrebbe includere, l'ex capo dello Stato Maggiore russo Leonid Ivanov è stato citato per la dichiarazione che "gli Stati Uniti potrebbero utilizzare i satelliti militari e gli aerei che trasportano armi laser al posto della base radar e dei missili intercettori." [11]

Articoli precedenti di questa serie hanno affrontato il programma di intercettazione missilistica Airborne Laser del Pentagono(ABL) così come tutti gli altri aspetti dei componenti dello scudo spaziale antimissile a livello globale[12]. Nel mese di agosto l'Agenzia per la Difesa missilistica del Pentagono ha annunciato di aver implementato con successo una versione modificata del Boeing 747-400F aereo prototipo con armi laser e che "ha trovato, tracciato, impegnato e simulato un'intercettazione di un secondo missile dopo il decollo. E 'stata la prima volta che l'Agenzia ha usato una 'strumentazione' missile per confermare che il laser funziona come previsto. Poi in autunno ci sarà il primo tentativo dal vivo di abbattere un missile balistico ...." [13]

Poco dopo la descrizione del test di cui sopra, il Wall Street Journal ha applaudito in questi termini:

"Insieme alle armi spaziali, l'Airborne Laser è la prossima frontiera di difesa. Il Boeing 747 modificato si presume possa inviare un intenso fascio di luce per centinaia di miglia allo scopo di distruggere i missili in 'fase di spinta,' prima di poter rilasciare richiami e in un punto della loro traiettoria, nel quale cadrebbero in territorio nemico .... Il laser integra le difese antimissile in mare e in terra che continuano a mettersi alla prova nei test.

"Mai il sogno di difesa missilistica a più livelli di Ronald Reagan - in breve, Star Wars, - è stato così...vicino, almeno tecnologicamente, alla realizzazione." [14]

La Missile Defense Agency ha condotto una Conferenza su Spazio e Difesa Missilistica dal 17 al 20 agosto di quest'anno e nel corso del procedimento il presidente e vice direttore generale per la difesa missilistica Greg Hyslop della Boeing Company ha presentato un progetto per un "intercettore da 47.500 pound (21545,6 Kg) che potrebbe rapidamente passare alle basi NATO, visto che le basi ne hanno bisogno per gli aerei cargo Boeing C-17, issato in fretta su un rimorchio di 60 piedi e portato a casa, quando si riterrà sicuro farlo." Un intercettore che sarebbe "dispiegabile globalmente nel giro di 24 ore .... "[15 ]

Un lanciatore mobile di missili intercettori di circa 50.000 pound dispiegabile nel giro di poche ore, insieme con armi laser e SM-3, si inserirebbe bene nei piani per uno scudo antimissile a livelli congiunto USA-NATO da acquistare in tutto il continente europeo, tranne per Russia, la Bielorussia e l'Ucraina. Anche se l'ex direttore della Missile Defense Agency tenente generale Henry Obering ha menzionato anche l'Ucraina per l'inclusione nel sistema durante la sua permanenza presso l'Agenzia.

Mentre il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ed il ministro degli esteri ceco Jan Kohout - apparentemente all'unisono e praticamente nello stesso momento - hanno parlato di una cooperazione per lo scudo missilistico rafforzata tra Washington e Bruxelles, il fondamento di ciò che un tale sistema comporterebbe è indicata dal Medium Extended Air Defense System (MEADS).

MEADS è un programma congiunto per missili intercettori US-tedesco-italiano-NATO per incrementare gli attuali sistemi Patriot e Nike Hercules in Europa sotto il comando NATO e "fornirà capacità al di là di ogni altro sistema aereo e di difesa missilistica schierato o previsto. Potrà essere facilmente implementato in un teatro di operazioni." [16] Esso comprende radar Forward-based X-Band, 360 radar di sorveglianza a 360 gradi, lanciamissili e missili intercettori Patriot di prossima generazione.

