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sabato 4 maggio 2013

Rubare il petrolio della Siria: il consorzio petrolifero UE-al-Qaida

Bollettino Aurora
Gearóid Ó Colmáin, Global Research, 1 maggio 2013

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La decisione dell’Unione europea di sostituire l’embargo sulle esportazioni di energia del governo siriano con l’importazione di petrolio dell”opposizione armata’ è un’altra flagrante violazione del diritto internazionale. Viola la dichiarazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1962 sulla sovranità permanente sulle risorse naturali, ed è l’ennesima violazione della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1981 sull’inammissibilità dell’intervento e l’ingerenza negli affari interni degli Stati. Ma è molto più di una violazione tecnica della legge. Segna la discesa della civiltà nella barbarie. Londra e Parigi, più di Washington, sono in prima linea nell’aggressione contro la Siria.  Nonostante il fatto che sia stato ora confermato dalla maggior parte dei media, che l”opposizione  siriana’ è al-Qaida, Londra e Parigi persistono nella loro follia di armare i terroristi, utilizzando l’argomento spurio che se non armano i ‘moderati’, gli ‘estremisti’ occuperebbero il Paese. Tuttavia, nelle parole del New York Times, ‘in nessuna parte controllata dai ribelli in Siria, c’è una forza combattente laica degna di questo nome‘. [1] Il fatto che i “ribelli” siriani sono di fatto al-Qaida, è stata anche ammessa dal bellicista quotidiano francese Le Monde. [2] Così, Parigi e Londra  spingono all’ulteriore armamento di al-Qaida e alla legalizzazione del commercio petrolifero con i terroristi jihadisti. In parole povere questo significa che la rete terroristica nota al mondo come al-Qaida sarà presto uno dei partner dell’UE nel business del petrolio. Un nuovo assurdo capitolo nell’era del terrore sta per aprirsi.

Il diritto internazionale e le sue violazioni

La risoluzione 1803 delle Nazioni Unite del 1962, sulla sovranità permanente sulle risorse naturali, afferma: ‘La violazione dei diritti dei popoli e delle nazioni alla sovranità sulle proprie ricchezze e risorse naturali è in contrasto con lo spirito e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ostacola lo sviluppo della cooperazione internazionale e il mantenimento della pace‘ [3]. Jabhat al-Nusra e altri gruppi affiliati ad al-Qaida non rappresentano in alcun modo il popolo siriano, e non costituiscono uno Stato sovrano secondo il diritto internazionale. L”opposizione armata’ è al-Qaida, pertanto la decisione dell’Unione europea di acquistare ufficialmente petrolio dalle bande terroristiche che attualmente occupano territori della Repubblica araba siriana, costituisce un crimine odioso ed è un’ulteriore beffa ai principi base che regolano i rapporti tra gli Stati.

Il documento ONU del 1981 condanna esplicitamente: ‘La crescente minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale a causa del frequente ricorso a minaccia o uso della forza, aggressione, intimidazione, intervento e occupazione militare, escalation della presenza militare e tutte le altre forme di intervento o di interferenza, diretta o indiretta, palese o occulta, minacciando la sovranità e l’indipendenza politica degli altri Stati membri, con l’obiettivo di rovesciarne i governi‘. La dichiarazione continua condannando categoricamente il dispiegamento di “bande armate” e “mercenari” da parte degli Stati, per utilizzarli nel rovesciare i governi di altri Stati sovrani: ‘Consapevole del fatto che tali politiche mettono in pericolo l’indipendenza politica degli Stati, la libertà dei popoli e la sovranità permanente sulle loro risorse naturali, danneggiando in tal modo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Consapevoli anche della necessità indispensabile che qualsiasi minaccia di aggressione, qualsiasi arruolamento, qualsiasi utilizzo di bande armate, in particolare dei mercenari, contro Stati sovrani deve terminare definitivamente, al fine di consentire ai popoli di tutti gli Stati di determinare il proprio sistema politico, economico e  sociale, senza interferenze o controllo esterno.’ [4]

I governi occidentali, che per molti anni hanno apertamente e spudoratamente violato tutti i principi noti e concordati del diritto internazionale, armando bande di terroristi che uccidono e mutilano civili, finanziando criminali comuni, narcotraffico e reclutamento di bambini-soldato, sono oramai scesi ancor più in basso acquistando petrolio e gas da queste bande di terroristi, delle risorse naturali giuridicamente di proprietà della Repubblica araba siriana e dei suoi cittadini.

mercoledì 12 dicembre 2012

Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito

di menici60d15
Appello al Popolo

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Il merito, qualunque genere di merito, non esiste altro che per convenzione. (…) Che merito ha la mosca di avere sei zampe là dove il ragno ne ha otto? Maffeo Pantaleoni, Erotemi, 1925.

Il metro di valutazione [nel settore primario e secondario], per l’operaio e per il contadino, è facile, quantitativo: se la fabbrica sforna tanti pezzi l’ora, se il podere rende. (…) Nei nostri mestieri [terziari] è diverso, non ci sono metri di valutazione quantitativa. (…) Come si può valutare un prete, un pubblicitario, un PRM? (….) No, non abbiamo altro metro se non la capacità di ciascuno di restare a galla, e di salire più su, insomma di diventare vescovo. In altre parole, a chi scelga una professione terziaria o quartaria occorrono doti di tipo politico. La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. L. Bianciardi, La Vita Agra.

La trasformazione dell’Italia in un Paese “ordinato secondo i criteri del merito e della gerarchia“per l’esclusivo bene del popolo”. Licio Gelli

Ci si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani, come scopo della vita, il successo (…) Infatti un uomo che ha avuto successo è colui che molto riceve dai sui simili, incomparabilmente di più di quanto gli sarebbe dovuto per servigi da lui resi a costoro. Il valore di un uomo, tuttavia, si dovrebbe giudicare da ciò che egli dà e non da ciò che egli riceve. A. Einstein

Secondo il governo, i problemi del lavoro sono le pretese dei giovani, che si devono mettere in testa che la stabilità del lavoro è finita, che essere disoccupati è normale, che accettare qualsiasi condizione è doveroso. Per ribadire ciò, ai giovanotti è stato fatto osservare che sono sfigati (Martone),  fermi al posto fisso (Cancellieri), choosy (Fornero), e ora viziatelli troppo abituati a cercare vie dorate sempre secondo il Ministro del Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunità Elsa Fornero, che ha preso a cuore questa campagna di moralizzazione. E’ come ne “Il marchese del Grillo”, ma non solo per la battuta famosa; anche per la scena dove il marchese, nel suo palazzo, stanco di lanciare frutta agli accattoni postulanti al cancello, comincia a tirargli pigne: non è che quegli italiani che hanno accettato il sistema clientelare non si meritino di essere presi a pesci in faccia dai politici, ora che i nodi stanno venendo al pettine.

E non è che non ci sia una non trascurabile parte di verità nelle accuse; ma la parte più veritiera sta proprio sullo stesso pulpito dal quale proviene la predica. Per il sottosegretario Martone gli studenti che a 28 anni non si sono ancora laureati sono sfigati; nessuna precisazione sulle diverse tipologie di fuoricorso. L’università di massa amplifica il fenomeno sociale indicato da Medawar – e prima di lui da Salvemini -  nel quale alcuni vengono istruiti al di sopra della loro intelligenza; ma un sottosegretario di Stato che si esprime con tale rozza albagia mostra di essere anche lui un “pompato”, in questo non diverso da chi presume troppo di sé percorrendo un corso di studi per i quali non è adatto. Martone è divenuto ordinario a 29 anni, ma per il rotto della cuffia, con un concorso più simile all’esame di uno sfigato raccomandato al quale i professori non mancano di fare notare che il 18 gli viene regalato, che all’abbraccio a un “giovane maestro” (Martone e il concorso (non-sfigato), Il Fatto, 25 gen 2012). E’ figlio di un alto magistrato che tra gli incarichi accumulati ha avuto quello di presidente dell’ANM, l’associazione di categoria dei magistrati, una casta tra le più forti, che vive ai piedi del trono. Il padre evidentemente ha insegnato al figlio il suum cuique tribuere:  i modi ossequiosi sono per i potenti, quelli cortesi per gli altri gentiluomini di corte, mentre la plebe va trattata per quella che è.

venerdì 7 dicembre 2012

Il balzo dell’ADM: Il governo siriano non userà le armi chimiche contro i suoi stessi cittadini