"MEADS puo operare con altri sistemi di difesa .... E 'possibile lavorare in associazione con altri sistemi di difesa missilistici, compreso il sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) e i sistemi marini di difesa missilistica Aegis .... MEADS ... puo essere in grado di fornire un contributo materiale al sistema Active Layered Theater Ballistic Missile Defense che i progettisti della NATO stanno attualmente disegnando. "[17]

In previsione della notizia del 17 settembre, il mese scorso la Casa Bianca ha chiesto quasi 600 milioni di dollari di finanziamento per MEADS per il prossimo anno e "Il Congresso è sulla buona strada per sostenere la richiesta dell'amministrazione." [18]

Il Times di Londra, ha risposto alle notizie sulla Polonia e la Repubblica Ceca con un articolo descrivendo in dettaglio l'avanzamento del programma Guerre Stellari da quando Ronald Reagan lo annunciò per la prima volta nel 1983. Ha citato, tra l'altro, le navi da guerra classe Aegis "dotate di missili Standard [SM-3] che sono in grado di intercettare missili nemici, proprio come i sistemi di base a Fort Greely in Alaska e nella base aerea di Vandenberg in California" e "un laser aereo. .. che può distruggere i missili balistici riscaldandoli fino a quando non cedono strutturalmente ", e ha posizionato queste innovazioni del 21 ° secolo in una prospettiva più ampia:

"Glli americani hanno installato [strutture radar planetarie per tracciare missili] in ogni parte nel mondo: in particolare, incrementando l'allarme radar sito presso la RAF Fylingdales, nel North Yorkshire e la distribuzione di radar X-band in Giappone e in Israele". [19]

Ai quali vanno aggiunti i missili USA-tracking nella base di Vardo, Norvegia, quaranta miglia dal confine russo, ed un impianto analogo a Thule Air Base in Groenlandia.

La notizia della cancellazione dei piani per l'installazione di un radar antimissile nella Repubblica ceca è stata applaudita dall'organizzazione No alle Basi , dal Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) e dal Partito socialdemocratico ceco (Cssd), tutti oppositori del progetto.

Ma i socialdemocratici che attualmente sono al 32% nei sondaggi e sono pronti a vincere le elezioni federali del prossimo anno, si differenziano dagli altri oppositori al radar in quanto non fanno obiezione all'installazione di componenti dello scudo antimissili nel loro paese, ma piuttosto sono favorevoli a portare la Repubblica Ceca in un sistema NATO di portata continentale , piuttosto che soltanto in un accordo bilaterale USA-Repubblica ceca.

Le dichiarazioni di Obama e di Gates dovrebbero soddisfare tale preferenza, prefigurando un più ampio e permanente sistema di missili intercettori che prende in maggior parte tutta l'Europa e Nord America. Se tale scenario continuerà a materializzarsi il sollievo e l'entusiasmo che hanno accolto le notizie del 17 settembre in molte parti del mondo, possono rivelarsi di breve durata.
Note
1) Russian Information Agency Novosti, 17 settembre 2009
2) Ibid
3) US espande Global Missile Shield Into Medio Oriente, i Balcani
Stop della NATO, 11 settembre 2009
http://rickrozoff.wordpress.com/2009/09/11/u-s-expands-global-missile-shield-into-middle-east-balkans/
Balcani Revisited: USA, NATO Expand Military Ruolo dell'Europa sud-orientale
Stop della NATO, 14 settembre 2009
http://rickrozoff.wordpress.com/2009/09/14/266/
4) La Russia di oggi, 17 settembre 2009
5) New York Times, 17 settembre 2009
6) La Russia di oggi, 17 settembre 2009
7) Ibid
8) Wikipedia
9) Reuters, 17 settembre 2009
10) agenzia di stampa ceca, 17 settembre 2009
11) Russian Information Agency Novosti, 17 settembre 2009
12) del Pentagono Intensifica Plans For Global supremazia militare: Stati Uniti, la NATO potrebbe
Implementare Mobile Vettori missili per l'Europa
Stop della NATO, 22 agosto 2009
http://rickrozoff.wordpress.com/2009/09/02/pentagon-intensifies-plans-for-global-military-supremacy-u-s-nato-could-deploy-mobile-missiles-launchers-to-europe/
US Accelera First Strike Missile Shield Global System
Stop della NATO, 19 agosto 2009
http://rickrozoff.wordpress.com/2009/09/02/u-s-accelerates-first-strike-global-missile-shield-system/
Militarizzazione dello spazio: Threat of Nuclear War On Earth
Stop della NATO, 18 giugno 2009
http://rickrozoff.wordpress.com/2009/08/31/militarization-of-space-threat-of-nuclear-war-on-earth
21st Century Star Wars e della NATO's 60th Anniversary
Stop della NATO, 15 gennaio 2009
13) Wall Street Journal, 14 agosto 2009
14) Wall Street Journal, 14 agosto 2009
15) Reuters, 20 agosto 2009
16) Wikipedia
17) Heritage Foundation, 17 agosto 2009
18) Ibid
19) The Times, 17 settembre 2009

Fonte: Global Research