Mahdi Darius Nazemroaya, Global Research, 5 dicembre 2012

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La Siria non userà armi chimiche o biologiche contro il proprio popolo. L’amministrazione Obama e compagnia stanno solo riciclando gli stessi pretesti utilizzati mesi prima contro Damasco. Queste dichiarazioni sono false e vacue. Possono facilmente essere smontate quale retorica. Tutto quello che dobbiamo fare è guardare ai fatti recenti. Nel 2011 non furono formulate accuse simili contro un altro paese arabo? Non sostenevano che Muammar Gheddafi avesse usato armi chimiche contro la sua stessa popolazione? Non affermavano prima anche che Gheddafi e l’esercito libico arruolavano mercenari africani neri per uccidere i cittadini libici? O che i jet libici uccidevano manifestanti libici? Cosa è successo del genocidio a Bengasi? Ora non c’è altro che silenzio e ricordi perduti. Furono fatte dichiarazioni, moralità e responsabilità furono invocate, e poi un paese arabo in ascesa è stato bombardato. Un motore del progresso economico dell’Africa è stato spento e in una notte un’intera società è stata saccheggiata.

C’è stato anche il caso da manuale dell’Iraq, prima ancora delle bugie sulla Jamahiriya libica. Non furono l’amministrazione Bush, Tony Blair e la loro cerchia di criminali di guerra al comando, a mentire a tutta la comunità internazionale dicendo che l’Iraq aveva un programma di armi nucleari e armi di distruzione di massa nel 2003? Che cosa è successo di quelle ADM? Non si tratta di qualcosa che possa essere facilmente derisa. Più di un milione di iracheni è morto a causa delle menzogne spacciate dalla coppia anglo-statunitense. Per non parlare del danno ecologico e del genocidio intellettuale perpetrato contro l’intellighenzia e le classi professionali dell’Iraq.

Cerchiamo di essere chiari, la Siria ha minacciato di usare armi chimiche contro qualsiasi forza d’invasione il 23 luglio 2012. In primo luogo, la dichiarazione è stata fatta in un contesto difensivo. In secondo luogo, era diretta contro minacce militari. È molto diverso dal pensare di usare armi chimiche contro i propri cittadini, in particolare i civili.

lunedì 8 ottobre 2012

Aggredire la Democrazia: Chavez, gli Stati Uniti e la destabilizzazione del Venezuela

Bollettino Aurora

Eric Draitser, StopImperialism.com, 5 ottobre 2012

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Il Venezuela va alle urne questa domenica, in un’elezione che molti vedono quale referendum sul presidente Chavez e le sue politiche. Anche se vi è sicuramente una tale dimensione, il significato delle elezioni va ben al di là delle opinioni politiche e dei litigi partigiani, andando al cuore dello Stato venezuelano. Questo perché le elezioni saranno utilizzate come copertura per un tentativo di rovesciare, con la forza bruta se necessario, il governo democraticamente eletto, mettendo al suo posto un governo più sensibile agli interessi degli Stati Uniti. Ciò dovrebbe suonare familiare. È esattamente la stessa tattica provata nel 2002, con un colpo di stato istigato dagli USA che, anche se per breve tempo, depose Chavez, ma che in ultima analisi non riuscì. Ora, dieci anni dopo, la classe dominante imperialista degli Stati Uniti è pronta a cimentarsi ancora una volta in un cambiamento di regime in Venezuela.

La destabilizzazione strategica

Le elezioni di domenica rappresentano l’occasione ideale per l’intelligence USA di avviare una sorta di colpo di stato o rivoluzione “colorata” in Venezuela. Tuttavia, al fine di raggiungere questo obiettivo insidioso, vi sono strategie e tattiche molto specifiche, e rischi che devono essere compresi. Nel suo articolo, pubblicato dal Council on Foreign Relations, l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela Patrick Duddy presenta una serie di scenari dove l’elezione diventa il fulcro di una campagna di destabilizzazione. Forse il più importante di questi scenari, che sarebbe in linea con la tradizione delle “rivoluzioni colorate” in tutto il mondo, è l’esplosione di violenze nelle prime ore dalla proclamazione del vincitore.

venerdì 5 ottobre 2012

La Turchia tenta di provocare una guerra contro la Siria

Bollettino Aurora

La Turchia spara sulla Siria dopo che degli sconosciuti hanno attaccato una città di confine turca
Tony Cartalucci, Land Destroyer, 3 ottobre 2012

Dopo aver ospitato terroristi stranieri e sostenuto le loro operazioni lungo tutto il confine siriano-turco per oltre un anno, la Turchia, membro della NATO, ha sostenuto di aver risposto militarmente contro “obiettivi” in Siria, per un presunto attacco al territorio turco che essa attribuisce al governo siriano. Nonostante le organizzazioni terroristiche pesantemente armate che operano in gran numero su entrambi i lati del confine turco, con l’esplicita approvazione e il supporto logistico della Turchia, il governo di Ankara sembra aver escluso la possibilità che queste forze terroristiche, non l’esercito siriano, siano responsabili dell’attacco con dei colpi di mortaio, che i militanti armati sono noti usare ampiamente.

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Immagine: i terroristi che operano in Siria posano accanto a un grande mortaio. I mortai di ogni calibro sono i favoriti dai terroristi, che operano in Siria per attuare, per conto della NATO, un cambiamento violento del regime. I mortai che hanno sparato in territorio turco probabilmente potrebbero provenire dalla Turchia, che finanzia, arma e accoglie i terroristi per conto delle a lungo pianificate macchinazioni della NATO. A differenza del governo siriano, i terroristi, la Turchia, e di conseguenza la NATO, hanno una motivazione reale per lanciare l’attacco iniziale che giustificherebbe la Turchia nel reagire e prevedibilmente nel chiedere alla NATO di intervenire.

martedì 7 agosto 2012

La “guerra all’umanità” dell’occidente

AuroraSito

La libertà è schiavitù, il sostegno popolare è autoritarismo
La neolingua del Washington Post
Lizzie Phelan Information Clearing House 26 luglio 2012

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Un recente articolo sul Washington Post di Juan Forero, intitolato ‘I nuovi autoritari dell’America Latina‘, è solo l’ultimo esempio di come la macchina mediatica degli imperialisti sia costantemente impegnata nella guerra mediatica contro le nazioni sovrane nel Sud, al fine di fertilizzare il terreno per una nuova o maggiore aggressività economica e militare contro di esse. Tali campagne di psy-op cercano anche d’influenzare gli eventi sul campo nei paesi presi di mira, in questo caso nel Venezuela in vista delle elezioni di ottobre, in cui tutti i segni puntano a un’altra clamorosa vittoria dell’attuale presidente Hugo Chávez Frías.

L’articolo fa parte dell’ala psicologica di ciò che il sito web nicaraguense ‘Tortilla con sal’ definisce “guerra all’umanità” dell’Occidente, al fine di convincere il mondo della superiorità morale di una minoranza (l’élite occidentale/imperialista) sulla maggioranza, in modo da ridurre al minimo la minaccia di uno sforzo di massa organizzato per contestare i tentativi della minoranza, sempre più volti a raggiungere una totale egemonia globale.

Nella sua morale, la minoranza sostiene attraverso la sua vasta rete di propaganda, che mentre bombarda la maggioranza, è superiore in quanto universale e quindi deve difendersi e vincere a qualsiasi costo, compresa la distruzione di intere nazioni, per non parlare dei milioni e milioni di vite, i cui governi si mettono di traverso, come il caso della Libia ha dimostrato ultimamente. Fatti scomodi, come l’impareggiabile record di crimini delle potenze  NATO/imperialiste che sostengono la loro superiorità morale, deve inesorabilmente essere legittimato attraverso i media imperialisti (compreso il Washington Post) e la rappresentazione dello spettacolo dei crimini della NATO come atti di libertà, mentre gli atti di resistenza e l’autodifesa dei loro avversari che mettono a repentaglio le pretese sulla superiorità morale e l’obiettivo dell’egemonia totale, sono presentati come crimini contro l’umanità. E così guardando attraverso la lente di Forero, le nazioni sovrane dell’America Latina, che stanno consolidando la loro libertà dal dominio occidentale attraverso l’unificazione crescente del continente, sono il male emergente contro cui il governo degli Stati Uniti dovrebbe fare qualcosa.

martedì 10 aprile 2012

Gli Stati Uniti hanno utilizzato armi nucleari tattiche in Afghanistan e in Iraq

Leonid Savin, Strategic Culture Foundation, 09.04.2012

warheadE’ diventato chiaro, dopo il vertice sul nucleare di Seul, che gli Stati Uniti aderiscono alla vecchia politica, risalente al 1945, di monopolizzare il diritto di usare le armi nucleari, combinando la loro parte nella non proliferazione del diritto internazionale con nuove misure restrittive contro gli altri, compresa la Russia. Tutto ciò dovrebbe riportare alla superiorità nucleare globale degli Stati Uniti.

Nel suo libro Towards a World War III Scenario: The Dangers of Nuclear War, Michel Chossudovsky ci narra dell’interconnessione tra il Pentagono e le grandi aziende statunitensi. Il libro dice che il Congresso statunitense approvò l’uso di armi nucleari tattiche nelle guerre non convenzionali, nel 2003. Secondo i congressisti, ciò era abbastanza “sicuro per i civili” (1).
Infatti, la tecnologia militare è avanzata di parecchio rispetto alle due bombe nucleari usate contro il Giappone, specialmente nel campo dello sviluppo di munizioni nucleari di bassa e bassissima potenza. Già nel 1950 il “cannone nucleareDavy Crocket, il sistema d’arma più piccolo con una gittata di a 4,5 km, faceva parte dell’arsenale delle forze armate (2). Era destinato ad essere distribuito in gran numero in Europa occidentale per combattere un improvviso attacco da parte dell’Unione Sovietica.

sabato 24 marzo 2012

Per non dimenticare il 24 Marzo 1999, inizio dei "bombardamenti democratici" sulla Jugoslavia

di Andrea Salomoni
Arianna Editrice

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Il 24 Marzo del 1999, iniziarono i bombardamenti "democratici" sulla Jugoslavia e la criminale aggressione contro il suo popolo; mentre il 10 giugno venivano stipulati gli accordi di pace a Kumanovo, e dopo 13 anni ecco che la verità faticosamente si fa largo anche a livello ufficiale:

...Altro che “genocidi e fosse comuni mai trovate”, “diritti umani negati” e “pulizie etniche” mai avvenute, se non dopo l’occupazione della NATO, e compiuta dalle bande criminali dell’UCK nei confronti dei serbi e di tutte le minoranze non albanesi, oltre che contro gli albanesi jugoslavisti.

A dodici anni dalla fine dell’aggressione la verità lentamente emerge, altro che “ingerenza umanitaria”, ecco a cosa miravano i criminali bombardamenti “terapeutici” sulla Jugoslavia. Erano semplicemente mire imperialiste, soltanto che ora non lo diciamo più noi "complottisti" come facciamo dal 1999, adesso ci sono le prove e le dimostrazioni. Sotto trovate una cartina della Serbia Montenegro, con indicati gli obiettivi e gli interessi che la NATO ha richiesto al nuovo governo, docile vassallo dell’occidente, come condizione per entrare nella lista d’attesa per la Partnership per l’organizzazione atlantica e per poter aspirare ad entrare un giorno, nell'Europa dei padroni.

mercoledì 21 marzo 2012

KONY 2012: L’inganno per una nuova guerra in Africa!

Stragi e razzie con la scusa dell "Umanitarismo"

L'obiettivo è quello di distruggere il paese facendo cadere il governo centrale. In questo modo l'Occidente può andarci con dei mercenari e rubare tutte le risorse di quella nazione.

Fonte: Voci Dalla Strada 19 Marzo 2012

venerdì 17 febbraio 2012

‘Il potere globale è finito’

Aurora-Bollettino d’informazione internazionalista

Il progetto di Zbigniew Brzezinski per rilanciare lo status globale degli USA  e promuovere una roadmap geopolitica meno pericolosa.

Arnaud de Borchgrave, UPI, 13 febbraio 2012

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WASHINGTON, 13 feb (UPI) – Dalla polvere alla polvere, il potere globale non c’è più. Così dice Zbigniew Brzezinski, l’unico rivale di Henry Kissinger nel tempio della fama della geopolitica contemporanea americana.

Per secoli, gran parte del panorama globale terrestre e marino è stato dominato da una sola potenza – ad esempio, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti – e i recenti aspiranti padroni dell’universo non durarono a lungo.

L’impero tedesco millenario di Hitler è stato costruito in sei anni – e schiacciato in sei anni (1939-45 Seconda Guerra Mondiale). Il sanguinoso impero di Stalin è durato un po’ più a lungo sull’orologio della storia. Dopo, il Cremlino ha ammesso la sconfitta e si è ritirato dall’Afghanistan nel febbraio 1989, la cortina di ferro è crollata e le colonie dell’Europa dell’Est recuperato la propria libertà.

venerdì 2 dicembre 2011

SIRIA: L’orwelliana “Responsabilità a proteggere” (R2P) utilizzata per giustificare il “cambio di regime” e la guerra totale

dal Sito Internazionalista Aurora
30 Novembre 2011

Mahdi Darius Nazemroaya Strategic Culture Foundation 29-11-2011 – Globalresearch

La Lega Araba insieme a un gruppo affiliato chiamato Consiglio nazionale Siriano (CNS), una creazione dell’alleanza tattica tra il ramo siriano della Fratellanza Musulmana, Washington, NATO, Israele e petro-monarchie del Golfo Persico, viene utilizzato nel quadro delle false pretese dell’umanitarismo per un piano per estromettere dal potere il presidente Bashar al-Assad e installare a Damasco un nuovo governo cliente.

La Lega Araba: una Camera di tradimento e codardia

La Lega araba è un corpo disfunzionale e dall’iperbole in gran parte cerimoniale che è stata completamente spogliata di ogni valore, che aveva quando fu fondata nel 1945. E’ stata seguestrata e asservita da Washington e di suoi alleati della NATO, invece dei veri interessi arabi. L’ultimatum della Lega contro la Siria è completamente in sintonia con i piani di cambiamento di regime contro Damasco.  La Libia è stata sospesa dalla Lega araba prima che la NATO iniziasse la sua guerra. La Lega è stata utilizzata per dare una copertura al Pentagono e alla NATO per la loro guerra e all’agenda del cambiare di regime contro Gheddafi. Sono l’Arabia Saudita e il Gulf Cooperation Council (GCC) che hanno contribuito a far sequestrare la Lega. Qatar, Oman, and Saudi Arabia. Il GCC è composto dai petro-sceiccati del Golfo Persico di Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain, Qatar, Oman e Arabia Saudita.

Nessuno di questi paesi sono stati-modello, per non parlare della democrazia. I loro leader installati dagli stranieri hanno tradito i palestinesi, hanno sostenuto l’attacco all’Iraq, Israele contro il Libano, la demolizione della Libia e ora cospirano contro la Siria e i suoi alleati regionali.

In un atto palese di ipocrisia, i despoti non eletti di questi petro-sceiccati hanno annunciato che il regime di Gheddafi era “illegittimo”, e ora stanno facendo affermazioni simili sulla Siria. Tutto questo mentre i regimi stessi dell’Arabia Saudita e del Bahrein uccidono e terrorizzano i propri cittadini inermi che protestano nelle strade di Arabia Saudita e Bahrain, per avere un trattamento equo, diritti fondamentali, uguaglianza e libertà.

Il GCC ha costretto la Lega Araba a sostenere la delegittimazione del governo libico e la guerra contro la Libia, sotto forma di sanzioni e no-fly zone. Ora vuole imporre sanzioni politiche ed economiche alla Siria e spingere il paese a implodere internamente, mentre cerca di modellare un mandato della Lega Araba per la no-fly zone come contro-mossa ai veti di Russia e Cina al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Turchia si preparano ad aiutarla in questo senso.

Il Comitato di coordinamento nazionale siriano contro il Consiglio nazionale  siriano

I media mainstream, come BBC e al-Jazeera, nei paesi della NATO e nelle monarchie arabe, sono disposte a stampare, pubblicare o trasmettere qualsiasi cosa che degradi la Siria e sostenga il cambio di regime attraverso informazioni settarie, non professionali, false e istigatrici. Non devono essere attendibili verso i fatti in Siria. I principali media nei paesi della NATO e del GCC giocano continuamente con le parole, non forniscono alcuna relazione verificata e citato i recenti gruppi basati all’estero come loro fonti. Tra questi gruppi vi è l’inglese Osservatorio siriano per i diritti umani che, ironia, sostiene i governanti sauditi mentre pretende di abbracciare gli ideali democratici.

Proteste che chiedono riforme e democratizzazione hanno avuto luogo in Siria.  Anche altre proteste contro la corruzione e le variazioni dei prezzi legate alle sovvenzioni, hanno avuto luogo, ma non nella scala e grandezza che la NATO e il GCC ritraggono. Inizialmente c’è stato un forte giro di vite che hanno coinciso con gli attacchi dei gruppi armati che avevano approfittato della protesta. Il problema è stato aggravato da aggressori non identificati, che hanno attaccato sia i civili siriani che le forze di sicurezza siriane, creando instabilità.  Mentre le tensioni aumentano, tutto questo viene ulteriormente complicato dalla lotta interna tra le famiglie delle elite che formano le oligarchie a Damasco.  Il ramo siriano dei Fratelli Musulmani ha anche cercato di capitalizzare e di armarsi, con l’aiuto di stranieri, tentando di infiammare le violenze per rovesciare Bashar al-Assad.

La situazione in Siria è complicata, perché ci sono diverse tendenze in competizione nell’opposizione. Comprese le forze di opposizione in Siria, che vanno dai lacchè del governo a persone che realmente vogliono la riforma. A parte la Fratellanza musulmana siriana, la maggior parte della opposizione interna è contraria alla violenza, a ogni forma di intervento straniero e vuole la riforma, invece di un cambiamento di regime. E’ questa opposizione che costituisce il Comitato di Coordinamento nazionale siriano (SNCC), che i critici definiscono un’appendice regime.

I membri di questa opposizione interna sono stati picchiati e uccisi in Siria. Tra cui Mashaal, una figura dell’opposizione curda siriana. Anche se c’è oltre una dozzina di partiti politici curdi non riconosciuti in Siria, il suo omicidio, secondo i leader curdi, è stato un atto volto a fomentare la violenza nelle aree curde della Siria. Diversi leader curdi hanno immediatamente denunciato l’omicidio come opera di coloro che vogliono incastrare il governo siriano e scatenare il caos in Siria tra curdi e arabi. Altre vittime interne includono il vignettista Ali Farzat che è stato rapito da uomini armati non identificati e brutalmente picchiato, a fine agosto 2011. Vi è una possibilità che i membri indisciplinati delle forze interne siriane possano essere dietro l’attacco, ma gli attacchi avrebbero potuto essere progettati per colpire Damasco.

Al di fuori della Siria, Washington e i suoi alleati hanno fatto di tutto per cooptare il SNCC o far tacere le voci delle forze del SNCC e le altre dell’opposizione interna, che sono contro l’intervento straniero e l’uso della violenza. Quando una delegazione del SNCC è arrivata al Cairo per colloqui con la Lega araba, è stato subito aggredita e picchiata da una folla di sostenitori del SNC che li stava aspettando. La Lega araba ha anche deciso di riconoscere il SNC, che non è popolare in Siria.

In realtà, la SNC è controllata dal ramo siriano della Fratellanza Musulmana e da diversi gruppi salafiti. Alcune delle persone che figurano come membri del SNC non sono state consultate neanche prima che fossero aggiunte e non giocano alcun ruolo reale nell’organizzazione. A questo proposito, i Fratelli Musulmani sono promossi come l’alternativa a Bashar al-Assad da Turchia, Arabia Saudita, Qatar e GCC.

La SNC, che si è formata a Istanbul un mese dopo che un altro Consiglio di transizione siriano era stato formato ad Ankara, è inaffidabile. Hanno palesemente mentito innumerevoli volte sui loro supporto interno e i fatti in Siria. Né forniscono alcuna forma di valida alternativa al regime siriano. Il loro ranghi sono pieni di loschi individui con stretti legami con governi stranieri e organizzazioni che servono gli interessi degli Stati Uniti e dell’Unione europea. Secondo Ayoob Kara, un parlamentare del Likud alla Knesset israeliana, l’opposizione siriana era in contatto con Tel Aviv per spodestare il regime siriano. Kara anche chiarito, in un discorso alla Knesset, che Israele deve intervenire in Siria  per combattere l’Iran e i suoi alleati.

Supplicare l’intervento: paralleli tra i Consigli di transizione in Libia e Siria

In Libia il Consiglio di transizione è stato utilizzato per soppiantare la Jamahiriya di Tripoli. Ora la SNC è usata illecitamente per cercare di occupare la Siria. La SNC trasformerà la Siria in uno stato cliente docile, diviso e gestito da Turchia, Israele, Giordania, Arabia Saudita e stati del GCC, per conto di Washington. Il riconoscimento del SNC da parte della Lega araba e della Turchia è parte di questo obiettivo.

Prima della guerra della NATO in Africa del Nord, il Consiglio di transizione in Libia elemosinava l’intervento militare di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e  NATO. Allo stesso modo, la SNC e gli individui che la compongono chiedono un intervento militare della NATO contro la Siria. La SNC ha anche pubblicato le coordinate delle infrastrutture difensive in Siria che vogliono siano bombardate dal Pentagono e dalla NATO. I membri di questa opposizione hanno anche pubblicato le mappe delle basi aeree siriane e delle infrastrutture navali russe, per aiutare la NATO ad identificare gli obiettivi militari. Ciò che dice molto dell’orientamento della SNC è che queste strutture hanno ben poco a che fare con la politica interna o il controllo delle folle, e molto a che fare con la difesa nazionale siriana.

E’ in questo contesto che un fallito attentato, da parte del cosiddetto “Esercito siriano libero“, è stato lanciato contro l0intelligence delle Forze Aeree siriane a Damasco. Questo non era un atto di protesta, ma un atto di guerra male organizzato, che aveva lo scopo di indebolire le capacità difensive aeree della Siria nel caso in cui sia attaccata. L’esercito libero siriano, in realtà, è un’organizzazione di facciata controllata e presidiata da GCC, Turchia, Giordania e NATO tramite mercenari e gruppi che possono liberamente essere chiamati “al-Qaida.” Questa non dovrebbe essere una sorpresa, in un’epoca in cui l’ammiraglio McRaven ha detto al comitato per le forze armate del Congresso degli Stati Uniti, che le operazioni segrete con il coinvolgimento delle Forze Speciali degli Stati Uniti sono vitali per le guerre moderne del Pentagono.

L’orwelliana responsabilità a proteggere (R2P): uno strumento delle guerre atlantiste

La Repubblica araba siriana ora affronta la “responsabilità a proteggere” (R2P) come minaccia. La R2P non è stato utilizzata in Libia, ma è stata assai menzionata. La menzione frequente del R2P è una politica del rischio calcolato per le future guerre.

La R2P è stata preparata per essere brandita come arma da Washington e dalla NATO. Si tratta di un dispositivo neo-imperialista travestita da agnello con l’appropriato linguaggio dell’umanitarismo. Dov’è la R2P contro Israele in Palestina o quando attaccò il Libano nel 2006? Dov’è la R2P verso i dittatori imposti dagli stranieri del Bahrein e dell’Arabia Saudita? Dov’è la R2P quando si tratta della brutale occupazione marocchina del Sahara Occidentale? Dov’è la R2P nella Repubblica democratica del Congo? Questi sono tutti i luoghi dove la R2P non comparirà mai, neanche per essere citata, perché sarebbe contro gli interessi di Washington e dei suoi alleati.

Si tratta di un concetto diplomatico costruito in Canada, dal Ministero degli Affari Esteri e Commercio Internazionale (DFAIT), attraverso la Commissione Internazionale sull’intervento e la Sovranità di Stato (ICISS) nel 2000. Il concetto presuppone essenzialmente che l’indipendenza di un paese non è un diritto, e può esserle tolto dalla comunità internazionale in caso di necessità.  La comunità internazionale, sotto il paradigma della R2P, ha la responsabilità di intervenire in qualsiasi paese indipendente, al fine di proteggere i cittadini di quel paese.

Chi può decidere quando utilizzare la R2P? Inoltre, che cosa è questa “comunità internazionale” che dà legittimità e da quali paesi è formata? Come e chi definisce la comunità internazionale? La comunità internazionale è molto di più dei paesi della NATO. Chiaramente, la maggior parte del mondo era contro l’invasione anglo-statunitense dell’Iraq nel 2003, ma Washington e la Gran Bretagna hanno sostenuto che la “comunità internazionale” era con loro. La “comunità internazionale” è in realtà un termine ampiamente travisato nel concetto e nel termine. Washington prende continuamente una serie di piccoli Stati che sono delle dipendenze virtuali, dei satelliti e dei governi non rappresentativi per aggiungere i loro nomi a tutte le liste che produce costantemente nelle sue coalizioni militari e iniziative, e le chiama “comunità internazionale“. Queste liste in superficie può suono impressionante, ma in realtà sono miraggi santificare lo scopo di produrre un aspetto ingannevole del sostegno internazionale e consenso. Per esempio, la “Coalizione dei volenterosi” di Washington, che era stata forgiata per invadere l’Iraq nel 2003, includeva la Colombia, l’Afghanistan di Hamid Karzai occupata dalla NATO, Georgia, El Salvador e Islanda. Se non sono satelliti degli Stati Uniti, i governi di questi paesi  o sono corrotti o sono costretti a unirsi contro il volere delle loro popolazioni.

Ora, sia le università che la società civile sotto forma di ONG nei paesi della NATO hanno un ruolo importante da svolgere, nella diffusione del paradigma R2P. Spingono per la sua normalizzazione nelle relazioni internazionali e il suo uso in Siria. Insieme al riconoscimento del SNC non rappresentativo e al miraggio della legittimità araba fornito dalla manica di despoti antidemocratica del GCC che sequestrato la Lega Araba, la R2P sarà utilizzata per creare un regime giuridico internazionale che lavorerà per isolare, storpiare e sottomettere Damasco.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora